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L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

lunedì 28 dicembre 2009

"Timeline" di Michael Crichton: impressioni a caldo

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Michael Crichton - TIMELINE

Nel deserto dell'Arizona un uomo vaga senza meta, pronunciando parole prive di senso. Dopo ventiquattr'ore è morto e il suo corpo viene cremato dalle uniche persone che sembrano conoscerlo. All'altro capo del mondo una squadra di archeologi è al lavoro sulle rovine di un villaggio medievale della Dordogna, dove scopre una stanza rimasta sigillata per oltre seicento anni. Ma nel quartier generale della società finanziatrice del progetto gli studiosi faranno una scoperta ancora più sorprendente: il capo della misteriosa multinazionale ha inventato una vera macchina del tempo, che nello spericolato tentativo di ritrovare il professor Johnson, il capo della spedizione precipitato in un tunnel spaziotemporale, li proietterà in uno dei periodi più avventurosi e violenti della storia. Da quel momento i nostri eroi dovranno riuscire a sopravvivere nel bel mezzo della guerra dei Cent'Anni - tra soldataglia e affascinanti castellane, assedi e cruente battaglie - per cercare di tornare sani e salvi nel XXI secolo.

Titolo originale: "Timeline" - 1999
Garzanti Libri (collana Elefanti bestseller)
traduzione di P. Bertante, G. Pannofino
2008 - 679 pagine - € 9,90


"Timeline" di Michael Crichton è un libro difficile da definire: romanzo storico? thriller? racconto fantascentifico?
Forse... tutte e tre le definizioni possono calzare bene; la storia di svolge infatti su due scenari ed epoche diametralmente opposte, oggi e nel Medio Evo, andando ad attingere ad un filore affascinante qual è quello della possibilità di viaggiare nel tempo, senza tralasciare tecnologia e parecchia azione.
La trama dà adito, in alcuni passaggi, a qualche perplessità, ma è pur sempre un racconto di fantasia; molto curate, invece, le descrizioni delle ambientazioni medievali.

Un libro che ho letto con piacere, non eccezionale ma comunque molto valido.
Da questo romanzo, nel 2003, è anche stato tratto un film diretto da Richard Donner, che ora, nonostante i "tiepidi" commenti letti in giro sul web, ho parecchia curiosità di vedere quanto prima.

Ed ecco alcuni commenti dei lettori trovati in rete, buona lettura!

Davvero ben scritto, molto scorrevole. All'inizio risulta assolutamente avvincente, grazie anche al particolare e stuzzicante tema... il viaggio nel tempo! Nonostante ciò la votazione non è piena perché dalla metà fino alla fine (troppo scontata) comincia a diventare meno avvincente catturando meno l'attenzione del lettore. Risultato: prima parte letta in pochissimo tempo senza che me ne sia quasi reso conto, seconda parte tutt'altro che veloce. Nel suo insieme, comunque, un buon libro, anche se il potenziale di base poteva portare a ben altro risultato...

Questo libro è stato deludente sotto tutti i punti di vista. Si parte da un inizio avvincente che fa ben sperare per finire a raccontare una storiella banale e scontata ambientata nel medioevo. Per cui tutto il fascino della quantistica e dei viaggi nel tempo si dissolve in una bolla di sapone. Dopo "Jurassic park" ogni libro di Crichton che leggo si rivela sempre di un livello inferiore. Peccato.

È un romanzo che mi è piaciuto molto. Interessanti i cenni storici e la trama è ben congeniata. Crichton è avvincente e tiene inchiodati i lettori fino alla fine del libro. Godibilissimo.

Bel libro, storia molto avvincente e scrittura scorrevole. Mi ha tenuto col naso incollato alle pagine con la bramosìa di sapere cosa sarebbe successo dopo. Il balzo nel medio evo è stato affascinante e avventuroso. Bello e naturalmente... consigliatissimo!

Una delle peggiori ciofeche di Crichton. Un autore che di solito ha spunti geniali per quanto riguarda le trame e che fa schifo come dialoghi e spessore dei personaggi, qui riesce anche a scrivere una storia brutta, assurda e stupida. Deludente, deludente, deludente.

La solita precisione crichtoniana nei minimi dettagli, qui sul duplice versante della storia medievale e della fisica quantistica. Una storia che, tra descrizioni affascinanti, azioni travolgenti e dialoghi azzeccati, non annoia quasi mai, nonostante la lunghezza decisamente eccessiva del libro. Una lettura da spiaggia davvero valida!

Ho letto questo libro molto velocemente nonostante il buon numero di pagine che lo compongono. Una lettura veloce e semplice di pura fiction. L’argomento mi ha sicuramente intrigato anche se devo dire che l’autore non è riuscito ad essere convincente al cento per cento. La spiegazione della tecnologia che permette di spostarsi nel passato risulta lacunosa e contraddittoria inoltre i personaggi rimangono per tutto il romanzo un po’ piatti, forse l’autore ha voluto concedere più spazio all’azione a scapito dello spessore dei personaggi. Altri due punti che mi hanno fatto arricciare il naso sono stati: l’affermazione che il basso medioevo precede l’alto medioevo (errore forse da imputare al traduttore piuttosto che all’autore) e l’altro punto il fatto di presentare al lettore un personaggio, per poi non menzionarlo più, senza far compiere a questo personaggio nessuna azione utile alla storia. In conclusione posso dire che, anche se il libro non ha soddisfatto a pieno le mie aspettative, rimane comunque una lettura piacevole con cui rilassarsi. Buona lettura!

E' il primo libro che leggo di questo autore e lo trovo davvero stupefacente.

Questo libro mi è stato consigliato da una persona cara; pensavo fosse noioso invece andando avanti mi ha appassionato molto e l'ho letto tutto d'un fiato. Testo scorrevole e avvincente, descrizione minuziosa di luoghi e personaggi; finale inatteso ma non troppo!!!! Da consigliare a chi ama storia e avventura... con un pizzico di fantasia...

Veramente bello, anche se perde un po' la suspance crichtologica, ma per il resto (storia, personaggi, usi e costumi medievali) è tutto ok!!!



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lunedì 21 dicembre 2009

prossimamente in libreria: "L'ipnotista" di Lars Kepler

Lars Kepler - "L'IPNOTISTA"

Traduzione di Alessandro Bassini
Genere: Thriller
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Pagine: 594
Prezzo: € 18.60
Di prossima pubblicazione


Si chiama Erik Maria Bark ed era l’ipnotista più famoso di Svezia. Poi qualcosa è andato terribilmente storto e la sua vita è stata a un passo dal crollo. Ha promesso pubblicamente di non praticare mai più l’ipnosi e per dieci anni ha mantenuto quella promessa. Fino a oggi.
Oggi è l’8 dicembre e a chiamarlo è Joona Linna, un commissario della polizia criminale con l’accento finlandese. C’è un paziente che ha bisogno di lui. È un ragazzo di nome Josef Ek che ha appena assistito al massacro della sua famiglia: la mamma e la sorellina sono state accoltellate davanti ai suoi occhi, e lui stesso è stato ritrovato in un lago di sangue, vivo per miracolo. Josef è ricoverato in grave stato di shock, non comunica con il mondo esterno. Ma è il solo testimone dell’accaduto e bisogna interrogarlo ora. Perché l’assassino vuole terminare l’opera uccidendo la sorella maggiore di Josef, scomparsa misteriosamente. C’è solo un modo per ottenere qualche indizio: ipnotizzare Josef subito.
Mentre attraversa in auto una Stoccolma che non è mai stata così buia e gelida, Erik sa già che infrangerà la sua promessa. Accetterà di ipnotizzare Josef. Perché, dentro di sé, sa di averne bisogno. Sa quanto gli è mancato il suo lavoro. Sa che l’ipnosi funziona. Quello che l’ipnotista non sa è che la verità rivelata dal ragazzo sotto ipnosi cambierà per sempre la sua vita. Quello che non sa è che suo figlio sta per essere rapito. Quello che non sa è che il conto alla rovescia, in realtà, è iniziato per lui.


"L’ipnotista" è il thriller rivelazione dell’ignoto Lars Kepler, pseudonimo dietro cui ancora non si è riusciti a capire chi davvero si celi e indicato da più parti come il nuovo Stieg Larsson.
I diritti del libro, il più conteso alla Fiera di Londra 2009, sono stati acquistati dai maggiori editori di tutto il mondo in aste, è proprio il caso di dirlo, all’ultimo sangue.
In Italia L’ipnotista esce il 18 gennaio 2010 per Longanesi, che in operazioni simili si è già distinta con successo, dopo aver lanciato con il fenomenale Donato Carrisi e il suo "Il suggeritore".

A L’ipnotista è dedicato un sito ufficiale:
www.ipnotista.com, nel quale è anche possibile leggere e scaricare il primo capitolo.

venerdì 18 dicembre 2009

"Alle nuvole il cielo" di Alberto Gianfranco Baccelli e Roberto Cicchinè

Alberto Gianfranco Baccelli e Roberto Cicchinè
"ALLE NUVOLE IL CIELO"


Edizioni Simple

47 poesie e 33 fotografie

84 pagine, Euro 10,00

ISBN 978-88-6259-183-6


Alberto Gianfranco Baccelli (bag)

Questo progetto era pronto da tanti anni, ma non riuscivo ad abbinare alle mie poesie le mie foto. Poi ho incontrato, sul web, le foto di Roberto ed è stata una folgorazione. Quelle erano le foto che mi servivano per chiudere il libro. Ci siamo fortunatamente incontrati a Lucca per la mostra annuale di MicroMosso e abbiamo parlato molto. Subito si è instaurato un rapporto perfetto per una sinergia d’emozioni. Di lì a poco il progetto, fermo da anni, ha preso corpo ed in poco tempo è stato portato a termine.


Roberto Cicchinè

Quando Gianfranco in una mail mi parlò della sua intenzione di sviluppare insieme questo progetto... bhè!... Sono uscito di casa, era domenica pomeriggio, e ho fatto degli scatti, molti scatti. Poi bag mi ha inviato una prima bozza, con il titolo e tutte le poesie. Lì ho capito che un’affinità è qualcosa in più di un sentimento condiviso, ma un’energia che va oltre le distanze, un pensiero che galleggia e qualche volta affoga nelle nostre emozioni. Le fotografie presenti in questo nostro lavoro furono scattate in gran parte in quel pomeriggio d'inverno.


Esce in questi giorni un libretto di poesie di Alberto Gianfranco Baccelli (bag) con foto di Roberto Cicchinè, molto particolari ed in massima parte inedite, fatte apposta per il libro.
E' possibile acquistarlo on-line sul sito www.edizionisimple.it (info@edizionisimple.it) al prezzo di 10 euro (+ spese postali) oppure richiedendolo direttamente agli autori.

