L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

sabato 28 novembre 2009

"La stirpe di Salomone": tornano Cussler e Kemprecos

E’ uscito il 29 ottobre La stirpe di Salomone, nuovo libro di Clive Cussler con Paul Kemprecos.

Baghdad, 2003: l’attacco americano favorisce il saccheggio del museo nazionale iracheno, da cui vengono rubati capolavori di valore inestimabile. Ma c’è qualcuno che ha interesse solo per il Navigatore, una statua di bronzo di origine fenicia che non compare neanche negli elenchi ufficiali. Eppure chi lo vuole è disposto a qualsiasi cosa, anche a uccidere. E le prima vittima giunge presto: un trafficante di antichità. A rischiare la vita è poi Carina Mechadi, funzionaria dell’Unesco incaricata del recupero dei tesori scomparsi: si salva solo grazie a Kurt Austin e Joe Zavala, che incrociano la sua nave mentre sono alle prese in una caccia agli iceberg al largo di Terranova. Ma quale segreto nasconde la statua? Perché è tanto bramata? Austin e i suoi si trovano così coinvolti in un’odissea che li condurrà sulle tracce del tesoro di Salomone, passando per un oscuro archivio di documenti cifrati appartenuti a Thomas Jefferson, fino a un piano super segreto dai risvolti orribili. Una missione quasi impossibile, che metterà a repentaglio la vita di tutti quanti si avvicineranno troppo alla verità.

venerdì 27 novembre 2009

"L'Isola dei Pirati", il romanzo postumo di Michael Crichton

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Fonte: www.booksblog.it del 27/11/2009


Michael Crichton
L’Isola dei Pirati (Pirate Latitudes)
Garzanti € 18,60

L’Isola dei Pirati, romanzo postumo di Michael Crichton, è arrivato in libreria ieri, a soli due giorni dall’uscita americana.

Il romanzo, diverso da quelli più tipici dell’autore, è un’avventura a tutto tondo, piena di suspense, azione e colpi di scena (soprattutto nella seconda parte) e si ambienta nei Caraibi nel ‘600. Caraibi che, in quegli anni, si trovavano sotto il dominio della Spagna. Tranne qualche rarissima isola. La Giamaica, remoto avamposto inglese, era una di queste. L’isola era popolata da avventurieri di ogni sorta, da criminali, assassini e prostitute. La violenza e le malattie completavano il quadro (non a caso Port Royal, la sua capitale, veniva definita “the wickedest city in the world”, la più malvagia città nel mondo).

Quelli erano anche gli anni in cui la Spagna trasportava immense ricchezze dal Nuovo Mondo alla madrepatria, anni in cui i corsari inglesi, con buona pace della corona britannica, assaltavano e depredavano i galeoni che quelle ricchezze trasportavano. In questo quadro s’inseriscono le mirabolanti e appassionanti avventure narrate ne L’Isola dei Pirati...

Charles Hunter, spregiudicato capitano inglese e pirata, decide di tentare la fortuna col galeone spagnolo El Trinidad, ancorato presso un’isola vicina, e protetto da un forte giudicato inespugnabile e da una flottiglia che si stende per tutta la rada. Anche la giungla dell’isola pare impenetrabile ed è pattugliata dalla fanteria nemica. Ma Hunter, scelti personalmente i membri dell’eterogeneo e specialissimo equipaggio (c’è anche una piratessa), mette in atto un piano astuto e ardimentoso. Ma non sarà tutto lì. Il romanzo riserva qualche inattesa sorpresa...

Nota: i diritti cinematografici del libro sono stati già opzionati. Produrrà Steven Spielberg.


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lunedì 23 novembre 2009

"L'oro dei Lama" di Clive Cussler & Craig Dirgo: impressioni a caldo

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Clive Cussler con Craig Dirgo - "L'ORO DEI LAMA"

Lhasa, 1959. Durante la fuga del Dalai Lama viene rubata una preziosa statua del Buddha. Un tesoro dal valore inestimabile, poiché simbolo stesso del Tibet libero, ma ancor più per i documenti che cela al proprio interno. Macao, oggi. Nel porto della città cinese arriva un mercantile in disarmo, l'Oregon, per caricare dei fuochi d'artificio. Si tratta in realtà di una nave all'avanguardia, che nasconde vere e proprie meraviglie della tecnologia. L'equipaggio, agli ordini del capitano Cabrillo, è formato da uomini e donne altamente addestrati, quasi tutti provenienti dai corpi speciali dell'esercito americano, ed eccezionali quanto la missione che è stata loro affidata: recuperare la statua e riportarla nel suo luogo d'origine, per onorare una vecchia promessa ma soprattutto perché il suo contenuto segreto ha un ruolo chiave nei molti interessi in gioco sotto il Tetto del mondo. Una missione impossibile, anche perché gangster orientali, mercanti d'arte, militari fanatici e persino un folle magnate dell'informatica hanno già messo gli occhi sul Buddha d'oro.

2009 (Golden Buddha, 2003), 380 pagine, € 5,90
Traduzione di Manuela Frassi
Editore RL Libri (collana Superpocket Best Thriller)

«Cari lettori, alcuni anni fa mi resi conto che Dirk Pitt aveva bisogno di aiuto nel corso di una missione particolarmente difficile, così creai per "Alta marea" il personaggio di Juan Cabrillo, padrone di una vecchia nave dall'aspetto sconquassato chiamata Oregon. Al suo interno nascondeva meraviglie tecnologiche e il suo capitano si dimostrò un tipo veramente in gamba. Io e Craig Dirgo abbiamo lavorato assieme per creare una nuova serie di avventure con protagonista Cabrillo. In questa prima missione il suo compito sarà di recuperare un buddha d'oro rubato dai cinesi durante l'invasione del Tibet e andato poi perduto. Questo tesoro potrebbe rendere la libertà a un popolo. Un compito difficile e pericoloso affidato al capitan Cabrillo e alla sua ciurma di simpatici e avventurosi uomini (e donne!)».
(Dalla prefazione di Clive Cussler).

"L'oro dei Lama" (Golden Buddha, 2003), è il primo libro che ho letto di Clive Cussler con un protagonista diverso dal "solito" Dirk Pitt; narra le avventure di una Corporation di mercenari che girano il mondo a bordo di una nave denominata Oregon capitanata dal "presidente" Juan Cabrillo, all'apparenza una carretta dei mari ma che cela al suo interno quanto di meglio può mettere a disposizione la tecnologia moderna.
In questo caso lo scrittore statunitense è accompagnato nella stesura del libro dal Craig Dirgo... forse "accompagnato" potrebbe essere un eufemismo, tante sono le differenze sia di stile che nel metodo di narrazione rispetto ai classici di Cussler...

Il romanzo è molto articolato, a volte risulta molto difficile da seguire visti i frequentissimi salti di scena, le molteplici azioni che si svolgono in parallelo e gli intrecci a volte al limite del contorsionismo letterario (visti anche i numerosi protagonisti presenti contemporaneamente sul "set"), ma la storia è avvincente e interessante, con un'ottima ambientazione storica.
Un libro ottimo se siete amanti del genere thriller-avventuroso, che vedrei bene anche come soggetto per un film, soprattutto le vicende ambientate a Macao, con l'organizzazione del furto del Buddha d'oro al party del miliardario cinese che mi ha fatto tornare alla mente la serie cinematografica degli "Ocean's Eleven, Twelve e Thirteen" con George Clooney e Brad Pitt...

A me è piaciuto molto e sono ora curioso di leggere le altre avventure della saga di Juan Cabrillo; ma i giudizi sul questo libro trovati in rete non sono del tutto favorevoli... ne riporto qualcuno, buona lettura!


La trama è debolina, i personaggi sono troppi ed il lettore fatica a costruirsi un chiaro quadro della vicenda. Gli appassionati lettori di Cussler, che lo seguono dai tempi di Vortice in trepidante attesa di ogni nuova uscita, non possono fare a meno di leggere anche questo volume ma gli altri...

Pessimo... dispiace dare certe valutazioni ad un libro di Cussler ma la collaborazione con Craig Dirgo proprio non convince. Quando bisogna elencare i personaggi e il loro ruolo significa che durante la lettura si fatica a farsi un'idea dei loro nomi e dei rispettivi ruoli all'interno del romanzo... peccato perchè la trama sembra essere originale ma l'accozzaglia di interpreti rende il tutto troppo frammentario e poco scorrevole. Meglio ritornare ai vecchi cavalli di battaglia Pitt e Giordino o seguire l'altro filone (Kemprecos) che è decisamente più chiaro e interessante (vedasi "Tempesta al Polo")

L'idea è molto buona, il ritmo non delude e le ambientazioni neanche. Troppi i personaggi e troppi gli intrecci di azioni sparse in giro per il globo, nel finale sopratutto non si capiva più chi stava facendo cosa! e per finire io avrei messo qualche decesso o qualche ferito grave nella squadra, troppi superuomini... ciò non toglie che il tocco di Cussler c'è, la storia è comunque avvincente e interessante e si fa leggere. Ancora lontano dalle avventure di Pitt. Apprezzabile.

