L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

martedì 25 maggio 2010

news in libreria: "I delitti di uno scrittore imperfetto" di Mikkel Birkegaard

"La migliore risposta danese alla trilogia di Stieg Larsson"
Ekstra Bladet

In tutte le librerie dal 27 maggio 2010.

Mikkel Birkegaard
I DELITTI DI UNO SCRITTORE IMPERFETTO


In attesa dell’uscita del suo nuovo romanzo, Frank Føns vive rinchiuso in una villa sul mare del Nord. È solo. A tenergli compagnia, l’immancabile bottiglia di whisky e i ricordi. Ricordi dei tempi in cui i suoi thriller non lo avevano ancora reso uno degli autori più famosi in Danimarca, e lui era solo un giovane squattrinato, un marito innamorato e un padre felice. Ora tutto è cambiato. Il successo, si sa, ha un prezzo. Quello che Føns ancora non sa è quanto sia alto. Lo capisce quando la polizia ritrova il cadavere di una ragazza annegata nelle acque del porto di una tranquilla cittadina costiera, morta in circostanze che sembrano copiate minuziosamente dal romanzo che è in procinto di presentare alla fiera del libro di Copenaghen. Ma perché qualcuno dovrebbe ispirarsi a un omicidio del suo libro? E in quanti possono conoscere il contenuto di un’opera ancora inedita? La sconcertante analogia lo induce a iniziare un’indagine tutta sua. Quando si trova a Copenaghen per la fiera, vede compiersi un altro omicidio del tutto simile a uno di quelli descritti in un suo romanzo. La stessa efferata violenza, la stessa insopportabile crudeltà. Solo allora la possibile coincidenza assumerà i connotati di una vera e propria persecuzione, di un folle gioco fra lo scrittore e un lettore, a quanto pare, molto attento. E sempre un passo avanti...

Editore: Longanesi
Collana: Nuova Gaja Scienza
traduzione di Bruno Berni
364 pagine, rilegato, € 18,60


UN BRANO:
"Fino a poco tempo fa avevo ucciso solo sulla carta. In compenso ero bravo. Così bravo da poterci campare e così navigato da poterlo considerare il mio lavoro. In un paese piccolo come la Danimarca è quasi un previlegio poter fare lo scrittore a tempo pieno, anche se secondo qualcuno non sono un vero scrittore, né i miei libri sono veri libri..."


L'AUTORE:
Mikkel Birkeggard, nato nel 1968, è uno scrittore danese e vive a Copenaghen; è un esperto di informatica e nuove tecnologie nonché appassionato bibliofilo.
"I libri di Luca" (Library of Shadows), il suo primo romanzo, è stato un caso letterario e un best seller internazionale.

martedì 18 maggio 2010

news in libreria: "Il segreto di Excalibur" di Andy McDermott

Fonte: ThrillerMagazine del 18/05/2010

Andy McDermott - IL SEGRETO DI EXCALIBUR

"The Secret of Excalibur", 2008
Traduzione Andrea Mart e Stefano Tettamanti
Longanesi, collana La Gaja Scienza 962
pagg. 472, euro 19,60
ISBN 978-88-304-2770-9

Bournemouth, sud dell'Inghilterra: l'archeologa Nina Wilde e il fidanzato Eddie Chase, ex SAS e guardia del corpo, decidono di far visita alla famiglia di Eddie. Sono appena partiti, quando si trovano per le mani uno strano messaggio. Lo storico Bernd Rust è convinto di aver scoperto come localizzare Excalibur, la leggendaria spada di re Artù: un'arma di una potenza incredibile e devastante che, se finisse nelle mani sbagliate, rischierebbe di alterare per sempre gli equilibri mondiali...
Nina è scettica, ma quando Bernd viene ucciso in modo efferato sotto i suoi occhi deve ricredersi. Sono davvero troppe le persone interessate al ritrovamento: alcuni mercenari russi sembrano disposti a tutto pur di impadronirsene, e persino il governo americano è coinvolto. E se Excalibur esistesse davvero? Se fosse più di una semplice spada? Nina e Eddie vengono così catapultati in una caccia senza confini, dai torridi paesaggi del Medio Oriente ai misteriosi castelli austriaci, dalla verde campagna inglese ai gelidi mari della Russia, in una frenetica corsa contro il tempo che li costringerà a rischiare ogni cosa, faccia a faccia con un nemico spietato.


Sarà in libreria in questi giorni la terza avventura di una coppia ormai consolidata nella narrative thriller/avventurosa. Parliamo della giovane e coraggiosa archeologa Nina Wilde e del suo compagno Eddie Chase che partono alla ricerca di un'arma leggendaria: Excalibur.

Lo scrittore che ha creato questi due simpatici protagonisti è l'inglese Andy McDermott e questo terzo volume è intitolato Il segreto di Excalibur (The Secret of Excalibur, 2008)
La critica inglese e anche i lettori accostano il nome di Andy McDermott a quelli di Clive Cussler e di Wilbur Smith ritenendolo un loro naturale erede per il modo di scrivere e le avventure narrate.

La serie "Nina Wilde and Eddie Chase" è così composta:
The Hunt for Atlantis — In cerca di Atlantide
The Tomb of Hercules — Il tesoro di Ercole
The Secret of Excalibur — Il segreto di Excalibur
The Covenant of Genesis
The Cult of Osiris
The Sacred Vault (previsto per il 2010)

La leggenda narra che chi avrà il possesso di Excalibur la famosa spada di Re Artù diventerà invincibile in battaglia e forse Excalibur è molto più di una spada, è un'arma terribile.
Così quando Nina riceve un messaggio da Bernd Rust, studioso e storico, che afferma di aver trovato il sito dove è nascosta la spada, la ragazza dubita molto che la faccenda sia vera, però si deve ricredere quando l'uomo viene ucciso e allora insieme a Eddie Chase segue le tracce lasciate da Rust e queste porteranno i due protagonisti in un vortice di avventure incredibili e a un ritmo da cardiopalma.


Andy McDermott è inglese, nato ad Halifax nel 1974, si è laureato presso la Keeke University, ha lavorato molti anni come giornalista e redattore di riviste come "DVD Review" e ha anche lavorato come fumettista, grafico e recensore di videogiochi, per poi passare alla professione di scrittore a tempo pieno.


