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mercoledì 12 agosto 2009

"Il cavaliere della vera croce" di David Camus: impressioni a caldo

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David Camus - IL CAVALIERE DELLA VERA CROCE

312 d. C. la vigilia di una decisiva battaglia. Un angelo compare in sogno all'imperatore Costantino, gli mostra una grande croce di fuoco e gli dice: "In questo segno vincerai". Così accade. Costantino, in segno di riconoscenza, trova sotto il Golgota la Vera Croce, quella su cui è stato crocifisso Cristo, e gli costruisce intorno il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Terrasanta, 1187. All'indomani della battaglia di Hattin, la terra trasuda del sangue dei cavalieri crociati massacrati dai Saraceni. Quando Morgenne apre gli occhi su quella carneficina si sente perduto: la Vera Croce è caduta nelle mani degli infedeli. Il Saladino non ha bisogno di altre armi per sconfiggere la cristianità e prendere Gerusalemme.

Edizioni Piemme (collana Narrativa)
traduzione di Paola Lanterna
2005 - 448 pagine - € 19,90


La storia degli antichi simboli della cristianità come il Graal, la Sindone e le reliquie è da sempre ammantata di mistero e affascina generazioni di lettori. Negli insondabili segreti di un passato che si confonde con il mito affonda le sue radici questo romanzo di David Camus, nipote di Albert, il grande autore de "La peste", vincitore del premio Nobel nel 1957. Dopo avere lavorato come traduttore e autore di documentari televisivi, il trentacinquenne scrittore francese ha scelto proprio il romanzo storico per esordire nel mondo della letteratura: "Volevo cimentarmi in un genere in cui mio nonno non avesse messo piede" – ha dichiarato all’uscita del libro.
La storia raccontata nel romanzo, ambientata nel XII secolo, ruota attorno alla croce su cui fu crocefisso Cristo, la “Vera Croce” appunto, che, da quando fu dissepolta dal Golgota, guida come un faro la cristianità e assicura la vittoria dei crociati in Terrasanta. Durante una sanguinosa battaglia tra cristiani e saraceni, la sacra reliquia viene rubata dagli infedeli: la permanenza dei cristiani a Gerusalemme è minacciata più che mai. Riusciranno a opporsi all’avanzata degli uomini del Saladino ora che la santa croce è nelle loro mani? È questo a cui pensa Morgenne, il protagonista principale del romanzo, che non esita ad affrontare un viaggio pieno di pericoli e insidie per ritrovare la croce e restituirla al papa. Catturato sul campo di battaglia, sarà costretto a rinnegare la propria fede, ma il volere di Dio è imperscrutabile e a volte si manifesta nei modi più impensati. Accompagnato da Taqi, nipote del Saladino, da un mercante di reliquie e dalla bellissima Cassiopea, il cavaliere partirà per l’impossibile impresa, alle prese con nemici astuti e senza scrupoli templari corrotti, i pericolosi affiliati della setta degli Assassini, folli cavalieri...
La suspense dell’avventura e il mistero del passato si fondono in una storia appassionante, in cui personaggi di grande fascino si muovono sullo sfondo di un mondo perduto, le cui suggestioni non smettono però di affascinarci ancora oggi.




"Il cavaliere della vera croce" (Les Chevaliers du Royaume, 2005) di David Camus è un romanzo, secondo me, dalla doppia personalità: preciso, affascinante e avvincente nella prima metà; confuso, sconclusionato e decisamente troppo fantasioso nella seconda parte.
La prima impressione che ho avuto iniziando a leggere il racconto dello scrittore francese è stata quella di aver finalmente trovato un libro originale e davvero ben scritto su quel filone storico così tanto "di moda" dei romanzi storici farciti da crociate, templari, misteri religiosi, ricerca del Santo Graal, ecc...
La precisione nella narrazione di eventi storici, la descrizione dei luoghi, le dettagliate scene di battaglia tra i cristiani difensori della Vera Croce e le truppe di Saladino, l'affascinante personalità del protagonista Morgenne e la sua leggendaria spada Crocifera fanno presagire ad un finale del romanzo avvincente che non arriverà mai; ho fatto davvero fatica a terminare la lettura, ho avuto diversi momenti nei quali mi è sembrato di aver perso il filo, ho fatto più volte confusione tra i numerosi personaggi e in certi momenti ho avuto l'impressione di avere per le mani una nuova versione del Signore degli anelli o un racconto inedito di Indiana Jones.
Peccato, davvero peccato...
Di solito scelgo i libri da leggere senza aver prima cercato in rete le recensioni da parte dei lettori, mi fido del sunto in copertina; forse stavolta avrei fatto meglio a guardarmi prima un po' in giro.
Perché? Leggete i commenti a seguire e capirete... buona lettura!


