Si intitola "Fall of Giants" (La caduta dei giganti) il prossimo romanzo dello scrittore inglese Ken Follett che uscirà in 14 nazioni il prossimo 28 settembre.
Una pubblicazione in contemporanea mondiale che coinvolgerà alcune tra le maggiori case editrici, tra le quali Mondadori, l'editore italiano dell'autore di tanti bestseller, Penguin negli Stati Uniti, Random House Mondadori in Spagna e America Latina, Laffont in Francia, Pan Macmillan in Gran Bretagna e Australia, Lubbe in Germania e Unieboek in Olanda.
"Fall of Giants" sarà il primo di una trilogia intitolata "Century" (Secolo) che racconterà il destino di cinque famiglie intrecciate tra di loro (un'americana, una russa, una tedesca, un'inglese e una gallese) dallo scoppio della prima guerra mondiale fino alla rivoluzione russa.
Il secondo libro della serie, ambientato durante la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale, uscirà nel 2012, seguendo le storie dei figli e dei protagonisti del precedente romanzo.
Il terzo volume sarà nelle librerie nel 2014 e narrerà le vicende familiari degli eredi dei precedenti personaggi ambientate nello scenario della Guerra Fredda.
L'autore inglese da oltre 100 milioni di copie grazie a bestseller come "La cruna dell'ago" e "I pilastri della terra" riproporrà anche nella trilogia "Century" un suo meccanismo narrativo prediletto: i personaggi escono da un conflitto per entrare in un altro.
La notizia della pubblicazione del primo volume della trilogia è on line sul sito internet ufficiale di Ken Follett.
Quello disegnato da Follett è "uno scenario perfetto per esercitare il suo talento: una saga storica che unisce la narrazione epica de 'I pilastri della terra' e di 'Mondo senza fine' con la suspense delle sue classiche spy stories", ha detto Amy Berkower dell'agenzia Writers House che rappresenta lo scrittore inglese. "Una pubblicazione in contemporanea da parte dei più importanti editori del mondo rappresenta l'ideale per lanciare un romanzo che dà vita alla più tumultuosa, violenta e complessa epoca dei tempi moderni", ha aggiunto Berkower.
Jeffery Deaver - LA DODICESIMA CARTA
Harlem, biblioteca del Museo afroamericano. La sedicenne Geneva Settle sta cercando notizie di un suo antenato vissuto nella metà dell'Ottocento che, ex schiavo, si era battuto per i diritti civili della gente di colore per poi finire misteriosamente in carcere. Mentre la ragazza è concentrata nella ricerca, un uomo si avventa alle sue spalle e tenta di violentarla. Nonostante sembri un tentativo di stupro, Lincoln Rhyme inizia a indagare con l'aiuto di Amelia Sachs. In effetti, l'uomo ha un obiettivo più impegnativo: uccidere la povera Geneve. E per far questo non esita a uccidere il bibliotecario che forse ha visto qualcosa. Il primo indizio che Rhyme ha a disposizione? La dodicesima carta dei tarocchi, l'Impiccato.
Titolo originale: "The Twelfth Card", 2005
Casa Editrice Rizzoli (BUR Best Seller)
Traduzione: Andrea Carlo Nappi
500 pagine - € 9,60
LA RECENSIONE DI Thrillercafe.it:
[...] “Il più grande scrittore di thriller dei nostri giorni”, così il New York Times definì Deaver qualche tempo fa: bene, qua al Thriller Cafè ci domandiamo se l’etichetta valga ancora dopo aver letto questo libro e ci rispondiamo che Deaver sarà pure un grandissimo, ma con questo romanzo non è che lo dimostri molto. La dodicesima carta è infatti una prova opaca, sottotono, solo parente alla lontana delle precedenti. Ci sono sì Rhyme e le sue indagini “da remoto” con la partecipazione di Amelia Sachs, ma da sole non reggono del tutto la scena: sono meno entusiasmanti del solito, vanno lente, come se corressero per raggiungere un autobus imbottigliato nel traffico. Quello che manca è il ritmo incalzante a cui Deaver ci ha abituato, quel susseguirsi incessante di colpi di scena che spiazza il lettore ogni volta che crede d’aver intravisto la soluzione all’enigma. In questo libro, i colpi di scena che compaiono verso la fine sembrano in verità forzati, quasi inseriti per allungare una storia che fino a quel momento ha detto poco e condurci verso un finale ancor meno soddisfacente. Mi rendo conto d’essere forse troppo critico con un romanzo comunque leggibile, ma Deaver ci ha abituato a opere ben migliori e del resto nessuno è infallibile: stavolta è stato meno bravo che in altre occasioni. Quando parleremo de “Il collezionista di ossa” o “Lo scheletro che balla”, anche quei pochi che non dovessero conoscerlo se ne renderanno conto… [...]
IL MIO GIUDIZIO:
Un libro sotto tono rispetto alle migliori opere di Jeffery Deaver, ma comunque leggibili e godibile.
Lo stile narrativo dello scrittore statunitense è inconfondibile, sa tenerti incollato alle pagine ed è sempre ricco di colpi di scena, ma con "la dodicesima carta" non ho provato quella scarica di adrenalina come in alcuni dei precedenti romanzi della serie "Rhyme-Sachs"; difficile volare sempre alla quota più alta...
Un giallo consigliato per una lettura estiva sotto l'ombrellone.
L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.
I COMMENTI DEI LETTORI:
Sicuramente non uno dei migliori libri di Deaver della serie Rhyme-Sachs ma devo dire che si è ben ripreso dopo L'uomo Scomparso, un libro che secondo me... bè, non era cosi valido come lo si voleva far credere. Comunque, parliamo de "La dodicesima carta"... tantissimi colpi di scena come non li si leggeva più dai tempi di 'La sedia vuota' e soprattutto una narrazione degna del miglior Deaver, che per fortuna per noi, sembra con gli anni non perdere la sua capacità di tenerci incollati alle pagine del libro e di rievocare sensazioni e paure dei suoi personaggi. Interessante anche il concentrato di personaggi nascosti di cui non si conosce proprio l'esistenza se non fino a 20 pagine dalla fine, interessante la parte privata di Rhyme, che si dimostra finalmente coraggioso non solo dal punto di vista 'poliziesco' ma anche dal lato umano... interessanti anche i risvolti psicologici degli altri protagonisti ormai a noi, fan di Deaver, noti... come Sellitto, Cooper e Thom... che tra l'altro ha una pazienza assurda con Lincoln... ops, mai col nome di battesimo, porta sfortuna... ;-) Insomma, un libro decisamente grandioso... che sa catturare l'immaginazione... e che soprattutto, ancora una volta, ci fa innamorare dei personaggi creati dalla fantastica mente dell'ormai famosissimo giallista americano... insomma, grazie Jeffery per questa nuova perla da aggiungere alla mia collezione!!
Un giallo nel quale l'immagine del protagonista, il detective Lincoln Rhyme, non mette in ombra le altre persone della storia, ma ogni personaggio ha una sua funzione nel quadro generale, come un tassello di un puzzle. L'abilità di Deaver, è di far "parlare" le persone anche attraverso i loro pensieri (in corsivo). Il libro sembra non trovare mai la soluzione definitiva, tra continui colpi di scena e falsi finali (si ha sempre l'impressione di essere arrivati alla fine, quando all'improvviso il libro cambia le carte in tavola) e false piste che il vero assassino ha costruito per sviare le indagini. Ambientato tra le strade di New York del 1865 e le strade della New York di oggi, è un giallo ben curato, avvincente: le 500 pagine scorrono senza pesare.
Ho smesso da pochi giorni la lettura, e già sento la mancanza di Rhyme. Proprio oggi ho pensato che sarebbe fantastico combattere il terrorismo, il nemico, solo come Deaver riesce a fare attraverso quel genio di Rhyme. Mi sento già in astinenza, ma meglio aspettare per un nuovo romanzo, noi fan di Deaver siamo molto critici. In questo ultimo libro mi è piaciuto scoprire il lato umano di Rhyme, sempre celato, anche se a tratti, in precedenza, ci veniva "descritto". Avvincente come sempre, il mistero dei genitori della ragazza, lo zio, un sospetto che si rivela un protettore della giovane. Grazie ancora per le emozioni e per la suspence che hai saputo regalarmi. Appena esce un nuovo romanzo di una cosa sono certa: mi aspettano notti insonni.