Un brano:
«Diamine», disse Chase. «È quello che penso che sia?» «Lo è», rispose Nina strabiliata. A differenza di Caliburn, finemente ornata, Excalibur era molto semplice, spartana. Il suo unico ornamento era costituito da una coppia di serpenti attorcigliati intorno all'elsa... esattamente come l'aveva descritta Rust. Era altresì evidente, però, che forgiarla aveva richiesto un bel po' di tempo e di lavoro, il metallo della lama aveva una lucentezza simile a quella del mercurio, l'elsa sembrava modellata a perfezione sulla stretta di un uomo in particolare. «Oh Dio, povero Bernd. Ha passato tutti quegli anni a cercare di capire come ritrovarla, e aveva ragione... ma non è qui a vederla.» Mitchell fece un passo avanti, sfiorò Nina e si posizionò tra le due bare. «La cosa importante è che siamo stati noi a trovarla, e non i russi.» Si inginocchiò e fece cenno a Nina di avvicinare la torcia elettrica. Un po' infastidìta, Nina obbedì. «Guarda quant'è raffinata la finitura del metallo. Avevamo ragione, è ben più che acciaio.» Protese una mano, per impugnare l'elsa...

lunedì 17 maggio 2010

"Silenzio assoluto" di Frank Schätzing: impressioni a caldo

Frank Schätzing - SILENZIO ASSOLUTO

Che cosa ci fa un ex terrorista a Colonia, mentre la città si prepara all'arrivo dei più potenti della Terra, convocati per l'imminente G8? È la domanda che tormenta Liam O'Connor, fisico irlandese candidato al Premio Nobel e autore di bestseller, in Germania per un tour promozionale. Liam è certo di aver visto proprio all'aeroporto un suo vecchio amico, Paddy Clohessy, un tempo membro dell'IRA e ora, almeno in apparenza, impiegato nella struttura che è al centro della rete di massima sicurezza che circonda la città. Genio per natura (e spesso ubriaco per scelta), Liam non riesce a convincere nessuno del potenziale pericolo: la sua addetta stampa, Kika Wagner, è troppo occupata a fargli rispettare gli impegni presi con i librai e i notabili cittadini per dar retta ai suoi sproloqui; la polizia è travolta da una valanga di problemi ben più concreti; i responsabili dell'aeroporto sono sicuri di aver creato intorno a loro una fortezza inattaccabile. Eppure Liam ha ragione: qualcuno ha deciso che quel G8 è il momento giusto per colpire al cuore la comunità internazionale, per compiere un attentato così eclatante da cambiare per sempre il destino dell'umanità. E soltanto lui può capire sino in fondo la tecnologia avveniristica che si nasconde dietro quel progetto e fermarlo. Sempre che il killer non fermi prima lui.

Titolo originale: "Lautlos"
Casa Editrice Nord (collana Narrativa Nord)
Traduzione: Paolo Scopacasa
2008 - 669 pagine - € 18.60

LA RECENSIONE:
Autore ormai di culto in tutta Europa, Frank Schätzing, dopo il l'ecothriller Il quinto giorno e il giallo storico Il Diavolo nella cattedrale, torna per rincarare la nostra dose adrenalinica con un romanzo carico di suspense.
Colonia, la sua città natale, è ancora una volta lo scenario all'interno del quale si muovono i personaggi, stavolta però all'invenzione narrativa si affiancano fatti di cronaca realmente accaduti e personalità della politica internazionale che hanno effettivamente contribuito a modificare le sorti del mondo. Nella primavera del 1999 a Colonia si prepara la riunione del G8, un vertice delle otto superpotenze mondiali convocate attorno a un tavolo per porre fine alla guerra dei Balcani. Nel cuore dell'Europa, a pochi chilometri dal confine italiano, uno scontro etnico e religioso si sta consumando da anni. Il presidente serbo Milosevic è accusato di genocidio nei confronti delle minoranze etniche insediate nella provincia del Kosovo e il suo movimento nazionalista sta tentando con ogni mezzo di preservare i privilegi della popolazione serba, a costo di sterminare intere branche della popolazione, a costo di scontrarsi con la potenza militare degli Stati Uniti. L'intervento militare in Kosovo da parte delle truppe delle Nazioni Unite è una delle alternative da discutere durante il vertice di Colonia, ed è anche il motivo per cui un gruppo di nazionalisti serbi, il Cavallo di Troia, deve assolutamente fermarne i lavori.
I killer ingaggiati sono due tra i più abili in circolazione, un uomo e una donna già impiegati nelle zone più calde del mondo, i mezzi economici e tecnologici messi a disposizione sono di altissimo livello, così come l'obiettivo da colpire: il presidente degli Stati Uniti. Ma l'attentato non può essere un semplice omicidio, l'azione deve essere carica di un forte significato simbolico, deve avvenire in un luogo e in un momento preciso, deve essere spettacolare. Per fare ciò bisogna impiegare le tecnologie più all'avanguardia, un'arma che agli occhi dei non addetti ai lavori sembra provenire da un futuro fantascientifico.
Non per Liam O'Connor. Fisico in odore di premio Nobel, scrittore noto in tutta Europa, questo geniale personaggio si ritrova nelle ore a ridosso del G8 proprio a Colonia, per la promozione del suo ultimo libro. In bilico, nei suoi rari momenti di sobrietà, tra la percezione del reale e la distorsione delle immagini, Liam sarà l'unico a percepire il pericolo incombente per l'intera comunità internazionale, così come è l'unico a conoscere il funzionamento di quell'arma avveniristica.
Grazie alla sua abilità nel descrivere la psicologia dei personaggi e all'utilizzo di fonti documentarie e tecniche in grado di rendere verosimili anche le invenzioni, Schätzing confeziona un thriller di grandissimo impatto, uno scenario terribilmente realistico in cui si muovono personaggi carichi di spessore e umanità. L'ennesima conferma per tutti gli appassionati del genere.

IL MIO GIUDIZIO:
Avevo letto in rete delle recensioni entusiastiche relative a "Il quinto giorno" e così, incuriosito, mi sono recato in libreria dalla quale ne sono uscito sì con un libro di Frank Schätzing, ma con un titolo diverso... non escludo, in futuro, di ritentare l'acquisto dal momento che Silenzio assoluto mi ha favorevolmente impressionato pur non essendo il "capolavoro" dello scrittore tedesco.
E' un thriller che si basa su una trama molto interessante, ben ideata e altrettanto ben descritta, caratterizzato da un'elevata "prolificità" nelle descrizioni degli stati d'animo e dei pensieri dei vari personaggi.
Sicuramente la storia "minima" Schätzing avrebbe potuto tranquillamente chiuderla con 200 pagine di libro anziché dilungarsi in oltre 650 facciate sviscerando pensieri, umori, ricordi, desideri, dettagliati riferimenti storici... ma tutto sommato, anche se per molti lettori questo ha rappresentato un ostacolo insuperabile nel portare a termine la lettura del libro (come si può leggere sotto), a me la cosa non è affatto dispiaciuta.
De gustibus...

I COMMENTI DEI LETTORI:
Mi è piaciuto. E' un thriller politico e tecnologico dove si alternano diversi protagonisti sempre molto ben definiti e collocati. Molto bello lo stile preciso e documentato cha fa emergere il vero protagonista che è senza dubbio l'autore. E' scritto davvero con uno stile particolare e si vede come l'autore si sia ben documentato. E' interessante anche del punto di vista politico internazionale e porge una visione di quelli che sono i problemi delle varie potenze mondiali storiche con lo sfondo di un fatto politico molto importante e dell'ultimo conflitto balcanico.

Sono a metà volume e promette bene. Schatzing è per le sfide a tutto campo (v. la cattedrale e il quinto giorno). Qui rimaneggia il genere complotto alla Christopher Reich e John Grisham. La prima parte ricalca l'intreccio del film "the jackal" di qualche anno fa. Personaggi ben tratteggiati e narrativa scorrevole.

