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L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

venerdì 30 gennaio 2009

"L'oro dell'Inca" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "L'ORO DELL'INCA"

1532: l'ultimo grande re degli Inca, Huascar, nasconde il suo favoloso tesoro nelle viscere della terra per sottrarlo alla furia dei conquistadores spagnoli.
1578: Sir Francis Drake scopre un misterioso oggetto fatto di cordicelle intrecciate, un quipu, che racchiude il segreto per raggiungere il tesoro di Huascar. Un terribile maremoto inghiotte la nave che trasporta il prezioso reperto.
1998: durante un'operazione di salvataggio nella foresta amazzonica, Dirk Pitt ritrova per caso il quipu. Ma sulla sua strada verso il tesoro incontra una spietata organizzazione criminale e un inquietante demone di pietra...

prima ediz. 1995, 538 pagine, € 8,90
Traduzione di R. Rambelli
Editore TEA (collana Teadue)

C'è poco da discutere: se vuoi leggere un buon libro di avventura dal ritmo mozzafiato, ambientato in luoghi affascinanti e dalla trama mai scontata, scegli uno a caso tra i romanzi di Clive Cussler e sarai soddisfatto!

Ok, i suoi romanzi sono sempre un po' assurdi, non tanto per la trama quanto per le gesta fin troppo esagerate del protagonista, quel Dirk Pitt che ha più vite di un gatto, più astuzia di una volpe e più coraggio di un leone... ma che ci volete fare, una volta affezionati al personaggio è facile perdonare tali "americanate" ed appassionarsi alle avventure del Direttore dei Progetti Speciali della N.U.M.A. (National Underwater & Marine Agency) e del suo inseparabile amico Al Giordino.

Ne "L'oro dell'Inca", Cussler fa girare tutta la vicenda intorno alla leggenda dell'imperatore Inca Uascar (il suo vero nome era Titu Cusi Huallpa) rendendo "vera" la leggenda legata al suo nome e ad una catena d'oro di proporzioni gigantesche, sepolta insieme all'immenso tesoro degli inca in una grotta sotterranea del Messico da indios Chachapuyani per sottrarlo alla predazione dei conquistadores spagnoli, e sul quale vuol mettere le mani una spietata organizzazione internazionale dedita al traffico illegale di opere d'arte e manufatti antichi.
Un'avventura vissuta tra le vette andine e il deserto messicano, tra le foreste del Perù e il sottosuolo del deserto del Sonora.
Un'avventura imperdibile per gli amanti del genere, a me è piaciuta davvero molto.

Ma cosa ne pensano gli altri lettori? Ecco qualche commento trovato in rete relativo a questo racconto, buona lettura!

Eccezionale, a mio parere il più bel libro scritto da Clive Cussler. Avvincente, ottimo il ritmo della storia.

Pessimo. Dirk Pitt è inverosimile, spaccone e insopportabile. Da solo un uomo non riesce a sgominare un intero campo di guerriglieri. E' veramente un libro degno di quel buffone di Cussler.

L’oro dell’Inca è un romanzo d’avventura per definizione. Non ci si annoia mai, le pagine scorrono velocemente e alla fine non si può rimanere affascinati/e dal grande personaggio creato dalla penna di Cussler, Dirk Pitt, un “moderno” o meglio “nuovo” Indiana Jones. Mi è piaciuto molto seguire le sue avventure fra Messico e Perù e penso che leggerò altri romanzi con questo protagonista. Certo che è davvero un uomo dalle nove vite... però gli eroi non possono morire, è così da sempre, no?

Appassionante, travolgente, intrigante ed intricato. Non smetterò mai di rileggerlo ad intervalli regolari di un paio di mesi massimo. Il quipu di Francis Drake è un qualcosa di sublime, analizzato anche da un punto di vista prettamente filosofico, per quanto ne concerne ad un romanzo di avventura. La capacità di comunicare attraverso mezzi alternativi, la defezione della parola, una modalità di fare e per ottenere risultati matematici con estrema facilità. Gli Inca, i quipucamayocs, erano forse più evoluti della tanto sbandierata generazione odierna? Attecchisce, come tutti i prodotti cussleriani. Pubblicato come "Inca Gold" nel 1995 (ne possiedo una copia in testo originale in biblioteca), a mio parere è il romanzo più avvincente della serie, pari forse solo ad Onda d'urto ed Enigma.

