L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

venerdì 30 gennaio 2009

"L'oro dell'Inca" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "L'ORO DELL'INCA"

1532: l'ultimo grande re degli Inca, Huascar, nasconde il suo favoloso tesoro nelle viscere della terra per sottrarlo alla furia dei conquistadores spagnoli.
1578: Sir Francis Drake scopre un misterioso oggetto fatto di cordicelle intrecciate, un quipu, che racchiude il segreto per raggiungere il tesoro di Huascar. Un terribile maremoto inghiotte la nave che trasporta il prezioso reperto.
1998: durante un'operazione di salvataggio nella foresta amazzonica, Dirk Pitt ritrova per caso il quipu. Ma sulla sua strada verso il tesoro incontra una spietata organizzazione criminale e un inquietante demone di pietra...

prima ediz. 1995, 538 pagine, € 8,90
Traduzione di R. Rambelli
Editore TEA (collana Teadue)

C'è poco da discutere: se vuoi leggere un buon libro di avventura dal ritmo mozzafiato, ambientato in luoghi affascinanti e dalla trama mai scontata, scegli uno a caso tra i romanzi di Clive Cussler e sarai soddisfatto!

Ok, i suoi romanzi sono sempre un po' assurdi, non tanto per la trama quanto per le gesta fin troppo esagerate del protagonista, quel Dirk Pitt che ha più vite di un gatto, più astuzia di una volpe e più coraggio di un leone... ma che ci volete fare, una volta affezionati al personaggio è facile perdonare tali "americanate" ed appassionarsi alle avventure del Direttore dei Progetti Speciali della N.U.M.A. (National Underwater & Marine Agency) e del suo inseparabile amico Al Giordino.

Ne "L'oro dell'Inca", Cussler fa girare tutta la vicenda intorno alla leggenda dell'imperatore Inca Uascar (il suo vero nome era Titu Cusi Huallpa) rendendo "vera" la leggenda legata al suo nome e ad una catena d'oro di proporzioni gigantesche, sepolta insieme all'immenso tesoro degli inca in una grotta sotterranea del Messico da indios Chachapuyani per sottrarlo alla predazione dei conquistadores spagnoli, e sul quale vuol mettere le mani una spietata organizzazione internazionale dedita al traffico illegale di opere d'arte e manufatti antichi.
Un'avventura vissuta tra le vette andine e il deserto messicano, tra le foreste del Perù e il sottosuolo del deserto del Sonora.
Un'avventura imperdibile per gli amanti del genere, a me è piaciuta davvero molto.

Ma cosa ne pensano gli altri lettori? Ecco qualche commento trovato in rete relativo a questo racconto, buona lettura!

Eccezionale, a mio parere il più bel libro scritto da Clive Cussler. Avvincente, ottimo il ritmo della storia.

Pessimo. Dirk Pitt è inverosimile, spaccone e insopportabile. Da solo un uomo non riesce a sgominare un intero campo di guerriglieri. E' veramente un libro degno di quel buffone di Cussler.

L’oro dell’Inca è un romanzo d’avventura per definizione. Non ci si annoia mai, le pagine scorrono velocemente e alla fine non si può rimanere affascinati/e dal grande personaggio creato dalla penna di Cussler, Dirk Pitt, un “moderno” o meglio “nuovo” Indiana Jones. Mi è piaciuto molto seguire le sue avventure fra Messico e Perù e penso che leggerò altri romanzi con questo protagonista. Certo che è davvero un uomo dalle nove vite... però gli eroi non possono morire, è così da sempre, no?

Appassionante, travolgente, intrigante ed intricato. Non smetterò mai di rileggerlo ad intervalli regolari di un paio di mesi massimo. Il quipu di Francis Drake è un qualcosa di sublime, analizzato anche da un punto di vista prettamente filosofico, per quanto ne concerne ad un romanzo di avventura. La capacità di comunicare attraverso mezzi alternativi, la defezione della parola, una modalità di fare e per ottenere risultati matematici con estrema facilità. Gli Inca, i quipucamayocs, erano forse più evoluti della tanto sbandierata generazione odierna? Attecchisce, come tutti i prodotti cussleriani. Pubblicato come "Inca Gold" nel 1995 (ne possiedo una copia in testo originale in biblioteca), a mio parere è il romanzo più avvincente della serie, pari forse solo ad Onda d'urto ed Enigma.

Un capolavoro in tutti i sensi. In cima alla classifica assieme a Onda d'urto e Enigma. Tutti gli altri Cussler sono belli, soprattutto i primi 10, poi è andato cambiando, manca un po' d'energia negli ultimi. Forse è l'età. Poi con Kemprecos, no comment! Comunque questo è coinvolgente, trama arguta e complessa scritta ad arte e con ritmo eccellente.

Ma dico io, tra tanta buona lettura in giro, proprio a questi cialtroni andiamo a dar soldi? Ma vi rendete conto che questo Dirk Pitt è il nuovo superoe della Walt Disney? Come si fa a scendere da un palazzo come ha fatto lui? E poi quanto tempo riesce a stare in apnea? Ad un tratto sembra Rambo! La storia di per sè è avvolgente ma Clusser con le gesta del suo Pitt mi ha fatto ridere più di una volta. Quell'uomo è inverosimile, solo nella sua mente può esistere!!!

Assolutamente fantastico quanto "salto nel buio". La storia è affascinante, coinvolgente ed intricata al punto giusto: non riesci a staccare il naso da libro finchè non sai come va a finire. Uno dei migliori libri che io abbia mai letto, Cussler si è superato.

Fantastico!! Non ero molto convinta quando l'ho preso perchè non mi piacciono tanto i libri d'avventura ma questo ha superato tutte le mie aspettative! L'ho letto tutto in un fiato! Stupendo!

Bello e apprezzabile, anche se in certi punti ci sono un po' troppe lungaggini che Cussler avrebbe potuto benissimo sostituire con scene d'azione (vedi Matthew Reilly) nel complesso non male, ma voglio far notare che all'inizio del libro Francis Drake guarda col cannocchiale la nave preda! Col CANNOCCHIALE? Drake morì alla fine del 1500, e il cannocchiale fu inventato nel 1609 da un artigiano olandese! Ah, Cussler, Cussler... un po' di storia non nuocerebbe...

I libri di Cussler li ho letti tutti, inclusi gli ultimi in cui la vena di quel grande autore di romanzi di avventura è (purtroppo) ormai irrimediabilmente sbiadita. Ma l'Oro dell'Inca e Sahara, sono veramente fantastici. Ovviamente, bisogna essere appassionati del genere, altrimenti verrebbero da porsi tanti legittimi interrogativi sulle trame (sempre poco verosimili) e su Dirk Pitt, spaccone, arrogante e fortunato al punto da riuscire detestabile a chi non lo ama. Un altro romanzo molto bello, quasi al livello dei due "capolavori" e Onda d'urto. Il finale, poi (con un Pitt triste e molto più umano), è inusuale e commovente.

Questo è l'ultimo libro che ho letto di Clive Cussler ed è sicuramente il migliore al pari di "tesoro" e "sahara". Ci si trova subito nel mezzo dell'azione e la suspence dura fino all'ultimo ed è molto difficile staccarsi da questo stupendo libro. La storia è già più verosimile perchè non c'è il cattivo di turno che cerca di distruggere la Terra o gli Stati Uniti mentre c'è una caccia a un tesoro fantastico. Sicuramente una delle migliori opere di questo grande autore. Da leggere, non ve ne pentirete.