Sono irritata e delusa. Non sembra neppure scritto dall'autore de Il quinto giorno. Prolisso lo è, ma anche insopportabile... un attentato terroristico durante il G8 a cui partecipa, tra gli altri, Bill Clinton: scenari di circa 10 anni fa, con annessi Serbi, Yugoslavia, Milosevic ecc. ecc. Un antipatico protagonista, "bellissimo", scienziato e ubriacone, che deve salvare il mondo. Questo romanzo, secondo me, vede la luce solo a seguito del successo dovuto a Il quinto giorno e, anche, a Il mondo d'acqua; certi editori pubblicano "a ritroso" (vedi il caso Dan Brown), ma per onestà intellettuale dovrebbero almeno avvertire il lettore. Chi volesse il libro, glielo regalo. E non credo di fargli un favore.

Era dai tempi de "Il giorno dello Sciacallo" che non leggevo qualcosa di entusiasmante. L'autore riprende con successo il plot caro a Frederick Forsyth, cioè una organizzazione che vuole eliminare un capo di stato, assolda uno, anzi due, killer ed essi sono abilissimi nel tentare di portare a termine il loro compito. Differenze con "the jackal"? in esso c'era più astuzia - mirabili i travestimenti - e più artigianato; erano i tempi in cui bastava essere un ottimo tiratore ed avere la carabina giusta più tanta astuzia, per tenerci incollati a leggere, oggi è d'obbligo lo high-tech, con meno artigianato. Buona, ottima compagnia per le vicine vacanze, buon svago.

Il romanzo parte con molte ambizioni e diverse pretese, ma non decolla mai veramente, assomiglia ad un'opera incompiuta. La trama è esile, l'intera vicenda potrebbe essere raccontata in non più di 200 pagine, invece ne dura quasi 650: il plot viene allungato a dismisura con una serie di riflessioni esistenziali/filosofiche/storiche o politiche che l'autore mette in bocca a tutti, ma proprio a tutti: al protagonista, alla sua fidanzata, ai personaggi-spalla, ai buoni, ai cattivi, ai poliziotti, a tutti. Ne consegue che i protagonisti molto spesso (direi sempre) VERAMENTE POCO CREDIBILI, e le citazioni a conferma di ciò sono innumerevoli: dalla scena di sesso tra il protagonista e la sua partner assolutamente improponibile (ma l'autore ha mai avuto rapporti sessuali? Un uomo ed una donna mentre vivono la passione in modo selvaggio non fanno citazioni edotte di lirica o di letteratura), alla scena finale dove - non voglio dare dettagli - succede che invece di agire in fretta i buoni ed i cattivi filosofeggiano tutti assieme. Sono stucchevoli le continue citazioni storiche e politiche, danno l'idea di qualcosa di didascalico e coinvolgono poco il lettore. Grottesca infine anche l'idea di includere Bill Clinton tra i personaggi. Dispiace perchè alcuni passaggi dell'opera sono interessanti (ad es. la scena del sequestro di Kuhn), e l'idea di fondo mi pare buona. Tuttavia lo sviluppo è troppo tortuoso. Ribadisco: romanzo poco credibile ed a tratti noioso, per un thriller non c'è giudizio peggiore... Sono d'accordo con la lettrice che sostiene che "Il quinto giorno" sembra sia scritto da un altro scrittore...

Il titolo del libro porta con sé il suo giudizio: tante parole, a volte troppe, una trama scontata fin dall'inizio, poca inventiva e storia al limite del verosimile. Insomma: silenzio assoluto!!!

Dopo aver letto "il quinto giorno" mi sono detto: "però, mica male questo autore. Ricordatene per il futuro!". Per il futuro appunto... e non per un libro che arriva direttamente dal passato e che se non aveva fatto successo qualche motivo deve pur esserci! Solo quando te lo trovi tra le mani capisci questo e ti auguri che sia l'eccezione che confermi la regola, speri che per qualche strano caso sia passato in sordina e che sia invece bello ed avvincente. Ed invece niente di tutto ciò: per carità si può anche leggerlo ma solo perchè dispiace in fondo buttare i soldi spesi mettendolo mestamente da parte come merita. La storia non è neanche male ma è un polpettone folosofico-etnico-tecnologico che non vedi l'ora di finire. Si arriva ad essere così stanchi di questi personaggi che all'azione sostituiscono una prosa pesante e noiosa che quasi quasi ti metteresti a tifare per i cattivi purchè la storia finisca lì! La cosa che più mi preoccupa è che prima di iniziare il libro in questione ho comprato anche "Il diavolo nella cattedrale" (sempre perchè mi era piaciuto "il quinto giorno") ed ora tremo al pensiero che sia come questo! Speriamo bene....

Un libro nel quale attendi il colpo di scena che lo rivitalizzi, invece ti perdi in una pedante storia d'amore e nel Presidente degli USA che viene salvato da uno scrittore alcolizzato e sciupafemmine. Pessimo.

Per tutto il libro ho aspettato che la storia prendesse quota ma questo momento non è arrivato mai. Sarebbero state sufficienti la metà delle pagine. Delusione.

Maledetto me. Uno può essere fruitore della narrativa di consumo. Uno può fidarsi di un autore apprezzato nel suo precedente lavoro (Il quinto giorno). Uno può lasciarsi tentare dall'ultimo acquisto di un conoscente, bibliofilo accanito. Per quante giustificazioni uno possa avere, per la prima volta in vita mia mi pento dei soldi spesi nell'acquisto di un libro. "Silenzio assoluto" è uno dei rari casi di libro che non terminerò. Prolisso, piatto, datato. In una parola: inutile.

Beh, mi sembrava ovvio... mi avevano consigliato "il quinto giorno" e io invece mi sono comprato "silenzio assoluto"... che errore, proprio non mi è piaciuto.

Senz'altro deve piacere il genere del thriller storico politico, altrimenti è solo un mattone difficilmente digeribile.

Beh non sarà un'opera prima, non è forse un autore di quelli "must" ma è scritto e soprattutto tradotto bene. La cosa + importante è che cmq l'autore conosce (forse per diretta esperienza) la psicologia umana e ne fa un ottimo e delicato uso; il tutto è poi inserito in un contesto tecnico che appassiona.

Ho letto "il quinto giorno" e "il diavolo nella cattedrale", mi sono piaciuti tutti e due, poi ho letto "silenzio assoluto". Dei tre, l'ultimo è l'unico al quale si potrebbero togliere almeno 200 pagine senza danneggiarlo, anzi.....

Dopo un inizio imbarazzante, la storia si intreccia con passione. Certo, tutto è abbastanza prevedibile, i "cattivi" non lo sono abbastanza e Frank non è proprio un simpaticone ma, dopo "Il diavolo della cattedrale"...

Mi ha completamente deluso, dopo il quinto giorno, e il diavolo nella cattedrale, pensavo di andare sul sicuro. Niente mi spiace x Shatzing ma questo non doveva farmelo.