Un capolavoro in tutti i sensi. In cima alla classifica assieme a Onda d'urto e Enigma. Tutti gli altri Cussler sono belli, soprattutto i primi 10, poi è andato cambiando, manca un po' d'energia negli ultimi. Forse è l'età. Poi con Kemprecos, no comment! Comunque questo è coinvolgente, trama arguta e complessa scritta ad arte e con ritmo eccellente.

Ma dico io, tra tanta buona lettura in giro, proprio a questi cialtroni andiamo a dar soldi? Ma vi rendete conto che questo Dirk Pitt è il nuovo superoe della Walt Disney? Come si fa a scendere da un palazzo come ha fatto lui? E poi quanto tempo riesce a stare in apnea? Ad un tratto sembra Rambo! La storia di per sè è avvolgente ma Clusser con le gesta del suo Pitt mi ha fatto ridere più di una volta. Quell'uomo è inverosimile, solo nella sua mente può esistere!!!

Assolutamente fantastico quanto "salto nel buio". La storia è affascinante, coinvolgente ed intricata al punto giusto: non riesci a staccare il naso da libro finchè non sai come va a finire. Uno dei migliori libri che io abbia mai letto, Cussler si è superato.

Fantastico!! Non ero molto convinta quando l'ho preso perchè non mi piacciono tanto i libri d'avventura ma questo ha superato tutte le mie aspettative! L'ho letto tutto in un fiato! Stupendo!

Bello e apprezzabile, anche se in certi punti ci sono un po' troppe lungaggini che Cussler avrebbe potuto benissimo sostituire con scene d'azione (vedi Matthew Reilly) nel complesso non male, ma voglio far notare che all'inizio del libro Francis Drake guarda col cannocchiale la nave preda! Col CANNOCCHIALE? Drake morì alla fine del 1500, e il cannocchiale fu inventato nel 1609 da un artigiano olandese! Ah, Cussler, Cussler... un po' di storia non nuocerebbe...

I libri di Cussler li ho letti tutti, inclusi gli ultimi in cui la vena di quel grande autore di romanzi di avventura è (purtroppo) ormai irrimediabilmente sbiadita. Ma l'Oro dell'Inca e Sahara, sono veramente fantastici. Ovviamente, bisogna essere appassionati del genere, altrimenti verrebbero da porsi tanti legittimi interrogativi sulle trame (sempre poco verosimili) e su Dirk Pitt, spaccone, arrogante e fortunato al punto da riuscire detestabile a chi non lo ama. Un altro romanzo molto bello, quasi al livello dei due "capolavori" e Onda d'urto. Il finale, poi (con un Pitt triste e molto più umano), è inusuale e commovente.

Questo è l'ultimo libro che ho letto di Clive Cussler ed è sicuramente il migliore al pari di "tesoro" e "sahara". Ci si trova subito nel mezzo dell'azione e la suspence dura fino all'ultimo ed è molto difficile staccarsi da questo stupendo libro. La storia è già più verosimile perchè non c'è il cattivo di turno che cerca di distruggere la Terra o gli Stati Uniti mentre c'è una caccia a un tesoro fantastico. Sicuramente una delle migliori opere di questo grande autore. Da leggere, non ve ne pentirete.

Sicuramente uno dei migliori di Cussler. Due domande a chi getta solo fango su questo scrittore: 1) ma cosa continuate a leggerlo ? 2) Dirk Pitt non e' l'unico personaggio inverosimile della ns. letteratura, moderna e non: 007 - Indiana Jones - Batman - Superman ecc. ecc. E' troppo difficile leggere anche Cussler da questo punto di vista?

Cussler ha un dono che ogni scrittore dovrebbe avere: la chiarezza dell'esposizione senza essere banali. Leggerò in futuro ancora qualcosa di lui.

Romanzo d'avventura scritto in modo semplice e veloce, classica sceneggiatura da film americano superficiale ("americanata"... ma noi dalla scrittura vogliamo profondità). Il protagonista è stereotipato come la trama e pur rispettando chi ha fede in Cussler, consiglio Jennings-Follet-Wilbur Smith.