Un'ottima idea per un regalo di Natale, no? ;-)


NEBBIA

Ecco, si adagia
morbida
su rive, poggi e distese,
sugli alberi spogli
e sui cespugli verdi.
La pioggia
sorella maggiore
le invidia la leggerezza
e il rumore
che non fa.
La neve
sorella minore
l'osserva ed impara le movenze,
l'ozioso coricarsi
sulle cose.
Lei si alza
e lenta
stende il suo abbraccio
attorno al sole,
suo ingrato amante.

venerdì 11 dicembre 2009

"La mano di Fatima", il secondo romanzo di Ildefonso Falcones

Ildefonso Falcones - LA MANO DI FATIMA

Nei villaggi delle Alpujarras è esploso il grido della ribellione. Stanchi di ingiustizie e umiliazioni, i moriscos si battono contro i cristiani che li hanno costretti alla conversione. È il 1568. Tra i rivoltosi musulmani spicca un ragazzo di quattordici anni dagli occhi incredibilmente azzurri. Il suo nome è Hernando. Nato da un vile atto di brutalità — la madre morisca fu stuprata da un prete cristiano -, il giovane dal sangue misto subisce il rifiuto della sua gente. La rivolta è la sua occasione di riscatto: grazie alla sua generosità e al coraggio, conquista la stima di compagni più o meno potenti. Ma c'è anche chi, mosso dall'invidia, trama contro di lui. E quando nell'inferno degli scontri conosce Fatima, una ragazzina dagli immensi occhi neri a mandorla che porta un neonato in braccio, deve fare di tutto per impedire al patrigno di sottrargliela. Inizia così la lunga storia d'amore tra Fatima ed Hernando, un amore ostacolato da mille traversie e scandito da un continuo perdersi e ritrovarsi. Ma con l'immagine della mamma bambina impressa nella memoria, Hernando continuerà a lottare per il proprio destino e quello del suo popolo. Anche quando si affaccerà nella sua vita la giovane cattolica Isabel...

"La mano de Fàtima", 2009
Traduzione Nanda di Girolamo
Longanesi, collana La Gaja Scienza 941
pagg. 902, euro 22,00 — ISBN 978-88-304-2722-8



E' arrivato in libreria lo scorso 12 novembre il nuovo e molto atteso romanzo dello scrittore spagnolo Ildefonso Falcones, che si presenta nuovamente all'esame dei lettori con il romanzo La mano di Fatima (La mano de Fàtima, 2009).

Dopo "La cattedrale del mare", miglior esordio narrativo del 2007, "La mano di Fatima" si distingue per l'accurata rico­struzione storica, la densità di avveni­menti, la narrazione imperniata sulla vicenda di un uomo di fronte alle eter­ne passioni, l'odio, l'amore, le disillu­sioni e le speranze coltivate all'ombra del potere oscuro dell'Inquisizione e della nobiltà. Ma è anche la storia, at­tualissima, di uno scontro fra religioni calato nell'epopea di un intero popolo: un mosaico di personaggi alle prese con innumerevoli colpi di scena capaci di emozionarci sino all'ultima pagina.

Lo strepitoso successo del primo romanzo di Falcones si può esporre con la significativa cifra di quattro milioni di copie vendute in quaranta paesi.
Per "La Mano di Fatima" nel giugno di quest'anno l'editore spagnolo ha fatto una prima tiratura di cinquecentomila copie e nell'estate ha venduto una media di cinquantamila copie alla settimana.
Ora viene pubblicato in Italia e arriva nelle librerie in duecentomila copie.

In novecento pagine, che per il lettore scorreranno molto velocemente, lo scrittore narra una storia di amore e di soprusi che si svolge nel '500. Il protagonista Hernando è il figlio di due mondi in quanto nato dallo stupro di un prete cristiano nei confronti di una donna mora, e sarà sempre un uomo intrappolato tra due religioni e due amori, toccando con mano la crudeltà e la bontà di entrambe le parti, quella cristiana e quella mora. Sarà in lotta per ottenere la propria libertà e quella della sua gente oppressa in Andalusia.
Siamo nel 1568 e il romanzo inizia con la descrizione della ribellione dei "moriscos" nei villaggi dei paesi intorno a Granata e tra questi c'è anche un ragazzino di quattordici anni, Hernando che dopo la repressione sarà portato a Cordoba, costretto a lavori umilianti conoscerà la bella Fatima una morisca che ha perso il marito in battaglia per mano dei cristiani e deve lottare quotidianamente per vivere e provvedere a suo figlio di pochi mesi, Hernando inoltre conoscerà la cristiana Isabel il cui fratello è stato ucciso dai moriscos.
Un romanzo che sicuramente terrà avvinto il lettore con colpi di scena, avventure mozzafiato e i temi dell'amore, della guerra, di odi e di speranze.


Ildefonso Falcones de Sierra è nato a Barcellona nel 1959, esercita la professione di avvocato specializzato in diritto civile, da sempre appas­sionato di equitazione, vive a Barcel­lona con la moglie e i quattro figli.
Il suo romanzo d'esordio, "La cattedrale del mare", in Italia si è aggiu­dicato il Premio Boccaccio Sezione Internazionale.

giovedì 10 dicembre 2009

le recensioni di ThrillerCafé.it: "Misery" di Stephen King

Fonte: ThrillerCafé del 10/12/2009


Titolo: Misery
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Anno di pubblicazione: 1987
Pagine: 392
Traduttore: Tullio Dobner

Trama in sintesi:
Protagonista del romanzo è Paul Sheldon, scrittore di fama internazionale, conosciuto soprattutto per le vicende della sua eroina romantica, “Misery”. Coinvolto in un incidente stradale, viene salvato dall’intervento provvidenziale di una ex-infermiera, Annie Wilkes. Lei lo porterà al sicuro, lo curerà, gli darà da mangiare, e si rivelerà la sua fan più sfegatata.
Qualcosa di morboso, tuttavia, caratterizzerà questo rapporto: Annie incomincerà ad abusare, fisicamente e psicologicamente, dello scrittore, lo terrà incatenato al letto, gli impedirà di uscire, di ribellarsi, arriverà finanche a tagliargli un piede per costringerlo alla prigionia. E, soprattutto, lo obbligherà a bruciare il suo ultimo romanzo, in cui l’autore aveva ‘ucciso’ la famosissima “Misery”, per obbligarlo a scriverne uno nuovo, in cui l’eroina è ancora viva, nonché protagonista indiscussa delle sue storie.

Vincitore del Premio Bram Stoker, “Misery” è un thriller/noir scritto da Stephen King nel 1987, ottimo sia per quanto concerne la trama che per lo stile. Nel romanzo si trovano alcuni stilemi che diverranno classici della letteratura kinghiana: l’immobilità, l’incapacità di muoversi, la costrizione fisica, il soffocamento, la claustrofobia.
Gli anni 80, tuttavia, non furono un periodo felice per il ‘re del brivido’: la dipendenza dalla cocaina lo portò a scrivere questo romanzo sotto l’effetto di stupefacenti; per poi rimuovere dal suo ricordo di poi, in maniera subitanea e incredibile, l’intera memoria del periodo dedicato alla stesura del libro. Libro che, in effetti, più che offrire un quadro lucido e acuto della mercificazione della letteratura – come molti hanno notato – offre il simulacro originale e pungente della disperazione di un uomo, uno scrittore per l’appunto, incatenato al letto e schiavizzato, seviziato, umiliato, da una donna, Annie Wilkes, umanizzazione impietosa ma puntuale della droga.
Portato sugli schermi da Rob Reiner del 1990, giunto in Italia col titolo “Misery non deve morire”, la pellicola si rivela un’ottima trasposizione del romanzo di King. Con James Caan nella parte di Paul Sheldon, e Kathy Bates nella parte di Annie Wilkes (vincitrice dell’Oscar come miglior attrice), il film scorre perfettamente sulla falsariga de romanzo da cui nasce, e ne trasmette con sapienza lo stesso senso di immobilità, costrizione, e terrore.

mercoledì 9 dicembre 2009

"La tomba di ghiaccio" di Steve Berry: impressioni a caldo

Steve Berry - LA TOMBA DI GHIACCIO

Cotton Malone è sempre stato convinto che suo padre, il comandante Forrest Malone, fosse morto in un incidente avvenuto nel 1971 a bordo del Blazek, un sottomarino nucleare di pattuglia nel Nord Atlantico. Ma quando Stephanie Nelle, il suo ex capo al dipartimento di Giustizia, gli procura il riservatissimo dossier del Pentagono, la verità che emerge è sconcertante: il Blazek era impegnato in una missione segreta sotto i ghiacci antartici e la fine dell'equipaggio è tuttora avvolta nel mistero. Un mistero che Malone non è l'unico a voler risolvere. La rotta del sottomarino, infatti, era stata stabilita seguendo le criptiche indicazioni contenute in un manoscritto trovato all'interno della tomba di Carlo Magno, lo stesso manoscritto che aveva spinto alcuni ufficiali nazisti a mettersi sulle tracce di una civiltà perduta e depositaria di conoscenze straordinarie. Quindi la marina degli Stati Uniti non solo ha organizzato, nel tempo, varie operazioni top secret per realizzare un progetto nazista, ma ancora oggi l'ambizioso ammiraglio Langford Ramsey intende impedire con ogni mezzo - lecito e illecito - che quella ricerca riprenda. Così, seguendo indizi che lo porteranno da un'antica cattedrale tedesca alle rovine di una fortezza francese, da Washington sino all'Antartide, Malone dovrà affrontare la sua missione più pericolosa, destreggiandosi fra traditori, bugiardi e assassini.

Titolo originale: "The Charlemagne Pursuit" - 2008
Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
traduzione di Elisa Villa
2009 - 548 pagine - € 19,60


Leggere un romanzo di Steve Berry è sempre un piacere, quando poi si tratta di un romanzo appassionante come "La tomba di ghiaccio"... beh, è davvero un dispiacere arrivare alle ultime pagine.
L'ex avvocato americano, ora scrittore di successo tra i migliori del genere thriller storico-avventuroso, confeziona un nuova avvincente avventura della serie "Cotton Malone", catapultando questa volta l'ex agente segreto della sezione speciale "Magellano" in un'avventura che lo farà arrivare fino in Antartide per risolvere il mistero della scomparsa del padre, mistero legato anche al ritrovamento dei resti di una antica civiltà scovata grazie agli indizi celati nella tomba di Carlo Magno.

Non è una storia facile da seguire, bisogna ammetterlo: tanti personaggi, frequentissimi salti di scena, intrighi e intrecci a volte talmente contorti da confondere le idee su chi sia realmente dalla parte dei "buoni" e chi dei "cattivi"...
Ma nonostante questo, Berry riesce, come sua abitudine, a catturare l'attenzione del lettore amalgamando fatti storici reali o leggendari con scienza, medicina, tecnologia e politica contemporanea.
Un autore che, personalmente, adoro; attendo ora con ansia il suo nuovo romanzo, uscito oltreoceano con il titolo "The Paris Vendetta".
Naturalmente, per quanto riguarda "La tomba di ghiaccio", ne consiglio vivamente la lettura!