La tentazione di attribuire il minimo dei voti è molto alta: prolisso, inutile, tedioso, logorroico in certi punti. Voto 2/5 solo perchè la firma è la stessa di colui che ha scritto uno dei migliori romanzi contemporanei (il 5° giorno).

martedì 11 maggio 2010

"La disciplina del mare" al Salone del libro di Torino

Prospettivaeditrice sarà al salone Internazionale del libro di Torino, che si svolge al Lingotto, dal 13 al 17 maggio 2010.
Lo stand è il C18 nel padiglione 1. Saranno presenti 100 titoli del catalogo composto prevalentemente da saggistica e narrativa.

Nei cinque giorni di fiera sono previste tre presentazioni di libri con nove autori che saliranno sul palco intervistati da Andrea Giannasi.
Lo scrittore Ivo Degiovannini sarà in diretta su Radio2 Rai giovedì 13 alle 10 nella trasmissione “Iochiaraeloscuro”, e parlerà del suo romanzo edito da Prospettiva.
In primo piano questo anno la trasmissione televisiva Book Generation che vedrà la sua prima uscita ufficiale proprio in sala stampa del Salone, e Il Giornale letterario giunto alla sua quarta uscita e che sta dimostrando di essere un ottimo veicolo di informazione e promozione libraria.

E’ prevista anche un conferenza stampa con Gianluca Pitari per presentare i festival dei libri: “Tra le righe di Barga” (dal 15 al 18 luglio a Barga - Lucca); “Leggere gustando” (dal 22 al 25 luglio a Castelnuovo di Garfagnana – Lucca); “Festival letteratura di Calabria
(dal 28 al 31 luglio a Cropani Marina – Catanzaro); “Un mare di lettere” (a settembre a Civitavecchia – Roma); “Il Festival del libro di Lecce” (a ottobre a Lecce).
Durante il Salone del libro l’intero catalogo della casa editrice verrà presentato agli editori stranieri, da Piergiorgio Leaci di Interrete all’IBF (International Book Forum). Interessi sono già stati mostrati da case editrici indiane (l’India è il paese ospite di questa edizione), tedesche e francesi.
Verrà poi presentato il numero 50 della rivista letteraria Prospektiva con interventi, tra gli altri, di Morozzi, Naspini, Kuciewski, Barison.

Inoltre sarà presente l'opera prima della scrittrice Luciana Quattrini "La disciplina del mare".
Un giallo ambientato nella sua città, Senigallia, che esalta il legame dell'autrice con le emozioni , i caratteri della sua gente e i luoghi della propria terra.

venerdì 30 aprile 2010

news in libreria: "Scendo. Buon proseguimento" di Cesarina Vighy

Cesarina Vighy
SCENDO. BUON PROSEGUIMENTO

Introduzione di Vito Mancuso
Fazi Editore

In libreria dal 30 aprile 2010


Questo libro insolito, intimo, curioso, riunisce un corpus di mail di Cesarina Vighy. Raro e vivido esempio di scrittura epistolare moderna, la raccolta, dalla notevole tenuta narrativa, si legge come un romanzo per la coerenza dello stile e l’estrema varietà dei registri.
Attraverso la cronaca di eventi piccoli e talvolta piccolissimi, l’insieme di questi micro testi racconta per frammenti il parallelo progredire di una sindrome che priva a poco a poco della parola e la genesi, l’ideazione, la stesura dell’Ultima estate, il romanzo d’esordio pubblicato nel 2009 con cui Cesarina ha vinto il Premio Campiello opera prima imponendosi nella cinquina dello Strega.
Nelle mail, difficoltà, invalidità, dolori, procedono di pari passo con l’affermazione di sé e il successo pubblico, vissuti dall’autrice dallo spazio ristretto di una stanza cui la malattia e la conseguente decisione di negarsi al mondo l’hanno confinata. Nei mesi delle recensioni, delle tante attestazioni di affetto, degli inviti, cui lei non può aderire - sostituita ogni volta dalla figlia Alice -, il computer è l’unico mezzo di comunicazione possibile; grazie ai meccanismi della posta elettronica, Cesarina detta Titti invia messaggi, mette in copia, inoltra allegati, creando una piccola rete di amici cui dedicare anche poche parole quando le forze lo consentono. A raccogliere stati d’animo e sensazioni ci sono –in rappresentanza del mondo- l’amico d’infanzia, il cugino “svedese”, la confidente che crede in Dio, quella che non crede, fino all’immaginario professore di letteratura, alter ego scherzoso per i giochi pseudo-filologici con Alice. Rimandati da una mail all’altra, da un destinatario a un altro, i più intimi tra i corrispondenti diventano così veri e propri personaggi come Giancarlo, il premuroso marito lunatico, Ernesto, il piccolo nipote musicista, i gatti, figure del piccolo universo ricreato di colei che scrive.
Avanza intanto il blocco fisico e l’incapacità di comunicare se non per iscritto. Nella strenua difesa della propria identità di fronte al decadimento fisico, lo stile diventa un valore irrinunciabile, mantenuto intatto dalla prima all’ultima mail. Precisazioni al limite del maniacale, citazioni colte, modi di dire familiari e alcune poesie si alternano con naturalezza e ad emergere prepotente è un black humour che stupisce e insieme diverte per il carattere di elegante imprevedibilità. La scrittura stabilizza e toglie tensioni e a prevalere è la volontà del bene: per l’amore come forza e frutto di intelligenza ordinata, spiccano senz’altro le mail “alla figlia ritrovata” con i consigli di una madre a sua volta ritrovata: lucida, dolce, saggia e, paradossalmente, proprio ora che il corpo cede e lo spirito è ridotto a pura voce, completa.


Cesarina Vighy
Nata a Venezia ma romana da decenni, ha esordito nel 2009 con L’ultima estate, romanzo che ha avuto un grande successo di pubblico e di critica, vincendo il Premio Campiello opera prima, il Premio Cesare De Lollis e imponendosi nella cinquina dello Strega.

Hanno detto de “L’ultima estate”:

«Magnifico inno alla vita che era ed è».
Marino Sinibaldi

«Una scrittura animata da una giovanile spigliatezza e baldanza».
Lorenzo Mondo, ttL

«Un addio alla vita con umorismo».
Daria Galateria, la Repubblica

«Di fronte a questa storia vera (e mai retorica) si resta incantati».
Marta Cervino, Marie Claire

«Una furia incendiaria stemperata dal senso dell’umorismo».
Antonella Fiori, D di Repubblica

«Non perdete questo libro».
Maria Grazia Ligato, io Donna – Corriere della sera

«Un romanzo che potrebbe (o dovrebbe?) vincere il Premio Strega».
Pier Mario Fasanotti, Liberal


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Aggiornamento del 07/05/2010:

La scrittrice veneziana è morta il 2 maggio nella sua casa di Monteverde su uno dei colli che guardano la Capitale, due giorni dopo la pubblicazione di questo suo ultimo libro. Aveva 73 anni.

Cesarina Vighy, Titti per gli amici, era malata di Sla da sei anni e il suo primo romanzo era già stato un inno alla vita: una parte dei proventi li aveva voluti devolvere a «Viva la vita», una onlus che si occupa dei malati di Sclerosi laterale amiotrofica. Il funerale in rito civile è stato celebrato mercoledì 5 maggio al Verano al Tempietto Egizio.