Sicuramente uno dei migliori di Cussler. Due domande a chi getta solo fango su questo scrittore: 1) ma cosa continuate a leggerlo ? 2) Dirk Pitt non e' l'unico personaggio inverosimile della ns. letteratura, moderna e non: 007 - Indiana Jones - Batman - Superman ecc. ecc. E' troppo difficile leggere anche Cussler da questo punto di vista?

Cussler ha un dono che ogni scrittore dovrebbe avere: la chiarezza dell'esposizione senza essere banali. Leggerò in futuro ancora qualcosa di lui.

Romanzo d'avventura scritto in modo semplice e veloce, classica sceneggiatura da film americano superficiale ("americanata"... ma noi dalla scrittura vogliamo profondità). Il protagonista è stereotipato come la trama e pur rispettando chi ha fede in Cussler, consiglio Jennings-Follet-Wilbur Smith.


Leggi qua le mie altre recensioni dei romanzi di Clive Cussler.


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martedì 13 gennaio 2009

"La piramide di Atlantide" di Thomas Greanias: impressioni a caldo

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Thomas Greanias- LA PIRAMIDE DI ATLANTIDE

Conrad Yeats è un avventuriero ma anche un archeologo. Guardato con sospetto dal mondo accademico per le sue opinioni spregiudicate e le sue imprese, potrebbe essere l’uomo adatto per svelare l’incredibile mistero della piramide sepolta nei ghiacci dell’Antartide portata alla luce da un sisma: una copia esatta della piramide di Cheope, ma... piena di cadaveri. Forse quella piramide nasconde altri ancor più oscuri segreti... Potrebbe addirittura essere un diretto legame con la perduta civiltà di Atlantide, o forse un collegamento con misteriosi colonizzatori venuti da molto lontano. Intanto, a Roma il papa incarica una giovane suora laica italiana, Serena Serghetti, esperta archeologa, di recarsi in Antartide per scoprire quale sia il legame tra la misteriosa scoperta e un sogno premonitore che il Santo Padre interpreta come un segnale di sventura: una rosa intrappolata nel ghiaccio. Ma altre potenze vogliono impadronirsi del segreto e non si fermeranno di fronte a nulla pur di ottenere il loro scopo, mentre Conrad e Serena avanzano nel loro viaggio verso il centro del tempo e verso una scoperta così devastante da poter cambiare il destino dell’umanità.

Editrice Tea (TeaDue 1533)
Trad. di P. Mirizzi Zoppi
2007 - pp. 350 - € 18,60 - rilegato


Thomas Greanias, laureato in giornalismo, è fondatore e presidente di Atlantis Interactive, una importante entertainment company americana creatrice di videogame e contenuti per il web, la televisione e il cinema. Vive in California con la moglie Laura, editor al Los Angeles Times.
Ha creato e prodotto diversi progetti sul web. Tra questi il popolare Atlantis Mapping Project e la serie Washingtonople, che sono stati due bestseller tra gli e-book di Amazon.


Ho comprato questo romanzo d'istinto appena letto il titolo e le note riassuntive, l'ho letto tutto d'un fiato, ho trovato la trama molto interessante, il libro mi è piaciuto ma mi ha anche deluso.
Potrei chiudere qui queste "impressioni a caldo"... non per mancanza di voglia di scrivere, ma perché è il riassunto dei miei pensieri.

Il libro è interessante, la trama avvincente e con buoni spunti di riflessione, i personaggi sono ben caratterizzati, lo stile narrativo è incalzante e la suspance non manca, ma... il romanzo inizia alla grande per poi perdersi lentamente in una trama scontata e, peggio, in una grande americanata.
Si ha come l'impressione di iniziare a vedere un film d'azione con Harrison Ford nei panni del miglior Indiana Jones e vederlo trasformare a metà pellicola in Chuck Norris nel suo peggior telefilm! :-)
Ad attenuare parzialmente il giudizio negativo va il fatto che questa è l'opera prima di Thomas Greanias; in America è già uscito il seguito del romanzo dal titolo "The Atlantis Prophecy"; vedremo quando arriverà in Italia, se avrò la voglia di leggerlo...

Ecco, per i curiosi, i giudizi degli altri lettori trovati in rete:

Un libro veramente interessante e scorrevole nella lettura. Non impegnativo e con colpi di scena inaspettati specialmente dalla metà del mette in luce la voglia dell'uomo di andare sempre oltre a ciò che conosce e sa governare non sapendo ciò che gli aspetta o quello che può accadere. Da leggere.

Dalla trama e dalla copertina ero molto ispirata a leggere questo libro che però mi ha un po' delusa. La storia non è male però mi aspettavo qualcosa di diverso e più ricco di colpi di scena. Ho trovato pesante anche la scrittura che mi ha dato modo più di una volta di levare la mente da ciò che stavo leggendo.

Molta carne al fuoco, e sembrerebbe anche di qualità buona. Ma lo svolgimento della trama sembra più un B-movie di azione, e la narrazione è davvero poco entusiasmante, coi personaggi stereotipati e prevedibilissimi. Un vero peccato, per una storia che poteva essere entusiasmante e dare parecchi spunti per riflettere o fantasticare, e invece lascia solo una sensazione di occasione perduta.

La trama descritta in copertina mi ha colpito tantissimo, l'esercito, atlantide, cadaveri nel ghiaccio, la chiesa... A dire il vero mi è piaciuta molto di più la prima parte del romanzo, quella introduttiva, in quanto avvincente e molto promettente... Ma a mano a mano che si prosegue nella lettura la mia personale carenza di conoscenze scentifiche e/o religiose ha compromesso la totale comprensione del libro, che comunque è pieno di colpi di scena, anche se a volte un po' esagerati. Tutto sommato un libro piacevole e avvincente; da leggere.

Il libro si basa sulle teorie dell'archeologia alternativa di G. Hanckock e compagni e questo sarebbe un ottimo inizio se poi non finisse con la solita americanata in cui i personaggi oltre ad essere degli studiosi di fama mondiale sono anche per caso piloti di elicotteri da combattimento, sparano come soldati dei reparti speciali, maneggiano esplosivi come degli artificieri, per non parlare della suora che pilota un aereo, il Vaticano ne è pieno! Insomma la trama c'è, le teorie archeologiche sono intriganti ma possibile che non si possa avere personaggi un pizzico meno esagerati?

Devo dire che questo libro mi ha un po' deluso, mi aspettavo molto di più. Thriller a sfondo archeologico e fantascientifico, la lettura della trama del libro mi aveva catturato, un ottimo inizio i presupposti per un libro avvincente c'erano tutti, poi la dura realtà, ecco riapparire le solite figure che ormai caratterizzano tutti i thriller americani degli ultimi 2 anni, non poteva mancare la chiesa cattolica portatrice di omertà, pronta a tutto pur di non rivelare la dura realtà all'umanità, tanto da mandare in avanscoperta una super suora (questo per dire la verità mancava nel codice), poi ecco apparire il bellissimo sfigato impossibile, perennemente alla ricerca di se stesso, viva l'originalità. Comunque per spezzare una lancia a favore bisogna ammettere che il ritmo è buono e la suspence abbonda. Lo scenario è stupendo, prevalentemente ambientato nella suggestiva Antartide. A parte i personaggi il libro merita 3 su 5, ma do 1 all'originalità.

Davvero un gran bel libro, trama estremamente avvincente, che ti tiene incollato fino alla fine. Molta fantascienza ma che forse nel lungo tende a stancare un po' visto che sfocia molto spesso sul tecnico, troppi dati e scenari impossibili che disorientano il lettore. Finale un po' deludente che lascia con l'amaro in bocca, ma libro che nel complesso si legge tutto d'un fiato.

Libro ben fatto e scorrevole. La trama è molto buona, anche come originalità. Devo dire che mi è piaciuto più di quanto mi aspettassi. Si, direi che è da leggere.