Sicuramente un grandissimo libro. Anche con quest'ultimo suo lavoro Deaver si dimostra forse il miglior scrittore thriller che il mercato contemporaneo internazionale possa offrire. Oltre alla trama decisamente avvincente farcita da risvolti storici narrati superbamente, ciò che colpisce è l'analisi attenta dei comportamenti umani dei protagonisti, perchè oltre al celeberrimo Rhyme e alla sua amata Amelia, spiccano anche in modo marcato le personalità dei suoi fidi collaboratori come Thom, Bell, Sellitto (insolitamente nervoso), traspaiono le loro paure, i loro timori, i loro piccoli difetti e le loro virtù narrati con una maestosità tale da allibire anche il lettore più esigente. La "sedia vuota" secondo me è stato il più grande capolavoro di Deaver per cui le 5 stelle sono esclusivamente appannaggio di tale opera, ma quest'ultima fatica merita sicuramente una grande attenzione anche a dimostrazione del fatto che potranno pure passare gli anni, è fisiologico, ma questo autore continua ad incollare milioni di lettori alle pagine dei suoi libri regalando ad ogni attimo emozioni, suspence e ripetuti colpi di scena tali da far perdere il sonno. Avvincente, coinvolgente ed assolutamente da comprare!
In questo libro scoprire il lato tenero di Rhyme è stato bello, ora il personaggio mi piace di più. Lo consiglio a tutti.
Non è sicuramente, a mio avviso, il libro migliore di Deaver. E neanche la storia migliore di L.Rhyme. Però si lascia leggere (classica lettura estiva da sotto l'ombrellone!) In verità mi aspettavo di più da Deaver. E visto che finalmente è ritornato ad utilizzare il suo personaggio "di punta": L. Rhyme, ci si aspettava qualcosa di più. Sinceramente, a questo suo ultimo lavoro, ho apprezzato molto di più il "Giardino delle belve" che non è il massimo del repertorio di Deaver. Anch'io ho apprezzato il "cameo" di Parker Kincaid. Speriamo sia il preludio ad un ritorno di questo personaggio molto apprezzato dal sottoscritto, ma evidentemente un po' meno dal suo creatore.
Bellissimo, lascia in suspence fino all'ultima pagina. L'ho letto molto volentieri e tutto d'un fiato.
Fidatevi... leggete Agatha Christie, che è molto meglio...
Decisamente mi aspettavo molto di più da Deaver! Mi ha deluso e non poco... Poca suspence anche se molto ben scritto. La storia ti fa intravedere un movente costruito fin nei minimi particolari... ma alla fine si traduce in un flop. Poco "corposo". Meglio sicuramente "L'uomo scomparso". Anche se Deaver rimane un grande scrittore questa volta l'entusiasmo è sparito dopo qualche capitolo...
Sicuramente ne ha scritti di migliori, ma è comunque un libro che si legge bene e pieno di sorprese.
Devo ammettere che non conoscevo questo autore. Ho comprato questo libro e... ho fatto bene, le mie sensazioni sono sempre ben risultanti... ho scoperto un autore che non ti permette di allontanarti dalle pagine che stai leggendo. Avvincente, sorprendente e non banale, nulla è scontato nell'esposizione dei personaggi. Non puoi dire che tutto sia scontato, nulla lo è con questo autore. I personaggi che credi di aver designato in un modo alla fine scopri che sono l'opposto della designazione fatta. Mi ha preso, lo consiglio.
Deaver ha scritto di romanzi molto migliori come La lacrima del diavolo, Il collezionista di ossa e Profondo blu ma questo è carino, pieno di colpi di scena, avvincente.
Non conoscevo Deaver ed i suoi romanzi; ho, casualmente, letto le recensioni del libro "La dodicesima carta" ed, incuriosita, ho deciso di comperarlo: devo ammettere che sono stata molto contenta di averlo fatto. Ho letto "La dodicesima carta" in tre giorni in ogni momento libero: la curiosità di sapere come finiva era troppo forte! Lo stile con cui Deaver scrive, infatti, è appassionante e coinvolgente! Sicuramente leggerò anche gli altri libri della serie che vede come protagonista Lincoln Rhyme.
Ho letto altri libri dello stesso autore, ma il suo tenere il fiato sospeso non tramonta mai: anche se non è il primo, è capace di intrattenere il lettore fino all'ultima pagina con suspanse e colpi di scena.
Deaver è un grande... ti lascia incollato alle sue pagine dalla prima all'ultima... fantastica la sua maniera di raccontare... Non ho optato per le 5 stelline solo perché ho preferito il finale di altri suoi libri... Ma merita molto nel suo insieme anche questo...
Una vera rivelazione, è il primo libro che leggo di Deaver ma l'ho trovato davvero avvincente. Un personaggio molto particolare questo Rhyme che coinvolge ed incuriosisce. Da leggere.
Non fosse per il finale assurdo creato per assecondare le intuizioni di Rhyme meriterebbe un punteggio più alto. Apprezzabili i colpi di scena.
Era il primo libro di Deaver che leggevo... Nulla da dire, sicuramente è un grande scrittore di thriller e questo lo si capisce già dalle prime pagine, dai poliedrici punti di vista con cui descrive le primissime scene... Ma oltre che alla forma(indiscutibile), occorre anche sostanza, ed in questo libro ce n'è davvero molto poca: tematica e trama brutte e noiose, sicuramente non interessanti e accattivanti per chi vive lontano dai ghetti americani. Per non parlare della "dodicesima carta", di cui si parla praticamente solo nella copertina e nel suo risvolto!!! uno specchietto per le allodole, insomma! Decisamente brutto. Da dimenticare.
Rispetto a libri come 'Lo scheletro che balla' o 'La sedia vuota' gli manca qualcosa, anzi molto. E' come se l'autore avesse voluto concentrarsi di più sulla psicologia, sulla storia (intesa come materia scolastica, come storia di eventi passati) e su un'analisi forse un po' approssimativa del mondo giovanile che sulla trama gialla e/o sul suspence. Il colpo di scena magari c'è anche ma dà la sensazione che sia un po' una scappatoia dell'ultimo momento tanto per trovare qualcosa che possa stupire. Se vi piace lo scrittore val la pena di leggerlo, altrimenti vi consiglio i primi due che ho citato e lasciate stare questo.
Volevo controbattere a chi sa considerare la questione solo in bianco o in nero. è vero, Deaver in questo romanzo ha deluso alcune delle aspettative che i suoi lettori avevano (i lettori che lui dice di rispettare molto), ma non credo che nessuno finora abbia considerato un discorso a tutto tondo. Ed è quello che intendo fare io, con la seguente analisi. Pregi: In questo romanzo Deaver ha decisamente approfondito la componente psicologica dei due protagonisti, Rhyme e Sachs, "avvicinando" in questo i lettori a sé, sebbene il detective quadriplegico appaia piuttosto piagnucoloso. Inoltre mi è piaciuto che finalmente Deaver abbia fatto emergere personaggi che nei precedenti romanzi non erano stati sufficientemente approfonditi. Mi riferisco a Lon Sellitto e alla sua crisi psicologica nella prima tranche del romanzo, il che mi ha veramente sorpreso. Infine, lo stile nel periodare di Deaver non è calato di qualità e non annoia mai. Difetti: prima di tutto, la traduzione non fa molto onore al testo. Ho letto "il collezionista di ossa", con un altro traduttore, e confesso che mi è piaciuto molto di più. Inoltre, la recensione sul risvolto del libro è trita e non invoglia molto il lettore: la mia curiosità, lo confesso, è aumentata solo quando ho letto di più su internet. E passiamo alla storia. Un po' lunghina, anche se non come "L'uomo scomparso", che mi ha interessato per l'argomento trattato, ma ha accumulato, secondo me, troppi finali: bisogna sempre capire quando smetterla; del resto la vicenda va bene, anche se vi sono decisamente meno colpi di scena e meno suspance degli altri romanzi di Deaver. E' come se non l'avesse scritto lui: somiglia decisamente al classico thriller-poliziesco formato statunitense, e la mano di Deaver si avverte molto meno che in altre opere. Il titolo, inoltre, sebbene stuzzicante, non è mai stato un pregio dello scrittore: quasi sempre include dettagli nei titoli, che poi appaiono sconclusionati. In conclusione, quest'opera è inferiore, per qualità, al collezionista di ossa. Ho finito. Alla faccia di chi usa solo bianco e nero.
