L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

martedì 19 gennaio 2010

news in libreria: "La mano sinistra di Dio" di Paul Hoffman

Paul Hofman - "LA MANO SINISTRA DI DIO"

Titolo originale: The Left Hand of God
Traduzione di Paolo Scopacasa
Casa Editrice Nord
anno 2010, 444 pagine
Prezzo di copertina: € 19,60

Non lasciatevi ingannare. Si chiama Santuario dei Redentori, quello in cima a Shotover Scarp, ma è un luogo che non dà nessun rifugio e offre ben poca redenzione. Anzitutto è circondato, a perdita d’occhio, da un’arida boscaglia, è avvolto da una perenne coltre di fuliggine ed è così grande che è facilissimo perdersi, proprio come ci si perderebbe in una landa desolata. Poi ci vivono più di diecimila ragazzi, tormentati dalla fame e dal gelo, costretti a pregare e a fare penitenza, stremati da punizioni brutali e da un addestramento sfibrante. E tutto perché i Redentori hanno un disperato bisogno di soldati da mandare in guerra contro gli Antagonisti, contro coloro che non credono in nessun Dio. Una guerra che dura ormai da due secoli. Questa è stata la vita di Cale da quando, dieci anni prima, è stato strappato alla sua famiglia e condotto nel Santuario. Adesso Cale di anni ne ha quattordici: il suo passato è stato cancellato, il suo presente è un inferno e il suo futuro è la morte sul campo di battaglia. La stessa fine di tutti suoi compagni. Però Cale non è come gli altri. Non si lamenta, non rimpiange, non protesta. Il suo sguardo è freddo e spietato, il suo cuore è calmo e risoluto, la sua mente è lucida e determinata. Perché Cale ha un piano. Deve fuggire. Ma non si può sfuggire al destino. Perché, dopo aver abbandonato il Santuario, Cale si ritroverà in un mondo ancora più crudele e pericoloso. Un mondo in cui bisogna combattere con le armi e con l’astuzia. Un mondo che regala l’amore soltanto per strapparlo via. Un mondo in cui amici e nemici hanno lo stesso volto. Un mondo che aspetta e teme colui che forse lo distruggerà: la Mano Sinistra di Dio...


La mano sinistra di Dio di Paul Hoffman è uscito in contemporanea in tutto il mondo il 14 Gennaio 2010 con la pesante etichetta di "romanzo evento" dell’anno. La scout inglese che segnalò al’epoca il primo romanzo della Rowling, scriveva in un’email – il 3 ottobre 2008: "Non ho letto niente del genere dai tempi di Harry Potter".
Gli editori alla fiera di Francoforte si sono contesi i diritti del libro: vedremo se i lettori si contenderanno le copie.

L’AUTORE – Paul Hoffman, dopo la laurea ha fatto diversi lavori. Dal suo primo romanzo ‘The Wisdom of Crocodiles’ è stato realizzato un film con Jude Law e Timothy Spall. Il suo secondo romanzo, ‘The Golden Age of Censorship’, è una commedia noir basata sulla sua esperienza come recensore di film. Come sceneggiatore ha collaborato alla realizzazione di tre i film e ha lavorato, tra gli altri, con Francis Ford Coppola.

Il sito dedicato al libro è www.lamanosinistradidio.com

giovedì 14 gennaio 2010

"La pietra sacra" di Clive Cussler & Craig Dirgo: impressioni a caldo

Clive Cussler con Craig Dirgo - "LA PIETRA SACRA"

Groenlandia, cinquantamila anni fa: un meteorite radioattivo colpisce la Terra. I primi uomini a ritrovarlo sono i vichinghi di Erik il Rosso, intorno al Mille dopo Cristo, stregati dalla sfera dalla superficie fredda e levigata, i cui effetti letali non tardano a manifestarsi... Sepolto in una caverna fino ai giorni nostri, viene riportato alla luce, insieme al suo impalpabile veleno, da un archeologo. Nel caotico contesto internazionale, una scoperta del genere può trasformarsi nell’occasione attesa da una cellula terroristica per costruire una «bomba sporca», o da un folle miliardario che persegue un perverso disegno di vendetta. Le agenzie di intelligence sono in allarme; e il gruppo di ex appartenenti alle forze speciali guidato dal capitano Juan Cabrillo è la risposta migliore a una minaccia di questa portata. La Corporation deve muoversi, subito, rapida, determinata, pronta a tutto: la posta in gioco è troppo alta.

Titolo originale: Sacred Stone, 2004
2009, 456 pagine, € 8,90
Traduzione di Manuela Frassi
Casa Editrice Tea (collana TeaDue)

Il thriller avventuroso "La pietra sacra" (Sacred Stone, 2004) è il secondo episodio della saga "Oregon - Juan Cabrillo", scritto a quattro mani da Clive Cussler e Craig Dirgo.
La nuova avventura della Corporation mantiene inalterato il ritmo e la confusione causati dalla freneticità degli eventi che avevano caratterizzato il primo libro ("L'oro dei Lama"); come nel primo capitolo la storia è ben studiata, ma si richiede al lettore una costante attenzione nel seguire gli eventi, i frequentissimi salti di scena e i personaggi (che sono davvero tanti!!).
Tutto questo, però, ripaga con un libro che, contrariamente ai giudizi dei lettori che potrete leggere in seguito, a me è piaciuto molto.

Una nota: in copertina troneggia il nome di Clive Cussler (che come in ogni romanzo fa una apparizione anche all'interno della storia, questa volta nelle vesti di uno "scrittore in pensione"), ma io penso che del buon Clive ci sia davvero poco, ma chissenefrega... onore al merito a Craig Dirgo, allora!

I commenti degli altri... eccoli, buona lettura!