Insomma... Il romanzo parte bene e mettendo sul piatto vari temi interessanti e su cui si potrebbe costruire una storia decisamente accattivante. Tuttavia, la seconda parte della storia è difficilmente seguibile e con delle cattive caratterizzazioni dei personaggi militari. Inoltre viene messa troppa carne al fuoco, senza una teoria univoca che faccia da filo conduttore. Viene preso un po' di quello e un po' di quell'altro... Il voto sufficiente è doveroso solo perchè opera prima di un autore. Con il prossimo lavoro vedremo se avrà compiuto il salto o sarà rimasto nel limbo.

All'inizio promette bene, peccato che poi si trasformi in una storia troppo demenziale e alla fine non lascia niente....

E' un guazzabuglio. Mette insieme teorie new age, il cristianesimo, il Vaticano, gli innamoramenti impossibili ed il rapporto padre/figlio adottato o forse no. Astronavi solari e situazioni talmente paradossali da risultare ridicole: voli di 15 metri e due graffi, cadute in pozzi verso il centro della terra con ritorno senza nulla fosse, oscuri adepti degli dei egiziani e ambientalismo, insieme alle multinazionali ed a feroci agenti dell'ONU. Sembra la morale di Stargate (il film) con americani scienziati/guerrieri/sensibili/rudi/fragili che salvano il mondo che hanno messo in pericolo. Finale aperto per un seguito che probabilmente non leggerò.

Il libro mi ha catturato fin dall'inizio, con una trama molto interessante e per quanto mi riguarda originale. Il testo è scorrevole anche se alcuni scenari non sono facili da immaginare anche a causa di descrizioni troppo ricche di termini tecnico-scientifici. L'ambientazione resta comunque meravigliosa ed avvincente, peccato che i personaggi compiano azioni talvolta impossibili, e anche se il finale lascia un po' a bocca asciutta, resta comunque un'ottima avventura. Secondo me l'autore merita un 3/5 di incoraggiamento dato che è stato il suo primo romanzo.

Il personaggio di Conrad Yeats è ben caratterizzato, ma leggendo la trama mi aspettavo decisamente di più da questo romanzo. Il ritmo è troppo frenetico e la storia è totalmente ambientata in un'unica "location" che finisce per annoiare il lettore. Peccato perchè l'argomento che riguarda le origini della nostra civiltà è interessante e poteva essere sviluppato meglio. Nel complesso, un libro che non regala niente, nè a livello di conoscenze (le tesi proposte sono ampiamente conosciute da diversi anni) nè a livello di emozioni.

Un libro molto bello, conivolgente e pieno di azione e mistero!!! il modo di scrivere dell'autore mi è piaciuto in quanto era molto scorrevole, erano pochi i punti in cui il libro mi è sembrato pesante. Spero che scriva un altro bel romanzo come questo.


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Mario Giacomelli: "La mia vita intera" letto da Clara Ravaglia

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Ho trovato, sul portale italiano della fotografia Photo4u, questa interessante recensione di Claudia Ravaglia del libro "La mia vita intera", dedicato al grande fotografo senigalliese Mario Giacomelli, edito da Bruno Mondadori.
Il volume, di recente pubblicazione, è a cura di Simona Guerra e raccoglie una lunga chiacchierata (registrata nel settembre del 2000 e trascritta nella forma del monologo), avvenuta nell’arco di alcune giornate tra l’autrice e il fotografo.

Buona lettura!

Fonte: Photo4u.it


Mario Giacomelli
"LA MIA VITA INTERA"

a cura di Simona Guerra
Editore: Bruno Mondadori (collana Testi e Pretesti)
2008, 224 p., ill., brossura, € 15,00


Letto per voi da Clara Ravaglia


Ho letto un libro che, seppur modesto nelle dimensioni e sostanzialmente anche nel prezzo, è a mio parere grande nel contenuto, e non dovrebbe mancare nelle biblioteca di ogni appassionato di fotografia.
Lo pubblica Mondadori, a titolo: Mario Giacomelli. La mia vita intera.
E' curato da Simona Guerra, la nipote del grande fotografo italiano.

Nel febbraio del 2001 si tenne a Roma, al palazzo delle Esposizioni, una memorabile retrospettiva dedicata a Giacomelli, una delle mostre più importanti ed esaustive atte a celebrarne la lunga carriera. Quella carriera che lui non voleva mai definire tale, si schermiva talvolta dicendo che non era mai stato un fotografo professionista, anche se si contano più di 60000 scatti al suo attivo.
Il fotografo, settantacinquenne e oramai gravemente malato, si occupò della mostra personalmente e fino a che le forze lo sostennero. Pochi mesi prima, nel settembre del 2000, la nipote Simona, armata di registratore, si recò a casa dello zio, a Senigallia, sua città natale, e tenne un diario fedele di due mesi di incontri e di lavoro comune in vista dell'avvenimento.
Il 25 novembre dello stesso anno Mario, a seguito dei postumi di un ennesimo intervento chirurgico, si dovette arrendere alla malattia e morì.
Attraverso il paziente e rispettoso lavoro di revisione di ogni traccia, risposta, osservazione, nasce allora questa preziosa e toccante testimonianza scritta, il racconto di una vita che attraverso la fotografia trovò la sua espressione più alta e diede ad un uomo semplice, arcaico come in fondo Giacomelli stresso si definiva, la possibilità di comunicare le complessità di sentimenti e pensieri che un pubblico vastissimo ebbe modo di conoscere.
Spesso, nello svolgimento della scrittura che compone il libro, le confessioni riferite di Giacomelli appaiono, pur nell’apparenza di frasi compiute, come veri e propri flussi di coscienza, ondate di parole che escono di getto e con toccante intensità, dalle labbra di questo artista che spesso puntualizzava: io sono nato piccolo e piccolo resto, con idee piccole; non c'è bisogno di essere grandi.
Un uomo che spesso confessava di fotografare semplicemente i propri pensieri e, pur conoscendo ed avendo ben padroneggiato la tecnica della fotografia e della stampa, diceva di usare la sua fotocamera rigorosamente analogica (ebbe in fondo solo due apparecchi e sosteneva che quando la sua fotocamera avrebbe smesso di funzionare lui stesso avrebbe cessato di fotografare...) come si usa un cucchiaio per raccogliere la minestra dal piatto.
Il libro riporta naturalmente la biografia e la storia del primo apprendistato di Giacomelli, dalla infanzia difficile trascorsa durante gli anni della guerra fino ai primi lavori in tipografia, poi agli incontri con uomini di cultura che segnarono l'inizio della sua passione fotografica e della sua carriera (l'avvocato Cavalli, il pittore Bastari, fino a tanti grandi artisti suoi contemporanei) ma , soprattutto, una successione intelligentemente costruita di capitoli sui suoi periodi fotografici, spesso scanditi da un indissolubile legame fra immagini e poesie da cui traeva ispirazione, a cui faceva riferimento sia in senso contenutistico che stilistico-espressivo, pur rimanendo, in fondo, uno splendido cane sciolto nel mondo dell'arte e delle fotografia.
Le immagini non sono molte, ma sono assai significative, scelte con cura estrema dalla curatrice del libro fra quelle ben commentate da Giacomelli stesso, che ce ne offre una lettura inedita e spesso illuminante.
Si parte dalla prima foto scattata sulla riva del suo mare di Senigallia, ai ritratti giovanili alla madre, ai primi paesaggi, alle raccolte sulla vita contadina, ai celeberrimi scatti alle donne in nero di Scanno, ai pretini in girotondo del Seminario, immortalati in un anno intero di incontri.
Su tutto spiccano le due raccolte dell'Ospizio, a 10 anni di distanza l'una dall'altra, e mai abbandonate in spirito, anche dopo l'ultimo scatto.
Non mancano aneddoti scherzosi, frasi pronunciate di getto con la disarmante sincerità di chi nella vita ha ancora voglia di ricevere e di dare, risate, battute che improvvismante si spengono in silenzi lunghi ed eloquenti.
Simona tutto riporta, cercando di annullarsi quasi al cospetto dello zio per dargli il massimo della naturalezza nel racconto, per non interferire nella costruzione di questo ritratto scandito dalle parole.
Fino ad arrivare ai tesi, drammatici, scarni dipinti fotografici della fine della vita, sotto il titolo di: Questo ricordo lo vorrei raccontare.

