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giovedì 16 luglio 2009

"La chiave Gaudì" di Esteban Martìn e Andreu Carranza: impressioni a caldo

Esteban Martìn, Andreu Carranza - LA CHIAVE GAUDI'

Barcellona, 1926: una sera di giugno, Antoni Gaudí muore investito da un tram. E se la morte del grande architetto non fosse stata un incidente? Ottant'anni più tardi, Juan Givell, ormai malato e sul punto di perdere la memoria, attende la visita di sua nipote Maria per rivelarle un segreto mantenuto per tanto tempo: "Ero con Gaudí il giorno che lo uccisero". Insieme a queste parole le consegna una strana chiave che deve condurla al segreto meglio conservato di Antoni Gaudí. Investita da questa straordinaria eredità la giovane Maria, con l'aiuto del fidanzato Miguel, famoso matematico, e di Taimatsu, una storica giapponese, inizia una ricerca disperata. Fino a scoprire che l'insieme delle opere del grande architetto forma la costellazione dell'Orsa Minore. Qui si nasconde un codice grazie al quale si eviterà la distruzione dell'universo. Una rivelazione sconvolgente, per cui le vite dei protagonisti saranno in pericolo mortale: una sanguinaria confraternita segreta li segue passo passo e, dopo aver assassinato Juan Givell, tenterà in tutti i modi di distruggere il segreto. Compito di Maria sarà salvare la vita dei suoi amici, ma soprattutto impedire che la preziosa chiave cada nelle mani del nemico.

Sperling & Kupfer (collana Narrativa)
traduzione di Chiara Brovelli
2007 - 397 pagine - € 18,50



"La chiave Gaudì" (La clave Gaudì, 2007) di Esteban Martìn e Andreu Carranza è uno di quei romanzi che si leggono con piacere ma che lasciano l'amaro in bocca a causa del finale non in linea con tutto il resto del racconto, che è fin troppo fantasioso e spirituale per i miei gusti.
La storia ha un intreccio interessante e si basa sull'opera del grande architetto spagnolo Antoni Gaudì; bisogna riconoscere ai due autori una gran fantasia nel cercare "presunti" riferimenti esoterici e misteriosi contenuti nelle opere del Maestro catalano e nel costruirci intorno una caccia al tesoro o, meglio, alla reliquia più sacra della religione cristiana che, se trovata e inserita all'interno dell'opera simbolo di Gaudì (la Sagrada Familia) potrà salvare il mondo dall'avvento del male e prepararlo ad un nuovo ritorno di Cristo sulla Terra.
Decisamente troppo mistico e irreale... ma il lato positivo è quello di stimolare il lettore ad approfondire la conoscenza delle opere di Gaudì, e magari verificare se tutti quei riferimenti ad una presunta mappa stellare formata dagli edifici realizzati dall'Architetto di Dio a Barcellona sia vera o solo una fantasia degli autori.

Il mio consiglio sul romanzo? Da leggere sotto l'ombrellone o la sera prima di dormire, non è un capolavoro ma si fa apprezzare.
Ecco infine qualche commento trovato in rete su questo romanzo, buona lettura!


Splendido romanzo, splendida ambientazione, colpi di scena, racconto veloce. Bellissimo.

Ho fatto una fatica enorme a finire di leggerlo. Non per la lunghezza, ma per la serie di banalità infilate una dietro l'altra. Anche se sono scritte con grazia, rimangono pur sempre banalità.

Solo un'aggettivo: Superbo!

Stupendo, non avevo ancora letto un libro così, lo consiglio vivamente e poi fate un bel viaggio a Barcellona.

Libro inizialmente carino ma con un calo nella fase finale per chiudere in modo deludente.

Poteva starci sino a 2/3 del libro... poi si eccede un po' troppo. Decisamente scarso.

Terribile, una brutta, bruttissima copia del Codice da Vinci.

Bellissimo, mi ha ricordato molto "La cupola" di Riccadonna (che ho amato di più solo perchè è ambientato soprattutto a Torino)! Mi associo al coro di chi lo ha apprezzato: colpi di scena, storia ben "dosata", una descrizione di Barcellona STRAORDINARIA, la storia d'amore che si amalgama perfettamente con l'intrigo... E poi ragazzi: io tutte quelle cose di Gaudì non le avevo mai sentite... viene voglia di partire per la Spagna oggi stesso. Anche io so che nella parte - diciamo così - "religiosa" non bisogna leggerci nulla o quasi al di fuori dell'incredibile fantasia degli autori, ma è pur vero che il simbolismo delle opere di Gaudì appare molto convincente... altrochè! Insomma, non lasciatevelo sfuggire!

Libro pessimo, che sfrutta un filone che vende e che è sempre più pieno di prodotti di dubbia qualità. Qui non c'è sostanza alcuna, solo un miscuglio di raffazzonamenti che è scritto pure male. Si è voluto inserire di tutto senza arrivare a niente. L'unico che si salva è la presenza di Barcellona e degli edifici di Gaudì, ma è veramente troppo, troppo poco. Pessimo, fatelo passare inosservato.