Un libro bello, veloce da leggere e molto avvincente... portando questi nuovi personaggi alla ribalta, Clive Cussler porta il lettore a non sganciarsi dal libro. Chi si aspetta una storia stile Pitt-Austin si troverà invece ad un nuovo tipo di avventura, tutto da sviluppare nei nuovi racconti...

Ho letto nei siti americani molti giudizi particolarmente negativi su questo romanzo. Non volevo crederci o almeno ci speravo. Un'incredibile caos di situazioni e di personaggi, un continuo cambio di scena, la storia che non riesce mai a decollare. Il romanzo più brutto in assoluto di Cussler, è riuscito a fare peggio dello "Zar degli oceani"!!! No, non può averlo scritto lui, l'ha scritto Dirgo. Mah, speriamo in "treasure of Khan" dove pare ci sia il ritorno alla grande di Pitt e Giordino.

Nuovi personaggi, forse troppi per tenere sotto controllo la narrazione, ma comunque un romanzo molto avvincente.

E' un libro scorrevole, di facile lettura ma raramente si rimane col fiato sospeso. Un po' scontato. Comunque abbastanza godibile.

Disastroso. Ho appena finito di leggerlo. DELUSO è un eufemismo per quello che provo. Clive avrebbe potuto risparmiare qualche albero se avesse deciso di non pubblicare questo pseudo romanzo. Ma dai, un gruppo di mercenari che riesce a fare una rivoluzione in Cina con quest'ultimi che calano brache. Senza capo né coda. L'unica nota positiva è la scelta del Whisky che beve Cabrillo, tutto il resto è il nulla più totale. Carta sprecata, ma perchè Clive si ostina a fare favori agli amici facendoli scrivere al posto suo?

Molta azione e una storia appassionante. Personaggi ben caratterizzati. Stupendo.

Nuovi personaggi, nuove avventure ma l'autore non riesce a creare quella suspence che avvinceva e ti seguiva fino alla fine con Dirk Pitt. Non è essenziale leggerlo.

Mi dispiace per Clive Cussler, di cui posseggo tutti i libri pubblicati in Italia, ma il romanzo risulta pesante. Troppi personaggi rendono la trama complicata e difficile da seguire, troppi dettagli inutili per un romanzo tutto sommato macchinoso. Apprezzabile la parte centrale del romanzo e le scene che si susseguono a Macao, ma giudizio complessivamente molto scarso.

Ho letto tutti i libri di Cussler, ma questo non mi è piaciuto molto. Non ho trovato la stessa trama coinvolgente come negli altri libri, i personaggi sono astratti, non coinvolgono come gli altri.

Troppi, troppissimi personaggi, e la lettura più che un piacere diventa una fatica abnorme. Rimpiango i tempi di Pitt, quando non vedevo l'ora che fosse sera per mettermi a letto e proseguire con il romanzo fino a notte fonda! Con questo (che devo dire la verità non ho ancora finito) sbircio in avanti per vedere dove finisce il capitolo... e spero di non addormentarmi prima. Il che è tutto dire! Come fare poi ad affezionarsi a Cabrillo & (innumerevoli) soci? In fondo di mercenari ne abbiamo già a sufficienza nella vita "reale" per ritrovarceli anche nelle trame romanzesche. Clive, riprendi in mano Dirk&Al e fatti la domanda del PauL Sheldon di Misery: "Puoi?"...

Bel libro nel quale si riscopre un ottimo Clive Cussler in una nuova ed avvincente saga.

Sono da sempre un ammiratore dei libri di Cussler, ma questo è francamente illeggibile! Concordo con i giudizi espressi dagli altri lettori: trama troppo spezzettata e una quantità impressionante di personaggi che attenta alla memoria anche del più attento lettore. Questo romanzo inaugura in Italia gli "Oregon Files", ma credo proprio che il capitano Cabrillo non avrà la stessa fortuna di Dirk Pitt, Kurt Austin e soci. Considerata la differenza con gli altri libri dello stesso autore, l'unica spiegazione che riesco a darmi è che il libro non sia stato scritto da lui, ma da Dirgo.

Che non sia un libro eccezionale ci può starr... che sia un flop decisamente no!!! Forse la sicurezza e le incredibili risorse che il team di Cabrillo ha a disposizione toglie al lettore l'opportunità di preoccuparsi per la sorte dei protagonisti... che hanno sempre una via d'uscita pronta... ma in ogni caso la vicenda storica è molto avvincente e inoltre si distacca da molti nei romanzi in cui ci si riduce ad una lotta contro una fantomatica organizzazione o multinazionale che ha secondi fini celati alquanto inverosimili... in ogni caso... non me la sento di criticare uno dei miei autori preferiti nel genere...

Devo convenire che i troppi personaggi rendono il romanzo molto difficoltoso da seguire; è forse il primo libro di Cussler che non mi convince.

Da appassionato di Cussler devo sinceramente dire che il libro è stato una delusione: manca decisamente di ritmo e la narrazione risulta a tratti davvero noiosa. Il sospetto è che il racconto non esca dalla penna di Cussler, ma solo da quella di Dirgo: speriamo che Cussler ci riproponga in fretta le storie di Dirk Pitt dei tempi d'oro (tipo Sahara, Atlandide, ecc...).

Una delusione. Troppi personaggi, una trama non avvincente, un ritmo troppo lento. Il Dalai Lama non viene quasi mai citato (salvo all'inizio e alla fine). L'idea originale era bella, ma il romanzo si perde nel raccontare scene d'azione, quali il recupero del Buddha d'oro a Macao e l'avventura cubana all'inizio. L'ambientazione ne ha risentito, dato che la vicenda non si svolge quasi mai in Tibet, luogo meraviglioso, ma nei sotterranei della città e nei palazzi del potere.

Semplicemente una delusione. Mi aspettavo molto di più. Un succedersi di scene d'azione senza uno sviluppo narrativo convincente e attraente. Ho fatto fatica a finirlo (mai successo con altri libri di Cussler)


Leggi qua le mie altre recensioni dei romanzi di Clive Cussler.


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mercoledì 11 novembre 2009

"A tavola con Renzo e Lucia": il nuovo libro di Luisa Vassallo

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"A TAVOLA CON RENZO E LUCIA"
di Luisa Vassallo

Sottotitolo: Ricette e menu dal mondo dei Promessi Sposi
Editore: Àncora
Collana: A tavola con...
2009 - 216 pagine - € 16,00

L'autrice passa in rassegna le varie gastronomie a partire dalle citazioni del Manzoni, arricchendole di ricette del periodo storico e della tradizione lombarda.
Ogni sezione si apre con una nota di spiegazione che inquadra la gastronomia in argomento e ogni ricetta è anticipata da qualche curiosità.
Con un po' di fantasia si riscoprono ricette su antichi manoscritti (come quelle per il pranzo di nozze di Renzo e Lucia) e piccole parentesi letterarie condiscono il tutto.
Un modo nuovo e divertente per far "digerire" il Manzoni a chi non ne ha mai assaporato la bellezza e per "gustare" la storia a partire dai suoi veri sapori.


Luisa Vassallo, fotografa, scrittrice e cuoca di Imperia (nonché amica), l'ha fatto di nuovo: dopo la trilogia con le ricette dal mondo degli Hobbit, seguito da quello del mondo di Narnia, dopo i magici piatti di Harry Potter e la gustosa cucina di Don Camillo, ha portato in cucina anche il mondo dei Promessi Sposi.

Dal 4 novembre 2009 è infatti possibile trovare in tutte le librerie d'Italia il suo nuovo e gustosissimo ricettario dal titolo "A tavola con Renzo e Lucia", un omaggio alla cucina del passato con ricette della tradizione a partire dal 1600.
Il libro si apre con una simpaticissima introduzione di Enrico Beruschi (appassionato Manzoniano e già Don Abbondio in una numero "zero") e da un breve saggio dello scrittore lecchese Paolo Gulisano.

In bocca al lupo, Luisa!



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giovedì 5 novembre 2009

"Alta marea" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "ALTA MAREA"

Questa volta l'avventura di Dirk Pitt si chiama Qin Shang, un contrabbandiere cinese, avido e abbietto, che ha fondato il proprio impero sul traffico di droga, di armi e di vite umane, la sua "merce" preferita. Ora Qin Shang è disposto a tutto pur di impadronirsi del relitto di una misteriosa nave carica di capolavori dell'arte antica cinese e di leggendari reperti come i resti preziosissimi del cosiddetto Uomo di Pechino. Inseguendo le sue tracce, Pitt scopre inoltre che Qin Shang ha costruito un'enorme installazione portuale in una zona lontana da qualsiasi rotta commerciale. Perché proprio lì? Che cosa si nasconde dietro quell'impresa? Tra mille domande e misteri, una sola cosa è sicura: Pitt ha di fronte il nemico più pericoloso che abbia mai incontrato.

prima ediz. 1997, 495 pagine, € 9,80
Traduzione di L. Perria
Editore TEA (collana Best Seller)


"Alta marea" (Flood Tide, 1997) è l'ennesimo libro di Clive Cussler finito sul mio comodino, è anche l'ennesima conferma di come lo scrittore statunitense sia il re incontrastato del genere suspense-avventuroso, nonché l'ennesima dimostrazione di affetto personale per un personaggio (Dirk Pitt) che definire eroe è riduttivo...