Diceva Giacomelli:
In questo lavoro ho messo anche il mio volto; è come la storia della maglia che si rovescia. E' il rovescio della mia interiorità: io vado dentro ed esco fuori. Esco da me stesso come lavato, purificato... perchè ho provato la gioia di essere presente ed averne il ricordo.
In fondo è il suo testamento morale, lucido, disarmante, sincero... con alcuni autoritratti di bellezza fotografica impressionante, alla fine di un percorso vitale che fu, nella sempicità, davvero straordinario.


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Mario Giacomelli: "La mia vita intera" letto da Clara Ravaglia

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Ho trovato, sul portale italiano della fotografia Photo4u, questa interessante recensione di Claudia Ravaglia del libro "La mia vita intera", dedicato al grande fotografo senigalliese Mario Giacomelli, edito da Bruno Mondadori.
Il volume, di recente pubblicazione, è a cura di Simona Guerra e raccoglie una lunga chiacchierata (registrata nel settembre del 2000 e trascritta nella forma del monologo), avvenuta nell’arco di alcune giornate tra l’autrice e il fotografo.

Buona lettura!

Fonte: Photo4u.it


Mario Giacomelli
"LA MIA VITA INTERA"

a cura di Simona Guerra
Editore: Bruno Mondadori (collana Testi e Pretesti)
2008, 224 p., ill., brossura, € 15,00


Letto per voi da Clara Ravaglia


Ho letto un libro che, seppur modesto nelle dimensioni e sostanzialmente anche nel prezzo, è a mio parere grande nel contenuto, e non dovrebbe mancare nelle biblioteca di ogni appassionato di fotografia.
Lo pubblica Mondadori, a titolo: Mario Giacomelli. La mia vita intera.
E' curato da Simona Guerra, la nipote del grande fotografo italiano.

Nel febbraio del 2001 si tenne a Roma, al palazzo delle Esposizioni, una memorabile retrospettiva dedicata a Giacomelli, una delle mostre più importanti ed esaustive atte a celebrarne la lunga carriera. Quella carriera che lui non voleva mai definire tale, si schermiva talvolta dicendo che non era mai stato un fotografo professionista, anche se si contano più di 60000 scatti al suo attivo.
Il fotografo, settantacinquenne e oramai gravemente malato, si occupò della mostra personalmente e fino a che le forze lo sostennero. Pochi mesi prima, nel settembre del 2000, la nipote Simona, armata di registratore, si recò a casa dello zio, a Senigallia, sua città natale, e tenne un diario fedele di due mesi di incontri e di lavoro comune in vista dell'avvenimento.
Il 25 novembre dello stesso anno Mario, a seguito dei postumi di un ennesimo intervento chirurgico, si dovette arrendere alla malattia e morì.
Attraverso il paziente e rispettoso lavoro di revisione di ogni traccia, risposta, osservazione, nasce allora questa preziosa e toccante testimonianza scritta, il racconto di una vita che attraverso la fotografia trovò la sua espressione più alta e diede ad un uomo semplice, arcaico come in fondo Giacomelli stresso si definiva, la possibilità di comunicare le complessità di sentimenti e pensieri che un pubblico vastissimo ebbe modo di conoscere.
Spesso, nello svolgimento della scrittura che compone il libro, le confessioni riferite di Giacomelli appaiono, pur nell’apparenza di frasi compiute, come veri e propri flussi di coscienza, ondate di parole che escono di getto e con toccante intensità, dalle labbra di questo artista che spesso puntualizzava: io sono nato piccolo e piccolo resto, con idee piccole; non c'è bisogno di essere grandi.
Un uomo che spesso confessava di fotografare semplicemente i propri pensieri e, pur conoscendo ed avendo ben padroneggiato la tecnica della fotografia e della stampa, diceva di usare la sua fotocamera rigorosamente analogica (ebbe in fondo solo due apparecchi e sosteneva che quando la sua fotocamera avrebbe smesso di funzionare lui stesso avrebbe cessato di fotografare...) come si usa un cucchiaio per raccogliere la minestra dal piatto.
Il libro riporta naturalmente la biografia e la storia del primo apprendistato di Giacomelli, dalla infanzia difficile trascorsa durante gli anni della guerra fino ai primi lavori in tipografia, poi agli incontri con uomini di cultura che segnarono l'inizio della sua passione fotografica e della sua carriera (l'avvocato Cavalli, il pittore Bastari, fino a tanti grandi artisti suoi contemporanei) ma , soprattutto, una successione intelligentemente costruita di capitoli sui suoi periodi fotografici, spesso scanditi da un indissolubile legame fra immagini e poesie da cui traeva ispirazione, a cui faceva riferimento sia in senso contenutistico che stilistico-espressivo, pur rimanendo, in fondo, uno splendido cane sciolto nel mondo dell'arte e delle fotografia.
Le immagini non sono molte, ma sono assai significative, scelte con cura estrema dalla curatrice del libro fra quelle ben commentate da Giacomelli stesso, che ce ne offre una lettura inedita e spesso illuminante.
Si parte dalla prima foto scattata sulla riva del suo mare di Senigallia, ai ritratti giovanili alla madre, ai primi paesaggi, alle raccolte sulla vita contadina, ai celeberrimi scatti alle donne in nero di Scanno, ai pretini in girotondo del Seminario, immortalati in un anno intero di incontri.
Su tutto spiccano le due raccolte dell'Ospizio, a 10 anni di distanza l'una dall'altra, e mai abbandonate in spirito, anche dopo l'ultimo scatto.
Non mancano aneddoti scherzosi, frasi pronunciate di getto con la disarmante sincerità di chi nella vita ha ancora voglia di ricevere e di dare, risate, battute che improvvismante si spengono in silenzi lunghi ed eloquenti.
Simona tutto riporta, cercando di annullarsi quasi al cospetto dello zio per dargli il massimo della naturalezza nel racconto, per non interferire nella costruzione di questo ritratto scandito dalle parole.
Fino ad arrivare ai tesi, drammatici, scarni dipinti fotografici della fine della vita, sotto il titolo di: Questo ricordo lo vorrei raccontare.

Diceva Giacomelli:
In questo lavoro ho messo anche il mio volto; è come la storia della maglia che si rovescia. E' il rovescio della mia interiorità: io vado dentro ed esco fuori. Esco da me stesso come lavato, purificato... perchè ho provato la gioia di essere presente ed averne il ricordo.
In fondo è il suo testamento morale, lucido, disarmante, sincero... con alcuni autoritratti di bellezza fotografica impressionante, alla fine di un percorso vitale che fu, nella sempicità, davvero straordinario.


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prossimamente in libreria: "L'ultimo Oracolo" di James Rollins

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E' in arrivo il nuovo romanzo di James Rollins: "L'ultimo Oracolo" ("The Last Oracle").
Su ibs.it lo danno disponibile dal 22 gennaio 2009.

