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L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

sabato 8 dicembre 2007

"La Cattedrale del Mare" di Ildefonso Falcones

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Stamattina, mentre ero in un centro commerciale, ho fatto un giro nel reparto riservato ai libri, e i miei occhi sono stati attirati, tra tante immagini, da una copertina in particolare.
Sarà stato forse quel rosone di chiesa gotica che subito mi ha richiamato alla memoria la copertina e le atmosfere de "I pilastri della terra" di Ken Follett, chissà...
Fatto sta che ho preso il libro in mano e ho letto il nome dell'autore: "La Cattedrale del Mare" di Ildefonso Falcones.

Barcellona, XIV secolo.
Nel cuore dell'umile quartiere della Ribera gli occhi curiosi del piccolo Arnau sono catturati dalle maestose mura di una grande chiesa in costruzione.
Un incontro decisivo, poiché la storia di Santa Maria del Mar sarà il cardine delle tormentate vicende della sua esistenza.

Figlio di un servo fuggiasco, nella capitale catalana Arnau trova rifugio e quella sospirata libertà che a tutt'oggi incarna lo spirito di Barcellona, all'epoca in pieno fermento: i vecchi istituti feudali sono al tramonto e mercanti e banchieri in ascesa, sempre più influenti nel determinare le sorti della città, impegnata in aspre battaglie per il controllo dei mari.
Intanto l'azione dell'Inquisizione minaccia la già non facile convivenza fra cristiani, musulmani ed ebrei...

Personaggio di inusuale tempra e umanità, Arnau non esita a dedicarsi con entusiasmo al grande progetto della "cattedrale del popolo".
All'ombra di quelle torri gotiche dovrà lottare contro fame, ingiustizie e tradimenti, ataviche barriere religiose, guerre, peste, commerci ignobili e indomabili passioni, ma soprattutto per un amore che i pregiudizi del tempo vorrebbero condannare alle brume del sogno...

Non avevo sentito nominare né il titolo né l'autore, ma la lettura delle note all'interno della copertina mi sono bastate per far sì che ora quel libro sia parcheggiato sul mio comodino.
Più tardi, a casa, ho scoperto cose molto interessanti relative a questa pubblicazione... vedremo se la lettura confermerà i molteplici giudizi positivi che ho letto in rete.

Fonte foto e testo: dalla rete


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venerdì 7 dicembre 2007

"Mondo senza fine" di Ken Follett: impressioni a caldo

"Mondo senza fine", il nuovo romanzo di Ken Follett, è uscito in Italia, in prima mondiale assoluta, lo scorso 18 settembre 2007.
Quello stesso giorno io ero in libreria, puntuale, per comprarlo (ed ho portato anche le prove dell'acquisto in questo post!).
Due giorni fa, quindi dopo due mesi e mezzo dall'acquisto, ho portato a termine la lettura delle 1.370 pagine che lo compongono, e provo ora a scrivere un giudizio quanto più obiettivo e, spero, non influenzato dalla lettura delle numerose recensioni presenti in rete.

Intanto un battuta sul titolo "Mondo senza fine": forse sarebbe stato più azzeccato chiamarlo "libro senza fine" perchè il romanzo, pur molto interessante e godibile, a un certo punto dà l'impressione che si stia seguendo una telenovela, una sorta di "Beautiful" follettiana dove intrecci tra parentele, gelosie, amori eterni, corna, figli nati da tradimenti coniugali, suore e frati dalle "tonache bollenti", stupri, omicidi, misteri, ecc. ecc... la fanno da padrona.
Insomma, la fine del romanzo sembra non arrivare mai, e si tira un respiro di sollievo quando (finalmente) si arriva all'ultima pagina, scoprendo il lieto fine auspicato nelle 1.300 pagine precedenti.
Non che sia un brutto romanzo, tutt'altro, ma è inevitabile fare il paragone con quel capolavoro che fu I pilastri della terra”, romanzo che narra le vicende ambientate nella stesso villaggio di Kingsbridge, ma due secoli prima, al tempo della costruzione della cattedrale gotica.
I due racconti, seppur definibili uno il clone dell'altro, sembrano quasi narrati da due scrittori diversi: "I pilastri della terra" risulta molto più intrigante e coinvolgente, mentre "Mondo senza fine" è un po' più scontato nelle vicende, facendo spesso ricorso a scene di sesso quasi a far pensare che questo rappresenti un'esca da parte dell'autore per mantenere vivo l'interesse del lettore.

C'è poi una cosa che mi ha fatto riflette sullo stile del romanzo: alcuni passaggi sono ripetitivi e spesso risultano un po' fastidiosi (ma dopotutto, vista la mole del romanzo, alcune volte ci sta di fare un riassunto per ravvivare nella memoria del lettore fatti avvenuti parecchie pagine indietro); in altri brani, poi, il modo di illustrare la scena ha uno stile non proprio tipico di Follett, e mi viene in mente la descrizione dello scenario di guerra in Francia come esempio.
Insomma, viene da pensare che lo scrittore gallese si sia fatto dare un "aiutino" da qualche altro scrittore per alcune parti del romanzo, quasi che abbia dato in "appalto" in più stralci la stesura del romanzo dopo aver stabilito il percorso guida.

Quanto, poi, alle critiche lanciate dalla Chiesa in riferimento alle vicende contenute nel romanzo che incolpano il clero di non essersi adoperato a prestare aiuto alla povera gente al tempo dell'infuriare della peste, ma anzi di essere scappato in cerca di scampo... beh, che devo dire... è un romanzo, non è un trattato di storia medievale: cerchiamo di valutare con un po' di buonsenso.

In conclusione: "Mondo senza fine" è un ottimo romanzo, sarebbe stato forse un eccellente romanzo se non avesse dovuto "combattere" la fama del suo predecessore.
Lascia però sempre il dubbio che dietro la scrittura di questo romanzo da parte del bravo Ken Follett ci sia, più che l'auspicio di dare un seguito alle vicende che tanto appassionarono i lettori dei "pilastri" in tutto il mondo, il desiderio di rimpinguare (e di parecchio) il proprio conto in banca.
Desiderio ampiamente esaudito, immagino...