Concordo con le ultime recensioni. Trama senza senso, personaggi senza spessore. Da evitare.

Sono a pagina 67, capitolo 9 e non posso essere d'accordo con chi afferma che il libro sia da evitare, per il momento. Non è il mio genere, ammetto, e pertanto non abituata a letture simili, ma non ho ancora avuto la sensazione negativa che da molti dei commenti qui presenti viene fuori. Per il momento sono affascinata e incuriosita dai prossimi passaggi. Ho iniziato a leggerlo perchè adoro Barcellona e ne sono stata attirata per tale motivo... mi farò magari viva più avanti, quando l'avrò terminato. Ciao.

Libro avvincente e scritto molto bene, forse un poco deludente la chiusura e un po' troppo surreale, ma è una lettura avvincente e leggera, la descrizione della città e il suo percorrerla, trasporta il lettore tra le vie e le piazze... nonchè tra le superbe architetture di Gaudì.

L'idea di base non mi dispiace, il filo ideale fra tutte le opere di Gaudì finalizzato alla risoluzione di un enigma finale. E qui si fermano le considerazioni positive. Mi sarei aspettato un triller più rigoroso e più storico e meno horror (nella parte finale si indugia un po' in scene di tortura al solo scopo di movimentare la storia). La trama si dipana in modo sin troppo speculare a quella del Codice da Vinci, c'è una protagonista femminile, l'amico che la aiuta, un nonno tutore che viene ucciso, un Vaticano arroccato a mantenere il suo potere, costruito - guarda caso - su una grande menzogna. Se proprio dovessi, lo consiglierei a chi non ha letto il "Codice", purchè non abbia troppe aspettative...

Se avete intenzione di recarvi a Barcellona leggete questo libro... Ci sono delle descrizioni delle opere di Gaudì spettacolari. Un bel libro, che si legge tutto d'un fiato... Il finale è un po' fantascientifico ma va bene lo stesso.

Ammetto che ricordi un po' il Codice Da Vinci e che ci siano punti con tanta spiegazione e poca azione... detto ciò trovo comunque affascinante la trama e ottimo tutto l'apparato storico-artistico su Barcellona e Gaudì. Certo deve piacere il genere... per me che sono stata recentemente a Barcellona è stato fantastico riscoprire quei luoghi e riuscire a seguire così bene le avventure dei protagonisti. Belli anche i collegamenti con la matematica, l'astronomia e l'arte giapponese. Nel complesso quindi il mio giudizio è molto positivo, lo rileggerei e lo consiglio... soprattutto a quelli con un po' di fantasia e poco noiosi...

No... non mi è piaciuto. Ricalca la trama del codice da Vinci. C'è un nonno che come nel c.d.V. lascia poco prima di morire un segreto alla nipote. Anche lui, come Sonier, insegnava da piccola gli enigmi alla bambina. Anche qui lei è insieme ad un matematico, l'altro era un esperto di simboli. Anche qui il nonno che muore era gran maestro di una setta di cui la bambina, ovviamente non sapeva niente. Anche qui quelli di un'altra setta (non l'opus dei ma un'altra) cercano di rubare il segreto. Anche qui pure il poliziotto è coinvolto perchè membro della setta, come nel c.d.V., anche qui della setta buona, che tramanda un segreto religioso, aveva fatto parte un famoso artista, qui Gaudì, che anche qui aveva lasciato indizi nelle sue opere. Solo che questo è scritto peggio, personaggi senza spessore... insomma la brutta copia del più famoso.

Questo libro mi ha conquistato fin dalle prime pagine, forse perchè è ambientato a Barcellona. Non ho letto Il codice da Vinci, quindi la trama era una novità. Mi è proprio piaciuto.

Ottima la descrizione dei luoghi, il contesto storico e le descrizioni dei personaggi. Un libro molto scorrevole. A me è piaciuto molto, anche se, come si può notare, la trama è simile al Codice Da Vinci. Ma nonostante ciò, il romanzo segue una sua logica, e merita di essere letto. E, dato che anch'io sono stato a Barcellona, d'ora in poi non posso far altro che guardare la Sagrada Familia, il Parco Guell, Casa Battlò e tutte le opere di Gaudì con occhi diversi.

Ho trascorso due mesi a Barcellona e mi sono innamorato di questa città: ovunque si respira un'atmosfera magica e suggestiva, grazie soprattutto alle opere del Gaudì. Ho deciso di leggere questo romanzo nell'edizione spagnola e grazie alla descrizione della città ho vissuto questa avventura in prima persona. Per chi ama il genere "Codice da Vinci" questo è un ottimo libro, lo consiglio.

Non solo una copia del Codice, già non bello di suo e parecchio "rimasticato", ma anche molto materiale pescato dai libri di Zafon e, addirittura, da Omero (v. l'episodio dell'assedio dei monaci, fotocopiato dalla vicenda di Achille ed Ettore di Troia). In definitiva un libro da evitare.

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