Credo che farò un salto in libreria per prenotarlo...

James Rollins - L'ULTIMO ORACOLO

Nel nuovo romanzo di James Rollins un’antica moneta greca porterà gli uomini della Sigma a confrontarsi con i misteri del cervello umano...

Washington. Un senzatetto si avvicina a Grayson Pierce, allunga una mano… e muore, colpito alla schiena da un proiettile sparato da un cecchino. Perché quell’uomo non voleva chiedere l’elemosina, ma consegnare all’agente della Sigma un piccolo oggetto: un’antica moneta greca raffigurante il tempio dell’Oracolo di Delfi. Indagando sulla vittima, Gray e la sua squadra scoprono che quell’enigmatico reperto è la chiave per far luce su un misterioso esperimento avviato dai nazisti e proseguito nel massimo riserbo durante la Guerra Fredda sia negli Stati Uniti sia in Unione Sovietica. Forse un’équipe di scienziati russi ha individuato un modo per manipolare e potenziare le facoltà intellettive di alcuni bambini autistici, trasformandoli così in soggetti dotati di capacità straordinarie ma, allo stesso tempo, molto pericolose. E quando una bambina si presenta inspiegabilmente in un rifugio segreto della Sigma, quei sospetti diventano realtà...

Čeljabinsk, Russia. Un uomo si sveglia senza ricordare nulla del proprio passato. Sa soltanto di essere prigioniero in un laboratorio sotterraneo. Confuso e atterrito, viene inaspettatamente liberato da tre bambini, che lo implorano di condurli lontano da lì. Durante una fuga rocambolesca, l’uomo apprende che è in atto un progetto spaventoso: un piano che deve essere fermato anche a costo di sacrificare la propria vita e quella dei bambini… Braccati da nemici implacabili, gli agenti della Sigma dovranno intraprendere una missione che li porterà dai musei di Washington ai vicoli di Nuova Delhi, dalle miniere degli Urali a Černobyl. Ma dovranno anche inoltrarsi in un territorio oscuro e inquietante: i misteri del cervello umano...

Editrice Nord
(collana Narrativa Nord)
traduzione di Gian Paolo Gasperi
2009 - 460 pagine, rilegato - € 18,60
disponibile dal 22 gennaio 2009


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martedì 23 dicembre 2008

"Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo" di James Rollins: impressioni a caldo

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James Rollins - INDIANA JONES E IL REGNO DEL TESCHIO DI CRISTALLO

Yucatan, 1957. Strisciò con cautela lungo il pavimento circolare su cui era intagliato un calendario maya: un'enorme ruota composta da anelli concentrici di glifi incisi nella roccia. Di fronte a lui, al centro, c'era una grande statua a testa di serpente, incorniciata da piume di pietra, con le fauci aperte, irte di zanne, pronte a ingoiare gli incauti. La bocca era ampia abbastanza da permettere, a un uomo di strisciarvi dentro. Ma dentro, cosa c'era? Doveva saperlo. Se solo fosse riuscito a raggiungerla. Cercò di muoversi più veloce, ma il soffitto gli premeva sulla schiena" non poteva neppure sollevarsi su un gomito. La stanza era costruita in modo che il supplice si muovesse sul pavimento strisciando come un serpente, forse a immagine del dio maya Quetzalcoatl, il serpente piumato. L'attuale adoratore tuttavia non indossava piume, solo un paio di vecchi pantaloni kaki, una giacca di pelle sdrucita e un malconcio cappello di feltro marrone. "Indiana!" L'urlo era arrivato dalle scale alle sue spalle...

Chi può raccontare le avventure di Indiana Jones se non uno scrittore dallo stile unico e adrenalinico come James Rollins? È ciò che hanno pensato George Lucas e Steven Spielberg, i quali, per la prima volta, hanno deciso di affidare a un grande autore di bestseller internazionali l'incarico di scrivere un romanzo all'altezza del leggendario protagonista. E Rollins ovviamente fa centro, creando personaggi, vicende e situazioni inediti, ma soprattutto attingendo al suo formidabile talento per far rivivere sulla pagina scritta le imprese di un personaggio entrato nell'immaginario collettivo. Il risultato è un romanzo più avvincente di un film...

Editrice Nord (collana "Narrativa Nord")
Trad. di V. Ballardini e M. Bongiovanni
2008 - pp. 335 - € 18,60 - rilegato

Quando, qualche tempo fa, vidi sullo scaffale della libreria la familiare figura di Indiana Jones con sotto il nome del mio autore preferito ci rimasi di stucco e pensai: "...ma dài, James Rollins ha scritto il soggetto dell'ultimo film di avventure dell'archeologo più famoso della storia del cinema???"
No, niente di tutto questo...
E' invece successo che quei due marpioni di Spielberg e Lucas hanno deciso che, per garantire il giusto successo anche alla versione "cartacea" dell'ultima avventura di Indy, bisognava affidarsi ad uno dei più quotati autori del momento di libri d'azione, uno scrittore capace di tenere i lettori incollati al romanzo dalla prima all'ultima pagina e... la scelta è caduta su James Rollins.
Ma sono riusciti nell'intento?

Nè si, né no... nel senso che, a mio parere, il libro non è "irresistibile", ma daltronde non lo è neanche il film, che non avevo visto prima di comprare il romanzo e che ho guardato in dvd in parallelo con la lettura del racconto, in una sorta di confronto "in diretta".
Il racconto non mi ha "preso" come in altre occasioni, lo stile adrenalinico tipico di Rollins si è spesso perso per strada, forse anche per colpa della traduzione o del dover necessariamente seguire la trama del film, a parte piccole variazioni, spiegazioni o descrizioni degli stati d'animo dei soggetti; soprattutto nelle fasi più movimentate, poi, ci si sperde a volte nelle varie scene senza raccapezzarsi.

Insomma, non so se per Rollins questa sia stata una mossa azzeccata (per il suo conto in banca sicuramente sì); attenderò l'uscita in libreria del suo ultimo libro "The Last Oracle", da poco distribuito sui mercati anglosassoni, per tornare a gustare "il vero stile" dell'autore californiano e, soprattutto, le avvincenti avventure della "Sigma Force".

Leggi qua le mie altre "impressioni a caldo" sui romanzi di James Rollins.


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mercoledì 17 dicembre 2008

"La città sepolta" di James Rollins: impressioni a caldo

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James Rollins - LA CITTA' SEPOLTA

L'esplosione che ha distrutto la Galleria Kensington del British Museum sembra non avere spiegazioni. Le ultime immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano una sfera di luce che, entrando in contatto con un antico manufatto, innesta una reazione devastante. Nessuno riesce a capire cosa abbia scatenato quel bizzarro fenomeno naturale, eppure Safia al-Maaz, la brillante curatrice della collezione araba, scopre tra le macerie un oggetto sorprendente, rimasto nascosto per millenni, un cuore di ferro con inciso un nome leggendario: Ubar, la città perduta della regina di Saba... Anche Painter Crowe, agente segreto della Sigma, partecipa alle indagini per individuare l'origine dell'esplosione. Ma quella che sembra un'affascinante sfida scientifica diventa improvvisamente una missione mortale quando una misteriosa organizzazione tenta d'impadronirsi del cuore di ferro: perché quell'oggetto è il primo indizio che conduce a un'immensa fonte d'energia, forse proprio la causa della scomparsa di Ubar, l'Atlantide del deserto, che secondo le leggende è stata sepolta da un'imponente tempesta di sabbia... Da Londra al golfo Persico, da Washington al deserto arabo, Painter e Safia dovranno affrontare non solo gli enigmi e i misteri del passato, ma anche un nemico implacabile, in una corsa contro il tempo per scongiurare una catastrofe senza precedenti.