Coltissima, grande amante degli aneddoti e delle storie, era riuscita a raccontare la sua malattia con la mano incantata di una vera, grande scrittrice. Nell'immane sforzo di affrontare la malattia era capace di una singolare ironia: «Venerdì sera mi sono coricata da semi-sconosciuta e il mattino dopo ero il "caso Cesarina Vighy"! Veramente, quando si annunciò la mia rara malattia - scriveva il 22 aprile 2009, alla vigilia del Campiello -, mi lasciai scappare dalla bocca che avrei preferito essere appunto più un caso letterario che un caso clinico».

E ancora, nella lettera ad un amico del dicembre 2007, già scriveva: «Un barone della medicina, da me interpellato circa le cause che avrebbero provocato la mia malattia mi ha risposto di girare la richiesta al Padre Eterno! Quanto alla cura, non c'è, quindi non devo prendere niente (tranne gli psicofarmaci per stare un po' tranquilla) e sperare che il decorso sia il più lento possibile. Dopo di che, ci ha scucito trecento euro (senza rilasciare fattura) perché eravamo due amici, altrimenti erano quattrocento».
Romana di adozione, aveva a lungo lavorato al ministero dei beni culturali e poi alla Biblioteca nazionale di Storia Moderna e Contemporanea di via Caetani alla quale era legatissima. Lascia il marito Giancarlo, «l’angelo incazzoso che mi aiuta a vivere», la figlia Alice e il nipote Ernesto «l'amato filosofo», i suoi gatti che «senza saper leggere né scrivere hanno capito questo libro».

martedì 27 aprile 2010

news in libreria: "Il fuoco segreto" di Martin Langfield

E' uscito in libreria lo scorso 22 aprile il nuovo thriller avventuroso scritto da Martin Langfield: il titolo è "Il Fuoco Segreto" ed è pubblicato dalla casa editrice Nord.


Martin Langfield - IL FUOCO SEGRETO
Editrice Nord 2010
collana Narrativa Nord
traduzione di A. Martini
Pag. 411 - € 18,60
rilegato
Codice ISBN: 9788842916406

New York, 2007. L'ex agente dei servizi segreti Katherine Reckliss viene convocata a Londra per far luce su un evento apparentemente inspiegabile: la radio usata da sua nonna durante la seconda guerra mondiale all'improvviso ha iniziato a trasmettere, in alfabeto morse, un messaggio in codice e una data: 30 giugno 1944.
Tuttavia, poco prima di partire, Katherine viene rapita e suo marito, sconvolto, si rivolge all'unica persona in grado di aiutarlo, il suo vecchio amico Horace Hencott. Per loro è l'inizio di un incubo, un incubo lontano nel tempo e nello spazio, eppure vicinissimo...
Londra, 1936. Sotheby's mette all'asta "I tre fuochi misteriosi", un manoscritto inedito in cui Isaac Newton descrive i suoi rivoluzionari esperimenti alchemici, sui quali ha sempre mantenuto un assoluto riserbo. Il testo se lo aggiudica un libraio, che viene derubato e ucciso pochi minuti dopo...
Parigi, 1944. Ci sono voluti otto anni di lavoro, ma adesso il collaboratore più fidato di Himmler è riuscito a creare un'arma così potente da rovesciare le sorti della guerra: il Fuoco Segreto. In una calda notte di giugno, però, una squadra speciale dell'esercito inglese, capitanata dal giovane Horace Hencott, riesce a sabotare il piano nazista, ma non a distruggere quel devastante congegno...
Due epoche distanti, un pericolo comune: perché quando è il presente a determinare il passato, la Storia può essere riscritta.


Un breve estratto dal romanzo:
«Che cos’è successo nel 1944?» chiese Robert.
Horace sussurrò: «La bomba è esplosa. Ma l’esplosione è congelata nel tempo. Non so esattamente come sia avvenuto. Ma dobbiamo scoprirlo. Perché l’effetto si sta esaurendo».
«Si sta sciogliendo?»
«Molto rapidamente. E quando si sarà dispiegata del tutto…»
«… esploderà. Ora, nel presente.»
«E l’effetto sarà come quello di una bomba di potenza inimmaginabile. Distruggerà Londra e l’Inghilterra sud-orientale. Tutto ciò che è stato costruito nella zona interessata a partire dal 30 giugno 1944, tutti quelli che sono nati nella zona interessata dal 30 giugno 1944 e tutti i loro discendenti cesseranno di esistere. Genocidio, di generazione in generazione. Ma non è tutto. In realtà, la bomba esplode nel 1944, uccidendo i più importanti leader dell’epoca. Lo sbarco in Normandia s’interrompe. L’Inghilterra diventa un cumulo di macerie. I nazisti possono concentrarsi sul Fronte Orientale. Sopravvivono. L’America si ritira in se stessa e l’Europa si riduce a un inferno totalitario.»
«Si può fermare?»
«Abbiamo quattro giorni.»


L'autore:
Martin Langfield è stato per vent’anni corrispondente della Reuters e ha vissuto in Salvador, Nicaragua, Messico, Perù, Cuba, Spagna e Stati Uniti. Dal 1999 si è stabilito a New York con la moglie e il figlio.
In Italia ha già pubblicato, nel 2007, "Lo scrigno del male", del quale è possibile leggere qua una mia recensione.

venerdì 16 aprile 2010

"L'uomo di Pietroburgo" di Ken Follett: impressioni a caldo


Ken Follett - L'UOMO DI PIETROBURGO

Londra, 1914. l'impero britannico sta vivendo la sua ultima lunga estate. La Germania si prepara alla guerra e l'Inghilterra cerca disperatamente alleati. La soluzione sembra poter venire dalla Russia. Churchill, primo lord dell'ammiragliato, si reca da lord Stephen Walden per ottenere il suo aiuto. Il giovane principe Aleksey Orlov, nipote dello zar Nicola, sta per giungere a Londra per dei colloqui segreti, e lord Walden nonsolo lo ospiterà, ma rappresenterà l'Inghilterra al tavolo delle trattative. Ma ci sono altre persone interessate alla presenza a Londra del principe Orlov: Charlotte, la figlia dei Walden, caparbia e idealista; Basil Thomson, capo della sezione speciale, e soprattutto Feliks Ksessinsky, l'anarchico russo, l'uomo senza paura venuto da Pietroburgo. Via via che le trattative si protraggono, i destini di questi personaggi s'intrecciano ineluttabilmente e, mentre l'Europa si prepara alla catastrofe della guerra, si svolge l'ultima tragedia familiare che sconvolgerà l'esistenza di lord Walden. L'atmosfera di un'epoca che sta per scomparire rivive in questo romanzo di Ken Follett ricco di azione, suspance, romanticismo.

