Comunicazione di servizio: il blog non è più attivo e aggiornato dal 28 marzo 2012

L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

venerdì 30 aprile 2010

news in libreria: "Scendo. Buon proseguimento" di Cesarina Vighy

Cesarina Vighy
SCENDO. BUON PROSEGUIMENTO

Introduzione di Vito Mancuso
Fazi Editore

In libreria dal 30 aprile 2010


Questo libro insolito, intimo, curioso, riunisce un corpus di mail di Cesarina Vighy. Raro e vivido esempio di scrittura epistolare moderna, la raccolta, dalla notevole tenuta narrativa, si legge come un romanzo per la coerenza dello stile e l’estrema varietà dei registri.
Attraverso la cronaca di eventi piccoli e talvolta piccolissimi, l’insieme di questi micro testi racconta per frammenti il parallelo progredire di una sindrome che priva a poco a poco della parola e la genesi, l’ideazione, la stesura dell’Ultima estate, il romanzo d’esordio pubblicato nel 2009 con cui Cesarina ha vinto il Premio Campiello opera prima imponendosi nella cinquina dello Strega.
Nelle mail, difficoltà, invalidità, dolori, procedono di pari passo con l’affermazione di sé e il successo pubblico, vissuti dall’autrice dallo spazio ristretto di una stanza cui la malattia e la conseguente decisione di negarsi al mondo l’hanno confinata. Nei mesi delle recensioni, delle tante attestazioni di affetto, degli inviti, cui lei non può aderire - sostituita ogni volta dalla figlia Alice -, il computer è l’unico mezzo di comunicazione possibile; grazie ai meccanismi della posta elettronica, Cesarina detta Titti invia messaggi, mette in copia, inoltra allegati, creando una piccola rete di amici cui dedicare anche poche parole quando le forze lo consentono. A raccogliere stati d’animo e sensazioni ci sono –in rappresentanza del mondo- l’amico d’infanzia, il cugino “svedese”, la confidente che crede in Dio, quella che non crede, fino all’immaginario professore di letteratura, alter ego scherzoso per i giochi pseudo-filologici con Alice. Rimandati da una mail all’altra, da un destinatario a un altro, i più intimi tra i corrispondenti diventano così veri e propri personaggi come Giancarlo, il premuroso marito lunatico, Ernesto, il piccolo nipote musicista, i gatti, figure del piccolo universo ricreato di colei che scrive.
Avanza intanto il blocco fisico e l’incapacità di comunicare se non per iscritto. Nella strenua difesa della propria identità di fronte al decadimento fisico, lo stile diventa un valore irrinunciabile, mantenuto intatto dalla prima all’ultima mail. Precisazioni al limite del maniacale, citazioni colte, modi di dire familiari e alcune poesie si alternano con naturalezza e ad emergere prepotente è un black humour che stupisce e insieme diverte per il carattere di elegante imprevedibilità. La scrittura stabilizza e toglie tensioni e a prevalere è la volontà del bene: per l’amore come forza e frutto di intelligenza ordinata, spiccano senz’altro le mail “alla figlia ritrovata” con i consigli di una madre a sua volta ritrovata: lucida, dolce, saggia e, paradossalmente, proprio ora che il corpo cede e lo spirito è ridotto a pura voce, completa.


Cesarina Vighy
Nata a Venezia ma romana da decenni, ha esordito nel 2009 con L’ultima estate, romanzo che ha avuto un grande successo di pubblico e di critica, vincendo il Premio Campiello opera prima, il Premio Cesare De Lollis e imponendosi nella cinquina dello Strega.

Hanno detto de “L’ultima estate”:

«Magnifico inno alla vita che era ed è».
Marino Sinibaldi

«Una scrittura animata da una giovanile spigliatezza e baldanza».
Lorenzo Mondo, ttL

«Un addio alla vita con umorismo».
Daria Galateria, la Repubblica

«Di fronte a questa storia vera (e mai retorica) si resta incantati».
Marta Cervino, Marie Claire

«Una furia incendiaria stemperata dal senso dell’umorismo».
Antonella Fiori, D di Repubblica

«Non perdete questo libro».
Maria Grazia Ligato, io Donna – Corriere della sera

«Un romanzo che potrebbe (o dovrebbe?) vincere il Premio Strega».
Pier Mario Fasanotti, Liberal


_______________________________
Aggiornamento del 07/05/2010:

La scrittrice veneziana è morta il 2 maggio nella sua casa di Monteverde su uno dei colli che guardano la Capitale, due giorni dopo la pubblicazione di questo suo ultimo libro. Aveva 73 anni.

