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giovedì 20 novembre 2008

"Odissea" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "ODISSEA"

1200 circa a.C. Le città greche sfidano la potenza di Troia per l’egemonia del Mediterraneo: comincia la più devastante guerra dell’antichità, destinata a durare dieci anni. Ottocento anni dopo, Omero canterà quelle imprese; ma Troia non si affacciava sul Mediterraneo, e Odisseo non era greco… Oggi. Una serie di inondazioni, catastrofi naturali e disastri generati in mare diffondono il terrore e l’idea che gli oceani stiano per «ribellarsi». Ma alla NUMA, l’agenzia per le operazioni di controspionaggio in mare, Dirk Pitt preferisce sempre restare aderente ai fatti e, anche con l’aiuto di due giovani e inaspettati collaboratori, comincia a indagare. E presto scopre una traccia che lo porterà lontano, molto lontano, tra basi segrete sotterranee, incursioni subacquee, una misteriosa setta femminile e uno sconcertante enigma archeologico, verso un’autentica odissea...

prima ediz. 2006, 500 p., € 8,90
Traduzione di M. Beretta
Editore TEA (collana Teadue)

Ed ecco che mi ritrovo un'altra volta, sempre per la rubrica "impressioni a caldo", a parlare di un libro di uno dei miei autori preferiti: Clive Cussler.
Come in tutti gli altri romanzi di questo autore, anche in "Odissea" Cussler riesce a mescolare elementi legati al mare, all'archeologia, alla scienza, all'ambiente ed alla tecnologia in maniera a volte sorprendente ma... stavolta non mi ha entusiasmato.
Sarà forse perché riponevo in questo libro grandi aspettative, dopo aver divorato altri romanzi di questo scrittore ed essermi appassionato ed affezionato alla figura di Dirk Pitt, sarà forse anche perché avevo letto che "Odissea" era uno dei suoi migliori racconti... bah!
Non si può dire che questo non sia un buon romanzo, tutt'altro... è scritto egregiamente e fa rimanere incollati alle pagine grazie ad una trama ben congeniata, pur se incredibile o assurda in alcune occasioni; traspare però, talvolta, un senso di "stanchezza" dello scrittore, sembra di recepire la volontà di "staccare la spina", a cominciare dal personaggio Dirk Pitt che l'autore manda "in pensione" (e non solo) a fine romanzo, con un finale "sdolcinato" che non anticipo.

Devo però ammettere che a Cussler la fantasia non manca, basti pensare quale minaccia stavolta debbano sventare gli scienziati della NUMA: il cattivo di turno (un omuncolo del quale non si sa il vero nome ma che viene denominato "Lo Spettro") ha addirittura segretamente scavato un mega-tunnel nel sottosuolo del Nicaragua al fine di collegare l'Oceano Pacifico con l'Oceano Atlantico e di pompare acqua dal primo verso il secondo in modo da raffreddare la corrente del golfo ed azzerare così il benefico influsso sulle coste europee che subirebbero un brusco calo delle temperature invernali e cataslismi naturali di vario genere.
E poi, tra miti celtici e violenti uragani, Cussler rilancia un'ipotesi che può avere conseguenze anche nel presente: è certo che Troia si affacciasse sul Mediterraneo? E se Odisseo non fosse stato greco?

Un buon libro, non il migliore di Cussler, ma buono.
Cosa ne pensano gli altri lettori? Ecco qualche commento trovato in rete relativo a questo racconto, buona lettura!

Ho letto il libro TUTTO d'un fiato. è MAGNIFICO. Nel libro c'è tutto quello che un buon libro richiede: buona suspence, una buona dose di "trattenute" di fiato e... un buon, anzi buonissimo finale a sorpresa che lascia e lascerà il segno nei libri futuri. Dirk Pitt senyor capirà che non può sempre correre incontro alla morte e sembrerà che si ritiri. Ma la storia ha tutto un altro finale. Voto: 5/5

Ho finito di leggere il libro da poco: c'ho messo 2 giorni... E' magnifico. Non riesco proprio a pensare ad un finale più bello. Lo consiglio a tutti gli appassionati di Cussler, il re dei mari insieme a Dirk Pitt. Voto: 5/5

Bellissimo!! Nulla da dire, per me é il più bel libro di Cussler... Prima di leggere Odissea credevo che il nostro Clive avesse un poco smarrito la vena e che libri del calibro di Sahara o L'Oro degli Inca rimanessero ineguagliati, invece mi sono dovuto ricredere... Da quello che ho capito questa probabilmente è stata l'ultima avventura di Pitt nei suoi soliti panni e cosa dire... il finale non poteva essere più azzeccato per fare uscire di scena il nostro eroe... Anche se spero proprio che qualche salvataggio-limite ai figli ce lo proponga ancora :-) Complimenti Clive, nel tuo genere resti sempre il migliore!!! Voto: 5/5

