L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

giovedì 23 aprile 2009

"Preda" di Michael Crichton: impressioni a caldo

Michael Crichton - PREDA

Julia lavora alla Xymos, azienda che lavora per brevettare una nuova tecnologia medica: uno sciame di micro-videocamere che, iniettate all'interno del corpo umano, è in grado di effettuare diagnosi di estrema precisione. Ma qualcosa non va per il verso giusto. Julia, sempre più assorbita dal lavoro, e suo marito Jack sono sempre più distanti. La loro figlia minore, Amanda, è affetta da una strana malattia. Nel laboratorio della Xymos, nel deserto del Nevada, c'è un problema. Jack: esperto di programmazione, viene chiamato per porre rimedio a quello che sembra un banale incidente ma ben presto si trova a combattere contro un'entità sfuggita al controllo degli scienziati.

Titolo originale: Prey [2000]
Garzanti Libri (collana Narratori moderni)
traduzione di Gianni Pannofino
2003 - 466 pagine - € 18,50


Michael Crichton, prima di leggere questo libro, era per me un autore sconosciuto; o meglio, lo conoscevo solo come autore ispiratore di pellicole cinematografiche ("Jurassic Park") o serie televisive ("E.R. medici in prima linea").
Ho scelto questo racconto spinto dalla curiosità, dopo aver letto il sunto in quarta di copertina: un techno-thriller che sembrava ben promettere.
E in effetti le promesse sono state mantenute, il romanzo mi ha appassionato davvero tanto!

La mia impressione dopo aver letto le prime pagine di "Preda" è stata quella di 'vedere un film': il romanzo sembra scritto come se fosse la sceneggiatura di un film, per i tempi e luoghi precisi in cui si svolgono le azioni e i particolari, ininfuenti sulla storia ma che arricchiscono e descrivono situazioni del momento, che fanno aderire il racconto alla realtà.
Ottima la caratterizzazione dei personaggi, in particolare quella di Jack, programmatore di software protagonista della storia.
La trama è intrigante: si parla di nanorobotica, di programmi informatici altamente evoluti, di medicina, di sciami di nanoparticelle sfuggiti al controllo dei creatori e della loro 'evoluzione' e moltiplicazione fino alla trasformazione in minaccia per l'intero genere umano...
Ho scritto 'intrigante', anche se... procedendo verso il finale la storia passa (secondo il mio gusto) da "possibilmente reale" ad "irrealmente fantascientifica", senza però far calare la tensione che, anzi, cresce di pagina in pagina, grazie al ritmo incalzante che mantiene sempre vivo l'interesse del lettore.

Il messaggio dell'autore è quello di farci riflettere sui rischi ai quali l'uomo può andare incontro sviluppando nuove tecnologie al solo scopo di lucro, senza tenere in considerazione gli eventuali rischi che potrebbero ricadere sulle generazioni future; un messaggio forse un po' apocalittico, ma che arriva in ogni caso.

Ho comunque trovato "Preda" un ottimo romanzo, ideale per passare 'notti insonni' davanti alle pagine di un buon libro... ma cosa ne pensano gli altri lettori?
Ecco qualche commento trovato in rete su questo racconto, buona lettura!

Raffiguro la produzione di Crichton come una curva a campana, il cui punto più alto è il romanzo di "Jurassic Park", un libro da leggere e rileggere, anche senza vedere mai il film. "Preda" non è male, in alcuni punti ti prende di sorpresa e quindi non è COSI' scontato...ed è vero che, nel "mondo reale", già dal prossimo anno si sperimenteranno 35 nanorobot capaci di autoadattarsi all'ambiente... ma, come romanzo, segue la fase calante della sua produzione; non è un libro centrato sulle nanotecnologie, è centrato sulla risposta ad una domanda: "Perchè gli scienziati americani, stando alla fiction, costruiscono il 90% dei loro laboratori nel deserto?" Risposta: "Perchè sanno di fare cose tabù, che queste cose potrebbero prendergli la mano e scatenare un gran casino, e che l'eroe deus-ex-machina ha bisogno di un ambiente appartato per far esplodere il tutto e salvare il mondo". Almeno in "Jurassic Park" c'era Ian Malcolm.

