L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

lunedì 20 settembre 2010

news in libreria: "La Psichiatra" di Wulf Dorn

Wulf Dorn - LA PSICHIATRA

Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un’umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l’Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all’Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare all’ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l’incubo. Nessuno l’ha vista uscire, nessuno l’aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l’Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia.
Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine...

Casa Editrice Corbaccio
Collana Narratori Corbaccio
traduzione di Alessandra Petrelli
2010 - Pag. 400 - € 18,60


Per Corbaccio, casa editrice che pubblica narrativa e saggistica in prevalenza su argomenti di avventura ed esplorazione, è apparso nelle librerie italiane dal 2 settembre 2010 La Psichiatra, il romanzo "caso editoriale" scritto dal tedesco Wulf Dorn.
Il volume, uscito originariamente in Germania undici mesi fa, ha raggiunto inaspettatamente il successo grazie al passaparola dei lettori, portando il suo (allora) autore esordiente di quarant'anni in cima alle classifiche di vendita con oltre 100.000 copie vendute in tre mesi.
Ora, tradotto da Alessandra Petrelli, è approdato sugli scaffali italiani, presentato da Donato Carrisi (Il Suggeritore) che avverte: "ci sono posti nella mente umana che nessuno dovrebbe visitare...".

On line è presente anche un sito completamente dedicato all'opera: lapsichiatra.it

L'Autore Wulf Dorn è nato nel 1969. Ha studiato lingue e per anni ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Vive con la moglie e il gatto vicino a Ulm, in Germania. Già autore di racconti horror, nel 2009 ha debuttato con Trigger, edito oggi in Italia col titolo La Psichiatra.

venerdì 17 settembre 2010

"Il filo che brucia" di Jeffery Deaver: impressioni a caldo

Jeffery Deaver - IL FILO CHE BRUCIA

La notizia raggiunge Lincoln Rhyme nella sua casa-laboratorio di Central Park West: l'Orologiaio, l'unico criminale a essergli sfuggito, è stato avvistato all'aeroporto di Città del Messico. Rhyme sta già pregustando l'occasione di regolare i conti con la sua nemesi, quando al quartier generale dell'NYPD scatta l'allarme per un caso che richiede il suo intervento. Perché in pieno centro a Manhattan un autobus di linea è stato colpito da una violenta scarica elettrica che lo ha ridotto a una carcassa di metallo incandescente. La scena del crimine non lascia dubbi: qualcuno si è divertito a giocare con la rete elettrica della città, e quello che poteva sembrare un incidente è in realtà un attentato riuscito solo a metà. Poco dopo, infatti, il misterioso attentatore si fa vivo con la polizia per avanzare la sua esorbitante richiesta: una riduzione dei consumi elettrici così drastica da condannare New York alla paralisi. Mentre la task-force guidata da Rhyme segue la pista di un gruppo di ecoterroristi, i blackout e gli incidenti letali si moltiplicano, la città precipita nel caos e la minaccia elettrica rivela tutto il suo devastante potenziale distruttivo. Solo Lincoln Rhyme può sperare di sventare il piano criminale di chi sta trasformando New York in una gigantesca trappola mortale. Ma prima di incastrare il colpevole, Rhyme dovrà affrontare i fantasmi più reconditi della propria coscienza e del proprio passato. Evitando di lasciarci la pelle.

Titolo originale: "The Burning Wire", 2010
Casa Editrice Rizzoli (Collana Rizzoli Best)
Traduzione: Maria Baiocchi e Anna Tagliavini
512 pagine - € 19,50


LA RECENSIONE DI IBS:
[...] Un criminologo di classe, Lincoln Rhyme, non c’è che dire... La sua squadra ormai collaudata ha scovato le menti più perverse e diaboliche di Manhattan: serial killer dalla lucidità contorta, geni dell’informatica e maestri della dissimulazione, enigmisti, chimici, specialisti dell’informazione. Ma Lincoln Rhyme, il detective tetraplegico protagonista dei maggiori successi di Jeffery Deaver, non teme nessuno, o quasi. Conduce le indagini dalla sua sedia a rotelle, avvalendosi ancora una volta dell’aiuto della sua inseparabile collega, Amelia Sachs, dell’agente dell’FBI Fred Dellray e del funzionario Ron Pulaski; si serve delle apparecchiature tecnologiche più all’avanguardia e ha il viso scolpito nell’ebano di Denzel Washington, l’attore che lo ha interpretato meravigliosamente nella trasposizione cinematografica del romanzo "Il collezionista di ossa".
C’è solo un uomo a Manhattan che può vantarsi di essergli sfuggito: Richard Logan, detto l’Orologiaio, protagonista del romanzo "La luna fredda", un killer geniale e meticoloso ossessionato dal tempo, che pianifica i suoi delitti con precisione cronometrica. A distanza di molti anni da quella vicenda, Rhyme viene contattato dalle autorità messicane che si sono messe sulle tracce del pericoloso assassino dopo la sua fuga dal carcere. Sarebbe l’occasione ideale per pareggiare i conti con l’Orologiaio, se non fosse che Manhattan sta diventando un’isola sempre più pericolosa e oscura, e che il NYPD non può rinunciare all’abilità investigativa di Lincoln Rhyme e della sua squadra neanche per un giorno.
L’emergenza, questa volta, riguarda una serie di inspiegabili esplosioni che devastano la città in pieno giorno tramutando tutto in cenere. Il primo attentato, che poteva essere di matrice terroristica, aveva ridotto un autobus di linea della città in un cumulo di ferro incandescente, ma nessun ordigno era stato rinvenuto nei pressi dell’esplosione. In realtà era stata una fortissima scarica elettrica a produrre l’incendio, così come stava avvenendo, in un’escalation di terrore, ai quattro angoli della città e nelle circostanze più impensabili.
Ancora una volta è una lotta contro il tempo quella di Lincoln Rhyme, nel tentativo di mettere in salvo al più presto il più alto numero di potenziali vittime, cioè di inermi cittadini atterriti dalla consapevolezza che in qualunque momento, durante la loro giornata, una scossa elettrica potrebbe incenerirli. La mente che ha architettato questo piano sa che l’energia elettrica è la risorsa su cui si basa l’esistenza stessa della città di Manhattan, e sa che per mettere in ginocchio il mondo intero sarebbe sufficiente impossessarsi di questa risorsa energetica. Ma il killer non sa che la squadra ideata da Jeffery Deaver ha dalla sua una risorsa ancora più dirompente, la febbrile ricerca della verità. [...]


IL MIO GIUDIZIO:
Nono, e per il momento ultimo, episodio della serie "Lincoln Rhyme".
E' forse l'ora per Deaver di scrivere la parola "stop" alla saga? Forse si e forse no; difficile mantenere alto il livello di ogni racconto, anche se la media "standard" dello scrittore americano è forse superiore a quella di altri autori del genere, ma la tempo stesso sarebbe un peccato non proseguire a narrare le vicende del tetraplegico Lincoln Rhyme e della sua affascinante compagna Amelia Sachs.
Ne "Il filo che brucia" ritroviamo lo scontro tra il famoso criminologo e l'unico criminale che gli sia sfuggito in passato: Richard Logan detto "l'Orologiaio"; Deaver fa rimanere lo scontro tra i due ai margini della storia, finché non esplode in maniera dirompente a fine romanzo con un inatteso colpo di scena al quale lo scrittore ci ha ormai abituati, ma che riesce comunque a sorprendere e sbalordire.
Un romanzo ben scritto, dall'andamento "altimetrico" in leggera salita fino al picco finale da togliere il fiato, sicuramente consigliato agli appassionati del genere.


L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.


I COMMENTI DEI LETTORI:
Che dire... la prima metà del libro è leggermente noiosa... ma poi sale di ritmo... preprartevi ad un finale agghiacciante e affascinante... NON è uno tra i suoi migliorirmanzi, ma è bello e vale la pena leggerlo... i colpi di scena non mancano. Ero convinto di aver trovato il colpevole e invece anche questa volta mi ha ingannato. voto da 1 a 10: 6,5. STA CALANDO RISETTO AI CAPOLAVORI DEL PASSATO, MA RISPETTO A: i corpi lasciati indiero e la strada delle croci ha fatto un passo in avanti.

Il libro accusa soprattutto all'inizio, la stanca di un canovaccio trito e ripetuto che ormai i lettori delle avventure di Lincoln Rhyme conoscono a menadito. Questo sicuramente non giova la lettura, soprattutto nella prima parte del romanzo, che di fatto scorre via senza grandi emozioni e piuttosto lentamente. La trama poi decolla nel finale (come spesso accade nei romanzi di Deaver) con un crescendo di emozioni. Il collezionista di ossa e lo scheletro che balla restano nell'olimpo delle sue opere migliori... ma questo è un signor giallo! Come sempre d'altronde.

Ho trovato molto bello questo libro di Deaver come anche tutti i precedenti della serie di Lincoln Rhyme, nella fase iniziale lo schema dell'indagine segue quello di tutti i libri precedenti, le ultime 100 pagine invece sono ricche di colpi di scena e molto piacevoli da leggere... ancora una volta il massimo dei voti per un ottimo libro... ma quand'è che esce il prossimo??