Editrice Nord (collana "Narrativa Nord")
Trad. di M. Zonetti
2008 - pp. 532 - € 18,60


"La città sepolta" (Sandstorm) è un romanzo di James Rollins che uscì sul mercato editoriale d'oltre oceano nell'anno 2004, ma solo dallo scorso settembre è uscito nelle librerie italiane, visti i riscontri più che positivi dei precedenti romanzi dell'autore californiano, che si è conquistato un solido numero di appassionati del thriller avventuroso, me incluso.

In attesa della traduzione del suo ultimo, "The Last Oracle", da poco distribuito sui mercati anglosassoni, l'Editrice Nord accontenta i fans di Rollins pubblicando questo racconto, dove torna in azione la Sigma Force, una struttura occulta della Difesa americana, ideata dall'autore e puntuale protagonista di svariati suoi romanzi.
Pur essendo un "vecchio" romanzo, non è cambiata la sostanza: una volta iniziato a leggere un suo racconto si è proiettati sulle montagne russe, non c'è un attimo di tregua, i colpi di scena si susseguono a ritmo incalzante, gli argomenti sono sempre intriganti, il mix tra scienza, tecnologia, archeologia, storia e ambientazioni esotiche è assicurato... insomma, un libro di Rollins non delude mai!
Pur non essendo il suo migliore racconto in assoluto, vale davvero la pena di leggerlo.


Leggi qua le mie altre "impressioni a caldo" sui romanzi di James Rollins.


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giovedì 20 novembre 2008

"Odissea" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "ODISSEA"

1200 circa a.C. Le città greche sfidano la potenza di Troia per l’egemonia del Mediterraneo: comincia la più devastante guerra dell’antichità, destinata a durare dieci anni. Ottocento anni dopo, Omero canterà quelle imprese; ma Troia non si affacciava sul Mediterraneo, e Odisseo non era greco… Oggi. Una serie di inondazioni, catastrofi naturali e disastri generati in mare diffondono il terrore e l’idea che gli oceani stiano per «ribellarsi». Ma alla NUMA, l’agenzia per le operazioni di controspionaggio in mare, Dirk Pitt preferisce sempre restare aderente ai fatti e, anche con l’aiuto di due giovani e inaspettati collaboratori, comincia a indagare. E presto scopre una traccia che lo porterà lontano, molto lontano, tra basi segrete sotterranee, incursioni subacquee, una misteriosa setta femminile e uno sconcertante enigma archeologico, verso un’autentica odissea...

prima ediz. 2006, 500 p., € 8,90
Traduzione di M. Beretta
Editore TEA (collana Teadue)

Ed ecco che mi ritrovo un'altra volta, sempre per la rubrica "impressioni a caldo", a parlare di un libro di uno dei miei autori preferiti: Clive Cussler.
Come in tutti gli altri romanzi di questo autore, anche in "Odissea" Cussler riesce a mescolare elementi legati al mare, all'archeologia, alla scienza, all'ambiente ed alla tecnologia in maniera a volte sorprendente ma... stavolta non mi ha entusiasmato.
Sarà forse perché riponevo in questo libro grandi aspettative, dopo aver divorato altri romanzi di questo scrittore ed essermi appassionato ed affezionato alla figura di Dirk Pitt, sarà forse anche perché avevo letto che "Odissea" era uno dei suoi migliori racconti... bah!
Non si può dire che questo non sia un buon romanzo, tutt'altro... è scritto egregiamente e fa rimanere incollati alle pagine grazie ad una trama ben congeniata, pur se incredibile o assurda in alcune occasioni; traspare però, talvolta, un senso di "stanchezza" dello scrittore, sembra di recepire la volontà di "staccare la spina", a cominciare dal personaggio Dirk Pitt che l'autore manda "in pensione" (e non solo) a fine romanzo, con un finale "sdolcinato" che non anticipo.

Devo però ammettere che a Cussler la fantasia non manca, basti pensare quale minaccia stavolta debbano sventare gli scienziati della NUMA: il cattivo di turno (un omuncolo del quale non si sa il vero nome ma che viene denominato "Lo Spettro") ha addirittura segretamente scavato un mega-tunnel nel sottosuolo del Nicaragua al fine di collegare l'Oceano Pacifico con l'Oceano Atlantico e di pompare acqua dal primo verso il secondo in modo da raffreddare la corrente del golfo ed azzerare così il benefico influsso sulle coste europee che subirebbero un brusco calo delle temperature invernali e cataslismi naturali di vario genere.
E poi, tra miti celtici e violenti uragani, Cussler rilancia un'ipotesi che può avere conseguenze anche nel presente: è certo che Troia si affacciasse sul Mediterraneo? E se Odisseo non fosse stato greco?

Un buon libro, non il migliore di Cussler, ma buono.
Cosa ne pensano gli altri lettori? Ecco qualche commento trovato in rete relativo a questo racconto, buona lettura!

Ho letto il libro TUTTO d'un fiato. è MAGNIFICO. Nel libro c'è tutto quello che un buon libro richiede: buona suspence, una buona dose di "trattenute" di fiato e... un buon, anzi buonissimo finale a sorpresa che lascia e lascerà il segno nei libri futuri. Dirk Pitt senyor capirà che non può sempre correre incontro alla morte e sembrerà che si ritiri. Ma la storia ha tutto un altro finale. Voto: 5/5

Ho finito di leggere il libro da poco: c'ho messo 2 giorni... E' magnifico. Non riesco proprio a pensare ad un finale più bello. Lo consiglio a tutti gli appassionati di Cussler, il re dei mari insieme a Dirk Pitt. Voto: 5/5

Bellissimo!! Nulla da dire, per me é il più bel libro di Cussler... Prima di leggere Odissea credevo che il nostro Clive avesse un poco smarrito la vena e che libri del calibro di Sahara o L'Oro degli Inca rimanessero ineguagliati, invece mi sono dovuto ricredere... Da quello che ho capito questa probabilmente è stata l'ultima avventura di Pitt nei suoi soliti panni e cosa dire... il finale non poteva essere più azzeccato per fare uscire di scena il nostro eroe... Anche se spero proprio che qualche salvataggio-limite ai figli ce lo proponga ancora :-) Complimenti Clive, nel tuo genere resti sempre il migliore!!! Voto: 5/5

Tra il 3 il 4. Cussler si è ormai trasformato in una macchina per soldi, come Tom Clancy, sfornando serie parallele firmate da lui (?) e da un fantasma. Ques'ultima opera è leggermente migliore degli ultimi "sforzi" pubblicati in Italia, ma non è assolutamente all'altezza del genio creativo delle prime opere. Anche lo schema agenti superspeciali contro cattivo e multinazionale di turno (stile Spectre) ha fatto il suo tempo. Di classico c'è il ricorso agli effetti distruttivi della natura (anche se la scena iniziale della tempesta con rimorchio dell'albergo/nave in difficoltà è stata resa in maniera molto più realistica da Wilbur Smith - altro grande "smarrito" - in Come il mare). Infine, l'idea di assecondare il passare degli anni, creando i nuovi personaggi dei figli di Pitt, leva credibilità a tutta la storia: pensate a 007 un po' imbolsito che guida una familiare... Nel caso Giordino e Pitt non dovrebbero più avere il fisico per certe scene, senza contare che ormai l'Ammiraglio dovrebbe essere stato abbondantemente pensionato. Voto: 3/5

Mi spiace, il peggiore che abbia letto di Cussler. Scritto con troppa fretta e senza impegno secondo me. Poco curato e con idee assurde. Come rimpiango i tempi di SAHARA e L´ORO DELL´INCA. Voto: 1/5