Riporto ora la recensione di thrillercafe.it...

In La tomba di ghiaccio Berry combina in modo verosimile fatti reali e invenzioni fantasiose, riuscendo a condurre in porto un’opera lunga ma comunque interessante fino alla fine. Carlo Magno, operazioni naziste e americane in Antartide, sottomarini supersegreti, volumi e reperti misteriosi scritti in una lingua indecifrabile: ingredienti apparentemente troppo distanti, ma in realtà tenuti assieme da una trama ben ideata e da una scrittura che utilizza frequenti salti di scena per tenere desta l’attenzione. Nell’impianto base da Military thriller, l’autore innesta quindi un movente storico-antropologico di sicuro fascino: la ricerca di una civiltà tecnologicamente avanzata già millenni fa, che avrebbe interagito con le culture dell’epoca trasmettendo loro conoscenze “fuori dal tempo”. I misteri del mondo in ogni caso sono tanti, basti pensare ai numerosi manufatti anacronistici (OOPArt) più o meno inspiegabili sparsi sul globo, e Berry ne sceglie qualcuno e ne fa buon uso, instillando nel lettore curioso più di un dubbio su quale sia il vero confine tra realtà e finzione. Quale segreti cela davvero la mappa di Piri Reis, per esempio?
La narrazione avanza così tra speculazioni e azione pura, con un nutrito cast di personaggi (alcuni un po’ troppo cliché) che condividono la scena con Cotton Malone e portano la storia dalle montagne tedesche alle basi off limits della Marina, fino alle pagine conclusive in Antartide, dove il cerchio si chiuderà e tutto verrà svelato.
Un libro consigliato agli amanti dei misteri e delle ambientazioni militari; sconsigliato invece a chi preferisce detective story, procedural e polizieschi.

...e alcuni commenti dei lettori trovati in rete:

Splendido Thriller dall'atmosfere vagamente Dostojevskiane, che ha i crismi del giallo fantastorico ma ha poco di fanta e molto di storico. La tensione glaciale del racconto non ti lascia mai respirare e i personaggi sono ben costruiti. Il migliore romanzo di Berry di sempre, da leggere assolutamente.

Delusione: non all'altezza dei precedenti. Lento e prolisso, lascia qualche buona aspettativa all'inizio sull'unico punto stimolante (rapporto Carlo Magno - Antartide) che poi però si perde per strada, perché il romanzo diventa un "concorso a premi" per coppie affiatate, con sorelle incarognite, militari e politici arrivisti, killer ed omicidi a go go dietro le quinte.. E poi lo stile, con l'uso continuo ed esagerato dei "salti di scena", che fanno perdere il filo. Dove è finito il Berry che conoscevamo?

Odio non finire i libri ma con questo non ce l'ho fatta l'ho mollato a meta' - storia lentissima -

Superba la penna del più celebre autore di romanzi storici degli ultimo anni. Steve Berry. Vicenda come sempre affascinante, ed incisiva. Geniale l'accostamento Carlo Magno - Antartide. L'avventuriero Malone, non molla mai, sembra non arrendersi mai, IL protagonista di numerosi enigmi apparentementi indecifrabili. Quale sarà la prossima avventura?


Leggi qua le mie altre recensioni dei libri di Steve Berry.

giovedì 3 dicembre 2009

"Hannibal Lecter: le origini del male" di Thomas Harris: la recensione di thrillercafe.it

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Fonte: thrillercafe.it del 02/12/2009

Recensito oggi Hannibal Lecter: le origini del male, il quarto romanzo di Thomas Harris sulle vicende del dottor Lecter, nonché ultimo episodio della serie. Il libro si prefigge l’ardua impresa di spiegare le origini psicologiche e sociali della psicopatia di Lecter, razionalizzando in tal modo la genesi del mostro.

Titolo: "Hannibal Lecter: le origini del male"
Autore: Thomas Harris
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2008
Pagine: 343
Traduttore: Callegari A.

Trama in sintesi
Vittima della guerra che devasta la Lituaniania, Hannibal vede la propria famiglia sterminata. Si rifugia in un piccolo casale con la sorellina Mischa, ma i due vengono catturati dai collaborazionisti dei tedeschi che, costretti dagli stenti, divoreranno la sfortunata bambina. Dopo l’orfanotrofio, Lecter trova accoglienza a Parigi, presso sua zia, la saggia Lady Murasaki, ma non smetterà mai di coltivare i germi della vendetta, e di dare libero sfogo al suo sadismo.

Nonostante l’apprezzabile tentativo di giustificare l’origine di un mostro tanto efferato, il libro è lacunoso, scritto fondamentalmente male, frutto di un improvviso impulso commerciale più che di una genuina ispirazione letteraria.
Nelle scarne pagine del romanzo, Thomas Harris si conferma ciò che Morandini lo aveva definito: narratore di razza, e scrittore appena discreto. Dotato di talento visionario, senz’altro, ma privo di quello slancio artistico/letterario caratteristico degli scrittori di razza. Il carattere estremamente poco prolifico della sua produzione letteraria (quasi esclusivamente incentrata su un solo personaggio) sta lì a dimostrarlo.

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Fortemente voluta da Dino De Laurentiis, la trasposizione filmica dell’ultima fatica di Thomas Harris vede lo scrittore anche come sceneggiatore: rispetto al romanzo, poco più che mediocre, la sceneggiatura merita senz’altro di più. Inoltre, al di là delle lacune della storia e della discutibile scelta di Harris sulle origini psicologiche del mostro antropofago, la pellicola scorre in maniera abbastanza veloce. Non ci sono tempi morti e l’attenzione è mantenuta a livelli sufficientemente alti dalle ragioni d’interesse alla base di ogni prequel: cosa è successo prima? Come si spiegano certe cose? Nonostante la buona interpretazione di Gaspard Ulliel, la nostalgia del cinefilo che guarda la pellicola riguarda inevitabilmente la mancanza dell’attore che, sopra ogni altro, ha vestito i panni dello psichiatra cannibale: Anthony Hopkins.
Nel complesso, il film è apprezzabile in ogni caso per storia, sceneggiatura e ritmo. Gong Li, nella parte di Lady Murasaki, riesce nella difficile impresa di superare, in eleganza e charme, addirittura se stessa.


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mercoledì 2 dicembre 2009

"La Città della gioia" di Dominique Lapierre: impressioni a caldo

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Dominique Lapierre - "LA CITTA' DELLA GIOIA"

Deluso e amareggiato sotto il profilo professionale, un giovane medico statunitense lascia il suo paese e va in India, alla ricerca di qualcosa che gli restituisca il senso dell'esistenza, intraprendendo un lungo viaggio dalla ricca America alle bidonville di Calcutta. La realtà che lo aspetta è però sconvolgente, un vero e proprio inferno di miseria e degradazione, nel quale gli uomini cercano di sopravvivere tra topi e scarafaggi, nella più assoluta mancanza di mezzi. Ma proprio qui, nelle allucinanti colonie di lebbrosi della "Città della gioia", in mezzo a inondazioni, fame e malattie, il protagonista riuscirà a ritrovare la forza di riscattarsi. Un romanzo sconvolgente, una straordinaria lezione di coraggio.

Titolo originale: "La Cité de la joie" 1985
Traduzione di Elina Klersy Imberciadori
Mondadori, 494 pagine


"La Città della gioia" è uno di quei libri che restano dentro a lungo... molto a lungo.
L'ho letto più di due anni fa, eppure le emozioni provate durante la lettura sono ancora vive nella mia memoria.
E' senza dubbio un libro che fa pensare a tante cose: basti leggere i commenti dei lettori a seguire per rendersene conto.
Il romanzo non è recente, è stato scritto da Dominique Lapierre nel 1985, ed è tratto da un’esperienza che ha vissuto lo stesso autore nella medesima bidonville di Calcutta; nella prefazione del romanzo, infatti, Lapierre dichiara di aver cambiato il nome dei personaggi e la professione, ma che in sostanza i fatti narrati corrispondono alla realtà.
Ne è stato tratto anche un film del 1992 (City of Joy) interpretato dal compianto Patrick Swayze.

Il mio giudizio? E' un libro assolutamente da non far mancare nella propria libreria!
Ed ecco qualche commento al libro trovato in rete, buona lettura!


E' il più bel libro che abbia mai letto, affascinante il soggetto, l'atmosfera è coinvolgente, l'umanità e la gioia di vivere del popolo indiano, anche se spesso costretto a vivere in condizioni al limite dell'umano, traspare dalle righe del libro, scorrevole la lettura, ti coinvolge come e più di quanto si lasciano coinvolgere i lettori di libri gialli, non riesci a smettere di leggere. Grazie a Lapierre per questo straordinario regalo.

Sebbene abbia 47 anni, padre di figli e legga da sempre (alcune centinaia di libri) non mi è mai successo di chiudermi in casa per ore intere, e la Domenica, a leggere un libro: mi è successo con LA CITTA' DELLA GIOIA. E so che è TUTTO VERO quello che dice. Sono Cristiano e il mio credo vede in esso un'immersione di verità, al di là di tante e tante omelie domenicali. Un plauso a LAPIERRE.

L'ho letto tanto tempo fa, ma mi è rimasto nel cuore. E' forse il libro più triste che abbia mai letto, ma che ha lasciato un segno tangibile nel mio cuore, un solco. Una storia di vita. Una storia vera, sanguigna, reale. Ma che trova degli spunti di giovialità e serenità anche nella più straziante povertà. Devo ammetterlo: mi ha insegnato davvero tanto.

È difficile che pianga leggendo un libro, eppure con La città della gioia mi sono ritrovata spesso ad asciugarmi le lacrime, non tanto per le condizioni atroci in cui ancora vivono quei reietti, quanto per la splendida dignità che dimostrano nella prova. È un testo che scuote, che provoca un'autentica rivoluzione della coscienza. Consiglio agli adolescenti di leggere questo libro-testimonianza che ci fa rendere grazie ogni istante al Signore per tutto quello che abbiamo e che siamo e che ci deve indurre a fare ciascuno la sua parte per alleviare le sofferenze di chi ci sta vicino o lontano.

Ho appena finito di leggere il libro. Prima di comprarlo avevo letto tutti i commenti e non vedevo l'ora di iniziare, beh ora che ho finito posso dire che è veramente il libro più bello letto finora! Quello che più mi ha fatto riflettere a parte la grande forza nel reagire a situazioni che per me sono inimmaginabili, è stato leggere di come persone appartenenti a religioni diverse riescono non solo a convivere ma a partecipare con gioia alle ricorrenze e ai riti di chi ha un credo diverso ed in questi anni fatti di guerre legate proprio a queste diversità mi ha fatto capire che allora tutto è possibile, che se solo le persone lo volessero realmente si potrebbe rimanere fedeli alle proprie idee, credenze, usanze senza distruggere ciò che è diverso e anzi magari riuscendo anche a farne un motivo di gioia e di festa insieme!