Cesarina Vighy, Titti per gli amici, era malata di Sla da sei anni e il suo primo romanzo era già stato un inno alla vita: una parte dei proventi li aveva voluti devolvere a «Viva la vita», una onlus che si occupa dei malati di Sclerosi laterale amiotrofica. Il funerale in rito civile è stato celebrato mercoledì 5 maggio al Verano al Tempietto Egizio.

Coltissima, grande amante degli aneddoti e delle storie, era riuscita a raccontare la sua malattia con la mano incantata di una vera, grande scrittrice. Nell'immane sforzo di affrontare la malattia era capace di una singolare ironia: «Venerdì sera mi sono coricata da semi-sconosciuta e il mattino dopo ero il "caso Cesarina Vighy"! Veramente, quando si annunciò la mia rara malattia - scriveva il 22 aprile 2009, alla vigilia del Campiello -, mi lasciai scappare dalla bocca che avrei preferito essere appunto più un caso letterario che un caso clinico».

E ancora, nella lettera ad un amico del dicembre 2007, già scriveva: «Un barone della medicina, da me interpellato circa le cause che avrebbero provocato la mia malattia mi ha risposto di girare la richiesta al Padre Eterno! Quanto alla cura, non c'è, quindi non devo prendere niente (tranne gli psicofarmaci per stare un po' tranquilla) e sperare che il decorso sia il più lento possibile. Dopo di che, ci ha scucito trecento euro (senza rilasciare fattura) perché eravamo due amici, altrimenti erano quattrocento».
Romana di adozione, aveva a lungo lavorato al ministero dei beni culturali e poi alla Biblioteca nazionale di Storia Moderna e Contemporanea di via Caetani alla quale era legatissima. Lascia il marito Giancarlo, «l’angelo incazzoso che mi aiuta a vivere», la figlia Alice e il nipote Ernesto «l'amato filosofo», i suoi gatti che «senza saper leggere né scrivere hanno capito questo libro».

martedì 27 aprile 2010

news in libreria: "Il fuoco segreto" di Martin Langfield

E' uscito in libreria lo scorso 22 aprile il nuovo thriller avventuroso scritto da Martin Langfield: il titolo è "Il Fuoco Segreto" ed è pubblicato dalla casa editrice Nord.


Martin Langfield - IL FUOCO SEGRETO
Editrice Nord 2010
collana Narrativa Nord
traduzione di A. Martini
Pag. 411 - € 18,60
rilegato
Codice ISBN: 9788842916406

New York, 2007. L'ex agente dei servizi segreti Katherine Reckliss viene convocata a Londra per far luce su un evento apparentemente inspiegabile: la radio usata da sua nonna durante la seconda guerra mondiale all'improvviso ha iniziato a trasmettere, in alfabeto morse, un messaggio in codice e una data: 30 giugno 1944.
Tuttavia, poco prima di partire, Katherine viene rapita e suo marito, sconvolto, si rivolge all'unica persona in grado di aiutarlo, il suo vecchio amico Horace Hencott. Per loro è l'inizio di un incubo, un incubo lontano nel tempo e nello spazio, eppure vicinissimo...
Londra, 1936. Sotheby's mette all'asta "I tre fuochi misteriosi", un manoscritto inedito in cui Isaac Newton descrive i suoi rivoluzionari esperimenti alchemici, sui quali ha sempre mantenuto un assoluto riserbo. Il testo se lo aggiudica un libraio, che viene derubato e ucciso pochi minuti dopo...
Parigi, 1944. Ci sono voluti otto anni di lavoro, ma adesso il collaboratore più fidato di Himmler è riuscito a creare un'arma così potente da rovesciare le sorti della guerra: il Fuoco Segreto. In una calda notte di giugno, però, una squadra speciale dell'esercito inglese, capitanata dal giovane Horace Hencott, riesce a sabotare il piano nazista, ma non a distruggere quel devastante congegno...
Due epoche distanti, un pericolo comune: perché quando è il presente a determinare il passato, la Storia può essere riscritta.