Un lettino all'ombra, una leggera brezza marina, il lento ritmo delle onde sulla battigia... quale posto migliore per leggere "La disciplina del mare"? ;-)
Canon EOS 450D - Sigma 70-200 F2.8 APO EX DC HSM
1/1.250 - F2.8 - ISO100 @ 159 mm.
Luciana Quattrini
"LA DISCIPLINA DEL MARE"
Casa editrice: Prospettivaeditrice
Collana Gialli 16
anno 2010, 206 pagine, € 12,00
foto di copertina: "Incontro" di Libero Api
In una cittadina sulla costa Adriatica viene rinvenuto in mare, da un vecchio pescatore, il cadavere di una ragazza bellissima. Il commissario Rodi uomo problematico e profondo indaga. Il filo si dipana tra gli umili frequentatori del porto e i nuovi ricchi. Il colore, l'odore della città, il suo carattere flemmatico e scostante si manifesta nei luoghi più familiari. Il fulcro della vicenda è rappresentato da un ragazzo magrebino, Amin che accentra i desideri inconfessabili di personaggi molto lontani tra di loro. L'avidità, la freddezza di alcuni si scontrerà con la compassione inaspettata di altri. L'eco di un fatto storico si intreccia con il presente. I fantasmi tornano a condizionare i vivi, perché hanno ancora qualcosa da insegnare. La memoria percorre la vicenda e ognuno, a suo modo, capirà che è inutile dimenticare. Tutto ritorna, ma tutto serve per evolvere anche nella difficoltà, nell'intento di essere migliori. Destino comune a tutti gli uomini che arrancano per cercare la loro scintilla di felicità. Il mare, personaggio muto e incombente, pervade l'azione.
Jeffery Deaver - LA SEDIA VUOTA
Quadriplegico da anni, Rhyme vuole recuperare almeno in parte la sua mobilità. Con Amelia si reca perciò nel North Carolina per sottoporsi all'operazione. Ma appena arrivati le autorità chiedono il loro aiuto in un'indagine: nell'arco di ventiquattr'ore nella cittadina di Tanner's Corner ci sono stati un omicidio e il rapimento di due giovani donne. Il principale sospetto è uno strano adolescente di nome "l'Insetto". Rhyme e Amelia riusciranno ad inchiodare il giovane, ma nemmeno Rhyme potrebbe mai sospettare che Amelia non sarà d'accordo con lui e fuggirà nella palude insieme al ragazzo che lui considera uno spietato assassino. E così Rhyme si trova ad affrontare la sfida più difficile: quella con la donna cui ha insegnato tutto ciò che sa.
Titolo originale: "The Empty Chair", 2000
Casa Editrice Rizzoli (BUR Best Seller)
Traduzione: Maura Parolini, Matteo Curtoni
480 pagine - € 8,00
LA RECENSIONE DI Scheletri.com:
[...] Premetto che questo thriller, è una specie di sequel, considerato che ha come protagonisti la fortunata coppia di investigatori de “Il collezionista di ossa” ed è d’obbligo sottolineare che, senza dubbio, si sfrutta molto la caratterizzazione già elaborata in precedenza, e soprattutto, indelebilmente segnata dalle immagini della trasposizione cinematografica.
Quindi inutile raccontarsela: bastano poche pagine e subito compaiono le facce di Angelina Jolie e Denzel Washington, e non si può dire che ciò nuocia alla narrazione (potere dell’immagine).
In ogni caso mi sono permesso di fare un gioco, che qualunque lettore un po’ smaliziato potrebbe fare, con i thriller in generale e con quelli di Deaver in particolare.
Il giochetto è una gara con l’autore, cercando di prevedere, già dalle prime righe, i colpi di scena che si susseguiranno lungo le pagine (perché già si sa che si susseguiranno). Un punto al lettore quando indovina, un punto all’autore quando si prende una cantonata.
Le regole che mi ero imposto erano piuttosto semplici:
È sufficiente “pensare al contrario” e dubitare di ogni affermazione.
Se Tizio sembra tanto buono e degno di compassione... Allora è cattivo.
Se Caio sembra tanto stronzo e degno di odio... Allora sarà buono.
Se Sempronio sparisce e pare morto... Allora è vivo.
Se sta per succedere qualcosa... Non succederà.
Se temete che stia per succedere qualcosa... È già successo.
Insomma, basta utilizzare un “modus leggendi” gonfio di disincanto e sospetti, quasi come Denzel Wash... ehm, pardon, Lincoln Rhime.
Ebbene, io l’ho fatto. Volete sapere com’è andata? Ha vinto Deaver!
Non clamorosamente, no. Anzi, a una cinquantina di pagine dalla fine ero chiaramente in testa (e quindi anche un po’ innervosito, per aver indovinate buona parte dei colpi di scena, fino a quel punto). Ma poi il libro sembrava non finire mai, e visto che Deaver non pare uno che spreca troppe pagine senza che succeda qualcosa, in quelle ultime righe mi ha affiancato e superato, lasciandomi soddisfatto e spossato, da una lettura che è stata, nelle seconda metà del libro, sempre più frenetica e avvincente.
Il prezzo da pagare se volete tentare questo gioco, ovviamente, è che ci si rovina un po’ il libro, ma visto che è una malattia naturale di chi legge thriller, quella di cercare di indovinare “chi fa cosa e perché”, è un giochetto che potete fare, soprattutto con questo autore.
Per quanto riguarda il sasso, che anche un lavoro perfettamente calibrato e credibile come questo, può lasciare nella scarpa del lettore, siamo di fronte ad eventi di poco conto, che raramente sollevano domande o perplessità.
In questo libro, non essendoci situazioni assurde o pirotecniche, le ambientazioni e i personaggi risultano credibile e ben riusciti, e anche la trama, presenta una credibilità che non soffre mai dei ritmi che le vengono imposti. Certo, viene da chiedersi qualcosa del tipo: “Oh, ma tutto a questi qua succede!?” ma siamo nella finzione letteraria, e la si accetta volentieri.
Insomma, questo non è solo un thriller, ma è un manuale, un prototipo pressochè perfetto di un certo tipo di letteratura. La costruzione dell’intreccio, la descrizione di luoghi, fatti e persone e le tecniche di narrazione (il flash-back in primis) sono usate in modo ottimale, senza che si possa muovere una benchè minima critica. Davvero nulla da eccepire. Ovviamente, sia chiaro, state leggendo un thriller che va preso nel suo tentativo di essere verosimile, e non veritiero. E questo libro lo è. Da leggere! [...]
IL MIO GIUDIZIO:
Ho paura di ripetermi, ma ad ogni recensione di un libro di Deaver (sto leggendo la serie delle "indagini di Lincoln Rhyme") non posso fare a meno di elogiare il suo modo di scrivere, di stupirmi per come riesca a mantenere viva la suspance fino all'ultima pagina ed a meravigliarmi ogni qualvolta ciò che sembra scontato si trasformi nell'esatto opposto.
E poi, dopo ogni libro dello scrittore americano, ci si sente un po' più ricchi di conoscenze di ogni genere: scientifiche, mediche, naturali, storiche, psicologiche...
I racconti di Jeffery Deaver hanno solamente due difetti: sono troppo corti (ma questa è una falsa impressione, dal momento che non si può fare a meno di "divorarli") e danno dipendenza, parecchia dipendenza...
Uhm... rettifico, quelli citati non sono difetti, ho sbagliato: sono pregi! ;-)
L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.