Forse è solo stato tradotto molto male, ma trovo che in questo romanzo Cussler abbia raggiunto i minimi in fatto di linearità e piacevolezza di lettura. La storia è articolata, come di consueto, ma intere frasi, sempre identiche, si ritrovano molte volte lungo la lettura, fino a risultare noiose; altre sembrano, e da qui mi sorgono i dubbi sulla traduzione, formate da parole ricombinate in modo da cambiare il significato della frase e rendere la stessa isolata o slegata dal contesto. Frasi come "volare a punto fisso", poi, riferito al volo con gli elicotteri, sono ripetute decine di volte. Ogni volta verrete informati che il personaggio di turno aspetterà che il rotore dell'elicottero sia fermo prima di scendere (nozioni importanti, come potete intuire, all'interno del racconto), che danno l'idea di voler donare un paio di righe in più ad ogni capitolo. Io, grande ammiratore di Cussler, questa volta devo dire che è stata una vera delusione. Forse la prima. Dopo anni di acquisti a "scatola chiusa", la prossima volta non comprerò un suo libro solo perchè sulla copertina c'è stampato il nome Cussler a caratteri più grandi del titolo del libro. Forse, se il problema è la traduzione frettolosa, l'editore si convincerà a stamparne una seconda edizione. Allora, forse, ne varrà la pena di acquistarlo.

Non mi è piaciuto come gli altri...peccato!

Sono da anni un fan di Cussler e ho letto tutte le avventure di Dirk Pitt e Al Giordino trovandole entusiasmanti dall'inizio alla fine anche se sono da considerare libri leggeri e spesierati (ma cosa volete, a me piacciono un sacco) ma purtroppo quando il personaggio è Juan Cabrillo e la sua squadra, Cussler fa i fiaschi. Troppi personaggi (c'è l'elenco che spiega chi sono all'inizio del libro) creano confusione e non ci si affeziona a nessuno di loro. I luoghi comuni poi si sprecano in tutto il racconto rendendolo prevedibile e anche noioso. Dovrebbe tornare alla "NUMA! almeno da esperto lupo di mare ci regalerebbe nuove emozioni.

Sono una fan di Clive Cussler. Ho letto tutti i suoi libri precedenti. Questa volta purtroppo devo dare un giudizio negativo: troppi personaggi, ho fatto veramente fatica a terminare il libro.

Iniziato da 2 settimane, e come sempre, Clive Cussler non si smentisce mai, lettura molto scorrevole, azione, avventura e chi + ne ha + ne metta! Però, abituato agli inizi con le avventure affrontate Dirk Pitt e Al Giordino, senza dimenticare Sandecker poi, bè, mi mancano un po'... non lo nascondo!

Boh lo sto leggendo, mi manca Pitt però c'è avventura pure qua... non mi sembra così male. Secondo me Cussler non ci ha messo solo la firma lo si capisce dalle detagliate descrizioni di veicoli e armi che non mancano mai nei suoi libri.

A me è piaciuto parecchio... un consiglio a tutti quelli che, come me, adorano Cussler/Pitt e hanno letto tutti i suoi libri: quando si comincia a leggere un libro con Austin o Cabrillo, secondo me, non si può pretendere che la storia sia come quelle con Dirk Pitt altrimenti non sarebbero cambiati i personaggi!! A mio parere molti voti negativi partono da un pregiudizio di base per cui la squadra Pitt/Giordino è insuperabile! E questo è dimostrato dal fatto che in quasi tutti i commenti loro sono nominati!! Non fraintendetemi... anche a me piacciono molto di più le avventure vecchie rispetto alle ultime... però non credo che questo basti a giustificare dei voti così bassi... è sempre CLIVE!!! Pitt e Giordino sono già nei nostri cuori da un pezzo... ma diamo una possibilità anche a tutti gli altri!!! Oh poi magari mi sto completamente sbagliando e vi chiedo scusa... Ciaoooooooo

Peccato. Inizia bene, prosegue bene, però poi ogni azione si risolve con una rapidità ed una facilità esagerata. Tra l'altro c'è molta confusione, un sacco di personaggi, talmente tanti che a volte non ci si ricorda più chi siano, almeno quelli meno importanti!

Non posso credere che Cussler abbia fatto detta confusione in questo libro. Appassionato come lettore dei suoi libri ho avuto difficoltà di mettere assieme la storia troppi personaggi storie contorte difficili da mettere assieme, Clive nei suoi libri con Pitt e Giordino era un olio scorrevole come lo deve essere una lettura rilassante e tranquilla. In libreria non mancano libri da rompersi il cervello tipo il mitico il pendolo di f...., Peccato approvo quanto sopra detto rileggerò i suoi libri antecedenti, €18.50 cestinati

Ci risiamo. Altra storia che poteva essere lasciata nel cassetto. Come gli altri che hanno commentato ritengo che Cussler abbia solo firmato il romanzo. Sono stufo di spendere soldi in libri che stronco già dopo la quindicesima pagina, e leggo sino alla fine sperando che la trama migliori. Invece sempre più verso il fondo è una volta raggiunto si comincia a scavare per scendere ancora di più. In quest'ultimo libro tocchiamo veramente il peggio. Sembra un libro di propaganda. La trama risibile sotto ogni punto di vista. Sono sempre loro che salvano il mondo, i cattivi sono europei, cinesi giapponesi e chi ne ha più ne metta. Hanno rotto. Gli americani invece sono sempre quelli nel giusto, fanno le cose esatte e governano con giustizia e utilizzano le loro squadre segrete per il bene del mondo. Patetico. non credo che comprerò mai più un libro di questo autore. Mi rileggerò quelli vecchi che ho adorato e che adoro. Anche li c'è molto americanismo ma almeno i romanzi hanno una trama e uno sviluppo leggibile e godibile, gli ultimi invece sono solo alberi assassinati per nulla. Da non comprare, meglio l'ultimo di Patricia Cornwell.

Che fine ha fatto Clive Cussler? E' in pensione? Bene, che la smetta di firmare spazzatura scritta da altri. 18 euro buttati via, un romanzo con una trama risibile, che poteva anche funzionare con la metà (o ancora meno) di personaggi. In vari punti del libro non si capiva un accidente, tanto era confuso il numero di persone che circolavano per le pagine. Tra i peggiori libri in assoluto che abbia mai letto e soprattutto indegno di portare la firma del mio scrittore preferito. Ho in libreria tutti i libri di Cussler fino ad ora usciti, e a volte ne prendo uno e lo rileggo... ma di sicuro questo rimarrà li a prendere polvere!!!