Tra il 3 il 4. Cussler si è ormai trasformato in una macchina per soldi, come Tom Clancy, sfornando serie parallele firmate da lui (?) e da un fantasma. Ques'ultima opera è leggermente migliore degli ultimi "sforzi" pubblicati in Italia, ma non è assolutamente all'altezza del genio creativo delle prime opere. Anche lo schema agenti superspeciali contro cattivo e multinazionale di turno (stile Spectre) ha fatto il suo tempo. Di classico c'è il ricorso agli effetti distruttivi della natura (anche se la scena iniziale della tempesta con rimorchio dell'albergo/nave in difficoltà è stata resa in maniera molto più realistica da Wilbur Smith - altro grande "smarrito" - in Come il mare). Infine, l'idea di assecondare il passare degli anni, creando i nuovi personaggi dei figli di Pitt, leva credibilità a tutta la storia: pensate a 007 un po' imbolsito che guida una familiare... Nel caso Giordino e Pitt non dovrebbero più avere il fisico per certe scene, senza contare che ormai l'Ammiraglio dovrebbe essere stato abbondantemente pensionato. Voto: 3/5

Mi spiace, il peggiore che abbia letto di Cussler. Scritto con troppa fretta e senza impegno secondo me. Poco curato e con idee assurde. Come rimpiango i tempi di SAHARA e L´ORO DELL´INCA. Voto: 1/5

Orrendo. Una noia mortale. Ridicolo. C'è questo superman che è così stupido da far piangere. Troppo esagerato. Soldi buttati. Voto: 1/5

Al di là del tempo e dello spazio, il mito di Ulisse continua. Questa volta a rigenerarlo è Clive Cussler, il grande Maestro dell’avventura, in un eccezionale confronto a distanza con Dirk Pitt, il più grande eroe della suspense avventurosa. ODISSEA è un romanzo speciale, un’avventura nell’avventura, nel quale Dirk Pitt senior saluta i suoi lettori. Impietoso il tempo batte per tutti la stessa campana di resa e, ad arrendersi all’età, ci sono, come è giusto, anche gli eroi della fiction romanzesca. Adesso che Dirk Pitt ha finito di scorazzare sopra e sotto gli oceani, e aver accondisceso ad una vita più tranquilla e domestica, mi piace guardare alle sue tante impetuose storie, come a capitoli di una moderna odissea. Non valuterei perciò il singolo libro della “collezione” Cussler, ma l’insieme della sua fantastica produzione: ventitre best seller che hanno fatto divertire ed evadere, centinaia di milioni di lettori come me. Ed è significativo che sia proprio il mito di Ulisse a qualificare quest’ultima sfida. In ODISSEA, Cussler ripropone il suo fortunato ed originale schema di narrazione, che prevede due scene del crimine nelle profondità del mare, una remota intrisa di mistero e una recente di faccendieri senza scrupoli, con Dirk Pitt nei panni di investigatore, risolutore di enigmi e difensore della vita. Ma al di là dell’ambientazione affascinante, dell’azione al cardiopalmo, delle meraviglie tecnologiche, nei suoi romanzi ci sono tre messaggi significativi che ne caratterizzano il suo spirito: 1) il mare come contenitore di segreti inimmaginabili. Non solo tesori e relitti preziosi, ma anche testimonianze di civiltà antiche ed equivoci storici; 2) il mare come sede illegale per operazioni di sfruttamento energetico, di manipolazioni del suo habitat, di traffici illeciti, che fanno solo presagire scenari olocaustici; 3) il mare come dono più prezioso della vita e che va, per questo, difeso e tutelato “dai pirati”, che lo vorrebbero, viceversa, impoverirlo a loro esclusivo uso e consumo. Voto: 5/5

Forse un po' semplicistico nelle soluzioni (avevano sofferto ben di peggio in avventure precedenti), comunque il solito Cussler. Tanto di cappello per il fatto di eesere riuscito nell'impresa di fare invecchiare e di portare il personaggio ad uno status che si meritava. Voglio proprio vedere nella prossima avventura il ruolo di Dirk e Giordino. Forse è arrivato il momento di un'avventura comune con Austin e Zavala "visto il finale del libro". Chi da "1" ad un libro del genere forse non ha mai capito lo stile dello scrittore e la filosofia dei personaggi e di chi in genere ama leggere questi libri o vedere film di James Bond. (Senza voler offendere nessuno. E' una mia constatazione) Voto: 5/5

Avendo letto tutti i libri di Clive, sapere che Dirk e Al non faranno piu missioni insieme(questo lo deduco dal fatto che sono diventati troppo vecchi) mi mette una tristezza infinita... fatto sta' che il libro e' molto bello,anche se meno dei precedenti capitoli... un bel 4/5 non lo leva nessuno.



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