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giovedì 23 aprile 2009

"Preda" di Michael Crichton: impressioni a caldo

Michael Crichton - PREDA

Julia lavora alla Xymos, azienda che lavora per brevettare una nuova tecnologia medica: uno sciame di micro-videocamere che, iniettate all'interno del corpo umano, è in grado di effettuare diagnosi di estrema precisione. Ma qualcosa non va per il verso giusto. Julia, sempre più assorbita dal lavoro, e suo marito Jack sono sempre più distanti. La loro figlia minore, Amanda, è affetta da una strana malattia. Nel laboratorio della Xymos, nel deserto del Nevada, c'è un problema. Jack: esperto di programmazione, viene chiamato per porre rimedio a quello che sembra un banale incidente ma ben presto si trova a combattere contro un'entità sfuggita al controllo degli scienziati.

Titolo originale: Prey [2000]
Garzanti Libri (collana Narratori moderni)
traduzione di Gianni Pannofino
2003 - 466 pagine - € 18,50


Michael Crichton, prima di leggere questo libro, era per me un autore sconosciuto; o meglio, lo conoscevo solo come autore ispiratore di pellicole cinematografiche ("Jurassic Park") o serie televisive ("E.R. medici in prima linea").
Ho scelto questo racconto spinto dalla curiosità, dopo aver letto il sunto in quarta di copertina: un techno-thriller che sembrava ben promettere.
E in effetti le promesse sono state mantenute, il romanzo mi ha appassionato davvero tanto!

La mia impressione dopo aver letto le prime pagine di "Preda" è stata quella di 'vedere un film': il romanzo sembra scritto come se fosse la sceneggiatura di un film, per i tempi e luoghi precisi in cui si svolgono le azioni e i particolari, ininfuenti sulla storia ma che arricchiscono e descrivono situazioni del momento, che fanno aderire il racconto alla realtà.
Ottima la caratterizzazione dei personaggi, in particolare quella di Jack, programmatore di software protagonista della storia.
La trama è intrigante: si parla di nanorobotica, di programmi informatici altamente evoluti, di medicina, di sciami di nanoparticelle sfuggiti al controllo dei creatori e della loro 'evoluzione' e moltiplicazione fino alla trasformazione in minaccia per l'intero genere umano...
Ho scritto 'intrigante', anche se... procedendo verso il finale la storia passa (secondo il mio gusto) da "possibilmente reale" ad "irrealmente fantascientifica", senza però far calare la tensione che, anzi, cresce di pagina in pagina, grazie al ritmo incalzante che mantiene sempre vivo l'interesse del lettore.

Il messaggio dell'autore è quello di farci riflettere sui rischi ai quali l'uomo può andare incontro sviluppando nuove tecnologie al solo scopo di lucro, senza tenere in considerazione gli eventuali rischi che potrebbero ricadere sulle generazioni future; un messaggio forse un po' apocalittico, ma che arriva in ogni caso.

Ho comunque trovato "Preda" un ottimo romanzo, ideale per passare 'notti insonni' davanti alle pagine di un buon libro... ma cosa ne pensano gli altri lettori?
Ecco qualche commento trovato in rete su questo racconto, buona lettura!

Raffiguro la produzione di Crichton come una curva a campana, il cui punto più alto è il romanzo di "Jurassic Park", un libro da leggere e rileggere, anche senza vedere mai il film. "Preda" non è male, in alcuni punti ti prende di sorpresa e quindi non è COSI' scontato...ed è vero che, nel "mondo reale", già dal prossimo anno si sperimenteranno 35 nanorobot capaci di autoadattarsi all'ambiente... ma, come romanzo, segue la fase calante della sua produzione; non è un libro centrato sulle nanotecnologie, è centrato sulla risposta ad una domanda: "Perchè gli scienziati americani, stando alla fiction, costruiscono il 90% dei loro laboratori nel deserto?" Risposta: "Perchè sanno di fare cose tabù, che queste cose potrebbero prendergli la mano e scatenare un gran casino, e che l'eroe deus-ex-machina ha bisogno di un ambiente appartato per far esplodere il tutto e salvare il mondo". Almeno in "Jurassic Park" c'era Ian Malcolm.

