L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

giovedì 5 novembre 2009

"Alta marea" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "ALTA MAREA"

Questa volta l'avventura di Dirk Pitt si chiama Qin Shang, un contrabbandiere cinese, avido e abbietto, che ha fondato il proprio impero sul traffico di droga, di armi e di vite umane, la sua "merce" preferita. Ora Qin Shang è disposto a tutto pur di impadronirsi del relitto di una misteriosa nave carica di capolavori dell'arte antica cinese e di leggendari reperti come i resti preziosissimi del cosiddetto Uomo di Pechino. Inseguendo le sue tracce, Pitt scopre inoltre che Qin Shang ha costruito un'enorme installazione portuale in una zona lontana da qualsiasi rotta commerciale. Perché proprio lì? Che cosa si nasconde dietro quell'impresa? Tra mille domande e misteri, una sola cosa è sicura: Pitt ha di fronte il nemico più pericoloso che abbia mai incontrato.

prima ediz. 1997, 495 pagine, € 9,80
Traduzione di L. Perria
Editore TEA (collana Best Seller)


"Alta marea" (Flood Tide, 1997) è l'ennesimo libro di Clive Cussler finito sul mio comodino, è anche l'ennesima conferma di come lo scrittore statunitense sia il re incontrastato del genere suspense-avventuroso, nonché l'ennesima dimostrazione di affetto personale per un personaggio (Dirk Pitt) che definire eroe è riduttivo...

Il romanzo segue il filone classico dei racconti di Clive Cussler: una trama avvincente sviluppata dietro la scomparsa di una nave misteriosa, la ricerca di un tesoro straordinario, una minaccia catastrofica sventata all'ultimo istante dal buon Dirk Pitt, un nemico ricchissimo, potente e senza un briciolo di cuore dedito al traffico clandestino di immigrati, droga, ecc... non è probabilmente il miglior romanzo di Cussler, ma riesce a mantenere viva l'attenzione del lettore, ad appassionarlo alle vicende dei protagonisti e... a non dormire di notte, presi come si è dalla curiosità di sapere 'come va a finire'! :-)

Ho cercato in rete i commenti su questo libro degli appassionati che mi hanno preceduto nella lettura, e devo ammettere che i giudizi sono davvero eterogenei!
Il commento evidenziato è quello che personalmente ritengo il migliore e in perfetta sintonia col mio pensiero; buona lettura!


Sebbene il libro sia a tratti meno coinvolgente di quanto i primi capitoli lascino immaginare, Clive Cussler rimane sempre un grande del genere, tanto che verrebbe la voglia di conoscere questa persona straordinaria, questo Dirk Pitt in carne ed ossa.

Trama contorta, non si capisce quale sia il filo principale della storia! E' stato dato troppo spazio alla lotta contro i cattivi e poco all'avventura! Anche il titolo non è centrato! Il peggiore che abbia mai letto di Cussler, di cui sono comunque un grande ammiratore! il mio consiglio..?? Leggete Atlantide o L'oro dell'inca, tutta un'altra musica...! DELUDENTE

Libro assolutamente degno di Clive Cussler. La trama molto contorta e ricca di particolari lo rende avvincente e non noioso come molti libri di 600 pagine. Quin Shang è il peggior nemico che Pitt abbia mai incontrato. CUSSLER, UNA SICUREZZA NELL'AVVENTURA.

CUSSLER, UNA SICUREZZA. ANcora prima di leggere questo libro ero convinto che sarebbe stato fantastico, ora che l'ho letto confermo la mia idea.

Mi aspettavo di meglio. Troppe lotte in questo libro e stavolta troppo bravo anche Pitt, tanto che non sembra neanche reale. Da fumetto.

Pitt è troppo supereroe, farebbe concorrenza a Superman. Si sfiora la fantascienza in molte scene, anche se in questo senso il massimo l'ha raggiunto con Atlantide. Ne ho letti 7 di Cussler e dopo un po' ti accorgi che è sempre la solita manfrina, alla fine ti annoi. Il più bello per me è stato "Sahara", ma chissà, forse perchè era il primo che leggevo...

E' troppo prevedibile. E sempre uguale a quello precedente. E poi questo Dirk Pit......... mamma...... che super eroe!!! Così super che si ha l'impressione che prenderà il volo da un momento all'altro. Ma dico io....... Cussler scrive bene, su questo non c'é dubbio alcuno, e allora un pizzico di realismo no eh? E poi un'altra cosa che riguarda Cussler in generale, se non avesse sempre lo stesso protagonista forse i suoi romanzi non sarebbero così scontati. E' chiaro sin dall'inizio che al Buon Dirk andrà tutto bene, se no..... come farà a scrivere il prossimo????

All'inizio non l'ho capito... non mi sentivo coinvolto nella storia... però Qin Shang è una perfetta controparte x l'eroe di sempre Dirk Pitt.

LA SOLITA TRAMA DI CUSSLER! ANTICHI TESORI DA RITROVARE, AEREI CHE SPARISCONO NEL NULLA, NAVI CHE AFFONDANO MISTERIOSAMENTE. IL CAST E' SEMPRE LO STESSO E SE NON CONOSCI UN PO' DI FISICA E GEOLOGIA TI PERDI LEGGENDOLO, NON RIESCI AD IMMEDESIMARTI IN QUELLO CHE IL PERSONAGGIO STA FACENDO O AD IMMAGINARE LA SCENA, CONDIZIONE FONDAMENTALE PER CAPIRE UNA STORIA! HO ABBANDONATO LA LETTURA DI CUSSLER, MEGLIO DEDICARSI AD ALTRI AUTORI SICURAMENTE PIU' AVVINCENTI! MI DISPIACE PER TE CLIVE, MA HAI PERSO UN LETTORE ACCANITO.

Questo libro è il primo che ho letto quest'estate e mi ha subito preso moltissimo, si è subito catapultati nella storia. Di quelli letti finora è il romanzo più verosimile e si inserisce in un tema di attualità cioè l'immigrazione clandestina. Sicuramente un ottimo libro.

Ho appena finito di leggerlo. Bello, avventuroso e ricco di azione. Per quelli che criticano l'autore: ragazzi questo è il genere di Cussler fatto di azione e intrighi anche poco verosimili. Ma non dimenticate che è solo fiction. Se non entrate in quest'ottica cambiate genere! P.S. Non è che Clancy Smith e Follett siano verosimili.... Ciao a tutti!!

Classico libro di Cussler con le mirabolanti avventure di Dirk Pitt, né il migliore né il peggiore.

Non c'è bisogno di commentare un libro di Cussler. Rispondo solo per controbattere ai commenti negativi che il libro ha ricevuto. Per gli amanti del genere questo è l'autore migliore. Infatti questo genere misto tra suspence e avventura è del tutto innovativo e per apprezzarlo non bisogna essere troppo cinici o realisti. Ovviamente non è un romanzo di "alta" letteratura, ma è un buon passatempo. Coinvolge dalla prima all'ultima pagina e non stanca mai. Per me è addirittura meglio di un thriller guardato in televisione. Ho già letto una dozzina dei suoi libri, ma nonostante questo Dirk Pitt non è ancora riuscito ad annoiarmi. I miei preferiti sono "Onda d'urto", "Walhalla", "Atlantide" e "L'oro dell'inca". Quando ho iniziato a leggere "Alta Marea" mi sono detto: anche questa sarà la solita storia di Cussler in cui, dopo mille peripezie impossibili di Dirk, l'eroe salva il mondo e la sua donzella del momento. E' vero: il libro è proprio così, ma il modo di scrivere di Cussler e il modo in cui racconta le battaglie e le indagini di Pitt e Giodino è stupefacente e non stanca il lettore. Cussler a volte mi costringe anche a leggere a tarda notte perchè voglio per forza sapere come a va a finire la storia... Leggetelo e capirete...

Dei libri di questo autore che sino ad oggi ho letto è quello che mi ha coinvolto maggiormente, veramente molto avvincente in un continuo susseguirsi di colpi di scena.

Bel libro, invito tutti coloro che hanno letto questo libro a leggere, "Atlantide" e "Sahara" sempre di CLIVE CUSSLER, sono i suoi libri migliori, ve lo dico in quanto sono un suo Fans accanito, ho letto tutti i suoi libri.

Libro perfettamente godibile e coinvolgente. Avvincente e pieno di suspense come si conviene a un libro di Cussler, e lo dico perchè li ho letti tutti. Non tra i migliori, ma comunque un ottimo libro.

Ad un certo punto non riuscivo più a staccare gli occhi dalle pagine! Decisamente uno dei migliori di Cussler. Da leggere.

Bello davvero, tra i migliori di Cussler. Appassionante, una tirata notturna per sapere come finiva!


Leggi qua le mie altre recensioni dei romanzi di Clive Cussler.


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martedì 27 ottobre 2009

"Sahara" (il film): impressioni a caldo

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Circa un mese fa ho recensito su queste pagine il romanzo di Clive Cussler dal titolo "Sahara"; ebbene, dal momento che nel 2005 da quel racconto fu tratto il film omonimo diretto da Breck Eisner (con Matthew McConaughey nella parte di Dirk Pitt, Steve Zahn nella parte di Al Giordino e Penélope Cruz nella parte della Dott.ssa Eva Rojas), potevo forse resistere alla tentazione di godermi un'avventura del mio eroe preferito anche su video? :-)

Dico subito una cosa: è decisamente migliore il romanzo, ma di questo non avevo nessun dubbio anche prima di vedere il film che, ammettiamolo, non è poi malaccio: azione, avventura, romanticismo, belle ambientazioni... è godibile e non si fa mancare niente.
Peccato solamente che la trama del romanzo sia completamente stravolta (lo stesso Clive Cussler ha molto criticato la sceneggiatura del film, considerandola troppo distante dal libro) e che gli spunti interessanti della versione originale vengano trattati solo marginalmente, come ad esempio il ritrovamento nel deserto dell'aereo dell'aviatrice Kitty Mannock, o la marea rossa che rischia di soffocare l'intero Oceano Atlantico, e ancora le miniere/prigioni di Tebezza e il mistero della morte di Abramo Lincoln addirittura ignorati del tutto...
E poi alcuni passaggi sono fin troppo scontati, sembra quasi che il film sia nato lungo tre ore ed abbia subìto qualche taglio per restare dentro le due ore di proiezione, bah!

Un merito, però, questo film ce l'ha: da ora in poi, ogni volta che mi troverò a leggere un'avventura di Dirk Pitt, non potrò fare a meno di immaginare il protagonista con la faccia dell'attore che lo ha interpretato nella pellicola, e lo stesso vale anche per il fido amico Al Giordino, per l'ammiraglio James Sandecker e per il vice Rudi Gunn.


Giudizio finale: un discreto film di intrattenimento, ma una mezza delusione per chi ha già letto il libro.
Tra il 6 e mezzo e il 7.


Concludo riportando una recensione trovata in rete, buona lettura!