Un buon libro nel filone crociate, attualmente di moda che si intreccia con l'altrettanto classico tema dei cavalieri templari. Se vogliamo cercare un difetto, il prezzo di copertina è veramente eccessivo per un volume di meno di 500 pagine e privo di immagine che, specie se a colori, possono far lievitare i costi (è vero che i libri non si pesano... ma insomma...).

Ottimo libro; ben scritto con riferimenti storici precisi. Da leggere.

Un discreto libro di cavalleria, ma lontano da quello che è - secondo me - il miglior libro del genere che io abbia mai letto: "Cavaliere di Grazia.

Decisamente un ottimo libro. La storia è scorrevole e avvincente, non priva di colpi scena. I riferimenti storici sono accurati, efficienti ed esaurienti. Molto significative le citazioni all'inizio dei capitoli. Nonostante la mole del libro, il romanzo risulta facile e piacevole alla lettura. Lo consiglio tuttavia esclusivamente agli amanti del genere.

Inizia bene, poi si perde. Saltabecca tra crociati, templari, assassini, ebrei, maomettani e amazzoni in maniera imbarazzante. A un certo punto si perde completamente il filo della storia e ci si chiede se la Croce è vera o no.

Libro consigliato solo a chi è appassionato di romanzi storici. La trama è un pò "disordinata" facendo perdere talvolta il filo della storia al lettore. Ma ne vale la pena.

Uno dei peggiori libri del genere avventura/storico letti ultimamente. Sconclusionato e noioso!!!

Che delusione! All'inizio la trama sembrava avvincente e credevo di aver messo le mani su un buon romanzo storico, d'evasione, certo, ma comunque piacevole, realistico e ben documentato. Grave errore. Proseguendo nella lettura mi sono impantanata in una sciocchezza senza capo nè coda, parente più di un romanzo fantasy(peraltro mal scritto e molto sconclusionato) che di un romanzo storico. L'ho comunque terminato sperando in un colpo d'ala che risollevasse la situazione ma non è stato così. Il finale è semplicemente ridicolo! Anche perchè nella mia abissale ignoranza non sono riuscita proprio a capire come può Cassiopea essere figlia di Morgenne (poteva essere un bel personaggio,peccato!) e contemporaneamente nipote di Saladino. Nipote adottiva? Può essere ma il libro si guarda bene dal fornire spiegazioni. Assegno 2 come voto anzichè 1 solo perchè ritengo affascinante il mondo degli ordini militari mediovali e qui se ne trova un pallido riflesso. Voto: 2/5

Delusione totale. La storia parte piuttosto bene anche se sin dall'inizio si ha l'impressione di ritrovarsi fra le mani un noiosissimo polpettone storico che capitolo dopo capitolo passa da un argomento all'altro senza preavviso o collegamento alcuno con i precedenti. Tuttavia la ricchezza di cenni storici lo rende interessante. Il problema si pone verso 3/4 di libro, quando di colpo da romanzo storico si precipita nel genere fantasy, con maghi, amazzoni e luoghi incantati a volontà, il tutto condito dall'incapacità dell'autore di dare un vero ruolo al suo protagonista. Costui infatti parte come guerriero e grande eroe, invincibile grazie alla sua fedele compagna Crocifera (spada appartenuta a san Giorgio), ma nel corso del libro non avrà mai modo di dare prova di nessuna delle sue doti. Persa la spada a inizio romanzo la ritroverà quasi alla fine, non combatterà mai pur avendone tante occasioni, una volta ritrovata non la userà e la perderà nuovamente poco dopo quando perirà. L'epilogo poi appare come un capitolo poco gradito all'autore e quindi buttato giù in fretta e furia, con approsimazione e scarsa fantasia, i tratti in certi punti sono quelli di un riassunto scolastico. Un vero peccato insomma, perchè l'idea era ottima e meritava certo uno sviluppo migliore e più appassionato.

Effettivamente inizia abbastanza bene e lascia presagire un buon romanzo storico-avventuroso. Invece diventa via via un fantaromanzo ma più improbabile di un vero libro di science-fiction. E non finisce mai...