Un racconto estremamente avvincente e d'incredibile verosimiltà. Crichton riesce sin dalla prima pagina a creare un clima d'interesse costantemente maggiore, crescente di pagina in pagina, fino a portare il lettore nel cuore della vicenda narrata, dove si susseguono avvenimenti e l'interesse di chi legge si trasforma in tensione pura e continua. Dopo aver letto il minimo necessario per conoscere fatti e personaggi risulta difficile, e non esagero, distogliersi dalla lettura. Preda è certamente un libro di grande qualità. La storia è costruita magistralmente e narrata con estrema chiarezza. In secondo luogo ha fondamento su basi scientifiche tutt'altro che fantastiche. Per questultimo aspetto Preda si rivela anche un romanzo istruttivo, benché sia il racconto in primo piano rispetto alle brevi spiegazioni che l'autore è solito introdurre per costruire uno sfondo coerente al suo racconto. Da leggere!

Un libro con un buona trama che riesce a tenere incollati alle pagine. Non all'altezza di altri romanzi di questo autore, ma senz'altro merita una lettura. Interessante anche la bibliografia finale per chi volesse approfondire l'argomento. Per chi invece fosse spaventato dall'evolversi della storia, sappia che le nanotecnologie sono nostre amiche e che quanto scritto da Crichton è, almeno nella parte finale del libro, un po' troppo fantascientifico, ma proprio per questo avvincente!

Un Crichton prima maniera! Timeline mi aveva alquanto deluso, ma Preda rispecchia in pieno l'approccio dell'Autore al "nuovo".

Questo è il primo libro di Crichton che leggo ma mi sembra appassionante e ricco di fantasia mista a tecnologia... secondo me è veramente stupendo!

Un ottimo libro, non come Jurassic Park ma bellissimo, fantascienza, suspence e storia, una combinazione perfetta che Crichton riesce a gestire senza problemi di alcun tipo, un libro letto in un giorno (tecnicamente 2 perchè l'ho finito alle tre del mattino) impeccabile sotto tutti i punti di vista.

PREMESSA: Crichton è un grande. Qualunque cosa scriva, di qualunque argomento tratti riesce sempre a tirar fuori un libro geniale. NE CONSEGUE: "Preda" è sicuramente un libro dalle forti tematiche. A prescindere dalle nanotecnologie a dall'AI usate per scopi più o meno onesti, a prescindere dalla portata più o meno inquietante di alcune situazioni (le particelle che si nutrono e si moltiplicano, la trasmissione dello sciame tramite i baci ecc...), il vero cuore del libro e l'unica cosa che potrebbe veramente inquietare è il rapporto PREDPREY, predatore-preda. Mi spiego. Si parte con l'uomo: L'uomo è il predatore, il creatore. Si continua con la macchina: la creazione, la preda. Ci si evolve: l'uomo da predatore diventa preda. Il libro non è inquietante? Può darsi che non lo sia riferendosi allo sciame di nanoparticelle che vivono, uccidono e ragionano; ma lo diventa una volta capito il vero cuore del libro, il vero "insegnamento" (parola che odio, perchè mi sa troppo di La Fontaine e di favolette elementari): L'uomo da predatore diventa preda. E potrebbe davvero succedere, forse è già successo. Chissà. -"Non si erano accorti di quello che stavano facendo", forse questo questo sarà l'epitaffio del genere umano" - dice Jack Forman alla fine del libro. E ognuno ne tragga la morale che vuole.

Avendo letto parecchi libri di Crichton, trovo preda interessante ed avvincente. Ma un po' come Andromeda dello stesso autore trovo il finale un po' delundente. Comunque l'autore riesce a tenere il lettore alla massima attenzione lasciando anche spazio all'immaginazione così come succede anche per Congo. L'inizio del libro potrebbe sembrare dispersivo e divagante ma con una buona progressione riesce a coinvolgere il lettore nella storia facendola sembrare per certi versi persino reale. Leggetelo.

Interessante, angosciante e meno bello di Timeline. Tuttavia Crichton è sempre un grande scrittore.

Un altro bellissimo libro che nasce dalla penna di Crichton... L'autore si conferma nel genere fantascentifico con questo capolavoro; per niente noioso, i colpi di scena si susseguono lasciando il lettore senza fiato. Uno dei migliori libri di Crichton secondo solo a Time-Line. Un libro che consiglio a tutti quelli che vogliono farsi un'idea dei romanzi di Michael Crichton.

Sappiamo tutti che Crichton sa scrivere BENE, ma questo non basta per questo libro. Bella l'idea, brutta la realizzazione.

E' stato il primo libro di Crichton che ho letto, e devo dire che non m'è dispiaciuto. Devo aggiungere che è stato il primo libro con un numero di parolacce così elevato che ho letto. Comunque la storia è ben architettata ed i tempi reggono... e poi, chi se lo aspettava un finale così? Purtroppo, non è il miglior romanzo che l'autore ha scritto.

Ancora grande Crichton, grazie allo stile scorrevole e privo di lunghe riflessioni permette al lettore di immergersi a fondo nella storia, un libro da leggere tutto d'un fiato, io l'ho letto in 16 ore!