Sahara

Tratto dall'omonimo romanzo di Clive Cussler, Sahara racconta le avventure di Dirk Pitt (Matthew McConaughey), moderno Indiana Jones alla ricerca di tesori del passato per la NUMA, la Società Marina e Sottomarina Nazionale. Questa società dedicata alla conservazione e al salvataggio di relitti marini è in effetti esistente, e non a caso, visto che il fondatore è lo stesso Cussler. La storia del film è invece completamente fittizia. Dirk Pitt si trova in Laos e il caso lo porta ad investigare sul sogno della sua vita: una corazzata confederata scomparsa alla fine della guerra di secessione americana e forse approdata in circostanze misteriose sulle coste africane dopo aver attraversato l'atlantico. Ma la vicenda di Dirk si intreccia con i destini di Eva Rojas (Penelope Cruz) un'avvenente biologa in servizio per l'Organizzazione per la Salute nel Mondo (WHO), che è sulle tracce di una misteriosa epidemia che rischia di mettere in pericolo l'intera regione. Sullo sfondo un paese africano dilaniato dalla guerra civile.

Nonostante gli spunti d'attualità e un filone ecologista di sottofondo, si può dire che Sahara sia un film d'avventura piuttosto classico, con scene d'azione ben costruite ed un intreccio che molto spesso sconfina nel fiabesco. Il libro di Cussler ha molti motivi che non vengono sfruttati nel film. Ad esempio nel libro viene data una spiegazione per l'assassinio di Lincoln, oppure viene introdotta un'aviatrice australiana scomparsa durante una traversata record Londra-Capetown negli anni '30. Il fatto che questo aereo poi sia ritrovato nel film fa pensare che questo filone abbia subito dei tagli in post-produzione. In generale Cussler gioca molto sul ritorno ossessivo di coincidenze che però nel film sono riprodotte solo in parte e rischiano di irritare gli spettatori più interessati alla verosimiglianza della trama.

A parte questa controindicazione (che per alcuni può essere decisiva), il film funziona, soprattutto grazie alla spettacolarità del deserto e ad un trio ben affiatato (Matthew McConaughey, Penelope Cruz e Steve Zahn nel ruolo di Al Giordino), e le due ore passano in modo piacevole e senza noia. L'unico problema è che il ritrovamento della corazzata "Texas", lungi dall'essere fondamentale per la storia, rischia di diventare un fattore estraneo. E lascia ad intendere, magari anche innocentemente, "come costruivano le armi i confederati...".

Mauro Corso


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martedì 6 ottobre 2009

"Vortice" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "VORTICE"

Da qualche parte, in un'area sperduta del Pacifico battezzata "vortice dell'oceano", spariscono misteriosamente decine di navi, senza lasciare traccia. Ma quando a scomparire è lo Starbuck, l'arma nucleare più potente mai realizzata dagli Stati Uniti, è il momento per Dirk Pitt di entrare in azione. Una sfida quasi impossibile contro il tempo, prima che l'ordigno nucleare esploda, una lotta impari contro forze sconosciute che sembrano provenire da un altro pianeta, una trappola mortale che trascina Dirk Pitt negli abissi oceanici, in un vortice di avventure mozzafiato.

prima ediz. 1998, 279 pagine, € 8,60
Traduzione di R. Rambelli
Editore TEA (collana Teadue)

Proseguendo nella lettura delle avventure di Dirk Pitt (che non sono poche!) non ho potuto fare a meno di andare a ripescare "Vortice" (Pacific Vortex!, 1983) la prima avventura in assoluto del "Super-Eroe" creato dallo scrittore statunitense Clive Cussler; ho scritto volutamente super-eroe perché a tale categoria appartiene di diritto il buon Dirk, viste le imprese nelle quali è capace di destreggiarsi arrivando sempre ad un passo dalla morte ma risultandone sempre vincente.

"Vortice", come detto, è la prima avventura di Dirk Pitt, pubblicata però solo nel 1983, a dieci anni dall'uscita del primo romanzo con le avventure del Direttore dei Progetti Speciali della N.U.M.A. (National Underwater & Marine Agency); è una storia semplice, lineare, senza grossi intrecci nella trama o salti temporali, ma comunque avvincente e affatto avara di colpi di scena, pur non essendo uno dei migliori romanzi scritti da Cussler, anzi... se non è il peggiore tra quelli che ho letto fin'ora poco ci manca.
Ma raggiunge ampiamente lo scopo prefissato dall'autore: tenere incollato alle pagine il lettore, distoglierlo dai problemi quotidiani e regalare ore di avvincente evasione.
A me è piaciuto, ma si sa... io adoro Dirk Pitt! :-)

Se volete sapere cosa ne pensano gli altri lettori, ecco qualche commento trovato in rete relativo a questo racconto, buona lettura!

Questo libro mi ha tenuto incollato alle pagine per 5 giorni, e devo dire che non è niente male!

Buono ma non uno dei migliori di Cussler.

Basta dire che ci ho messo solo mezza giornata a leggerlo...

Da leggere senza sosta anche grazie a un'alone di mistero tipo "X files" che ti trascina in un VORTICE di emozioni...! Inoltre è la prima avventura di Dirk e Giordino indispensabile nella biblioteca degli appassionati di Cussler! La trama è meno articolata di altri libri dell'autore, ma i colpi di scena non mancano! BUONA LETTURA

Di Cussler ne ho letti di migliori... quasi tutti,a dire il vero. Ma è giustificato, come ha detto lui stesso è un libro di prova.

Il primo! si vede dallo stile ancora "poco maturo". una storia travolgente con poche soste.... l'ho letto tutto d'un fiato. secondo me è splendido....

Primo libro di Cussler che leggo, primo di una lunga serie: lettura piacevolissima e godibilissima, scorrevole e leggera! E' un libro che si legge letteralmente tutto d'un fiato, in pochissime ore! Originale, con un bel personaggio, quale Dirk Pitt, che sicuramente si svilupperà e al quale sarà facile affezionarmi nel corso dei prossimi libri che leggerò! E poi l'argomento "mare", e tutto ciò che gli ruota intorno (tesori perduti, sommergibili scomparsi, antiche leggende che rivivono) sono cose che m'hanno sempre affascinata tantissimo, quindi penso proprio che leggerò tutti i libri che ha scritto questo interessantissimo autore!

Mi piace molto sono a metà libro. Molto misterioso, rispetto agli altri richiede meno concentrazione.

Ho già letto altri testi della saga DIRK PITT, per cui mi rendo conto, come ben precisato dall'autore stesso, che VORTICE, essendo l'opera prima su questo personaggio, risulta non solo più breve (circa metà pagine), ma anche più semplice nella sua struttura. La trama, infatti, non presenta particolari complessità, scorre liscia e veloce, segue in pratica un solo filone, ed a quello rimane aggrappata sino alla fine. Il mistero che caratterizza il racconto è però ben congeniato, e quindi la lettura risulta piacevole ed interessante. Secondo me Giordino poteva essere fatto entrare in scena prima, non nei capitoli finali. Nel complesso voto "sufficiente", anche se le avventure successive di PITT sono ben altra cosa.

Come già sottolineato da altri commenti, in effetti la trama risulta più semplice e lineare rispetto ad altri romanzi dello stesso autore, ma questo non toglie gusto alla lettura, anzi permette di cogliere alcune sfumature dei personaggi che in altri testi non sono così evidenti o non appaiono del tutto. Dirk Pitt risulta a tratti diverso da quello a cui ero abituato, e come lui anche altri dei personaggi che si ritrovano nelle succcessive avventure. Nel complesso risulta piacevole e molto scorrevole, leggero e veloce da leggere.

Il primo libro di Cussler... diciamo che è nella media... cmq dopo un po' i libri di Cussler sembrano tutti uguali, penso che ne leggerò massimo altri 2-3 poi lo saluterò...

Leggi qua le mie altre recensioni dei romanzi di Clive Cussler.


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martedì 29 settembre 2009

"Sahara" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "SAHARA"

1865: scompare misteriosamente la corazzata Texas; 1931: improvvisa sparizione dell'aviatrice Kitty Mannock; 1996: una devastante marea rossa sta per sommergere il mondo e tutti i suoi abitanti. Un insolito e pericoloso tavolo da gioco: il deserto del Sahara. I giocatori sono tanti e pronti a uccidere pur di vincere: Zateb Kazim, spietato e avido di potere; Yves Massade, imprenditore senza scrupoli, assetato di ricchezza; Eva Rojas, affascinante e determinata a salvare il mondo. Ma c'è un solo uomo in grado di comporre le tre tessere del puzzle e a cambiare il corso della storia: Dirk Pitt.

prima ediz. 1995, 557 pagine, € 8,90
Traduzione di R. Rambelli
Editore TEA (collana Teadue)

Vuoi leggere un buon libro di avventura, da divorare pagina dopo pagina, che ti appassioni e ti faccia conoscere luoghi esotici e inesplorati, che racconti le gesta di un protagonista affascinante e coraggioso e che tragga spunto da eventi storici o leggende misteriose?
Basta scegliere tra uno a caso dei tanti romanzi di Clive Cussler e sarai soddisfatto! :-)

"Sahara" non è una novità (fu edito nel 1992), ma è uno dei migliori racconti dell'autore statunitense che abbia letto fin'ora; nel 2005 la storia è anche diventata un film con Matthew McConaughey nella parte di Dirk Pitt, Steve Zahn nella parte di Al Giordino e Penélope Cruz nella parte della Dott.ssa Eva Rojas.

I libri di Clive Cussler sono sempre molto ben curati per quello che riguarda le vicende storiche legate alla trama; c'è sempre un vecchio relitto navale da recuperare, un tesoro leggendario da riportare alla luce, una minaccia ecologica che rischia di spazzare via il genere umano dalla faccia della terra e... c'è sempre una sola persona che può salvare le sorti dell'umanità dalla catastrofe incombente e dal cattivo di turno: no, non è Superman, ma ci andiamo vicino! ;-)
Non vola e non ha super-poteri, ma ha fascino, astuzia e coraggio da vendere: il suo nome è Dirk Pitt, Direttore dei Progetti Speciali della N.U.M.A. (National Underwater & Marine Agency), che ne combina di tutti i colori sempre accompagnato da fedele amico Al Giordino.

La trama del racconto è avvincente, parecchio verosimile per le situazioni sia storiche che geografiche e per le problematiche legate all'inquinamento delle falde acquifere e dell'oceano Atlantico dovuto allo stoccaggio di rifiuti di origine nucleare nel sottosuolo del deserto del Mali.
Se un appunto si può fare è il "dover" per forza accumulare più misteri e situazioni (vedi la vicenda della corazzata "Texas" che poteva avere quasi spazio in un libro tutto per sé) e farle risolvere tutte al solito eroe di cui sopra.
Assurdità ed esagerazioni? Chissenefrega! Io adoro Dirk Pitt e sto già leggendo un'altra sua avventura! :-)

Questo il mio giudizio, ma cosa ne pensano gli altri lettori? Ecco qualche commento trovato in rete relativo a questo racconto, buona lettura!
P.S. il commento evidenziato è quello che mi è piaciuto di più! ;-)

Stupendo. Azione allo stato puro.