Il romanzo segue il filone classico dei racconti di Clive Cussler: una trama avvincente sviluppata dietro la scomparsa di una nave misteriosa, la ricerca di un tesoro straordinario, una minaccia catastrofica sventata all'ultimo istante dal buon Dirk Pitt, un nemico ricchissimo, potente e senza un briciolo di cuore dedito al traffico clandestino di immigrati, droga, ecc... non è probabilmente il miglior romanzo di Cussler, ma riesce a mantenere viva l'attenzione del lettore, ad appassionarlo alle vicende dei protagonisti e... a non dormire di notte, presi come si è dalla curiosità di sapere 'come va a finire'! :-)

Ho cercato in rete i commenti su questo libro degli appassionati che mi hanno preceduto nella lettura, e devo ammettere che i giudizi sono davvero eterogenei!
Il commento evidenziato è quello che personalmente ritengo il migliore e in perfetta sintonia col mio pensiero; buona lettura!


Sebbene il libro sia a tratti meno coinvolgente di quanto i primi capitoli lascino immaginare, Clive Cussler rimane sempre un grande del genere, tanto che verrebbe la voglia di conoscere questa persona straordinaria, questo Dirk Pitt in carne ed ossa.

Trama contorta, non si capisce quale sia il filo principale della storia! E' stato dato troppo spazio alla lotta contro i cattivi e poco all'avventura! Anche il titolo non è centrato! Il peggiore che abbia mai letto di Cussler, di cui sono comunque un grande ammiratore! il mio consiglio..?? Leggete Atlantide o L'oro dell'inca, tutta un'altra musica...! DELUDENTE

Libro assolutamente degno di Clive Cussler. La trama molto contorta e ricca di particolari lo rende avvincente e non noioso come molti libri di 600 pagine. Quin Shang è il peggior nemico che Pitt abbia mai incontrato. CUSSLER, UNA SICUREZZA NELL'AVVENTURA.

CUSSLER, UNA SICUREZZA. ANcora prima di leggere questo libro ero convinto che sarebbe stato fantastico, ora che l'ho letto confermo la mia idea.

Mi aspettavo di meglio. Troppe lotte in questo libro e stavolta troppo bravo anche Pitt, tanto che non sembra neanche reale. Da fumetto.

Pitt è troppo supereroe, farebbe concorrenza a Superman. Si sfiora la fantascienza in molte scene, anche se in questo senso il massimo l'ha raggiunto con Atlantide. Ne ho letti 7 di Cussler e dopo un po' ti accorgi che è sempre la solita manfrina, alla fine ti annoi. Il più bello per me è stato "Sahara", ma chissà, forse perchè era il primo che leggevo...

E' troppo prevedibile. E sempre uguale a quello precedente. E poi questo Dirk Pit......... mamma...... che super eroe!!! Così super che si ha l'impressione che prenderà il volo da un momento all'altro. Ma dico io....... Cussler scrive bene, su questo non c'é dubbio alcuno, e allora un pizzico di realismo no eh? E poi un'altra cosa che riguarda Cussler in generale, se non avesse sempre lo stesso protagonista forse i suoi romanzi non sarebbero così scontati. E' chiaro sin dall'inizio che al Buon Dirk andrà tutto bene, se no..... come farà a scrivere il prossimo????

All'inizio non l'ho capito... non mi sentivo coinvolto nella storia... però Qin Shang è una perfetta controparte x l'eroe di sempre Dirk Pitt.

LA SOLITA TRAMA DI CUSSLER! ANTICHI TESORI DA RITROVARE, AEREI CHE SPARISCONO NEL NULLA, NAVI CHE AFFONDANO MISTERIOSAMENTE. IL CAST E' SEMPRE LO STESSO E SE NON CONOSCI UN PO' DI FISICA E GEOLOGIA TI PERDI LEGGENDOLO, NON RIESCI AD IMMEDESIMARTI IN QUELLO CHE IL PERSONAGGIO STA FACENDO O AD IMMAGINARE LA SCENA, CONDIZIONE FONDAMENTALE PER CAPIRE UNA STORIA! HO ABBANDONATO LA LETTURA DI CUSSLER, MEGLIO DEDICARSI AD ALTRI AUTORI SICURAMENTE PIU' AVVINCENTI! MI DISPIACE PER TE CLIVE, MA HAI PERSO UN LETTORE ACCANITO.

Questo libro è il primo che ho letto quest'estate e mi ha subito preso moltissimo, si è subito catapultati nella storia. Di quelli letti finora è il romanzo più verosimile e si inserisce in un tema di attualità cioè l'immigrazione clandestina. Sicuramente un ottimo libro.

Ho appena finito di leggerlo. Bello, avventuroso e ricco di azione. Per quelli che criticano l'autore: ragazzi questo è il genere di Cussler fatto di azione e intrighi anche poco verosimili. Ma non dimenticate che è solo fiction. Se non entrate in quest'ottica cambiate genere! P.S. Non è che Clancy Smith e Follett siano verosimili.... Ciao a tutti!!

Classico libro di Cussler con le mirabolanti avventure di Dirk Pitt, né il migliore né il peggiore.

Non c'è bisogno di commentare un libro di Cussler. Rispondo solo per controbattere ai commenti negativi che il libro ha ricevuto. Per gli amanti del genere questo è l'autore migliore. Infatti questo genere misto tra suspence e avventura è del tutto innovativo e per apprezzarlo non bisogna essere troppo cinici o realisti. Ovviamente non è un romanzo di "alta" letteratura, ma è un buon passatempo. Coinvolge dalla prima all'ultima pagina e non stanca mai. Per me è addirittura meglio di un thriller guardato in televisione. Ho già letto una dozzina dei suoi libri, ma nonostante questo Dirk Pitt non è ancora riuscito ad annoiarmi. I miei preferiti sono "Onda d'urto", "Walhalla", "Atlantide" e "L'oro dell'inca". Quando ho iniziato a leggere "Alta Marea" mi sono detto: anche questa sarà la solita storia di Cussler in cui, dopo mille peripezie impossibili di Dirk, l'eroe salva il mondo e la sua donzella del momento. E' vero: il libro è proprio così, ma il modo di scrivere di Cussler e il modo in cui racconta le battaglie e le indagini di Pitt e Giodino è stupefacente e non stanca il lettore. Cussler a volte mi costringe anche a leggere a tarda notte perchè voglio per forza sapere come a va a finire la storia... Leggetelo e capirete...

Dei libri di questo autore che sino ad oggi ho letto è quello che mi ha coinvolto maggiormente, veramente molto avvincente in un continuo susseguirsi di colpi di scena.

Bel libro, invito tutti coloro che hanno letto questo libro a leggere, "Atlantide" e "Sahara" sempre di CLIVE CUSSLER, sono i suoi libri migliori, ve lo dico in quanto sono un suo Fans accanito, ho letto tutti i suoi libri.

Libro perfettamente godibile e coinvolgente. Avvincente e pieno di suspense come si conviene a un libro di Cussler, e lo dico perchè li ho letti tutti. Non tra i migliori, ma comunque un ottimo libro.

Ad un certo punto non riuscivo più a staccare gli occhi dalle pagine! Decisamente uno dei migliori di Cussler. Da leggere.

Bello davvero, tra i migliori di Cussler. Appassionante, una tirata notturna per sapere come finiva!


Leggi qua le mie altre recensioni dei romanzi di Clive Cussler.


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martedì 27 ottobre 2009

"Sahara" (il film): impressioni a caldo

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Circa un mese fa ho recensito su queste pagine il romanzo di Clive Cussler dal titolo "Sahara"; ebbene, dal momento che nel 2005 da quel racconto fu tratto il film omonimo diretto da Breck Eisner (con Matthew McConaughey nella parte di Dirk Pitt, Steve Zahn nella parte di Al Giordino e Penélope Cruz nella parte della Dott.ssa Eva Rojas), potevo forse resistere alla tentazione di godermi un'avventura del mio eroe preferito anche su video? :-)

Dico subito una cosa: è decisamente migliore il romanzo, ma di questo non avevo nessun dubbio anche prima di vedere il film che, ammettiamolo, non è poi malaccio: azione, avventura, romanticismo, belle ambientazioni... è godibile e non si fa mancare niente.
Peccato solamente che la trama del romanzo sia completamente stravolta (lo stesso Clive Cussler ha molto criticato la sceneggiatura del film, considerandola troppo distante dal libro) e che gli spunti interessanti della versione originale vengano trattati solo marginalmente, come ad esempio il ritrovamento nel deserto dell'aereo dell'aviatrice Kitty Mannock, o la marea rossa che rischia di soffocare l'intero Oceano Atlantico, e ancora le miniere/prigioni di Tebezza e il mistero della morte di Abramo Lincoln addirittura ignorati del tutto...
E poi alcuni passaggi sono fin troppo scontati, sembra quasi che il film sia nato lungo tre ore ed abbia subìto qualche taglio per restare dentro le due ore di proiezione, bah!