Leggi qua le mie altre recensioni dei romanzi di Clive Cussler.


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martedì 13 gennaio 2009

"La piramide di Atlantide" di Thomas Greanias: impressioni a caldo

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Thomas Greanias- LA PIRAMIDE DI ATLANTIDE

Conrad Yeats è un avventuriero ma anche un archeologo. Guardato con sospetto dal mondo accademico per le sue opinioni spregiudicate e le sue imprese, potrebbe essere l’uomo adatto per svelare l’incredibile mistero della piramide sepolta nei ghiacci dell’Antartide portata alla luce da un sisma: una copia esatta della piramide di Cheope, ma... piena di cadaveri. Forse quella piramide nasconde altri ancor più oscuri segreti... Potrebbe addirittura essere un diretto legame con la perduta civiltà di Atlantide, o forse un collegamento con misteriosi colonizzatori venuti da molto lontano. Intanto, a Roma il papa incarica una giovane suora laica italiana, Serena Serghetti, esperta archeologa, di recarsi in Antartide per scoprire quale sia il legame tra la misteriosa scoperta e un sogno premonitore che il Santo Padre interpreta come un segnale di sventura: una rosa intrappolata nel ghiaccio. Ma altre potenze vogliono impadronirsi del segreto e non si fermeranno di fronte a nulla pur di ottenere il loro scopo, mentre Conrad e Serena avanzano nel loro viaggio verso il centro del tempo e verso una scoperta così devastante da poter cambiare il destino dell’umanità.

Editrice Tea (TeaDue 1533)
Trad. di P. Mirizzi Zoppi
2007 - pp. 350 - € 18,60 - rilegato


Thomas Greanias, laureato in giornalismo, è fondatore e presidente di Atlantis Interactive, una importante entertainment company americana creatrice di videogame e contenuti per il web, la televisione e il cinema. Vive in California con la moglie Laura, editor al Los Angeles Times.
Ha creato e prodotto diversi progetti sul web. Tra questi il popolare Atlantis Mapping Project e la serie Washingtonople, che sono stati due bestseller tra gli e-book di Amazon.


Ho comprato questo romanzo d'istinto appena letto il titolo e le note riassuntive, l'ho letto tutto d'un fiato, ho trovato la trama molto interessante, il libro mi è piaciuto ma mi ha anche deluso.
Potrei chiudere qui queste "impressioni a caldo"... non per mancanza di voglia di scrivere, ma perché è il riassunto dei miei pensieri.

Il libro è interessante, la trama avvincente e con buoni spunti di riflessione, i personaggi sono ben caratterizzati, lo stile narrativo è incalzante e la suspance non manca, ma... il romanzo inizia alla grande per poi perdersi lentamente in una trama scontata e, peggio, in una grande americanata.
Si ha come l'impressione di iniziare a vedere un film d'azione con Harrison Ford nei panni del miglior Indiana Jones e vederlo trasformare a metà pellicola in Chuck Norris nel suo peggior telefilm! :-)
Ad attenuare parzialmente il giudizio negativo va il fatto che questa è l'opera prima di Thomas Greanias; in America è già uscito il seguito del romanzo dal titolo "The Atlantis Prophecy"; vedremo quando arriverà in Italia, se avrò la voglia di leggerlo...

Ecco, per i curiosi, i giudizi degli altri lettori trovati in rete:

Un libro veramente interessante e scorrevole nella lettura. Non impegnativo e con colpi di scena inaspettati specialmente dalla metà del mette in luce la voglia dell'uomo di andare sempre oltre a ciò che conosce e sa governare non sapendo ciò che gli aspetta o quello che può accadere. Da leggere.

Dalla trama e dalla copertina ero molto ispirata a leggere questo libro che però mi ha un po' delusa. La storia non è male però mi aspettavo qualcosa di diverso e più ricco di colpi di scena. Ho trovato pesante anche la scrittura che mi ha dato modo più di una volta di levare la mente da ciò che stavo leggendo.