Di Cussler c'è solamente la firma. Troppi personaggi alcuni francamente inutili che rendono la storia difficilmente seguibile. Cussler da solo è un'altra cosa. Spero nelle prossime uscite.

Leggermente migliore rispetto al primo della serie ma, comunque, ampiamente insufficiente. Avendo letto tutti i libri di Cussler sono sempre più convinto che in quelli relativi alla serie "Oregon" ci metta solo la firma.

Leggi qua le mie altre recensioni dei romanzi di Clive Cussler.

mercoledì 13 gennaio 2010

prossimamente in libreria: "Fuoco incrociato" di Andy McNab

Andy McNab - "FUOCO INCROCIATO"

Traduzione di Isabella Ragazzi e Stefano Tettamanti
Genere: Thriller
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Pagine: 392
Prezzo: € 19.00
Di prossima pubblicazione

Bassora, febbraio-marzo 2007. Nick Stone ha fallito. Clamorosamente. Incaricato di proteggere due operatori televisivi, l’ex agente del SAS britannico è stato attaccato da un gruppo di ribelli armati, e solo grazie alla rapida reazione di Pete, il cameraman della stessa troupe, riesce a salvarsi.
Mentre Nick è in infermeria, ferito, Pete viene ucciso in circostanze poco chiare e Dom, il collega giornalista, sparisce nel nulla, forse rapito. Ricevuto dai servizi segreti l’incarico di ritrovarlo, ne segue le tracce dall’Iraq a Londra, poi a Dublino e infine a Kabul, la città dura e spietata dove il destino di uomini di governo e terroristi s’intreccia inesorabilmente agli affari internazionali.
In mezzo a questo fuoco incrociato Stone scopre che l’incubo è solo all’inizio: in un crescendo di azioni pericolose si ritrova infatti invischiato in un torbido segreto a sfondo sessuale e in un traffico di droga e di esseri umani nel quale qualcuno di assolutamente insospettabile gioca davvero sporco. Lui, il cacciatore, è diventato la preda in una drammatica corsa contro il tempo per salvare più di una vita e fare giustizia.


Dal 21 gennaio 2010 sarà disponibile in libreria, edito da Longanesi, "Fuoco incrociato" (Crossfire) di Andy McNab; la decima avventura di Nick Stone è un romanzo inesorabilmente violento e straziante, con una trama agghiacciante e un climax sconvolgente, ricco di combattimenti ad alta tensione e adrenalina allo stato puro.

Andy McNab, arruolatosi giovanissimo in fanteria, nel 1984 è entrato nel SAS e ha partecipato a operazioni in ogni parte del mondo. Durante la guerra nel Golfo guidava la pattuglia Bravo Two Zero, che secondo il suo ufficiale in comando «rimarrà per sempre nella memoria del SAS». Catturato dagli iracheni, dopo il rilascio si è sottoposto a sei mesi di cure intensive prima di tornare al servizio attivo, da cui si è dimesso nel febbraio 1993.

Ai nove anni di permanenza nel Reggimento ha dedicato Pattuglia Bravo Two Zero (1997) e Azione immediata (1998), due libri di grande successo, e assai discussi in patria, con i quali è nato l’autore Andy McNab, uno pseudonimo adottato per motivi di sicurezza. Ha poi scalato le classifiche mondiali con i suoi romanzi.

giovedì 7 gennaio 2010

"Timeline" (il film): impressioni a caldo

Timeline - Ai confini del tempo

Titolo originale: Timeline
Paese: USA
Anno: 2003
Durata: 116 min
Genere: fantascienza, avventura
Regia: Richard Donner
Soggetto: Michael Crichton
Sceneggiatura: Jeff Maguire, George Nolfi
Produttore: Richard Donner
Produttore esecutivo: Gary Levinsohn

Interpreti e personaggi
Paul Walker: Chris Johnston
Frances O'Connor: Kate Ericson
Gerard Butler: Andre Marek
Billy Connolly: Prof. Edward A. Johnston
David Thewlis: Robert Doniger
Anna Friel: Lady Claire
Neal McDonough: Frank Gordon
Matt Craven: Steven Kramer
Ethan Embry: Josh Stern
Michael Sheen: Lord Oliver de Vannes
Lambert Wilson: Lord Arnaut de Cervole
Marton Csokas: Sir William De Kere/William Decker

Fotografia: Caleb Deschanel
Montaggio: Richard Marks
Musiche: Brian Tyler


Pochi giorni fa avevo pubblicato su queste pagine la recensione di "Timeline", un romanzo di Michael Crichton del 1999 che mi aveva appassionato non poco, e dal momento che questo racconto, nel 2003, è anche diventato un film diretto da Richard Donner, non potevo perdermelo!

E' un dato di fatto che tra la storia scritta e quella vista al cinema, spessissimo, ci siano parecchi punti che non collimano; e questo film non fa eccezione, anzi... parecchi passaggi della trama iniziale sono stati modificati, tagliati, deviati, aggiustati alle esigenze cinematografiche, per non dire addirittura stravolti.
Ma la storia regge in ogni caso, il film non è un colossal ma, secondo me, non è giusto nemmeno inserirlo in genere dei film di "serie B" americani.
E' un film da godere, che pur con le incongruenze e le assurdità di certe situazioni, appassiona e tiene lo spettatore con il fiato sospeso fino all'ultimo; senza tralasciare la componente passionale, grazie alla quale si stempera la tensione di tutto il film in un commovente finale.

Avevo letto in giro per il web alcuni commenti non molto buoni su questo film, soprattutto di coloro che avevano prima letto il romanzo ed erano quindi rimasti delusi della trasposizione su pellicola; a me non è affatto dispiaciuto, diciamo... 7?





foto © Philippe Bosse - 2003


Riporto ora alcune recensioni sul film trovate in rete, buona lettura!