Un breve estratto dal romanzo:
«Che cos’è successo nel 1944?» chiese Robert.
Horace sussurrò: «La bomba è esplosa. Ma l’esplosione è congelata nel tempo. Non so esattamente come sia avvenuto. Ma dobbiamo scoprirlo. Perché l’effetto si sta esaurendo».
«Si sta sciogliendo?»
«Molto rapidamente. E quando si sarà dispiegata del tutto…»
«… esploderà. Ora, nel presente.»
«E l’effetto sarà come quello di una bomba di potenza inimmaginabile. Distruggerà Londra e l’Inghilterra sud-orientale. Tutto ciò che è stato costruito nella zona interessata a partire dal 30 giugno 1944, tutti quelli che sono nati nella zona interessata dal 30 giugno 1944 e tutti i loro discendenti cesseranno di esistere. Genocidio, di generazione in generazione. Ma non è tutto. In realtà, la bomba esplode nel 1944, uccidendo i più importanti leader dell’epoca. Lo sbarco in Normandia s’interrompe. L’Inghilterra diventa un cumulo di macerie. I nazisti possono concentrarsi sul Fronte Orientale. Sopravvivono. L’America si ritira in se stessa e l’Europa si riduce a un inferno totalitario.»
«Si può fermare?»
«Abbiamo quattro giorni.»


L'autore:
Martin Langfield è stato per vent’anni corrispondente della Reuters e ha vissuto in Salvador, Nicaragua, Messico, Perù, Cuba, Spagna e Stati Uniti. Dal 1999 si è stabilito a New York con la moglie e il figlio.
In Italia ha già pubblicato, nel 2007, "Lo scrigno del male", del quale è possibile leggere qua una mia recensione.

venerdì 16 aprile 2010

"L'uomo di Pietroburgo" di Ken Follett: impressioni a caldo


Ken Follett - L'UOMO DI PIETROBURGO

Londra, 1914. l'impero britannico sta vivendo la sua ultima lunga estate. La Germania si prepara alla guerra e l'Inghilterra cerca disperatamente alleati. La soluzione sembra poter venire dalla Russia. Churchill, primo lord dell'ammiragliato, si reca da lord Stephen Walden per ottenere il suo aiuto. Il giovane principe Aleksey Orlov, nipote dello zar Nicola, sta per giungere a Londra per dei colloqui segreti, e lord Walden nonsolo lo ospiterà, ma rappresenterà l'Inghilterra al tavolo delle trattative. Ma ci sono altre persone interessate alla presenza a Londra del principe Orlov: Charlotte, la figlia dei Walden, caparbia e idealista; Basil Thomson, capo della sezione speciale, e soprattutto Feliks Ksessinsky, l'anarchico russo, l'uomo senza paura venuto da Pietroburgo. Via via che le trattative si protraggono, i destini di questi personaggi s'intrecciano ineluttabilmente e, mentre l'Europa si prepara alla catastrofe della guerra, si svolge l'ultima tragedia familiare che sconvolgerà l'esistenza di lord Walden. L'atmosfera di un'epoca che sta per scomparire rivive in questo romanzo di Ken Follett ricco di azione, suspance, romanticismo.

Titolo originale: "The Man from St. Petersburg"
Mondadori (collana Oscar Bestsellers)
Traduzione: P. Bonomi
1982 - 336 pagine - € 9.50


Mi è capitato, nei giorni scorsi, di sbirciare tra i titoli contenuti in una libreria a casa di amici e di scorgere un vecchio racconto di uno dei miei autori preferiti: Ken Follett.
Ho letto la quarta di copertina, poi ho iniziato a leggere le prime pagine e... ne sono stato letteralmente risucchiato!
"L'uomo di Pietroburgo" è un romanzo storico... no, un thriller... o forse è meglio dire un giallo... ma anche spy-story non stona come definizione... boh! è un racconto che descrive in maniera molto accurata l'epoca nel quale è ambientato, con personaggi ben caratterizzati, e tra roventi passioni, colpi di scena e momenti di forte suspance mantiene letteralmente incollato il lettore alle pagine del libro, nonostante una trama con "intrecci" tra i soggetti e coincidenze temporali al limite dell'incredibile.