Fantastico... come tutti i libri di Cussler, che ho già letto tutti, almeno due volte. Non riesco a dare un giudizio su quale sia il mio preferito... ma amando moltissimo il personaggio di Al Giordino, amo tutti il libri in cui appare di più!! Il film mi è piaciuto molto, anche se per ovvi motivi cinematografici i personaggi sono un po' diversi da quelli descritti nei libri. Vedi sopprattuto Al che nel film è biondo!!! Ma coglie sicuramente il bellissimo rapporto di amicizia che lega i due protagonisti!!

E' il primo libro di Clive che leggo; niente di memorabile, poco suspance. Personaggi troppo stereotipati. Io Brad Pitt non lo sopporto proprio. Se questo é il migliore di Clive, non credo di leggere gli altri.

Assolutamente immancabile. Dopo aver letto tutti i libri di Cussler (ma rigorosamente solo le avventure di Dirk Pitt), e guardi quei 17 libri, pensi: "Qual'è quello che mi è piaciuto di più?", io rispondo subito Sahara. La storia, magistralmente raccontata, è un intreccio di leggenda e avventura. Bellissime le descrizioni, in particolare quella della traversata del deserto, e non manca mai una parte di narrazione su una nave (ormai caratteristico in Cussler). E' proprio perché sono un accanito lettore di Dirk Pitt che ho trovato che il film si discostava troppo dal libro. Quindi consiglio a tutti di godersi questo capolavoro come libro, e poi vedere il film per scorgere una divertente interpretazione del regista.

Ho letto quasi tutti i libri del GRANDISSIMO Clive Cussler e Sahara è senza dubbio il migliore. E' proprio tra le sabbie roventi del deserto che Dirk Pitt e il suo immancabile amico Al MAGICO Giordino danno il meglio di sè, fuggendo, nascondendosi, lottando, infine vincendo. Il libro ha un inizio formidabile e un finale IMMENSO con il ritrovo della Texas e del suo misteriosissimo tesoro. Ne hanno fatto un film e devo dire che non mi è piaciuto molto, ma l'immagine che il film ha dato di Dirk Pitt è sensazionalmente fantastica. Per quanto riguarda Giordino, invece, è meglio che non parlo. Ma signori, Al MAGICO Giordino è biondo???? Vorrei che Pitt e Giordino fossero reali, il loro mondo fosse reale. Penso che non sia possibile, che Pitt e Giordino sono unici e così rimarranno.

Comincio subito col dire che dirk pitt è il mio eroe preferito! detto questo ritengo che Sahara sia il suo 2° miglior romanzo e il film che è stato tratto dal libro sia uno dei migliori adattamenti cinematografici mai realizzati il libro si distingue per alta suspance narrativa e per l'innata simpatia dei due protagonisti: i battibecchi tra i due sono a mio parere uno degli elementi più divertenti dell'intera serie. tra le similitudini fatte a proposito di dirk pitt bisognerebbe a mio avviso agiungere quella con mecguyver (vi ricordate la vasca da bagno con il fuoribordo di Cyclops?) o l'aereo modificato per diventare una barca da deserto presentato in questa avventura la fantasia di dirk nell'inventarsi congegni sempre nuovi farebbe invidia a Jules Verne! infine onore al merito anche alle capacità guerriere del nostro Dirk le sue doti da spia part-time darebbero filo da torcere anche al leggendario 007, la mitica colt 45 automatica usata da Dirk in tutte le sue avventure si è meritata il secondo gradino del podio per l'arma più famosa dopo la walter ppk di 007 e la beretta di Philip Marlow!

Molto molto bello, tra i migliori di Clive. Grande avventura, sono davvero curioso di vedere il film.

E' stato il primo libro di Cussler che ho letto e con Tesoro lo classifico tra i più belli. Mi ha talmente presa che ho aspettato con ansia ogni sua nuova pubblicazione, senza contare che mi son procurata tutti i suoi romanzi, letti o meglio "bevuti" forse anche troppo velocemente. Sono stata anch'io dispiaciuta nel "vedere" Pitt e Giordino invecchiare e sostituiti da altri due "colleghi" creati a loro immagine e somiglianza. Comunque, belli ed avvincenti anche questi ultimi. Cussler.... nessuno può eguagliarlo. Sono mesi che aspetto... ma quando uscirà un'altro suo romanzo! non vedo l'ora.

e' un libro favoloso! ho letto quasi tutti i libri di clive cussler e questo è il migliore! il film rende benissimo dirk pitt ma la figura di al non è molto fedele al libro... nel film inoltre mancano dei pezzi (non trovano lincoln sulla corazzata Texas!!!!) a parte tutto sia il libro ke il film sono degni di nota....

Un vero capolavoro dell'avventura. Colpi di scena a ripetizione ambientati nella splendida cornice del deserto del Sahara. Il libro ha la straordinaria capacità di tenerti incollato dalla prima all'ultima pagina. Scritto con incredibile maestria, è sicuramente uno dei migliori libri di Clive Cussler. Davvero consigliato.

un bel libro.un buon ritmo e una bella ambientazione.il solito grande clive/dirk pitt

Sahara è sicuramente uno dei libri migliori scritti dal grande Clive. La storia è ricca di azione ed è appassionante e quando cominci a leggerlo è difficile fermarsi. Consigliato a tutti gli amanti dell'avventura e della suspence

il libro non è male anche se secondo me non è il migliore di cussler come molti dicono.. lo metterei sullo stesso piano de "l'oro dell'inca" e un gradino sotto a "tesoro".. cmq leggetelo non vi annoierete...

Premetto, ho letto il libro tutto di un fiato e ho trovato la trama molto avvincente e piena di colpi di scena. Uno dei migliori libri di Cussler. Perché dunque dô un 3. Per il fatto della corazzata Texas e di Lincoln. Tutta questa parte della storia non ha niente a che fare con il racconto, non è legata alla trama, ed è completamente fuori posto. Si poteva lasciar via tale e quale (infatti sono due capitoli a sè stanti) e la storia non ne avrebbe risentito. Voto 3/5

Scrittura troppo leggera. Azione da b-movie. Situazioni al limite del comico. Ma Clive è soprattutto nel suo ideale di eroe che straborda gli argini del decoroso. Pitt, non solo non sbaglia mai, ma è attraente come pochi sul pianeta, coraggioso come forse solo alcuni riescono ma sotto l'effetto di stupefacenti, riesce ad essere creatore di cose che nella storia sono sfuggite ai piu', serio portatore di teorie salutari per il globo come nemmeno gli scienziati piu' accreditati sanno essere, capace di cambiare la storia passata e presente, in grado di destreggiarsi con armi di qualunque tipo, con un senso dell'onore e del giusto molto al di la' dei canoni internazionali, assolutamente immune ai soldi, in grado di scherzare con la morte una decina di volte nell'arco di un mese, e alla fine ci scappa la gita fuori porta con la scienziata da sogno. Mah...... se Cussler è scrittore di livello, considerando anche solo il settore avventura, io entrerò nella storia della letteratura.

Premetto che sono una grandissima fan di Dirk Pitt. Leggere le sue avventure mi rilassa e mi permette di staccare la spina. Questo forse è il suo libro più bello oppure quello che preferisco di più. Lo consiglio vivamente a tutti.

Dopo aver letto "Il serpente dei Maya" ed esserne stato veramente entusiasta, ho voluto provare ancora Cussler. Il libro è piacevole e scorrevole, molta (forse troppa) azione, anche se in certi frangenti la prevedibilità di alcune situazioni è quasi scontata. Anche certe iniziative ben riuscite "degli eroi" sono un po' forzate.... Complessivamente comunque non ci si annoia e la lettura procede spedita (anche se mi aspettavo qcs di più). Giudizio invece negativo sul film, che segue veramente poco il romanzo e ne tralascia una gran parte.

Il caro vecchio Dirk con il fedele aiutante Al questa volta al posto dell'Oceano (che un po' mi e' mancato) cercano guai nel deserto, ma come il miglior McGiver, ne escono sempre alla GRANDISSIMA! Le azioni sono sempre piu' miracolose, ma non c'é da meravigliarsi, il Cussler-dipendente (che si ritaglia pure una parte nel romanzo) vuole proprio questo. Continua così e alla prossima "gita". Per gli amanti dell'avventura estrema. Ps: il film non c'entra proprio niente, ma a me va bene così: almeno non mi sono rovinato il libro.

Amo i libri d'avventura. Ho letto tempo fa ONDA D'URTO e non mi aveva entusiasmato. Ho appena finito di leggere SAHARA e Cussler ancora non mi ha convinto: il libro sembra essere superficiale, per ragazzi di 16 anni, troppo semplicistico nei suoi passaggi. Non è questa l'avventura che cerco, anche se, al contrario di alcuni che odiano Pitt e AL, a me potrebbero pure piacere; ma il libro è scarso e immeritato il voto medio che ha e che mi ha spinto a leggerlo. Sarà che anch'io sono abituato al grande WILBUR SMITH, le cui storie hanno ben altro valore. Comunque voglio dare altre possibilità a Cussler. Ho infatti comprato TESORO, L'ORO DELL'INCA, SALTO NEL BUIO e ATLANTIDE sperando che siano migliori.


Leggi qua le mie altre recensioni dei romanzi di Clive Cussler.


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mercoledì 12 agosto 2009

"Il cavaliere della vera croce" di David Camus: impressioni a caldo

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David Camus - IL CAVALIERE DELLA VERA CROCE

312 d. C. la vigilia di una decisiva battaglia. Un angelo compare in sogno all'imperatore Costantino, gli mostra una grande croce di fuoco e gli dice: "In questo segno vincerai". Così accade. Costantino, in segno di riconoscenza, trova sotto il Golgota la Vera Croce, quella su cui è stato crocifisso Cristo, e gli costruisce intorno il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Terrasanta, 1187. All'indomani della battaglia di Hattin, la terra trasuda del sangue dei cavalieri crociati massacrati dai Saraceni. Quando Morgenne apre gli occhi su quella carneficina si sente perduto: la Vera Croce è caduta nelle mani degli infedeli. Il Saladino non ha bisogno di altre armi per sconfiggere la cristianità e prendere Gerusalemme.