La Città della Gioia è un libro che mi è stato regalato. Ringrazio sentitamente chi ha scelto per me questo regalo. Mi sono ritrovata in un mondo sconosciuto. Mi reputo una persona che percepisce le ingiustizie a colpo d'occhio e, la lettura di questo libro ha acuito in me questo senso. La consapevolezza che viviamo a due passi da un Paese così dilaniato dalla carestia mi inorridisce. La nostra è una nazione "civile" ma non è questo a distinguerci da un paese come l'India. In Italia non si accettano gli omosessuali, gli extra comunitari, i diversi da noi... ci fanno paura. Nei paesi occidentali è molto poco diffusa la cultura dell'uguaglianza... siamo pronti a lanciare missili intelligenti che distruggono interi villaggi solo per interessi economici e a due passi dalla nostra "cultura civile" si estende un paese dal quale avremmo molto da imparare. Gli esempi riportati nel libro dovrebbero insegnare a noi occidentali tantissime cose...

Io sto leggendo questo libro da pochi giorni e sono già a pagina 190. Questo libro mi sta intrigando, quando inizio a leggere non riesco a smettere, è una storia interessante ed estremamente istruttiva. Ho sempre pensato che fare del volontariato fosse una delle cose più belle al mondo e leggendo questo libro sto capendo che non è soltanto una cosa molto bella, ma anche estremamente importante. In una città disastrata come Calcutta si possono ritrovare quei valori che nelle città cosiddette "civili" sono ormai scomparsi da tempo! La solidarietà e l'amore che i poveri si dimostrano tra di loro è uno degli insegnamenti più importanti del libro, insegnamenti che tutti dovrebbero imparare! BRAVO DOMINIQUE!

Ho letto questo meraviglioso libro circa 10 anni fa ma stasera navigando sul sito [...] mi e' apparso e non ho potuto fare a meno di ricordarmi le emozioni che mi suscito' la lettura di uno dei piu' belli, commoventi libri della mia vita. Che delusione il film. Un libro da leggere e rileggere, da regalare, consigliare e quant'altro. Stupendo.

Un libro semplicemente fantastico! Mi ha fatto conoscere un autore - Dominique Lapierre - che ho poi approfondito e devo dire che i suoi libri non lasciano mai indifferenti. Anche a distanza di anni il solo rivedere la copertina mi fa rivivere momenti di lettura indimenticabili.

Ho letto la "citta' della gioia" qualche anno fa e ancora lo ricordo volentieri, ma per quanti ne sono stati colpiti, come me tra l'altro, leggete anche "mezzanotte e cinque a Bhopal", sempre di LaPierre (in collaborazione con Moro credo) e una volta finito di leggere pensate che la tragedia è successa realmente e che i responsabili sono tutt'ora impuniti.

Se non un grandissimo romanzo è comunque una lettura straordinaria: per quanto la mia mente di ricca occidentale sappia che si possa vivere in miseria e difficoltà, non avrei mai creduto immaginabile un degrado di quel tipo in cui, però, si stagliano incrollabili fierezza e dignità. In cui, però, amor vincit omnia. Straordinario e miracoloso. Anche dal mio punto di vista razionale e non credente. Una nota a margine: come è stata possibile quella scelta insulsa per la sintesi in quarta di copertina?

Un inno alla vita e all'uomo, un agghiacciante ritratto della società indiana delle bidonvilles, un omaggio alla straordinaria opera di quanti dedicano la propria vita al prossimo. La Città della Gioia riesce a trasmettere al lettore emozioni e sentimenti contrastanti, dalla frustazione e mestizia per le inumane condizioni in cui versano milioni di abitanti delle megalopoli indiane alla gioia e speranza per lo straordinario attaccamento alla vita che queste stesse persone hanno, nonostante le dure prove cui ogni giorno sono sottoposte. Un libro che induce alla riflessione e che appassiona. Da leggere.

Ho terminato proprio ieri la lettura di questo incredibile libro!!! Credo che la fantasia umana non sarebbe riuscita a descrivere e ad inventarsi la tragica realtà che incombe su questa parte del mondo! E' un libro che fa riflettere molto, non si è più gli stessi dopo qusta lettura... anche se ho avuto la fortuna di visitare l'India poco prima dello tsunami, cio' nonostante non avrei potuto immaginare che esistesse un universo tale, per quanto vedessi ed intuissi un degrado esagerato in talune parti!!! Credo veramente nel messaggio dell'autore... è nostro sacrosanto dovere cercare di eliminare le cause che determinano tali realtà, perchè è altrettanto sacrosanto dovere restituire la DIGNITA' alle persone vittime di grandi ingiustizie sociali!!!!

Un libro che ti insegna a pensare, ad apprezzare quello che hai, a sorridere in ogni situazione e a non rimanere indifferente. Stupendo!!!

E' un libro assolutamente magnifico. Lapierre riesce a farti respirare l'India... la sua tragicità e allo stesso la sua magia! E' un libro da donare...

L'ho letto tanti anni fa e di recente l'ho regalato ad un amico che è stato in India. Spero lo abbia apprezzato, per me è un capolavoro!

Sto leggendo il libro "Citta' della gioia" e ne sto traendo una lezione di vita e di altruismo ammirevoli. Mi sta dando tanto coraggio e speranza poichè se in Italia si stanno vivendo momenti molto difficili, si puo' pensare che traendo spunto dal libro, ci sia una Presenza soprannaturale che provveda con l'amore e la forza del coraggio ad affrontare questi momenti critici, poichè c'è sempre la speranza di un domani migliore. Ammirevole la capacità dell'autore nel raccontare e far vivere quasi immersi nella "Città della Gioia".

E' un libro bellissimo che tutti dovrebbero leggere. Se fossi un'insegnante lo includerei tra i libri di testo. L'ho prestato a tanta gente (solitamente non presto i miei libri, ma per questo ho fatto un'eccezione proprio per divulgarlo), spero ne abbiano tratto buoni insegnamenti. Comperate anche il seguito (che è più fotografico che letterario): Gli Eroi della Città della Gioia, così vi fate un'idea ancora migliore dei protagonisti e della loro vita. Grazie Dominique!

Ho letto il libro alcuni anni fa, quando ancora mi occupavo di volontariato in appoggio a missionari in Africa: il libro, oltre che bellissimo, è anche una interessante denuncia di quanto l'opera del vero missionario possa essere resa più ardua dall'ambiguità di certa autoritaria parte che rifugge da atti di eroismo! Nel film ciò non compare: epurato?


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sabato 28 novembre 2009

"La stirpe di Salomone": tornano Cussler e Kemprecos

E’ uscito il 29 ottobre La stirpe di Salomone, nuovo libro di Clive Cussler con Paul Kemprecos.

Baghdad, 2003: l’attacco americano favorisce il saccheggio del museo nazionale iracheno, da cui vengono rubati capolavori di valore inestimabile. Ma c’è qualcuno che ha interesse solo per il Navigatore, una statua di bronzo di origine fenicia che non compare neanche negli elenchi ufficiali. Eppure chi lo vuole è disposto a qualsiasi cosa, anche a uccidere. E le prima vittima giunge presto: un trafficante di antichità. A rischiare la vita è poi Carina Mechadi, funzionaria dell’Unesco incaricata del recupero dei tesori scomparsi: si salva solo grazie a Kurt Austin e Joe Zavala, che incrociano la sua nave mentre sono alle prese in una caccia agli iceberg al largo di Terranova. Ma quale segreto nasconde la statua? Perché è tanto bramata? Austin e i suoi si trovano così coinvolti in un’odissea che li condurrà sulle tracce del tesoro di Salomone, passando per un oscuro archivio di documenti cifrati appartenuti a Thomas Jefferson, fino a un piano super segreto dai risvolti orribili. Una missione quasi impossibile, che metterà a repentaglio la vita di tutti quanti si avvicineranno troppo alla verità.

venerdì 27 novembre 2009

"L'Isola dei Pirati", il romanzo postumo di Michael Crichton

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Fonte: www.booksblog.it del 27/11/2009


Michael Crichton
L’Isola dei Pirati (Pirate Latitudes)
Garzanti € 18,60

L’Isola dei Pirati, romanzo postumo di Michael Crichton, è arrivato in libreria ieri, a soli due giorni dall’uscita americana.

Il romanzo, diverso da quelli più tipici dell’autore, è un’avventura a tutto tondo, piena di suspense, azione e colpi di scena (soprattutto nella seconda parte) e si ambienta nei Caraibi nel ‘600. Caraibi che, in quegli anni, si trovavano sotto il dominio della Spagna. Tranne qualche rarissima isola. La Giamaica, remoto avamposto inglese, era una di queste. L’isola era popolata da avventurieri di ogni sorta, da criminali, assassini e prostitute. La violenza e le malattie completavano il quadro (non a caso Port Royal, la sua capitale, veniva definita “the wickedest city in the world”, la più malvagia città nel mondo).

Quelli erano anche gli anni in cui la Spagna trasportava immense ricchezze dal Nuovo Mondo alla madrepatria, anni in cui i corsari inglesi, con buona pace della corona britannica, assaltavano e depredavano i galeoni che quelle ricchezze trasportavano. In questo quadro s’inseriscono le mirabolanti e appassionanti avventure narrate ne L’Isola dei Pirati...

Charles Hunter, spregiudicato capitano inglese e pirata, decide di tentare la fortuna col galeone spagnolo El Trinidad, ancorato presso un’isola vicina, e protetto da un forte giudicato inespugnabile e da una flottiglia che si stende per tutta la rada. Anche la giungla dell’isola pare impenetrabile ed è pattugliata dalla fanteria nemica. Ma Hunter, scelti personalmente i membri dell’eterogeneo e specialissimo equipaggio (c’è anche una piratessa), mette in atto un piano astuto e ardimentoso. Ma non sarà tutto lì. Il romanzo riserva qualche inattesa sorpresa...

Nota: i diritti cinematografici del libro sono stati già opzionati. Produrrà Steven Spielberg.


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lunedì 23 novembre 2009

"L'oro dei Lama" di Clive Cussler & Craig Dirgo: impressioni a caldo

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Clive Cussler con Craig Dirgo - "L'ORO DEI LAMA"

Lhasa, 1959. Durante la fuga del Dalai Lama viene rubata una preziosa statua del Buddha. Un tesoro dal valore inestimabile, poiché simbolo stesso del Tibet libero, ma ancor più per i documenti che cela al proprio interno. Macao, oggi. Nel porto della città cinese arriva un mercantile in disarmo, l'Oregon, per caricare dei fuochi d'artificio. Si tratta in realtà di una nave all'avanguardia, che nasconde vere e proprie meraviglie della tecnologia. L'equipaggio, agli ordini del capitano Cabrillo, è formato da uomini e donne altamente addestrati, quasi tutti provenienti dai corpi speciali dell'esercito americano, ed eccezionali quanto la missione che è stata loro affidata: recuperare la statua e riportarla nel suo luogo d'origine, per onorare una vecchia promessa ma soprattutto perché il suo contenuto segreto ha un ruolo chiave nei molti interessi in gioco sotto il Tetto del mondo. Una missione impossibile, anche perché gangster orientali, mercanti d'arte, militari fanatici e persino un folle magnate dell'informatica hanno già messo gli occhi sul Buddha d'oro.

