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venerdì 17 settembre 2010

"Il filo che brucia" di Jeffery Deaver: impressioni a caldo

Jeffery Deaver - IL FILO CHE BRUCIA

La notizia raggiunge Lincoln Rhyme nella sua casa-laboratorio di Central Park West: l'Orologiaio, l'unico criminale a essergli sfuggito, è stato avvistato all'aeroporto di Città del Messico. Rhyme sta già pregustando l'occasione di regolare i conti con la sua nemesi, quando al quartier generale dell'NYPD scatta l'allarme per un caso che richiede il suo intervento. Perché in pieno centro a Manhattan un autobus di linea è stato colpito da una violenta scarica elettrica che lo ha ridotto a una carcassa di metallo incandescente. La scena del crimine non lascia dubbi: qualcuno si è divertito a giocare con la rete elettrica della città, e quello che poteva sembrare un incidente è in realtà un attentato riuscito solo a metà. Poco dopo, infatti, il misterioso attentatore si fa vivo con la polizia per avanzare la sua esorbitante richiesta: una riduzione dei consumi elettrici così drastica da condannare New York alla paralisi. Mentre la task-force guidata da Rhyme segue la pista di un gruppo di ecoterroristi, i blackout e gli incidenti letali si moltiplicano, la città precipita nel caos e la minaccia elettrica rivela tutto il suo devastante potenziale distruttivo. Solo Lincoln Rhyme può sperare di sventare il piano criminale di chi sta trasformando New York in una gigantesca trappola mortale. Ma prima di incastrare il colpevole, Rhyme dovrà affrontare i fantasmi più reconditi della propria coscienza e del proprio passato. Evitando di lasciarci la pelle.

Titolo originale: "The Burning Wire", 2010
Casa Editrice Rizzoli (Collana Rizzoli Best)
Traduzione: Maria Baiocchi e Anna Tagliavini
512 pagine - € 19,50


LA RECENSIONE DI IBS:
[...] Un criminologo di classe, Lincoln Rhyme, non c’è che dire... La sua squadra ormai collaudata ha scovato le menti più perverse e diaboliche di Manhattan: serial killer dalla lucidità contorta, geni dell’informatica e maestri della dissimulazione, enigmisti, chimici, specialisti dell’informazione. Ma Lincoln Rhyme, il detective tetraplegico protagonista dei maggiori successi di Jeffery Deaver, non teme nessuno, o quasi. Conduce le indagini dalla sua sedia a rotelle, avvalendosi ancora una volta dell’aiuto della sua inseparabile collega, Amelia Sachs, dell’agente dell’FBI Fred Dellray e del funzionario Ron Pulaski; si serve delle apparecchiature tecnologiche più all’avanguardia e ha il viso scolpito nell’ebano di Denzel Washington, l’attore che lo ha interpretato meravigliosamente nella trasposizione cinematografica del romanzo "Il collezionista di ossa".
C’è solo un uomo a Manhattan che può vantarsi di essergli sfuggito: Richard Logan, detto l’Orologiaio, protagonista del romanzo "La luna fredda", un killer geniale e meticoloso ossessionato dal tempo, che pianifica i suoi delitti con precisione cronometrica. A distanza di molti anni da quella vicenda, Rhyme viene contattato dalle autorità messicane che si sono messe sulle tracce del pericoloso assassino dopo la sua fuga dal carcere. Sarebbe l’occasione ideale per pareggiare i conti con l’Orologiaio, se non fosse che Manhattan sta diventando un’isola sempre più pericolosa e oscura, e che il NYPD non può rinunciare all’abilità investigativa di Lincoln Rhyme e della sua squadra neanche per un giorno.
L’emergenza, questa volta, riguarda una serie di inspiegabili esplosioni che devastano la città in pieno giorno tramutando tutto in cenere. Il primo attentato, che poteva essere di matrice terroristica, aveva ridotto un autobus di linea della città in un cumulo di ferro incandescente, ma nessun ordigno era stato rinvenuto nei pressi dell’esplosione. In realtà era stata una fortissima scarica elettrica a produrre l’incendio, così come stava avvenendo, in un’escalation di terrore, ai quattro angoli della città e nelle circostanze più impensabili.
Ancora una volta è una lotta contro il tempo quella di Lincoln Rhyme, nel tentativo di mettere in salvo al più presto il più alto numero di potenziali vittime, cioè di inermi cittadini atterriti dalla consapevolezza che in qualunque momento, durante la loro giornata, una scossa elettrica potrebbe incenerirli. La mente che ha architettato questo piano sa che l’energia elettrica è la risorsa su cui si basa l’esistenza stessa della città di Manhattan, e sa che per mettere in ginocchio il mondo intero sarebbe sufficiente impossessarsi di questa risorsa energetica. Ma il killer non sa che la squadra ideata da Jeffery Deaver ha dalla sua una risorsa ancora più dirompente, la febbrile ricerca della verità. [...]