Edizioni Piemme (collana Narrativa)
traduzione di Paola Lanterna
2005 - 448 pagine - € 19,90


La storia degli antichi simboli della cristianità come il Graal, la Sindone e le reliquie è da sempre ammantata di mistero e affascina generazioni di lettori. Negli insondabili segreti di un passato che si confonde con il mito affonda le sue radici questo romanzo di David Camus, nipote di Albert, il grande autore de "La peste", vincitore del premio Nobel nel 1957. Dopo avere lavorato come traduttore e autore di documentari televisivi, il trentacinquenne scrittore francese ha scelto proprio il romanzo storico per esordire nel mondo della letteratura: "Volevo cimentarmi in un genere in cui mio nonno non avesse messo piede" – ha dichiarato all’uscita del libro.
La storia raccontata nel romanzo, ambientata nel XII secolo, ruota attorno alla croce su cui fu crocefisso Cristo, la “Vera Croce” appunto, che, da quando fu dissepolta dal Golgota, guida come un faro la cristianità e assicura la vittoria dei crociati in Terrasanta. Durante una sanguinosa battaglia tra cristiani e saraceni, la sacra reliquia viene rubata dagli infedeli: la permanenza dei cristiani a Gerusalemme è minacciata più che mai. Riusciranno a opporsi all’avanzata degli uomini del Saladino ora che la santa croce è nelle loro mani? È questo a cui pensa Morgenne, il protagonista principale del romanzo, che non esita ad affrontare un viaggio pieno di pericoli e insidie per ritrovare la croce e restituirla al papa. Catturato sul campo di battaglia, sarà costretto a rinnegare la propria fede, ma il volere di Dio è imperscrutabile e a volte si manifesta nei modi più impensati. Accompagnato da Taqi, nipote del Saladino, da un mercante di reliquie e dalla bellissima Cassiopea, il cavaliere partirà per l’impossibile impresa, alle prese con nemici astuti e senza scrupoli templari corrotti, i pericolosi affiliati della setta degli Assassini, folli cavalieri...
La suspense dell’avventura e il mistero del passato si fondono in una storia appassionante, in cui personaggi di grande fascino si muovono sullo sfondo di un mondo perduto, le cui suggestioni non smettono però di affascinarci ancora oggi.




"Il cavaliere della vera croce" (Les Chevaliers du Royaume, 2005) di David Camus è un romanzo, secondo me, dalla doppia personalità: preciso, affascinante e avvincente nella prima metà; confuso, sconclusionato e decisamente troppo fantasioso nella seconda parte.
La prima impressione che ho avuto iniziando a leggere il racconto dello scrittore francese è stata quella di aver finalmente trovato un libro originale e davvero ben scritto su quel filone storico così tanto "di moda" dei romanzi storici farciti da crociate, templari, misteri religiosi, ricerca del Santo Graal, ecc...
La precisione nella narrazione di eventi storici, la descrizione dei luoghi, le dettagliate scene di battaglia tra i cristiani difensori della Vera Croce e le truppe di Saladino, l'affascinante personalità del protagonista Morgenne e la sua leggendaria spada Crocifera fanno presagire ad un finale del romanzo avvincente che non arriverà mai; ho fatto davvero fatica a terminare la lettura, ho avuto diversi momenti nei quali mi è sembrato di aver perso il filo, ho fatto più volte confusione tra i numerosi personaggi e in certi momenti ho avuto l'impressione di avere per le mani una nuova versione del Signore degli anelli o un racconto inedito di Indiana Jones.
Peccato, davvero peccato...
Di solito scelgo i libri da leggere senza aver prima cercato in rete le recensioni da parte dei lettori, mi fido del sunto in copertina; forse stavolta avrei fatto meglio a guardarmi prima un po' in giro.
Perché? Leggete i commenti a seguire e capirete... buona lettura!


Un buon libro nel filone crociate, attualmente di moda che si intreccia con l'altrettanto classico tema dei cavalieri templari. Se vogliamo cercare un difetto, il prezzo di copertina è veramente eccessivo per un volume di meno di 500 pagine e privo di immagine che, specie se a colori, possono far lievitare i costi (è vero che i libri non si pesano... ma insomma...).

Ottimo libro; ben scritto con riferimenti storici precisi. Da leggere.

Un discreto libro di cavalleria, ma lontano da quello che è - secondo me - il miglior libro del genere che io abbia mai letto: "Cavaliere di Grazia.

Decisamente un ottimo libro. La storia è scorrevole e avvincente, non priva di colpi scena. I riferimenti storici sono accurati, efficienti ed esaurienti. Molto significative le citazioni all'inizio dei capitoli. Nonostante la mole del libro, il romanzo risulta facile e piacevole alla lettura. Lo consiglio tuttavia esclusivamente agli amanti del genere.

Inizia bene, poi si perde. Saltabecca tra crociati, templari, assassini, ebrei, maomettani e amazzoni in maniera imbarazzante. A un certo punto si perde completamente il filo della storia e ci si chiede se la Croce è vera o no.

Libro consigliato solo a chi è appassionato di romanzi storici. La trama è un pò "disordinata" facendo perdere talvolta il filo della storia al lettore. Ma ne vale la pena.

Uno dei peggiori libri del genere avventura/storico letti ultimamente. Sconclusionato e noioso!!!

Che delusione! All'inizio la trama sembrava avvincente e credevo di aver messo le mani su un buon romanzo storico, d'evasione, certo, ma comunque piacevole, realistico e ben documentato. Grave errore. Proseguendo nella lettura mi sono impantanata in una sciocchezza senza capo nè coda, parente più di un romanzo fantasy(peraltro mal scritto e molto sconclusionato) che di un romanzo storico. L'ho comunque terminato sperando in un colpo d'ala che risollevasse la situazione ma non è stato così. Il finale è semplicemente ridicolo! Anche perchè nella mia abissale ignoranza non sono riuscita proprio a capire come può Cassiopea essere figlia di Morgenne (poteva essere un bel personaggio,peccato!) e contemporaneamente nipote di Saladino. Nipote adottiva? Può essere ma il libro si guarda bene dal fornire spiegazioni. Assegno 2 come voto anzichè 1 solo perchè ritengo affascinante il mondo degli ordini militari mediovali e qui se ne trova un pallido riflesso. Voto: 2/5

Delusione totale. La storia parte piuttosto bene anche se sin dall'inizio si ha l'impressione di ritrovarsi fra le mani un noiosissimo polpettone storico che capitolo dopo capitolo passa da un argomento all'altro senza preavviso o collegamento alcuno con i precedenti. Tuttavia la ricchezza di cenni storici lo rende interessante. Il problema si pone verso 3/4 di libro, quando di colpo da romanzo storico si precipita nel genere fantasy, con maghi, amazzoni e luoghi incantati a volontà, il tutto condito dall'incapacità dell'autore di dare un vero ruolo al suo protagonista. Costui infatti parte come guerriero e grande eroe, invincibile grazie alla sua fedele compagna Crocifera (spada appartenuta a san Giorgio), ma nel corso del libro non avrà mai modo di dare prova di nessuna delle sue doti. Persa la spada a inizio romanzo la ritroverà quasi alla fine, non combatterà mai pur avendone tante occasioni, una volta ritrovata non la userà e la perderà nuovamente poco dopo quando perirà. L'epilogo poi appare come un capitolo poco gradito all'autore e quindi buttato giù in fretta e furia, con approsimazione e scarsa fantasia, i tratti in certi punti sono quelli di un riassunto scolastico. Un vero peccato insomma, perchè l'idea era ottima e meritava certo uno sviluppo migliore e più appassionato.

Effettivamente inizia abbastanza bene e lascia presagire un buon romanzo storico-avventuroso. Invece diventa via via un fantaromanzo ma più improbabile di un vero libro di science-fiction. E non finisce mai...

Ottimo inizio, ma date le mie aspettative, son rimasto un po' deluso dal risvolto fantasy. per il resto si fa leggere, e non è male il coinvolgimento che il lettore ha.

L'inizio è maestoso, tragico, realistico, mistico. Tutti segnali che lasciano presagire una storia eroica sui Templari (anzi, novità, sugli Ospitalieri questa volta), ed era per quella che avevo acquistato il volume, attratto più dal titolo che dall'autore. Ebbene, il libro si fa leggere, la trama a tratti è complicata ma seguibile, purtroppo (e dico purtroppo, ma son solo gusti) ad un certo punto entra nella storia sin lì accurata e reale un filone fantasy che ne distorce la veridicità storica, e rende il tutto meno credibile. La lettura prosegue, avvincente a tratti, confusa in alcuni passaggi, ma perde parte del suo fascino fra alchimie e miracoli. Concludendo, è un libro piacevole, ma sconsigliato a chi (come me) gradisce la narrativa romanzata si, ma pur sempre storica.

Anche io trovo la storia scorrevole ed avvincente, non priva di colpi scena. I riferimenti storici sono meticolosi ed esaurienti. Molto significative le citazioni all'inizio dei capitoli, sia quelle tratte dal corano che quelle cristiane. Nonstante la mole del libro, il romanzo risulta facile e piacevole alla lettura. Se non siete amanti dei libri dalle belle rilegature vi consiglio di acuistarlo in versione economica, mi sembra di averlo visto a meno di 5,00 euro. A chi lo critica dicendo che arriva a sfociare nel Fantasy con magie ed altro... beh... chiedo: ma di che religione siete per dire ciò? Per quanto mi riguarda mi sembra che i miracoli nella religione cristiana siano, non dico comuni, ma relativamente frequenti... Ci può stare che la croce di Cristo e le altre reliquie abbiano "poteri" sovrannaturali... ci può stare, visto il periodo storico, che alcune persone siano considerate stregoni o quantaltro... perciò il libro mi è piaicuto.

Devo dire che scrivere ora un commento anche se ho appena iniziato il libro non é l'ideale, però dalle prime pagine mi sta piacendo molto. Io sono uno che adora il genere di Evangelisti, uno storico/fantascientifico/horror, ma anche questo come romanzo storico non é da meno. A volte le storie sembra seguire dei fili logici che prima non c'erano, ma d'altro canto é da ciò che si ottiene un flash-back. Per niente fantasy, al massimo esoterico, con dei contenuti che per pura convenzione sono dati per storici, anche perché uno storico serio non direbbe mai che la magia esisteva, ma se c'erano degli individui che avevano la fama di essere maghi, che poi quello era il loro periodo d'oro, può anche essere veritiero un poco. Non mi é chiara, anzi, non trovo informazioni su Morgenne come personaggio realmente esistito, nemmeno info riguardanti la sua spada (chi non l'ha ancora letto, lo legga e capirà il perché). Lo consiglio volentieri anche a chi di solito non legge lo storico :)

Si può leggere, però esistono non pochi libri migliori. Un po' troppo sconclusionato e sicuramente troppo voglioso di sincretizzare miti e leggende tra le più disparate. Peccato perchè non parte male, ma non mantiene ciò che promette.

Un libro veramente affascinante! Proprio per il fatto di essere riuscito ad unire così tanti fattori si merita un premio! Senza contare l'originalità della storia... Parlandoci chiaro non è la classica imitazione del "Codice da Vinci" di Dan Brown! Veramente un bel libro!

Troppo confusionale, preferisco altri autori come GUILLOU o CORNWELL, parte bene il CAMUS ma poi si perde per strada.

Buon libro per appassionati di romanzi storici con riferimento particolare a crociate e ordini monastico-cavallereschi. Ottima descrizione delle ripetute battaglie narrate nel corso del racconto e ben riuscito il protagonista Morgenne, pur con qualche incongruenza. Interessanti i riferimenti storici relativi alla vera croce e alle sue vicissitudini. Avrei dato il massimo dei voti se, come in effetti già sottolineato nei precedenti commenti, ad un certo punto non si fosse insinuato nel racconto un filone fantasy che in un romanzo storico secondo me, per quanto qualche licenza la si possa giustificare, non dovrebbe essere presente (comunque è niente in confronto al secondo romanzo di Camus, "La croce e la spada", nel quale è sempre protagonista Morgenne e in cui di storico rimane gran poco e tutto il resto è un imbarazzante e sconclusionato fantasy).