È un sogno arcaico quello di ritrovarci di colpo nel passato, mettere alla prova la nostra memoria tecnologica con un tempo lontano in cui tutto quel che sappiamo era sconosciuto. Tutti abbiamo fantasticato di risvegliarci alla corte di re Artù come lo yankee di Mark Twain o sotto casa nostra in pieno ‘800. Variante fantasy della famosa «vacanza intelligente». Nel Medioevo, ma solo per ridere, erano tornati persino Roberto Benigni e Massimo Troisi in Non ci resta che piangere, eredi comici della Macchina del tempo di Simon Wells, un classico. Stavolta tocca al romanzo Timeline di Michael Crichton diventare un film con la regia reboante (ma priva della consueta ironia) di Richard Donner e buttato nelle sale estive senza troppa convinzione. Del tutto a ragione, perché qui la macchina del tempo produce molto fumo e poco arrosto.
Storia esile: un gruppo di studenti di archeologia, alla ricerca del professore sperduto nel tempo, si ritrova nella Dordogna del 1350, sito su cui stavano compiendo studi. E li rimangono, bloccati da un guasto, forse irreversibile, del teletrasportatore che li ha spediti in loco.
Superato il prologo, ricco di tutte le banalità che immaginiamo, computer che fondono, gabbie di vetro per smaterializzare i corpi e fantatecnologia del tutto indecifrabile, non ci resta che pedinare gli affanni dei giovani studiosi alle prese con i pericoli di una guerra truculenta. I ragazzi vanno e vengono, non si sa bene come o perché, e nonostante la presenza del giovane rampante Paul Walker l’interesse si spegne per mancanza di vera drammaturgia. Una volta nel passato, li restiamo, bloccati anche noi in attesa di scoprire quale escamotage verrà usato per salvare capra e cavoli. Nessuna vera curiosità per quell’oscuro Medioevo, neppure un brivido e lo sbadiglio sarà anche feudale, ma assomiglia fin troppo a quelli del presente. Medioevale o contemporanea, il suo nome è noia.
Piera Detassis - da Panorama, 27 luglio 2004


Alcuni studenti di archeologia, sotto la guida dei professor Johnston, sono impegnati in uno scavo in un monastero nella Dordogna, finanziato dalla ITC. Dietro questo interesse si cela quello per i viaggi nel tempo che la tecnologia delia IC ha reso possibili, ma sempre e solo per la Dordogna del 1357 durante la Guerra dei Cento Anni, proprio nella zona degli scavi. Il boss della società vuole capire il perché di questa anomalia e spedisce nel passato alcuni suoi uomini e anche ii professore, che però vi rimane intrappolato, rendendo necessario l’invio dei suoi alunni per riportarlo indietro. Spesso avviene che il gusto dei pubblico sovverta il giudizio dei critico e Timelime non sfugge a questa tendenza consolidata, avendo ricevuto critiche non certo entusiastiche ma una buona accoglienza in sala. Che il tema dei viaggio nel tempo sia abusato, che il film sia tratto da un romanzo minore di Crichton, che i marchingegni di George Pal fossero sicuramente più affascinanti o che il regista Richard Donner non sia mai stato un Autore con la A maiuscola, è certamente condivisibile, ma è anche indubbio che questo film dimostra una sua certa forza, innanzi tutto nella mano sicura della regia del vecchio mestierante, che conosce bene i generi, ma che non combina un confuso patchwork nel mescolarli, e poi la sceneggiatura, seppur prevedibile in taluni snodi, alla fine si rivela la solita e tutto sommato bene accetta favola a lieto fine che sembra non passare mai di moda.
Fabrizio Liberti - da Film TV, n. 30, 2004


Un gruppo di archeologi, guidato dal professor Johnston (Billy Connolly), è impegnato negli scavi per disseppellire un castello del XlV secolo, in un piccolo villaggio francese. Qui però il gruppo rinviene, in una stanza sigillata da più di 600 anni, una lente bifocale e una misteriosa iscrizione dello stesso professor Johnston datata 2 aprile 1357. La chiave del mistero è racchiusa nell’invenzione di un certo Robert Doniger (David Thewlis): una macchina in grado di trasmettere oggetti tridimensionali attraverso lo spazio e il tempo. Quando Johnston finisce accidentalmente nel 1357, nel mezzo di una guerra feudale tra francesi e inglesi, suo figlio Chris (Paul Walker) e alcuni colleghi si fanno spedire nel passato. La dote principale dei prolifico scrittore americano Michael Crichton è quella di riuscire a rendere credibile e attendibile scientificamente ciò che nella logica delle cose è assolutamente assurdo. Quello che manca a un film come Timeline, oltre che alla fantasia del romanzo che da noi ha venduto 313.000 copie (ed. Garzanti) è proprio, rifacendoci a Umberto Eco, la capacità di “sospendere l’incredulità” dello spettatore, di trascinare il pubblico dentro la versione cinematografica del bestseller, senza provocare sghignazzi ad ogni salto temporale e alle pretese spiegazioni scientifiche dell’illogico. Forse perché Richard Donner (Arma letale) non è adatto a una storia tanto complessa, forse perché la sceneggiatura di Jeff Maguire (Nel centro del mirino) e George Nom è piena di buchi (personaggi che scompaiono e nessuno se li ricorda più, manca completamente un climax finale). Lo spaesato “mr. bravo ragazzo” Paul Walker (Fast and Furious) non aiuta la causa.
Luca Barnabé - da Ciak, n. 7, Luglio 2004


Ritrovare un padre perduto è sempre un problema; peggio che mai se lo sciagurato si è smarrito nella Francia dei Milletrecento, fra battaglie e intrighi mortali. Il giovane scienziato e gli amici che lo accompagnano nella missione dovranno superare alti ostacoli per tornare a casa. Sarà che ho un debole per i racconti sulle “macchine dei tempo” (mi piace persino Bing Crosby, americano alla corte di re Artù), ma non mi sono sdegnato, come la maggior parte dei critici, vedendo Timeline, innocente kolossal girato dal vecchio Richard Donner sulla base di un romanzo (confuso e pasticciato) di Michael Crichton. Ii consiglio è di non fare i difficili e allacciare le cinture: benvenuti a MedioevoPark.
Claudio Carabba - da Corriere della Sera Magazine, 22 luglio 2004

martedì 5 gennaio 2010

le recensioni di ThrillerCafé.it: "Il suggeritore" di Donato Carrisi

Fonte: ThrillerCafé del 23/02/2009


Il suggeritore di Donato Carrisi è probabilmente il caso del momento tra i libri thriller di recente pubblicazione. Con la recensione di oggi qui su ThrillerCafe.it, potrete scoprire se è vero quanto si legge sul sito dedicato al romanzo, che riporta così: “Ancor prima dell’uscita in libreria questo romanzo ha provocato un vortice di ammirazione e di attesa, tanto da essere già in via di pubblicazione nei maggiori paesi europei”.