Un merito, però, questo film ce l'ha: da ora in poi, ogni volta che mi troverò a leggere un'avventura di Dirk Pitt, non potrò fare a meno di immaginare il protagonista con la faccia dell'attore che lo ha interpretato nella pellicola, e lo stesso vale anche per il fido amico Al Giordino, per l'ammiraglio James Sandecker e per il vice Rudi Gunn.


Giudizio finale: un discreto film di intrattenimento, ma una mezza delusione per chi ha già letto il libro.
Tra il 6 e mezzo e il 7.


Concludo riportando una recensione trovata in rete, buona lettura!

Sahara

Tratto dall'omonimo romanzo di Clive Cussler, Sahara racconta le avventure di Dirk Pitt (Matthew McConaughey), moderno Indiana Jones alla ricerca di tesori del passato per la NUMA, la Società Marina e Sottomarina Nazionale. Questa società dedicata alla conservazione e al salvataggio di relitti marini è in effetti esistente, e non a caso, visto che il fondatore è lo stesso Cussler. La storia del film è invece completamente fittizia. Dirk Pitt si trova in Laos e il caso lo porta ad investigare sul sogno della sua vita: una corazzata confederata scomparsa alla fine della guerra di secessione americana e forse approdata in circostanze misteriose sulle coste africane dopo aver attraversato l'atlantico. Ma la vicenda di Dirk si intreccia con i destini di Eva Rojas (Penelope Cruz) un'avvenente biologa in servizio per l'Organizzazione per la Salute nel Mondo (WHO), che è sulle tracce di una misteriosa epidemia che rischia di mettere in pericolo l'intera regione. Sullo sfondo un paese africano dilaniato dalla guerra civile.

Nonostante gli spunti d'attualità e un filone ecologista di sottofondo, si può dire che Sahara sia un film d'avventura piuttosto classico, con scene d'azione ben costruite ed un intreccio che molto spesso sconfina nel fiabesco. Il libro di Cussler ha molti motivi che non vengono sfruttati nel film. Ad esempio nel libro viene data una spiegazione per l'assassinio di Lincoln, oppure viene introdotta un'aviatrice australiana scomparsa durante una traversata record Londra-Capetown negli anni '30. Il fatto che questo aereo poi sia ritrovato nel film fa pensare che questo filone abbia subito dei tagli in post-produzione. In generale Cussler gioca molto sul ritorno ossessivo di coincidenze che però nel film sono riprodotte solo in parte e rischiano di irritare gli spettatori più interessati alla verosimiglianza della trama.

A parte questa controindicazione (che per alcuni può essere decisiva), il film funziona, soprattutto grazie alla spettacolarità del deserto e ad un trio ben affiatato (Matthew McConaughey, Penelope Cruz e Steve Zahn nel ruolo di Al Giordino), e le due ore passano in modo piacevole e senza noia. L'unico problema è che il ritrovamento della corazzata "Texas", lungi dall'essere fondamentale per la storia, rischia di diventare un fattore estraneo. E lascia ad intendere, magari anche innocentemente, "come costruivano le armi i confederati...".

Mauro Corso


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martedì 6 ottobre 2009

"Vortice" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "VORTICE"

Da qualche parte, in un'area sperduta del Pacifico battezzata "vortice dell'oceano", spariscono misteriosamente decine di navi, senza lasciare traccia. Ma quando a scomparire è lo Starbuck, l'arma nucleare più potente mai realizzata dagli Stati Uniti, è il momento per Dirk Pitt di entrare in azione. Una sfida quasi impossibile contro il tempo, prima che l'ordigno nucleare esploda, una lotta impari contro forze sconosciute che sembrano provenire da un altro pianeta, una trappola mortale che trascina Dirk Pitt negli abissi oceanici, in un vortice di avventure mozzafiato.

prima ediz. 1998, 279 pagine, € 8,60
Traduzione di R. Rambelli
Editore TEA (collana Teadue)

Proseguendo nella lettura delle avventure di Dirk Pitt (che non sono poche!) non ho potuto fare a meno di andare a ripescare "Vortice" (Pacific Vortex!, 1983) la prima avventura in assoluto del "Super-Eroe" creato dallo scrittore statunitense Clive Cussler; ho scritto volutamente super-eroe perché a tale categoria appartiene di diritto il buon Dirk, viste le imprese nelle quali è capace di destreggiarsi arrivando sempre ad un passo dalla morte ma risultandone sempre vincente.

"Vortice", come detto, è la prima avventura di Dirk Pitt, pubblicata però solo nel 1983, a dieci anni dall'uscita del primo romanzo con le avventure del Direttore dei Progetti Speciali della N.U.M.A. (National Underwater & Marine Agency); è una storia semplice, lineare, senza grossi intrecci nella trama o salti temporali, ma comunque avvincente e affatto avara di colpi di scena, pur non essendo uno dei migliori romanzi scritti da Cussler, anzi... se non è il peggiore tra quelli che ho letto fin'ora poco ci manca.
Ma raggiunge ampiamente lo scopo prefissato dall'autore: tenere incollato alle pagine il lettore, distoglierlo dai problemi quotidiani e regalare ore di avvincente evasione.
A me è piaciuto, ma si sa... io adoro Dirk Pitt! :-)

Se volete sapere cosa ne pensano gli altri lettori, ecco qualche commento trovato in rete relativo a questo racconto, buona lettura!

Questo libro mi ha tenuto incollato alle pagine per 5 giorni, e devo dire che non è niente male!

Buono ma non uno dei migliori di Cussler.

Basta dire che ci ho messo solo mezza giornata a leggerlo...

Da leggere senza sosta anche grazie a un'alone di mistero tipo "X files" che ti trascina in un VORTICE di emozioni...! Inoltre è la prima avventura di Dirk e Giordino indispensabile nella biblioteca degli appassionati di Cussler! La trama è meno articolata di altri libri dell'autore, ma i colpi di scena non mancano! BUONA LETTURA

Di Cussler ne ho letti di migliori... quasi tutti,a dire il vero. Ma è giustificato, come ha detto lui stesso è un libro di prova.

Il primo! si vede dallo stile ancora "poco maturo". una storia travolgente con poche soste.... l'ho letto tutto d'un fiato. secondo me è splendido....

Primo libro di Cussler che leggo, primo di una lunga serie: lettura piacevolissima e godibilissima, scorrevole e leggera! E' un libro che si legge letteralmente tutto d'un fiato, in pochissime ore! Originale, con un bel personaggio, quale Dirk Pitt, che sicuramente si svilupperà e al quale sarà facile affezionarmi nel corso dei prossimi libri che leggerò! E poi l'argomento "mare", e tutto ciò che gli ruota intorno (tesori perduti, sommergibili scomparsi, antiche leggende che rivivono) sono cose che m'hanno sempre affascinata tantissimo, quindi penso proprio che leggerò tutti i libri che ha scritto questo interessantissimo autore!

Mi piace molto sono a metà libro. Molto misterioso, rispetto agli altri richiede meno concentrazione.

Ho già letto altri testi della saga DIRK PITT, per cui mi rendo conto, come ben precisato dall'autore stesso, che VORTICE, essendo l'opera prima su questo personaggio, risulta non solo più breve (circa metà pagine), ma anche più semplice nella sua struttura. La trama, infatti, non presenta particolari complessità, scorre liscia e veloce, segue in pratica un solo filone, ed a quello rimane aggrappata sino alla fine. Il mistero che caratterizza il racconto è però ben congeniato, e quindi la lettura risulta piacevole ed interessante. Secondo me Giordino poteva essere fatto entrare in scena prima, non nei capitoli finali. Nel complesso voto "sufficiente", anche se le avventure successive di PITT sono ben altra cosa.

Come già sottolineato da altri commenti, in effetti la trama risulta più semplice e lineare rispetto ad altri romanzi dello stesso autore, ma questo non toglie gusto alla lettura, anzi permette di cogliere alcune sfumature dei personaggi che in altri testi non sono così evidenti o non appaiono del tutto. Dirk Pitt risulta a tratti diverso da quello a cui ero abituato, e come lui anche altri dei personaggi che si ritrovano nelle succcessive avventure. Nel complesso risulta piacevole e molto scorrevole, leggero e veloce da leggere.

Il primo libro di Cussler... diciamo che è nella media... cmq dopo un po' i libri di Cussler sembrano tutti uguali, penso che ne leggerò massimo altri 2-3 poi lo saluterò...