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giovedì 16 luglio 2009

"La chiave Gaudì" di Esteban Martìn e Andreu Carranza: impressioni a caldo

Esteban Martìn, Andreu Carranza - LA CHIAVE GAUDI'

Barcellona, 1926: una sera di giugno, Antoni Gaudí muore investito da un tram. E se la morte del grande architetto non fosse stata un incidente? Ottant'anni più tardi, Juan Givell, ormai malato e sul punto di perdere la memoria, attende la visita di sua nipote Maria per rivelarle un segreto mantenuto per tanto tempo: "Ero con Gaudí il giorno che lo uccisero". Insieme a queste parole le consegna una strana chiave che deve condurla al segreto meglio conservato di Antoni Gaudí. Investita da questa straordinaria eredità la giovane Maria, con l'aiuto del fidanzato Miguel, famoso matematico, e di Taimatsu, una storica giapponese, inizia una ricerca disperata. Fino a scoprire che l'insieme delle opere del grande architetto forma la costellazione dell'Orsa Minore. Qui si nasconde un codice grazie al quale si eviterà la distruzione dell'universo. Una rivelazione sconvolgente, per cui le vite dei protagonisti saranno in pericolo mortale: una sanguinaria confraternita segreta li segue passo passo e, dopo aver assassinato Juan Givell, tenterà in tutti i modi di distruggere il segreto. Compito di Maria sarà salvare la vita dei suoi amici, ma soprattutto impedire che la preziosa chiave cada nelle mani del nemico.

Sperling & Kupfer (collana Narrativa)
traduzione di Chiara Brovelli
2007 - 397 pagine - € 18,50



"La chiave Gaudì" (La clave Gaudì, 2007) di Esteban Martìn e Andreu Carranza è uno di quei romanzi che si leggono con piacere ma che lasciano l'amaro in bocca a causa del finale non in linea con tutto il resto del racconto, che è fin troppo fantasioso e spirituale per i miei gusti.
La storia ha un intreccio interessante e si basa sull'opera del grande architetto spagnolo Antoni Gaudì; bisogna riconoscere ai due autori una gran fantasia nel cercare "presunti" riferimenti esoterici e misteriosi contenuti nelle opere del Maestro catalano e nel costruirci intorno una caccia al tesoro o, meglio, alla reliquia più sacra della religione cristiana che, se trovata e inserita all'interno dell'opera simbolo di Gaudì (la Sagrada Familia) potrà salvare il mondo dall'avvento del male e prepararlo ad un nuovo ritorno di Cristo sulla Terra.
Decisamente troppo mistico e irreale... ma il lato positivo è quello di stimolare il lettore ad approfondire la conoscenza delle opere di Gaudì, e magari verificare se tutti quei riferimenti ad una presunta mappa stellare formata dagli edifici realizzati dall'Architetto di Dio a Barcellona sia vera o solo una fantasia degli autori.

Il mio consiglio sul romanzo? Da leggere sotto l'ombrellone o la sera prima di dormire, non è un capolavoro ma si fa apprezzare.
Ecco infine qualche commento trovato in rete su questo romanzo, buona lettura!


Splendido romanzo, splendida ambientazione, colpi di scena, racconto veloce. Bellissimo.

Ho fatto una fatica enorme a finire di leggerlo. Non per la lunghezza, ma per la serie di banalità infilate una dietro l'altra. Anche se sono scritte con grazia, rimangono pur sempre banalità.

Solo un'aggettivo: Superbo!

Stupendo, non avevo ancora letto un libro così, lo consiglio vivamente e poi fate un bel viaggio a Barcellona.

Libro inizialmente carino ma con un calo nella fase finale per chiudere in modo deludente.

Poteva starci sino a 2/3 del libro... poi si eccede un po' troppo. Decisamente scarso.

Terribile, una brutta, bruttissima copia del Codice da Vinci.

Bellissimo, mi ha ricordato molto "La cupola" di Riccadonna (che ho amato di più solo perchè è ambientato soprattutto a Torino)! Mi associo al coro di chi lo ha apprezzato: colpi di scena, storia ben "dosata", una descrizione di Barcellona STRAORDINARIA, la storia d'amore che si amalgama perfettamente con l'intrigo... E poi ragazzi: io tutte quelle cose di Gaudì non le avevo mai sentite... viene voglia di partire per la Spagna oggi stesso. Anche io so che nella parte - diciamo così - "religiosa" non bisogna leggerci nulla o quasi al di fuori dell'incredibile fantasia degli autori, ma è pur vero che il simbolismo delle opere di Gaudì appare molto convincente... altrochè! Insomma, non lasciatevelo sfuggire!

Libro pessimo, che sfrutta un filone che vende e che è sempre più pieno di prodotti di dubbia qualità. Qui non c'è sostanza alcuna, solo un miscuglio di raffazzonamenti che è scritto pure male. Si è voluto inserire di tutto senza arrivare a niente. L'unico che si salva è la presenza di Barcellona e degli edifici di Gaudì, ma è veramente troppo, troppo poco. Pessimo, fatelo passare inosservato.

Concordo con le ultime recensioni. Trama senza senso, personaggi senza spessore. Da evitare.

Sono a pagina 67, capitolo 9 e non posso essere d'accordo con chi afferma che il libro sia da evitare, per il momento. Non è il mio genere, ammetto, e pertanto non abituata a letture simili, ma non ho ancora avuto la sensazione negativa che da molti dei commenti qui presenti viene fuori. Per il momento sono affascinata e incuriosita dai prossimi passaggi. Ho iniziato a leggerlo perchè adoro Barcellona e ne sono stata attirata per tale motivo... mi farò magari viva più avanti, quando l'avrò terminato. Ciao.

Libro avvincente e scritto molto bene, forse un poco deludente la chiusura e un po' troppo surreale, ma è una lettura avvincente e leggera, la descrizione della città e il suo percorrerla, trasporta il lettore tra le vie e le piazze... nonchè tra le superbe architetture di Gaudì.

L'idea di base non mi dispiace, il filo ideale fra tutte le opere di Gaudì finalizzato alla risoluzione di un enigma finale. E qui si fermano le considerazioni positive. Mi sarei aspettato un triller più rigoroso e più storico e meno horror (nella parte finale si indugia un po' in scene di tortura al solo scopo di movimentare la storia). La trama si dipana in modo sin troppo speculare a quella del Codice da Vinci, c'è una protagonista femminile, l'amico che la aiuta, un nonno tutore che viene ucciso, un Vaticano arroccato a mantenere il suo potere, costruito - guarda caso - su una grande menzogna. Se proprio dovessi, lo consiglierei a chi non ha letto il "Codice", purchè non abbia troppe aspettative...

Se avete intenzione di recarvi a Barcellona leggete questo libro... Ci sono delle descrizioni delle opere di Gaudì spettacolari. Un bel libro, che si legge tutto d'un fiato... Il finale è un po' fantascientifico ma va bene lo stesso.

Ammetto che ricordi un po' il Codice Da Vinci e che ci siano punti con tanta spiegazione e poca azione... detto ciò trovo comunque affascinante la trama e ottimo tutto l'apparato storico-artistico su Barcellona e Gaudì. Certo deve piacere il genere... per me che sono stata recentemente a Barcellona è stato fantastico riscoprire quei luoghi e riuscire a seguire così bene le avventure dei protagonisti. Belli anche i collegamenti con la matematica, l'astronomia e l'arte giapponese. Nel complesso quindi il mio giudizio è molto positivo, lo rileggerei e lo consiglio... soprattutto a quelli con un po' di fantasia e poco noiosi...

No... non mi è piaciuto. Ricalca la trama del codice da Vinci. C'è un nonno che come nel c.d.V. lascia poco prima di morire un segreto alla nipote. Anche lui, come Sonier, insegnava da piccola gli enigmi alla bambina. Anche qui lei è insieme ad un matematico, l'altro era un esperto di simboli. Anche qui il nonno che muore era gran maestro di una setta di cui la bambina, ovviamente non sapeva niente. Anche qui quelli di un'altra setta (non l'opus dei ma un'altra) cercano di rubare il segreto. Anche qui pure il poliziotto è coinvolto perchè membro della setta, come nel c.d.V., anche qui della setta buona, che tramanda un segreto religioso, aveva fatto parte un famoso artista, qui Gaudì, che anche qui aveva lasciato indizi nelle sue opere. Solo che questo è scritto peggio, personaggi senza spessore... insomma la brutta copia del più famoso.

Questo libro mi ha conquistato fin dalle prime pagine, forse perchè è ambientato a Barcellona. Non ho letto Il codice da Vinci, quindi la trama era una novità. Mi è proprio piaciuto.

Ottima la descrizione dei luoghi, il contesto storico e le descrizioni dei personaggi. Un libro molto scorrevole. A me è piaciuto molto, anche se, come si può notare, la trama è simile al Codice Da Vinci. Ma nonostante ciò, il romanzo segue una sua logica, e merita di essere letto. E, dato che anch'io sono stato a Barcellona, d'ora in poi non posso far altro che guardare la Sagrada Familia, il Parco Guell, Casa Battlò e tutte le opere di Gaudì con occhi diversi.

Ho trascorso due mesi a Barcellona e mi sono innamorato di questa città: ovunque si respira un'atmosfera magica e suggestiva, grazie soprattutto alle opere del Gaudì. Ho deciso di leggere questo romanzo nell'edizione spagnola e grazie alla descrizione della città ho vissuto questa avventura in prima persona. Per chi ama il genere "Codice da Vinci" questo è un ottimo libro, lo consiglio.

Non solo una copia del Codice, già non bello di suo e parecchio "rimasticato", ma anche molto materiale pescato dai libri di Zafon e, addirittura, da Omero (v. l'episodio dell'assedio dei monaci, fotocopiato dalla vicenda di Achille ed Ettore di Troia). In definitiva un libro da evitare.

martedì 30 giugno 2009

"L'ombra del leone" di Steve Berry: impressioni a caldo

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Steve Berry - L'OMBRA DEL LEONE

Si trova in una sala del Museo di cultura Greco-Romana di Copenhagen: ecco tutto ciò che sa Cotton Malone quando riprende conoscenza. Ma come è arrivato lì? E perché è svenuto? Cotton non ha quasi il tempo di porsi queste domande che l'edificio viene avvolto dalle fiamme e, come dal nulla, appare Cassiopea Vitt, la donna che, in passato, lo ha aiutato a trovare il tesoro dei Templari e la Biblioteca di Alessandria. I due riescono miracolosamente a scappare e si rifugiano da Henri Thorvaldsen, l'eccentrico miliardario danese proprietario del museo. Apprendono così che quell'incendio è servito da copertura per due ladri che hanno rubato un medaglione raffigurante Alessandro Magno: secondo la leggenda, esistono otto medaglioni che, se affiancati, mostrano la soluzione del famoso "Rebus di Tolomeo", un enigma che indica l'ubicazione della tomba di Alessandro Magno... Nel frattempo, a Samarcanda, il primo ministro della Federazione dell'Asia Centrale - una nuova nazione nata dalla fusione delle ex repubbliche sovietiche - è in attesa di sapere se i suoi uomini si sono impossessati del medaglione conservato a Copenhagen: quell'oggetto, infatti, gli può assicurare un potere inimmaginabile... Per risolvere uno dei più grandi misteri della Storia e sventare una guerra in Medio Oriente, Cotton Malone deve ricostruire la storia dei medaglioni. Una storia intricata e sfuggente, che ha come protagonista Venezia: la chiave del mistero infatti si cela nella cripta della basilica di San Marco...