I COMMENTI DEI LETTORI:
So che a molti di voi il sentir definire "sorpresa" Deaver sembrerà strano però nel mio caso si tratta della prima sua opera che leggo ed appunto sono rimasto molto soddisfatto. Questo romanzo è il terzo della saga di Lincoln Rhyme ed Amelia Sachs, i quali si trovano ad indagare in una cittadina fuori dal tempo degli Stati Uniti al fine di ritrovare una ragazza sequestrata da un personaggio psicotico da tutti chiamato l'insetto per motivi abbondantemente approfonditi nel racconto. Il libro è ben scritto, ricco di particolari e mai avaro di colpi di scena. Bello il profilo psicologico di Rhyme. Sicuramente consigliato.
E’ un libro davvero molto bello come tutti quelli di Deaver e vi assicuro che lo finirete in un batter d’occhio. La scrittura è sempre molto fluida e intensa, coinvolgente e con molti dialoghi che sanno dare un senso di velocità in alcuni momenti. Per chi non avesse ancora letto nulla di questo autore, vi consiglio di cominciare a leggere i libri nell’ordine giusto perché oltre alle storie che finiscono in ogni romanzo, c’è anche una storia di fondo che è quella di Lincoln Rhyme e quella tra lui ed Amelia. Per chi ama i thriller Deaver è sicuramente uno degli scrittori migliori che possiate leggere quindi mi raccomando di non perdervelo.
I primi 25-30 capitoli sono di una noia quasi mortale... e se pensate che il libro è formato di 46 capitoli potete capire che la media parla da sola!
La storia sicuramente si differenzia dalle precedenti, non descrive efferati omicidi, la trama si snoda in maniera molto dettagliata sotto forma di INDAGINE, di affannose ricerche, di prove, di tabelle che riportano elenchi di indizi da decifrare... sicuramente ti fa partecipare alla ricerca del colpevole... ma non a tutti può piacere una lettura del genere... chi l'ha letto saprà dirmi... Prima di leggerlo ero certa che mi sarebbe piaciuto... conosco il modo di scrivere di Deaver e so bene che riesce a tenermi incollata alle pagine dei suoi libri come pochi sanno fare... e poi i protagonisti erano quelli che preferisco in assoluto, Lincoln Rhime e Amelia Sachs, indimenticabili nello "Scheletro che balla"... ma più andavo avanti e più dovevo fare i conti con la delusione per una lettura poco appassionante... quasi banale per i primi 30 capitoli... Devo dare atto certo che cio' che sembrava logico e scontato per buona parte del libro, alla fine non lo è affatto... ma devo ammettere che non vedevo l'ora di finirlo e passare ad una lettura diversa... La trama si snoda attraverso indizi, interpretazioni di prove che avrebbero scoraggiato il migliore poliziotto, ma non Rhime... l'eroe di Deaver... e inseguimenti affannosi, difficili, il tutto si chiuderà con una strage... un lago di sangue... troppi morti per un caso, almeno apparentemente banale (un rapimento innocente di un adolescente ossessionato dalla sua bella...) ma alla fine come in ogni thriller che si rispetti CIO' CHE SEMBRA NON E' MAI!!! Gli ultimi 5 capitoli li ho letteralmente divorati... ecco il Deaver che conoscevo... appassionante e sorprendente... cio' che svela non avrei mai potuto immaginarlo, e rende la storia davvero interessante e avvincente... ma solo per gli ultimi 5 capitoli accidenti...! Banali e scontati invece i modi in cui i protagonisti riescono sempre a venir fuori dalle situazioni più difficili, Amelia Sachs rischia la pena di morte per aver ucciso accidentalmente un suo collega, ma alla fine... viene scagionata, Rhime rischia di essere ucciso ben due volte e nessuno avrebbe potuto salvarlo, ma miracolosamente succede sempre qualcosa che lo fa cadere in piedi; oddio mi rendo conto di aver scelto un paragone poco felice per un tetraplegico...ma spero di aver reso l'idea:-) Insomma alcune cose sembrano davvero farci capire che è una storia di pura fantasia e che nulla del genere potrebbe capitare nella vita reale... c'è gente che muore per molto meno e che va in prigione per anni senza aver commesso nulla... tirate voi le somme... Se ve lo consiglio? Eh... bella domanda... diciamo che se ve lo prestano e non avete nient'altro sotto mano che v'interessi di più al momento... perchè no... ma diversamente... io lascerei perdere... esistono thriller migliori, Deaver mi perdoni... :-)
Il primo libro che avevo letto, lo scheletro che balla mi aveva deluso, perché le intuizioni di Rhyme erano troppo perfette e precise, giusto prima che accadesse qualcosa di irreparabile, lui riusciva in qualche modo ad anticipare gli eventi e risolvere il problema... ma il tutto sembrava artefatto e falso, mentre in questo libro le intuizioni di Lincoln sono piu lineari, e alcune soluzioni risultano anche sbagliate, ma per questo più vere, quindi se vi piacciono i thriller con contorni gialli, vi consiglio questo libro non lo lascerete un secondo.
A mio parere questo thriller di Jeffrey Deaver è appena un gradino sotto i suoi precedenti capolavori quali “Lo scheletro che balla” e lo straordinario “Il collezionista d’ossa”, qui l’inizio è lento, quasi a rispecchiare la atmosfera della sonnolenta, provinciale, cittadina di Tanner's Corner, nella quale si svolgono i fatti, poi però il romanzo gradualmente accelera il ritmo, suspense e tensione cominciano a crescere a dismisura di pagina in pagina, colpi di scena imprevedibili non mancano ed il finale è sicuramente imponderabile. Avvincente e sorprendente, si conferma lo scrittore un vero maestro del thriller, la sua tensione narrativa raggiunge altissimi livelli, leggendo queste pagine bisogna ricordarsi che niente è come appare, non dare nulla per scontato e pensare che le sorprese si possono celare dietro ogni foglio. Non si può pensare di essere “vaccinati” alle arguzie dello scrittore americano, lui riesce sempre a cogliere alla sprovvista con le sue trovate. Il romanzo di Deaver, come spesso accade leggendo i suoi libri, è come una calamita che attira irresistibilmente alle sue pagine, vi sconsiglio di leggerlo se avete impegni urgenti, perché difficilmente avrete voglia di allontanarvene fino alla sua conclusione.
Il testamento segreto di Napoleone
Un tesoro leggendario e una cospirazione internazionale nell'avventura più emozionante di un autore bestseller in tutto il mondo
Steve Berry - IL TESORO DELL'IMPERATORE
Cotton Malone viene coinvolto dal suo mentore, Henrik Thorvaldsen, nelle indagini su un'associazione segreta di magnati europei, implicati in un'oscura cospirazione internazionale. Ma Cotton non può immaginare che quelle ricerche lo metteranno sulle tracce di un favoloso tesoro e lo obbligheranno a scegliere tra la fedeltà nei confronti dell'amico e la lealtà verso il suo Paese.
Titolo originale: The Paris Vendetta
Editore: Nord
Anno di Pubblicazione: 2010
504 pag. - € 18,60
Avvocato e scrittore di successo, Steve Berry i primi di luglio tornerà nelle librerie italiane con un nuovo e coinvolgente thriller, "Il tesoro dell’imperatore", appartenente alla famosa serie "Cotton Malone".
Gli altri romanzi della serie pubblicati in Italia, in particolare, sono: L’ultima cospirazione (Nord, 2006); Le ceneri di Alessandria (Nord, 2007); L’ombra del leone (Nord, 2007) e La tomba di ghiaccio (Nord, 2008).
Anche questa volta, quindi, il protagonista del libro è Cotton Malone, l’ex agente del dipartimento di Giustizia americano, trasferitosi a Copenhagen e direttore di una libreria specializzata in libri d’epoca. In cuor suo Cotton Malone è ancora tormentato dai sensi di colpa per non essere riuscito a salvare Cai Thorvaldsen, un giovane diplomatico di origini danesi morto in un attentato. Dopo due anni dalla morte del giovane, in particolare, le autorità ancora non sono riuscite a far chiarezza sull’accaduto: qualcuno sa più di quanto, in realtà, voglia far credere...