Orrendo. Una noia mortale. Ridicolo. C'è questo superman che è così stupido da far piangere. Troppo esagerato. Soldi buttati. Voto: 1/5

Al di là del tempo e dello spazio, il mito di Ulisse continua. Questa volta a rigenerarlo è Clive Cussler, il grande Maestro dell’avventura, in un eccezionale confronto a distanza con Dirk Pitt, il più grande eroe della suspense avventurosa. ODISSEA è un romanzo speciale, un’avventura nell’avventura, nel quale Dirk Pitt senior saluta i suoi lettori. Impietoso il tempo batte per tutti la stessa campana di resa e, ad arrendersi all’età, ci sono, come è giusto, anche gli eroi della fiction romanzesca. Adesso che Dirk Pitt ha finito di scorazzare sopra e sotto gli oceani, e aver accondisceso ad una vita più tranquilla e domestica, mi piace guardare alle sue tante impetuose storie, come a capitoli di una moderna odissea. Non valuterei perciò il singolo libro della “collezione” Cussler, ma l’insieme della sua fantastica produzione: ventitre best seller che hanno fatto divertire ed evadere, centinaia di milioni di lettori come me. Ed è significativo che sia proprio il mito di Ulisse a qualificare quest’ultima sfida. In ODISSEA, Cussler ripropone il suo fortunato ed originale schema di narrazione, che prevede due scene del crimine nelle profondità del mare, una remota intrisa di mistero e una recente di faccendieri senza scrupoli, con Dirk Pitt nei panni di investigatore, risolutore di enigmi e difensore della vita. Ma al di là dell’ambientazione affascinante, dell’azione al cardiopalmo, delle meraviglie tecnologiche, nei suoi romanzi ci sono tre messaggi significativi che ne caratterizzano il suo spirito: 1) il mare come contenitore di segreti inimmaginabili. Non solo tesori e relitti preziosi, ma anche testimonianze di civiltà antiche ed equivoci storici; 2) il mare come sede illegale per operazioni di sfruttamento energetico, di manipolazioni del suo habitat, di traffici illeciti, che fanno solo presagire scenari olocaustici; 3) il mare come dono più prezioso della vita e che va, per questo, difeso e tutelato “dai pirati”, che lo vorrebbero, viceversa, impoverirlo a loro esclusivo uso e consumo. Voto: 5/5

Forse un po' semplicistico nelle soluzioni (avevano sofferto ben di peggio in avventure precedenti), comunque il solito Cussler. Tanto di cappello per il fatto di eesere riuscito nell'impresa di fare invecchiare e di portare il personaggio ad uno status che si meritava. Voglio proprio vedere nella prossima avventura il ruolo di Dirk e Giordino. Forse è arrivato il momento di un'avventura comune con Austin e Zavala "visto il finale del libro". Chi da "1" ad un libro del genere forse non ha mai capito lo stile dello scrittore e la filosofia dei personaggi e di chi in genere ama leggere questi libri o vedere film di James Bond. (Senza voler offendere nessuno. E' una mia constatazione) Voto: 5/5

Avendo letto tutti i libri di Clive, sapere che Dirk e Al non faranno piu missioni insieme(questo lo deduco dal fatto che sono diventati troppo vecchi) mi mette una tristezza infinita... fatto sta' che il libro e' molto bello,anche se meno dei precedenti capitoli... un bel 4/5 non lo leva nessuno.



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martedì 11 novembre 2008

"Cyclops" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "CYCLOPS"

Nemmeno un cacciatore di avventure come Dirk Pitt può sospettare quale incredibile catena di eventi si nasconda dietro la fine del vecchio dirigibile Prosperteer e del suo equipaggio: un ricatto al presidente degli Stati Uniti, un finanziere americano ossessionato dal desiderio di impadronirsi di un favoloso tesoro, una misteriosa base sotterranea russa in un’insospettabile isoletta tropicale, un progetto che apre al mondo intero la concreta possibilità di una vita nello spazio...
Da una camera di tortura alle profondità dell’oceano, dalla scoperta del relitto della carboniera Cyclops al tentativo di evitare che l’intera città dell’Avana venga distrutta, Pitt non avrà un istante di tregua e sarà persino costretto a spingersi oltre i confini del pianeta, sventando una disastrosa guerra stellare tra Stati Uniti e Russia...

prima ediz. 1998, 540 p., € 8,60
Traduzione di G. Settanni
Editore
TEA (collana Teadue)


Per la rubrica "impressioni a caldo" tratto oggi un altro libro dell'autore che sto seguendo in questo periodo: Clive Cussler.
Ho trovato "Cyclops" straordinariamente ideato; d'accordo, la trama è surreale, Dirk Pitt fa praticamente di tutto tranne che volare o sparare raggi laser dagli occhi, è un'americanata di prima categoria, ma l'intreccio tra argomenti così disomogenei è straordinariamente riuscito.

Basti pensare che in questo romanzo si parla di:
- un mistero legato ad un naufragio di una nave carboniera che trasportava un tesoro recuperato in Amazzonia (trattasi nientemeno della "Dorada", mitica statua proveniente dall'Eldorado)...
- una base lunare realizzata ed abitata da un gruppo di scienziati americani ufficialmente morti il cui progetto è rimasto per anni un segreto per Nasa, Cia e servizi segreti russi...
- uno scontro a fuoco sempre sulla Luna tra americani e russi per il predominio della base e dell'intero satellite celeste...
- una sconosciuta base sotterranea dei servizi segreti russi al largo della costa cubana dove si sta preparando un attentato a Fidel Castro che rischia di distruggere l'intera città dell'Avana...
- il recupero della "Dorada" da parte di Dirk Pitt, la mitica statua di cui sopra...

Insomma, un "polpettone" ben riuscito con tanta azione, tanto mistero, tanta suspance... ma anche tanta esaltazione della superiorità americana sui cattivi russi. Vabbé, è un romanzo americano, cosa vi aspettavate?
Si legge comunque molto bene, avvince dalla prima all'ultima pagina grazie al ritmo incalzante, è un romanzo da divorare.
Altamente consigliato a chi cerca una lettura che lo faccia star sveglio fino a notte fonda! ;-)

Queste sono le mie impressioni, ma cosa ne pensano gli altri lettori?
Ecco qualche commento trovato in rete relativo a questo racconto, buona lettura.

In tipico stile CUSSLER, il libro si lascia leggere in maniera veloce, interessante e scorrevole, ed ogni evento non solo incuriosisce, ma getta curiosità e aspettative anche per il prosieguo. La trama è abbastanza piacevole ma, ancora una volta, eventi e azioni, seppur ben congeniati, risultano troppo al di fuori della realtà. Che Pitt sia un super eroe alla stregua di Superman, Batman o l'Uomo Ragno, ormai è assodato; ma però cerchiamo di farlo passare ancora come un semplice umano, che non si nutre di sola kriptonite e/o filtri vari. La lettura è consigliata a chi non ha troppi scrupoli nel non rimanere con i piedi per terra. Il romanzo contiene anche una insolita barzelletta: Fidel Castro che nomina ad eroe della rivoluzione un avventuriero capitalista americano, che rappresenta lo stereotipo della potenza, dell'intelligenza e dell'arroganza degli USA.

Il libro peggiore che ho letto di Cussler, basato solamente sull'esaltazione del popolo americano e la ridicolizzazione di tutti gli altri. Anche se la trama potrebbe essere interessante viene comunque offuscata dalle americanate presenti in ogni pagina. Un pessimo libro filo-politico.

Questo libro riprende il mito della guerra fredda, è intrigante e coinvolgente. Peccato che nessun regista abbia ancora girato un film su questo libro e sugli altri nei quali Dirk Pitt è protagonista.