2009 (Golden Buddha, 2003), 380 pagine, € 5,90
Traduzione di Manuela Frassi
Editore RL Libri (collana Superpocket Best Thriller)

«Cari lettori, alcuni anni fa mi resi conto che Dirk Pitt aveva bisogno di aiuto nel corso di una missione particolarmente difficile, così creai per "Alta marea" il personaggio di Juan Cabrillo, padrone di una vecchia nave dall'aspetto sconquassato chiamata Oregon. Al suo interno nascondeva meraviglie tecnologiche e il suo capitano si dimostrò un tipo veramente in gamba. Io e Craig Dirgo abbiamo lavorato assieme per creare una nuova serie di avventure con protagonista Cabrillo. In questa prima missione il suo compito sarà di recuperare un buddha d'oro rubato dai cinesi durante l'invasione del Tibet e andato poi perduto. Questo tesoro potrebbe rendere la libertà a un popolo. Un compito difficile e pericoloso affidato al capitan Cabrillo e alla sua ciurma di simpatici e avventurosi uomini (e donne!)».
(Dalla prefazione di Clive Cussler).

"L'oro dei Lama" (Golden Buddha, 2003), è il primo libro che ho letto di Clive Cussler con un protagonista diverso dal "solito" Dirk Pitt; narra le avventure di una Corporation di mercenari che girano il mondo a bordo di una nave denominata Oregon capitanata dal "presidente" Juan Cabrillo, all'apparenza una carretta dei mari ma che cela al suo interno quanto di meglio può mettere a disposizione la tecnologia moderna.
In questo caso lo scrittore statunitense è accompagnato nella stesura del libro dal Craig Dirgo... forse "accompagnato" potrebbe essere un eufemismo, tante sono le differenze sia di stile che nel metodo di narrazione rispetto ai classici di Cussler...

Il romanzo è molto articolato, a volte risulta molto difficile da seguire visti i frequentissimi salti di scena, le molteplici azioni che si svolgono in parallelo e gli intrecci a volte al limite del contorsionismo letterario (visti anche i numerosi protagonisti presenti contemporaneamente sul "set"), ma la storia è avvincente e interessante, con un'ottima ambientazione storica.
Un libro ottimo se siete amanti del genere thriller-avventuroso, che vedrei bene anche come soggetto per un film, soprattutto le vicende ambientate a Macao, con l'organizzazione del furto del Buddha d'oro al party del miliardario cinese che mi ha fatto tornare alla mente la serie cinematografica degli "Ocean's Eleven, Twelve e Thirteen" con George Clooney e Brad Pitt...

A me è piaciuto molto e sono ora curioso di leggere le altre avventure della saga di Juan Cabrillo; ma i giudizi sul questo libro trovati in rete non sono del tutto favorevoli... ne riporto qualcuno, buona lettura!


La trama è debolina, i personaggi sono troppi ed il lettore fatica a costruirsi un chiaro quadro della vicenda. Gli appassionati lettori di Cussler, che lo seguono dai tempi di Vortice in trepidante attesa di ogni nuova uscita, non possono fare a meno di leggere anche questo volume ma gli altri...

Pessimo... dispiace dare certe valutazioni ad un libro di Cussler ma la collaborazione con Craig Dirgo proprio non convince. Quando bisogna elencare i personaggi e il loro ruolo significa che durante la lettura si fatica a farsi un'idea dei loro nomi e dei rispettivi ruoli all'interno del romanzo... peccato perchè la trama sembra essere originale ma l'accozzaglia di interpreti rende il tutto troppo frammentario e poco scorrevole. Meglio ritornare ai vecchi cavalli di battaglia Pitt e Giordino o seguire l'altro filone (Kemprecos) che è decisamente più chiaro e interessante (vedasi "Tempesta al Polo")

L'idea è molto buona, il ritmo non delude e le ambientazioni neanche. Troppi i personaggi e troppi gli intrecci di azioni sparse in giro per il globo, nel finale sopratutto non si capiva più chi stava facendo cosa! e per finire io avrei messo qualche decesso o qualche ferito grave nella squadra, troppi superuomini... ciò non toglie che il tocco di Cussler c'è, la storia è comunque avvincente e interessante e si fa leggere. Ancora lontano dalle avventure di Pitt. Apprezzabile.

Un libro bello, veloce da leggere e molto avvincente... portando questi nuovi personaggi alla ribalta, Clive Cussler porta il lettore a non sganciarsi dal libro. Chi si aspetta una storia stile Pitt-Austin si troverà invece ad un nuovo tipo di avventura, tutto da sviluppare nei nuovi racconti...

Ho letto nei siti americani molti giudizi particolarmente negativi su questo romanzo. Non volevo crederci o almeno ci speravo. Un'incredibile caos di situazioni e di personaggi, un continuo cambio di scena, la storia che non riesce mai a decollare. Il romanzo più brutto in assoluto di Cussler, è riuscito a fare peggio dello "Zar degli oceani"!!! No, non può averlo scritto lui, l'ha scritto Dirgo. Mah, speriamo in "treasure of Khan" dove pare ci sia il ritorno alla grande di Pitt e Giordino.

Nuovi personaggi, forse troppi per tenere sotto controllo la narrazione, ma comunque un romanzo molto avvincente.

E' un libro scorrevole, di facile lettura ma raramente si rimane col fiato sospeso. Un po' scontato. Comunque abbastanza godibile.

Disastroso. Ho appena finito di leggerlo. DELUSO è un eufemismo per quello che provo. Clive avrebbe potuto risparmiare qualche albero se avesse deciso di non pubblicare questo pseudo romanzo. Ma dai, un gruppo di mercenari che riesce a fare una rivoluzione in Cina con quest'ultimi che calano brache. Senza capo né coda. L'unica nota positiva è la scelta del Whisky che beve Cabrillo, tutto il resto è il nulla più totale. Carta sprecata, ma perchè Clive si ostina a fare favori agli amici facendoli scrivere al posto suo?

Molta azione e una storia appassionante. Personaggi ben caratterizzati. Stupendo.

Nuovi personaggi, nuove avventure ma l'autore non riesce a creare quella suspence che avvinceva e ti seguiva fino alla fine con Dirk Pitt. Non è essenziale leggerlo.

Mi dispiace per Clive Cussler, di cui posseggo tutti i libri pubblicati in Italia, ma il romanzo risulta pesante. Troppi personaggi rendono la trama complicata e difficile da seguire, troppi dettagli inutili per un romanzo tutto sommato macchinoso. Apprezzabile la parte centrale del romanzo e le scene che si susseguono a Macao, ma giudizio complessivamente molto scarso.

Ho letto tutti i libri di Cussler, ma questo non mi è piaciuto molto. Non ho trovato la stessa trama coinvolgente come negli altri libri, i personaggi sono astratti, non coinvolgono come gli altri.

Troppi, troppissimi personaggi, e la lettura più che un piacere diventa una fatica abnorme. Rimpiango i tempi di Pitt, quando non vedevo l'ora che fosse sera per mettermi a letto e proseguire con il romanzo fino a notte fonda! Con questo (che devo dire la verità non ho ancora finito) sbircio in avanti per vedere dove finisce il capitolo... e spero di non addormentarmi prima. Il che è tutto dire! Come fare poi ad affezionarsi a Cabrillo & (innumerevoli) soci? In fondo di mercenari ne abbiamo già a sufficienza nella vita "reale" per ritrovarceli anche nelle trame romanzesche. Clive, riprendi in mano Dirk&Al e fatti la domanda del PauL Sheldon di Misery: "Puoi?"...

Bel libro nel quale si riscopre un ottimo Clive Cussler in una nuova ed avvincente saga.

Sono da sempre un ammiratore dei libri di Cussler, ma questo è francamente illeggibile! Concordo con i giudizi espressi dagli altri lettori: trama troppo spezzettata e una quantità impressionante di personaggi che attenta alla memoria anche del più attento lettore. Questo romanzo inaugura in Italia gli "Oregon Files", ma credo proprio che il capitano Cabrillo non avrà la stessa fortuna di Dirk Pitt, Kurt Austin e soci. Considerata la differenza con gli altri libri dello stesso autore, l'unica spiegazione che riesco a darmi è che il libro non sia stato scritto da lui, ma da Dirgo.

Che non sia un libro eccezionale ci può starr... che sia un flop decisamente no!!! Forse la sicurezza e le incredibili risorse che il team di Cabrillo ha a disposizione toglie al lettore l'opportunità di preoccuparsi per la sorte dei protagonisti... che hanno sempre una via d'uscita pronta... ma in ogni caso la vicenda storica è molto avvincente e inoltre si distacca da molti nei romanzi in cui ci si riduce ad una lotta contro una fantomatica organizzazione o multinazionale che ha secondi fini celati alquanto inverosimili... in ogni caso... non me la sento di criticare uno dei miei autori preferiti nel genere...

Devo convenire che i troppi personaggi rendono il romanzo molto difficoltoso da seguire; è forse il primo libro di Cussler che non mi convince.

Da appassionato di Cussler devo sinceramente dire che il libro è stato una delusione: manca decisamente di ritmo e la narrazione risulta a tratti davvero noiosa. Il sospetto è che il racconto non esca dalla penna di Cussler, ma solo da quella di Dirgo: speriamo che Cussler ci riproponga in fretta le storie di Dirk Pitt dei tempi d'oro (tipo Sahara, Atlandide, ecc...).

Una delusione. Troppi personaggi, una trama non avvincente, un ritmo troppo lento. Il Dalai Lama non viene quasi mai citato (salvo all'inizio e alla fine). L'idea originale era bella, ma il romanzo si perde nel raccontare scene d'azione, quali il recupero del Buddha d'oro a Macao e l'avventura cubana all'inizio. L'ambientazione ne ha risentito, dato che la vicenda non si svolge quasi mai in Tibet, luogo meraviglioso, ma nei sotterranei della città e nei palazzi del potere.

Semplicemente una delusione. Mi aspettavo molto di più. Un succedersi di scene d'azione senza uno sviluppo narrativo convincente e attraente. Ho fatto fatica a finirlo (mai successo con altri libri di Cussler)


Leggi qua le mie altre recensioni dei romanzi di Clive Cussler.