Il ricco padre di Cai, Henrik Thorvaldsen, però, sembra avere tra le mani ancora qualche importante carta da giocare. I sospetti, infatti, sembrano concentrarsi sulla figura di Lord Ashby, un esperto ladro e falsario che, in questa occasione è stato assoldato da un gruppo di personalità influenti e di fama mondiale, ricchi senza scrupoli, per trovare il leggendario "tesoro di Napoleone". Questo gruppo di ricchi, in particolare, si è organizzato in una sorta di società segreta che prende il nome di "Club di Parigi".
Venuto a conoscenza dei piani del Club di Parigi e dello stesso Lord Ashby, Henrik Thorvaldsen è intenzionato a vendicarsi della morte di suo figlio e chiede a Cotton Malone di mettersi sulle tracce del misterioso tesoro in modo da anticipare il ladro e ostacolare i piani del Club.
Henrik Thorvaldsen, però, non è l’unico interessato a catturare Lord Ashby: anche il governo degli Stati Uniti, infatti, è sulle tracce del falsario da molti anni. Cotton Malone, quindi, dovrà scegliere se essere fedele al suo Paese oppure aiutare Henrik a vendicare suo figlio.
Jeffery Deaver - L'UOMO SCOMPARSO
Tutto comincia in una scuola di musica di New York. Un killer, compiuto un omicidio, si chiude dentro una classe. In pochi minuti la stanza è circondata dalla polizia. Improvvisamente dall'interno arriva un urlo, seguito da un colpo di arma da fuoco. Sfondata la porta, gli agenti si trovano di fronte a un mistero: nell'aula non c'è nessuno. Una nuova sfida per Lincoln Rhyme e la bella Amelia Sachs: per lei la risoluzione del caso potrebbe significare una promozione, mentre per Lincoln è solo l'ennesimo duello con un criminale che stavolta è anche un maestro dell'illusionismo, "il Negromante", che li provoca con delitti raccapriccianti e sparizioni sempre più diaboliche.
Titolo originale: "The Vanished Man", 2003
Casa Editrice Rizzoli (BUR Best Seller)
Traduzione: Maura Parolini, Matteo Curtoni
464 pagine - € 7,90
LA RECENSIONE DI Fantascienza.com:
Nuovo appassionante capitolo della saga che vede ancora una volta protagonista la coppia più famosa del thriller contemporaneo.
Per Lincoln Rhyme, criminologo del Dipartimento Di Polizia della grande Mela, è arrivato il momento di duellare con un nuovo, astuto e diabolico serial-killer. Stavolta è tutto diverso: l'uomo sembra usare trucchi di magia, o meglio di illusionismo, e mentre altri omicidi si consumano in modo sempre più misterioso e terrificante, Lincoln, al fianco della sua consueta assistente Amelia Sachs e di una ragazza di nome Kara, apprendista illusionista, si immerge nell'oscura e ambigua realtà della magia, dove i diversionisti sono capaci di trarre in inganno non solo gli occhi, ma anche la mente... e dove tutto ciò che sembra ovvio, imminente, è l'esatto contrario.
Il nuovo thriller di Deaver è uno di quegli scritti la cui natura sensazionale si comprende bene dalle prime pagine. La suspance, gli intrighi e i sentimenti fortemente umani dei protagonisti, non hanno mai smesso di fuoriuscire dalla penna dell'autore nella stesura finale neanche per un istante, conferendo comunque uno stile scorrevole, fluido e perfetto; del resto l'americano è maestro di quest'arte: esporre con parole chiare concetti, dialoghi e vicende che però imprimono tensione... brivido.
Deaver, è stato definito dal Times come il miglior autore di gialli-thriller del nostro tempo e questo romanzo ne è una conferma brillante. Un libro che lascia con il fiato sospeso dalla prima all'ultima riga, dove la soluzione definitiva all'enigma sembra essere più volte percepita, ma che però, inevitabilmente, scivola sempre di mano...
IL MIO GIUDIZIO:
Deaver riesce sempre a stupirmi. Colpi di scena continui (forse troppi?), ore di sonno (le mie) perse correndo dietro ad un colpevole che sembra inafferrabile, e anche se si riesce ad acciuffare sparisce in una nuvola di fumo... inizi a fare un'ipotesi sull'identità dell'assassino e quando, proseguendo con la lettura, ti sei fatto un'idea sul probabile colpevole, lo scrittore ti cambia le carte in tavola e tutto viene rimescolato... un rompicapo senza fine, una suspance continua.
Si arriva in fondo quasi senza fiato: grazie Deaver!
Ed ora non vedo l'ora di leggere il prossimo episodio della serie de "le indagini di Lincoln Rhyme"...
L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.
I COMMENTI DEI LETTORI:
E' una tipica lettura estiva. Veloce e incalzante, senz'altro si legge tutto di un fiato. Il problema di questo libro è che ci sono troppi colpi di scena, diventa esagerato, poco verosimile e dunque alla fine un po' deludente. Ho apprezzato molto di più Deaver in La Lacrima del Diavolo.
Pessimo, veramente pessimo. Deaver scrive le solite cose e poi quando fa l'identikit del killer descrivendo la scena del crimine... risulta troppe volte ripetitivo e fa si che la lettura sia noiosa. La struttura dell'UOMO SCOMPARSO l'ho trovata uguale a IL COLLEZIONISTA DI OSSA. Il criminologo si piange sempre addosso... non mi piace. Da non leggere assolutamente perchè troppo scontato.
Carino, non indimenticabile, ma godibile. Non mi ha però invogliato a scoprire l'autore... non so se leggerò altro di Deaver.
Il ritmo incalzante fin dalle primissime pagine coinvolge nella lettura, l'uso di "diversioni" e trucchi magici a lungo andare spiazza anche chi legge, tanto che verso la fine non si sa più a cosa crere e cosa aspettarsi... forse nel finale ha un po' ecceduto con i colpi di scena, ma nel complesso mi è piaciuto molto, di certo gli amanti del genere non si annoieranno!
Dopo un inizio avvincente, soprattutto se si è affascinati dal mondo della magia, l'autore si è purtroppo smarrito in una trama troppo contorta ed inverosimile. Personaggi interessanti spariscono e geni del male diventano improvvisamente un po' stupidi, che delusione! Per rifarmi ho iniziato a leggere i racconti della raccolta Spirali che mi hanno riconciliata con Deaver.
Un libro bello e avvincente. I colpi di scena si susseguono fino all'ultima pagina, come appunto i giochi di prestigio di un mago. Dal cappello a cilindro di Deaver esce un piccolo gioiellino.
E' il primo lirbo di Deaver che leggo e l'ho trovato molto avvincente anche se spesso si dilunga in particolari poco comprensibili ed inutili. Anche i colpi di scena sono veramente eccessivi e a volte un po' inverosimili. Comunque,in considerazione del ritmo incalzante e del coinvolgimento, prevedo di leggere altri libri di questo autore.
Non il mio preferito ma in grado di tenerti con il fiato sospeso... forse per l'intreccio con i giochi di illusionismo e una "vittima" che aiuta il criminologo a catturare il cattivo...
Ottimo come tutti i suoi romanzi. Ritmi serrati e colpi di scena dalla prima pagina... trasformazioni e numeri di prestigio a non finire... grande Jeffery
Lyncoln Rhyme e Amelia Sachs riprendono la caccia: un nuovo serial killer insanguina le strade di New York. Un caso incredibile, una catena di delitti impressionante, un assassino che per far perdere le proprie tracce usa i trucchi dei grandi maestri dell'illusionismo. Lyncoln e Amelia vengono proiettati da un Deaver tarantolato in quel mondo suggestivo e ambiguo in cui finzione e realtà si mescolano sino a confondere chi indaga e, a tratti, purtroppo anche chi legge. Un gioco spietato, una corsa contro il tempo, una partita con la morte dove nulla è mai quello che sembra. Deaver stavolta supera sé stesso senza mettere la freccia e rischia purtroppo di finire in testacoda nel finale. Nessun colpo di sonno, tranquilli, solo un eccesso di velocità che, comunque, coinvolge e stupisce riga dopo riga. Come per il "Collezionista di ossa", più che un romanzo Deaver ci fa divorare una sceneggiatura. Condita e saporita forse più del dovuto ma che non resta sullo stomaco. Un libro da leggere, soprattutto se digerite a fatica le storie di Faletti.