Titolo: Il suggeritore
Autore: Donato Carrisi
Editore: Longanesi
Anno di pubblicazione: 2009
Pagine: 468
Prezzo: € 18,60

Trama in sintesi de Il suggeritore:
Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che sa assumere molte sembianze, che il mette costantemente alla prova in un’indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. Ma soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. È un gioco di incubi abilmente celati, una continua sfida.
Sarà con l’arrivo di Mila Vasquez, un’investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l’altro, grazie anche al legame speciale che comincia a formarsi fra lei e il dottor Gavila.
Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo…


Il suggeritore va a inserirsi in un genere complicato: il serial thriller. E dico “complicato” non a caso. Da Drago Rosso in poi, la “scuola Harris” ha visto accrescere nel tempo le proprie fila e di libri con protagonisti serial killer ne sono usciti talmente tanti che è diventato veramente difficile dire qualcosa di nuovo. Quasi tutti gli autori di spicco ci si sono cimentati. Ne sono venuti fuori titoli stranoti, come Il collezionista di ossa, o altri meno conosciuti ma forse anche migliori (per esempio, il Facile da uccidere di Katzenbach). Fatto sta che quasi sempre si è trattato di autori statunitensi, o comunque di lingua anglosassone. Quando ci hanno provato gli italiani i risultati sono stati non troppo esaltanti (a scanso equivoci, anche Io uccido per me rientra tra i flop sotto questo punto di vista). Perché? Perché il serial killer, nonostante l’Italia sia tra i paesi che ne hanno di più, sa tanto di americano. C’è chi ambienta in Italia la sua storia, ma non funziona allo stesso modo. C’è chi la ambienta in America, ma non conosce i posti, le procedure, tutti quei piccoli dettagli che fanno la verisimiglianza. Carrisi il suo thriller lo ambienta in un posto imprecisato che pare trovarsi oltreoceano: direi che un po’ se ne lava le mani, ma è la scelta migliore.
La trama che imbastisce mette in scena un vasto campionario di perversioni ispirate dalla cronaca reale. A farle scoprire è il Suggeritore, l’oscuro personaggio che con gli investigatori sembra ingaggiare una sfida in astuzia. E’ sempre un passo avanti a chi lo cerca, come nella migliore tradizione del genere, ma non è un serial killer tipico. Carrisi sceglie un “serial killer per induzione“, una persona – come spiega Ruben De Luca – che esercita un grado di influenza su altri individui talmente forte da indurli a commettere omicidi al posto suo. Qualcuno che “suggerisce” delitti ai suoi discepoli, come il Daniel Pell de La bambola che dorme di Deaver, ma che qui allo stesso tempo usa i cadaveri delle bambine per indicare alla polizia i colpevoli di altri crimini odiosi: pedofili, assassini, stupratori. Siamo di fronte a una continua discesa nel Male, che intride i personaggi negativi e soprattutto non risparmia quelli positivi. Dal criminologo all’esperta di sparizioni, i protagonisti di questo libro thriller non sono nuovi in sé, ma le loro peculiarità risiedono più che nel ruolo, nel “dentro”, in quelle macchie scure che poco alla volta trapelano dalle loro anime.
Suspense, con un ignoto detenuto che segna già l’incipit, e colpi di scena che si susseguono con ritmo mai declinante, segnano lo scorrere delle pagine, e questo nonostante qualche intrusione di Carrisi che cerca di dare informazioni criminologiche ai meno esperti di assassini seriali e volte confeziona dialoghi un filo didattici.
Una medium che dà una grossa mano all’intreccio svelando con mezzi poco normali ciò che altrimenti sarebbe stato quantomeno difficile chiarire, è invece uno stratagemma che forse in un serial thriller il lettore smaliziato non si aspetta di trovare, ma è dettaglio secondario che viene spazzato via dal senso di attesa che si accresce addentrandosi nella storia, nel lato buio dell’essere uomini, e non mostri come la società per tranquillizzarsi vorrebbe.
E quando il finale arriva e ci saluta con un colpo di coda inquietante, che lascia aperte le porte a un sequel o forse a un prequel, la sensazione che là fuori ci sia da avere paura è ancora al nostro fianco, a testimoniare che un’opera di fiction è intrattenimento, ma quando fatta bene è pure finestra aperta sul mondo.
Il suggeritore di Carrisi è, concludendo, un libro che tra le icone del genere non sfigura, e se e quando dovesse uscire in America, sono pronto a scommettere riscuoterà lo stesso successo che sta avendo – giustamente – in Italia.

(Giuseppe Pastore)

lunedì 28 dicembre 2009

"Timeline" di Michael Crichton: impressioni a caldo

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Michael Crichton - TIMELINE

Nel deserto dell'Arizona un uomo vaga senza meta, pronunciando parole prive di senso. Dopo ventiquattr'ore è morto e il suo corpo viene cremato dalle uniche persone che sembrano conoscerlo. All'altro capo del mondo una squadra di archeologi è al lavoro sulle rovine di un villaggio medievale della Dordogna, dove scopre una stanza rimasta sigillata per oltre seicento anni. Ma nel quartier generale della società finanziatrice del progetto gli studiosi faranno una scoperta ancora più sorprendente: il capo della misteriosa multinazionale ha inventato una vera macchina del tempo, che nello spericolato tentativo di ritrovare il professor Johnson, il capo della spedizione precipitato in un tunnel spaziotemporale, li proietterà in uno dei periodi più avventurosi e violenti della storia. Da quel momento i nostri eroi dovranno riuscire a sopravvivere nel bel mezzo della guerra dei Cent'Anni - tra soldataglia e affascinanti castellane, assedi e cruente battaglie - per cercare di tornare sani e salvi nel XXI secolo.