In questo racconto ho ritrovato il Ken Follett già a suo tempo apprezzato il altre spy-stories come "La cruna dell'ago" o "Il codice Rebecca"; lasciamo da parte "I pilastri della terra" e "Mondo senza fine", quelli sono due capolavori non paragonabili!

"L'uomo di Pietroburgo" è un libro veloce e appassionante che consiglio vivamente; riporto ora qualche commento dei lettori trovati nel web, buona lettura!

Un ottimo libro.... veloce e coinvolgente con un bellissimo finale....

Squallido, una vera delusione. Sempliciotto e pieno di luoghi comuni, uno stile veramente mediocre. Mi aspettavo di più...

Secondo me uno dei più bei libri scritti da Ken Follet che dà sicuramente il meglio di se nei romanzi storici, ma che qui ha superato sé stesso unendo azione e amore!! Nel finale è d'obbligo versare fiumi di lacrime! Da leggere.

Molto bello, appassionante e coinvolgente. Lo consiglio!

E' con vero dispiacere che commento in modo un po' annoiato questo romanzo a dir poco inverosimile per gli intrecci dei protagonisti, i turbamenti che subiscono nel rivedersi ben dopo 20 anni. I libri di Follett mi hanno sempre coinvolto, questo proprio no.

Lo pensavo superiore a "Notte sull'acqua", il mio primo romanzo di Ken Follett, sulla base delle recensioni che avevo letto. Oggi, terminata la lettura de "L'uomo di Pietroburgo" posso affermare che è vero il contrario e credo che ciò vada ricercato nella datazione dei due romanzi. Il romanzo oggetto di recensione è stato scritto diversi anni prima ed è evidente l'abbozzo di quello stile che farà grande Follett! Il suo cavallo di battaglia, ossia la caratterizzazione dei personaggi che giostrano in un determinato contesto, ne "L'Uomo di Pietroburgo" è appena accennata rispetto al più completo e coinvolgente, dal punto di vista in esame, "Notte sull'acqua". Un romanzo che segna l'ascesa di Ken Follett e pertanto godibile con un finale da film ed epilogo che racconta il destino dei personaggi principali, anni dopo la conclusione del romanzo. Nel complesso direi che può esser letto, ma certamente (e questo è un consiglio) prima di "Notte sull'acqua" e comunque nulla ha da regalare ad un lettore esperto.

Bello bello bello avvincente (come CODICE REBECCA), ti tiene incollato come al solito, bello anche il finale! Lo consiglio!!!

Bel libro, bella trama come ci ha da sempre abituato Follet, consigliato a chi vuole leggere un bella storia senza nulla di eccezionale: il mio voto sarebbe un 4/5 anche se gli do un 3 per paragonarlo agli altri dello stesso scrittore.

Gran bel libro, peccato il periodo in cui si svolge la vicenda, a ridosso del primo conflitto mondiale. Ci sono personaggi noti, come Winston Churchill e meno, come il protagonista. E' una storia di un anarchico e di una ragazza, quasi tutta la vicenda si svolge in una villa inglese, ma anche Londra avrà il suo spazio. Non è sicuramente il migliore di Ken Follett, ma è molto bello.

Bello, bello, bello! Alla fine ti dispiace che finisca. La storia è molto originale e ben costruita, i personaggi ben delineati; inoltre Ken Follett ancora una volta ricostruisce magistralmente l'atmosfera del tempo in cui si svolge la narrazione. Consigliatissimo! Follett resta uno dei miei scrittori preferiti (contemporanei e non).

Davvero un ottimo romanzo! Non era facile da organizzare... avrei voluto che durasse un pò di più... sta di fatto che risulta una lettura rapida e molto appassionante!

Questi libri non dovrebbero mai finire! Bravo Follett, ormai mi hai colpito appieno! Ancora una storia che ti tiene incollato al libro.

Buon Libro per Follett... ho trovato varie analogie con La Cruna Dell'Ago che per me rimane il migliore dei suoi Thriller. Comunque è stato piacevole, la storia scorre bene ed i personaggi sono ben descritti caratterialmente.