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mercoledì 11 novembre 2009

"A tavola con Renzo e Lucia": il nuovo libro di Luisa Vassallo

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"A TAVOLA CON RENZO E LUCIA"
di Luisa Vassallo

Sottotitolo: Ricette e menu dal mondo dei Promessi Sposi
Editore: Àncora
Collana: A tavola con...
2009 - 216 pagine - € 16,00

L'autrice passa in rassegna le varie gastronomie a partire dalle citazioni del Manzoni, arricchendole di ricette del periodo storico e della tradizione lombarda.
Ogni sezione si apre con una nota di spiegazione che inquadra la gastronomia in argomento e ogni ricetta è anticipata da qualche curiosità.
Con un po' di fantasia si riscoprono ricette su antichi manoscritti (come quelle per il pranzo di nozze di Renzo e Lucia) e piccole parentesi letterarie condiscono il tutto.
Un modo nuovo e divertente per far "digerire" il Manzoni a chi non ne ha mai assaporato la bellezza e per "gustare" la storia a partire dai suoi veri sapori.


Luisa Vassallo, fotografa, scrittrice e cuoca di Imperia (nonché amica), l'ha fatto di nuovo: dopo la trilogia con le ricette dal mondo degli Hobbit, seguito da quello del mondo di Narnia, dopo i magici piatti di Harry Potter e la gustosa cucina di Don Camillo, ha portato in cucina anche il mondo dei Promessi Sposi.

Dal 4 novembre 2009 è infatti possibile trovare in tutte le librerie d'Italia il suo nuovo e gustosissimo ricettario dal titolo "A tavola con Renzo e Lucia", un omaggio alla cucina del passato con ricette della tradizione a partire dal 1600.
Il libro si apre con una simpaticissima introduzione di Enrico Beruschi (appassionato Manzoniano e già Don Abbondio in una numero "zero") e da un breve saggio dello scrittore lecchese Paolo Gulisano.

In bocca al lupo, Luisa!



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giovedì 5 novembre 2009

"Alta marea" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "ALTA MAREA"

Questa volta l'avventura di Dirk Pitt si chiama Qin Shang, un contrabbandiere cinese, avido e abbietto, che ha fondato il proprio impero sul traffico di droga, di armi e di vite umane, la sua "merce" preferita. Ora Qin Shang è disposto a tutto pur di impadronirsi del relitto di una misteriosa nave carica di capolavori dell'arte antica cinese e di leggendari reperti come i resti preziosissimi del cosiddetto Uomo di Pechino. Inseguendo le sue tracce, Pitt scopre inoltre che Qin Shang ha costruito un'enorme installazione portuale in una zona lontana da qualsiasi rotta commerciale. Perché proprio lì? Che cosa si nasconde dietro quell'impresa? Tra mille domande e misteri, una sola cosa è sicura: Pitt ha di fronte il nemico più pericoloso che abbia mai incontrato.

prima ediz. 1997, 495 pagine, € 9,80
Traduzione di L. Perria
Editore TEA (collana Best Seller)


"Alta marea" (Flood Tide, 1997) è l'ennesimo libro di Clive Cussler finito sul mio comodino, è anche l'ennesima conferma di come lo scrittore statunitense sia il re incontrastato del genere suspense-avventuroso, nonché l'ennesima dimostrazione di affetto personale per un personaggio (Dirk Pitt) che definire eroe è riduttivo...

Il romanzo segue il filone classico dei racconti di Clive Cussler: una trama avvincente sviluppata dietro la scomparsa di una nave misteriosa, la ricerca di un tesoro straordinario, una minaccia catastrofica sventata all'ultimo istante dal buon Dirk Pitt, un nemico ricchissimo, potente e senza un briciolo di cuore dedito al traffico clandestino di immigrati, droga, ecc... non è probabilmente il miglior romanzo di Cussler, ma riesce a mantenere viva l'attenzione del lettore, ad appassionarlo alle vicende dei protagonisti e... a non dormire di notte, presi come si è dalla curiosità di sapere 'come va a finire'! :-)

Ho cercato in rete i commenti su questo libro degli appassionati che mi hanno preceduto nella lettura, e devo ammettere che i giudizi sono davvero eterogenei!
Il commento evidenziato è quello che personalmente ritengo il migliore e in perfetta sintonia col mio pensiero; buona lettura!


Sebbene il libro sia a tratti meno coinvolgente di quanto i primi capitoli lascino immaginare, Clive Cussler rimane sempre un grande del genere, tanto che verrebbe la voglia di conoscere questa persona straordinaria, questo Dirk Pitt in carne ed ossa.

Trama contorta, non si capisce quale sia il filo principale della storia! E' stato dato troppo spazio alla lotta contro i cattivi e poco all'avventura! Anche il titolo non è centrato! Il peggiore che abbia mai letto di Cussler, di cui sono comunque un grande ammiratore! il mio consiglio..?? Leggete Atlantide o L'oro dell'inca, tutta un'altra musica...! DELUDENTE

Libro assolutamente degno di Clive Cussler. La trama molto contorta e ricca di particolari lo rende avvincente e non noioso come molti libri di 600 pagine. Quin Shang è il peggior nemico che Pitt abbia mai incontrato. CUSSLER, UNA SICUREZZA NELL'AVVENTURA.

CUSSLER, UNA SICUREZZA. ANcora prima di leggere questo libro ero convinto che sarebbe stato fantastico, ora che l'ho letto confermo la mia idea.

Mi aspettavo di meglio. Troppe lotte in questo libro e stavolta troppo bravo anche Pitt, tanto che non sembra neanche reale. Da fumetto.

Pitt è troppo supereroe, farebbe concorrenza a Superman. Si sfiora la fantascienza in molte scene, anche se in questo senso il massimo l'ha raggiunto con Atlantide. Ne ho letti 7 di Cussler e dopo un po' ti accorgi che è sempre la solita manfrina, alla fine ti annoi. Il più bello per me è stato "Sahara", ma chissà, forse perchè era il primo che leggevo...

E' troppo prevedibile. E sempre uguale a quello precedente. E poi questo Dirk Pit......... mamma...... che super eroe!!! Così super che si ha l'impressione che prenderà il volo da un momento all'altro. Ma dico io....... Cussler scrive bene, su questo non c'é dubbio alcuno, e allora un pizzico di realismo no eh? E poi un'altra cosa che riguarda Cussler in generale, se non avesse sempre lo stesso protagonista forse i suoi romanzi non sarebbero così scontati. E' chiaro sin dall'inizio che al Buon Dirk andrà tutto bene, se no..... come farà a scrivere il prossimo????

All'inizio non l'ho capito... non mi sentivo coinvolto nella storia... però Qin Shang è una perfetta controparte x l'eroe di sempre Dirk Pitt.

LA SOLITA TRAMA DI CUSSLER! ANTICHI TESORI DA RITROVARE, AEREI CHE SPARISCONO NEL NULLA, NAVI CHE AFFONDANO MISTERIOSAMENTE. IL CAST E' SEMPRE LO STESSO E SE NON CONOSCI UN PO' DI FISICA E GEOLOGIA TI PERDI LEGGENDOLO, NON RIESCI AD IMMEDESIMARTI IN QUELLO CHE IL PERSONAGGIO STA FACENDO O AD IMMAGINARE LA SCENA, CONDIZIONE FONDAMENTALE PER CAPIRE UNA STORIA! HO ABBANDONATO LA LETTURA DI CUSSLER, MEGLIO DEDICARSI AD ALTRI AUTORI SICURAMENTE PIU' AVVINCENTI! MI DISPIACE PER TE CLIVE, MA HAI PERSO UN LETTORE ACCANITO.

Questo libro è il primo che ho letto quest'estate e mi ha subito preso moltissimo, si è subito catapultati nella storia. Di quelli letti finora è il romanzo più verosimile e si inserisce in un tema di attualità cioè l'immigrazione clandestina. Sicuramente un ottimo libro.

Ho appena finito di leggerlo. Bello, avventuroso e ricco di azione. Per quelli che criticano l'autore: ragazzi questo è il genere di Cussler fatto di azione e intrighi anche poco verosimili. Ma non dimenticate che è solo fiction. Se non entrate in quest'ottica cambiate genere! P.S. Non è che Clancy Smith e Follett siano verosimili.... Ciao a tutti!!

Classico libro di Cussler con le mirabolanti avventure di Dirk Pitt, né il migliore né il peggiore.

Non c'è bisogno di commentare un libro di Cussler. Rispondo solo per controbattere ai commenti negativi che il libro ha ricevuto. Per gli amanti del genere questo è l'autore migliore. Infatti questo genere misto tra suspence e avventura è del tutto innovativo e per apprezzarlo non bisogna essere troppo cinici o realisti. Ovviamente non è un romanzo di "alta" letteratura, ma è un buon passatempo. Coinvolge dalla prima all'ultima pagina e non stanca mai. Per me è addirittura meglio di un thriller guardato in televisione. Ho già letto una dozzina dei suoi libri, ma nonostante questo Dirk Pitt non è ancora riuscito ad annoiarmi. I miei preferiti sono "Onda d'urto", "Walhalla", "Atlantide" e "L'oro dell'inca". Quando ho iniziato a leggere "Alta Marea" mi sono detto: anche questa sarà la solita storia di Cussler in cui, dopo mille peripezie impossibili di Dirk, l'eroe salva il mondo e la sua donzella del momento. E' vero: il libro è proprio così, ma il modo di scrivere di Cussler e il modo in cui racconta le battaglie e le indagini di Pitt e Giodino è stupefacente e non stanca il lettore. Cussler a volte mi costringe anche a leggere a tarda notte perchè voglio per forza sapere come a va a finire la storia... Leggetelo e capirete...

Dei libri di questo autore che sino ad oggi ho letto è quello che mi ha coinvolto maggiormente, veramente molto avvincente in un continuo susseguirsi di colpi di scena.

Bel libro, invito tutti coloro che hanno letto questo libro a leggere, "Atlantide" e "Sahara" sempre di CLIVE CUSSLER, sono i suoi libri migliori, ve lo dico in quanto sono un suo Fans accanito, ho letto tutti i suoi libri.

Libro perfettamente godibile e coinvolgente. Avvincente e pieno di suspense come si conviene a un libro di Cussler, e lo dico perchè li ho letti tutti. Non tra i migliori, ma comunque un ottimo libro.

Ad un certo punto non riuscivo più a staccare gli occhi dalle pagine! Decisamente uno dei migliori di Cussler. Da leggere.

Bello davvero, tra i migliori di Cussler. Appassionante, una tirata notturna per sapere come finiva!


Leggi qua le mie altre recensioni dei romanzi di Clive Cussler.