Ho letto altri libri di Deaver e questo è sicuramente il peggiore;la delusione mi ha spinto a cominciare subito "IL GIARDINO DELLE BELVE", sempre di Deaver, mi mancano 50 pagine, ma è tutta un'altra storia. Bisognerebbe spiegare a Deaver che probabilmente un colpo di scena in meno, ma una trama più realistica, gli renderebbe di più.
Mi è piaciuto soprattutto perchè mi attirano i giochi di magia, insuperabili nel testo. Trama avvincente ed il libro si legge senza voler smettere. Un po' forzato il finale? Forse, ma piena assoluzione.
Romanzo poco fluido e troppo complicato dalla metà in poi. Qualche buon colpo di scena c'è, ma ritengo siano troppi e questo eccesso appesantisce il racconto, troppo ingarbugliato, pur se alla fine comprensibile. Mi sono visto costretto a saltare alcune pagine, sperando di arrivare il prima possibile alla conclusione e ho anche pensato di non riuscire ad arrivare sino in fondo... Ammetto che il genere poliziesco puro non mi aggrada e questo sicuramente ha inciso sul mio giudizio. Ma, al di là di questo, lo stile dello scrittore non mi ha catturato, se non a tratti. Ne consiglio, quindi, la lettura ai soli appassionati di Jeffery Deaver.
Buonissimo libro, costante la suspance, anche quando credi di aver capito tutto giri la pagina e... sorpresa, non hai capito niente! bravo l'autore!
Che dire? E' un libro che si legge piacevolmente, anche se la successione dei colpi di scena, alcuni dei quali gratuiti, è forse eccessiva. Un appunto: potrebbe l'autore ogniqualvolta nomina Amelia Sachs non ricordarci le sue ginocchia artritiche? Non dimentichiamoci che nel film "Il collezionista di ossa" Amelia è stata interpretata dalla "sanissima" Angelina Jolie. Lo paragonerei a un buon bicchiere di Lambrusco, leggero, frizzante ma non indimenticabile.
Jeffery Deaver non ha bisogno di troppi colpi di scena per attirare la mia attenzione! Amo la sua scrittura, fluida, semplice e piacevole. Amo i suoi personaggi intensi. Amo questo scrittore! L’uomo scomparso rientra nello stile dello scrittore e l’unica critica che mi sento di dare è l’eccessiva esagerazione dei colpi di scena che porta la trama a essere forse troppo contorta. Sicuramente tra i libri letti di Jeffery questo non è tra i migliori, ma resta comunque molto bello!
Ciò che mi è sempre piaciuto dei libri di Deaver sono stati i colpi di scena finali, pochi precisi e sconvolgenti da rigirare la storia come un calzino e farti vedere il racconto da un punto di vista diverso da ciò che avevi letto fino a quel punto. Ecco, questa caratteristica secondo me è stata troppo esasperata in "l'uomo scomparso" infatti nelle ultime 100 pagine si susseguono vorticosamente una ventina circa di colpi di scena innaspettati alcuni geniali e precisi altri del tutto superflui e fuori luogo... risultato: c'è il rischio di trasformare quello che poteva essere l'ennesimo capolavoro letterario di Jeffery Deaver in una patetica buffonata. Un finale così ricco che contrasta con una prima parte del libro un po' noiosa in cui, a parte qualche rocambolesco inseguimento poliziesco in città, non succede nulla o quasi a parte analizzare in maniera troppo tecnica e scientifica le prove raccote.
La coppia di protagonisti presenta, esasperandoli, tratti di molte altre coppie di detective, in primis Wolfe-Goodwin: l’uno dedito alla mera attività logica, l’altro all’azione. Qui, Lincoln Rhyme è addirittura tetraplegico, Amelia Sachs è agente di polizia in carriera. I due, che sono anche amanti (suppongo platonici...) vanno a caccia di un assassino-illusionista. Sulle motivazioni del serial killer, si innestano divagazioni stravaganti, la vicenda si trascina tra pretesi colpi di scena che lasciano alquanto indifferenti. Noioso
Ho letteralmente divorato questo romanzo, che considero uno dei più riusciti tra quelli -sempre e comunque avvincenti, almeno a mio avviso- scritti da Deaver, da anni il mio autore preferito, capace di stupirmi e catturare la mia attenzione come nessun altro. Il suo è uno stile di scrittura piacevolissimo, e la ricostruzione della scena del crimine e degli aspetti scientifici delle indagini è estremamente precisa e puntuale, ma non per questo di difficile comprensione, anzi. Vi consiglio caldamente la lettura de "L'uomo scomparso", certa che non vi deluderà!
il Giallo "La Disciplina del mare", opera prima della scrittrice senigalliese Luciana Quattrini, dopo la presentazione a Senigallia e a Pesaro, verrà presentato da Giorgia Olivieri a Bologna mercoledì 23 giugno 2010 alle 18, presso la libreria Trame in Via Goito, 3/c.
All'incontro seguirà un aperitivo.
Luciana Quattrini
"LA DISCIPLINA DEL MARE"
Casa editrice: Prospettivaeditrice
Collana Gialli 16
anno 2010, 201 pagine, € 12,00
ISBN: 978-88-7418-625-9
foto di copertina: "Incontro" di Libero Api
Il giallo è un tributo alla città di Luciana, al carattere dei suoi abitanti, sornioni ed ironici al limite del sarcasmo, in cui l’autrice si identifica con lucidità, con indulgenza.
Un luogo diventa di tutti quando riesce a penetrare nell’immaginario collettivo attraverso emozioni e storie intriganti. Questo è il traguardo a cui l'autrice tende.
La vicenda nasce dal ritrovamento di una ragazza annegata in mare.
Fabrizio Rossini, un vecchio pescatore, ne rinviene il cadavere e lo riporta a riva. Ma la morte di Angela non è accidentale. La sua ambizione, la sua vita trasgressiva infastidivano molti.
Il commissario Roberto Rodi indaga, ma lui stesso conduce un'esistenza con zone d'ombra inconfessabili che si legheranno involontariamente all'omicidio. Il ritratto di una città di riviera come tante si delinea nel confronto con l'umanita tragica dei poveri diavoli ed il cinismo dei nuovi ricchi. Nessuno è innocente. Ognuno ha qualcosa da nascondere, ma anche qualcosa da insegnare.
E il mare? Il mare batte l'onda indifferente al destino degli uomini.
Luciana Quattrini è nata a Senigallia, dove vive e lavora, nel 1957.
Questa è la sua opera prima... prima che sia troppo tardi. Un impegno con se stessa per realizzare un intento che viene da lontano, perché "i sogni svaniscono quando non li rincorri più".
Giorgia Olivieri è nata a Senigallia 33 anni fa ed è arrivata a Bologna una quindicina di anni fa.
Si occupa di comunicazione e collabora con la redazione bolognese di Repubblica
Jeffery Deaver - LA SCIMMIA DI PIETRA
Kwan Ang, noto come "lo Spettro" nel mondo del crimine organizzato cinese è uno spietato trafficante di uomini, braccato dalla polizia di New York, dall'FBI e dall'Ufficio Immigrazione. Ora le autorità statunitensi sono informate che lo Spettro si sta avvicinando a Long Island per sbarcare un carico di immigrati clandestini. Grazie a una brillante intuizione di Lincoln Rhyne, criminologo tetraplegico, la Guardia Costiera riesce a localizzare per tempo la nave, ma il criminale non esita a farla esplodere, con tutti i suoi disperati passeggeri a bordo.