Dopo il mediocre "I corpi lasciati indietro" e il penoso "La strada delle croci", Deaver ritrova lo smalto dei tempi migliori e ci regala un thriller perfetto con un inizio un po' lento ma con un finale da 110, lode e bacio in fronte! Un consiglio: lascia perdere K. Dance (personaggio a mio avviso che può essere un'eccellente comparsa ma mai una protagonista) e dedicati solo a Lincoln e Amelia anche a costo di pubblicare un libro ogni 2 anni e non 1 ogni 10 mesi come stai facendo ultimamente. Ultima raccomandazione: il finale del libro suggerisce "migliorie" sullo stato di salute di Lincoln, Ok però ti prego non lo fare stare "troppo bene", non sarebbe più LUI!

Finalmente un techno-thriller quasi all'altezza delle prime avventure di Rhyme-Sachs. L'inizio è un po' lento ma poi il racconto diventa scorrevole e difficilmente si abbandona il libro per più di qualche ora.

UN CAPOLAVORO. I passi da gigante della medicina, la genialità del racconto, suspence in ogni pagina. Di tutti i suoi libri, il migliore!!

Concordo in pieno con molti commenti, un capolavoro, tra i più belli del "duo" (ma ormai tutti gli "aiutanti" sono penso nei nostri cuori) Grandi le pagine finali, che fanno presagire un prossimo sempre avvincente nuovo capitolo, speriamo prestissimo. W Deaver

Leggendo le recensioni di questo libro mi sento una stupida perchè penso: forse sarò io che non l'ho capito? Descriverò questo libro con 3 aggettivi: pesante, pesante, pesante! L'inizio "un po'" lento di cui si parla nei commenti precedenti al mio in realtà dura 300 pagine e nonostante dopo arrivi il tanto atteso colpo di scena non è più sufficiente per salvare la noia iniziale.

Difficile esprimere un giudizio su questo libro, che per 4/5 delude, proponendo sempre le stesse logore situazioni dei romanzi di Rhyme, dove ogni personaggio è schiavo del proprio stereotipo. Poi nell'ultima parte si susseguono colpi di scena a non finire, e ritroviamo il solito scoppiettante Deaver. Nel complesso medio.

martedì 14 settembre 2010

"Edge": da Jeffery Deaver un nuovo thriller

Fonte: Thrillercafe.it del 14/09/2010

S’intitola Edge il nuovo thriller di Jeffery Deaver, uno stand alone in uscita a breve nei paesi anglofoni. La trama di questo romanzo vede protagonista il detective Kessler della polizia di Washington: un poliziotto solitamente assegnato a casi routinari che viene preso di mira da un “lifter”, una persona che raccoglie informazioni sulla gente, qualunque sia il metodo necessario a ottenerle. E costui è uno dei più spietati: quando sceglie un obiettivo, per avere ciò che vuole preferisce rapire o mettere in pericolo i suoi familiari.
Mentre l’FBI tenta di capire quale degli insignificanti casi di Kessler possa aver messo in moto l’incubo, la protezione della moglie e della figlia del poliziotto viene affidata all’esperto di sicurezza personale Corte. Quest’ultimo ingaggerà una sfida tesissima con il lifter, fino alla sorprendente conclusione, inimmaginabile anche per i più esperti fan di Deaver.

Edge sarà pubblicato il 28 ottobre in UK e Irlanda, e il 2 novembre in USA e Canada. Per quanto riguarda l’Italia, ancora non se ne sa nulla. Per chi legge in lingua originale, però, c’è un estratto sul sito dell’autore: lo trovate
qui.

mercoledì 25 agosto 2010

"La finestra rotta" di Jeffery Deaver: impressioni a caldo

Jeffery Deaver - LA FINESTRA ROTTA

Alice Sanderson viene trovata morta nel suo appartamento di Manhattan, la gola recisa, il quadro più prestigioso della sua collezione scomparso. Gli indizi sulla scena del delitto conducono inequivocabilmente ad Arthur Rhyme, un uomo sposato che la vittima frequentava da poco. Ma non tutto, forse, è come sembra: nella catena di omicidi che da qualche mese insanguina New York, le tracce raccolte dagli inquirenti hanno l'evidenza delle prove schiaccianti, un'evidenza quasi sospetta. È Lincoln Rhyme, criminalista tetraplegico geniale e ribelle, a prendere in mano l'ultimo caso, per scagionare il cugino Arthur e ricomporre i frammenti di una sciarada impenetrabile e crudele come il delitto perfetto. Le sue ricerche lo portano a indagare su alcune società che raccolgono vertiginose quantità di dati sull'esistenza della gente comune. Per scoprire a sue spese che proprio nelle prove che inchiodano senza apparente rimedio i presunti colpevoli si cela l'unico indizio sull'identità di un killer che conosce ogni dettaglio delle vite degli altri. Con "La finestra rotta", Jeffery Deaver, che il Times ha definito "il più grande autore di thriller vivente", torna a mettere in scena uno dei personaggi più amati della narrativa americana di oggi: Lincoln Rhyme.

Titolo originale: "The Broken Window", 2008
Casa Editrice Rizzoli (Collana Rizzoli Best)
Traduzione: Andrea Carlo Nappi
565 pagine - € 21,50


LA RECENSIONE DI IBS:
[...] "Sapere è potere... Il bene più prezioso del Ventunesimo secolo è l'informazione."
E' davvero possibile che esista qualcuno in grado di conoscere ogni singolo dettaglio della nostra vita? E' possibile che le nostre idee, le nostre abitudini, così come i nostri dati biologici e sensibili, siano a disposizione di qualcuno in grado di modificare il corso del nostro destino?
Con il ventesimo thriller pubblicato negli ultimi dieci anni, l'ottavo della serie dedicata a Lincoln Rhyme, Jeffery Deaver tocca ancora una volta un nervo scoperto della società contemporanea. La paura di essere spiati, schedati, duplicati, la sensazione di panico che ci invade quando ci rendiamo conto che lo scenario prospettato è perfettamente possibile. Ed è proprio la verosimiglianza l'arma vincente di Jeffery Deaver, uno scrittore capace di creare scenari carichi di suspense.
La squadra del criminologo tetraplegico, portato sugli schermi da uno strepitoso Denzel Washington, è ancora una volta protagonista del romanzo, un gruppo che fa della deduzione e dell'indagine scientifica il suo punto di forza. Oltre alla fidata Amelia Sachs, allieva e musa di Lincoln Rhyme, ritornano in questo romanzo l'ostinato detective Lon Sellitto, il sergente Mel Cooper e il giovane Ron Pulaski. Una task force di giovani menti argute che, guidate dal geniale investigatore, avranno il compito di scagionare Arthur Rhyme, il cugino del criminologo, dall'accusa di omicidio.
Un'indagine che procede a ritroso, contro ogni prova evidente che inchioderebbe Arthur senza appello. Una ricerca che punta dritta al cuore del potere newyorkese, cioè all'interno di una delle più grandi aziende di data mining del mondo, capace, per intenderci, di gestire un database contente oltre 500 petabyte di informazioni private e pubbliche su milioni di cittadini americani. Al suo interno, in un groviglio di dispositivi di sicurezza, si annida il serial killer, identificato con il numero 522, contro cui è partita la disperata caccia all'uomo, mentre Arthur, il principale sospettato, è detenuto praticamente all'inferno, cioè al Tombs, il centro di detenzione di Manhattan. Per svelare la vera identità di 522, viene ingaggiato Rodney Szarnek, dell'Unità del crimine informatico, un nuovo elemento in grado di dare una svolta decisiva alle indagini.
Jeffery Deaver, colui che viene definito dal Times il più grande autore di thriller vivente, con questo romanzo ci offre, ancora una volta, una prova inconfutabile della sua geniale vena creativa. [...]


IL MIO GIUDIZIO:
Sono arrivato a leggere l'ottavo episodio della serie "Lincoln Rhyme" ed ancora non mi sono stancato; Deaver riesce ad appassionarmi più di qualsiasi altro autore, ed è quasi con dispiacere che inizio la lettura dell'ultima indagine, la nona ("Il filo che brucia") con protagonista il detective tetraplegico e la sua compagna Amelia Sachs.
Difficile dire qualcosa di Deaver che non sia già stato detto in passato: i suoi racconti vanno letti e gustati dal primo all'ultimo, vanno assimilati attentamente per non tralasciare nessun indizio che l'autore semina qua e là nel percorso che ci porterà a scoprire il colpevole (quello vero, che non è mai quello che sospetta il lettore).
Trame contorte, passaggi a volte assurdi ma congrui con la narrazione, grandi intuizioni...
Se cercate un libro che possa appassionarvi, "la finestra rotta" fa per voi, consigliatissimo!


L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.


I COMMENTI DEI LETTORI:
Di gran lunga superiore a "La luna fredda" l'ho comprato sperando fosse proprio così e con un po' di puzza sotto il naso visto la precedene delusione ed invece per fortuna non sono rimasto deluso... veramente bello!

Gradevole... interessante tutta la parte dedicata all'informatica e alla privacy... forse anche un po' inquietante, meno male infatti che le tracce informatiche che ognuno di noi lascia dietro di sè non ci rendono immortali (ci vuole ben altro!!!) come pensa il serial-killer... E' il primo libro che leggo di quest'autore e non mi ha deluso... probabilmente leggerò qualcos'altro di suo.