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
traduzione di Elisa Villa
2008 - 473 pagine - € 18,60




Con il romanzo "L'ombra del leone" (The Venetian Betrayal, 2008) ho terminato di leggere l'intera opera di Steve Berry, lo scrittore americano che ha praticato con successo, per più di venti anni, la professione di avvocato, e che è conosciuto in Italia per i romanzi "Il Terzo segreto", "La profezia dei Romanov", "L'ultima cospirazione" e "Le ceneri di Alessandria".
"L'ombra del leone" è il terzo romanzo della serie "Cotton Malone", libraio ed ex agente segreto della sezione speciale "Magellano", catapultato suo malgrado in una nuova incredibile avventura incentrata sulla ricerca della perduta tomba di Alessandro Magno.
Berry riesce, come sua abitudine, ad amalgamare fatti storici reali o leggendari con scienza, medicina, tecnologia, creando scenari politici inediti ma perfettamente coerenti con la realtà attuale (vedi la Confederazione Asiatica governata dalla perfida Irina Zovastina), inserendo all'interno del racconto anche dei simpatici 'cameo' come la citazione di Painter Crowe, direttore della 'Sigma Force' e personaggio (a me caro) creato dalla fantasia di un altro tra i miei scrittori preferiti: James Rollins.
I personaggi tirati in ballo sono talmente numerosi che si rischia di far confusione, ma questo non è un elemento di disturbo per il proseguimento della lettura; il racconto è appassionante, denso di azione e di colpi di scena, da leggere tutto d'un fiato.

Ora non mi resta che attende la pubblicazione in Italia dell'ultimo lavoro di Steve Berry, uscito in America col titolo "The Charlemagne pursuit"...
Di seguito, qualche commento trovato in rete su questo romanzo, buona lettura!


Complimenti Steve. Senz'altro il migliore della serie Cotton Malone.

Ottimo romanzo fantapolitico che partendo dalla ricerca della tomba di Alessandro Magno arriva ai nostri giorni disegnando in un crescendo di tensione e di colpi di scena probabili scenari geopolitici del futuro. Rispetto alle precedenti avventure però le gesta di Cotton Malone sono messe in secondo piano dalle vicende degli altri protagonisti e soprattutto (per volontà dell'autore) dal fantasma regale di Alessandro Magno e del suo insuperato progetto ecumenico che aleggia e scandisce i tempi della vicenda in modo impeccabile.

Di nuovo un bel libro firmato Steve Berry, sicuramente uno dei migliori scrittori del momento.

.. credo sempre pìù che molti commenti siano finti per far vendere. Non è certamente un libro da 5/5!! Inizio lento.. troppi personaggi... certamente ci stavano almeno 100 pagine in meno... non cambiava nulla.... non si perde niente anche se non si legge!!

Non ho ancora finito di leggerlo, fin'ora ti attira e non vedi l'ora di girare la pagina per sapere cosa succede dopo. Una sola annotazione. A pag. 147 all'inizio, c'è scritto che ( san ) Marco era uno dei dodici apostoli di Cristo. Non è vero. Marco era un discepolo non un apostolo. La differenza è notevole. Ciao

L'ho preso a gennaio e lo devo ancora finire, la storia dipersè è bella, ma è troppo lungo per nulla come libro, i personaggi sono troppi, e si perde così il filo della trama, visto il fatto che si passa da un argomento all'altro senza continuità di causa, diciamo ce ci sono troppi personaggi che hanno scopi diversi all'interno del libro e della storia e ci si perde, credo uno dei peggio riusciti. Certe parti sarebbe stato meglio tagliare o non metterle direttamente, il senso del racconto rimaneva lo stesso. ora devo dire "Insomma..."


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lunedì 8 giugno 2009

"Le ceneri di Alessandria" di Steve Berry: impressioni a caldo

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Steve Berry - LE CENERI DI ALESSANDRIA

Una tranquilla libreria antiquaria a Copenhagen è il rifugio scelto da Cotton Malone, un ex agente del dipartimento di Giustizia americano, dopo un'esistenza densa di pericoli e sempre ai limiti della legalità. Ma le ombre del passato tornano a incombere su di lui quando la sua ex moglie irrompe nella libreria e gli annuncia che il loro figlio è stato rapito. E la conferma arriva pochi minuti dopo sotto forma di un'e-mail: "Hai qualcosa che voglio. Il Rapporto Alexandria. Lo hai nascosto e sei l'unica persona al mondo a sapere dove trovarlo. Hai 72 ore. Se non avrò tue notizie allo scadere delle 72 ore, tuo figlio morirà". Malone non ha idea di chi siano i rapitori, però capisce subito a cosa mirano: ritrovare George Haddad, uno studioso palestinese convinto che la Biblioteca di Alessandria non sia andata distrutta e che in essa sia conservata la versione originale ebraica della Bibbia, una versione molto diversa da quella tramandata nel corso dei millenni. Così, mentre una rete d'inganni, omicidi e agguati si stringe intorno a lui, Malone comprende di avere un'unica strada per liberare il figlio e non tradire un amico: seguire una catena d'indizi che lo porteranno da Londra al Portogallo fino al deserto del Sinai, perché la mitica Biblioteca di Alessandria è davvero scampata alla distruzione e nasconde un segreto che può cambiare il futuro del Medio Oriente.

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
traduzione di Anna Martini
2007 - 492 pagine - € 18,60


Avvocato, con un grande interesse per la storia e per la narrativa, e già autore dei romanzi "Il Terzo segreto", "La profezia dei Romanov", "L'ultima cospirazione" e "L'ombra del leone", Steve Berry ha una incredibile dote: quella di riuscire ad amalgamare fatti storici reali, leggende vecchie di migliaia di anni, verità consolidate della fede, dando vita ad appassionanti romanzi dal ritmo incalzante e serrato.
Anche con "Le ceneri di Alessandria" (The Alexandria Link - 2007) non si è smentito; ha scatenato (suo malgrado...) il protagonista dei suoi ultimi romanzi, Cotton Malone, in una caccia al tesoro destinata a rivoluzionare i princìpi ispiratori delle fedi cristiane, mussulmane ed ebraiche: la ricerca della perduta biblioteca di Alessandria e dei manoscritti in essa conservati.
E' davvero sottile il filo che separa realtà da finzione, tutto sembra davvero originale e credibile, se non fosse per la "Nota dell’autore", attraverso la quale Berry evidenzia le parti che possiedono un elemento di verità, le parti che, invece, sono state manipolate o inventate dall’immaginazione letteraria e, infine, le parti che si fondano su ipotesi formulate da altri studiosi.

Ho letto ormai quasi tutta la bibliografia di Berry, un autore che mi ha catturato fin da subito per il suo stile fluido e per gli argomenti interessanti, e ritengo "Le ceneri di Alessandria" uno dei migliori romanzi della sua produzione, con costanti colpi di scena, eventi incalzanti ed una dose di azione decisamente sopra la media; un romanzo da non perdere per gli amanti del thriller storico!

A seguire, qualche commento trovato in rete su questo racconto, buona lettura!

Da leggere in un fiato, bellissimo.

Steve Berry è ormai diventato un classico della letteratura d'intrattenimento, genere che deve trovare un suo inquadramento dignitoso nella categorie in cui si ama classificare gli autori e le opere. Il romanzo è piacevole e scritto bene, forse la trama non è originale come quella di altri libri pubblicati dall'Autore nel recente passato.

Che "casino" caro Steve!!! Israeliani, palestinesi, sauditi, americani, austriaci, danesi, un vero intrigo internazionale dove i colpi di scena si rincorrono dall'inizio alla fine.

Molto intrigato e molto bello, questo libro ricco di colpi di scena coinvolge il lettore fino alla fine!!!

Vi è una netta differenza tra la prima e la seconda parte. La prima metà è macchinosa, risultando spesso difficile capire chi stia con chi e chi contro chi. La narrazione è un po' lenta e si rimane sempre in attesa della svolta. Svolta che interviene nella seconda metà in cui, svelato il nodo cruciale, il libro accelera irresistibilmente e non dà tregua, rivelandosi originale e godibile.

Bel romanzo d'avventura, una spy story mescolata alla storia più antica che vi terrà senz'altro col fiato sospeso. Non ci si può non affezionare al personaggio di Cotton Malone (già visto nel precedente libro "L'ultima cospirazione") e agli intrighi nei quali, suo malgrado, si trova invischiato. Personalmente ritengo molto affascinante l'idea di poter ritrovare un giorno la mitica Biblioteca d'Alessandria. Chissà quanti misteri troverebbero risposta tra le pagine di quegli antichi libri! Steve Berry ce ne illustra uno, ma basta a farci capire quanto potrebbe essere diverso il mondo attuale sulla base di conoscenze ormai perdute. Chi ama storia e mistero non resterà deluso da quest'ultima fatica dello scrittore, scritta come al solito molto bene.

Come al solito fantastico.

E' sempre bello leggere un suo libro..consigliato!!!

Un libro davvero bello, scritto molto bene. Un autore in crescendo.

Pessimo. Scritto male, tradotto con superficialità, un miscuglio pessimamente amalgamato di situazioni diverse. Dopo un prologo di 100 pagine assolutamente superfluo, tiene insieme tre fili narrativi a forza. I colpi di scena sono forzati e la storia non scorre. Da evitare assolutamente!

Molta azione, moltissimi colpi di scena, molti personaggi, grande trama ad incastri... però manca un po' di approfondimento sui protagonisti, qualche dialogo in cui si familiarizzi con loro per potersi affezionare, qualche caratterizzazione! Bella l'idea della trama, davvero intrigante l'idea che la Palestina fosse realmente da un'altra parte. Lodevoli anche le note conclusive dell'autore, dove marca in maniera esemplare il confine tra realtà e finzione.

Bel libro. Una bel connubio di spy story mischiata ad un mistero antico ed appassionante. Da leggere.

Un libro fantastico... da leggere assolutamente... linguaggio coinvolgente e storia appassionante... pienamente consigliato con lode...

Come in "L'ultima cospirazione" ancora una volta Steve Berry costruisce un thriller dove fonde sapientemente realtà storica con fantasia. Ritmo incalzante dall'inzio alla fine, personaggi ben delineati e la ricerca della biblioteca di Alessandria ottimamente costruita. Unico difetto un po' troppe fazioni in gioco (sauditi, israeliani, palestinesi, ecc.) il cui intreccio, nel dipanare della trama, non è sempre facile da seguire. Lodevole alla fine del libro la precisazione delle fonti storiche e di quelle di sua invenzione. Ancora una volta complimenti a Steve Berry!