Leggi qua le mie altre recensioni dei romanzi di Clive Cussler.


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martedì 29 settembre 2009

"Sahara" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "SAHARA"

1865: scompare misteriosamente la corazzata Texas; 1931: improvvisa sparizione dell'aviatrice Kitty Mannock; 1996: una devastante marea rossa sta per sommergere il mondo e tutti i suoi abitanti. Un insolito e pericoloso tavolo da gioco: il deserto del Sahara. I giocatori sono tanti e pronti a uccidere pur di vincere: Zateb Kazim, spietato e avido di potere; Yves Massade, imprenditore senza scrupoli, assetato di ricchezza; Eva Rojas, affascinante e determinata a salvare il mondo. Ma c'è un solo uomo in grado di comporre le tre tessere del puzzle e a cambiare il corso della storia: Dirk Pitt.

prima ediz. 1995, 557 pagine, € 8,90
Traduzione di R. Rambelli
Editore TEA (collana Teadue)

Vuoi leggere un buon libro di avventura, da divorare pagina dopo pagina, che ti appassioni e ti faccia conoscere luoghi esotici e inesplorati, che racconti le gesta di un protagonista affascinante e coraggioso e che tragga spunto da eventi storici o leggende misteriose?
Basta scegliere tra uno a caso dei tanti romanzi di Clive Cussler e sarai soddisfatto! :-)

"Sahara" non è una novità (fu edito nel 1992), ma è uno dei migliori racconti dell'autore statunitense che abbia letto fin'ora; nel 2005 la storia è anche diventata un film con Matthew McConaughey nella parte di Dirk Pitt, Steve Zahn nella parte di Al Giordino e Penélope Cruz nella parte della Dott.ssa Eva Rojas.

I libri di Clive Cussler sono sempre molto ben curati per quello che riguarda le vicende storiche legate alla trama; c'è sempre un vecchio relitto navale da recuperare, un tesoro leggendario da riportare alla luce, una minaccia ecologica che rischia di spazzare via il genere umano dalla faccia della terra e... c'è sempre una sola persona che può salvare le sorti dell'umanità dalla catastrofe incombente e dal cattivo di turno: no, non è Superman, ma ci andiamo vicino! ;-)
Non vola e non ha super-poteri, ma ha fascino, astuzia e coraggio da vendere: il suo nome è Dirk Pitt, Direttore dei Progetti Speciali della N.U.M.A. (National Underwater & Marine Agency), che ne combina di tutti i colori sempre accompagnato da fedele amico Al Giordino.

La trama del racconto è avvincente, parecchio verosimile per le situazioni sia storiche che geografiche e per le problematiche legate all'inquinamento delle falde acquifere e dell'oceano Atlantico dovuto allo stoccaggio di rifiuti di origine nucleare nel sottosuolo del deserto del Mali.
Se un appunto si può fare è il "dover" per forza accumulare più misteri e situazioni (vedi la vicenda della corazzata "Texas" che poteva avere quasi spazio in un libro tutto per sé) e farle risolvere tutte al solito eroe di cui sopra.
Assurdità ed esagerazioni? Chissenefrega! Io adoro Dirk Pitt e sto già leggendo un'altra sua avventura! :-)

Questo il mio giudizio, ma cosa ne pensano gli altri lettori? Ecco qualche commento trovato in rete relativo a questo racconto, buona lettura!
P.S. il commento evidenziato è quello che mi è piaciuto di più! ;-)

Stupendo. Azione allo stato puro.

Fantastico... come tutti i libri di Cussler, che ho già letto tutti, almeno due volte. Non riesco a dare un giudizio su quale sia il mio preferito... ma amando moltissimo il personaggio di Al Giordino, amo tutti il libri in cui appare di più!! Il film mi è piaciuto molto, anche se per ovvi motivi cinematografici i personaggi sono un po' diversi da quelli descritti nei libri. Vedi sopprattuto Al che nel film è biondo!!! Ma coglie sicuramente il bellissimo rapporto di amicizia che lega i due protagonisti!!

E' il primo libro di Clive che leggo; niente di memorabile, poco suspance. Personaggi troppo stereotipati. Io Brad Pitt non lo sopporto proprio. Se questo é il migliore di Clive, non credo di leggere gli altri.

Assolutamente immancabile. Dopo aver letto tutti i libri di Cussler (ma rigorosamente solo le avventure di Dirk Pitt), e guardi quei 17 libri, pensi: "Qual'è quello che mi è piaciuto di più?", io rispondo subito Sahara. La storia, magistralmente raccontata, è un intreccio di leggenda e avventura. Bellissime le descrizioni, in particolare quella della traversata del deserto, e non manca mai una parte di narrazione su una nave (ormai caratteristico in Cussler). E' proprio perché sono un accanito lettore di Dirk Pitt che ho trovato che il film si discostava troppo dal libro. Quindi consiglio a tutti di godersi questo capolavoro come libro, e poi vedere il film per scorgere una divertente interpretazione del regista.

Ho letto quasi tutti i libri del GRANDISSIMO Clive Cussler e Sahara è senza dubbio il migliore. E' proprio tra le sabbie roventi del deserto che Dirk Pitt e il suo immancabile amico Al MAGICO Giordino danno il meglio di sè, fuggendo, nascondendosi, lottando, infine vincendo. Il libro ha un inizio formidabile e un finale IMMENSO con il ritrovo della Texas e del suo misteriosissimo tesoro. Ne hanno fatto un film e devo dire che non mi è piaciuto molto, ma l'immagine che il film ha dato di Dirk Pitt è sensazionalmente fantastica. Per quanto riguarda Giordino, invece, è meglio che non parlo. Ma signori, Al MAGICO Giordino è biondo???? Vorrei che Pitt e Giordino fossero reali, il loro mondo fosse reale. Penso che non sia possibile, che Pitt e Giordino sono unici e così rimarranno.

Comincio subito col dire che dirk pitt è il mio eroe preferito! detto questo ritengo che Sahara sia il suo 2° miglior romanzo e il film che è stato tratto dal libro sia uno dei migliori adattamenti cinematografici mai realizzati il libro si distingue per alta suspance narrativa e per l'innata simpatia dei due protagonisti: i battibecchi tra i due sono a mio parere uno degli elementi più divertenti dell'intera serie. tra le similitudini fatte a proposito di dirk pitt bisognerebbe a mio avviso agiungere quella con mecguyver (vi ricordate la vasca da bagno con il fuoribordo di Cyclops?) o l'aereo modificato per diventare una barca da deserto presentato in questa avventura la fantasia di dirk nell'inventarsi congegni sempre nuovi farebbe invidia a Jules Verne! infine onore al merito anche alle capacità guerriere del nostro Dirk le sue doti da spia part-time darebbero filo da torcere anche al leggendario 007, la mitica colt 45 automatica usata da Dirk in tutte le sue avventure si è meritata il secondo gradino del podio per l'arma più famosa dopo la walter ppk di 007 e la beretta di Philip Marlow!

Molto molto bello, tra i migliori di Clive. Grande avventura, sono davvero curioso di vedere il film.

E' stato il primo libro di Cussler che ho letto e con Tesoro lo classifico tra i più belli. Mi ha talmente presa che ho aspettato con ansia ogni sua nuova pubblicazione, senza contare che mi son procurata tutti i suoi romanzi, letti o meglio "bevuti" forse anche troppo velocemente. Sono stata anch'io dispiaciuta nel "vedere" Pitt e Giordino invecchiare e sostituiti da altri due "colleghi" creati a loro immagine e somiglianza. Comunque, belli ed avvincenti anche questi ultimi. Cussler.... nessuno può eguagliarlo. Sono mesi che aspetto... ma quando uscirà un'altro suo romanzo! non vedo l'ora.

e' un libro favoloso! ho letto quasi tutti i libri di clive cussler e questo è il migliore! il film rende benissimo dirk pitt ma la figura di al non è molto fedele al libro... nel film inoltre mancano dei pezzi (non trovano lincoln sulla corazzata Texas!!!!) a parte tutto sia il libro ke il film sono degni di nota....

Un vero capolavoro dell'avventura. Colpi di scena a ripetizione ambientati nella splendida cornice del deserto del Sahara. Il libro ha la straordinaria capacità di tenerti incollato dalla prima all'ultima pagina. Scritto con incredibile maestria, è sicuramente uno dei migliori libri di Clive Cussler. Davvero consigliato.

un bel libro.un buon ritmo e una bella ambientazione.il solito grande clive/dirk pitt

Sahara è sicuramente uno dei libri migliori scritti dal grande Clive. La storia è ricca di azione ed è appassionante e quando cominci a leggerlo è difficile fermarsi. Consigliato a tutti gli amanti dell'avventura e della suspence

il libro non è male anche se secondo me non è il migliore di cussler come molti dicono.. lo metterei sullo stesso piano de "l'oro dell'inca" e un gradino sotto a "tesoro".. cmq leggetelo non vi annoierete...