Titolo originale: "The Man from St. Petersburg"
Mondadori (collana Oscar Bestsellers)
Traduzione: P. Bonomi
1982 - 336 pagine - € 9.50


Mi è capitato, nei giorni scorsi, di sbirciare tra i titoli contenuti in una libreria a casa di amici e di scorgere un vecchio racconto di uno dei miei autori preferiti: Ken Follett.
Ho letto la quarta di copertina, poi ho iniziato a leggere le prime pagine e... ne sono stato letteralmente risucchiato!
"L'uomo di Pietroburgo" è un romanzo storico... no, un thriller... o forse è meglio dire un giallo... ma anche spy-story non stona come definizione... boh! è un racconto che descrive in maniera molto accurata l'epoca nel quale è ambientato, con personaggi ben caratterizzati, e tra roventi passioni, colpi di scena e momenti di forte suspance mantiene letteralmente incollato il lettore alle pagine del libro, nonostante una trama con "intrecci" tra i soggetti e coincidenze temporali al limite dell'incredibile.

In questo racconto ho ritrovato il Ken Follett già a suo tempo apprezzato il altre spy-stories come "La cruna dell'ago" o "Il codice Rebecca"; lasciamo da parte "I pilastri della terra" e "Mondo senza fine", quelli sono due capolavori non paragonabili!

"L'uomo di Pietroburgo" è un libro veloce e appassionante che consiglio vivamente; riporto ora qualche commento dei lettori trovati nel web, buona lettura!

Un ottimo libro.... veloce e coinvolgente con un bellissimo finale....

Squallido, una vera delusione. Sempliciotto e pieno di luoghi comuni, uno stile veramente mediocre. Mi aspettavo di più...

Secondo me uno dei più bei libri scritti da Ken Follet che dà sicuramente il meglio di se nei romanzi storici, ma che qui ha superato sé stesso unendo azione e amore!! Nel finale è d'obbligo versare fiumi di lacrime! Da leggere.

Molto bello, appassionante e coinvolgente. Lo consiglio!

E' con vero dispiacere che commento in modo un po' annoiato questo romanzo a dir poco inverosimile per gli intrecci dei protagonisti, i turbamenti che subiscono nel rivedersi ben dopo 20 anni. I libri di Follett mi hanno sempre coinvolto, questo proprio no.

Lo pensavo superiore a "Notte sull'acqua", il mio primo romanzo di Ken Follett, sulla base delle recensioni che avevo letto. Oggi, terminata la lettura de "L'uomo di Pietroburgo" posso affermare che è vero il contrario e credo che ciò vada ricercato nella datazione dei due romanzi. Il romanzo oggetto di recensione è stato scritto diversi anni prima ed è evidente l'abbozzo di quello stile che farà grande Follett! Il suo cavallo di battaglia, ossia la caratterizzazione dei personaggi che giostrano in un determinato contesto, ne "L'Uomo di Pietroburgo" è appena accennata rispetto al più completo e coinvolgente, dal punto di vista in esame, "Notte sull'acqua". Un romanzo che segna l'ascesa di Ken Follett e pertanto godibile con un finale da film ed epilogo che racconta il destino dei personaggi principali, anni dopo la conclusione del romanzo. Nel complesso direi che può esser letto, ma certamente (e questo è un consiglio) prima di "Notte sull'acqua" e comunque nulla ha da regalare ad un lettore esperto.

Bello bello bello avvincente (come CODICE REBECCA), ti tiene incollato come al solito, bello anche il finale! Lo consiglio!!!

Bel libro, bella trama come ci ha da sempre abituato Follet, consigliato a chi vuole leggere un bella storia senza nulla di eccezionale: il mio voto sarebbe un 4/5 anche se gli do un 3 per paragonarlo agli altri dello stesso scrittore.

Gran bel libro, peccato il periodo in cui si svolge la vicenda, a ridosso del primo conflitto mondiale. Ci sono personaggi noti, come Winston Churchill e meno, come il protagonista. E' una storia di un anarchico e di una ragazza, quasi tutta la vicenda si svolge in una villa inglese, ma anche Londra avrà il suo spazio. Non è sicuramente il migliore di Ken Follett, ma è molto bello.

Bello, bello, bello! Alla fine ti dispiace che finisca. La storia è molto originale e ben costruita, i personaggi ben delineati; inoltre Ken Follett ancora una volta ricostruisce magistralmente l'atmosfera del tempo in cui si svolge la narrazione. Consigliatissimo! Follett resta uno dei miei scrittori preferiti (contemporanei e non).

Davvero un ottimo romanzo! Non era facile da organizzare... avrei voluto che durasse un pò di più... sta di fatto che risulta una lettura rapida e molto appassionante!

Questi libri non dovrebbero mai finire! Bravo Follett, ormai mi hai colpito appieno! Ancora una storia che ti tiene incollato al libro.

Buon Libro per Follett... ho trovato varie analogie con La Cruna Dell'Ago che per me rimane il migliore dei suoi Thriller. Comunque è stato piacevole, la storia scorre bene ed i personaggi sono ben descritti caratterialmente.

E' indubbio che si tratti di un bel libro. Concordo con chi ha notato molte analogie con la cruna dell'ago, anche se il " nostro" Feliks risulta piu' umano e "simpatico" della spia nazista. Come Trama mi ricorda anche un po' "il giorno dello sciacallo" di Forsyth. Ripeto è un libro piacevole, scorrevole, avvincente. Follet promosso a pieni voti.

Romanzo decisamente lontano da "Mondo senza fine" o da "Pilastri della terra". Si legge con facilità ed ha un finale scontato.

giovedì 15 aprile 2010

Alle signore piace il nero – Storie di delitti, crimini e misfatti

Fonte: Valeria Bellagamba per LibriSenzaCarta

Venerdì 16 aprile 2010, ore 21, presso la sala conferenze della Biblioteca Antonelliana di Senigallia, per la rassegna Sognalibro, verrà presentata l’antologia Alle signore piace il nero – Storie di delitti, crimini e misfatti.

Alle signore piace il nero è un’antologia unica nel suo genere: quattordici scrittrici italiane raccontano il lato oscuro dell’universo femminile.

Uscita nel 2009 per Sperling & Kupfer, a cura di Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallorani, Alle signore piace il nero raccoglie i racconti di: Carmen Covito, Grazia Verasani, Barbara Garlaschelli, Cinzia Tani, Nicoletta Vallorani, Donatella Diamanti, Nicoletta Sipos, Licia Giaquinto, Adele Marini, Elisabetta Bucciarelli, Daniela Piegai, Daniela Losini, Claudia Salvatori, Diana Lama.

Le scrittrici che appaiono in questa antologia hanno tutte pubblicato romanzi, racconti, testi teatrali, o lavorato come sceneggiatrici.

Per promuovere l’antologia è stato aperto il blog “MissFatti”, curato dalla giornalista e scrittrice Daniela Losini.