Titolo originale: "The Stone Monkey", 2002
Casa Editrice Rizzoli (BUR Best Seller)
Traduzione: Maura Parolini, Matteo Curtoni
466 pagine - € 8,00
IL MIO GIUDIZIO:
Dico subito che mi è piaciuto. E molto. E non poteva essere altrimenti, visto che sono diventato un accanito divoratore dei racconti di Jeffery Deaver ed in particolare della saga "Lincoln Rhyme - Amelia Sachs".
Leggendo le opinioni dei lettori scovate in rete (che troverete proseguendo con la lettura) ci si fa un'idea di questo libro, secondo me, più negativa che positiva; ma questo non corrisponde a verità.
Ce ne fossero di "thriller brutti" così!! Il problema è che, è vero, non è forse il miglior racconto di Deaver in circolazione, ma è forse appena al di sotto della soglia (alta) alla quale lo scrittore statunitense ci ha abituati.
Leggetelo e mi saprete dire...
L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.
I COMMENTI DEI LETTORI:
E’ soprannominato "Lo Spettro" ed è un mercante... di uomini. Il lavoro che si è scelto è quello di portare persone dalla Cina, sua patria d’origine (Kwan Ang è il suo vero nome ), agli Stati Uniti d’America, tuttavia l'FBI e l'Ufficio Immigrazione sono da tempo sulle sue tracce e con l’ausilio di Lincoln Rhyme e Amelia Sachs, riescono ad individuare l’ultimo "carico" in arrivo a New York.
Proprio mentre i battelli della Guardia Costiera sono a poche miglia dalla nave, "Lo Spettro" realizza la sua mossa estrema: attiva l’esplosivo nascosto nella stiva. L’esplosione dell’imbarcazione conferma l’assoluta spietatezza dello Spettro, il quale ora deve agire con estrema durezza e rapidità: è consapevole che qualcuno è strappato al pericolo dalla Guardia Costiera, deve assolutamente sopprimere questi potenziali testimoni, Kwan Ang potrebbe essere riconosciuto: Lo Spettro potrebbe avere un volto e lui non può permetterlo, finora è riuscito a cavarsela grazie alla sua perfetta anonimità, potrebbe essere la fine della sua lucrosa attività criminale.
Le brillanti intuizioni di Lincoln Rhyme e il lavoro "sul campo" di Amelia Sachs però non avrebbero la stessa efficacia senza l’aiuto di un collega cinese che spiega loro la differente maniera di pensare (tipicamente orientale) dello Spettro che nei due giorni successivi cerca in ogni modo di arrivare a colpire i superstiti scampati al naufragio, da lui stesso provocato.
Questo libro di Jeffrey Deaver, stavolta, mi ha deluso parecchio, non ho trovato quasi nulla di interessante: la trama, dopo il frenetico inizio, veramente scoppiettante, comincia a scemare, precipitando il lettore in uno stato d’animo che somiglia parecchio a quello della noia, e devo dire che solo l’ammirazione per il suo modo di scrivere mi ha fatto andare avanti nella lettura, spesso sono stato tentato di interromperla. A me pare che manchi spesso in queste pagine, la tensione ed il coinvolgimento che da sempre caratterizzano i thriller dello scrittore americano, a mio parere questo libro non avvince, tanto è vero che per la prima volta (e finora unica) da quando leggo i romanzi di Deaver, a metà libro ho intuito come si sarebbe potuta svolgere il resto della vicenda e, di conseguenza, la "sorpresa" finale, non mi ha... meravigliato più di tanto.
A mio parere, questo romanzo non è consigliabile a chi si appresta a leggere per la prima volta un libro di Deaver, (meglio "Il collezionista d’ossa" oppure "la lacrima del diavolo") mentre chi conosce già l’autore perdonerà sicuramente questa caduta di stile nella produzione dello stesso, il quale, in ogni caso, col suo successivo "L’ Uomo scomparso" recupera immediatamente tutta la credibilità perduta con questo romanzo.
Ahi, un libro che non ha preso un appassionato di Deaver... Sconsigliato, dunque.
Dopo aver letto "La lacrima del diavolo" sono passato a questo libro, che ho invece trovato molto avvincente, per cui, appena terminato, ho deciso di leggermi "Il collezionista di ossa", e non penso di fermarmi qui.
In effetti il libro non è all'altezza degli altri di Deaver con protagonisti la coppia Rhyme e Sachs, ma dato lo squallore di altri romanzi del genere...!!!!
Sono uno di quelli che conoscendo bene l'autore l'ho perdonato per questo leggero passo falso!! Certo il libro è leggibile e scorrevole, Rhyme e Sachs sono sempre grandi, ma non è il solito intrigante, sorprendente, affascinante Deaver.
Come gli altri libri di Deaver ha una trama interessante ed originale, anche se sappiamo chi è il criminale riserva dei colpi di scena perché la vera identità dell'uomo è abilmente celata. Devo dire però che nel complesso mi è piaciuto meno di altri romanzi come Il collezionista di ossa o Lo scheletro che balla forse perché l'ambientazione nel mondo dei trafficanti di esseri umani o perché ad un certo punto l'azione scema e troppe diventano le parti descrittive. Anche qui troviamo analisi delle scene dei crimini commessi e dei reperti ma soprattutto un'azione investigativa svolta oltre che da Amelia Sachs anche dal detective cinese Sonny Li, che si basa sulla saggezza popolare orientale. Nel romanzo ci sono diversi personaggi di contorno, come i detective della polizia che aiutano Rhyme nelle indagini, il fido assistente Thom o i clandestini fuggiti che sperano di farsi una vita in America. Questi ultimi sono quelli più interessanti perché si vede come abbiano paura di essere scoperti ma trovino solidarietà nei propri connazionali, anche se qualcuno è sempre pronto a tradirli. Sicuramente non è uno dei migliori romanzi di Deaver.
Fonte: Librinews.com del 10/06/2010
James Rollins - L'OMBRA DEL RE
Yucatán, Messico. Si dice che la Montagna delle Ossa sia un luogo maledetto. Si dice che chiunque abbia osato avventurarsi nella giungla per scalarla non sia più tornato indietro. Ma i coniugi Ransom non si sono lasciati intimorire e hanno scoperto un segreto straordinario. Un segreto che però non potranno raccontare a nessuno...
Londra, tre anni dopo. Un’antica moneta maya, spezzata a metà, è l’unico ricordo che Jake e Kady hanno del padre e della madre, spariti in circostanze misteriose durante una spedizione archeologica in Messico. E' quindi con un misto di orgoglio e di speranza che accettano l’invito del British Museum per l’inaugurazione della mostra allestita coi reperti rinvenuti sulla Montagna delle Ossa: potrebbe essere l’occasione per trovare un indizio su cosa sia realmente accaduto ai loro genitori.
E infatti un oggetto enigmatico attira subito l’attenzione di Jake: una piramide maya in miniatura, che presenta un intaglio di forma identica ai frammenti di moneta da cui lui e la sorella non si separano mai. Spinti dalla curiosità, i ragazzi li incastrano nella piramide e succede l’incredibile: all’improvviso non sono più a Londra, ma a Calipso, una terra magica abitata da civiltà scomparse da secoli.
Spaesati e atterriti, i giovani Ransom dovranno attingere a tutto il loro coraggio per sopravvivere in quel mondo sconosciuto e pericoloso, perché sul loro destino incombe l’ombra del re Teschio, un malvagio stregone che stava aspettando proprio l’arrivo di Jake...
Titolo originale: Jake Ransom and the Skull King’s Shadow
Traduzione: Carla Gaiba
Editore: Nord - Collana Narrativa Nord
Anno di Pubblicazione: 10 giugno 2010
408 pag. - € 16,60
E' nelle librerie italiane dal 10 giugno 2010, per la Casa Editrice Nord, il primo volume della nuova serie di James Rollins dedicata ai giovani lettori, "L’ombra del re" (Jake Ransom and the Skull King’s Shadow).
Si tratta di un thriller avventuroso che affonda la sua trama nella storia dei Maya, miscelando abilmente archeologia, scienza e fantasia per creare un romanzo divertente e istruttivo, che non mancherà di tenere i lettori incollati alle sue pagine.