Premetto, ho letto il libro tutto di un fiato e ho trovato la trama molto avvincente e piena di colpi di scena. Uno dei migliori libri di Cussler. Perché dunque dô un 3. Per il fatto della corazzata Texas e di Lincoln. Tutta questa parte della storia non ha niente a che fare con il racconto, non è legata alla trama, ed è completamente fuori posto. Si poteva lasciar via tale e quale (infatti sono due capitoli a sè stanti) e la storia non ne avrebbe risentito. Voto 3/5

Scrittura troppo leggera. Azione da b-movie. Situazioni al limite del comico. Ma Clive è soprattutto nel suo ideale di eroe che straborda gli argini del decoroso. Pitt, non solo non sbaglia mai, ma è attraente come pochi sul pianeta, coraggioso come forse solo alcuni riescono ma sotto l'effetto di stupefacenti, riesce ad essere creatore di cose che nella storia sono sfuggite ai piu', serio portatore di teorie salutari per il globo come nemmeno gli scienziati piu' accreditati sanno essere, capace di cambiare la storia passata e presente, in grado di destreggiarsi con armi di qualunque tipo, con un senso dell'onore e del giusto molto al di la' dei canoni internazionali, assolutamente immune ai soldi, in grado di scherzare con la morte una decina di volte nell'arco di un mese, e alla fine ci scappa la gita fuori porta con la scienziata da sogno. Mah...... se Cussler è scrittore di livello, considerando anche solo il settore avventura, io entrerò nella storia della letteratura.

Premetto che sono una grandissima fan di Dirk Pitt. Leggere le sue avventure mi rilassa e mi permette di staccare la spina. Questo forse è il suo libro più bello oppure quello che preferisco di più. Lo consiglio vivamente a tutti.

Dopo aver letto "Il serpente dei Maya" ed esserne stato veramente entusiasta, ho voluto provare ancora Cussler. Il libro è piacevole e scorrevole, molta (forse troppa) azione, anche se in certi frangenti la prevedibilità di alcune situazioni è quasi scontata. Anche certe iniziative ben riuscite "degli eroi" sono un po' forzate.... Complessivamente comunque non ci si annoia e la lettura procede spedita (anche se mi aspettavo qcs di più). Giudizio invece negativo sul film, che segue veramente poco il romanzo e ne tralascia una gran parte.

Il caro vecchio Dirk con il fedele aiutante Al questa volta al posto dell'Oceano (che un po' mi e' mancato) cercano guai nel deserto, ma come il miglior McGiver, ne escono sempre alla GRANDISSIMA! Le azioni sono sempre piu' miracolose, ma non c'é da meravigliarsi, il Cussler-dipendente (che si ritaglia pure una parte nel romanzo) vuole proprio questo. Continua così e alla prossima "gita". Per gli amanti dell'avventura estrema. Ps: il film non c'entra proprio niente, ma a me va bene così: almeno non mi sono rovinato il libro.

Amo i libri d'avventura. Ho letto tempo fa ONDA D'URTO e non mi aveva entusiasmato. Ho appena finito di leggere SAHARA e Cussler ancora non mi ha convinto: il libro sembra essere superficiale, per ragazzi di 16 anni, troppo semplicistico nei suoi passaggi. Non è questa l'avventura che cerco, anche se, al contrario di alcuni che odiano Pitt e AL, a me potrebbero pure piacere; ma il libro è scarso e immeritato il voto medio che ha e che mi ha spinto a leggerlo. Sarà che anch'io sono abituato al grande WILBUR SMITH, le cui storie hanno ben altro valore. Comunque voglio dare altre possibilità a Cussler. Ho infatti comprato TESORO, L'ORO DELL'INCA, SALTO NEL BUIO e ATLANTIDE sperando che siano migliori.


Leggi qua le mie altre recensioni dei romanzi di Clive Cussler.


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mercoledì 12 agosto 2009

"Il cavaliere della vera croce" di David Camus: impressioni a caldo

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David Camus - IL CAVALIERE DELLA VERA CROCE

312 d. C. la vigilia di una decisiva battaglia. Un angelo compare in sogno all'imperatore Costantino, gli mostra una grande croce di fuoco e gli dice: "In questo segno vincerai". Così accade. Costantino, in segno di riconoscenza, trova sotto il Golgota la Vera Croce, quella su cui è stato crocifisso Cristo, e gli costruisce intorno il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Terrasanta, 1187. All'indomani della battaglia di Hattin, la terra trasuda del sangue dei cavalieri crociati massacrati dai Saraceni. Quando Morgenne apre gli occhi su quella carneficina si sente perduto: la Vera Croce è caduta nelle mani degli infedeli. Il Saladino non ha bisogno di altre armi per sconfiggere la cristianità e prendere Gerusalemme.

Edizioni Piemme (collana Narrativa)
traduzione di Paola Lanterna
2005 - 448 pagine - € 19,90


La storia degli antichi simboli della cristianità come il Graal, la Sindone e le reliquie è da sempre ammantata di mistero e affascina generazioni di lettori. Negli insondabili segreti di un passato che si confonde con il mito affonda le sue radici questo romanzo di David Camus, nipote di Albert, il grande autore de "La peste", vincitore del premio Nobel nel 1957. Dopo avere lavorato come traduttore e autore di documentari televisivi, il trentacinquenne scrittore francese ha scelto proprio il romanzo storico per esordire nel mondo della letteratura: "Volevo cimentarmi in un genere in cui mio nonno non avesse messo piede" – ha dichiarato all’uscita del libro.
La storia raccontata nel romanzo, ambientata nel XII secolo, ruota attorno alla croce su cui fu crocefisso Cristo, la “Vera Croce” appunto, che, da quando fu dissepolta dal Golgota, guida come un faro la cristianità e assicura la vittoria dei crociati in Terrasanta. Durante una sanguinosa battaglia tra cristiani e saraceni, la sacra reliquia viene rubata dagli infedeli: la permanenza dei cristiani a Gerusalemme è minacciata più che mai. Riusciranno a opporsi all’avanzata degli uomini del Saladino ora che la santa croce è nelle loro mani? È questo a cui pensa Morgenne, il protagonista principale del romanzo, che non esita ad affrontare un viaggio pieno di pericoli e insidie per ritrovare la croce e restituirla al papa. Catturato sul campo di battaglia, sarà costretto a rinnegare la propria fede, ma il volere di Dio è imperscrutabile e a volte si manifesta nei modi più impensati. Accompagnato da Taqi, nipote del Saladino, da un mercante di reliquie e dalla bellissima Cassiopea, il cavaliere partirà per l’impossibile impresa, alle prese con nemici astuti e senza scrupoli templari corrotti, i pericolosi affiliati della setta degli Assassini, folli cavalieri...
La suspense dell’avventura e il mistero del passato si fondono in una storia appassionante, in cui personaggi di grande fascino si muovono sullo sfondo di un mondo perduto, le cui suggestioni non smettono però di affascinarci ancora oggi.




"Il cavaliere della vera croce" (Les Chevaliers du Royaume, 2005) di David Camus è un romanzo, secondo me, dalla doppia personalità: preciso, affascinante e avvincente nella prima metà; confuso, sconclusionato e decisamente troppo fantasioso nella seconda parte.
La prima impressione che ho avuto iniziando a leggere il racconto dello scrittore francese è stata quella di aver finalmente trovato un libro originale e davvero ben scritto su quel filone storico così tanto "di moda" dei romanzi storici farciti da crociate, templari, misteri religiosi, ricerca del Santo Graal, ecc...
La precisione nella narrazione di eventi storici, la descrizione dei luoghi, le dettagliate scene di battaglia tra i cristiani difensori della Vera Croce e le truppe di Saladino, l'affascinante personalità del protagonista Morgenne e la sua leggendaria spada Crocifera fanno presagire ad un finale del romanzo avvincente che non arriverà mai; ho fatto davvero fatica a terminare la lettura, ho avuto diversi momenti nei quali mi è sembrato di aver perso il filo, ho fatto più volte confusione tra i numerosi personaggi e in certi momenti ho avuto l'impressione di avere per le mani una nuova versione del Signore degli anelli o un racconto inedito di Indiana Jones.
Peccato, davvero peccato...
Di solito scelgo i libri da leggere senza aver prima cercato in rete le recensioni da parte dei lettori, mi fido del sunto in copertina; forse stavolta avrei fatto meglio a guardarmi prima un po' in giro.
Perché? Leggete i commenti a seguire e capirete... buona lettura!


Un buon libro nel filone crociate, attualmente di moda che si intreccia con l'altrettanto classico tema dei cavalieri templari. Se vogliamo cercare un difetto, il prezzo di copertina è veramente eccessivo per un volume di meno di 500 pagine e privo di immagine che, specie se a colori, possono far lievitare i costi (è vero che i libri non si pesano... ma insomma...).

Ottimo libro; ben scritto con riferimenti storici precisi. Da leggere.