E' indubbio che si tratti di un bel libro. Concordo con chi ha notato molte analogie con la cruna dell'ago, anche se il " nostro" Feliks risulta piu' umano e "simpatico" della spia nazista. Come Trama mi ricorda anche un po' "il giorno dello sciacallo" di Forsyth. Ripeto è un libro piacevole, scorrevole, avvincente. Follet promosso a pieni voti.

Romanzo decisamente lontano da "Mondo senza fine" o da "Pilastri della terra". Si legge con facilità ed ha un finale scontato.

giovedì 15 aprile 2010

Alle signore piace il nero – Storie di delitti, crimini e misfatti

Fonte: Valeria Bellagamba per LibriSenzaCarta

Venerdì 16 aprile 2010, ore 21, presso la sala conferenze della Biblioteca Antonelliana di Senigallia, per la rassegna Sognalibro, verrà presentata l’antologia Alle signore piace il nero – Storie di delitti, crimini e misfatti.

Alle signore piace il nero è un’antologia unica nel suo genere: quattordici scrittrici italiane raccontano il lato oscuro dell’universo femminile.

Uscita nel 2009 per Sperling & Kupfer, a cura di Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallorani, Alle signore piace il nero raccoglie i racconti di: Carmen Covito, Grazia Verasani, Barbara Garlaschelli, Cinzia Tani, Nicoletta Vallorani, Donatella Diamanti, Nicoletta Sipos, Licia Giaquinto, Adele Marini, Elisabetta Bucciarelli, Daniela Piegai, Daniela Losini, Claudia Salvatori, Diana Lama.

Le scrittrici che appaiono in questa antologia hanno tutte pubblicato romanzi, racconti, testi teatrali, o lavorato come sceneggiatrici.

Per promuovere l’antologia è stato aperto il blog “MissFatti”, curato dalla giornalista e scrittrice Daniela Losini.

Contenuto dell’antologia:
Quattordici autrici italiane ci propongono storie noir di assassine, vittime, poliziotte, detective, in un intrigante percorso tra delitti, crimini e misfatti. L’impiegata single di Carmen Covito ha la passione per la cucina…e per i coltelli; la tremebonda conduttrice televisiva di Cinzia Tani è tiranneggiata dal marito e si sceglie pure un amante decisamente sbagliato; la tormentata adolescente di Barbara Garlaschelli ha una madre squilibrata che la respinge e la disprezza, ma che finirà per pagarla cara; la libraia di Grazia Verasani ha subito per anni violenze dal suo uomo e medita vendetta; le donne stuprate e uccise di Nicoletta Vallorani diventano angeli e trovano chi fa giustizia per loro, la cugina di Sherlock Holmes di Nicoletta Sipos, Miss Lilly, deve indagare sul mistero del Big Bull.
Troviamo suspense fantascientifica con Daniela Piegai in “Scambio letale”, avvincente fantasia che ci porta in un mondo completamente diverso, che riesce comunque a mantenere l’attenzione al calor rosso, anche senza il morto che per un noir sarebbe d’obbligo.
Daniela Losini partecipa con il racconto “L’estate del silenzio” nel quale indaga sul cambiamento dell’animo di una madre di fronte alla morte della figlia. Un merletto delicatissimo, scritto con una grande capacità comunicativa. Quello della Losini è forse l’unico racconto dell’antologia che non usa né ironia, né scene forti, né fantasiose, ma, con parole semplici e periodi lineari, ricostruisce l’intimità del pensiero di questa madre che ha perso la figlia.

Una pattuglia di scrittrici di classe declina il noir in tutte le sue sfumature, regalando brividi ed emozioni anche ai palati più esigenti.

Interverranno alla serata le autrici Daniela Losini e Daniela Piegai.
Conduzione a cura di Giuseppe D’Emilio, scrittore e curatore dell’antologia NeroMarche


Nota: proprio oggi la scrittrice Barbara Garlaschelli è stata segnalata come finalista del Premio Strega 2010.

martedì 13 aprile 2010

news in libreria: "Il testamento di Salvatore Siciliano" di Salvatore Cobuzio

Salvatore Cobuzio - "IL TESTAMENTO DI SALVATORE SICILIANO"
Fazi Editore
in libreria il 23 aprile 2010.