Ottimo inizio, ma date le mie aspettative, son rimasto un po' deluso dal risvolto fantasy. per il resto si fa leggere, e non è male il coinvolgimento che il lettore ha.

L'inizio è maestoso, tragico, realistico, mistico. Tutti segnali che lasciano presagire una storia eroica sui Templari (anzi, novità, sugli Ospitalieri questa volta), ed era per quella che avevo acquistato il volume, attratto più dal titolo che dall'autore. Ebbene, il libro si fa leggere, la trama a tratti è complicata ma seguibile, purtroppo (e dico purtroppo, ma son solo gusti) ad un certo punto entra nella storia sin lì accurata e reale un filone fantasy che ne distorce la veridicità storica, e rende il tutto meno credibile. La lettura prosegue, avvincente a tratti, confusa in alcuni passaggi, ma perde parte del suo fascino fra alchimie e miracoli. Concludendo, è un libro piacevole, ma sconsigliato a chi (come me) gradisce la narrativa romanzata si, ma pur sempre storica.

Anche io trovo la storia scorrevole ed avvincente, non priva di colpi scena. I riferimenti storici sono meticolosi ed esaurienti. Molto significative le citazioni all'inizio dei capitoli, sia quelle tratte dal corano che quelle cristiane. Nonstante la mole del libro, il romanzo risulta facile e piacevole alla lettura. Se non siete amanti dei libri dalle belle rilegature vi consiglio di acuistarlo in versione economica, mi sembra di averlo visto a meno di 5,00 euro. A chi lo critica dicendo che arriva a sfociare nel Fantasy con magie ed altro... beh... chiedo: ma di che religione siete per dire ciò? Per quanto mi riguarda mi sembra che i miracoli nella religione cristiana siano, non dico comuni, ma relativamente frequenti... Ci può stare che la croce di Cristo e le altre reliquie abbiano "poteri" sovrannaturali... ci può stare, visto il periodo storico, che alcune persone siano considerate stregoni o quantaltro... perciò il libro mi è piaicuto.

Devo dire che scrivere ora un commento anche se ho appena iniziato il libro non é l'ideale, però dalle prime pagine mi sta piacendo molto. Io sono uno che adora il genere di Evangelisti, uno storico/fantascientifico/horror, ma anche questo come romanzo storico non é da meno. A volte le storie sembra seguire dei fili logici che prima non c'erano, ma d'altro canto é da ciò che si ottiene un flash-back. Per niente fantasy, al massimo esoterico, con dei contenuti che per pura convenzione sono dati per storici, anche perché uno storico serio non direbbe mai che la magia esisteva, ma se c'erano degli individui che avevano la fama di essere maghi, che poi quello era il loro periodo d'oro, può anche essere veritiero un poco. Non mi é chiara, anzi, non trovo informazioni su Morgenne come personaggio realmente esistito, nemmeno info riguardanti la sua spada (chi non l'ha ancora letto, lo legga e capirà il perché). Lo consiglio volentieri anche a chi di solito non legge lo storico :)

Si può leggere, però esistono non pochi libri migliori. Un po' troppo sconclusionato e sicuramente troppo voglioso di sincretizzare miti e leggende tra le più disparate. Peccato perchè non parte male, ma non mantiene ciò che promette.

Un libro veramente affascinante! Proprio per il fatto di essere riuscito ad unire così tanti fattori si merita un premio! Senza contare l'originalità della storia... Parlandoci chiaro non è la classica imitazione del "Codice da Vinci" di Dan Brown! Veramente un bel libro!

Troppo confusionale, preferisco altri autori come GUILLOU o CORNWELL, parte bene il CAMUS ma poi si perde per strada.

Buon libro per appassionati di romanzi storici con riferimento particolare a crociate e ordini monastico-cavallereschi. Ottima descrizione delle ripetute battaglie narrate nel corso del racconto e ben riuscito il protagonista Morgenne, pur con qualche incongruenza. Interessanti i riferimenti storici relativi alla vera croce e alle sue vicissitudini. Avrei dato il massimo dei voti se, come in effetti già sottolineato nei precedenti commenti, ad un certo punto non si fosse insinuato nel racconto un filone fantasy che in un romanzo storico secondo me, per quanto qualche licenza la si possa giustificare, non dovrebbe essere presente (comunque è niente in confronto al secondo romanzo di Camus, "La croce e la spada", nel quale è sempre protagonista Morgenne e in cui di storico rimane gran poco e tutto il resto è un imbarazzante e sconclusionato fantasy).


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