Contenuto dell’antologia:
Quattordici autrici italiane ci propongono storie noir di assassine, vittime, poliziotte, detective, in un intrigante percorso tra delitti, crimini e misfatti. L’impiegata single di Carmen Covito ha la passione per la cucina…e per i coltelli; la tremebonda conduttrice televisiva di Cinzia Tani è tiranneggiata dal marito e si sceglie pure un amante decisamente sbagliato; la tormentata adolescente di Barbara Garlaschelli ha una madre squilibrata che la respinge e la disprezza, ma che finirà per pagarla cara; la libraia di Grazia Verasani ha subito per anni violenze dal suo uomo e medita vendetta; le donne stuprate e uccise di Nicoletta Vallorani diventano angeli e trovano chi fa giustizia per loro, la cugina di Sherlock Holmes di Nicoletta Sipos, Miss Lilly, deve indagare sul mistero del Big Bull.
Troviamo suspense fantascientifica con Daniela Piegai in “Scambio letale”, avvincente fantasia che ci porta in un mondo completamente diverso, che riesce comunque a mantenere l’attenzione al calor rosso, anche senza il morto che per un noir sarebbe d’obbligo.
Daniela Losini partecipa con il racconto “L’estate del silenzio” nel quale indaga sul cambiamento dell’animo di una madre di fronte alla morte della figlia. Un merletto delicatissimo, scritto con una grande capacità comunicativa. Quello della Losini è forse l’unico racconto dell’antologia che non usa né ironia, né scene forti, né fantasiose, ma, con parole semplici e periodi lineari, ricostruisce l’intimità del pensiero di questa madre che ha perso la figlia.

Una pattuglia di scrittrici di classe declina il noir in tutte le sue sfumature, regalando brividi ed emozioni anche ai palati più esigenti.

Interverranno alla serata le autrici Daniela Losini e Daniela Piegai.
Conduzione a cura di Giuseppe D’Emilio, scrittore e curatore dell’antologia NeroMarche


Nota: proprio oggi la scrittrice Barbara Garlaschelli è stata segnalata come finalista del Premio Strega 2010.

martedì 13 aprile 2010

news in libreria: "Il testamento di Salvatore Siciliano" di Salvatore Cobuzio

Salvatore Cobuzio - "IL TESTAMENTO DI SALVATORE SICILIANO"
Fazi Editore
in libreria il 23 aprile 2010.

Marzo 2010: è un giorno come tanti, quando su ogni profilo e gruppo di Facebook compare insistentemente un'immagine, sempre la stessa, apparsa dal nulla e onnipresente. Mentre gli internauti di tutta Italia se ne stanno increduli come di fronte a un ufo col naso puntato sul monitor, tre amici per la pelle, Fabrizio, Luca e Domenico, sono gli unici a conoscere il significato di quest'oggetto misterioso apparso in Rete: è il plateale commiato di Salvatore Siciliano, il leader del loro gruppo. Di lui, insieme a questo sberleffo virtuale, restano le pagine di un vero e proprio testamento in cui il protagonista, Salvo, rivela tutta la verità su se stesso e sulle sue insospettabili colpe di manipolatore occulto della Rete - il migliore, il più pagato - per conto di potenti multinazionali e oscuri gruppi di potere. Lungo il filo di una febbrile confessione, mentre di fronte agli occhi dei tre amici si sbriciola l'immagine di Facebook quale meravigliosa oasi in cui tutto sembra possibile a tutti, la scelta di Fabrizio, Luca e Domenico è quella di un'amicizia autentica che resiste a ogni cosa. Un legame che li condurrà fino alle regioni interne dell'Africa, sulle tracce del tantalio, misterioso e preziosissimo minerale, al centro di illeciti traffici in cui Salvo si è trovato invischiato, fino a scoprire che in fondo, Facebook o meno, l'isola che non c'è può esistere davvero, per chi come loro sa riconoscere o difendere uno spazio di amicizia e amore in cui rifugiarsi.


Il testamento di Salvatore Siciliano diviene la notizia più chiacchierata in Rete, la più grande operazione mai effettuata in Italia di marketing e comunicazione virale: dal 1° marzo, giorno d'inizio della campagna ad oggi, 10 milioni di persone hanno visto su Facebook e negli altri social network l'immagine di Salvatore Siciliano.
30.000 visualizzazioni dopo le prime 4 ore dalla pubblicazione del testamento.
www.salvatoresiciliano.com

Numerosi anche video su YouTube: basta scrivere “il testamento di salvatore siciliano”; lo stesso vale per post e vari blog spontanei con più di 200.000 risultati su Google.


Il libro svela a tutti coloro che si sono interrogati su questa strana vicenda, chi è veramente Salvatore Siciliano e il messaggio contenuto nel suo testamento. Da quando il suo testamento ha invaso il web, mille supposizioni sono state fatte: Siciliano è un pentito di mafia, un politico di sinistra manovrato da Beppe Grillo o Travaglio, addirittura parte della strategia di lancio di un film e molte altre ipotesi.

Secondo voi, in che modo oggi i politici, i poteri forti delle multinazionali facendo leva sulla presunta libertà di internet usano la Rete per fare i loro interessi?
Internet, paritario e fuori dal controllo dei poteri forti sarebbe un pericolo troppo grande per gli interessi economici e politici di molte persone.

Alcuni esempi di temi trattati all’interno del libro Il testamento di Salvatore Siciliano:
- La censura di internet in Cina.
- Il traffico del Tantalio.
- La privacy.
- La teoria sui clown (Berlusconi) e i buffoni moderni di oggi (Dario Fo, Luttazzi, Grillo, Santoro, Travaglio)
- Obama e la politica americana del 2.0.


L'AUTORE: Salvatore Cobuzio é nato a Siracusa nel 1978.
Ha lavorato come web marketing manager presso gli studi di Cinecittà e alcune importanti aziende nazionali. Vive e lavora a Roma.

mercoledì 7 aprile 2010

"La chiave dell'Apocalisse" di James Rollins: impressioni a caldo

James Rollins - LA CHIAVE DELL'APOCALISSE

Inghilterra, 1086. Il censimento ordinato da Guglielmo il Conquistatore è stato finalmente portato a termine. La summa di quel lavoro immane è un volume in cui sono elencate tutte le terre e le proprietà del regno. Ma ben presto strane voci cominciano a circolare, e nessuno sa perché due luoghi sono indicati con un'unica, enigmatica parola scritta in inchiostro cremisi: devastato. Circondata da un'aura di mistero, quell'opera monumentale passerà alla storia con un titolo inquietante: "Il libro del Giorno del Giudizio".
Oggi. Tre omicidi nell'arco di poche ore. Prima il figlio di un senatore americano che svolgeva attività di volontariato in una fattoria nel Mali; poi un sacerdote, esperto di archeologia e studioso di san Malachia, ucciso da un'esplosione all'interno della basilica di San Pietro; infine un professore di biologia molecolare, trovato morto nel suo laboratorio a Princeton. Tre vittime connesse da un dettaglio raccapricciante: sui cadaveri è stata impressa a fuoco una croce celtica. E lo scenario che si presenta agli agenti della Sigma si complica ulteriormente quando le indagini del comandante Grayson Pierce rivelano il coinvolgimento di una multinazionale impegnata nella produzione di alimenti geneticamente modificati. Come mai una ricerca che potrebbe alleviare le sofferenze delle popolazioni africane sembra essere legata a un oscuro flagello che ha colpito l'Inghilterra nel XI secolo e alle visioni di un santo che ha profetizzato la fine del mondo?