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martedì 27 ottobre 2009

"Sahara" (il film): impressioni a caldo

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Circa un mese fa ho recensito su queste pagine il romanzo di Clive Cussler dal titolo "Sahara"; ebbene, dal momento che nel 2005 da quel racconto fu tratto il film omonimo diretto da Breck Eisner (con Matthew McConaughey nella parte di Dirk Pitt, Steve Zahn nella parte di Al Giordino e Penélope Cruz nella parte della Dott.ssa Eva Rojas), potevo forse resistere alla tentazione di godermi un'avventura del mio eroe preferito anche su video? :-)

Dico subito una cosa: è decisamente migliore il romanzo, ma di questo non avevo nessun dubbio anche prima di vedere il film che, ammettiamolo, non è poi malaccio: azione, avventura, romanticismo, belle ambientazioni... è godibile e non si fa mancare niente.
Peccato solamente che la trama del romanzo sia completamente stravolta (lo stesso Clive Cussler ha molto criticato la sceneggiatura del film, considerandola troppo distante dal libro) e che gli spunti interessanti della versione originale vengano trattati solo marginalmente, come ad esempio il ritrovamento nel deserto dell'aereo dell'aviatrice Kitty Mannock, o la marea rossa che rischia di soffocare l'intero Oceano Atlantico, e ancora le miniere/prigioni di Tebezza e il mistero della morte di Abramo Lincoln addirittura ignorati del tutto...
E poi alcuni passaggi sono fin troppo scontati, sembra quasi che il film sia nato lungo tre ore ed abbia subìto qualche taglio per restare dentro le due ore di proiezione, bah!

Un merito, però, questo film ce l'ha: da ora in poi, ogni volta che mi troverò a leggere un'avventura di Dirk Pitt, non potrò fare a meno di immaginare il protagonista con la faccia dell'attore che lo ha interpretato nella pellicola, e lo stesso vale anche per il fido amico Al Giordino, per l'ammiraglio James Sandecker e per il vice Rudi Gunn.


Giudizio finale: un discreto film di intrattenimento, ma una mezza delusione per chi ha già letto il libro.
Tra il 6 e mezzo e il 7.


Concludo riportando una recensione trovata in rete, buona lettura!

Sahara

Tratto dall'omonimo romanzo di Clive Cussler, Sahara racconta le avventure di Dirk Pitt (Matthew McConaughey), moderno Indiana Jones alla ricerca di tesori del passato per la NUMA, la Società Marina e Sottomarina Nazionale. Questa società dedicata alla conservazione e al salvataggio di relitti marini è in effetti esistente, e non a caso, visto che il fondatore è lo stesso Cussler. La storia del film è invece completamente fittizia. Dirk Pitt si trova in Laos e il caso lo porta ad investigare sul sogno della sua vita: una corazzata confederata scomparsa alla fine della guerra di secessione americana e forse approdata in circostanze misteriose sulle coste africane dopo aver attraversato l'atlantico. Ma la vicenda di Dirk si intreccia con i destini di Eva Rojas (Penelope Cruz) un'avvenente biologa in servizio per l'Organizzazione per la Salute nel Mondo (WHO), che è sulle tracce di una misteriosa epidemia che rischia di mettere in pericolo l'intera regione. Sullo sfondo un paese africano dilaniato dalla guerra civile.

Nonostante gli spunti d'attualità e un filone ecologista di sottofondo, si può dire che Sahara sia un film d'avventura piuttosto classico, con scene d'azione ben costruite ed un intreccio che molto spesso sconfina nel fiabesco. Il libro di Cussler ha molti motivi che non vengono sfruttati nel film. Ad esempio nel libro viene data una spiegazione per l'assassinio di Lincoln, oppure viene introdotta un'aviatrice australiana scomparsa durante una traversata record Londra-Capetown negli anni '30. Il fatto che questo aereo poi sia ritrovato nel film fa pensare che questo filone abbia subito dei tagli in post-produzione. In generale Cussler gioca molto sul ritorno ossessivo di coincidenze che però nel film sono riprodotte solo in parte e rischiano di irritare gli spettatori più interessati alla verosimiglianza della trama.

A parte questa controindicazione (che per alcuni può essere decisiva), il film funziona, soprattutto grazie alla spettacolarità del deserto e ad un trio ben affiatato (Matthew McConaughey, Penelope Cruz e Steve Zahn nel ruolo di Al Giordino), e le due ore passano in modo piacevole e senza noia. L'unico problema è che il ritrovamento della corazzata "Texas", lungi dall'essere fondamentale per la storia, rischia di diventare un fattore estraneo. E lascia ad intendere, magari anche innocentemente, "come costruivano le armi i confederati...".

Mauro Corso


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martedì 6 ottobre 2009

"Vortice" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "VORTICE"

Da qualche parte, in un'area sperduta del Pacifico battezzata "vortice dell'oceano", spariscono misteriosamente decine di navi, senza lasciare traccia. Ma quando a scomparire è lo Starbuck, l'arma nucleare più potente mai realizzata dagli Stati Uniti, è il momento per Dirk Pitt di entrare in azione. Una sfida quasi impossibile contro il tempo, prima che l'ordigno nucleare esploda, una lotta impari contro forze sconosciute che sembrano provenire da un altro pianeta, una trappola mortale che trascina Dirk Pitt negli abissi oceanici, in un vortice di avventure mozzafiato.

prima ediz. 1998, 279 pagine, € 8,60
Traduzione di R. Rambelli
Editore TEA (collana Teadue)

Proseguendo nella lettura delle avventure di Dirk Pitt (che non sono poche!) non ho potuto fare a meno di andare a ripescare "Vortice" (Pacific Vortex!, 1983) la prima avventura in assoluto del "Super-Eroe" creato dallo scrittore statunitense Clive Cussler; ho scritto volutamente super-eroe perché a tale categoria appartiene di diritto il buon Dirk, viste le imprese nelle quali è capace di destreggiarsi arrivando sempre ad un passo dalla morte ma risultandone sempre vincente.

"Vortice", come detto, è la prima avventura di Dirk Pitt, pubblicata però solo nel 1983, a dieci anni dall'uscita del primo romanzo con le avventure del Direttore dei Progetti Speciali della N.U.M.A. (National Underwater & Marine Agency); è una storia semplice, lineare, senza grossi intrecci nella trama o salti temporali, ma comunque avvincente e affatto avara di colpi di scena, pur non essendo uno dei migliori romanzi scritti da Cussler, anzi... se non è il peggiore tra quelli che ho letto fin'ora poco ci manca.
Ma raggiunge ampiamente lo scopo prefissato dall'autore: tenere incollato alle pagine il lettore, distoglierlo dai problemi quotidiani e regalare ore di avvincente evasione.
A me è piaciuto, ma si sa... io adoro Dirk Pitt! :-)

Se volete sapere cosa ne pensano gli altri lettori, ecco qualche commento trovato in rete relativo a questo racconto, buona lettura!

Questo libro mi ha tenuto incollato alle pagine per 5 giorni, e devo dire che non è niente male!

Buono ma non uno dei migliori di Cussler.

Basta dire che ci ho messo solo mezza giornata a leggerlo...

Da leggere senza sosta anche grazie a un'alone di mistero tipo "X files" che ti trascina in un VORTICE di emozioni...! Inoltre è la prima avventura di Dirk e Giordino indispensabile nella biblioteca degli appassionati di Cussler! La trama è meno articolata di altri libri dell'autore, ma i colpi di scena non mancano! BUONA LETTURA

Di Cussler ne ho letti di migliori... quasi tutti,a dire il vero. Ma è giustificato, come ha detto lui stesso è un libro di prova.

Il primo! si vede dallo stile ancora "poco maturo". una storia travolgente con poche soste.... l'ho letto tutto d'un fiato. secondo me è splendido....

Primo libro di Cussler che leggo, primo di una lunga serie: lettura piacevolissima e godibilissima, scorrevole e leggera! E' un libro che si legge letteralmente tutto d'un fiato, in pochissime ore! Originale, con un bel personaggio, quale Dirk Pitt, che sicuramente si svilupperà e al quale sarà facile affezionarmi nel corso dei prossimi libri che leggerò! E poi l'argomento "mare", e tutto ciò che gli ruota intorno (tesori perduti, sommergibili scomparsi, antiche leggende che rivivono) sono cose che m'hanno sempre affascinata tantissimo, quindi penso proprio che leggerò tutti i libri che ha scritto questo interessantissimo autore!

Mi piace molto sono a metà libro. Molto misterioso, rispetto agli altri richiede meno concentrazione.

Ho già letto altri testi della saga DIRK PITT, per cui mi rendo conto, come ben precisato dall'autore stesso, che VORTICE, essendo l'opera prima su questo personaggio, risulta non solo più breve (circa metà pagine), ma anche più semplice nella sua struttura. La trama, infatti, non presenta particolari complessità, scorre liscia e veloce, segue in pratica un solo filone, ed a quello rimane aggrappata sino alla fine. Il mistero che caratterizza il racconto è però ben congeniato, e quindi la lettura risulta piacevole ed interessante. Secondo me Giordino poteva essere fatto entrare in scena prima, non nei capitoli finali. Nel complesso voto "sufficiente", anche se le avventure successive di PITT sono ben altra cosa.

Come già sottolineato da altri commenti, in effetti la trama risulta più semplice e lineare rispetto ad altri romanzi dello stesso autore, ma questo non toglie gusto alla lettura, anzi permette di cogliere alcune sfumature dei personaggi che in altri testi non sono così evidenti o non appaiono del tutto. Dirk Pitt risulta a tratti diverso da quello a cui ero abituato, e come lui anche altri dei personaggi che si ritrovano nelle succcessive avventure. Nel complesso risulta piacevole e molto scorrevole, leggero e veloce da leggere.

Il primo libro di Cussler... diciamo che è nella media... cmq dopo un po' i libri di Cussler sembrano tutti uguali, penso che ne leggerò massimo altri 2-3 poi lo saluterò...

Leggi qua le mie altre recensioni dei romanzi di Clive Cussler.


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martedì 29 settembre 2009

"Sahara" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "SAHARA"

1865: scompare misteriosamente la corazzata Texas; 1931: improvvisa sparizione dell'aviatrice Kitty Mannock; 1996: una devastante marea rossa sta per sommergere il mondo e tutti i suoi abitanti. Un insolito e pericoloso tavolo da gioco: il deserto del Sahara. I giocatori sono tanti e pronti a uccidere pur di vincere: Zateb Kazim, spietato e avido di potere; Yves Massade, imprenditore senza scrupoli, assetato di ricchezza; Eva Rojas, affascinante e determinata a salvare il mondo. Ma c'è un solo uomo in grado di comporre le tre tessere del puzzle e a cambiare il corso della storia: Dirk Pitt.

prima ediz. 1995, 557 pagine, € 8,90
Traduzione di R. Rambelli
Editore TEA (collana Teadue)

Vuoi leggere un buon libro di avventura, da divorare pagina dopo pagina, che ti appassioni e ti faccia conoscere luoghi esotici e inesplorati, che racconti le gesta di un protagonista affascinante e coraggioso e che tragga spunto da eventi storici o leggende misteriose?
Basta scegliere tra uno a caso dei tanti romanzi di Clive Cussler e sarai soddisfatto! :-)

"Sahara" non è una novità (fu edito nel 1992), ma è uno dei migliori racconti dell'autore statunitense che abbia letto fin'ora; nel 2005 la storia è anche diventata un film con Matthew McConaughey nella parte di Dirk Pitt, Steve Zahn nella parte di Al Giordino e Penélope Cruz nella parte della Dott.ssa Eva Rojas.