Fonte foto: dalla rete

martedì 20 novembre 2007

A tavola con Harry Potter

Avevo già parlato di lei in questo post: la mia amica fotografa/scrittrice/cuoca Luisa Vassallo mi ha fatto ieri una bella sorpresa, facendomi recapitare a domicilio dalla sua Casa Editrice (Edizioni Ancora) il suo ultimo libro: "A tavola con Harry Potter".

Canon EOS400D - Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/100 - F2.8 - ISO200 @ 36 mm.

Canon EOS400D - Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/100 - F2.8 - ISO200 @ 19 mm.

Una volta pensavo che per diventare un bravo cuoco mi ci sarebbe voluto una magia... che fosse la volta buona?? :-)

Ciao Luisa, e grazie!

venerdì 9 novembre 2007

Luisa Vassallo: fotografa, scrittrice e... cuoca

Conobbi Luisa Vassallo diversi anni or sono, quando entrambi frequentavamo assiduamente Usefilm, una comunità virtuale di fotoamatori molto frequentata a livello internazionale.
Pur non avendola mai incontrata personalmente, ho sempre nutrito nei suoi confronti una particolare stima e ammirazione, per la sua innata sensibilità come fotografa e la particolare atmosfera "magica" che riesce a catturare in ogni sua foto.

L'ho conosciuta come fotografa, ma l'ho vista evolversi come scrittrice.

Luisa vive e lavora ad Imperia.
Lettrice da sempre di letteratura fantasy, ma in particolare delle opere Tolkeniane, ha saputo coniugare felicemente nei libri che ha curato, dedicati alla Terra di Mezzo, anche la sua passione di cuoca.

E sì, perchè Luisa, con l'amica Cinzia Gregorutti, ha iniziato per gioco organizzando cene Hobbit con gli amici, raccogliendo poi le ricette nel loro primo libro per "golosy del fantasy": era il 2003 e il libro si intitolava "A tavola con gli Hobbit".

La sfida delle autrici era quella di realizzare un vero libro di cucina a partire dalle ricette e dai riferimenti culinari citati nell'opera di Tolkien. Ne è venuto fuori un libro unico nel suo genere: godibilissimo nella lettura, filologicamente perfetto nelle citazioni e nel contempo pienamente usabile come un normale libro di ricette. Un regalo originale e pratico per gli appassionati di cucina e di Tolkien... che spesso vanno a braccetto. Il libro è organizzato seguendo l'ordine alfabetico delle cibarie tolkieniane oltre ad avere un pratico indice per genere e per menù (dalla prima colazione alla cena). Per chiunque voglia cimentarsi in un pranzo in stile "fantasy" o stupire con qualche piatto rigorosamente letterario. Provare per credere!

Un anno dopo, nel 2004, sempre insieme a Cinzia Gregorutti, fu la volta de "L'erbario di Tolkien. Ricette e rimedi naturali nella Terra di Mezzo".

Le opere del professore di Oxford sono un mare immenso e le autrici di "A tavola con gli Hobbit" questa volta vi si immergono alla ricerca di erbe mediche e ricette per tisane e manicaretti medicali. Dopo una introduzione a opera dell'esperto tolkieniano (e medico) Paolo Gulisano, il volume inizia con la descrizione delle piante e delle erbe (fantastiche e non) presenti nei vari testi della saga del "Signore degli Anelli", per giungere ai vari usi nella "medicina naturale". Per finire una sezione dedicata allo... spirito: grappe e liquori aromatizzati. Tutti gli ingredienti sono di origine tolkeniana controllata e garantita, come dimostra l'indice delle citazioni in fondo al testo.


Nel 2005, a chiudere la trilogia dedicata agli Hobbit, Luisa Vassallo pubblica insieme a Paolo Gulisano "Giochi da Hobbit. Feste e divertimenti dalla Terra di Mezzo"

Questo libro chiude la trilogia dedicata all'arte del "buon vivere" nella Terra di Mezzo. Dopo la cucina e la cura di sé, è il momento di una dimensione fondamentale della vita degli Hobbit: il "playing", ovvero la dimensione "ludica" del vivere, così cara a JRR Tolkien. Si tratta di un vero e proprio "ricettario" di quest'arte dello stare insieme, che si ispira direttamente alla saga del "Signore degli Anelli" e da essa trae i molti riferimenti a giochi, feste, scherzi con indicazioni pratiche di come eseguirli.

A questo punto la curiosità e il divertimento erano tali che inevitabilmente Luisa continua a percorrere queste strade del “gusto fantasy”.
Grazie al lavoro di ricerca svolto successivamente con Paolo Gulisano intorno a "Le Cronache di Narnia", Luisa ha avuto modo di approfondire la figura del suo autore, C.S. Lewis, attraverso le sue scelte culinarie che risultano spesso più esotiche, varie e sofisticate rispetto a quelle dell'amico Tolkien.
E' il 2006, e i due autori pubblicano "La cucina di Narnia. Ricette e menu dal mondo di Aslan"

Cosa ci fanno Paolo Gulisano e Luisa Vassallo nelle cucine di Narnia? Curiosi e divertiti si aggirano tra pentoloni che bollono emanando effluvi di soffritto, balsamici vapori di salsine, essenze di primizie e gustose fragranze di carni arrosto. Tra i due c’è chi osserva con l’occhio clinico del medico, constata e prende appunti. Da appassionato di letteratura sa che dietro tutto quel daffare c’è qualcuno che veglia e dirige i cuochi e gli apprendisti - che nutrono nascostamente e umilmente eroi, cavalieri ed esseri fatati - un personaggio eclettico e singolare che ha tessuto le trame di grandi e belle storie: C.S. Lewis.
L’altra firma del libro, poetessa ma famigliare a mestoli e palette, sollevando il lembo di un telo che ricopre una pagnotta messa a lievitare. “Non potremmo capire l’esistenza delle fate se non avessimo conosciuto col palato ma anche col cuore, il sapore del pane o il gusto del latte appena munto. Non potremmo penetrare lo sguardo di un troll senza conoscere il sapore della rucola, e la profondità di un druido senza aver assaggiato i frutti di bosco o aver contemplato il colore del miele d’acacia alla luce della luna…

La pubblicazione più recente di Luisa è dedicata, questa volta, al maghetto più famoso del mondo: Harry Potter.