Titolo originale: "Timeline" - 1999
Garzanti Libri (collana Elefanti bestseller)
traduzione di P. Bertante, G. Pannofino
2008 - 679 pagine - € 9,90


"Timeline" di Michael Crichton è un libro difficile da definire: romanzo storico? thriller? racconto fantascentifico?
Forse... tutte e tre le definizioni possono calzare bene; la storia di svolge infatti su due scenari ed epoche diametralmente opposte, oggi e nel Medio Evo, andando ad attingere ad un filore affascinante qual è quello della possibilità di viaggiare nel tempo, senza tralasciare tecnologia e parecchia azione.
La trama dà adito, in alcuni passaggi, a qualche perplessità, ma è pur sempre un racconto di fantasia; molto curate, invece, le descrizioni delle ambientazioni medievali.

Un libro che ho letto con piacere, non eccezionale ma comunque molto valido.
Da questo romanzo, nel 2003, è anche stato tratto un film diretto da Richard Donner, che ora, nonostante i "tiepidi" commenti letti in giro sul web, ho parecchia curiosità di vedere quanto prima.

Ed ecco alcuni commenti dei lettori trovati in rete, buona lettura!

Davvero ben scritto, molto scorrevole. All'inizio risulta assolutamente avvincente, grazie anche al particolare e stuzzicante tema... il viaggio nel tempo! Nonostante ciò la votazione non è piena perché dalla metà fino alla fine (troppo scontata) comincia a diventare meno avvincente catturando meno l'attenzione del lettore. Risultato: prima parte letta in pochissimo tempo senza che me ne sia quasi reso conto, seconda parte tutt'altro che veloce. Nel suo insieme, comunque, un buon libro, anche se il potenziale di base poteva portare a ben altro risultato...

Questo libro è stato deludente sotto tutti i punti di vista. Si parte da un inizio avvincente che fa ben sperare per finire a raccontare una storiella banale e scontata ambientata nel medioevo. Per cui tutto il fascino della quantistica e dei viaggi nel tempo si dissolve in una bolla di sapone. Dopo "Jurassic park" ogni libro di Crichton che leggo si rivela sempre di un livello inferiore. Peccato.

È un romanzo che mi è piaciuto molto. Interessanti i cenni storici e la trama è ben congeniata. Crichton è avvincente e tiene inchiodati i lettori fino alla fine del libro. Godibilissimo.

Bel libro, storia molto avvincente e scrittura scorrevole. Mi ha tenuto col naso incollato alle pagine con la bramosìa di sapere cosa sarebbe successo dopo. Il balzo nel medio evo è stato affascinante e avventuroso. Bello e naturalmente... consigliatissimo!

Una delle peggiori ciofeche di Crichton. Un autore che di solito ha spunti geniali per quanto riguarda le trame e che fa schifo come dialoghi e spessore dei personaggi, qui riesce anche a scrivere una storia brutta, assurda e stupida. Deludente, deludente, deludente.

La solita precisione crichtoniana nei minimi dettagli, qui sul duplice versante della storia medievale e della fisica quantistica. Una storia che, tra descrizioni affascinanti, azioni travolgenti e dialoghi azzeccati, non annoia quasi mai, nonostante la lunghezza decisamente eccessiva del libro. Una lettura da spiaggia davvero valida!

Ho letto questo libro molto velocemente nonostante il buon numero di pagine che lo compongono. Una lettura veloce e semplice di pura fiction. L’argomento mi ha sicuramente intrigato anche se devo dire che l’autore non è riuscito ad essere convincente al cento per cento. La spiegazione della tecnologia che permette di spostarsi nel passato risulta lacunosa e contraddittoria inoltre i personaggi rimangono per tutto il romanzo un po’ piatti, forse l’autore ha voluto concedere più spazio all’azione a scapito dello spessore dei personaggi. Altri due punti che mi hanno fatto arricciare il naso sono stati: l’affermazione che il basso medioevo precede l’alto medioevo (errore forse da imputare al traduttore piuttosto che all’autore) e l’altro punto il fatto di presentare al lettore un personaggio, per poi non menzionarlo più, senza far compiere a questo personaggio nessuna azione utile alla storia. In conclusione posso dire che, anche se il libro non ha soddisfatto a pieno le mie aspettative, rimane comunque una lettura piacevole con cui rilassarsi. Buona lettura!

E' il primo libro che leggo di questo autore e lo trovo davvero stupefacente.

Questo libro mi è stato consigliato da una persona cara; pensavo fosse noioso invece andando avanti mi ha appassionato molto e l'ho letto tutto d'un fiato. Testo scorrevole e avvincente, descrizione minuziosa di luoghi e personaggi; finale inatteso ma non troppo!!!! Da consigliare a chi ama storia e avventura... con un pizzico di fantasia...

Veramente bello, anche se perde un po' la suspance crichtologica, ma per il resto (storia, personaggi, usi e costumi medievali) è tutto ok!!!