Molta carne al fuoco, e sembrerebbe anche di qualità buona. Ma lo svolgimento della trama sembra più un B-movie di azione, e la narrazione è davvero poco entusiasmante, coi personaggi stereotipati e prevedibilissimi. Un vero peccato, per una storia che poteva essere entusiasmante e dare parecchi spunti per riflettere o fantasticare, e invece lascia solo una sensazione di occasione perduta.

La trama descritta in copertina mi ha colpito tantissimo, l'esercito, atlantide, cadaveri nel ghiaccio, la chiesa... A dire il vero mi è piaciuta molto di più la prima parte del romanzo, quella introduttiva, in quanto avvincente e molto promettente... Ma a mano a mano che si prosegue nella lettura la mia personale carenza di conoscenze scentifiche e/o religiose ha compromesso la totale comprensione del libro, che comunque è pieno di colpi di scena, anche se a volte un po' esagerati. Tutto sommato un libro piacevole e avvincente; da leggere.

Il libro si basa sulle teorie dell'archeologia alternativa di G. Hanckock e compagni e questo sarebbe un ottimo inizio se poi non finisse con la solita americanata in cui i personaggi oltre ad essere degli studiosi di fama mondiale sono anche per caso piloti di elicotteri da combattimento, sparano come soldati dei reparti speciali, maneggiano esplosivi come degli artificieri, per non parlare della suora che pilota un aereo, il Vaticano ne è pieno! Insomma la trama c'è, le teorie archeologiche sono intriganti ma possibile che non si possa avere personaggi un pizzico meno esagerati?

Devo dire che questo libro mi ha un po' deluso, mi aspettavo molto di più. Thriller a sfondo archeologico e fantascientifico, la lettura della trama del libro mi aveva catturato, un ottimo inizio i presupposti per un libro avvincente c'erano tutti, poi la dura realtà, ecco riapparire le solite figure che ormai caratterizzano tutti i thriller americani degli ultimi 2 anni, non poteva mancare la chiesa cattolica portatrice di omertà, pronta a tutto pur di non rivelare la dura realtà all'umanità, tanto da mandare in avanscoperta una super suora (questo per dire la verità mancava nel codice), poi ecco apparire il bellissimo sfigato impossibile, perennemente alla ricerca di se stesso, viva l'originalità. Comunque per spezzare una lancia a favore bisogna ammettere che il ritmo è buono e la suspence abbonda. Lo scenario è stupendo, prevalentemente ambientato nella suggestiva Antartide. A parte i personaggi il libro merita 3 su 5, ma do 1 all'originalità.

Davvero un gran bel libro, trama estremamente avvincente, che ti tiene incollato fino alla fine. Molta fantascienza ma che forse nel lungo tende a stancare un po' visto che sfocia molto spesso sul tecnico, troppi dati e scenari impossibili che disorientano il lettore. Finale un po' deludente che lascia con l'amaro in bocca, ma libro che nel complesso si legge tutto d'un fiato.

Libro ben fatto e scorrevole. La trama è molto buona, anche come originalità. Devo dire che mi è piaciuto più di quanto mi aspettassi. Si, direi che è da leggere.

Insomma... Il romanzo parte bene e mettendo sul piatto vari temi interessanti e su cui si potrebbe costruire una storia decisamente accattivante. Tuttavia, la seconda parte della storia è difficilmente seguibile e con delle cattive caratterizzazioni dei personaggi militari. Inoltre viene messa troppa carne al fuoco, senza una teoria univoca che faccia da filo conduttore. Viene preso un po' di quello e un po' di quell'altro... Il voto sufficiente è doveroso solo perchè opera prima di un autore. Con il prossimo lavoro vedremo se avrà compiuto il salto o sarà rimasto nel limbo.

All'inizio promette bene, peccato che poi si trasformi in una storia troppo demenziale e alla fine non lascia niente....