Un racconto estremamente avvincente e d'incredibile verosimiltà. Crichton riesce sin dalla prima pagina a creare un clima d'interesse costantemente maggiore, crescente di pagina in pagina, fino a portare il lettore nel cuore della vicenda narrata, dove si susseguono avvenimenti e l'interesse di chi legge si trasforma in tensione pura e continua. Dopo aver letto il minimo necessario per conoscere fatti e personaggi risulta difficile, e non esagero, distogliersi dalla lettura. Preda è certamente un libro di grande qualità. La storia è costruita magistralmente e narrata con estrema chiarezza. In secondo luogo ha fondamento su basi scientifiche tutt'altro che fantastiche. Per questultimo aspetto Preda si rivela anche un romanzo istruttivo, benché sia il racconto in primo piano rispetto alle brevi spiegazioni che l'autore è solito introdurre per costruire uno sfondo coerente al suo racconto. Da leggere!

Un libro con un buona trama che riesce a tenere incollati alle pagine. Non all'altezza di altri romanzi di questo autore, ma senz'altro merita una lettura. Interessante anche la bibliografia finale per chi volesse approfondire l'argomento. Per chi invece fosse spaventato dall'evolversi della storia, sappia che le nanotecnologie sono nostre amiche e che quanto scritto da Crichton è, almeno nella parte finale del libro, un po' troppo fantascientifico, ma proprio per questo avvincente!

Un Crichton prima maniera! Timeline mi aveva alquanto deluso, ma Preda rispecchia in pieno l'approccio dell'Autore al "nuovo".

Questo è il primo libro di Crichton che leggo ma mi sembra appassionante e ricco di fantasia mista a tecnologia... secondo me è veramente stupendo!

Un ottimo libro, non come Jurassic Park ma bellissimo, fantascienza, suspence e storia, una combinazione perfetta che Crichton riesce a gestire senza problemi di alcun tipo, un libro letto in un giorno (tecnicamente 2 perchè l'ho finito alle tre del mattino) impeccabile sotto tutti i punti di vista.

PREMESSA: Crichton è un grande. Qualunque cosa scriva, di qualunque argomento tratti riesce sempre a tirar fuori un libro geniale. NE CONSEGUE: "Preda" è sicuramente un libro dalle forti tematiche. A prescindere dalle nanotecnologie a dall'AI usate per scopi più o meno onesti, a prescindere dalla portata più o meno inquietante di alcune situazioni (le particelle che si nutrono e si moltiplicano, la trasmissione dello sciame tramite i baci ecc...), il vero cuore del libro e l'unica cosa che potrebbe veramente inquietare è il rapporto PREDPREY, predatore-preda. Mi spiego. Si parte con l'uomo: L'uomo è il predatore, il creatore. Si continua con la macchina: la creazione, la preda. Ci si evolve: l'uomo da predatore diventa preda. Il libro non è inquietante? Può darsi che non lo sia riferendosi allo sciame di nanoparticelle che vivono, uccidono e ragionano; ma lo diventa una volta capito il vero cuore del libro, il vero "insegnamento" (parola che odio, perchè mi sa troppo di La Fontaine e di favolette elementari): L'uomo da predatore diventa preda. E potrebbe davvero succedere, forse è già successo. Chissà. -"Non si erano accorti di quello che stavano facendo", forse questo questo sarà l'epitaffio del genere umano" - dice Jack Forman alla fine del libro. E ognuno ne tragga la morale che vuole.

Avendo letto parecchi libri di Crichton, trovo preda interessante ed avvincente. Ma un po' come Andromeda dello stesso autore trovo il finale un po' delundente. Comunque l'autore riesce a tenere il lettore alla massima attenzione lasciando anche spazio all'immaginazione così come succede anche per Congo. L'inizio del libro potrebbe sembrare dispersivo e divagante ma con una buona progressione riesce a coinvolgere il lettore nella storia facendola sembrare per certi versi persino reale. Leggetelo.