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lunedì 21 dicembre 2009

prossimamente in libreria: "L'ipnotista" di Lars Kepler

Lars Kepler - "L'IPNOTISTA"

Traduzione di Alessandro Bassini
Genere: Thriller
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Pagine: 594
Prezzo: € 18.60
Di prossima pubblicazione


Si chiama Erik Maria Bark ed era l’ipnotista più famoso di Svezia. Poi qualcosa è andato terribilmente storto e la sua vita è stata a un passo dal crollo. Ha promesso pubblicamente di non praticare mai più l’ipnosi e per dieci anni ha mantenuto quella promessa. Fino a oggi.
Oggi è l’8 dicembre e a chiamarlo è Joona Linna, un commissario della polizia criminale con l’accento finlandese. C’è un paziente che ha bisogno di lui. È un ragazzo di nome Josef Ek che ha appena assistito al massacro della sua famiglia: la mamma e la sorellina sono state accoltellate davanti ai suoi occhi, e lui stesso è stato ritrovato in un lago di sangue, vivo per miracolo. Josef è ricoverato in grave stato di shock, non comunica con il mondo esterno. Ma è il solo testimone dell’accaduto e bisogna interrogarlo ora. Perché l’assassino vuole terminare l’opera uccidendo la sorella maggiore di Josef, scomparsa misteriosamente. C’è solo un modo per ottenere qualche indizio: ipnotizzare Josef subito.
Mentre attraversa in auto una Stoccolma che non è mai stata così buia e gelida, Erik sa già che infrangerà la sua promessa. Accetterà di ipnotizzare Josef. Perché, dentro di sé, sa di averne bisogno. Sa quanto gli è mancato il suo lavoro. Sa che l’ipnosi funziona. Quello che l’ipnotista non sa è che la verità rivelata dal ragazzo sotto ipnosi cambierà per sempre la sua vita. Quello che non sa è che suo figlio sta per essere rapito. Quello che non sa è che il conto alla rovescia, in realtà, è iniziato per lui.


"L’ipnotista" è il thriller rivelazione dell’ignoto Lars Kepler, pseudonimo dietro cui ancora non si è riusciti a capire chi davvero si celi e indicato da più parti come il nuovo Stieg Larsson.
I diritti del libro, il più conteso alla Fiera di Londra 2009, sono stati acquistati dai maggiori editori di tutto il mondo in aste, è proprio il caso di dirlo, all’ultimo sangue.
In Italia L’ipnotista esce il 18 gennaio 2010 per Longanesi, che in operazioni simili si è già distinta con successo, dopo aver lanciato con il fenomenale Donato Carrisi e il suo "Il suggeritore".

A L’ipnotista è dedicato un sito ufficiale:
www.ipnotista.com, nel quale è anche possibile leggere e scaricare il primo capitolo.

venerdì 18 dicembre 2009

"Alle nuvole il cielo" di Alberto Gianfranco Baccelli e Roberto Cicchinè

Alberto Gianfranco Baccelli e Roberto Cicchinè
"ALLE NUVOLE IL CIELO"


Edizioni Simple

47 poesie e 33 fotografie

84 pagine, Euro 10,00

ISBN 978-88-6259-183-6


Alberto Gianfranco Baccelli (bag)

Questo progetto era pronto da tanti anni, ma non riuscivo ad abbinare alle mie poesie le mie foto. Poi ho incontrato, sul web, le foto di Roberto ed è stata una folgorazione. Quelle erano le foto che mi servivano per chiudere il libro. Ci siamo fortunatamente incontrati a Lucca per la mostra annuale di MicroMosso e abbiamo parlato molto. Subito si è instaurato un rapporto perfetto per una sinergia d’emozioni. Di lì a poco il progetto, fermo da anni, ha preso corpo ed in poco tempo è stato portato a termine.


Roberto Cicchinè

Quando Gianfranco in una mail mi parlò della sua intenzione di sviluppare insieme questo progetto... bhè!... Sono uscito di casa, era domenica pomeriggio, e ho fatto degli scatti, molti scatti. Poi bag mi ha inviato una prima bozza, con il titolo e tutte le poesie. Lì ho capito che un’affinità è qualcosa in più di un sentimento condiviso, ma un’energia che va oltre le distanze, un pensiero che galleggia e qualche volta affoga nelle nostre emozioni. Le fotografie presenti in questo nostro lavoro furono scattate in gran parte in quel pomeriggio d'inverno.


Esce in questi giorni un libretto di poesie di Alberto Gianfranco Baccelli (bag) con foto di Roberto Cicchinè, molto particolari ed in massima parte inedite, fatte apposta per il libro.
E' possibile acquistarlo on-line sul sito www.edizionisimple.it (info@edizionisimple.it) al prezzo di 10 euro (+ spese postali) oppure richiedendolo direttamente agli autori.

Un'ottima idea per un regalo di Natale, no? ;-)


NEBBIA

Ecco, si adagia
morbida
su rive, poggi e distese,
sugli alberi spogli
e sui cespugli verdi.
La pioggia
sorella maggiore
le invidia la leggerezza
e il rumore
che non fa.
La neve
sorella minore
l'osserva ed impara le movenze,
l'ozioso coricarsi
sulle cose.
Lei si alza
e lenta
stende il suo abbraccio
attorno al sole,
suo ingrato amante.

venerdì 11 dicembre 2009

"La mano di Fatima", il secondo romanzo di Ildefonso Falcones

Ildefonso Falcones - LA MANO DI FATIMA

Nei villaggi delle Alpujarras è esploso il grido della ribellione. Stanchi di ingiustizie e umiliazioni, i moriscos si battono contro i cristiani che li hanno costretti alla conversione. È il 1568. Tra i rivoltosi musulmani spicca un ragazzo di quattordici anni dagli occhi incredibilmente azzurri. Il suo nome è Hernando. Nato da un vile atto di brutalità — la madre morisca fu stuprata da un prete cristiano -, il giovane dal sangue misto subisce il rifiuto della sua gente. La rivolta è la sua occasione di riscatto: grazie alla sua generosità e al coraggio, conquista la stima di compagni più o meno potenti. Ma c'è anche chi, mosso dall'invidia, trama contro di lui. E quando nell'inferno degli scontri conosce Fatima, una ragazzina dagli immensi occhi neri a mandorla che porta un neonato in braccio, deve fare di tutto per impedire al patrigno di sottrargliela. Inizia così la lunga storia d'amore tra Fatima ed Hernando, un amore ostacolato da mille traversie e scandito da un continuo perdersi e ritrovarsi. Ma con l'immagine della mamma bambina impressa nella memoria, Hernando continuerà a lottare per il proprio destino e quello del suo popolo. Anche quando si affaccerà nella sua vita la giovane cattolica Isabel...