E' un guazzabuglio. Mette insieme teorie new age, il cristianesimo, il Vaticano, gli innamoramenti impossibili ed il rapporto padre/figlio adottato o forse no. Astronavi solari e situazioni talmente paradossali da risultare ridicole: voli di 15 metri e due graffi, cadute in pozzi verso il centro della terra con ritorno senza nulla fosse, oscuri adepti degli dei egiziani e ambientalismo, insieme alle multinazionali ed a feroci agenti dell'ONU. Sembra la morale di Stargate (il film) con americani scienziati/guerrieri/sensibili/rudi/fragili che salvano il mondo che hanno messo in pericolo. Finale aperto per un seguito che probabilmente non leggerò.

Il libro mi ha catturato fin dall'inizio, con una trama molto interessante e per quanto mi riguarda originale. Il testo è scorrevole anche se alcuni scenari non sono facili da immaginare anche a causa di descrizioni troppo ricche di termini tecnico-scientifici. L'ambientazione resta comunque meravigliosa ed avvincente, peccato che i personaggi compiano azioni talvolta impossibili, e anche se il finale lascia un po' a bocca asciutta, resta comunque un'ottima avventura. Secondo me l'autore merita un 3/5 di incoraggiamento dato che è stato il suo primo romanzo.

Il personaggio di Conrad Yeats è ben caratterizzato, ma leggendo la trama mi aspettavo decisamente di più da questo romanzo. Il ritmo è troppo frenetico e la storia è totalmente ambientata in un'unica "location" che finisce per annoiare il lettore. Peccato perchè l'argomento che riguarda le origini della nostra civiltà è interessante e poteva essere sviluppato meglio. Nel complesso, un libro che non regala niente, nè a livello di conoscenze (le tesi proposte sono ampiamente conosciute da diversi anni) nè a livello di emozioni.

Un libro molto bello, conivolgente e pieno di azione e mistero!!! il modo di scrivere dell'autore mi è piaciuto in quanto era molto scorrevole, erano pochi i punti in cui il libro mi è sembrato pesante. Spero che scriva un altro bel romanzo come questo.


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Mario Giacomelli: "La mia vita intera" letto da Clara Ravaglia

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Ho trovato, sul portale italiano della fotografia Photo4u, questa interessante recensione di Claudia Ravaglia del libro "La mia vita intera", dedicato al grande fotografo senigalliese Mario Giacomelli, edito da Bruno Mondadori.
Il volume, di recente pubblicazione, è a cura di Simona Guerra e raccoglie una lunga chiacchierata (registrata nel settembre del 2000 e trascritta nella forma del monologo), avvenuta nell’arco di alcune giornate tra l’autrice e il fotografo.

Buona lettura!

Fonte: Photo4u.it


Mario Giacomelli
"LA MIA VITA INTERA"

a cura di Simona Guerra
Editore: Bruno Mondadori (collana Testi e Pretesti)
2008, 224 p., ill., brossura, € 15,00


Letto per voi da Clara Ravaglia


Ho letto un libro che, seppur modesto nelle dimensioni e sostanzialmente anche nel prezzo, è a mio parere grande nel contenuto, e non dovrebbe mancare nelle biblioteca di ogni appassionato di fotografia.
Lo pubblica Mondadori, a titolo: Mario Giacomelli. La mia vita intera.
E' curato da Simona Guerra, la nipote del grande fotografo italiano.