J.K. Rowling l'ha guidata, insieme a Barbara Paoletti, nelle cucine del suo mondo magico mostrandole quanto uso si può fare di un ingrediente che sta alla base sia della cucina tradizionale che della narrativa: la fantasia.
Nella saga di Harry Potter molte portate non esistono nei ricettari babbani (burrobirra, gelatine tutti gusti + 1, bacchette magiche alla liquirizia, ecc.) e hanno costretto Luisa e Barbara a mettere a dura prova la loro capacità di elaborare ricette completamente nuove sulla base d'indizi legati semplicemente al colore e al gusto che l'autrice ha fornito.
Una sfida che ha dato molte soddisfazioni alle due scrittrici e che, sicuramente, ingolosiranno cuochi e lettori.


Sullo stile dei volumi precedenti che intendono unire il sapore dei piatti al gusto della letteratura, "A tavola con Harry Potter" (in libreria dal 24 ottobre 2007) prevede una prima parte descrittiva e una seconda parte divisa in due ricettari: l’uno babbano e l’altro magico. Entrambi i ricettari sono divisi in voci (primi, secondi, verdure, pesci, dolci) e anche l’ordine interno delle ricette, voce per voce, è alfabetico.
Oltre 200 le ricette presentate, tutte realizzabili, e una sezione dedicata ai più piccoli, per divertirsi e imparare la magia della cucina.



Per chi fosse curioso di sapere qualche altra cosetta riguardo a Luisa Vassallo, lascio i links di due interviste fatte alla scrittrice/fotografa/cuoca da Marina Lenti e da Luca Balduzzi, buona lettura!

martedì 16 ottobre 2007

il "Mondo senza fine" e il mondo che cambia

Da Dentro al Replay del 16/10/2007

"Mondo senza fine", l'ultimo romanzo di Ken Follett, uscito in Italia in prima mondiale assoluta lo scorso 18 settembre 2007, si sta dimostrando, nel bene e nel male, il libro del momento.
Girando per la rete ho letto un po' di recensioni di chi è già arrivato alla fine delle 1.360 pagine (io ne ho lette quasi 400 quindi, facendo un rapido calcolo, me ne restano ancora "solo" un migliaio per arrivare al termine del racconto) e le opinioni spaziano dal capolavoro assoluto fino alla cagata pazzesca, passando per le inutili polemiche sulle presunte manipolazioni della realtà storica apportate dall'autore fino alle accuse di anticlericalismo.

Ma non ho aperto il post per parlare di questo.
Mi interessava parlare di come le parole "Mondo senza fine" e "Ken Follett" stiano riversando un consistente flusso di visite su questo blog; tutta "colpa" di due post
(questo e questo) i cui links appaiono tra i primi risultati derivanti dalla ricerca su Google di notizie relative al romanzo in oggetto e al celebre scrittore gallese.

Ho detto "un consistente flusso":
oddio, il mio non è un blog da grandi numeri, quando mi va grassa posso arrivare fino alla bella cifra di 150 (!!) visite giornaliere (e per favore, non ridete voi dei blog "dei piani alti"!), ma scorrendo le statistiche relative alle chiavi di ricerca ho notato che nelle prime due settimane di ottobre, circa il 66% dei visitatori del blog (quindi i 2/3 del totale) sono arrivati su queste pagine in seguito alla ricerca di quelle paroline magiche.
E il bello è che questo blog segue (o almeno cerca di seguire) una "linea editoriale" che gira intorno al mondo della fotografia, e invece la maggior percentuale delle visite arriva in cerca di notizie di letteratura.

Nei giorni scorsi si era discusso, nella blogsfera, di come alcuni bloggers avessero deciso di applicare una semplice formula per attirare più visite sul proprio blog.
Una formuletta semplice semplice:

+ gnocca = + visite

La stessa regola per la quale le riviste di attualità mettono le donne nude in copertina: attirare l'occhio, avere maggiore visibilità, vendere di più (indipendentemente dai contenuti mediocri).
I bloggers più smaliziati sanno come far affluire traffico usando specchietti per le allodole, basta saper fare i titoli giusti o inserire una foto al momento giusto e nel contesto giusto, mantenendo però i contenuti in linea con la filosofia del blog: la quantità e la qualità insieme.

Io non ho messo la gnocca (volontariamente), ma la letteratura (involontariamente): è arrivata (e sta arrivando) gente.

Il mondo sta cambiando?

martedì 18 settembre 2007

"Mondo senza fine" di Ken Follett: da oggi in libreria...

...ed anche sul mio comodino!

Come annunciato già da giorni sul suo sito, oggi, 18 settembre 2007, è uscito in Italia, in prima mondiale assoluta, l'ultimo romanzo dello scrittore gallese Ken Follett.

Avevo dato l'appuntamento in libreria in questo post, e sono stato di parola!
Ho appena acquistato
"Mondo senza fine": 20 euro per 6 cm. di spessore dato dalle 1.370 pagine di carta sottile rilegate in un elegante volume con sovra-copertina stampata nei colori nero e oro...
Non vedo l'ora di iniziare la lettura, ma prima devo terminare le ultime 400 pagine de "I pilastri della terra" (dal quale "Mondo senza fine" riprende l'ambientazione nell'immaginario villaggio di Kingsbridge, ma due secoli dopo la costruzione della cattedrale gotica avvenuta nel primo libro) che mi sta tenendo sveglio fino a tardi tutte le sere.

Ecco le prove dell'acquisto... :-)

Canon EOS400D - Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/25 - F2.8 - ISO400 @ 19 mm.

Canon EOS400D - Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/15 - F2.8 - ISO400 @ 28 mm.

Canon EOS400D - Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/15 - F2.8 - ISO400 @ 35 mm.

Ho trovato in rete questa interessante intervista di Andrea Romano all'autore di "Mondo senza fine" pochi giorni prima dell'uscita del libro, vale la pena di perderci 5 minuti.

mercoledì 5 settembre 2007

"Mondo senza fine" - il nuovo romanzo di Ken Follett

Girando per la rete ho trovato una notizia, per me, molto interessante: uscirà in Italia il 18 settembre 2007, in prima mondiale assoluta, il nuovo romanzo di Ken Follett.