"La mano de Fàtima", 2009
Traduzione Nanda di Girolamo
Longanesi, collana La Gaja Scienza 941
pagg. 902, euro 22,00 — ISBN 978-88-304-2722-8



E' arrivato in libreria lo scorso 12 novembre il nuovo e molto atteso romanzo dello scrittore spagnolo Ildefonso Falcones, che si presenta nuovamente all'esame dei lettori con il romanzo La mano di Fatima (La mano de Fàtima, 2009).

Dopo "La cattedrale del mare", miglior esordio narrativo del 2007, "La mano di Fatima" si distingue per l'accurata rico­struzione storica, la densità di avveni­menti, la narrazione imperniata sulla vicenda di un uomo di fronte alle eter­ne passioni, l'odio, l'amore, le disillu­sioni e le speranze coltivate all'ombra del potere oscuro dell'Inquisizione e della nobiltà. Ma è anche la storia, at­tualissima, di uno scontro fra religioni calato nell'epopea di un intero popolo: un mosaico di personaggi alle prese con innumerevoli colpi di scena capaci di emozionarci sino all'ultima pagina.

Lo strepitoso successo del primo romanzo di Falcones si può esporre con la significativa cifra di quattro milioni di copie vendute in quaranta paesi.
Per "La Mano di Fatima" nel giugno di quest'anno l'editore spagnolo ha fatto una prima tiratura di cinquecentomila copie e nell'estate ha venduto una media di cinquantamila copie alla settimana.
Ora viene pubblicato in Italia e arriva nelle librerie in duecentomila copie.

In novecento pagine, che per il lettore scorreranno molto velocemente, lo scrittore narra una storia di amore e di soprusi che si svolge nel '500. Il protagonista Hernando è il figlio di due mondi in quanto nato dallo stupro di un prete cristiano nei confronti di una donna mora, e sarà sempre un uomo intrappolato tra due religioni e due amori, toccando con mano la crudeltà e la bontà di entrambe le parti, quella cristiana e quella mora. Sarà in lotta per ottenere la propria libertà e quella della sua gente oppressa in Andalusia.
Siamo nel 1568 e il romanzo inizia con la descrizione della ribellione dei "moriscos" nei villaggi dei paesi intorno a Granata e tra questi c'è anche un ragazzino di quattordici anni, Hernando che dopo la repressione sarà portato a Cordoba, costretto a lavori umilianti conoscerà la bella Fatima una morisca che ha perso il marito in battaglia per mano dei cristiani e deve lottare quotidianamente per vivere e provvedere a suo figlio di pochi mesi, Hernando inoltre conoscerà la cristiana Isabel il cui fratello è stato ucciso dai moriscos.
Un romanzo che sicuramente terrà avvinto il lettore con colpi di scena, avventure mozzafiato e i temi dell'amore, della guerra, di odi e di speranze.


Ildefonso Falcones de Sierra è nato a Barcellona nel 1959, esercita la professione di avvocato specializzato in diritto civile, da sempre appas­sionato di equitazione, vive a Barcel­lona con la moglie e i quattro figli.
Il suo romanzo d'esordio, "La cattedrale del mare", in Italia si è aggiu­dicato il Premio Boccaccio Sezione Internazionale.

giovedì 10 dicembre 2009

le recensioni di ThrillerCafé.it: "Misery" di Stephen King

Fonte: ThrillerCafé del 10/12/2009


Titolo: Misery
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Anno di pubblicazione: 1987
Pagine: 392
Traduttore: Tullio Dobner

Trama in sintesi:
Protagonista del romanzo è Paul Sheldon, scrittore di fama internazionale, conosciuto soprattutto per le vicende della sua eroina romantica, “Misery”. Coinvolto in un incidente stradale, viene salvato dall’intervento provvidenziale di una ex-infermiera, Annie Wilkes. Lei lo porterà al sicuro, lo curerà, gli darà da mangiare, e si rivelerà la sua fan più sfegatata.
Qualcosa di morboso, tuttavia, caratterizzerà questo rapporto: Annie incomincerà ad abusare, fisicamente e psicologicamente, dello scrittore, lo terrà incatenato al letto, gli impedirà di uscire, di ribellarsi, arriverà finanche a tagliargli un piede per costringerlo alla prigionia. E, soprattutto, lo obbligherà a bruciare il suo ultimo romanzo, in cui l’autore aveva ‘ucciso’ la famosissima “Misery”, per obbligarlo a scriverne uno nuovo, in cui l’eroina è ancora viva, nonché protagonista indiscussa delle sue storie.

Vincitore del Premio Bram Stoker, “Misery” è un thriller/noir scritto da Stephen King nel 1987, ottimo sia per quanto concerne la trama che per lo stile. Nel romanzo si trovano alcuni stilemi che diverranno classici della letteratura kinghiana: l’immobilità, l’incapacità di muoversi, la costrizione fisica, il soffocamento, la claustrofobia.
Gli anni 80, tuttavia, non furono un periodo felice per il ‘re del brivido’: la dipendenza dalla cocaina lo portò a scrivere questo romanzo sotto l’effetto di stupefacenti; per poi rimuovere dal suo ricordo di poi, in maniera subitanea e incredibile, l’intera memoria del periodo dedicato alla stesura del libro. Libro che, in effetti, più che offrire un quadro lucido e acuto della mercificazione della letteratura – come molti hanno notato – offre il simulacro originale e pungente della disperazione di un uomo, uno scrittore per l’appunto, incatenato al letto e schiavizzato, seviziato, umiliato, da una donna, Annie Wilkes, umanizzazione impietosa ma puntuale della droga.
Portato sugli schermi da Rob Reiner del 1990, giunto in Italia col titolo “Misery non deve morire”, la pellicola si rivela un’ottima trasposizione del romanzo di King. Con James Caan nella parte di Paul Sheldon, e Kathy Bates nella parte di Annie Wilkes (vincitrice dell’Oscar come miglior attrice), il film scorre perfettamente sulla falsariga de romanzo da cui nasce, e ne trasmette con sapienza lo stesso senso di immobilità, costrizione, e terrore.