Nel febbraio del 2001 si tenne a Roma, al palazzo delle Esposizioni, una memorabile retrospettiva dedicata a Giacomelli, una delle mostre più importanti ed esaustive atte a celebrarne la lunga carriera. Quella carriera che lui non voleva mai definire tale, si schermiva talvolta dicendo che non era mai stato un fotografo professionista, anche se si contano più di 60000 scatti al suo attivo.
Il fotografo, settantacinquenne e oramai gravemente malato, si occupò della mostra personalmente e fino a che le forze lo sostennero. Pochi mesi prima, nel settembre del 2000, la nipote Simona, armata di registratore, si recò a casa dello zio, a Senigallia, sua città natale, e tenne un diario fedele di due mesi di incontri e di lavoro comune in vista dell'avvenimento.
Il 25 novembre dello stesso anno Mario, a seguito dei postumi di un ennesimo intervento chirurgico, si dovette arrendere alla malattia e morì.
Attraverso il paziente e rispettoso lavoro di revisione di ogni traccia, risposta, osservazione, nasce allora questa preziosa e toccante testimonianza scritta, il racconto di una vita che attraverso la fotografia trovò la sua espressione più alta e diede ad un uomo semplice, arcaico come in fondo Giacomelli stresso si definiva, la possibilità di comunicare le complessità di sentimenti e pensieri che un pubblico vastissimo ebbe modo di conoscere.
Spesso, nello svolgimento della scrittura che compone il libro, le confessioni riferite di Giacomelli appaiono, pur nell’apparenza di frasi compiute, come veri e propri flussi di coscienza, ondate di parole che escono di getto e con toccante intensità, dalle labbra di questo artista che spesso puntualizzava: io sono nato piccolo e piccolo resto, con idee piccole; non c'è bisogno di essere grandi.
Un uomo che spesso confessava di fotografare semplicemente i propri pensieri e, pur conoscendo ed avendo ben padroneggiato la tecnica della fotografia e della stampa, diceva di usare la sua fotocamera rigorosamente analogica (ebbe in fondo solo due apparecchi e sosteneva che quando la sua fotocamera avrebbe smesso di funzionare lui stesso avrebbe cessato di fotografare...) come si usa un cucchiaio per raccogliere la minestra dal piatto.
Il libro riporta naturalmente la biografia e la storia del primo apprendistato di Giacomelli, dalla infanzia difficile trascorsa durante gli anni della guerra fino ai primi lavori in tipografia, poi agli incontri con uomini di cultura che segnarono l'inizio della sua passione fotografica e della sua carriera (l'avvocato Cavalli, il pittore Bastari, fino a tanti grandi artisti suoi contemporanei) ma , soprattutto, una successione intelligentemente costruita di capitoli sui suoi periodi fotografici, spesso scanditi da un indissolubile legame fra immagini e poesie da cui traeva ispirazione, a cui faceva riferimento sia in senso contenutistico che stilistico-espressivo, pur rimanendo, in fondo, uno splendido cane sciolto nel mondo dell'arte e delle fotografia.
Le immagini non sono molte, ma sono assai significative, scelte con cura estrema dalla curatrice del libro fra quelle ben commentate da Giacomelli stesso, che ce ne offre una lettura inedita e spesso illuminante.
Si parte dalla prima foto scattata sulla riva del suo mare di Senigallia, ai ritratti giovanili alla madre, ai primi paesaggi, alle raccolte sulla vita contadina, ai celeberrimi scatti alle donne in nero di Scanno, ai pretini in girotondo del Seminario, immortalati in un anno intero di incontri.
Su tutto spiccano le due raccolte dell'Ospizio, a 10 anni di distanza l'una dall'altra, e mai abbandonate in spirito, anche dopo l'ultimo scatto.
Non mancano aneddoti scherzosi, frasi pronunciate di getto con la disarmante sincerità di chi nella vita ha ancora voglia di ricevere e di dare, risate, battute che improvvismante si spengono in silenzi lunghi ed eloquenti.
Simona tutto riporta, cercando di annullarsi quasi al cospetto dello zio per dargli il massimo della naturalezza nel racconto, per non interferire nella costruzione di questo ritratto scandito dalle parole.
Fino ad arrivare ai tesi, drammatici, scarni dipinti fotografici della fine della vita, sotto il titolo di: Questo ricordo lo vorrei raccontare.

Diceva Giacomelli:
In questo lavoro ho messo anche il mio volto; è come la storia della maglia che si rovescia. E' il rovescio della mia interiorità: io vado dentro ed esco fuori. Esco da me stesso come lavato, purificato... perchè ho provato la gioia di essere presente ed averne il ricordo.
In fondo è il suo testamento morale, lucido, disarmante, sincero... con alcuni autoritratti di bellezza fotografica impressionante, alla fine di un percorso vitale che fu, nella sempicità, davvero straordinario.


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Mario Giacomelli: "La mia vita intera" letto da Clara Ravaglia

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Ho trovato, sul portale italiano della fotografia Photo4u, questa interessante recensione di Claudia Ravaglia del libro "La mia vita intera", dedicato al grande fotografo senigalliese Mario Giacomelli, edito da Bruno Mondadori.
Il volume, di recente pubblicazione, è a cura di Simona Guerra e raccoglie una lunga chiacchierata (registrata nel settembre del 2000 e trascritta nella forma del monologo), avvenuta nell’arco di alcune giornate tra l’autrice e il fotografo.