Il nuovo romanzo del re dei bestseller si intitola “World without end” (Mondo senza fine), ed è una sorta di seguito, ma ambientato due secoli dopo, del popolarissimo “I pilastri della terra” del 1989 (che sto attualmente leggendo), che raccontava il sogno di Tom di costruire una cattedrale nell’Inghilterra medievale.
Nel suo sito lo scrittore gallese racconta le titubanze nell’accingersi ad esaudire i moltissimi lettori che da anni chiedevano un seguito al romanzo, ed i timori di non riuscire a trovare l’alchimia giusta per ripeterne il successo.
La storia, ambientata a partire dal 1327, avrà come sfondo la terribile epidemia di peste che nel XIV secolo dimezzò la popolazione europea.
I protagonisti saranno un discendente di Tom il costruttore e un discendente di Jack Jackson, mastro costruttore della cattedrale.
Il romanzo sarà edito da Mondadori.

Durante l'estate mi sono letteralmente appassionato allo stile di narrazione di Ken Follett.
Ho praticamente divorato alcuni suoi romanzi; come già accennato sto attualmente leggendo "I pilastri della terra", ma ho letto anche:
  • Nel bianco
  • Triplo
  • Codice A zero
  • Il codice Rebecca
  • La cruna dell'ago

Ci diamo appuntamento in libreria il 18 settembre?

Fonte foto: www.ken-follett.com

lunedì 25 giugno 2007

Milano: domani la presentazione di un libro su Giacomelli

Martedì 26 giugno 2007 alle ore 19.00 Simona Guerra presenterà da MiCamera “Parlami di lui. Le voci di Scianna, Berengo Gardin, Ferroni, Camisa, Colombo, Branzi, Manfroi, de Biasi, Permunian, Biagetti su Mario Giacomelli”.
Parteciperanno all'incontro Giuliana Scimé, Cesare Colombo, Mario de Biasi, e Roberto Mutti.

In quest'occasione, verrà proiettata una selezione delle immagini di Mario Giacomelli.

Il libro nasce da una ricerca svolta da Simona Guerra, nipote del grande fotografo e grande appassionata di fotografia, che ha a lungo lavorato con Giacomelli, collaborando infine con lui in vista della retrospettiva tenutasi a Roma al Palazzo delle Esposizioni nel gennaio 2001 e organizzando in questa occasione il primo riordino del suo archivio fotografico.

In seguito alla morte dell’autore, avvenuta nel 2000, Simona Guerra ha raggiunto quelli che sono i protagonisti della fortunata stagione fotografica italiana che ha avuto inizio durante gli anni ’50 e che hanno fatto nascere sodalizi come quello della Bussola, del Circolo Fotografico Milanese, de La Gondola.

A ognuno è stato chiesto di affrontare un particolare aspetto legato alla figura del fotografo marchigiano, in modo da avere (e dunque dare) nuovi spunti, nuovi stimoli verso una ricerca legata alla produzione di Giacomelli.

Mario Giacomelli ha rappresentato - e rappresenta ancora - una delle personalità più forti e prorompenti che la storia della fotografia italiana abbia prodotto dal dopoguerra a oggi.

Simona Guerra è nata a Senigallia ed è laureata al DAMS di Bologna, dove ha studiato storia della fotografia con Italo Zannier. Dal 1998 si occupa di fotografia.
Ha collaborato con diverse gallerie e fondazioni in Italia e in Spagna e dal 2001 con lo storico Archivio Fotografico Fratelli Alinari.
Si occupa di conservazione e archiviazione di fondi fotografici alternando a queste attività, da qualche anno, anche quella critica.
Vive e lavora tra Firenze, Bologna e Senigallia.


Il libro:
Parlami di lui. Le voci di Scianna, Berengo Gardin, Ferroni, Camisa, Colombo, Branzi, Manfroi, de Biasi, Permunian, Biagetti su Mario Giacomelli
di Simona Guerra
Ed. Mediateca delle Marche, Ancona
pagg. 220, € 20,00.

L’appuntamento è per martedì 26 giugno alle ore 19.00 presso ‘MiCamera – photography and lens-based arts’.
L’ingresso è gratuito. E’ necessario avere la tessera e vi consigliamo di prenotare.
Per info: MiCamera, tel/fax +39. 02. 4548 1569 www.micamera.com - info@micamera.com.

Orari: dal mercoledì al sabato 10.00 – 13.00 16.00 – 19.00


Fonte: VivereSenigallia

mercoledì 16 maggio 2007

Presentato al Salone del Libro "Parlami di Lui. Voci su Mario Giacomelli"

Presentato domenica al Salone del Libro di Torino il volume di Simona Guerra “Parlami di lui. Voci su Mario Giacomelli”.


da Simona Guerra
Consulente Archivi Fotografici


Alla presenza del prof. Carlo Emanuele Bugatti (Direttore del MUSINF di Senigallia) del prof. Stefano Schiavoni (Presidente della Mediateca delle Marche) e di un pubblico attento e partecipe, l’autrice ha parlato delle motivazioni che l’hanno spinta a intraprendere questa ricerca - durata anni - di testimonianze sulla figura del grande fotografo senigalliese Mario Giacomelli incontrando e intervistando grandi fotografi italiani come Fedinando Scianna, Gianni Berengo Gardin, Mario de Biasi, Piergiorgio Branzi, Alfredo Camisa, Ferruccio Ferroni, Cesare Colombo.

Anche Francesco Permunian (presente alla manifestazione), Manfedo Manfroi (presidente del gruppo La Gondola di Venezia) e Paolo Biagetti, critico e intimo amico del fotografo, sono stati intervistati, per questo volume, che è stato definito da Stefano Schiavoni come una delle novità editoriali marchigiane più importanti per questa edizione della Fiera di Torino.

Il volume di Simona Guerra, insieme a un videocatalogo editato sempre dalla Mediateca delle Marche, partirà alla volta di Los Angeles dove, il 31 maggio, si inaugurerà presso l’Istituto Italiano di Cultura una grande mostra su Giacomelli realizzata con il fondo fotografico del MUSINF di Senigallia; lo stesso fondo sarà poi esposto anche alla Biennale di New York sempre a cura degli Istituti Italiani di Cultura.

Il prof. Carlo Emanuele Bugatti ha a lungo parlato di Mario Giacomelli e dell’importanza che Senigallia ricopre per lo studio della fotografia italiana del dopoguerra, attraverso i grandi esempi dati dalla “scuola marchigiana” con l’opera di Giuseppe Cavalli, Ferruccio Ferroni e Mario Giacomelli come anche dalla produzione dell’intero gruppo Misa.
Simona Guerra ha invece parlato di alcuni particolari inediti raccontati dai fotografi durante le sue interviste e ha voluto in ultimo ringraziare – oltre alla Mediateca e al Musinf che le hanno da subito dimostrato fiducia, accogliendo il progetto di un’autrice così giovane – i suoi genitori e la sua città, Senigallia, a cui è sempre stata molto legata.