Si sentiva proprio la necessità che una grande penna del thriller dedicasse un po’ del suo talento alla scrittura di romanzi per ragazzi e James Rollins ha colmato questa lacuna alla grande, lasciando intendere che questo non è altro che il primo volume di una lunga serie che lo vedrà impegnato in ambientazioni diverse, ma con lo scopo di invitare alla lettura i giovani e, viste le premesse, crediamo proprio che ci sia riuscito.
Il destino di antiche civiltà, dinosauri e antiche leggende, sono i temi confezionati dall’autore con un velo di intrigante mistero che, servendosi di due ragazzi rimasti orfani, Jake e Kady, riesce a svelare con l’abilità del grande romanziere.
Dopo tre anni dalla scomparsa dei genitori in Yucatán, fratello e sorella sono ancora soli e con pochi oggetti tra le mani appartenuti ai propri genitori, due metà di una moneta Maya, un album da disegno utilizzato dalla loro madre e il taccuino per gli appunti del padre, ma non hanno proprio idea di cosa farne e perché li abbiano ricevuti in eredità.
Quando ricevono l’invito dalla Corporation Bledsworth di volare in Inghilterra per visitare una mostra al British Museum, realizzata grazie alle scoperte dei loro genitori, Jake e Kady accettano volentieri, pur sospettando che la loro presenza non è altro che una trovata pubblicitaria per vendere più biglietti per l’evento, ma ai ragazzi poco importa, la prospettiva di toccare con mano quegli oggetti antichi li farà sentire un po’ più vicino ai loro genitori.
Durante la visita al museo i due ragazzi vengono attirati da un intaglio collocato al centro di una piramide d’oro in miniatura, stranamente è della stessa forma e misura delle due metà della moneta maya, la curiosità è tanta e ancor di più è grande il desiderio di sapere qualcosa di più relativamente alla scomparsa dei loro genitori. Jake e Kady inseriscono le due metà nell’intaglio e, inaspettatamente, vengono trasportati in un altro mondo, l’affascinante mondo di Calypsos.
E a questo punto James Rollins lascia correre a briglie sciolte tutta la sua immaginazione, offrendo la parte migliore del romanzo, soldati romani che usano i dinosauri per tirare le loro bighe, un castello medievale, un obelisco egiziano e un tempio sumero...
L’AUTORE – James Rollins è stato per vari anni un apprezzato veterinario ma, a un certo punto della sua vita, ha deciso di anteporre al lavoro le sue tre grandi passioni: la speleologia, le immersioni subacquee e, soprattutto, la scrittura.
Fin dal suo esordio, si è segnalato come una delle voci più nuove e convincenti nel campo del romanzo d’avventura; grazie a La mappa di pietra (Nord, 2006), L’ordine del sole nero (Nord, 2007), Il marchio di Giuda (Nord, 2007), La città sepolta (Nord, 2008), L’ultimo oracolo (Nord, 2009) e La chiave dell’apocalisse (Nord, 2010), è diventato uno degli autori di romanzi d’avventura più amati dai lettori e, con L’ombra del re, ha conquistato anche il pubblico giovane.
Il sito web dell’autore (in inglese): jamesrollins.com
Quarta avventura per il capitano Juan Cabrillo e l’equipaggio della ipertecnologica nave Oregon nella serie scritta a quattro mani da Clive Cussler e Jack Du Brul.
Clive Cussler e Jack Du Brul - SKELETON COAST
1896. Quattro ladri di diamanti inglesi fuggono nel deserto del Kalahari, inseguiti dagli uomini di una tribù locale. I fuggiaschi riescono appena a imbarcarsi sul vascello Rove, quando una tempesta di sabbia li travolge, seppellendoli insieme alla nave...
Un secolo dopo. Sembra una missione di routine per Juan Cabrillo e l’equipaggio della Oregon. L’ipertecnologica nave si trova sul fiume Congo, per concludere un accordo con l’esercito rivoluzionario del Paese: armi in cambio di diamanti grezzi. Ma ancora una volta, una missione all’apparenza tranquilla si trasforma in un’avventura senza respiro.
Tutto ha inizio quando Cabrillo intercetta un mayday da parte di un’altra imbarcazione, a bordo della quale si trovano Sloane Macintyre e Tony Reardon, entrambi sulle tracce del vascello Rove. Evidentemente c’è qualcuno che vuole ostacolare la loro ricerca. Chi mai può volerli morti? E come considerare ciò che l’affascinante Sloane racconta a Cabrillo riguardo a un pescatore della zona, che sostiene di essere stato attaccato da giganteschi serpenti di metallo in un tratto di mare al largo della Namibia? L’incontro con la donna e la ricerca della nave scomparsa porteranno Juan Cabrillo e il suo equipaggio sulle orme di un nemico dai piani molto pericolosi: un fanatico squilibrato che insieme ai suoi seguaci si prepara a scatenare la devastante potenza della natura...
Titolo originale: Skeleton Coast, 2006
Longanesi, collana La Gaja Scienza
Traduzione Stefano Mogni
pagg. 478, € 19,60
Di prossima pubblicazione in libreria un romanzo di Clive Cussler scritto questa volta con la collaborazione di Jack Du Brul, autore molto noto negli Usa. Skeleton Coast (Skeleton Coast, 2006) è il quarto della serie Oregon Files. Il protagonista è l’enigmatico capitano Juan Cabrillo, il suo gruppo di mercenari e la sua nave battezzata Oregon che a una prima occhiata appare come un normale mercantile, mentre al suo interno nasconde sofisticate apparecchiature. I primi due volumi della serie (L’oro dei lama e La pietra sacra) sono stati scritti con la collaborazione dello scrittore Craig Dirgo, mentre a partire dal terzo (Dark Watch) e per i successivi tre titoli subentra Du Brul.
In Skeleton Coast, la nave Oregon risponde a una richiesta di soccorso fatta da due ricercatori sulle tracce di una nave scomparsa più di un secolo prima. Il racconto della bella ricercatrice convince Juan Cabrillo a unirsi alla ricerca anche se un pescatore ritenuto pazzo afferma di essere stato attaccato da serpenti giganti di metallo nella stessa zona. Quella che inizia come una caccia a una nave scomparsa e al serpente condurrà Cabrillo a scontrarsi con un gruppo, comandato da uno squilibrato, che ha intenzione di scatenare la potenza devastante della natura stessa contro tutti i suoi oppositori.
GLI AUTORI
Clive Cussler è nato nel 1931 ad Alhambra, in California, da madre americana e padre tedesco. Interrotti gli studi al Pasadena City College, si è arruolato nell’aviazione, partecipando alla guerra di Corea. Negli anni '60 ha lavorato nella pubblicità, dapprima come copywriter e in seguito come direttore creativo di una delle più importanti agenzie degli Stati Uniti. Ha esordito nella narrativa nel 1973 con Enigma, che racconta la prima straordinaria avventura di Dirk Pitt, l’eroe che ha conquistato i lettori d’avventura di tutto il mondo. Nel 1978 ha fondato la National Underwater & Marine Agency (NUMA), un’associazione no-profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di importanza storica. In vent’anni di attività, che lo stesso Cussler ha raccontato in Cacciatori del mare, la sua squadra di ingegneri e sommozzatori ha portato a termine con successo oltre sessanta operazioni (la più famosa delle quali è il recupero del sottomarino confederato Hunley). La sua seconda passione, dopo l’avventura, sono le automobili d’epoca, di cui possiede una vasta e assai famosa collezione, comprendente oltre ottanta pezzi. Recentemente ha avviato con Paul Kemprecos la serie NUMA Files; e con Jack Du Brul la serie Oregon Files. Sposato con Barbara Knight da quarantotto anni, Clive Cussler ha tre figli e due nipoti e divide il suo tempo tra le montagne del Colorado e i deserti dell’Arizona.
Jack Du Brul è autore di una delle serie di romanzi d’avventura più popolari degli ultimi dieci anni negli USA, la serie Philip Mercer, arrivata a oggi a sette romanzi. Il suo sodalizio con Cussler come coautore degli Oregon Files è stato la realizzazione di un sogno per gli appassionati d’avventura americani.