Titolo originale: "The Doomsday Key"
Editrice Nord (collana Narrativa Nord)
Traduzione: Gian Paolo Gasperi
2010 - 468 pagine - € 19.60

“Chi ancora non ha letto i romanzi di James Rollins non può neanche immaginare cosa si perde.” Booklist

"La chiave dell'apocalisse" (The Doomsday Key) è il sesto romanzo della serie "Sigma Force", dopo (in ordine cronologico): "La città sepolta", "La mappa di pietra", "L’ordine del Sole Nero", "Il marchio di Giuda" e "L'ultimo Oracolo"; il settimo capitolo, "The Devil Colony", è previsto in uscita in America il 22 giugno 2010.
E come tutti i racconti che lo precedono, anche quest'ultima avventura di Painter Crowe, Grayson Pierce e company tiene il lettore incollato alle pagine grazie ad una trama ben ideata, ai machiavellici intrecci nei rapporti tra i protagonisti "buoni" e "cattivi" della storia, e ai numerosi colpi di scena; interessantissime le note a fine volume, dove Rollins rivela come tutti i riferimenti scientifici, storici e geografici sia "incredibilmente" reali.
Mi chiedo spesso come facciano certi autori a mescolare in maniera così efficace argomenti tanto eterogenei e ricavarne delle storie così reali!

Chi non ha già letto gli altri racconti della serie "Sigma Force" potrà trovarsi in difficoltà nel capire i rapporti e i sentimenti tra i vari personaggi, in primis lo scontro Grayson Pierce e la misteriosa Seichan (della quale si comincia a sapere qualcosa in più), ma anche la storia sentimentale tra lo stesso Gray e Sara Veroni, o le vicissitudini di Monk Kokkalis... è una buona occasione per andarseli a leggere tutti, ne vale comunque la pena.
Ho letto in giro che La chiave dell'apocalisse è considerato il miglior racconto scritto da Rollins: non sono pienamente d'accordo, pur se ad alti livelli la storia mi ha lasciato un po' di amaro in bocca, soprattutto per alcune scene un pelino esagerate e fantasiose (vedi le trappole nelle cripte che custodiscono la chiave del mistero); non vorrei che l'autore, dopo aver scritto un episodio dedicato a Indiana Jones, ne sia rimasto un po' troppo "attaccato"! ;-)

E' comunque un libro ottimo nonostante qualche ombra, consigliatissimo agli appassionati del genere thriller-avventuroso.


L'AUTORE: James Rollins, conosciuto anche come James Clemens; pseudonimo di Jim Czajkowski (Chicago, 7 dicembre 1961), è uno scrittore statunitense.
Ha frequentato la University of Missouri nel 1985.
Per anni è stato un apprezzato veterinario, ma, a un certo punto della sua vita, ha deciso di anteporre al lavoro le sue tre grandi passioni: la speleologia, le immersioni subacquee e, soprattutto, la scrittura.
Fin dal suo esordio, si è segnalato come una delle voci più nuove e convincenti nel campo del romanzo d'avventura, raggiungendo un notevole successo di pubblico e di critica.
Tra i suoi ispiratori cita gli autori della serie Doc Savage.
Da giovane, James aveva acquisito una vasta collezione di opere su Doc Savage, ma, dice che ne è rimasto ignaro della loro influenza su di lui, come romanziere, fino a quando uno dei suoi fan ha portato la questione alla sua attenzione.
Rollins ha anche scritto alcuni libri sotto lo pseudonimo di James Clemens.
Attualmente vive a Sacramento.
Nel 2007 è stato ingaggiato per adattare in un romanzo il film Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo.
Il Publishers Weekly scrive che Rollins trasmette il meglio di Clive Cussler, Robert Ludlum e Wilbur Smith, in più ha scritto che «Se a Cussler si dovesse assegnare la medaglia d'oro nella narrativa a Rollins bisognerebbe dare quella d'argento».


"La chiave dell'Apocalisse": ecco i commenti dei lettori trovati in rete, buona lettura!

Premesso che la copertina lascia molto a desiderare, il romanzo in sé è uno dei migliori di Rollins, a mio parere. Ancora una volta l'autore mescola con sapiente abilità avventura, mistero, teorie scientifiche verosimili e introspezione psicologica costruendo una storia che ti tiene incollato al libro fino all'ultima pagina, grazie a una scrittura che, negli ultimi libri, ho trovato assai maurata per ritmo, efficacia ed equilibrio. Una lettura imperdibile per tutti gli appassionati del genere.

In questo libro ci sono tutti gli ingredienti per un ottimo romanzo di avventura. I soliti cattivi, credibili teorie scientifiche collegate alla fisica e alla genetica, una ricerca di un mistero risalente all'antico egitto, trappole mortali, e soprattutto tanta azione, il tutto raccontato con la solita abilità dal grande Rollins. Veramente bello, forse il migliore di tutti i precedenti.

Rollins nel suo genere è bravo, nulla da eccepire; inoltre coniuga molto bene realtà scientifica e fantasia. Però i suoi libri hanno, a parer mio, un difetto non da poco, ormai sono diventati l'uno la fotocopia dell'altro. Prologo in epoca remota, mistero/segreto che se capita nelle mani sbagliate può portare a conseguenze nefaste se non addirittura alla fine dell'umanità, da una parte i Buoni che sono buoni, buoni, buoni; e dall'altra i Cattivi che sono cattivi, cattivi, cattivi. Per tre quarti del romanzo i cattivi sembrano vincere o sono nettamente in vantaggio, nell'ultimo quarto i buoni in un modo o nell'altro riescono a rovesciare la situazione e salvano l'Umanità. E via per una nuova avventura.... Personalmente inizio ad annoiarmi un po', tanto cambiano scenari, pericoli e cattivi ma la storia nelle sue colonne portanti è quella. Spero che il prossimo romanzo dell'autore statunitense mi faccia cambiare opinione.

Adrenalinica come sempre avventura del gruppo Sigma. Questa volta il mix tra avventura, storia e leggende locali alla fine riesce un po' pesante è già letto da qualche altra parte (diciamo in qualche lavoro di Valerio Massimo Manfredi). Il tema scientifico però trattato (quello degli OGM) è importante e nonostante sia un romanzo di fiction, dà adito ad importanti riflessioni sul futuro alimentare e demografico dell'umanità.

Ho letto tutti i libri di Rollins e questo è uno tra i migliori. Se piace questo genere vi consiglio di leggerlo.

Se si legge un libro di Rollins si sa già a cosa si va incontro, procedimento della trama sempre uguale e personaggi stereotipati tipo cattivi cattivissimi e un po' stupidotti e buoni buonissimi che in un modo o nell'altro se la cavano sempre. Certo non ci si annoia ma anche colpi di scena nei colpi di scena alla fine diventano quasi insopportabili. Comunque sono libri di evasione con basi reali abbastanza ben documentate per una lettura senza troppi coinvolgimenti. Il finale presagisce un seguito speriamo in qualche cambiamento...

E' il primo libro di Rollins che leggo, e devo dire che è molto bello. Ottima la trama, ottima la descrizione dei personaggi e dei luoghi.

Leggi qua le mie altre "impressioni a caldo" sui romanzi di James Rollins.