Marzo 2010: è un giorno come tanti, quando su ogni profilo e gruppo di Facebook compare insistentemente un'immagine, sempre la stessa, apparsa dal nulla e onnipresente. Mentre gli internauti di tutta Italia se ne stanno increduli come di fronte a un ufo col naso puntato sul monitor, tre amici per la pelle, Fabrizio, Luca e Domenico, sono gli unici a conoscere il significato di quest'oggetto misterioso apparso in Rete: è il plateale commiato di Salvatore Siciliano, il leader del loro gruppo. Di lui, insieme a questo sberleffo virtuale, restano le pagine di un vero e proprio testamento in cui il protagonista, Salvo, rivela tutta la verità su se stesso e sulle sue insospettabili colpe di manipolatore occulto della Rete - il migliore, il più pagato - per conto di potenti multinazionali e oscuri gruppi di potere. Lungo il filo di una febbrile confessione, mentre di fronte agli occhi dei tre amici si sbriciola l'immagine di Facebook quale meravigliosa oasi in cui tutto sembra possibile a tutti, la scelta di Fabrizio, Luca e Domenico è quella di un'amicizia autentica che resiste a ogni cosa. Un legame che li condurrà fino alle regioni interne dell'Africa, sulle tracce del tantalio, misterioso e preziosissimo minerale, al centro di illeciti traffici in cui Salvo si è trovato invischiato, fino a scoprire che in fondo, Facebook o meno, l'isola che non c'è può esistere davvero, per chi come loro sa riconoscere o difendere uno spazio di amicizia e amore in cui rifugiarsi.


Il testamento di Salvatore Siciliano diviene la notizia più chiacchierata in Rete, la più grande operazione mai effettuata in Italia di marketing e comunicazione virale: dal 1° marzo, giorno d'inizio della campagna ad oggi, 10 milioni di persone hanno visto su Facebook e negli altri social network l'immagine di Salvatore Siciliano.
30.000 visualizzazioni dopo le prime 4 ore dalla pubblicazione del testamento.
www.salvatoresiciliano.com

Numerosi anche video su YouTube: basta scrivere “il testamento di salvatore siciliano”; lo stesso vale per post e vari blog spontanei con più di 200.000 risultati su Google.


Il libro svela a tutti coloro che si sono interrogati su questa strana vicenda, chi è veramente Salvatore Siciliano e il messaggio contenuto nel suo testamento. Da quando il suo testamento ha invaso il web, mille supposizioni sono state fatte: Siciliano è un pentito di mafia, un politico di sinistra manovrato da Beppe Grillo o Travaglio, addirittura parte della strategia di lancio di un film e molte altre ipotesi.

Secondo voi, in che modo oggi i politici, i poteri forti delle multinazionali facendo leva sulla presunta libertà di internet usano la Rete per fare i loro interessi?
Internet, paritario e fuori dal controllo dei poteri forti sarebbe un pericolo troppo grande per gli interessi economici e politici di molte persone.

Alcuni esempi di temi trattati all’interno del libro Il testamento di Salvatore Siciliano:
- La censura di internet in Cina.
- Il traffico del Tantalio.
- La privacy.
- La teoria sui clown (Berlusconi) e i buffoni moderni di oggi (Dario Fo, Luttazzi, Grillo, Santoro, Travaglio)
- Obama e la politica americana del 2.0.


L'AUTORE: Salvatore Cobuzio é nato a Siracusa nel 1978.
Ha lavorato come web marketing manager presso gli studi di Cinecittà e alcune importanti aziende nazionali. Vive e lavora a Roma.

