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mercoledì 2 dicembre 2009

"La Città della gioia" di Dominique Lapierre: impressioni a caldo

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Dominique Lapierre - "LA CITTA' DELLA GIOIA"

Deluso e amareggiato sotto il profilo professionale, un giovane medico statunitense lascia il suo paese e va in India, alla ricerca di qualcosa che gli restituisca il senso dell'esistenza, intraprendendo un lungo viaggio dalla ricca America alle bidonville di Calcutta. La realtà che lo aspetta è però sconvolgente, un vero e proprio inferno di miseria e degradazione, nel quale gli uomini cercano di sopravvivere tra topi e scarafaggi, nella più assoluta mancanza di mezzi. Ma proprio qui, nelle allucinanti colonie di lebbrosi della "Città della gioia", in mezzo a inondazioni, fame e malattie, il protagonista riuscirà a ritrovare la forza di riscattarsi. Un romanzo sconvolgente, una straordinaria lezione di coraggio.

Titolo originale: "La Cité de la joie" 1985
Traduzione di Elina Klersy Imberciadori
Mondadori, 494 pagine


"La Città della gioia" è uno di quei libri che restano dentro a lungo... molto a lungo.
L'ho letto più di due anni fa, eppure le emozioni provate durante la lettura sono ancora vive nella mia memoria.
E' senza dubbio un libro che fa pensare a tante cose: basti leggere i commenti dei lettori a seguire per rendersene conto.
Il romanzo non è recente, è stato scritto da Dominique Lapierre nel 1985, ed è tratto da un’esperienza che ha vissuto lo stesso autore nella medesima bidonville di Calcutta; nella prefazione del romanzo, infatti, Lapierre dichiara di aver cambiato il nome dei personaggi e la professione, ma che in sostanza i fatti narrati corrispondono alla realtà.
Ne è stato tratto anche un film del 1992 (City of Joy) interpretato dal compianto Patrick Swayze.

Il mio giudizio? E' un libro assolutamente da non far mancare nella propria libreria!
Ed ecco qualche commento al libro trovato in rete, buona lettura!


E' il più bel libro che abbia mai letto, affascinante il soggetto, l'atmosfera è coinvolgente, l'umanità e la gioia di vivere del popolo indiano, anche se spesso costretto a vivere in condizioni al limite dell'umano, traspare dalle righe del libro, scorrevole la lettura, ti coinvolge come e più di quanto si lasciano coinvolgere i lettori di libri gialli, non riesci a smettere di leggere. Grazie a Lapierre per questo straordinario regalo.

Sebbene abbia 47 anni, padre di figli e legga da sempre (alcune centinaia di libri) non mi è mai successo di chiudermi in casa per ore intere, e la Domenica, a leggere un libro: mi è successo con LA CITTA' DELLA GIOIA. E so che è TUTTO VERO quello che dice. Sono Cristiano e il mio credo vede in esso un'immersione di verità, al di là di tante e tante omelie domenicali. Un plauso a LAPIERRE.

L'ho letto tanto tempo fa, ma mi è rimasto nel cuore. E' forse il libro più triste che abbia mai letto, ma che ha lasciato un segno tangibile nel mio cuore, un solco. Una storia di vita. Una storia vera, sanguigna, reale. Ma che trova degli spunti di giovialità e serenità anche nella più straziante povertà. Devo ammetterlo: mi ha insegnato davvero tanto.

È difficile che pianga leggendo un libro, eppure con La città della gioia mi sono ritrovata spesso ad asciugarmi le lacrime, non tanto per le condizioni atroci in cui ancora vivono quei reietti, quanto per la splendida dignità che dimostrano nella prova. È un testo che scuote, che provoca un'autentica rivoluzione della coscienza. Consiglio agli adolescenti di leggere questo libro-testimonianza che ci fa rendere grazie ogni istante al Signore per tutto quello che abbiamo e che siamo e che ci deve indurre a fare ciascuno la sua parte per alleviare le sofferenze di chi ci sta vicino o lontano.

Ho appena finito di leggere il libro. Prima di comprarlo avevo letto tutti i commenti e non vedevo l'ora di iniziare, beh ora che ho finito posso dire che è veramente il libro più bello letto finora! Quello che più mi ha fatto riflettere a parte la grande forza nel reagire a situazioni che per me sono inimmaginabili, è stato leggere di come persone appartenenti a religioni diverse riescono non solo a convivere ma a partecipare con gioia alle ricorrenze e ai riti di chi ha un credo diverso ed in questi anni fatti di guerre legate proprio a queste diversità mi ha fatto capire che allora tutto è possibile, che se solo le persone lo volessero realmente si potrebbe rimanere fedeli alle proprie idee, credenze, usanze senza distruggere ciò che è diverso e anzi magari riuscendo anche a farne un motivo di gioia e di festa insieme!

La Città della Gioia è un libro che mi è stato regalato. Ringrazio sentitamente chi ha scelto per me questo regalo. Mi sono ritrovata in un mondo sconosciuto. Mi reputo una persona che percepisce le ingiustizie a colpo d'occhio e, la lettura di questo libro ha acuito in me questo senso. La consapevolezza che viviamo a due passi da un Paese così dilaniato dalla carestia mi inorridisce. La nostra è una nazione "civile" ma non è questo a distinguerci da un paese come l'India. In Italia non si accettano gli omosessuali, gli extra comunitari, i diversi da noi... ci fanno paura. Nei paesi occidentali è molto poco diffusa la cultura dell'uguaglianza... siamo pronti a lanciare missili intelligenti che distruggono interi villaggi solo per interessi economici e a due passi dalla nostra "cultura civile" si estende un paese dal quale avremmo molto da imparare. Gli esempi riportati nel libro dovrebbero insegnare a noi occidentali tantissime cose...