Un discreto libro di cavalleria, ma lontano da quello che è - secondo me - il miglior libro del genere che io abbia mai letto: "Cavaliere di Grazia.

Decisamente un ottimo libro. La storia è scorrevole e avvincente, non priva di colpi scena. I riferimenti storici sono accurati, efficienti ed esaurienti. Molto significative le citazioni all'inizio dei capitoli. Nonostante la mole del libro, il romanzo risulta facile e piacevole alla lettura. Lo consiglio tuttavia esclusivamente agli amanti del genere.

Inizia bene, poi si perde. Saltabecca tra crociati, templari, assassini, ebrei, maomettani e amazzoni in maniera imbarazzante. A un certo punto si perde completamente il filo della storia e ci si chiede se la Croce è vera o no.

Libro consigliato solo a chi è appassionato di romanzi storici. La trama è un pò "disordinata" facendo perdere talvolta il filo della storia al lettore. Ma ne vale la pena.

Uno dei peggiori libri del genere avventura/storico letti ultimamente. Sconclusionato e noioso!!!

Che delusione! All'inizio la trama sembrava avvincente e credevo di aver messo le mani su un buon romanzo storico, d'evasione, certo, ma comunque piacevole, realistico e ben documentato. Grave errore. Proseguendo nella lettura mi sono impantanata in una sciocchezza senza capo nè coda, parente più di un romanzo fantasy(peraltro mal scritto e molto sconclusionato) che di un romanzo storico. L'ho comunque terminato sperando in un colpo d'ala che risollevasse la situazione ma non è stato così. Il finale è semplicemente ridicolo! Anche perchè nella mia abissale ignoranza non sono riuscita proprio a capire come può Cassiopea essere figlia di Morgenne (poteva essere un bel personaggio,peccato!) e contemporaneamente nipote di Saladino. Nipote adottiva? Può essere ma il libro si guarda bene dal fornire spiegazioni. Assegno 2 come voto anzichè 1 solo perchè ritengo affascinante il mondo degli ordini militari mediovali e qui se ne trova un pallido riflesso. Voto: 2/5

Delusione totale. La storia parte piuttosto bene anche se sin dall'inizio si ha l'impressione di ritrovarsi fra le mani un noiosissimo polpettone storico che capitolo dopo capitolo passa da un argomento all'altro senza preavviso o collegamento alcuno con i precedenti. Tuttavia la ricchezza di cenni storici lo rende interessante. Il problema si pone verso 3/4 di libro, quando di colpo da romanzo storico si precipita nel genere fantasy, con maghi, amazzoni e luoghi incantati a volontà, il tutto condito dall'incapacità dell'autore di dare un vero ruolo al suo protagonista. Costui infatti parte come guerriero e grande eroe, invincibile grazie alla sua fedele compagna Crocifera (spada appartenuta a san Giorgio), ma nel corso del libro non avrà mai modo di dare prova di nessuna delle sue doti. Persa la spada a inizio romanzo la ritroverà quasi alla fine, non combatterà mai pur avendone tante occasioni, una volta ritrovata non la userà e la perderà nuovamente poco dopo quando perirà. L'epilogo poi appare come un capitolo poco gradito all'autore e quindi buttato giù in fretta e furia, con approsimazione e scarsa fantasia, i tratti in certi punti sono quelli di un riassunto scolastico. Un vero peccato insomma, perchè l'idea era ottima e meritava certo uno sviluppo migliore e più appassionato.

Effettivamente inizia abbastanza bene e lascia presagire un buon romanzo storico-avventuroso. Invece diventa via via un fantaromanzo ma più improbabile di un vero libro di science-fiction. E non finisce mai...

Ottimo inizio, ma date le mie aspettative, son rimasto un po' deluso dal risvolto fantasy. per il resto si fa leggere, e non è male il coinvolgimento che il lettore ha.

L'inizio è maestoso, tragico, realistico, mistico. Tutti segnali che lasciano presagire una storia eroica sui Templari (anzi, novità, sugli Ospitalieri questa volta), ed era per quella che avevo acquistato il volume, attratto più dal titolo che dall'autore. Ebbene, il libro si fa leggere, la trama a tratti è complicata ma seguibile, purtroppo (e dico purtroppo, ma son solo gusti) ad un certo punto entra nella storia sin lì accurata e reale un filone fantasy che ne distorce la veridicità storica, e rende il tutto meno credibile. La lettura prosegue, avvincente a tratti, confusa in alcuni passaggi, ma perde parte del suo fascino fra alchimie e miracoli. Concludendo, è un libro piacevole, ma sconsigliato a chi (come me) gradisce la narrativa romanzata si, ma pur sempre storica.

Anche io trovo la storia scorrevole ed avvincente, non priva di colpi scena. I riferimenti storici sono meticolosi ed esaurienti. Molto significative le citazioni all'inizio dei capitoli, sia quelle tratte dal corano che quelle cristiane. Nonstante la mole del libro, il romanzo risulta facile e piacevole alla lettura. Se non siete amanti dei libri dalle belle rilegature vi consiglio di acuistarlo in versione economica, mi sembra di averlo visto a meno di 5,00 euro. A chi lo critica dicendo che arriva a sfociare nel Fantasy con magie ed altro... beh... chiedo: ma di che religione siete per dire ciò? Per quanto mi riguarda mi sembra che i miracoli nella religione cristiana siano, non dico comuni, ma relativamente frequenti... Ci può stare che la croce di Cristo e le altre reliquie abbiano "poteri" sovrannaturali... ci può stare, visto il periodo storico, che alcune persone siano considerate stregoni o quantaltro... perciò il libro mi è piaicuto.

Devo dire che scrivere ora un commento anche se ho appena iniziato il libro non é l'ideale, però dalle prime pagine mi sta piacendo molto. Io sono uno che adora il genere di Evangelisti, uno storico/fantascientifico/horror, ma anche questo come romanzo storico non é da meno. A volte le storie sembra seguire dei fili logici che prima non c'erano, ma d'altro canto é da ciò che si ottiene un flash-back. Per niente fantasy, al massimo esoterico, con dei contenuti che per pura convenzione sono dati per storici, anche perché uno storico serio non direbbe mai che la magia esisteva, ma se c'erano degli individui che avevano la fama di essere maghi, che poi quello era il loro periodo d'oro, può anche essere veritiero un poco. Non mi é chiara, anzi, non trovo informazioni su Morgenne come personaggio realmente esistito, nemmeno info riguardanti la sua spada (chi non l'ha ancora letto, lo legga e capirà il perché). Lo consiglio volentieri anche a chi di solito non legge lo storico :)

Si può leggere, però esistono non pochi libri migliori. Un po' troppo sconclusionato e sicuramente troppo voglioso di sincretizzare miti e leggende tra le più disparate. Peccato perchè non parte male, ma non mantiene ciò che promette.

Un libro veramente affascinante! Proprio per il fatto di essere riuscito ad unire così tanti fattori si merita un premio! Senza contare l'originalità della storia... Parlandoci chiaro non è la classica imitazione del "Codice da Vinci" di Dan Brown! Veramente un bel libro!

Troppo confusionale, preferisco altri autori come GUILLOU o CORNWELL, parte bene il CAMUS ma poi si perde per strada.

Buon libro per appassionati di romanzi storici con riferimento particolare a crociate e ordini monastico-cavallereschi. Ottima descrizione delle ripetute battaglie narrate nel corso del racconto e ben riuscito il protagonista Morgenne, pur con qualche incongruenza. Interessanti i riferimenti storici relativi alla vera croce e alle sue vicissitudini. Avrei dato il massimo dei voti se, come in effetti già sottolineato nei precedenti commenti, ad un certo punto non si fosse insinuato nel racconto un filone fantasy che in un romanzo storico secondo me, per quanto qualche licenza la si possa giustificare, non dovrebbe essere presente (comunque è niente in confronto al secondo romanzo di Camus, "La croce e la spada", nel quale è sempre protagonista Morgenne e in cui di storico rimane gran poco e tutto il resto è un imbarazzante e sconclusionato fantasy).


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giovedì 16 luglio 2009

"La chiave Gaudì" di Esteban Martìn e Andreu Carranza: impressioni a caldo

Esteban Martìn, Andreu Carranza - LA CHIAVE GAUDI'

Barcellona, 1926: una sera di giugno, Antoni Gaudí muore investito da un tram. E se la morte del grande architetto non fosse stata un incidente? Ottant'anni più tardi, Juan Givell, ormai malato e sul punto di perdere la memoria, attende la visita di sua nipote Maria per rivelarle un segreto mantenuto per tanto tempo: "Ero con Gaudí il giorno che lo uccisero". Insieme a queste parole le consegna una strana chiave che deve condurla al segreto meglio conservato di Antoni Gaudí. Investita da questa straordinaria eredità la giovane Maria, con l'aiuto del fidanzato Miguel, famoso matematico, e di Taimatsu, una storica giapponese, inizia una ricerca disperata. Fino a scoprire che l'insieme delle opere del grande architetto forma la costellazione dell'Orsa Minore. Qui si nasconde un codice grazie al quale si eviterà la distruzione dell'universo. Una rivelazione sconvolgente, per cui le vite dei protagonisti saranno in pericolo mortale: una sanguinaria confraternita segreta li segue passo passo e, dopo aver assassinato Juan Givell, tenterà in tutti i modi di distruggere il segreto. Compito di Maria sarà salvare la vita dei suoi amici, ma soprattutto impedire che la preziosa chiave cada nelle mani del nemico.