mercoledì 7 aprile 2010

"La chiave dell'Apocalisse" di James Rollins: impressioni a caldo

James Rollins - LA CHIAVE DELL'APOCALISSE

Inghilterra, 1086. Il censimento ordinato da Guglielmo il Conquistatore è stato finalmente portato a termine. La summa di quel lavoro immane è un volume in cui sono elencate tutte le terre e le proprietà del regno. Ma ben presto strane voci cominciano a circolare, e nessuno sa perché due luoghi sono indicati con un'unica, enigmatica parola scritta in inchiostro cremisi: devastato. Circondata da un'aura di mistero, quell'opera monumentale passerà alla storia con un titolo inquietante: "Il libro del Giorno del Giudizio".
Oggi. Tre omicidi nell'arco di poche ore. Prima il figlio di un senatore americano che svolgeva attività di volontariato in una fattoria nel Mali; poi un sacerdote, esperto di archeologia e studioso di san Malachia, ucciso da un'esplosione all'interno della basilica di San Pietro; infine un professore di biologia molecolare, trovato morto nel suo laboratorio a Princeton. Tre vittime connesse da un dettaglio raccapricciante: sui cadaveri è stata impressa a fuoco una croce celtica. E lo scenario che si presenta agli agenti della Sigma si complica ulteriormente quando le indagini del comandante Grayson Pierce rivelano il coinvolgimento di una multinazionale impegnata nella produzione di alimenti geneticamente modificati. Come mai una ricerca che potrebbe alleviare le sofferenze delle popolazioni africane sembra essere legata a un oscuro flagello che ha colpito l'Inghilterra nel XI secolo e alle visioni di un santo che ha profetizzato la fine del mondo?

Titolo originale: "The Doomsday Key"
Editrice Nord (collana Narrativa Nord)
Traduzione: Gian Paolo Gasperi
2010 - 468 pagine - € 19.60

“Chi ancora non ha letto i romanzi di James Rollins non può neanche immaginare cosa si perde.” Booklist

"La chiave dell'apocalisse" (The Doomsday Key) è il sesto romanzo della serie "Sigma Force", dopo (in ordine cronologico): "La città sepolta", "La mappa di pietra", "L’ordine del Sole Nero", "Il marchio di Giuda" e "L'ultimo Oracolo"; il settimo capitolo, "The Devil Colony", è previsto in uscita in America il 22 giugno 2010.
E come tutti i racconti che lo precedono, anche quest'ultima avventura di Painter Crowe, Grayson Pierce e company tiene il lettore incollato alle pagine grazie ad una trama ben ideata, ai machiavellici intrecci nei rapporti tra i protagonisti "buoni" e "cattivi" della storia, e ai numerosi colpi di scena; interessantissime le note a fine volume, dove Rollins rivela come tutti i riferimenti scientifici, storici e geografici sia "incredibilmente" reali.
Mi chiedo spesso come facciano certi autori a mescolare in maniera così efficace argomenti tanto eterogenei e ricavarne delle storie così reali!

Chi non ha già letto gli altri racconti della serie "Sigma Force" potrà trovarsi in difficoltà nel capire i rapporti e i sentimenti tra i vari personaggi, in primis lo scontro Grayson Pierce e la misteriosa Seichan (della quale si comincia a sapere qualcosa in più), ma anche la storia sentimentale tra lo stesso Gray e Sara Veroni, o le vicissitudini di Monk Kokkalis... è una buona occasione per andarseli a leggere tutti, ne vale comunque la pena.
Ho letto in giro che La chiave dell'apocalisse è considerato il miglior racconto scritto da Rollins: non sono pienamente d'accordo, pur se ad alti livelli la storia mi ha lasciato un po' di amaro in bocca, soprattutto per alcune scene un pelino esagerate e fantasiose (vedi le trappole nelle cripte che custodiscono la chiave del mistero); non vorrei che l'autore, dopo aver scritto un episodio dedicato a Indiana Jones, ne sia rimasto un po' troppo "attaccato"! ;-)

E' comunque un libro ottimo nonostante qualche ombra, consigliatissimo agli appassionati del genere thriller-avventuroso.