Buona lettura!

Fonte: Photo4u.it


Mario Giacomelli
"LA MIA VITA INTERA"

a cura di Simona Guerra
Editore: Bruno Mondadori (collana Testi e Pretesti)
2008, 224 p., ill., brossura, € 15,00


Letto per voi da Clara Ravaglia


Ho letto un libro che, seppur modesto nelle dimensioni e sostanzialmente anche nel prezzo, è a mio parere grande nel contenuto, e non dovrebbe mancare nelle biblioteca di ogni appassionato di fotografia.
Lo pubblica Mondadori, a titolo: Mario Giacomelli. La mia vita intera.
E' curato da Simona Guerra, la nipote del grande fotografo italiano.

Nel febbraio del 2001 si tenne a Roma, al palazzo delle Esposizioni, una memorabile retrospettiva dedicata a Giacomelli, una delle mostre più importanti ed esaustive atte a celebrarne la lunga carriera. Quella carriera che lui non voleva mai definire tale, si schermiva talvolta dicendo che non era mai stato un fotografo professionista, anche se si contano più di 60000 scatti al suo attivo.
Il fotografo, settantacinquenne e oramai gravemente malato, si occupò della mostra personalmente e fino a che le forze lo sostennero. Pochi mesi prima, nel settembre del 2000, la nipote Simona, armata di registratore, si recò a casa dello zio, a Senigallia, sua città natale, e tenne un diario fedele di due mesi di incontri e di lavoro comune in vista dell'avvenimento.
Il 25 novembre dello stesso anno Mario, a seguito dei postumi di un ennesimo intervento chirurgico, si dovette arrendere alla malattia e morì.
Attraverso il paziente e rispettoso lavoro di revisione di ogni traccia, risposta, osservazione, nasce allora questa preziosa e toccante testimonianza scritta, il racconto di una vita che attraverso la fotografia trovò la sua espressione più alta e diede ad un uomo semplice, arcaico come in fondo Giacomelli stresso si definiva, la possibilità di comunicare le complessità di sentimenti e pensieri che un pubblico vastissimo ebbe modo di conoscere.
Spesso, nello svolgimento della scrittura che compone il libro, le confessioni riferite di Giacomelli appaiono, pur nell’apparenza di frasi compiute, come veri e propri flussi di coscienza, ondate di parole che escono di getto e con toccante intensità, dalle labbra di questo artista che spesso puntualizzava: io sono nato piccolo e piccolo resto, con idee piccole; non c'è bisogno di essere grandi.
Un uomo che spesso confessava di fotografare semplicemente i propri pensieri e, pur conoscendo ed avendo ben padroneggiato la tecnica della fotografia e della stampa, diceva di usare la sua fotocamera rigorosamente analogica (ebbe in fondo solo due apparecchi e sosteneva che quando la sua fotocamera avrebbe smesso di funzionare lui stesso avrebbe cessato di fotografare...) come si usa un cucchiaio per raccogliere la minestra dal piatto.
Il libro riporta naturalmente la biografia e la storia del primo apprendistato di Giacomelli, dalla infanzia difficile trascorsa durante gli anni della guerra fino ai primi lavori in tipografia, poi agli incontri con uomini di cultura che segnarono l'inizio della sua passione fotografica e della sua carriera (l'avvocato Cavalli, il pittore Bastari, fino a tanti grandi artisti suoi contemporanei) ma , soprattutto, una successione intelligentemente costruita di capitoli sui suoi periodi fotografici, spesso scanditi da un indissolubile legame fra immagini e poesie da cui traeva ispirazione, a cui faceva riferimento sia in senso contenutistico che stilistico-espressivo, pur rimanendo, in fondo, uno splendido cane sciolto nel mondo dell'arte e delle fotografia.
Le immagini non sono molte, ma sono assai significative, scelte con cura estrema dalla curatrice del libro fra quelle ben commentate da Giacomelli stesso, che ce ne offre una lettura inedita e spesso illuminante.
Si parte dalla prima foto scattata sulla riva del suo mare di Senigallia, ai ritratti giovanili alla madre, ai primi paesaggi, alle raccolte sulla vita contadina, ai celeberrimi scatti alle donne in nero di Scanno, ai pretini in girotondo del Seminario, immortalati in un anno intero di incontri.
Su tutto spiccano le due raccolte dell'Ospizio, a 10 anni di distanza l'una dall'altra, e mai abbandonate in spirito, anche dopo l'ultimo scatto.
Non mancano aneddoti scherzosi, frasi pronunciate di getto con la disarmante sincerità di chi nella vita ha ancora voglia di ricevere e di dare, risate, battute che improvvismante si spengono in silenzi lunghi ed eloquenti.
Simona tutto riporta, cercando di annullarsi quasi al cospetto dello zio per dargli il massimo della naturalezza nel racconto, per non interferire nella costruzione di questo ritratto scandito dalle parole.
Fino ad arrivare ai tesi, drammatici, scarni dipinti fotografici della fine della vita, sotto il titolo di: Questo ricordo lo vorrei raccontare.