Originale per l’argomento trattato, il romanzo stenta un po’ a decollare ed in alcuni tratti appare eccessivamente dettagliato. Nel complesso, comunque, un libro piacevole, interessante per alcuni approfondimenti e per il monito esplicito sull’uso della tecnologia già, in verità, lanciato in altri libri di Crichton (Jurassic Park, ad esempio). Lo scenario delineato è davvero inquietante. Vale la pena leggerlo.

Davvero gran bel libro... trama appassionante e piacevolmente intricata, temi ultra-contemporanei descritti a dovere anche per i profani e, finalmente, la più realistica dose di parolacce dei suoi romanzi :D finora ho letto solo sfera, timeline e naturalmente preda, ma quest'ultimo mi sembra il più realistico (e quindi il più bello...) forse il nostro Michael avrebbe dovuto spendere qualche pagina in meno sulla descrizione della programmazione pred-prey, che in certi punti ho trovato fin troppo esaustiva, ma son sciocchezze... in definitiva lo consiglio, ma attenti a non leggerlo tutto d'un fiato!

Secondo il mio parere Crichton è uno dei migliori scrittori nel suo genere e questo libro ne è la dimostrazione, l'argomento trattato ha solide basi scientifiche e ci mette di fronte a una realtà che è più vicina di quanto si pensi; lo consiglio a tutti i lettori appassionati di scienza.

Bello! Sono un'appassionata di Crichton e non mi ha deluso assolutamente questo libro. Lo studio dietro questo libro è stato fatto e si vede (caso mai non proprio da lui...) Appassionante e avvincente...

Davvero interessante il tema trattato. Michael Crichton è senza dubbio un precursore paragonabile a Jules Verne. Le sue previsioni scientifiche "romanzate" sembrano delle affacciate sul futuro.

mercoledì 8 aprile 2009

"Il terzo segreto" di Steve Berry: impressioni a caldo

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Steve Berry - IL TERZO SEGRETO

Fatima, 13 luglio 1917. La Signora, avvolta in un bagliore che sembra risplendere più del sole, appare a tre poveri pastorelli e affida loro il suo messaggio. La gente si affolla intorno ai tre ragazzini, ansiosa di conoscere le parole della Vergine. Ma loro continuano soltanto a ripetere: "È un segreto... È un segreto..." Città del Vaticano, oggi. Clemente XV è vecchio e stanco. Sa bene di essere soltanto un papa di "transizione" ed è consapevole del fatto che, tra i cardinali, sono già in atto silenziose manovre per individuare il suo successore, manovre che si orientano soprattutto sul cardinale Alberto d'Andrea, il segretario di Stato, un uomo di enorme potere e influenza. Ma c'è un altro problema che lo opprime e che sembra indurlo a scendere sempre più spesso nella Riserva, la stanza dell'Archivio Segreto Vaticano alla quale solo il papa può accedere. Colin Michener, suo fidato segretario e amico, ha da tempo avvertito l'inquietudine del pontefice ed è dunque con una certa preoccupazione che accetta di portare a termine una missione riservata: deve recarsi subito in Romania e portare un messaggio ad Andrej Tibor, il prete che ha tradotto il testo del terzo segreto di Fatima e lo ha consegnato nelle mani di Giovanni XXIII. Ma quello che Michener non sospetta è che d'Andrea è a conoscenza dei tormenti del papa e vuole avvantaggiarsene nella corsa al soglio pontificio: l'ambizioso cardinale convince Katerina Lew, la donna che ha vissuto un'intensa e ambigua storia d'amore con l'allora giovane Michener, a riallacciare i rapporti col segretario papale per poterlo sorvegliare. Nel frattempo, Michener incontra padre Tibor, che gli consegna una lettera per Clemente XV e con poche parole enigmatiche getta una luce sinistra sul 'vero' significato del terzo segreto, su qualcosa di 'diverso' dall'interpretazione resa pubblica da Giovanni Paolo II... Intrappolato in una rete d'inganni, di tradimenti e di delitti, Michener si rende subito conto che quel mistero può decidere il futuro della Chiesa e inizia così una ricerca che lo porterà dagli archivi vaticani a Medjugorje, in Bosnia, fino alla città natale di Clemente, in Germania. Ma fino a che punto può spingersi un uomo di chiesa per compiere la volontà di Dio?

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
traduzione di C. Gaiba
2005 - 430 pagine, rilegato - € 18,60



Ho finito ieri sera di leggere "Il terzo segreto" di Steve Berry e le prime parole che mi vengono in mente sono: avvincente, intrigante, appassionante...
Insomma, si capisce che mi è piaciuto...