L'AUTORE: James Rollins, conosciuto anche come James Clemens; pseudonimo di Jim Czajkowski (Chicago, 7 dicembre 1961), è uno scrittore statunitense.
Ha frequentato la University of Missouri nel 1985.
Per anni è stato un apprezzato veterinario, ma, a un certo punto della sua vita, ha deciso di anteporre al lavoro le sue tre grandi passioni: la speleologia, le immersioni subacquee e, soprattutto, la scrittura.
Fin dal suo esordio, si è segnalato come una delle voci più nuove e convincenti nel campo del romanzo d'avventura, raggiungendo un notevole successo di pubblico e di critica.
Tra i suoi ispiratori cita gli autori della serie Doc Savage.
Da giovane, James aveva acquisito una vasta collezione di opere su Doc Savage, ma, dice che ne è rimasto ignaro della loro influenza su di lui, come romanziere, fino a quando uno dei suoi fan ha portato la questione alla sua attenzione.
Rollins ha anche scritto alcuni libri sotto lo pseudonimo di James Clemens.
Attualmente vive a Sacramento.
Nel 2007 è stato ingaggiato per adattare in un romanzo il film Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo.
Il Publishers Weekly scrive che Rollins trasmette il meglio di Clive Cussler, Robert Ludlum e Wilbur Smith, in più ha scritto che «Se a Cussler si dovesse assegnare la medaglia d'oro nella narrativa a Rollins bisognerebbe dare quella d'argento».


"La chiave dell'Apocalisse": ecco i commenti dei lettori trovati in rete, buona lettura!

Premesso che la copertina lascia molto a desiderare, il romanzo in sé è uno dei migliori di Rollins, a mio parere. Ancora una volta l'autore mescola con sapiente abilità avventura, mistero, teorie scientifiche verosimili e introspezione psicologica costruendo una storia che ti tiene incollato al libro fino all'ultima pagina, grazie a una scrittura che, negli ultimi libri, ho trovato assai maurata per ritmo, efficacia ed equilibrio. Una lettura imperdibile per tutti gli appassionati del genere.

In questo libro ci sono tutti gli ingredienti per un ottimo romanzo di avventura. I soliti cattivi, credibili teorie scientifiche collegate alla fisica e alla genetica, una ricerca di un mistero risalente all'antico egitto, trappole mortali, e soprattutto tanta azione, il tutto raccontato con la solita abilità dal grande Rollins. Veramente bello, forse il migliore di tutti i precedenti.

Rollins nel suo genere è bravo, nulla da eccepire; inoltre coniuga molto bene realtà scientifica e fantasia. Però i suoi libri hanno, a parer mio, un difetto non da poco, ormai sono diventati l'uno la fotocopia dell'altro. Prologo in epoca remota, mistero/segreto che se capita nelle mani sbagliate può portare a conseguenze nefaste se non addirittura alla fine dell'umanità, da una parte i Buoni che sono buoni, buoni, buoni; e dall'altra i Cattivi che sono cattivi, cattivi, cattivi. Per tre quarti del romanzo i cattivi sembrano vincere o sono nettamente in vantaggio, nell'ultimo quarto i buoni in un modo o nell'altro riescono a rovesciare la situazione e salvano l'Umanità. E via per una nuova avventura.... Personalmente inizio ad annoiarmi un po', tanto cambiano scenari, pericoli e cattivi ma la storia nelle sue colonne portanti è quella. Spero che il prossimo romanzo dell'autore statunitense mi faccia cambiare opinione.

Adrenalinica come sempre avventura del gruppo Sigma. Questa volta il mix tra avventura, storia e leggende locali alla fine riesce un po' pesante è già letto da qualche altra parte (diciamo in qualche lavoro di Valerio Massimo Manfredi). Il tema scientifico però trattato (quello degli OGM) è importante e nonostante sia un romanzo di fiction, dà adito ad importanti riflessioni sul futuro alimentare e demografico dell'umanità.

Ho letto tutti i libri di Rollins e questo è uno tra i migliori. Se piace questo genere vi consiglio di leggerlo.

Se si legge un libro di Rollins si sa già a cosa si va incontro, procedimento della trama sempre uguale e personaggi stereotipati tipo cattivi cattivissimi e un po' stupidotti e buoni buonissimi che in un modo o nell'altro se la cavano sempre. Certo non ci si annoia ma anche colpi di scena nei colpi di scena alla fine diventano quasi insopportabili. Comunque sono libri di evasione con basi reali abbastanza ben documentate per una lettura senza troppi coinvolgimenti. Il finale presagisce un seguito speriamo in qualche cambiamento...

E' il primo libro di Rollins che leggo, e devo dire che è molto bello. Ottima la trama, ottima la descrizione dei personaggi e dei luoghi.

Leggi qua le mie altre "impressioni a caldo" sui romanzi di James Rollins.