Bello, avvincente, con i fuochi d'artificio... ma: e i protagonisti? Non sono per niente approfonditi, sembrano attori...

Un ottimo libro, ben scritto, fluido e ricco di movimento. Consiglio vivamente la lettura agli amanti del genere. Bravo lo scrittore. Per niente noioso.

Ottimo libro, ancora una volta, di Steve Berry, migliore del precedente con Cotton Malone. Ancora una volta c'è azione, ma il ritmo, molto serrato, impedisce di lasciare la lettura e la storia coinvolge in pieno. Ritornano molti personaggi che già conoscevamo dal precedente libro e tutta la vicenda è molto intricata, ma decisamente interessante. Adesso non vedo l'ora di leggere "L'Ombra del leone", ancora una volta con Cotton Malone e soci. Steve Berry scrive in modo semplice, ma molto effice. Consigliato.

Da premettere che l'autore mi aveva del tutto convinto con il precedente "L'ultima cospirazione", con il sequel "Le ceneri di Alessandria" resto invece sconcertato. Si allontana dal suo stile, per modo di dire visto che questi autori si copiano uno dall'altro (Dan Brown insegna), che lo aveva reso un bestseller appunto con il primo libro della trilogia di Cotton Malone. Ho veramente fatto fatica a finirlo con la speranza sempre di una svolta nella trama che mi facesse cambiare idea, ma... Pessimo, pessimo libro. Peccato però!

Ho faticato tantissimo a finirlo. Questa storia non è mai decollata. E' rimasta per tutta la sua durata sulla pista di decollo, lì lì per prendere quota ma... Buona la fluidità di scrittura, il voto discreto è per questo, se no avrei dato uno. Non me ne vogliano gli amanti di Berry Steve. Voto: 2/5


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mercoledì 27 maggio 2009

"L'ultima cospirazione" di Steve Berry: impressioni a caldo

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Steve Berry - L'ULTIMA COSPIRAZIONE

Cotton Malone, un ex agente operativo al servizio del Dipartimento di giustizia americano, si sta godendo la sua nuova vita a Copenaghen, dove gestisce una libreria antiquaria. Ma la tranquillità di un'esistenza appartata non è destinata a durare a lungo. Tutto comincia quando Cotton assiste a uno scippo ai danni del suo ex superiore, Stephanie Nelle, giunta in Danimarca per partecipare a un'asta di libri antichi. Cotton capisce subito che quella rapina non è casuale, anche perché il ladro muore subito dopo in circostanze misteriose. Malone allora segue Stephanie e scopre la ragione del viaggio della donna: acquistare un raro volume, che tuttavia la donna non riesce ad aggiudicarsi. A questo punto, Stephanie è costretta a rivelare a Malone la verità: sta seguendo una catena di indizi rinvenuti dal marito, uno studioso di esoterismo morto alcuni anni prima, e quel libro potrebbe essere la chiave per risolvere il mistero del paesino francese di Rennes-le-Chateau e, di conseguenza, del mitico tesoro scomparso dei Cavalieri Templari...

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
traduzione di Gianluigi Zuddas
2007 - 518 pagine - € 8,90



«Steve Berry sfida il Codice da Vinci di Dan Brown e lo batte sul piano dell'attendibilità storica e della qualità della scrittura.»
Francesco Elli, Class

«Il thriller rocambolesco intreccia storia e fiction nel racconto dell'ultimo, grande, mistero templare. La lettura giusta per chi ha voglia di una sana dose di complotti.»
XL - la Repubblica



Alzi la mano chi non ha letto almeno una volta un romanzo ambientato a Rennes-le Château!
La celeberrima cittadina della Linguadoca, situata tra i Pirenei e il Mediterraneo, che con i suoi misteri e le sue leggende ha già fornito l’ambientazione perfetta a numerosi romanzi, ha fatto da scenario anche per "L'ultima cospirazione" (The Templar Legacy) dello scrittore americano Steve Berry.
Avvocato, con un grande interesse per la storia e per la narrativa, e già autore dei romanzi "Il Terzo segreto", "La profezia dei Romanov", "Le ceneri di Alessandria" e "L'ombra del Leone", Berry riprende tutti quegli elementi che hanno appassionato milioni di lettori di tutto il mondo (l’Ordine dei Cavalieri Templari, il tesoro di immenso valore, mai ritrovato dopo il loro scioglimento avvenuto ad opera del papa Clemente V e del re di Francia Filippo IV, una serie di indizi seminati un po’ ovunque dall’ormai famosissimo Abate Saunière...) e li rielabora nel suo avvincente romanzo.
Un "mistery esoterico" che, senza voler minare i capisaldi della fede cristiana, mette in dubbio alcuni fondamentali pilastri su cui si fonda la religione cattolica, come l’attendibilità dei Vangeli canonici e, fatto ancora più eclatante, la resurrezione di Cristo.
Un’idea a cui l’autore lavorava da anni e che ha preso la forma di un’avventura reale, fra inseguimenti, sparatorie e colpi di scena, e spirituale, visto che, senza cadere nel blasfemo, l’autore intende sfidare i lettori a riconsiderare la nascita della religione cattolica, spogliandola di ogni elemento mistico.

Al termine, risulta particolarmente utile la "Nota dell’autore", attraverso la quale Berry evidenzia le parti che possiedono un elemento di verità, le parti che, invece, sono state manipolate o inventate dall’immaginazione letteraria e, infine, le parti che si fondano su ipotesi formulate da altri studiosi.
Un indispensabile contributo, come sempre nel caso di testi in cui finzione e realtà sono così ben amalgamate, che nella storia travagliata della religione cattolica, contribuisce a fornire una nuova chiave interpretativa ad alcuni aspetti del cristianesimo rimasti oscuri o alquanto contraddittori.

Un racconto davvero appassionante e dal ritmo incalzante, pur se ripetitivo in diversi passaggi.
Da leggere! E... gli altri lettori cosa ne pensano?
Ecco qualche commento trovato in rete su questo racconto, buona lettura!

Detto con tutta sincerità ero molto scettico nei confronti di questo romanzo, dato che mi aspettavo l'ennesimo e imbarazzante clone di quel Codice da Vinci così tanto osannato tanto che non ci si accorge che è solo un operetta che infanga gratuitamente e senza uno straccio di prova credibile la cristianità. Dopo questa premessa necessaria per creare un doveroso distinguo, posso dire che questo libro è intrigante, appassionante e palesa una ricerca storica veramente accurata dell'autore. Solo il finale forse poteva essere sviluppato megglio, ma forse è stata una conseguenza della scoperta del mitico tesoro dei templari alquanto "azzardata" e immaginaria dei protagonisti.

In questo caso non si tratta di ergersi a paladino della cristianità, come suggerisce qualche lettore, ma di criticare l'intenzione dell'autore e di altri come lui di identificare il tesoro dei templari sempre e comunque con chissà quale segreto sconvolgente che riguardi la cristianità. Poi [...] utilizzerei una frase emblema del grande Umberto Eco: "le persone da quando non credono più in Dio, non è che non credono più a niente; semplicemenete hanno iniziato a credere in tutto!". E ricordo, in ultima analisi, che la vera fede è proprio quella che deriva da una ragione illuminata.

Io sono appassionata di libri di questo tipo, storico-religiosi, ma tutte le volte che ne leggo uno poi mi pento perchè credo che se l'islam faccia presa negli occidentali tanto da rinnegare le nostre radici cristiane, in parte sia dovuto anche alla lettura di questi romanzi che mettono tanti dubbi negli animi delle persone. Io francamente sono più irrobustita nella mia fede tanto da farmi dire sempre più VAI PAPA BENEDETTO che sei testimone privilegiato della fede in Dio e nel Cristo RISORTO!!!!!!!

Ero piuttosto scettico e pensavo anche io a Dan Brown e al cercare di cavalcare la stessa onda. In realtà il libro è molto avvincente, basato su ricostruzioni storiche molto accurate e anche l'intreccio romanzesco è molto plausibile e credibile. Un ottimo libro. Credo che gli integralisti cattolici abbiano di che preoccuparsi se libri del genere riusciranno a spingere e motivare le persone a fare ricerche e approfondimenti storici.

Scritto bene. Da leggere sotto l'ombrellone... ed ora in inverno quando alla tv ci sono le isole e le case false. Nulla di nuovo sotto il sole di chi cerca inutilmente segreti che non ci sono e fascino che invece è in forte aumento per i poveri cavalieri di cristo.

Libro veramente scritto bene, anche se il finale mi ha lasciato l'amaro in bocca. Se vi piacciono i misteri medievali sui templari, questo libro fa per voi!

Per gli amanti del genere questo è un titolo imperdibile.... è un libro che nonostante il considerevole numero di pagine si fa leggere molto velocemente.

Buono, veramente buono! Non un capolavoro, con qualche incongruenza, qualche elemento assolutamente non plausibile, ma una buona e divertente lettura comunque. Molti misteri, tutti affascinanti e tutti risolti. Un libro fin troppo denso, ma che consiglio vivamente a tutti gli appassionati del genere. Oltre tutto, è ben documentato: ricostruisce Rennes-le-Chateau fin nei dettagli, e la "teoria" finale è basata su testi e documenti di ricercatori "seri".

Appena finito di leggere. Devo dire che ne sono rimasto davvero colpito. La trama è piuttosto lineare, ma ci sono alcuni colpi di scena piazzati bene che tengono vivo l'interesse verso l'intera vicenda. Non è scritto in una maniera particolare, si limita ad essere funzionale al tipo di narrazione e lo fa con una certa capacità. Per il resto ripeto che il libro mi ha entusiasmato parecchio, sicuramente molto di più de Il Codice Da Vinci tanto per citare un altro thriller esoterico.

Veramente un bel libro. L'ho letto dalla prima all'ultima pagina in due giorni, con un grande finale sulla Grande Eredità, molto più logica e Veritiera! Sicuramente supera di gran lunga il codice Da Vinci.

Bello da leggere...

Bellissimo libro scritto bene e molto scorrevole. Sinceramente lo preferisco molto di più che al "codice da Vinci". Chissa che qualcuno di questi scrittori non sia un templare che vuole far conoscere la verità sulla chiesa? Questo è il vero mistero...

Gli amanti dei Templari non se lo possono perdere. Bello, intrigante come tutti i romanzi di Berry, con una descrizione dei fatti che i lettori più accorti sapranno apprezzare.

Dopo l'entusiasmo per il Terzo Segreto, una mezza delusione, per me il voto sarebbe un 2,5/5. Certo Berry scrive in modo fluido e l'idea ispiratrice molto interessante, tanto che mi ha fatto voglia di documentarmi meglio sulle differenze tra i quattro vangeli. Tuttavia l'ho trovato un po' pasticciato, con una ripetizione eccessiva di nomi e richiami storici a volte inutili. Ovvio il paragone con il Codice da Vinci, che personalmente ho apprezzato molto di più. Però mi sorge una domanda: perchè le "teorie" di Berry su Cristo e sul terzo segreto di Fatima non hanno provocato la reazione che la Chiesa ha riservato per il Codice da Vinci? Non mi sembrano affatto meno devastanti o "blasfeme" e lo stesso Berry lascia intendere, come Brown, che ci possa essere un fondamento di verità. Ora mi accingo a iniziare La Profezia dei Romanov, per capire se inserire Berry tra gli autori che continuerò a leggere in futuro. Se mi piace passo a Le Ceneri di Alessandria, altrimenti mi fermo.