Non avevo mai letto libri di Jeffery Deaver, non leggo normalmente gialli, ma questo libro mi è proprio piaciuto. Vi invito a leggere questo libro che oltre ad essere un ottimo giallo vi farà riflettere su quanto una piccola informazione personale non è importante, ma tante piccole informazioni personali possono diventare un'arma potentissima in mano a chi li possiede.

Premessa: di Deaver ho letto tutto. Svolgimento: ahimé Deaver è in fase calante!! Qualche buon colpo di scena, ma l'approccio sbrigativo e un po' superficiale con cui affronta i personaggi e le indagini, delude non poco! Temo che sia il momento per me di cambiare "autore preferito".

Ho cominciato a leggerlo con grande entusiasmo, non avevo mai letto nulla di questo autore ed ero curiosa. Ho divorato la prima metà in pochissimo tempo. Poi mi sono arenata completamente. L'ho finito a grande sforzo due giorni fa ed ho gioito quando sono faticosamente giunta all'ultima pagina. All'inizio mi ha avvinta, poi l'ho trovato mooooolto lento, poco originale. Non ci sono colpi di scena stupefacenti ed il mistero si risolve in modo molto sbrigativo. Il bilancio è: noioso. Credo che non mi cimenterò nella lettura di altre sue opere.

Bello e avvincente. Il tema della privacy e dell'informazione come strumento di potere anche in senso negativo (viene richiamato perfino Hitler e il nazismo) è tutt'altro che scontato e deve essere considerato seriamente, nonostante sia inserito in un ambito romanzato. E' il secondo libro che leggo di questo autore (dopo Lo scheletro che balla) e non ha per niente deluso. Un consiglio per chi ha questa possibilità: leggete i libri gialli in lingua originale, sono innegabilmente più belli!

Per me Jeffery Deaver cammina sempre ad un passo davanti agli altri e anche in questo caso mi sembra abbia costruito una storia ottimamente equilibrata, utilizzando il tema dell'informatica e del controllo delle persone. Ottima come sempre la traduzione in italiano, filtro imprescindibile per una giusta fruizione del testo straniero.

È il terzo libro di Deaver che leggo. Dopo "Lo Scheletro che Balla" e "La lacrima del Diavolo" tutti e tre molto belli ma per me questo è il migliore. Sicuramente Thriller molto originale, tema attualissimo e per questo un po’ inquetante. Un altro capolavoro di Jeffery Deaver.

Considero Jeffery Deaver il più grande scrittore vivente di Thriller, la finestra rotta non mi ha, comunque, appassionato come la scimmia di pietra o lo scheletro che balla. Mi è sembrato un po' lento il ritmo che, invece, ha sempre contraddistinto i libri dell'autore, in particolare quelli interpretati da Lincoln Rhyme. In conclusione, però, l'autore è talmente bravo che a mio parere i suoi libri, per gli appassionati del genere, vale sempre la pena di leggerli.

Thriller che merita un plauso per la trama "impegnata" incentrata sulle implicazioni derivanti dalla strumentalizzazione informatica della privacy degli individui. Il libro però presenta almeno due criticità: la storia nella prima parte stenta ad appassionare, rivelandosi un po' macchinosa e con molti personaggi che distraggono e confondono; inoltre, alcune improbabili coincidenze e qualche situazione inverosimile fanno vacillare l'ottima seconda parte del libro.

Davvero un bel libro. Ottima e interessante la trama, persino un po' inquietante, anche se complessa e a tratti "macchinosa".

Ho letto quasi tutti i libri che ha scritto e considero Deaver il leader indiscusso del genere giallo. Per chi ama libri indecifrabili e con colpi di scena fino alla fine è l'autore giusto.

Libro di ottima fattura e molto scorrevole; intrighi e colpi di scena non mancano. Consigliato.

Anch'io ritengo, come altri, Deaver il migliore autore di thriller attuale. Pur tuttavia, non mi sento di considerare "La finestra rotta" uno dei suoi migliori romanzi, perchè, nonostante non manchino ottimi colpi di scena e la trama sia intrigante, in alcuni passaggi cade la tensione e risulta ridondante.

Solita narrativa di qualità. Se è il primo libro che leggette del "maestro" Deaver vi sembrerà un capolavoro. Recuperate lo "scheletro che balla" e la "sedia vuota" per comprendere l'abilità narrativa di questo autore. La Finestra rotta rimane un buon libro, anche se ormai lo sviluppo psicologico di Lincoln e Amelia è delineato (rileggere in ordine cronologico i libri). Grande consueta dovizia di particolari nella descrizione del data-mining, ma indagine questa volta un po' sbrigativa. Ora uscirà un libro con Kathrine Dance e poi ci sarà la caccia all'orologiaio. In sostanza buon libro ma non il miglior Deaver.

Per chi ormai "conosce" a fondo Deaver, avendo letto ogni suo capolavoro, ed abituato ai non meno che eccellenti livelli raggiunti da questo maestro del genere, diventa ovviamente sempre più difficile soprendersi. Per questo motivo io ho imparato a far passare sempre un po' di tempo tra una sua lettura e l'altra e, così, per gli altri come per questo suo ultimo capolavoro non posso esprimermi se non col massimo plauso. Non si può davvero dire di conscere il thriller se non si ha ancora letto un inarrivabile, irragiungibile JEFFERY DEAVER!!!!

Bellissimo libro ricco di emozioni , suspense con una trama particolareggiata e molto ben costruita. Il sosco è difficilmente intuibile e lascia con il fiato sospeso fino all'ultima pagina dove Deaver elabora un ennesimo colpo di scena che impreziosisce ancor di più il tutto. Complimenti a questo grande scrittore che non delude mai.

Ottimo libro, appassionante e ricco di colpi di scena.

Libro discreto fino alle ultime pagine, il finale e'deludente e non c'entra nulla, forse Deaver aveva voglia di chiudere questo libro e iniziare a scriverne un altro.

Uno dei libri più belli di Deaver. Molto avvincente e pieno di colpi di scena dall'inizio alla fine. Consigliato vivamente.

lunedì 23 agosto 2010

"La luna fredda" di Jeffery Deaver: impressioni a caldo

Jeffery Deaver - LA LUNA FREDDA

In una gelida notte di dicembre, con una luna piena che si staglia nel cielo nero di New York e la paura diffusa tra la gente di un nuovo 11 settembre, un killer spietato colpisce due volte a poche ore di distanza. Sulle scene dei delitti lascia il suo "biglietto da visita", un costoso orologio con le fasi lunari sul quadrante e un messaggio firmato "L'orologiaio". Tutto lascia supporre che i due omicidi non siano destinati a rimanere gli unici. Il criminalista Lincoln Rhyme e i suoi collaboratori hanno a disposizione solo poche ore per fermare quel killer geniale e meticoloso ossessionato dal tempo, che pianifica i suoi delitti con precisione cronometrica. E Amelia Sachs fatica a conciliare la caccia all'Orologiaio con la sua prima indagine autonoma, il caso di un apparente suicidio che la porterà a scoprire inquietanti rivelazioni sul proprio passato che potrebbero minare alle basi il particolarissimo rapporto con Lincoln. Fortunatamente compare sulla scena dell'inchiesta un'inattesa quanto provvidenziale alleata per Rhyme: l'agente speciale del Bureau of Investigation della California Kathryn Dance, esperta nella lettura del linguaggio non verbale negli interrogatori. Nonostante Rhyme si mostri scettico sull'attendibilità delle testimonianze e Kathryn nutra poca fiducia sulle prove fornite dai rilievi effettuati, la loro bizzarra collaborazione riesce a smontare quello che via via si configura come un meccanismo a scatole cinesi fatto di inganni e doppi giochi.

Titolo originale: "The Cold Moon", 2006
Casa Editrice Rizzoli (BUR Biblioteca Univ. Rizzoli)
Traduzione: Andrea Carlo Nappi
465 pagine - € 7,35


LA RECENSIONE DI unoenessuno:
[...] Dopo "La dodicesima carta", avevo il timore che sarei rimasto deluso da tutti libri successivi. Dopo tutta quella azione, colpi di scena... poteva il genio di Deaver superarsi? La risposta è si. Parte come la storia della caccia ad un serial killer, l'Orologiaio, che uccide le sue vittime e lascia loro accanto un orologio (con l'indicatore delle fasi lunari): quasi a sottolineare la lentezza dell'agonia cui sono state sottoposte le vittime. Qual è il piano dell'orologiaio, perchè uccide?
"Sai, stiamo sulla terra per un tempo limitato. Giorni, mesi ... Noi speriamo che siano parecchi anni"
"Giusto"
"E' come se Dio, o qualsiasi altra entità in cui credi, avesse una grande lista di tutte le persone che esistono al mondo. Quando le lancette del suo orologio raggiungono una data ora, è finita. Quelle persone non ci sono più. Bè, io ho la mia lista".
"Dieci persone"
"Dieci persone. La differenza è che Dio non ha una buona ragione per ucciderle. Io sì".