Steve Berry riesce a sviluppare la trama del suo romanzo attorno a un episodio della storia religiosa che per molti anni ha catalizzato la curiosità di tutto il mondo: il terzo segreto di Fatima.
E mischia realtà e fantasia in maniera così abile da ingannare il lettore: Clemente XV, successore al soglio pontificio di Giovanni Paolo II, è tedesco (vi ricorda forse qualcuno?), i testi dei segreti di Fatima e Medjugorie sono reali (a parte le aggiunte finali, opera della fantasia dello scrittore), così come il riferimento alle profezie di San Malachia e gli intrighi e le lotte di potere in Vaticano tra gli alti prelati, probabilmente molto prossime alla realtà.
Il romanzo dà anche lo spunto a numerose riflessioni legate ai dogmi della Chiesa, al celibato dei sacerdoti, all'infallibilità del Papa e ad altre "certezze" della fede cattolica.
L'ottima caratterizzazione dei personaggi unita al personalissimo stile di scrittura dell'avvocato e scrittore statunitense mi hanno particolarmente impressionato, tanto da rendermi molto curioso sugli altri libri da lui pubblicati e che sicuramente leggerò prossimamente.
Un racconto che consiglio, uno dei migliori libri letti ultimamente.

Cosa ne pensano gli altri lettori? Ecco qualche commento trovato in rete su questo racconto, buona lettura!

Non credibile nella costruzione dei personaggi: suicidi di papi, segretari di cardinali assassini, aspiranti papi maniaci, direi che nel complesso tutti i caratteri dei vari personaggi oscillano tra luoghi comuni e l'irrealtà, però... Però il libro avvince, pur non convincendo. L'ipotesi sul terzo segreto poi è originale nella sua sconvolgente capacità di rovesciare le certezze dogmatiche della Chiesa, anche se presa in sè l'idea è del tutto popolare e conosciuta, quasi plebiscitaria in un certo ambiente catholic chic. Molti, anche fra i cattolici, hanno dubbi circa il celibato dei sacerdoti, l'infallibilità del papa, l'onestà dei cardinali e altri argomenti che non cito per non svelare tutto del romanzo, quindi credo possano essere ottimi argomenti da affrontare in un racconto, la capacità resta quella di esporre queste incertezze facendo capire la propria opinione senza avere la pretesa dogmatica di ritenerla esatta, ed in questo l'autore è molto bravo ed equilibrato. Infine ancora complimenti a Steve Berry per aver utilizzato materiale ormai ultraconosciuto e forse ultimamente trito e ritrito, per un romanzo avvincente e una storia comunque originale, forse in alcuni casi anche troppo.

Berry in questo libro non fa altro che riprendere, anche se su un tema diverso, la scia lasciata da Brown. Il Vaticano è ancora al centro di misteri con il prete Michener. Forse, l'unica buona idea, a parer mio, è stata quella di inserire la profezia di San Malachia, ovvero quella sui 111 papi che precederanno la venuta del Cristo giudice. Anche se a tratti coinvolgente, non decolla.

Scritto molto bene!!!!!! anche se la trama è un po' ripetitiva, basta pensare ad angeli e demoni, nel contesto non annoia e trascina il lettore in un intrigo misterioso molto affascinante. Leggetelo!!!!!!!!!!!!

Un amico mi ha detto "leggilo". L'ho acquistato sabato pomeriggio e domenica nella tarda mattinata l'avevo finito! Mia moglie era un po' arrabbiata perché, per quasi un'intera giornata, era come se vivessi "altrove". Però mi è piaciuto davvero. Se mi aveva deluso il Dan Brown del Codice da Vinci (meglio di lui ha fatto - sullo stesso argomento - Javier Sierra con "la cena segreta"), Berry, con questo libro, supera il Dan Brown di Angeli e Demoni!

Non è bello aspettare le ultime 10 pagine per scoprire il segreto, specialmente se durante il libro... lo sa lui... no, lo so io, aspetta che lo saprai poi ecc... Si capisce da subito che si dovrà aspettare le ultime pagine per avere un sussulto. Da evitare.

Steve Berry nel Terzo Segreto riesce a mischiare fatti realmente accaduti con invenzioni personali che fanno del libro un esempio concreto di abilità di scrittura da parte dell'autore. La trama è coinvolgente e le storie che si formano tra i personaggi sono risolte in un buon concatenamento. Mi ha colpito, del libro, l'inserimento della profezia di San Malachia; non tanto per la profezia in se stessa più che altro per l'abilità dell'autore nell'unirla con la contorta vicenda del Terzo Segreto di Fatima (e quindi con tutte le altre apparizioni Mariane) e con le vicende di Michner e D'Andrea. Berry,in questo libro è riuscito ad inserire nella vicenda una serie di profezie rivelate in diversi secoli che suggeriscono un solo (e alla fine scongiurato) evento pseudo-apocalittico.