Un libro incredibile che ho letto in tre notti e che come scrivono i critici batte il Dan Brown in attendibilità storica...... e sinceramente per me la Grande Eredità non si scosterebbe troppo dalla verità....... voi cosa ne dite? Buona lettura a tutti.

Che dire... è il terzo libro di Berry che leggo e ho deciso che ne è valsa decisamente la pena. Tanti colpi di scena, tanta meravigliosa magia, tanta passione. Però... devo dare adito a un personaggio del libro che dice al protagonista: "Odio il francese pessimo degli americani". Non siamo a livello di pessimo, tuttavia io che conosco un po' il francese mi sono accorto facilmente di qualche errore imperdonabile come "Lizes" al posto di "Lisez". Nonostante questa piccola pecca linguistica mi sento comunque di dare 5 a questo romanzo appassionante, intrigante, sconcertante anche nella fantasiosa interpretazione dell'autore. Bello e scorrevole, come tutti gli altri di Berry d'altronde.

Dopo aver letto il Terzo segreto, sono rimasto un po' spiazzato all'inizio dal ritmo e dallo stile di questo nuovo libro di Berry... ho trovato un po' troppa azione per i miei gusti, ma anche un trama interessantissima, un ritmo serrato che non ti fa lasciare la pagina non ti fa staccare dal libro e un'ottima ambientazione.. ho preferito le parti in cui si parla più approfonditamente di Rennes le Chateau e dei misteri sospesi tra passato e presente, rispetto alle scene d'azione.. ottimo anche il finale e non è cosa da poco. Insomma alla fine Berry torna a scrivere un libro che si divora letteralmente, ma che non raggiunge il massimo voto per le troppe scene d'azione.

E' il primo libro che leggo di quest'autore e mi ha colpito moltissimo sia lo stile narrativo che il tema trattato. Ti sorprende, ti lascia col fiato sospeso insomma un ottimo libro.

Semplicemente irresistibile!!!! A me piacciono molto questi romanzi e trovo che Steve Berry sia la persona ideale per scriverli. Voto 5/5

Meraviglioso!! Sono rimasta incollata al libro per due notti. L'approfondimento su Rennes Le Chateau è la naturale conseguenza di questa lettura, ammantando, così, il tutto di un fascino irresistibile.


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giovedì 7 maggio 2009

"La profezia dei Romanov" di Steve Berry: impressioni a caldo

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Steve Berry - LA PROFEZIA DEI ROMANOV

Ekaterinburg, 16 luglio 1918. Sono trascorsi alcuni mesi da quando i bolscevichi hanno preso il potere. È notte e l'Armata Bianca sta avanzando verso la città in cui Nicola II e la sua famiglia sono tenuti prigionieri dai rivoluzionari. Lo zar confida ancora nella salvezza. Invece i Romanov vengono freddamente giustiziati. Mosca, oggi. Il popolo russo ha deciso: dopo la caduta del comunismo e una serie di governi deboli, la monarchia sarà ristabilita e una commissione sceglierà il nuovo zar tra i lontani discendenti di Nicola II. E Miles Lord, un avvocato di Atlanta profondo conoscitore della cultura russa, è stato mandato a Mosca proprio per sostenere la rivendicazione al trono di uno di essi. Tuttavia Miles non può immaginare che le sue ricerche d'archivio potrebbero cambiare il destino della Russia... Prima viene avvicinato da un anziano professore, che gli rivela l'importanza dei documenti da lui ritrovati, e in particolare della profezia con cui Rasputin annuncia la scomparsa e la successiva rinascita della dinastia Romanov. Poi scopre di essere diventato il bersaglio di un gruppo di criminali, determinato a manipolare la scelta del nuovo sovrano. L'unica possibilità di salvezza per Miles è trovare il vero successore dello zar. Ma, per riuscirci, dovrà seguire messaggi enigmatici e indici criptici, e ricostruire la tragica fine della famiglia imperiale russa, perché, forse, quella terribile notte di luglio, non tutte le tracce del sangue Romanov si sono disperse per sempre...

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
traduzione di Beatrice Verri
2007 - 391 pagine, rilegato - € 18,60



"La profezia dei Romanov" ("The Romanov Prophecy" 2004) di Steve Berry è, secondo me, un libro da leggere.
Ho comprato questo romanzo dopo aver letto "Il terzo segreto", spinto dalla curiosità ma soprattutto per avere la conferma sulle doti di ottimo scrittore di thriller storici dell'avvocato statunitense.
E la conferma è arrivata: Steve Berry è ormai entrato nella rosa dei miei scrittori preferiti (ho infatti già iniziato a leggere "L'ultima cospirazione") e "La profezia dei Romanov" si è rivelato un racconto emozionante, ideato e realizzato in maniera ottima, con riferimenti storici legati alle vicende della famiglia Romanov molto ben documentati.
Risulta davvero difficile scindere le vicende storiche reali da quelle di fantasia senza leggere le note inserite dall'autore a fine racconto; una conferma sia dell'abilità dello scrittore che della meticolosa documentazione storica che ha portato alla stesura del romanzo.
Il racconto è scorrevole, la trama avvincente e il ritmo incalzante soprattutto nel finale, anche se una nota negativa possono essere le eccessive "americanate" in alcuni passaggi... ma si perdona tutto, l'obiettivo di trattenere il lettore incollato alle pagine è raggiunto in pieno.

Ecco, di seguito, qualche commento trovato in rete su questo racconto, tanto per avere un'idea di cosa ne pensano gli altri lettori... buona lettura!

Veramente avvincente. Mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine.

A volte mi chiedo se davvero esistano le combinazioni. Ho letto da poco "L'ESULE" di Allan Folsom, poi mi sono ritrovato tra le mani "LA PROFEZIA DEI ROMANOV" di Steve Berry ed infine eccomi ammaliato da "IL DIAVOLO CON LA CODA" di Daniel Chavarria. Tutti tre, guarda caso, trattano lo stesso argomento. Sviscerano la storia di Nicola II, di Rasputin, di Alessio e della sua epilessia... alla ricerca di un erede, quasi che ci fosse di mezzo il Santo Graal. Non è che adesso arriva Dan Brown a spiegarci come stanno davvero le cose?

Un buon libro, originale nella trama ma ritengo lievemente inferiore alle precedenti uscite editoriali dell'autore. Comunque da consigliare.

Ho finito il romanzo giusto ieri sera; é il primo di Berry che leggo, attirata dalla curiosità che mi attanaglia da qualche tempo a questa parte, ovvero quella sul destino della famiglia Romanov. Ho recuperato anche le altre due opere pubblicate in italiano dello stesso autore, quindi é inutile dire che questa "profezia" mi é piaciuta davvero molto! Stile scorrevole e trama coinvolgente, lo accosto alla prosa di Dan Brown, su cui si può dire qualunque cosa, ma certo non che scriva male! (a me comunque piace molto) Auspico al più presto che il signor Berry sforni altri romanzi altrettanto avvincenti (anche se ho visto nella sezione inglese del sito che ce ne sono almeno già altri due, "The amber room" -citata anche dallo stesso Berry alla fine del libro- e "The Alexandria link", che già dal titolo mi ispira...). In parole povere, consigliatissimo!

Ottimo: interessante, originale, ben scritto; la trama è accattivante come quella di un libro di Ken Follet, anche se i personaggi vengono descritti con meno completezza. Il lato storico è molto interessante anche perchè è un argomento originale del quale poco si conosce. Ha il "difetto" di seguire il filone di Dan Brown! Comunque lo consiglio perchè è proprio bello.

Bello e avvincente. Di sicuro il libro più riuscito di Steve Berry. Ma le qualità migliori sono la semplicità e la linearità del linguaggio e la scorrevolezza del testo, qualità di cui la grandissima parte degli odierni novelists mostra di essersi dimenticata.

Veramente molto bello e avvincente. Steve si sta confermando un dei migliori scrittori del genere.

Voto 2/5. Avrei dato volentieri un voto più alto a questo romanzo, che è avvincente e scorrevole e soprattutto ha il pregio di costruire la sua trama non sull'ennesimo ritrovamento di Vangeli di Gesù, della Maddalena, ecc. o sui superinflazionati ed onnipresenti Templari. Purtroppo ci sono due nei. In primis i personaggi sono piatti, piattissimi, privi di qualsivoglia caratterizzazione, e talvolta stupidissimi (non faccio esempi per non rivelare la trama). E secondo, ma per me veramente grave, si auspica che un autore, che sembra essere attento ed ha cercato di mantenere verosimiglianza storica documentandosi, non dica castronerie scientifiche, soprattutto quando parla di DNA. Ed invece, eccola là la perla, il nipote maschio dello zar (figlio del figlio) ha lo stesso DNA mitocondriale del nonno: penso che con l'attuale diffusione delle conoscenze biologiche, ormai la maggior parte delle persone (ma comunque uno scrittore un minimo attento e meticoloso) sappiano che il DNA mitocondriale è ereditato solo per linea matrilineare e non mi addentro nei particolari (a chi vuole approfondire, basta un libro di biologia delle superiori, ma forse anche solo delle medie). E questo pressappochismo non lo perdono!

Davvero interessante ed originale l'argomento riguardante la tragica fine dei Romanov. Unica nota dolente, la fine un po' approssimativa e sicuramente troppo "americanizzata".

Non riesco davvero a capire come si possa trovare qualcosa di bello in questo libro, il tema è sicuramente interessante ma la trama è scontata! Le vicissitudini del protagonista sono credibili quanto quelle di Beautiful!

Deludente e superficiale nella ricostruzione storica. Mi è sembrato debole anche nel tipo di narrazione e nella presentazione dei personaggi. La trama è a tratti anche prevedibile e un po' banale... L'unico dato positivo è la curiosità natami per il destino dei Romanov...

Berry si conferma un grande autore, con questa storia appassionante da leggere tutta d'un fiato. Molto bello il resoconto sulla famiglia Romanov, un po' meno credibili le vicende ambientate ai giorni nostri.

Sulla scia dei suoi precedenti racconti, fluido e appassionante. Consigliato.

Molto avvincente... da laggere...

Bello! Mi è proprio piaciuto. Finalmente un romanzo che intreccia storia e mistero senza seguire l'ormai scontato filone di Leonardo, il Graal, Gesù e i Templari. La trama è interessante e la narrazione veloce; sinceramente l'imprecisione di carattere scientifico (il dna mitocondriale) penso sia una svista che non modifica il contenuto - insomma una parentesi e nulla più. Però mi apettavo un finale diverso! Non credevo che il nuovo zar sarebbe stato davvero incoronato. Continuerò a leggere i romanzi di questo autore!


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