Per il pubblico che non ha avuto la possibilità di essere presente a Torino e in occasione della “Notte dei Musei” - promossa dalla Direzione Generale dei Musei Francesi - che a Senigallia sarà celebrata sabato 19 maggio prossimo, il libro verrà nuovamente presentato - a partire dalle ore 21 insieme ad altre iniziative artistiche e fotografiche - presso il Museo d’Arte Contemporanea e della Fotografia della città.
Il libro, edito dalla Mediateca delle Marche, uscirà nelle librerie a partire dalla fine di maggio.

(“Parlami di lui. Voci su Mario Giacomelli” di Simona Guerra, Ed. Mediateca delle Marche, Ancona - pagg.220, € 20,00)


Fonte testo e foto: VivereSenigallia

domenica 13 maggio 2007

una serata con Dario Salvatori

Sono da poco tornato dal Centro Sociale Saline dove Dario Salvatori ha presentato il suo ultimo libro dal titolo Rock around the Clock (Donzelli editore) che racconta la storia del rock and roll a partire dall'omonimo rivoluzionario pezzo di Bill Haley e dei Comets.
Avevo dato notizia dell'evento già in questo post, e stasera ho voluto esserci anche per salutare gli amici del Summer Jamboree di Senigallia; amici anche di Dario Salvatori, ormai diventato una storica presenza del Festival di musica e cultura dell'America degli anni 40 e 50.
La serata è stata presentata da
Fabiano Perticone (docente di Sociologia dei processi culturali all’Accademia di Belle Arti di L’Aquila) che con Dario ha dato vita ad un piacevole duello di domande e risposte sulla storia del Rock and Roll, fino ad arrivare ai personali motivi che hanno portato il critico musicale a scrivere il libro e alla scelta del titolo.
Il dibattito ha infine coinvolto il pubblico, per poi andare "dalla teoria alla pratica", cioè al ballo scatenato a ritmo di Rock.

Ecco alcune foto della piacevole serata in compagnia di un personaggio altrettanto piacevole; un arrivederci ad agosto, all'ormai irrinunciabile appuntamento con il Rock and Roll a Senigallia.

Canon EOS400D + Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/80 - F3.5 - ISO1.600 @ 39 mm.


Canon EOS400D + Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/125 - F5.0 - ISO1.600 @ 47 mm.


Canon EOS400D + Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/125 - F5.0 - ISO1.600 @ 50 mm.


Canon EOS400D + Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/125 - F4.5 - ISO1.600 @ 50 mm.


Canon EOS400D + Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/100 - F5.0 - ISO1.600 @ 34 mm.


Canon EOS400D + Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/100 - F4.0 - ISO1.600 @ 45 mm.


Canon EOS400D + Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/100 - F4.0 - ISO1.600 @ 50 mm.


Canon EOS400D + Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/160 - F4.6 - ISO1.600 @ 50 mm.

mercoledì 9 maggio 2007

"Rock Around the Clock": un libro di Dario Salvatori

Il Summer Jamboree e "i ragazzi di Senigallia" in Rock around the Clock (Donzelli editore).

Dario Salvatori presenta il suo libro sulla storia del rock and roll il 12 maggio 2007 al centro Le Saline di Senigallia alle 21,00.


In tutte le recensioni uscite finora, la considerazione finale è la stessa: "vivamente consigliato". Non soltanto ad appassionati conoscitori della materia, ma senz'altro anche a curiosi della musica in generale, della sua evoluzione e degli aneddoti che la riguardano.

Il libro si intitola Rock Around the Clock (edito da Donzelli) e racconta la storia del rock and roll a partire dall'omonimo rivoluzionario pezzo di Bill Haley e dei Comets.
L'autore è Dario Salvatori, critico musicale, collezionista, esperto di rock and roll e per questo anche storico supporter e amico del "Summer Jamboree" di Senigallia.
Non a caso, il Festival di musica e cultura dell'America degli anni 40 e 50 che quest'anno si svolgerà dal 19 al 26 agosto con un cartellone in cui figura anche l'esclusiva nazionale del grande Jerry Lee Lewis il 24, rientra tra le pagine del libro di Salvatori.
Nella parte finale ci sono infatti moltissime foto scattate durante l'edizione del 2004, in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni del rock con i Comets e dei "ragazzi di Senigallia" ospiti di Renzo Arbore a "Speciale per me".

Proprio i Comets di Bill Haley sono autori del singolo che secondo Salvatori rivoluzionò per primo la musica, ovvero "Rock Around the Clock".
Quel pezzo del 1954 fu il primo a balzare ai vertici delle classifiche pop americane e a dare il via al rock and roll, nonostante secondo Lennon "prima di Elvis non c'era niente".

Il libro di Dario Salvatori sarà presentato anche a Senigallia, sabato 12 maggio alle 21 nel centro Le Saline dallo stesso autore.
Presenta Fabiano Perticone (docente di Sociologia dei processi culturali all’Accademia di Belle Arti di L’Aquila).
Interventi, aneddoti, curiosità, racconti, ma anche ritmo e divertimento, balli e musica.
La serata sarà infatti occasione per apprezzare una dimostrazione di ballo con gli insegnanti del corso di ballo del "Summer Jamboree".
Si potrà mettere alla prova la propria abilità di danzatori e divertirsi a imparare ad agitare il bacino e i piedi a ritmo di rock and roll.
In consolle un dj specializzato nel genere che terrà alta la temperatura della serata.


Dario Salvatori sul palco del Summer Jamboree



Fonte testi e foto:
VivereSenigallia
60019

martedì 13 febbraio 2007

natura morta?

C'era una volta un vecchio albero, ormai quasi completamente secco e con i rami rotti dal vento pericolosamente penzolanti nel vuoto.
Passarono degli uomini, videro i rami secchi e decisero di tagliarli per evitare che cadessero e facessero del male a chi passava là sotto.
E così l'albero, vecchio e ormai completamente secco, rimase senza rami, come un obelisco solitario proteso verso il cielo.