Veramente bello, forse non originalissimo ma ben scritto e molto scorrevole.

Mi è piaciuto. Non gli dò il massimo per una semplice questione di principio: ho letto per pura curiosità le note finali del'autore e avrei fatto meglio a lasciar perdere! Se il romanzo di fosse mantenuto sui toni lievi della finzione, sarebbe senz'altro stato molto bello e scorrevole, ma dal momento che l'autore cerca di dare fondamento a quello da lui precedentemente scritto, facendo questa o quell'altra puntualizzazione, diventa una farsa ridicola. Troppo pretenzioso Steve Berry... peccato!

Buon romanzo, buona, armonica, avvincente la trama e i ritmi. Punto debole l'assoluta improbabilità delle rivelazioni mariane, ai limiti della blasfemia.

Libro molto interessante, trama avvincente e scorrevole, si legge piacevolmente come primo libro di questo autore le premesse sono molto buone per il futuro.

Bellissimo, scritto davvero bene. Colpiscono la confidenza con l’ambiente vaticano e le sue procedure, la conoscenza dell’ideologia del cristianesimo, la chiarezza dell’esposizione di una storia complicata e avvitata su sé stessa fino all’ultimo. Colpisce anche per l’acume, semplice ma efficacissimo, col quale si parla dei dogmi della religione cattolica, così difficili da comprendere e giustificare; sono molto veritiere, poi, le descrizioni degli scandali che avvengono dentro e fuori le mura vaticane, a causa dell’arrivismo e della smania di potere di alcuni personaggi. Ma soprattutto l’autore ha il coraggio di scrivere finalmente che, anche se si tratta di papi, si tratta sempre di uomini, soggetti quindi ai vizi, alle debolezze di ogni uomo, con tutto ciò che ne consegue. Altri recensori hanno scritto che la parte di segreto dovuta alla fantasia dell’autore è scontata, per me no, non poteva essere altro che quella. Alla fine si resta comunque con l’amaro in bocca, per colpa di una religione fondata su quanto di più antiumano possa esistere in questo campo: la paura e l’assolutismo. L’autore fa bene a richiamare le parole di papa Leone XIII: la chiesa non ha bisogno di nient’altro che della verità.

Libro interessantissimo, scritto molto bene, avvincente, è il primo che leggo di questo autore, ma ho già pronto il secondo. Complimenti all'autore.

Un'americanata... sicuramente... però bella... Berry scrive molto bene innanzitutto, poi l'intrigo del terzo segreto coinvolge, poi quando lo scopri ti metti un po' a ridere non tanto per il significato che è un punto di vista ma non credo che la Madonna esponga le sue teorie come se fosse al bar sotto casa... :-) Però l'idea di partenza è originalissima (non certo una copia del Codice da Vinci) e la suspance molto alta. Per gli amanti del genere. Fantasioso!! Leggerò sicuramente anche l'altro libro di Berry, l'ultima cospirazione, che mi dicono essere ancora meglio.

Bel libro... un po' troppo fantasiosa la teoria sul terzo finale, ma comunque ci sta essendo un romanzo... Berry scrive in maniera molto scorrevole e, soprattutto, sa creare bene la suspance, cosa che reputo fondamentale. Promosso.

E' il più pessimo dell'autore, sto finendo di leggerlo, ma manca quasi d'originalità. Più si va avanti nella lettura e più ci si accorge che manca qualcosa di avvincente, non acchiappa il lettore come si suol dire. In poche parole pecca di fantasia, anzi nel libro non la si vede mai. Ho letto "L'ultima cospirazione", tutt'altra storia, trama incalzante, ma questo libro rimane scadente. Certo che le traduzioni aiutano, e anche in questo caso non ne vedo il contributo, anzi l'esito è stato un po' volgare. Vedrò se l'autore riesce a rifarsi con "Le ceneri di Alessandria" dove tra le pagine ritorna, Malone: il vecchio protagonista dell'"Ultima Cospirazione". Poi deciderò se le prossime uscite dello scrittore americano varranno l'acquisto.

Semplicemente pessimo. Farcito di errori e stupidità.

Un buon libro sulla riga di angeli e demoni. Avvincente per come descrive intrighi e sete di potere, cose non nuove nell'ambito della chiesa.


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