E il caso dell'Orologiaio impegna seriamente Lincoln e la sua squadra: capisce che questo assassino è molto esperto nel non lasciare tracce. Per la prima volta, poi, Amelia, la sua compagna, sta seguendo un altro caso (un finto suicidio di un uomo d'affari): quello che inizialmente è solo "l'altro caso" (rispetto a quello del serial killer), si rivela molto più complesso, per Amelia, che arriva a scoprire un grosso giro di poliziotti corrotti del 118 distretto. Un giro che coinvolge anche qualche pezzo grosso della città. Ma soprattuto che la porta a scoprire una verità imbarazzante sul padre e sul suo passato.
Tra i nuovi personaggi della storia, Deaver ha inserito l'esperta di cinesica Kathryn Dance, che aiuterà negli interrogatori dei sospettati Amelia e Lincoln: è un'esperta nell'osservare il comportamento, le espressioni delle persone interrogate, alla caccia del particolare che ne tradisce lo stato emotivo. Sarà un bello scontro tra lei, cui interessa l'aspetto umano del crimine e Lincoln, inizialmente scettico sulla sua presenza, cui interessano solo l'aspetto scientifico, le prove.
Ma nella seconda parte del libro, quando forse iniziavate ad essere un po' delusi dal solito clichè del serial killer ecco che la storia cambia di colpo. E perderete tutti i punti di riferimento conquistati prima. Deaver è stato geniale nell'architettare una storia complicata e perfetta (perfetta come un orologio, se mi è concessa una battuta): un meccanismo pieno di colpi di scena, dove dietro un mistero se ne nasconde un altro. Nulla è come appare inizialmente, e le difficoltà degli investigatori diventano le difficoltà del lettore a capire dove la storia vuole arrivare.
Un serial killer che non è più un serial killer... anzi no, lo è: è un assassino spietato cui piacciono le sfide impossibili. Capace di prendersi gioco anche di Lincoln stesso. Leggerete e rileggereta le pagine della prima parte del libro, per vedere se la storia raccontata sta ancora in piedi alla luce delle rivelazioni cui si arriva. Come un assassino, costretto a tornare sul luogo del delitto.
E i due casi che arrivano a confluire in un unico caso...
Ma il libro è da apprezzare anche per gli altri spunti che lo arricchiscono: il tema del prima e del dopo. Della città di New York, prima e dopo l'attentato dell'11 settembre che ne ha cambiato per sempre la fisionomia ma anche le abitudini dei newyorkesi. Ne ha accresciuto le paure, cosa succederà la prossima volta?
Ma anche per Lincoln c'è un prima ed un dopo: prima e dopo l'incidente che lo ha trasformato in un tetraplegico di tipo 4. Se il carattere è rimasto quello, la sua vita no. Quella si è dovuta adattare alla nuova esistenza. Un'esistenza a fianco di Amelia, che forse anche questa avrà un dopo diverso dal prima.
Deaver affronta anche la questione dei gruppi estremisti di destra, spesso sottovalutati dalle agenzie investigative, e anche il tema della guerra in Iraq: la paura che rimane addosso ai soldati che tornano a casa, ma anche il senso del dovere per il delicato compito che devono svolgere in quei territori.
Dopo aver tenuto incollato il lettore per tutta la seconda parte, si arriva forse un po' stanchi al finale: troppe emozioni, troppi personaggi e troppi collegamenti tra questi. Forse è questo l'unico difetto del libro. [...]


IL MIO GIUDIZIO:
Deaver non si smentisce mai: ogni libro è un caleidoscopio di emozionanti colpi di scena, niente è veramente come appare, ogni certezza acquisita è destinata ad essere smentita nella pagina successiva... e le trame sono sempre ricche di intrecci al limite dell'equilibrismo letterario.
Nella bibliografia dello scrittore americano troviamo romanzi bellissimi e ed altri semplicemente "belli"; La luna fredda appartiene forse alla seconda categoria, ma ogni libro di Deaver vale comunque la pena di essere letto.
Provare per credere! ;-)


L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.


I COMMENTI DEI LETTORI:
Sicuramente non uno dei libri migliori di Deaver. L'idea è che sia stato scritto per cavalcare il successo dell'autore e non sia stato ben studiato. Pur essendo scorrevole, il libro non ti prende, poichè tutto scorre velocemente e senza quelle trovate geniali che sorprendono il lettore. Il finale poi l'ho trovato francamente scialbo.

Deaver è decisamente un grande e non solo per le ottime storie che ci propone a ritmo (troppo?) serrato e per l’intuizione che lo ha portato a disegnare personaggi straordinari e originali quali Rhyme e Amelia. Ma Deaver è grande soprattutto perché riesce a scrivere thriller appassionanti anche quando la creatività è in riserva e le evoluzioni della trama sembrano sempre in lotta con l’equilibrio e la credibilità. E’ il caso de "La luna fredda" dove a due terzi del libro, Deaver si scoccia di fare il solito Deaver e si inventa un doppio salto mortale – ravvicinatissimo - nella trama che avrebbe fatto tremare le vene nei polsi al più esperto degli equilibristi (queste evoluzioni sono pericolosissime nel mondo del thriller, come ben sappiamo avendo assistito ai recenti "schianti" di scrittori affermati come Patricia Cornwell, ad esempio...). L’esercizio fa venire i brividi anche a noi lettori, ma la cura dei dettagli è totale – come sempre - l’uscita è elegante, lo stile impeccabile, come se nulla fosse: applausi per il coraggio e per il mestiere dimostrato. La classe non è acqua, decisamente....

E' il secondo libro di Deaver che ho il piacere di leggere e l'ho trovato ottimo. Bella trama che lo scrittore ad un certo punto del racconto arricchisce aggiungendo una deviazione che rende il tutto più emozionante, buona suspense con colpi di scena ben definiti ed integrati nella storia.

Mi mantengo dalla parte di chi come me, è rimasto deluso dall'incredibile svolta imposta dall'autore per generare una sorpresa, ma che a mio modo di vedere, genera una sorpresa negativa perchè la storia muta completamente e diventa piatta, e noiosa oltre che incredibilmente assurda. (Ditemi voi come una persona possa mettere in atto un piano così perfettamente studiato, senza il minimo imprevisto...) Della bravura di Deaver è inutile stare a parlare, rimane uno dei migliori scrittori in circolazione, ed il suo personaggi (L.Rhyme) è uno dei più belli mai letti. Nonostante tutto questa volta speravo un po' meglio.

Lincoln Rhime, il protagonista, risulta così acuto che viene il sospetto che abbia già letto il romanzo e sappia come vada a finire la storia. In realtà "La luna fredda" doveva finire cento pagine prima, restando coerente con la trama iniziale. Alla fine la sfida tra l'investigatore ed il serial killer risulta forzata ed inverosimile. Va detto, invece, che l'Orologiaio e l'esperta in "Cinesica", sono bei personaggi e mi auguro di ritrovarli in un prossimo romanzo con il ritmo e la tensione del "Collezionista di ossa".

Deaver.. bravo.. bravissimo.. e' riuscito a sorprendere con un finale tesissimo e pieno di colpi di scena... il libro fino 2/3 era piatto.. ben descritto ma senza verve, dopo invece diventa entusiasmante, da leggere tutto d'un fiato... si e' vero la trama in alcuni punti e' un po inverosimile.. ma alla fine il risultato e' un libro bello ed interessante... vale sempre la pena di leggere un buon libro di questo autore, non sbaglia un colpo...

Forse il più bel libro di Deaver (dopo l'inarrivabile Lacrima del diavolo), un vero piacere! Strepitoso! La nuova detective è un personaggio simpaticssimo che aggiunge molto.

Ho un debole per Deaver, conosco bene il suo modo di aggirare le aspettative del lettore, ma è così bravo che riesce sempre a farmi fesso, non capirò mai un suo colpo di scena! E' un bel libro, la Luna fredda, basta dire che quando lo leggi non riesci a pensare ad altro e tutti i problemi cadono nel dimenticatoio. Jeff, sei bravissimo!

Deaver non delude mai... un susseguirsi incessante di colpi di scena.

Troppo complicato. Colpi di scena esagerati. Ho finito il libro per rispetto dell'autore... tutto troppo.

Non avevo letto ancora nulla di Deaver e devo ammettere che mi ha stupito. Il libro è bello. Bello. Bello. Il personaggio di Kathryn è a mio avviso il migliore anche s'è all"esordio" nella saga di Rhyme; nei momenti in cui è protagonista, complice l'effervescenza della sua "dote lavorativa", non avresti mai il coraggio di chiudere il libro x fare altro ecc.. Gli altri personaggi sono ben curati ma, a volte, coloro i quali non conoscevano Rhyme e Amelia, come il sottoscritto, ne pagano lo scotto, sentendosi quasi in obbligo di apprezzare e rispettare qualità psicologiche e sfumature caratteriali solo perchè ce lo dice l'autore. La storia è degna dell'appellativo di "geniale". Inutile stare a pensare se alcuni passaggi ci appaiono visibilmente forzati, l'arte è un bene superiore, e può cucirsi di surrealismo se questo aiuta chi la fa a suggellarla di perfezione. Detto questo, posto come ormai indiscusso il talento di Deaver di "Sorprendere", e di far sorridere il lettore del suo straordinario ingegno, non posso non scrivere un istante della "fondamentale" delle tante svolte del libro: quella che riguarda l'orologiaio, che da pazzo in cerca di una improbabile vendetta, si trasforma in genio dei killer alla Bruce Willis in The Jackal.. quella è una svolta ben riuscita, ma, a meno che non mi sia macroscopicamente sfuggito qualcosa, il tradimento dell'orologiaio, nell'ambito dell'indagine al distretto.. mi appare un po' troppo assurdo! perchè??? perchè avrebbe dovuto farlo? il suo operato, a posteri, in tutta quella fase è così straordinario e "legale" che meriterebbe una medaglia al valore e tutto il rispetto di Amelia Sachs. L'unica note amara dunque è proprio nello svilupparsi del movente, degli intenti, del killer. In conclusione, credo che, La Luna Fredda sia un lavoro ben fatto, che sa, con ripetuti colpi di scena, mantenere alta la tensione, e vigile l'attenzione del lettore, ma che d'un tratto pare un elogio dell'autore stesso alla sua sapienza d'intreccio. Con uno o due passaggi in meno sarebbe stato un libro davvero perfetto.