Diceva Giacomelli:
In questo lavoro ho messo anche il mio volto; è come la storia della maglia che si rovescia. E' il rovescio della mia interiorità: io vado dentro ed esco fuori. Esco da me stesso come lavato, purificato... perchè ho provato la gioia di essere presente ed averne il ricordo.
In fondo è il suo testamento morale, lucido, disarmante, sincero... con alcuni autoritratti di bellezza fotografica impressionante, alla fine di un percorso vitale che fu, nella sempicità, davvero straordinario.


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prossimamente in libreria: "L'ultimo Oracolo" di James Rollins

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E' in arrivo il nuovo romanzo di James Rollins: "L'ultimo Oracolo" ("The Last Oracle").
Su ibs.it lo danno disponibile dal 22 gennaio 2009.

Credo che farò un salto in libreria per prenotarlo...

James Rollins - L'ULTIMO ORACOLO

Nel nuovo romanzo di James Rollins un’antica moneta greca porterà gli uomini della Sigma a confrontarsi con i misteri del cervello umano...

Washington. Un senzatetto si avvicina a Grayson Pierce, allunga una mano… e muore, colpito alla schiena da un proiettile sparato da un cecchino. Perché quell’uomo non voleva chiedere l’elemosina, ma consegnare all’agente della Sigma un piccolo oggetto: un’antica moneta greca raffigurante il tempio dell’Oracolo di Delfi. Indagando sulla vittima, Gray e la sua squadra scoprono che quell’enigmatico reperto è la chiave per far luce su un misterioso esperimento avviato dai nazisti e proseguito nel massimo riserbo durante la Guerra Fredda sia negli Stati Uniti sia in Unione Sovietica. Forse un’équipe di scienziati russi ha individuato un modo per manipolare e potenziare le facoltà intellettive di alcuni bambini autistici, trasformandoli così in soggetti dotati di capacità straordinarie ma, allo stesso tempo, molto pericolose. E quando una bambina si presenta inspiegabilmente in un rifugio segreto della Sigma, quei sospetti diventano realtà...

Čeljabinsk, Russia. Un uomo si sveglia senza ricordare nulla del proprio passato. Sa soltanto di essere prigioniero in un laboratorio sotterraneo. Confuso e atterrito, viene inaspettatamente liberato da tre bambini, che lo implorano di condurli lontano da lì. Durante una fuga rocambolesca, l’uomo apprende che è in atto un progetto spaventoso: un piano che deve essere fermato anche a costo di sacrificare la propria vita e quella dei bambini… Braccati da nemici implacabili, gli agenti della Sigma dovranno intraprendere una missione che li porterà dai musei di Washington ai vicoli di Nuova Delhi, dalle miniere degli Urali a Černobyl. Ma dovranno anche inoltrarsi in un territorio oscuro e inquietante: i misteri del cervello umano...

Editrice Nord
(collana Narrativa Nord)
traduzione di Gian Paolo Gasperi
2009 - 460 pagine, rilegato - € 18,60
disponibile dal 22 gennaio 2009


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