Io sto leggendo questo libro da pochi giorni e sono già a pagina 190. Questo libro mi sta intrigando, quando inizio a leggere non riesco a smettere, è una storia interessante ed estremamente istruttiva. Ho sempre pensato che fare del volontariato fosse una delle cose più belle al mondo e leggendo questo libro sto capendo che non è soltanto una cosa molto bella, ma anche estremamente importante. In una città disastrata come Calcutta si possono ritrovare quei valori che nelle città cosiddette "civili" sono ormai scomparsi da tempo! La solidarietà e l'amore che i poveri si dimostrano tra di loro è uno degli insegnamenti più importanti del libro, insegnamenti che tutti dovrebbero imparare! BRAVO DOMINIQUE!

Ho letto questo meraviglioso libro circa 10 anni fa ma stasera navigando sul sito [...] mi e' apparso e non ho potuto fare a meno di ricordarmi le emozioni che mi suscito' la lettura di uno dei piu' belli, commoventi libri della mia vita. Che delusione il film. Un libro da leggere e rileggere, da regalare, consigliare e quant'altro. Stupendo.

Un libro semplicemente fantastico! Mi ha fatto conoscere un autore - Dominique Lapierre - che ho poi approfondito e devo dire che i suoi libri non lasciano mai indifferenti. Anche a distanza di anni il solo rivedere la copertina mi fa rivivere momenti di lettura indimenticabili.

Ho letto la "citta' della gioia" qualche anno fa e ancora lo ricordo volentieri, ma per quanti ne sono stati colpiti, come me tra l'altro, leggete anche "mezzanotte e cinque a Bhopal", sempre di LaPierre (in collaborazione con Moro credo) e una volta finito di leggere pensate che la tragedia è successa realmente e che i responsabili sono tutt'ora impuniti.

Se non un grandissimo romanzo è comunque una lettura straordinaria: per quanto la mia mente di ricca occidentale sappia che si possa vivere in miseria e difficoltà, non avrei mai creduto immaginabile un degrado di quel tipo in cui, però, si stagliano incrollabili fierezza e dignità. In cui, però, amor vincit omnia. Straordinario e miracoloso. Anche dal mio punto di vista razionale e non credente. Una nota a margine: come è stata possibile quella scelta insulsa per la sintesi in quarta di copertina?

Un inno alla vita e all'uomo, un agghiacciante ritratto della società indiana delle bidonvilles, un omaggio alla straordinaria opera di quanti dedicano la propria vita al prossimo. La Città della Gioia riesce a trasmettere al lettore emozioni e sentimenti contrastanti, dalla frustazione e mestizia per le inumane condizioni in cui versano milioni di abitanti delle megalopoli indiane alla gioia e speranza per lo straordinario attaccamento alla vita che queste stesse persone hanno, nonostante le dure prove cui ogni giorno sono sottoposte. Un libro che induce alla riflessione e che appassiona. Da leggere.

Ho terminato proprio ieri la lettura di questo incredibile libro!!! Credo che la fantasia umana non sarebbe riuscita a descrivere e ad inventarsi la tragica realtà che incombe su questa parte del mondo! E' un libro che fa riflettere molto, non si è più gli stessi dopo qusta lettura... anche se ho avuto la fortuna di visitare l'India poco prima dello tsunami, cio' nonostante non avrei potuto immaginare che esistesse un universo tale, per quanto vedessi ed intuissi un degrado esagerato in talune parti!!! Credo veramente nel messaggio dell'autore... è nostro sacrosanto dovere cercare di eliminare le cause che determinano tali realtà, perchè è altrettanto sacrosanto dovere restituire la DIGNITA' alle persone vittime di grandi ingiustizie sociali!!!!

Un libro che ti insegna a pensare, ad apprezzare quello che hai, a sorridere in ogni situazione e a non rimanere indifferente. Stupendo!!!

E' un libro assolutamente magnifico. Lapierre riesce a farti respirare l'India... la sua tragicità e allo stesso la sua magia! E' un libro da donare...

L'ho letto tanti anni fa e di recente l'ho regalato ad un amico che è stato in India. Spero lo abbia apprezzato, per me è un capolavoro!

Sto leggendo il libro "Citta' della gioia" e ne sto traendo una lezione di vita e di altruismo ammirevoli. Mi sta dando tanto coraggio e speranza poichè se in Italia si stanno vivendo momenti molto difficili, si puo' pensare che traendo spunto dal libro, ci sia una Presenza soprannaturale che provveda con l'amore e la forza del coraggio ad affrontare questi momenti critici, poichè c'è sempre la speranza di un domani migliore. Ammirevole la capacità dell'autore nel raccontare e far vivere quasi immersi nella "Città della Gioia".

E' un libro bellissimo che tutti dovrebbero leggere. Se fossi un'insegnante lo includerei tra i libri di testo. L'ho prestato a tanta gente (solitamente non presto i miei libri, ma per questo ho fatto un'eccezione proprio per divulgarlo), spero ne abbiano tratto buoni insegnamenti. Comperate anche il seguito (che è più fotografico che letterario): Gli Eroi della Città della Gioia, così vi fate un'idea ancora migliore dei protagonisti e della loro vita. Grazie Dominique!

Ho letto il libro alcuni anni fa, quando ancora mi occupavo di volontariato in appoggio a missionari in Africa: il libro, oltre che bellissimo, è anche una interessante denuncia di quanto l'opera del vero missionario possa essere resa più ardua dall'ambiguità di certa autoritaria parte che rifugge da atti di eroismo! Nel film ciò non compare: epurato?


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