Dopo IL COLLEZIONISTA DI OSSA, questo è forse il romanzo di Jeaffrey Deaver che ho apprezzato di più. Di certo è molto più realistico rispetto ad altri, veramente esagerati qualche volta... E' avvincente dalla prima all'ultima pagina, con molti colpi di scena - anzi moltissimi. Non ho dato il massimo perchè preferisco indagini nelle quali l'attenzione si concentra sul serial killer: in questa avventura, l'Orologiaio è più un personaggio di contorno ad un altra vicenda, che parte in sordina e poi prende il sopravvento. Mi è piaciuto moltissimo il nuovo personaggio dell'esperta di cinesica agente Dance - che torna da protagonista in LA BAMBOLA CHE DORME. Non vedo l'ora di leggerlo! Deaver è sempre un grande.

La Luna Fredda è sicuramente un buon libro, appassionante e ricco straricco di colpi di scena. Anzi, tanto ricco che alla fine il lettore risulta confuso, quasi stordito dalle brusche e continue virate che l'autore regala alla trama, già di per sè piuttosto complessa. Deaver, infatti, è un costruttore di trame, uno che predilige gli avvenimenti, i fatti alle persone. Il che non è un male. Tuttavia, i protagonisti, buoni o cattivi, appaiono troppo perfetti, troppo diabolici o troppo intelligenti. Insomma, i personaggi di fatto risultano quasi irreali. Pertanto, ritengo che lo stile di Deaver (che, sia chiaro, resta un autore di altissimo livello) vada più che bene sotto l'ombrellone, ma certo non si può proprio attribuirgli il benchè minimo valore letterario.

Premetto che sono un amante del genere, ma è il primo che leggo di Deaver. Questo è sicuramente un buon libro con una buonissima trama e tanti colpi di scena. Il problema a mio modo di vedere è che da troopa forza ai "suoi detective", sono esageratamente intelligenti, quasi robot. E tutto ciò rende la storia meno credibile di quello che poteva essere.

venerdì 23 luglio 2010

Ken Follett torna con una trilogia intitolata "Century"

Si intitola "Fall of Giants" (La caduta dei giganti) il prossimo romanzo dello scrittore inglese Ken Follett che uscirà in 14 nazioni il prossimo 28 settembre.

Una pubblicazione in contemporanea mondiale che coinvolgerà alcune tra le maggiori case editrici, tra le quali Mondadori, l'editore italiano dell'autore di tanti bestseller, Penguin negli Stati Uniti, Random House Mondadori in Spagna e America Latina, Laffont in Francia, Pan Macmillan in Gran Bretagna e Australia, Lubbe in Germania e Unieboek in Olanda.
"Fall of Giants" sarà il primo di una trilogia intitolata "Century" (Secolo) che racconterà il destino di cinque famiglie intrecciate tra di loro (un'americana, una russa, una tedesca, un'inglese e una gallese) dallo scoppio della prima guerra mondiale fino alla rivoluzione russa.
Il secondo libro della serie, ambientato durante la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale, uscirà nel 2012, seguendo le storie dei figli e dei protagonisti del precedente romanzo.
Il terzo volume sarà nelle librerie nel 2014 e narrerà le vicende familiari degli eredi dei precedenti personaggi ambientate nello scenario della Guerra Fredda.

L'autore inglese da oltre 100 milioni di copie grazie a bestseller come "La cruna dell'ago" e "I pilastri della terra" riproporrà anche nella trilogia "Century" un suo meccanismo narrativo prediletto: i personaggi escono da un conflitto per entrare in un altro.
La notizia della pubblicazione del primo volume della trilogia è on line sul sito internet ufficiale di Ken Follett.
Quello disegnato da Follett è "uno scenario perfetto per esercitare il suo talento: una saga storica che unisce la narrazione epica de 'I pilastri della terra' e di 'Mondo senza fine' con la suspense delle sue classiche spy stories", ha detto Amy Berkower dell'agenzia Writers House che rappresenta lo scrittore inglese. "Una pubblicazione in contemporanea da parte dei più importanti editori del mondo rappresenta l'ideale per lanciare un romanzo che dà vita alla più tumultuosa, violenta e complessa epoca dei tempi moderni", ha aggiunto Berkower.

"La dodicesima carta" di Jeffery Deaver: impressioni a caldo

Jeffery Deaver - LA DODICESIMA CARTA

Harlem, biblioteca del Museo afroamericano. La sedicenne Geneva Settle sta cercando notizie di un suo antenato vissuto nella metà dell'Ottocento che, ex schiavo, si era battuto per i diritti civili della gente di colore per poi finire misteriosamente in carcere. Mentre la ragazza è concentrata nella ricerca, un uomo si avventa alle sue spalle e tenta di violentarla. Nonostante sembri un tentativo di stupro, Lincoln Rhyme inizia a indagare con l'aiuto di Amelia Sachs. In effetti, l'uomo ha un obiettivo più impegnativo: uccidere la povera Geneve. E per far questo non esita a uccidere il bibliotecario che forse ha visto qualcosa. Il primo indizio che Rhyme ha a disposizione? La dodicesima carta dei tarocchi, l'Impiccato.

Titolo originale: "The Twelfth Card", 2005
Casa Editrice Rizzoli (BUR Best Seller)
Traduzione: Andrea Carlo Nappi
500 pagine - € 9,60


LA RECENSIONE DI Thrillercafe.it:
[...] “Il più grande scrittore di thriller dei nostri giorni”, così il New York Times definì Deaver qualche tempo fa: bene, qua al Thriller Cafè ci domandiamo se l’etichetta valga ancora dopo aver letto questo libro e ci rispondiamo che Deaver sarà pure un grandissimo, ma con questo romanzo non è che lo dimostri molto. La dodicesima carta è infatti una prova opaca, sottotono, solo parente alla lontana delle precedenti. Ci sono sì Rhyme e le sue indagini “da remoto” con la partecipazione di Amelia Sachs, ma da sole non reggono del tutto la scena: sono meno entusiasmanti del solito, vanno lente, come se corressero per raggiungere un autobus imbottigliato nel traffico. Quello che manca è il ritmo incalzante a cui Deaver ci ha abituato, quel susseguirsi incessante di colpi di scena che spiazza il lettore ogni volta che crede d’aver intravisto la soluzione all’enigma. In questo libro, i colpi di scena che compaiono verso la fine sembrano in verità forzati, quasi inseriti per allungare una storia che fino a quel momento ha detto poco e condurci verso un finale ancor meno soddisfacente. Mi rendo conto d’essere forse troppo critico con un romanzo comunque leggibile, ma Deaver ci ha abituato a opere ben migliori e del resto nessuno è infallibile: stavolta è stato meno bravo che in altre occasioni. Quando parleremo de “Il collezionista di ossa” o “Lo scheletro che balla”, anche quei pochi che non dovessero conoscerlo se ne renderanno conto… [...]


IL MIO GIUDIZIO:
Un libro sotto tono rispetto alle migliori opere di Jeffery Deaver, ma comunque leggibili e godibile.
Lo stile narrativo dello scrittore statunitense è inconfondibile, sa tenerti incollato alle pagine ed è sempre ricco di colpi di scena, ma con "la dodicesima carta" non ho provato quella scarica di adrenalina come in alcuni dei precedenti romanzi della serie "Rhyme-Sachs"; difficile volare sempre alla quota più alta...
Un giallo consigliato per una lettura estiva sotto l'ombrellone.


L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.


I COMMENTI DEI LETTORI:
Sicuramente non uno dei migliori libri di Deaver della serie Rhyme-Sachs ma devo dire che si è ben ripreso dopo L'uomo Scomparso, un libro che secondo me... bè, non era cosi valido come lo si voleva far credere. Comunque, parliamo de "La dodicesima carta"... tantissimi colpi di scena come non li si leggeva più dai tempi di 'La sedia vuota' e soprattutto una narrazione degna del miglior Deaver, che per fortuna per noi, sembra con gli anni non perdere la sua capacità di tenerci incollati alle pagine del libro e di rievocare sensazioni e paure dei suoi personaggi. Interessante anche il concentrato di personaggi nascosti di cui non si conosce proprio l'esistenza se non fino a 20 pagine dalla fine, interessante la parte privata di Rhyme, che si dimostra finalmente coraggioso non solo dal punto di vista 'poliziesco' ma anche dal lato umano... interessanti anche i risvolti psicologici degli altri protagonisti ormai a noi, fan di Deaver, noti... come Sellitto, Cooper e Thom... che tra l'altro ha una pazienza assurda con Lincoln... ops, mai col nome di battesimo, porta sfortuna... ;-) Insomma, un libro decisamente grandioso... che sa catturare l'immaginazione... e che soprattutto, ancora una volta, ci fa innamorare dei personaggi creati dalla fantastica mente dell'ormai famosissimo giallista americano... insomma, grazie Jeffery per questa nuova perla da aggiungere alla mia collezione!!