IL MIO GIUDIZIO:
Nono, e per il momento ultimo, episodio della serie "Lincoln Rhyme".
E' forse l'ora per Deaver di scrivere la parola "stop" alla saga? Forse si e forse no; difficile mantenere alto il livello di ogni racconto, anche se la media "standard" dello scrittore americano è forse superiore a quella di altri autori del genere, ma la tempo stesso sarebbe un peccato non proseguire a narrare le vicende del tetraplegico Lincoln Rhyme e della sua affascinante compagna Amelia Sachs.
Ne "Il filo che brucia" ritroviamo lo scontro tra il famoso criminologo e l'unico criminale che gli sia sfuggito in passato: Richard Logan detto "l'Orologiaio"; Deaver fa rimanere lo scontro tra i due ai margini della storia, finché non esplode in maniera dirompente a fine romanzo con un inatteso colpo di scena al quale lo scrittore ci ha ormai abituati, ma che riesce comunque a sorprendere e sbalordire.
Un romanzo ben scritto, dall'andamento "altimetrico" in leggera salita fino al picco finale da togliere il fiato, sicuramente consigliato agli appassionati del genere.


L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.


I COMMENTI DEI LETTORI:
Che dire... la prima metà del libro è leggermente noiosa... ma poi sale di ritmo... preprartevi ad un finale agghiacciante e affascinante... NON è uno tra i suoi migliorirmanzi, ma è bello e vale la pena leggerlo... i colpi di scena non mancano. Ero convinto di aver trovato il colpevole e invece anche questa volta mi ha ingannato. voto da 1 a 10: 6,5. STA CALANDO RISETTO AI CAPOLAVORI DEL PASSATO, MA RISPETTO A: i corpi lasciati indiero e la strada delle croci ha fatto un passo in avanti.

Il libro accusa soprattutto all'inizio, la stanca di un canovaccio trito e ripetuto che ormai i lettori delle avventure di Lincoln Rhyme conoscono a menadito. Questo sicuramente non giova la lettura, soprattutto nella prima parte del romanzo, che di fatto scorre via senza grandi emozioni e piuttosto lentamente. La trama poi decolla nel finale (come spesso accade nei romanzi di Deaver) con un crescendo di emozioni. Il collezionista di ossa e lo scheletro che balla restano nell'olimpo delle sue opere migliori... ma questo è un signor giallo! Come sempre d'altronde.

Ho trovato molto bello questo libro di Deaver come anche tutti i precedenti della serie di Lincoln Rhyme, nella fase iniziale lo schema dell'indagine segue quello di tutti i libri precedenti, le ultime 100 pagine invece sono ricche di colpi di scena e molto piacevoli da leggere... ancora una volta il massimo dei voti per un ottimo libro... ma quand'è che esce il prossimo??

Dopo il mediocre "I corpi lasciati indietro" e il penoso "La strada delle croci", Deaver ritrova lo smalto dei tempi migliori e ci regala un thriller perfetto con un inizio un po' lento ma con un finale da 110, lode e bacio in fronte! Un consiglio: lascia perdere K. Dance (personaggio a mio avviso che può essere un'eccellente comparsa ma mai una protagonista) e dedicati solo a Lincoln e Amelia anche a costo di pubblicare un libro ogni 2 anni e non 1 ogni 10 mesi come stai facendo ultimamente. Ultima raccomandazione: il finale del libro suggerisce "migliorie" sullo stato di salute di Lincoln, Ok però ti prego non lo fare stare "troppo bene", non sarebbe più LUI!

Finalmente un techno-thriller quasi all'altezza delle prime avventure di Rhyme-Sachs. L'inizio è un po' lento ma poi il racconto diventa scorrevole e difficilmente si abbandona il libro per più di qualche ora.

UN CAPOLAVORO. I passi da gigante della medicina, la genialità del racconto, suspence in ogni pagina. Di tutti i suoi libri, il migliore!!

Concordo in pieno con molti commenti, un capolavoro, tra i più belli del "duo" (ma ormai tutti gli "aiutanti" sono penso nei nostri cuori) Grandi le pagine finali, che fanno presagire un prossimo sempre avvincente nuovo capitolo, speriamo prestissimo. W Deaver

Leggendo le recensioni di questo libro mi sento una stupida perchè penso: forse sarò io che non l'ho capito? Descriverò questo libro con 3 aggettivi: pesante, pesante, pesante! L'inizio "un po'" lento di cui si parla nei commenti precedenti al mio in realtà dura 300 pagine e nonostante dopo arrivi il tanto atteso colpo di scena non è più sufficiente per salvare la noia iniziale.

Difficile esprimere un giudizio su questo libro, che per 4/5 delude, proponendo sempre le stesse logore situazioni dei romanzi di Rhyme, dove ogni personaggio è schiavo del proprio stereotipo. Poi nell'ultima parte si susseguono colpi di scena a non finire, e ritroviamo il solito scoppiettante Deaver. Nel complesso medio.

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