I libri di Clive Cussler sono sempre molto ben curati per quello che riguarda le vicende storiche legate alla trama; c'è sempre un vecchio relitto navale da recuperare, un tesoro leggendario da riportare alla luce, una minaccia ecologica che rischia di spazzare via il genere umano dalla faccia della terra e... c'è sempre una sola persona che può salvare le sorti dell'umanità dalla catastrofe incombente e dal cattivo di turno: no, non è Superman, ma ci andiamo vicino! ;-)
Non vola e non ha super-poteri, ma ha fascino, astuzia e coraggio da vendere: il suo nome è Dirk Pitt, Direttore dei Progetti Speciali della N.U.M.A. (National Underwater & Marine Agency), che ne combina di tutti i colori sempre accompagnato da fedele amico Al Giordino.

La trama del racconto è avvincente, parecchio verosimile per le situazioni sia storiche che geografiche e per le problematiche legate all'inquinamento delle falde acquifere e dell'oceano Atlantico dovuto allo stoccaggio di rifiuti di origine nucleare nel sottosuolo del deserto del Mali.
Se un appunto si può fare è il "dover" per forza accumulare più misteri e situazioni (vedi la vicenda della corazzata "Texas" che poteva avere quasi spazio in un libro tutto per sé) e farle risolvere tutte al solito eroe di cui sopra.
Assurdità ed esagerazioni? Chissenefrega! Io adoro Dirk Pitt e sto già leggendo un'altra sua avventura! :-)

Questo il mio giudizio, ma cosa ne pensano gli altri lettori? Ecco qualche commento trovato in rete relativo a questo racconto, buona lettura!
P.S. il commento evidenziato è quello che mi è piaciuto di più! ;-)

Stupendo. Azione allo stato puro.

Fantastico... come tutti i libri di Cussler, che ho già letto tutti, almeno due volte. Non riesco a dare un giudizio su quale sia il mio preferito... ma amando moltissimo il personaggio di Al Giordino, amo tutti il libri in cui appare di più!! Il film mi è piaciuto molto, anche se per ovvi motivi cinematografici i personaggi sono un po' diversi da quelli descritti nei libri. Vedi sopprattuto Al che nel film è biondo!!! Ma coglie sicuramente il bellissimo rapporto di amicizia che lega i due protagonisti!!

E' il primo libro di Clive che leggo; niente di memorabile, poco suspance. Personaggi troppo stereotipati. Io Brad Pitt non lo sopporto proprio. Se questo é il migliore di Clive, non credo di leggere gli altri.

Assolutamente immancabile. Dopo aver letto tutti i libri di Cussler (ma rigorosamente solo le avventure di Dirk Pitt), e guardi quei 17 libri, pensi: "Qual'è quello che mi è piaciuto di più?", io rispondo subito Sahara. La storia, magistralmente raccontata, è un intreccio di leggenda e avventura. Bellissime le descrizioni, in particolare quella della traversata del deserto, e non manca mai una parte di narrazione su una nave (ormai caratteristico in Cussler). E' proprio perché sono un accanito lettore di Dirk Pitt che ho trovato che il film si discostava troppo dal libro. Quindi consiglio a tutti di godersi questo capolavoro come libro, e poi vedere il film per scorgere una divertente interpretazione del regista.

Ho letto quasi tutti i libri del GRANDISSIMO Clive Cussler e Sahara è senza dubbio il migliore. E' proprio tra le sabbie roventi del deserto che Dirk Pitt e il suo immancabile amico Al MAGICO Giordino danno il meglio di sè, fuggendo, nascondendosi, lottando, infine vincendo. Il libro ha un inizio formidabile e un finale IMMENSO con il ritrovo della Texas e del suo misteriosissimo tesoro. Ne hanno fatto un film e devo dire che non mi è piaciuto molto, ma l'immagine che il film ha dato di Dirk Pitt è sensazionalmente fantastica. Per quanto riguarda Giordino, invece, è meglio che non parlo. Ma signori, Al MAGICO Giordino è biondo???? Vorrei che Pitt e Giordino fossero reali, il loro mondo fosse reale. Penso che non sia possibile, che Pitt e Giordino sono unici e così rimarranno.

Comincio subito col dire che dirk pitt è il mio eroe preferito! detto questo ritengo che Sahara sia il suo 2° miglior romanzo e il film che è stato tratto dal libro sia uno dei migliori adattamenti cinematografici mai realizzati il libro si distingue per alta suspance narrativa e per l'innata simpatia dei due protagonisti: i battibecchi tra i due sono a mio parere uno degli elementi più divertenti dell'intera serie. tra le similitudini fatte a proposito di dirk pitt bisognerebbe a mio avviso agiungere quella con mecguyver (vi ricordate la vasca da bagno con il fuoribordo di Cyclops?) o l'aereo modificato per diventare una barca da deserto presentato in questa avventura la fantasia di dirk nell'inventarsi congegni sempre nuovi farebbe invidia a Jules Verne! infine onore al merito anche alle capacità guerriere del nostro Dirk le sue doti da spia part-time darebbero filo da torcere anche al leggendario 007, la mitica colt 45 automatica usata da Dirk in tutte le sue avventure si è meritata il secondo gradino del podio per l'arma più famosa dopo la walter ppk di 007 e la beretta di Philip Marlow!

Molto molto bello, tra i migliori di Clive. Grande avventura, sono davvero curioso di vedere il film.

E' stato il primo libro di Cussler che ho letto e con Tesoro lo classifico tra i più belli. Mi ha talmente presa che ho aspettato con ansia ogni sua nuova pubblicazione, senza contare che mi son procurata tutti i suoi romanzi, letti o meglio "bevuti" forse anche troppo velocemente. Sono stata anch'io dispiaciuta nel "vedere" Pitt e Giordino invecchiare e sostituiti da altri due "colleghi" creati a loro immagine e somiglianza. Comunque, belli ed avvincenti anche questi ultimi. Cussler.... nessuno può eguagliarlo. Sono mesi che aspetto... ma quando uscirà un'altro suo romanzo! non vedo l'ora.

e' un libro favoloso! ho letto quasi tutti i libri di clive cussler e questo è il migliore! il film rende benissimo dirk pitt ma la figura di al non è molto fedele al libro... nel film inoltre mancano dei pezzi (non trovano lincoln sulla corazzata Texas!!!!) a parte tutto sia il libro ke il film sono degni di nota....

Un vero capolavoro dell'avventura. Colpi di scena a ripetizione ambientati nella splendida cornice del deserto del Sahara. Il libro ha la straordinaria capacità di tenerti incollato dalla prima all'ultima pagina. Scritto con incredibile maestria, è sicuramente uno dei migliori libri di Clive Cussler. Davvero consigliato.

un bel libro.un buon ritmo e una bella ambientazione.il solito grande clive/dirk pitt

Sahara è sicuramente uno dei libri migliori scritti dal grande Clive. La storia è ricca di azione ed è appassionante e quando cominci a leggerlo è difficile fermarsi. Consigliato a tutti gli amanti dell'avventura e della suspence

il libro non è male anche se secondo me non è il migliore di cussler come molti dicono.. lo metterei sullo stesso piano de "l'oro dell'inca" e un gradino sotto a "tesoro".. cmq leggetelo non vi annoierete...

Premetto, ho letto il libro tutto di un fiato e ho trovato la trama molto avvincente e piena di colpi di scena. Uno dei migliori libri di Cussler. Perché dunque dô un 3. Per il fatto della corazzata Texas e di Lincoln. Tutta questa parte della storia non ha niente a che fare con il racconto, non è legata alla trama, ed è completamente fuori posto. Si poteva lasciar via tale e quale (infatti sono due capitoli a sè stanti) e la storia non ne avrebbe risentito. Voto 3/5

Scrittura troppo leggera. Azione da b-movie. Situazioni al limite del comico. Ma Clive è soprattutto nel suo ideale di eroe che straborda gli argini del decoroso. Pitt, non solo non sbaglia mai, ma è attraente come pochi sul pianeta, coraggioso come forse solo alcuni riescono ma sotto l'effetto di stupefacenti, riesce ad essere creatore di cose che nella storia sono sfuggite ai piu', serio portatore di teorie salutari per il globo come nemmeno gli scienziati piu' accreditati sanno essere, capace di cambiare la storia passata e presente, in grado di destreggiarsi con armi di qualunque tipo, con un senso dell'onore e del giusto molto al di la' dei canoni internazionali, assolutamente immune ai soldi, in grado di scherzare con la morte una decina di volte nell'arco di un mese, e alla fine ci scappa la gita fuori porta con la scienziata da sogno. Mah...... se Cussler è scrittore di livello, considerando anche solo il settore avventura, io entrerò nella storia della letteratura.

Premetto che sono una grandissima fan di Dirk Pitt. Leggere le sue avventure mi rilassa e mi permette di staccare la spina. Questo forse è il suo libro più bello oppure quello che preferisco di più. Lo consiglio vivamente a tutti.

Dopo aver letto "Il serpente dei Maya" ed esserne stato veramente entusiasta, ho voluto provare ancora Cussler. Il libro è piacevole e scorrevole, molta (forse troppa) azione, anche se in certi frangenti la prevedibilità di alcune situazioni è quasi scontata. Anche certe iniziative ben riuscite "degli eroi" sono un po' forzate.... Complessivamente comunque non ci si annoia e la lettura procede spedita (anche se mi aspettavo qcs di più). Giudizio invece negativo sul film, che segue veramente poco il romanzo e ne tralascia una gran parte.

Il caro vecchio Dirk con il fedele aiutante Al questa volta al posto dell'Oceano (che un po' mi e' mancato) cercano guai nel deserto, ma come il miglior McGiver, ne escono sempre alla GRANDISSIMA! Le azioni sono sempre piu' miracolose, ma non c'é da meravigliarsi, il Cussler-dipendente (che si ritaglia pure una parte nel romanzo) vuole proprio questo. Continua così e alla prossima "gita". Per gli amanti dell'avventura estrema. Ps: il film non c'entra proprio niente, ma a me va bene così: almeno non mi sono rovinato il libro.

Amo i libri d'avventura. Ho letto tempo fa ONDA D'URTO e non mi aveva entusiasmato. Ho appena finito di leggere SAHARA e Cussler ancora non mi ha convinto: il libro sembra essere superficiale, per ragazzi di 16 anni, troppo semplicistico nei suoi passaggi. Non è questa l'avventura che cerco, anche se, al contrario di alcuni che odiano Pitt e AL, a me potrebbero pure piacere; ma il libro è scarso e immeritato il voto medio che ha e che mi ha spinto a leggerlo. Sarà che anch'io sono abituato al grande WILBUR SMITH, le cui storie hanno ben altro valore. Comunque voglio dare altre possibilità a Cussler. Ho infatti comprato TESORO, L'ORO DELL'INCA, SALTO NEL BUIO e ATLANTIDE sperando che siano migliori.


Leggi qua le mie altre recensioni dei romanzi di Clive Cussler.


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