Un giallo nel quale l'immagine del protagonista, il detective Lincoln Rhyme, non mette in ombra le altre persone della storia, ma ogni personaggio ha una sua funzione nel quadro generale, come un tassello di un puzzle. L'abilità di Deaver, è di far "parlare" le persone anche attraverso i loro pensieri (in corsivo). Il libro sembra non trovare mai la soluzione definitiva, tra continui colpi di scena e falsi finali (si ha sempre l'impressione di essere arrivati alla fine, quando all'improvviso il libro cambia le carte in tavola) e false piste che il vero assassino ha costruito per sviare le indagini. Ambientato tra le strade di New York del 1865 e le strade della New York di oggi, è un giallo ben curato, avvincente: le 500 pagine scorrono senza pesare.

Ho smesso da pochi giorni la lettura, e già sento la mancanza di Rhyme. Proprio oggi ho pensato che sarebbe fantastico combattere il terrorismo, il nemico, solo come Deaver riesce a fare attraverso quel genio di Rhyme. Mi sento già in astinenza, ma meglio aspettare per un nuovo romanzo, noi fan di Deaver siamo molto critici. In questo ultimo libro mi è piaciuto scoprire il lato umano di Rhyme, sempre celato, anche se a tratti, in precedenza, ci veniva "descritto". Avvincente come sempre, il mistero dei genitori della ragazza, lo zio, un sospetto che si rivela un protettore della giovane. Grazie ancora per le emozioni e per la suspence che hai saputo regalarmi. Appena esce un nuovo romanzo di una cosa sono certa: mi aspettano notti insonni.

Sicuramente un grandissimo libro. Anche con quest'ultimo suo lavoro Deaver si dimostra forse il miglior scrittore thriller che il mercato contemporaneo internazionale possa offrire. Oltre alla trama decisamente avvincente farcita da risvolti storici narrati superbamente, ciò che colpisce è l'analisi attenta dei comportamenti umani dei protagonisti, perchè oltre al celeberrimo Rhyme e alla sua amata Amelia, spiccano anche in modo marcato le personalità dei suoi fidi collaboratori come Thom, Bell, Sellitto (insolitamente nervoso), traspaiono le loro paure, i loro timori, i loro piccoli difetti e le loro virtù narrati con una maestosità tale da allibire anche il lettore più esigente. La "sedia vuota" secondo me è stato il più grande capolavoro di Deaver per cui le 5 stelle sono esclusivamente appannaggio di tale opera, ma quest'ultima fatica merita sicuramente una grande attenzione anche a dimostrazione del fatto che potranno pure passare gli anni, è fisiologico, ma questo autore continua ad incollare milioni di lettori alle pagine dei suoi libri regalando ad ogni attimo emozioni, suspence e ripetuti colpi di scena tali da far perdere il sonno. Avvincente, coinvolgente ed assolutamente da comprare!

In questo libro scoprire il lato tenero di Rhyme è stato bello, ora il personaggio mi piace di più. Lo consiglio a tutti.

Non è sicuramente, a mio avviso, il libro migliore di Deaver. E neanche la storia migliore di L.Rhyme. Però si lascia leggere (classica lettura estiva da sotto l'ombrellone!) In verità mi aspettavo di più da Deaver. E visto che finalmente è ritornato ad utilizzare il suo personaggio "di punta": L. Rhyme, ci si aspettava qualcosa di più. Sinceramente, a questo suo ultimo lavoro, ho apprezzato molto di più il "Giardino delle belve" che non è il massimo del repertorio di Deaver. Anch'io ho apprezzato il "cameo" di Parker Kincaid. Speriamo sia il preludio ad un ritorno di questo personaggio molto apprezzato dal sottoscritto, ma evidentemente un po' meno dal suo creatore.

Bellissimo, lascia in suspence fino all'ultima pagina. L'ho letto molto volentieri e tutto d'un fiato.

Fidatevi... leggete Agatha Christie, che è molto meglio...

Decisamente mi aspettavo molto di più da Deaver! Mi ha deluso e non poco... Poca suspence anche se molto ben scritto. La storia ti fa intravedere un movente costruito fin nei minimi particolari... ma alla fine si traduce in un flop. Poco "corposo". Meglio sicuramente "L'uomo scomparso". Anche se Deaver rimane un grande scrittore questa volta l'entusiasmo è sparito dopo qualche capitolo...

Sicuramente ne ha scritti di migliori, ma è comunque un libro che si legge bene e pieno di sorprese.

Devo ammettere che non conoscevo questo autore. Ho comprato questo libro e... ho fatto bene, le mie sensazioni sono sempre ben risultanti... ho scoperto un autore che non ti permette di allontanarti dalle pagine che stai leggendo. Avvincente, sorprendente e non banale, nulla è scontato nell'esposizione dei personaggi. Non puoi dire che tutto sia scontato, nulla lo è con questo autore. I personaggi che credi di aver designato in un modo alla fine scopri che sono l'opposto della designazione fatta. Mi ha preso, lo consiglio.

Deaver ha scritto di romanzi molto migliori come La lacrima del diavolo, Il collezionista di ossa e Profondo blu ma questo è carino, pieno di colpi di scena, avvincente.

Non conoscevo Deaver ed i suoi romanzi; ho, casualmente, letto le recensioni del libro "La dodicesima carta" ed, incuriosita, ho deciso di comperarlo: devo ammettere che sono stata molto contenta di averlo fatto. Ho letto "La dodicesima carta" in tre giorni in ogni momento libero: la curiosità di sapere come finiva era troppo forte! Lo stile con cui Deaver scrive, infatti, è appassionante e coinvolgente! Sicuramente leggerò anche gli altri libri della serie che vede come protagonista Lincoln Rhyme.

Ho letto altri libri dello stesso autore, ma il suo tenere il fiato sospeso non tramonta mai: anche se non è il primo, è capace di intrattenere il lettore fino all'ultima pagina con suspanse e colpi di scena.

Deaver è un grande... ti lascia incollato alle sue pagine dalla prima all'ultima... fantastica la sua maniera di raccontare... Non ho optato per le 5 stelline solo perché ho preferito il finale di altri suoi libri... Ma merita molto nel suo insieme anche questo...

Una vera rivelazione, è il primo libro che leggo di Deaver ma l'ho trovato davvero avvincente. Un personaggio molto particolare questo Rhyme che coinvolge ed incuriosisce. Da leggere.

Non fosse per il finale assurdo creato per assecondare le intuizioni di Rhyme meriterebbe un punteggio più alto. Apprezzabili i colpi di scena.

Era il primo libro di Deaver che leggevo... Nulla da dire, sicuramente è un grande scrittore di thriller e questo lo si capisce già dalle prime pagine, dai poliedrici punti di vista con cui descrive le primissime scene... Ma oltre che alla forma(indiscutibile), occorre anche sostanza, ed in questo libro ce n'è davvero molto poca: tematica e trama brutte e noiose, sicuramente non interessanti e accattivanti per chi vive lontano dai ghetti americani. Per non parlare della "dodicesima carta", di cui si parla praticamente solo nella copertina e nel suo risvolto!!! uno specchietto per le allodole, insomma! Decisamente brutto. Da dimenticare.

Rispetto a libri come 'Lo scheletro che balla' o 'La sedia vuota' gli manca qualcosa, anzi molto. E' come se l'autore avesse voluto concentrarsi di più sulla psicologia, sulla storia (intesa come materia scolastica, come storia di eventi passati) e su un'analisi forse un po' approssimativa del mondo giovanile che sulla trama gialla e/o sul suspence. Il colpo di scena magari c'è anche ma dà la sensazione che sia un po' una scappatoia dell'ultimo momento tanto per trovare qualcosa che possa stupire. Se vi piace lo scrittore val la pena di leggerlo, altrimenti vi consiglio i primi due che ho citato e lasciate stare questo.