Passò di là un pittore in cerca di un bel panorama da ritrarre.
Vide l'albero, vecchio, spoglio e secco
ma ancora così orgogliosamente svettante verso il cielo che ne rimase affascinato e decise di immortalarlo sulla sua tela.
Lo scrutò a lungo cercando il punto di vista migliore per riprenderlo, ma da qualsiasi parte lo osservasse c'era sempre qualcosa che non lo convinceva.
Decise così di appendere la cornice della sua tela all'albero, stette ad osservare a lungo il risultato poi se ne andò.

Sony DSC-F717 - 1/160 - F4.0 - ISO100
Cokin circular polarizer 58 mm.


Il giorno dopo passarono degli uomini per abbatterlo, e videro la cornice appesa al suo tronco.
E dentro la cornice videro dei rametti verdi, nuova vita da quell'albero secco, e ne rimasero stupiti.
Non lo abbatterono, e tornando lì ogni giorno osservarono nascere,
uno dopo l'altro, nuovi rami e nuove foglie che ricostituirono la chioma di quel vecchio albero, ormai non più secco ma verde e di nuovo rigoglioso, sempre orgogliosamente svettante verso il cielo.

Dopo un anno passò di là il pittore, vide l'albero, lo scrutò a fondo, si avvicinò ad esso e staccò la cornice dalla sua corteccia, la rimontò sulla tela poi cercò
il punto di vista migliore per ritrarlo.
Finalmente poteva dipingere il suo bel panorama!
Lavorò a lungo, osservò
soddisfatto la sua opera poi se ne andò, convinto di aver dipinto uno dei suoi panorami più belli: un omaggio a quel vecchio albero non più secco, non più spoglio ma ancora, come sempre, orgogliosamente svettante verso il cielo.

martedì 16 gennaio 2007

lo gnomo del divano

Anche questo racconto, come quello del tonno con il buco nella pancia, è nato per caso; lo spunto è venuto osservando mio figlio Giovanni che guardava la tv sul divano, la trama è stata poi sviluppata sempre con la sua consulenza...



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C'era una volta una bambina...

...anzi, "c'era oggi una bambina" che viveva in una casa normale (che non era come quelle delle favole, quindi non era fatta né di marzapane, né con i rami del boschetto o di paglia e fieno, ma costruita con mattoni e cemento armato, bella robusta,
mica come nelle fiabe!) e, come tutti i bambini, aveva un papà e una mamma che le volevano bene (niente matrigne cattive o orchi che la costringessero a vivere con loro e a lavorare dalla mattina alla sera, mica come nelle fiabe!) e aveva anche un fratellino affettuoso con il quale si divertita moltissimo a giocare un po' con le bambole e un po' con le costruzioni, con i soldatini e con le macchinine.
Insomma, era una bambina normalissima, che ascoltava con attenzione e passione le favolette che gli leggeva il suo papà alla sera prima di addormentarsi, ma che credeva che queste storie non potessero mai realizzarsi nella realtà altrimenti,
pensava lei, "non sarebbero favole, no?"
Il suo nome era Camilla, aveva 10 anni e adorava andare in bicicletta, mangiare i gelati e guardare i cartoni alla tv.
E proprio quest'ultima passione, guardare i cartoni, era tra tutte quella che preferiva di più: quando il suo fratellino dormiva e quindi non c'era nessuno per giocare, si sdraiava sul suo divano preferito davanti alla tv e
tutto intorno non esisteva più niente, poteva cascare il mondo che lei non si sarebbe smossa da lì.

Quanto adorava quel divano!
Era un divano antico, rivestito in pelle di un bel colore rosso scuro, come non se ne facevano più, cimelio ereditato dai nonni che forse lo avevano a loro volta ereditato dai loro genitori e chissà che prima non fosse forse appartenuto a una nobile famiglia, tanto era bello, elegante e finemente lavorato.
Quando Camilla si sdraiava su quei cuscini morbidi si sentiva sprofondare in un caldo abbraccio che la cullava e la faceva viaggiare con la fantasia verso mondi lontani.
Era insomma diventato un amico fidato per lei, e godersi i cartoni in tv gustando un bel bicchiere
tiepido di latte al cioccolato era il momento più bello della giornata.
Su quel divano rosso Camilla svolgeva anche tante altre attività: ci giocava col fratellino, ci si appoggiava per fare la merenda con un bel panino con la Nutella, ci si sedeva a gambe incrociate per studiare storia e letteratura, ci si riposava e a volte ci si addormentava pure, insomma... ogni sua attività che facesse in casa, ruotava sempre intorno a quel divano sistemato nel bel mezzo del soggiorno.

Capitò che un giorno che faceva brutto tempo, ma brutto davvero con pioggia fitta e vento forte, uno di quei giorni in cui non vorresti mettere il naso fuori di casa neanche per tutto l'oro del mondo, Camilla finì presto tutti i compiti assegnati a scuola e, stranamente per lei, non le andò di passare il tempo libero a guardare i cartoni, ma preferì dedicarsi alla lettura di un vecchio libro che aveva ritrovato in soffitta in fondo ad un baule contenente vecchi oggetti del nonno: un libro con tante storie di fate, cavalieri, castelli, elfi, folletti, gnomi, draghi e orchi, il tutto impreziosito da bellissime illustrazioni.
Si sdraiò quindi sul suo divano preferito con la testa posata sul bracciolo e il libro sul petto, e iniziò a leggere la storia appassionandosi sempre più allo svolgimento della vicenda narrata e sprofondando mentalmente in quel mondo di fiaba popolato da tanti strani personaggi.
"Sono veramente strani i personaggi delle fiabe" pensò Camilla mentre continuava a leggere "ma sarebbe bello se esistessero anche nella realtà...".
Ma
le favole sono solo favole, lei sapeva bene che queste storie non avrebbero potuto mai realizzarsi nella realtà "altrimenti" pensava sempre lei "non sarebbero state favole, no?"
Leggeva e veniva coinvolta sempre di più dalla narrazione, tanto che la sua attenzione fu catturata in modo particolare da un curioso personaggio protagonista della storia: un povero gnomo deforme costretto a vivere, per colpa di un incantesimo di una fata cattiva, in un buco all'interno di una quercia secolare e che sopravviveva in quel buio e scomodo spazio grazie ad una bimba buona che gli portava quotidianamente da mangiare e da bere.
Questa bimba buona,
nel tempo libero, gli stava vicino per tenergli compagnia, gli parlava del mondo fuori dall'albero e gli raccontava favole e storielle per farlo stare un po' allegro e fargli pesare un po' meno la sua condizione di recluso all'interno dell'albero.