Sperling & Kupfer (collana Narrativa)
traduzione di Chiara Brovelli
2007 - 397 pagine - € 18,50



"La chiave Gaudì" (La clave Gaudì, 2007) di Esteban Martìn e Andreu Carranza è uno di quei romanzi che si leggono con piacere ma che lasciano l'amaro in bocca a causa del finale non in linea con tutto il resto del racconto, che è fin troppo fantasioso e spirituale per i miei gusti.
La storia ha un intreccio interessante e si basa sull'opera del grande architetto spagnolo Antoni Gaudì; bisogna riconoscere ai due autori una gran fantasia nel cercare "presunti" riferimenti esoterici e misteriosi contenuti nelle opere del Maestro catalano e nel costruirci intorno una caccia al tesoro o, meglio, alla reliquia più sacra della religione cristiana che, se trovata e inserita all'interno dell'opera simbolo di Gaudì (la Sagrada Familia) potrà salvare il mondo dall'avvento del male e prepararlo ad un nuovo ritorno di Cristo sulla Terra.
Decisamente troppo mistico e irreale... ma il lato positivo è quello di stimolare il lettore ad approfondire la conoscenza delle opere di Gaudì, e magari verificare se tutti quei riferimenti ad una presunta mappa stellare formata dagli edifici realizzati dall'Architetto di Dio a Barcellona sia vera o solo una fantasia degli autori.

Il mio consiglio sul romanzo? Da leggere sotto l'ombrellone o la sera prima di dormire, non è un capolavoro ma si fa apprezzare.
Ecco infine qualche commento trovato in rete su questo romanzo, buona lettura!


Splendido romanzo, splendida ambientazione, colpi di scena, racconto veloce. Bellissimo.

Ho fatto una fatica enorme a finire di leggerlo. Non per la lunghezza, ma per la serie di banalità infilate una dietro l'altra. Anche se sono scritte con grazia, rimangono pur sempre banalità.

Solo un'aggettivo: Superbo!

Stupendo, non avevo ancora letto un libro così, lo consiglio vivamente e poi fate un bel viaggio a Barcellona.

Libro inizialmente carino ma con un calo nella fase finale per chiudere in modo deludente.

Poteva starci sino a 2/3 del libro... poi si eccede un po' troppo. Decisamente scarso.

Terribile, una brutta, bruttissima copia del Codice da Vinci.

Bellissimo, mi ha ricordato molto "La cupola" di Riccadonna (che ho amato di più solo perchè è ambientato soprattutto a Torino)! Mi associo al coro di chi lo ha apprezzato: colpi di scena, storia ben "dosata", una descrizione di Barcellona STRAORDINARIA, la storia d'amore che si amalgama perfettamente con l'intrigo... E poi ragazzi: io tutte quelle cose di Gaudì non le avevo mai sentite... viene voglia di partire per la Spagna oggi stesso. Anche io so che nella parte - diciamo così - "religiosa" non bisogna leggerci nulla o quasi al di fuori dell'incredibile fantasia degli autori, ma è pur vero che il simbolismo delle opere di Gaudì appare molto convincente... altrochè! Insomma, non lasciatevelo sfuggire!

Libro pessimo, che sfrutta un filone che vende e che è sempre più pieno di prodotti di dubbia qualità. Qui non c'è sostanza alcuna, solo un miscuglio di raffazzonamenti che è scritto pure male. Si è voluto inserire di tutto senza arrivare a niente. L'unico che si salva è la presenza di Barcellona e degli edifici di Gaudì, ma è veramente troppo, troppo poco. Pessimo, fatelo passare inosservato.

Concordo con le ultime recensioni. Trama senza senso, personaggi senza spessore. Da evitare.

Sono a pagina 67, capitolo 9 e non posso essere d'accordo con chi afferma che il libro sia da evitare, per il momento. Non è il mio genere, ammetto, e pertanto non abituata a letture simili, ma non ho ancora avuto la sensazione negativa che da molti dei commenti qui presenti viene fuori. Per il momento sono affascinata e incuriosita dai prossimi passaggi. Ho iniziato a leggerlo perchè adoro Barcellona e ne sono stata attirata per tale motivo... mi farò magari viva più avanti, quando l'avrò terminato. Ciao.

Libro avvincente e scritto molto bene, forse un poco deludente la chiusura e un po' troppo surreale, ma è una lettura avvincente e leggera, la descrizione della città e il suo percorrerla, trasporta il lettore tra le vie e le piazze... nonchè tra le superbe architetture di Gaudì.

L'idea di base non mi dispiace, il filo ideale fra tutte le opere di Gaudì finalizzato alla risoluzione di un enigma finale. E qui si fermano le considerazioni positive. Mi sarei aspettato un triller più rigoroso e più storico e meno horror (nella parte finale si indugia un po' in scene di tortura al solo scopo di movimentare la storia). La trama si dipana in modo sin troppo speculare a quella del Codice da Vinci, c'è una protagonista femminile, l'amico che la aiuta, un nonno tutore che viene ucciso, un Vaticano arroccato a mantenere il suo potere, costruito - guarda caso - su una grande menzogna. Se proprio dovessi, lo consiglierei a chi non ha letto il "Codice", purchè non abbia troppe aspettative...

Se avete intenzione di recarvi a Barcellona leggete questo libro... Ci sono delle descrizioni delle opere di Gaudì spettacolari. Un bel libro, che si legge tutto d'un fiato... Il finale è un po' fantascientifico ma va bene lo stesso.

Ammetto che ricordi un po' il Codice Da Vinci e che ci siano punti con tanta spiegazione e poca azione... detto ciò trovo comunque affascinante la trama e ottimo tutto l'apparato storico-artistico su Barcellona e Gaudì. Certo deve piacere il genere... per me che sono stata recentemente a Barcellona è stato fantastico riscoprire quei luoghi e riuscire a seguire così bene le avventure dei protagonisti. Belli anche i collegamenti con la matematica, l'astronomia e l'arte giapponese. Nel complesso quindi il mio giudizio è molto positivo, lo rileggerei e lo consiglio... soprattutto a quelli con un po' di fantasia e poco noiosi...

No... non mi è piaciuto. Ricalca la trama del codice da Vinci. C'è un nonno che come nel c.d.V. lascia poco prima di morire un segreto alla nipote. Anche lui, come Sonier, insegnava da piccola gli enigmi alla bambina. Anche qui lei è insieme ad un matematico, l'altro era un esperto di simboli. Anche qui il nonno che muore era gran maestro di una setta di cui la bambina, ovviamente non sapeva niente. Anche qui quelli di un'altra setta (non l'opus dei ma un'altra) cercano di rubare il segreto. Anche qui pure il poliziotto è coinvolto perchè membro della setta, come nel c.d.V., anche qui della setta buona, che tramanda un segreto religioso, aveva fatto parte un famoso artista, qui Gaudì, che anche qui aveva lasciato indizi nelle sue opere. Solo che questo è scritto peggio, personaggi senza spessore... insomma la brutta copia del più famoso.

Questo libro mi ha conquistato fin dalle prime pagine, forse perchè è ambientato a Barcellona. Non ho letto Il codice da Vinci, quindi la trama era una novità. Mi è proprio piaciuto.

Ottima la descrizione dei luoghi, il contesto storico e le descrizioni dei personaggi. Un libro molto scorrevole. A me è piaciuto molto, anche se, come si può notare, la trama è simile al Codice Da Vinci. Ma nonostante ciò, il romanzo segue una sua logica, e merita di essere letto. E, dato che anch'io sono stato a Barcellona, d'ora in poi non posso far altro che guardare la Sagrada Familia, il Parco Guell, Casa Battlò e tutte le opere di Gaudì con occhi diversi.

Ho trascorso due mesi a Barcellona e mi sono innamorato di questa città: ovunque si respira un'atmosfera magica e suggestiva, grazie soprattutto alle opere del Gaudì. Ho deciso di leggere questo romanzo nell'edizione spagnola e grazie alla descrizione della città ho vissuto questa avventura in prima persona. Per chi ama il genere "Codice da Vinci" questo è un ottimo libro, lo consiglio.

Non solo una copia del Codice, già non bello di suo e parecchio "rimasticato", ma anche molto materiale pescato dai libri di Zafon e, addirittura, da Omero (v. l'episodio dell'assedio dei monaci, fotocopiato dalla vicenda di Achille ed Ettore di Troia). In definitiva un libro da evitare.