Volevo controbattere a chi sa considerare la questione solo in bianco o in nero. è vero, Deaver in questo romanzo ha deluso alcune delle aspettative che i suoi lettori avevano (i lettori che lui dice di rispettare molto), ma non credo che nessuno finora abbia considerato un discorso a tutto tondo. Ed è quello che intendo fare io, con la seguente analisi. Pregi: In questo romanzo Deaver ha decisamente approfondito la componente psicologica dei due protagonisti, Rhyme e Sachs, "avvicinando" in questo i lettori a sé, sebbene il detective quadriplegico appaia piuttosto piagnucoloso. Inoltre mi è piaciuto che finalmente Deaver abbia fatto emergere personaggi che nei precedenti romanzi non erano stati sufficientemente approfonditi. Mi riferisco a Lon Sellitto e alla sua crisi psicologica nella prima tranche del romanzo, il che mi ha veramente sorpreso. Infine, lo stile nel periodare di Deaver non è calato di qualità e non annoia mai. Difetti: prima di tutto, la traduzione non fa molto onore al testo. Ho letto "il collezionista di ossa", con un altro traduttore, e confesso che mi è piaciuto molto di più. Inoltre, la recensione sul risvolto del libro è trita e non invoglia molto il lettore: la mia curiosità, lo confesso, è aumentata solo quando ho letto di più su internet. E passiamo alla storia. Un po' lunghina, anche se non come "L'uomo scomparso", che mi ha interessato per l'argomento trattato, ma ha accumulato, secondo me, troppi finali: bisogna sempre capire quando smetterla; del resto la vicenda va bene, anche se vi sono decisamente meno colpi di scena e meno suspance degli altri romanzi di Deaver. E' come se non l'avesse scritto lui: somiglia decisamente al classico thriller-poliziesco formato statunitense, e la mano di Deaver si avverte molto meno che in altre opere. Il titolo, inoltre, sebbene stuzzicante, non è mai stato un pregio dello scrittore: quasi sempre include dettagli nei titoli, che poi appaiono sconclusionati. In conclusione, quest'opera è inferiore, per qualità, al collezionista di ossa. Ho finito. Alla faccia di chi usa solo bianco e nero.

mercoledì 30 giugno 2010

"La disciplina del mare" sotto l'ombrellone

Un lettino all'ombra, una leggera brezza marina, il lento ritmo delle onde sulla battigia... quale posto migliore per leggere "La disciplina del mare"? ;-)


Canon EOS 450D - Sigma 70-200 F2.8 APO EX DC HSM
1/1.250 - F2.8 - ISO100 @ 159 mm.




Luciana Quattrini
"LA DISCIPLINA DEL MARE"


Casa editrice: Prospettivaeditrice
Collana Gialli 16
anno 2010, 206 pagine, € 12,00
foto di copertina: "Incontro" di Libero Api


In una cittadina sulla costa Adriatica viene rinvenuto in mare, da un vecchio pescatore, il cadavere di una ragazza bellissima. Il commissario Rodi uomo problematico e profondo indaga. Il filo si dipana tra gli umili frequentatori del porto e i nuovi ricchi. Il colore, l'odore della città, il suo carattere flemmatico e scostante si manifesta nei luoghi più familiari. Il fulcro della vicenda è rappresentato da un ragazzo magrebino, Amin che accentra i desideri inconfessabili di personaggi molto lontani tra di loro. L'avidità, la freddezza di alcuni si scontrerà con la compassione inaspettata di altri. L'eco di un fatto storico si intreccia con il presente. I fantasmi tornano a condizionare i vivi, perché hanno ancora qualcosa da insegnare. La memoria percorre la vicenda e ognuno, a suo modo, capirà che è inutile dimenticare. Tutto ritorna, ma tutto serve per evolvere anche nella difficoltà, nell'intento di essere migliori. Destino comune a tutti gli uomini che arrancano per cercare la loro scintilla di felicità. Il mare, personaggio muto e incombente, pervade l'azione.

martedì 29 giugno 2010

"La sedia vuota" di Jeffery Deaver: impressioni a caldo

Jeffery Deaver - LA SEDIA VUOTA

Quadriplegico da anni, Rhyme vuole recuperare almeno in parte la sua mobilità. Con Amelia si reca perciò nel North Carolina per sottoporsi all'operazione. Ma appena arrivati le autorità chiedono il loro aiuto in un'indagine: nell'arco di ventiquattr'ore nella cittadina di Tanner's Corner ci sono stati un omicidio e il rapimento di due giovani donne. Il principale sospetto è uno strano adolescente di nome "l'Insetto". Rhyme e Amelia riusciranno ad inchiodare il giovane, ma nemmeno Rhyme potrebbe mai sospettare che Amelia non sarà d'accordo con lui e fuggirà nella palude insieme al ragazzo che lui considera uno spietato assassino. E così Rhyme si trova ad affrontare la sfida più difficile: quella con la donna cui ha insegnato tutto ciò che sa.

Titolo originale: "The Empty Chair", 2000
Casa Editrice Rizzoli (BUR Best Seller)
Traduzione: Maura Parolini, Matteo Curtoni
480 pagine - € 8,00


LA RECENSIONE DI Scheletri.com:
[...] Premetto che questo thriller, è una specie di sequel, considerato che ha come protagonisti la fortunata coppia di investigatori de “Il collezionista di ossa” ed è d’obbligo sottolineare che, senza dubbio, si sfrutta molto la caratterizzazione già elaborata in precedenza, e soprattutto, indelebilmente segnata dalle immagini della trasposizione cinematografica.
Quindi inutile raccontarsela: bastano poche pagine e subito compaiono le facce di Angelina Jolie e Denzel Washington, e non si può dire che ciò nuocia alla narrazione (potere dell’immagine).
In ogni caso mi sono permesso di fare un gioco, che qualunque lettore un po’ smaliziato potrebbe fare, con i thriller in generale e con quelli di Deaver in particolare.
Il giochetto è una gara con l’autore, cercando di prevedere, già dalle prime righe, i colpi di scena che si susseguiranno lungo le pagine (perché già si sa che si susseguiranno). Un punto al lettore quando indovina, un punto all’autore quando si prende una cantonata.
Le regole che mi ero imposto erano piuttosto semplici:
È sufficiente “pensare al contrario” e dubitare di ogni affermazione.
Se Tizio sembra tanto buono e degno di compassione... Allora è cattivo.
Se Caio sembra tanto stronzo e degno di odio... Allora sarà buono.
Se Sempronio sparisce e pare morto... Allora è vivo.
Se sta per succedere qualcosa... Non succederà.
Se temete che stia per succedere qualcosa... È già successo.
Insomma, basta utilizzare un “modus leggendi” gonfio di disincanto e sospetti, quasi come Denzel Wash... ehm, pardon, Lincoln Rhime.
Ebbene, io l’ho fatto. Volete sapere com’è andata? Ha vinto Deaver!
Non clamorosamente, no. Anzi, a una cinquantina di pagine dalla fine ero chiaramente in testa (e quindi anche un po’ innervosito, per aver indovinate buona parte dei colpi di scena, fino a quel punto). Ma poi il libro sembrava non finire mai, e visto che Deaver non pare uno che spreca troppe pagine senza che succeda qualcosa, in quelle ultime righe mi ha affiancato e superato, lasciandomi soddisfatto e spossato, da una lettura che è stata, nelle seconda metà del libro, sempre più frenetica e avvincente.
Il prezzo da pagare se volete tentare questo gioco, ovviamente, è che ci si rovina un po’ il libro, ma visto che è una malattia naturale di chi legge thriller, quella di cercare di indovinare “chi fa cosa e perché”, è un giochetto che potete fare, soprattutto con questo autore.
Per quanto riguarda il sasso, che anche un lavoro perfettamente calibrato e credibile come questo, può lasciare nella scarpa del lettore, siamo di fronte ad eventi di poco conto, che raramente sollevano domande o perplessità.
In questo libro, non essendoci situazioni assurde o pirotecniche, le ambientazioni e i personaggi risultano credibile e ben riusciti, e anche la trama, presenta una credibilità che non soffre mai dei ritmi che le vengono imposti. Certo, viene da chiedersi qualcosa del tipo: “Oh, ma tutto a questi qua succede!?” ma siamo nella finzione letteraria, e la si accetta volentieri.
Insomma, questo non è solo un thriller, ma è un manuale, un prototipo pressochè perfetto di un certo tipo di letteratura. La costruzione dell’intreccio, la descrizione di luoghi, fatti e persone e le tecniche di narrazione (il flash-back in primis) sono usate in modo ottimale, senza che si possa muovere una benchè minima critica. Davvero nulla da eccepire. Ovviamente, sia chiaro, state leggendo un thriller che va preso nel suo tentativo di essere verosimile, e non veritiero. E questo libro lo è. Da leggere! [...]


IL MIO GIUDIZIO:
Ho paura di ripetermi, ma ad ogni recensione di un libro di Deaver (sto leggendo la serie delle "indagini di Lincoln Rhyme") non posso fare a meno di elogiare il suo modo di scrivere, di stupirmi per come riesca a mantenere viva la suspance fino all'ultima pagina ed a meravigliarmi ogni qualvolta ciò che sembra scontato si trasformi nell'esatto opposto.
E poi, dopo ogni libro dello scrittore americano, ci si sente un po' più ricchi di conoscenze di ogni genere: scientifiche, mediche, naturali, storiche, psicologiche...
I racconti di Jeffery Deaver hanno solamente due difetti: sono troppo corti (ma questa è una falsa impressione, dal momento che non si può fare a meno di "divorarli") e danno dipendenza, parecchia dipendenza...
Uhm... rettifico, quelli citati non sono difetti, ho sbagliato: sono pregi! ;-)


L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.