Camilla si fermò un istante, tolse gli occhi dal libro e pensò tra sé e sé che ciò che stava leggendo era veramente fantastico ma al tempo stesso assurdo; "è proprio vero" mormorò "che certe cose accadono solo nelle favole!"

Però la storia l'aveva affascinata e riprese, con profonda curiosità, a leggere le vicende di quella strana coppia di amici, provando un profondo senso di ammirazione nei confronti di quella bimba così buona, generosa e altruista; dentro di sé sentì il desiderio di somigliarle almeno un po'...
Presa dalla lettura non notò che il suo piede destro era sprofondato nella fessura tra la seduta e lo schienale: quella fessura che hanno tutti i divani e dove puntualmente finiscono per incastrarsi il telecomando della tv, i mattoncini delle costruzioni, i tappi dei pennarelli e sono rifugio naturale delle briciole dei panini e dei biscotti sgranocchiati guardando la televisione.
Camilla non sentì niente di strano nemmeno quando oltre al piede si infilò lentamente nella fessura anche la gamba fino al ginocchio e poi, piano piano piano, venne risucchiata fino alla coscia...
Sembrava assurdo, ma presa dalla lettura la bambina non sentì niente nemmeno quando fu il piede sinistro che iniziò a scivolare sempre in quella fessura tra i cuscini... poi il polpaccio, quindi il ginocchio, infine la coscia... in men che non si dica il divano l'aveva risucchiata al suo interno fino alla vita, e a quel punto qualcosa di strano Camilla iniziò a notarlo... a cominciare da una fastidiosa sensazione di fresco alle gambe...

Quando si rese conto di cosa le stava accadendo fu troppo tardi: con un ultimo violento risucchio, il divano se la inghiottì, e la bimba sparì così in fretta da non riuscire nemmeno a lanciare un grido di aiuto, lasciando sul cuscino il libro ancora aperto sull'ultima pagina letta.....
Lo spostamento d'aria provocato dal risucchio fece spaginare il libro fino a farlo rimanere aperto qualche pagina più avanti, dove si notava un'illustrazione che Camilla non aveva ancora visto: nel disegno erano raffigurati lo gnomo e la bambina, entrambi stretti prigionieri all'interno della quercia.



Faceva buio in quel posto, ma che posto era?
Ma era tutto vero?
Era davvero stata risucchiata dal divano?

No no... Camilla pensò che tutto ciò era assurdo, probabilmente stava sognando, era impossibile che si trovasse imprigionata all'interno del suo divano preferito!
Aveva la sensazione di trovarsi in una grotta fresca, umida, buia, e stava già iniziando a sentire i brividi di freddo quando vide, in lontananza, una debole luce tremolante.
Aveva una gran paura, ma cercava di rimanere comunque lucida e di riordinare le idee per trovare il modo di uscire da quella brutta situazione, mentre quella luce tremolante si faceva sempre meno debole e
sempre più terribilmente vicina.
Camilla scoprì che quel bagliore proveniva dalla fiamma di una torcia portata da un esserino molto piccolo, che non riusciva a distinguere bene ma che aveva un'aria
stranamente familiare...

Ma no, era impossibile!!
Non poteva credere a ciò che i suoi occhi vedevano:
lì, fermo in piedi davanti a lei, c'era ora uno gnomo simile a quello della storia che stava leggendo qualche momento prima, che la fissava con il suo unico occhio buono, stupito lui quanto lei di vedere un altro essere in carne ed ossa all'interno di quella grotta.
Camilla trovò il coraggio di dire alcune parole, seppur con tono tremolante:
"C-c-chi sei tu?" disse con un filo di voce.
Quell'essere arcigno e deforme le rispose con una voce da brivido, mettendole addosso ancora più paura di quanta non ne avesse già:
"Se qua c'è QUALCUNO che può fare domande, quello sono IOOO! Piuttosto, dimmi, chi sei TUUU?"
La bimba, intimorita dal tono della voce e dalle orribili sembianze di quell'essere
che ora aveva ripreso, a piccoli passi, ad avvicinarsi a lei, replicò alla richiesta dello gnomo:
"M-m-mi chiamo Camilla, e fino a pochi minuti fa ero sdraiata sul m-m-mio divano, poi all'improvviso mi sono sentita risucchiare e m-m-mi sono ritrovata in questo posto buio e freddo, e... ho tanta p-p-paura....." e rapidamente portò le manine sul viso per cercare di nascondere ai suoi occhi quella visione terribile.
Lo gnomo fece una strana espressione con la faccia, un misto di stupore e curiosità, e avvicinando la torcia al viso della bambina, si allungò sulla punta dei suoi tozzi piedi per guardarla bene da vicino.
La scrutò e la fiutò, la esaminò per benino, servendosi sempre della luce della torcia, ma Camilla era sempre più spaventata; per tranquillizzarla lo gnomo addolcì l'espressione del viso e le mormorò con voce calma e dal tono finalmente amichevole:
"Seguimi, bambina, ora ti porto in un posto un po' più accogliente..."
E così, percorrendo un breve corridoio buio, giunsero all'antro ove egli dimorava, si sedettero davanti ad un tiepido focherello ed iniziarono a parlare.
E parlarono, e parlarono, e parlarono...