Deve piacere "l'esagerato", e se piace, come nei film di avventura, il libro ti tiene incollato. Molto bello davvero.

Ho letto quasi tutti i libri di Cussler e devo ammettere che questo è stato il più avvincente in assoluto. Si è vero, a volte le avventure di Dirk sono scontate, ma questa è FaVoLoSa.

Molto avvincente la trama ad incastro a la battaglia terra-mare e... spazio! Peccato che qualche volta sfiori il surreale!

Ho letto 6/7 libri di Cussler e li trovo tutti molto avvincenti... quest'ultimo non fa eccezione. Lo consiglio a chi ama le americanate esagerate.

Un libro a dir poco bellissimo. Ma se proprio devo dare una critica direi questo... è un vero peccato che questo grande scrittore non abbia mai provato a cambiare i protagonisti (soprattutto IL PROTAGONISTA). E' solo un mio pensiero OK, ma dopo un po' la solita minestra... stanca.

Questo è il secondo libro di Cussler che leggo, dopo aver letto "Atlantide" pensavo che l'Autore fosse stato fortunato ad esprimere un'opera così avvincente, originale, fantastica e anche così realistica; invece anche su "Cyclops" ho trovato le stesse emozioni. Penso che sia un Autore unico nel suo genere. Non importa COSA leggete, ma LEGGETE qualsiasi cosa!!!

Ognuno dei 4 libri di Clive Cussler che ho letto, fra cui questo, è molto avvincente. Se si sta al gioco, alle spacconate e si accetta a volte la scarsa verosimiglianza, ci si diverte molto, per la suspence e l'azione.


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giovedì 30 ottobre 2008

"La cucina di Don Camillo", il nuovo libro di Luisa Vassallo

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"LA CUCINA DI DON CAMILLO"
di Luisa Vassallo

Sottotitolo: Ricette menu e vini dal mondo di Guareschi
Editore: Àncora
Collana: A tavola con...
208 pagine - € 16,00


A Tavola con... Don Camillo e Peppone.

Si sono seduti tutti su comode poltrone l’autrice, Giovannino, Don Camillo e... Peppone. Hanno gustato strozzapreti e spongata di Brescello e poi stracotti, stufatini... non è mancato il culatello. Fra i ricordi della Bassa e di Lambrusco un bicchierino hanno scritto un ricettario che è proprio un gioiellino.

E per voi, lettori buongustai, qualcosa in più: abbinamenti con vini, ristoranti scelti e ottimi menu.



E' uscito il 15 ottobre 2008 in libreria l'ultima fatica dell'amica fotografa/scrittrice/cuoca, nonché mamma felice, Luisa Vassallo dal titolo: "La cucina di Don Camillo".
Dopo aver pubblicato diversi libri a tema culinario con l'intenzione di unire il sapore dei piatti al gusto della letteratura, dopo averci fatto conoscere la cucina del mondo fantasy degli Hobbit e di Narnia, e poi quella del mondo magico di Harry Potter, ora Luisa posa la sua attenzione sul mondo del cinema, cominciando dall'opera del Guareschi e dalle gustose vicende di Don Camillo e Peppone.

Così ne parla Carlo De blasi su Riviera24.it:

All'interno delle celebrazioni per il centenario della nascita dello scrittore Giovannino Guareschi, da oggi, nelle librerie, è possibile trovare un
gustosissimo ricettario dal titolo: "La cucina di don Camillo" di Luisa Vassallo (edizioni Ancora - Milano).
Guareschi, a cento anni dalla sua nascita e a quaranta dalla morte è più vivo e presente che mai nel cuore di milioni di lettori e spettatori.
Con una periodicità pressoché stagionale, le televisioni pubbliche e private ripropongono da anni i film ispirati ai racconti di Giovannino Guareschi. Il favore presso il pubblico, o -se si preferisce- l'audience, è sempre di grado elevato, e ciò ha consentito da una parte il perpetuarsi della popolarità delle "maschere" di Don Camillo e Peppone a più generazioni, ma non sempre ha reso pienamente merito al loro creatore, allo scrittore Guareschi, autore italiano tra i più letti e conosciuti anche fuori dal nostro Paese.
Con "La cucina di don Camillo" l’imperiese Luisa Vassallo ha ritratto un “profilo gastronomico” dell’opera di Guareschi riscoprendo il "gusto" che egli eveva per le cose semplici e piccole, e facendo emergere tutta la grandezza di questo autore, ricordato spesso semplicemente come un umorista, e che è stato invece un grande scrittore, nella cui opere si dipanano due grandi saghe del novecento italiano: quella di don Camillo e Peppone, ovvero quella realtà, quel microcosmo di Mondo Piccolo, in cui si riflettono i profondi drammi civili e politici del secolo.
Il libro, intervallato da alcuni passaggi introduttivi, è diviso in due grandi sezioni: "la cucina di Giovannino Guareschi" e "la cucina di don Camillo e Peppone" e raccoglie in più di 200 pagine le gustosissime ricette citate dallo scrittore nel corso dei suoi racconti.
Frizzantino come una bottiglia di Lambrusco, appetitoso come un bel piatto di culatello, questo ricettario svela i segreti della buona cucina ma, soprattutto, ricorda che ... la vita è "buona" e val la pena gustarla!


Luisa Vassallo è nata nel 1965 ad Imperia dove vive e lavora; poetessa e scrittrice, collabora con alcuni giornali locali e quotidiani.
Ha diverse pubblicazioni al suo attivo: Grani d'alghe (1987, poesie con G.B. Gandolfo e C. Lantieri); Maria nella poesia italiana del 900 (1987, antologia di poesie in coll. con G.B. Gandolfo), Nostalgia di cielo (1990, poesie); Lo sport nei documenti pontifici (1994, raccolta di discorsi pontifici sullo sport in collaborazione con G.B. Gandolfo), Natale dei poeti (2001, antologia di poesie in coll. con G.B. Gandolfo), Il canto del cielo (2002, antologia di poesie in coll. con G.B. Gandolfo), Pasqua dei poeti (2003, antologia di poesie in coll. con G.B. Gandolfo), A tavola con gli hobbit (2003, ricette e menù della Terra di Mezzo di Tolkien, vincitore del premio internazionale "Gourmand Award 2003", in coll. con C. Gregorutti), L'ombra della luce (2003, poesie in coll. con G.B. Gandolfo), Donna di terra e di luce (2004, antologia di poesie in coll. con G.B. Gandolfo), L’erbario di Tolkien (2004, ricette e rimedi naturali, in coll. con C. Gregorutti, vincitore del premio internazionale “Gourmand Award 2004”), Icona dell’Invisibile (2005, antologia di poesie in coll. con G.B. Gandolfo), Giochi da hobbit (2005, feste e divertimenti della Terra di Mezzo, in coll. con P. Gulisano), Ucai: quando l'arte si incontra con la fede (2006, cronistoria in coll. con G.B. Gandolfo), La cucina di Narnia (2006, ricettario in coll. con P. Gulisano), A tavola con Harry Potter (2007, ricettario in coll. con B. Paoletti), La falena e la candela (2007, fiaba illustrata), Hogwarts, un mondo realmente fantastico (2007, manuale di giochi e curiosità sul mondo di Harry Potter), Al mattino ti cerco (2008, poesie), ABC Donna (2008, antologia di brani dedicati alla donna), George MacDonald, il maestro della fantasia (2008, biografia in coll. con P. Gulisano).

Leggi anche: Luisa Vassallo: fotografa, scrittrice e... cuoca
...e guarda le foto di Luisa su Usefilm



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