I COMMENTI DEI LETTORI:
So che a molti di voi il sentir definire "sorpresa" Deaver sembrerà strano però nel mio caso si tratta della prima sua opera che leggo ed appunto sono rimasto molto soddisfatto. Questo romanzo è il terzo della saga di Lincoln Rhyme ed Amelia Sachs, i quali si trovano ad indagare in una cittadina fuori dal tempo degli Stati Uniti al fine di ritrovare una ragazza sequestrata da un personaggio psicotico da tutti chiamato l'insetto per motivi abbondantemente approfonditi nel racconto. Il libro è ben scritto, ricco di particolari e mai avaro di colpi di scena. Bello il profilo psicologico di Rhyme. Sicuramente consigliato.

E’ un libro davvero molto bello come tutti quelli di Deaver e vi assicuro che lo finirete in un batter d’occhio. La scrittura è sempre molto fluida e intensa, coinvolgente e con molti dialoghi che sanno dare un senso di velocità in alcuni momenti. Per chi non avesse ancora letto nulla di questo autore, vi consiglio di cominciare a leggere i libri nell’ordine giusto perché oltre alle storie che finiscono in ogni romanzo, c’è anche una storia di fondo che è quella di Lincoln Rhyme e quella tra lui ed Amelia. Per chi ama i thriller Deaver è sicuramente uno degli scrittori migliori che possiate leggere quindi mi raccomando di non perdervelo.

I primi 25-30 capitoli sono di una noia quasi mortale... e se pensate che il libro è formato di 46 capitoli potete capire che la media parla da sola!
La storia sicuramente si differenzia dalle precedenti, non descrive efferati omicidi, la trama si snoda in maniera molto dettagliata sotto forma di INDAGINE, di affannose ricerche, di prove, di tabelle che riportano elenchi di indizi da decifrare... sicuramente ti fa partecipare alla ricerca del colpevole... ma non a tutti può piacere una lettura del genere... chi l'ha letto saprà dirmi... Prima di leggerlo ero certa che mi sarebbe piaciuto... conosco il modo di scrivere di Deaver e so bene che riesce a tenermi incollata alle pagine dei suoi libri come pochi sanno fare... e poi i protagonisti erano quelli che preferisco in assoluto, Lincoln Rhime e Amelia Sachs, indimenticabili nello "Scheletro che balla"... ma più andavo avanti e più dovevo fare i conti con la delusione per una lettura poco appassionante... quasi banale per i primi 30 capitoli... Devo dare atto certo che cio' che sembrava logico e scontato per buona parte del libro, alla fine non lo è affatto... ma devo ammettere che non vedevo l'ora di finirlo e passare ad una lettura diversa... La trama si snoda attraverso indizi, interpretazioni di prove che avrebbero scoraggiato il migliore poliziotto, ma non Rhime... l'eroe di Deaver... e inseguimenti affannosi, difficili, il tutto si chiuderà con una strage... un lago di sangue... troppi morti per un caso, almeno apparentemente banale (un rapimento innocente di un adolescente ossessionato dalla sua bella...) ma alla fine come in ogni thriller che si rispetti CIO' CHE SEMBRA NON E' MAI!!! Gli ultimi 5 capitoli li ho letteralmente divorati... ecco il Deaver che conoscevo... appassionante e sorprendente... cio' che svela non avrei mai potuto immaginarlo, e rende la storia davvero interessante e avvincente... ma solo per gli ultimi 5 capitoli accidenti...! Banali e scontati invece i modi in cui i protagonisti riescono sempre a venir fuori dalle situazioni più difficili, Amelia Sachs rischia la pena di morte per aver ucciso accidentalmente un suo collega, ma alla fine... viene scagionata, Rhime rischia di essere ucciso ben due volte e nessuno avrebbe potuto salvarlo, ma miracolosamente succede sempre qualcosa che lo fa cadere in piedi; oddio mi rendo conto di aver scelto un paragone poco felice per un tetraplegico...ma spero di aver reso l'idea:-) Insomma alcune cose sembrano davvero farci capire che è una storia di pura fantasia e che nulla del genere potrebbe capitare nella vita reale... c'è gente che muore per molto meno e che va in prigione per anni senza aver commesso nulla... tirate voi le somme... Se ve lo consiglio? Eh... bella domanda... diciamo che se ve lo prestano e non avete nient'altro sotto mano che v'interessi di più al momento... perchè no... ma diversamente... io lascerei perdere... esistono thriller migliori, Deaver mi perdoni... :-)

Il primo libro che avevo letto, lo scheletro che balla mi aveva deluso, perché le intuizioni di Rhyme erano troppo perfette e precise, giusto prima che accadesse qualcosa di irreparabile, lui riusciva in qualche modo ad anticipare gli eventi e risolvere il problema... ma il tutto sembrava artefatto e falso, mentre in questo libro le intuizioni di Lincoln sono piu lineari, e alcune soluzioni risultano anche sbagliate, ma per questo più vere, quindi se vi piacciono i thriller con contorni gialli, vi consiglio questo libro non lo lascerete un secondo.

A mio parere questo thriller di Jeffrey Deaver è appena un gradino sotto i suoi precedenti capolavori quali “Lo scheletro che balla” e lo straordinario “Il collezionista d’ossa”, qui l’inizio è lento, quasi a rispecchiare la atmosfera della sonnolenta, provinciale, cittadina di Tanner's Corner, nella quale si svolgono i fatti, poi però il romanzo gradualmente accelera il ritmo, suspense e tensione cominciano a crescere a dismisura di pagina in pagina, colpi di scena imprevedibili non mancano ed il finale è sicuramente imponderabile. Avvincente e sorprendente, si conferma lo scrittore un vero maestro del thriller, la sua tensione narrativa raggiunge altissimi livelli, leggendo queste pagine bisogna ricordarsi che niente è come appare, non dare nulla per scontato e pensare che le sorprese si possono celare dietro ogni foglio. Non si può pensare di essere “vaccinati” alle arguzie dello scrittore americano, lui riesce sempre a cogliere alla sprovvista con le sue trovate. Il romanzo di Deaver, come spesso accade leggendo i suoi libri, è come una calamita che attira irresistibilmente alle sue pagine, vi sconsiglio di leggerlo se avete impegni urgenti, perché difficilmente avrete voglia di allontanarvene fino alla sua conclusione.

news in libreria: "Il tesoro dell'imperatore" di Steve Berry

Il testamento segreto di Napoleone
Un tesoro leggendario e una cospirazione internazionale nell'avventura più emozionante di un autore bestseller in tutto il mondo



Steve Berry - IL TESORO DELL'IMPERATORE

Cotton Malone viene coinvolto dal suo mentore, Henrik Thorvaldsen, nelle indagini su un'associazione segreta di magnati europei, implicati in un'oscura cospirazione internazionale. Ma Cotton non può immaginare che quelle ricerche lo metteranno sulle tracce di un favoloso tesoro e lo obbligheranno a scegliere tra la fedeltà nei confronti dell'amico e la lealtà verso il suo Paese.

Titolo originale: The Paris Vendetta
Editore: Nord
Anno di Pubblicazione: 2010
504 pag. - € 18,60


Avvocato e scrittore di successo, Steve Berry i primi di luglio tornerà nelle librerie italiane con un nuovo e coinvolgente thriller, "Il tesoro dell’imperatore", appartenente alla famosa serie "Cotton Malone".
Gli altri romanzi della serie pubblicati in Italia, in particolare, sono: L’ultima cospirazione (Nord, 2006); Le ceneri di Alessandria (Nord, 2007); L’ombra del leone (Nord, 2007) e La tomba di ghiaccio (Nord, 2008).

Anche questa volta, quindi, il protagonista del libro è Cotton Malone, l’ex agente del dipartimento di Giustizia americano, trasferitosi a Copenhagen e direttore di una libreria specializzata in libri d’epoca. In cuor suo Cotton Malone è ancora tormentato dai sensi di colpa per non essere riuscito a salvare Cai Thorvaldsen, un giovane diplomatico di origini danesi morto in un attentato. Dopo due anni dalla morte del giovane, in particolare, le autorità ancora non sono riuscite a far chiarezza sull’accaduto: qualcuno sa più di quanto, in realtà, voglia far credere...
Il ricco padre di Cai, Henrik Thorvaldsen, però, sembra avere tra le mani ancora qualche importante carta da giocare. I sospetti, infatti, sembrano concentrarsi sulla figura di Lord Ashby, un esperto ladro e falsario che, in questa occasione è stato assoldato da un gruppo di personalità influenti e di fama mondiale, ricchi senza scrupoli, per trovare il leggendario "tesoro di Napoleone". Questo gruppo di ricchi, in particolare, si è organizzato in una sorta di società segreta che prende il nome di "Club di Parigi".
Venuto a conoscenza dei piani del Club di Parigi e dello stesso Lord Ashby, Henrik Thorvaldsen è intenzionato a vendicarsi della morte di suo figlio e chiede a Cotton Malone di mettersi sulle tracce del misterioso tesoro in modo da anticipare il ladro e ostacolare i piani del Club.
Henrik Thorvaldsen, però, non è l’unico interessato a catturare Lord Ashby: anche il governo degli Stati Uniti, infatti, è sulle tracce del falsario da molti anni. Cotton Malone, quindi, dovrà scegliere se essere fedele al suo Paese oppure aiutare Henrik a vendicare suo figlio.