Ora Camilla non aveva più paura di quell'essere deforme, che anzi si era rivelato molto gentile ed ospitale; lo gnomo le aveva anche offerto una ciotola di tè caldo e le aveva raccontato la sua storia.
Egli viveva in quella grotta ormai da tanti anni che ne aveva perso il conto; tutta
colpa di un incantesimo di una fata cattiva che lo aveva costretto a vivere, fino alla fine dei suoi giorni, all'interno di quell'antico divano.
Il poveretto era ridotto a nutrirsi solo delle briciole che si infilavano nella fessura tra i cuscini della seduta e dello schienale, proprio quella che aveva risucchiato Camilla, ed aveva organizzato la sua dimora
costruendo i mobili e gli oggetti utili per la vita quotidiana, raccogliendo quei pochi oggetti che da quella fessura si erano infilati e persi nel corso di tanti tanti anni.
Camilla, guardandosi un po' intorno nella stanza, vide illuminati dalla fioca luce del focolare tanti minuscoli
oggettini: matite, penne, tappi di plastica dei pennarelli, chiavi, tante monetine, piccoli giocattoli, sorprese degli ovetti di cioccolato, stuzzicadenti, cucchiaini, fiammiferi e accendini, mattoncini delle costruzioni, soldatini di plastica, pupazzetti di gomma, macchinine...
Tra queste ultime riconobbe l'automobilina rossa di metallo che il suo fratellino cercava da tanti giorni e che in famiglia davano ormai per irrimediabilmente persa.
Non poté resistere alla tentazione di afferrarla: fece un balzo dalla minuscola sedia dove si era accomodata e prese la macchinina in mano, felice di averla ritrovata dopo aver tanto cercato in giro per casa.
"Chissà quanto sarà felice il mio fratellino quando la rivedrà!!" esclamò contenta rivolgendosi al suo amico.
Lo gnomo cambiò espressione di colpo, si fece serio e triste, con il capo chino che dondolava sconsolato.
"Scusa tanto, ho detto qualcosa che ti ha ferito?" chiese Camilla dispiaciuta.
"No, cara bambina, non hai detto niente di male, è solo che... vedi, tu puoi uscire da questa grotta e ritornare dai tuoi genitori e dal tuo fratellino, alla tua vita allegra e spensierata là fuori... puoi tornare a vedere il sole, la natura... le stelle! Io invece..... io sarò costretto a rimanere dentro questo divano fatato, ancora per anni e anni... da solo, senza nessuno col quale scambiare due chiacchiere... sperando di trovare quelle poche bricioline di pane che mi permettano di tirare avanti, così come ho ormai
vissuto da tanti e tanti anni......."
Il povero gnomo tratteneva a stento le lacrime, e anche Camilla sentiva un pizzicore al naso e una lacrimuccia si fece strada sulle sue gote paffute.

Rimasero lì in silenzio alcuni istanti, immobili e con lo sguardo basso.
Poi Camilla si fece coraggio e ruppe il silenzio:
"Non piangere più, ti prego! Se sei d'accordo, rimarrò
in questa grotta con te a farti compagnia. Finché tu lo vorrai!"
Lo gnomo, stupito per le parole della bambina, alzò gli occhi e la fissò mentre sul suo viso, lentamente, un sorriso rubava il posto all'espressione triste.
"Queste parole dimostrano che sei molto generosa e buona, davvero lo faresti per me?"
"Lo farei! Eccome!!" esclamò Camilla con aria solenne!
Allora lo gnomo, prendendo le mani della bambina tra le sue, la guardò amorevolmente e le disse:
"Cara piccola Camilla, sei una bimba molto brava e ti ringrazio per il gesto di amicizia nei miei confronti, ma non voglio trattenerti troppo a lungo lontana da chi ti vuole bene. Ti farò ritornare nel mondo di sopra, nel TUO mondo. In cambio voglio solo che tu esaudisca un mio piccolo desiderio......" e le bisbigliò in un orecchio quale fosse la sua richiesta.

Stettero ancora un po' insieme, a gustarsi un'altra tazza di tè e a parlare, a parlare, a parlare... finché la stanchezza non prese il sopravvento e la piccola Camilla si addormentò lì sulla sedia.



"Camilla, sveglia! E' quasi ora di cena, vai in bagno a lavare la mani!"

La voce della mamma la svegliò, si alzò di scatto, si sedette sul divano e si guardò intorno, stralunata.
Dov'era? Non era più in quella grotta, non c'era più lo gnomo, ma... cos'era mai successo?
Si sentiva frastornata, cercava di ricordare quello che aveva vissuto poco prima...
Il libro che stava leggendo, il divano che l'aveva risucchiata, il buio, il suo amico gnomo, la grotta, la chiacchierata gustando il tè, la macchinina del fratellino... tutto sparito!

Arrivò alla conclusione che si era trattato solamente di un sogno, un fantastico stranissimo sogno.
"Già, dopotutto queste cose succedono solo nelle favole, altrimenti non sarebbero favole..." pensò mentre si alzava dal divano per raggiungere il bagno e lavarsi le mani per la cena.
Ma un rumore secco attirò la sua attenzione: si girò di scatto e vide che dal divano era caduto qualcosa...
Raccolse quell'oggetto, lo osservò per bene, ma...
ancora una volta non poteva credere ai suoi occhi!!
Le spuntò una lacrimuccia: le sue mani stringevano
l'automobilina rossa di metallo che aveva perso il suo fratellino!
Ma allora questo voleva dire... che il suo amico gnomo esisteva davvero, non era un sogno quello che aveva vissuto!!
Felice come non mai
si avvicinò alla fessura del divano e scrutò al suo interno nella speranza di vedere qualcosa o qualcuno, ma vide solo un buio pesto.
Però avvicinando l'orecchio sentì, seppur debolmente, qualcuno che fischiettava spensierato, forse per la prima volta nella sua vita!


Da quel giorno tante cose cambiarono nella vita di Camilla e anche in quella dello gnomo del divano.
Anche la mamma notò la bambina cambiata: quando stava sul divano non guardava quasi mai la televisione, ma leggeva ad alta voce storie fantastiche, libri di narrativa, riviste di attualità... e naturalmente lo gnomo, dall'altra parte del cuscino, stava in ascolto!
E poi faceva merenda due volte al giorno, e non con le solite merendine dolci che piacciono tanto ai bambini, ma chiedeva un po' di tutto: frutta, pane e prosciutto, ciambelle, pizza, verdure crude... tanto che la mamma si chiedeva dove mettesse tutta quella roba senza ingrassare!
Ma Camilla lo sapeva dove finiva gran parte di quel cibo: nella fessura del divano, era tutta per il suo amico gnomo, al quale non faceva mancare nemmeno quegli oggetti di uso quotidiano che lui stesso le richiedeva.
Era questo il desiderio che lo gnomo del divano le aveva sussurrato nell'orecchio prima di salutarsi: rimanere sempre amici e aiutarlo a vivere il mondo esterno anche senza poterlo vedere.

E poi... chi l'ha mai detto che certe cose possano accadere solo nelle favole?