Interessante, angosciante e meno bello di Timeline. Tuttavia Crichton è sempre un grande scrittore.

Un altro bellissimo libro che nasce dalla penna di Crichton... L'autore si conferma nel genere fantascentifico con questo capolavoro; per niente noioso, i colpi di scena si susseguono lasciando il lettore senza fiato. Uno dei migliori libri di Crichton secondo solo a Time-Line. Un libro che consiglio a tutti quelli che vogliono farsi un'idea dei romanzi di Michael Crichton.

Sappiamo tutti che Crichton sa scrivere BENE, ma questo non basta per questo libro. Bella l'idea, brutta la realizzazione.

E' stato il primo libro di Crichton che ho letto, e devo dire che non m'è dispiaciuto. Devo aggiungere che è stato il primo libro con un numero di parolacce così elevato che ho letto. Comunque la storia è ben architettata ed i tempi reggono... e poi, chi se lo aspettava un finale così? Purtroppo, non è il miglior romanzo che l'autore ha scritto.

Ancora grande Crichton, grazie allo stile scorrevole e privo di lunghe riflessioni permette al lettore di immergersi a fondo nella storia, un libro da leggere tutto d'un fiato, io l'ho letto in 16 ore!

Originale per l’argomento trattato, il romanzo stenta un po’ a decollare ed in alcuni tratti appare eccessivamente dettagliato. Nel complesso, comunque, un libro piacevole, interessante per alcuni approfondimenti e per il monito esplicito sull’uso della tecnologia già, in verità, lanciato in altri libri di Crichton (Jurassic Park, ad esempio). Lo scenario delineato è davvero inquietante. Vale la pena leggerlo.

Davvero gran bel libro... trama appassionante e piacevolmente intricata, temi ultra-contemporanei descritti a dovere anche per i profani e, finalmente, la più realistica dose di parolacce dei suoi romanzi :D finora ho letto solo sfera, timeline e naturalmente preda, ma quest'ultimo mi sembra il più realistico (e quindi il più bello...) forse il nostro Michael avrebbe dovuto spendere qualche pagina in meno sulla descrizione della programmazione pred-prey, che in certi punti ho trovato fin troppo esaustiva, ma son sciocchezze... in definitiva lo consiglio, ma attenti a non leggerlo tutto d'un fiato!

Secondo il mio parere Crichton è uno dei migliori scrittori nel suo genere e questo libro ne è la dimostrazione, l'argomento trattato ha solide basi scientifiche e ci mette di fronte a una realtà che è più vicina di quanto si pensi; lo consiglio a tutti i lettori appassionati di scienza.

Bello! Sono un'appassionata di Crichton e non mi ha deluso assolutamente questo libro. Lo studio dietro questo libro è stato fatto e si vede (caso mai non proprio da lui...) Appassionante e avvincente...

Davvero interessante il tema trattato. Michael Crichton è senza dubbio un precursore paragonabile a Jules Verne. Le sue previsioni scientifiche "romanzate" sembrano delle affacciate sul futuro.

mercoledì 8 aprile 2009

"Il terzo segreto" di Steve Berry: impressioni a caldo

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Steve Berry - IL TERZO SEGRETO

Fatima, 13 luglio 1917. La Signora, avvolta in un bagliore che sembra risplendere più del sole, appare a tre poveri pastorelli e affida loro il suo messaggio. La gente si affolla intorno ai tre ragazzini, ansiosa di conoscere le parole della Vergine. Ma loro continuano soltanto a ripetere: "È un segreto... È un segreto..." Città del Vaticano, oggi. Clemente XV è vecchio e stanco. Sa bene di essere soltanto un papa di "transizione" ed è consapevole del fatto che, tra i cardinali, sono già in atto silenziose manovre per individuare il suo successore, manovre che si orientano soprattutto sul cardinale Alberto d'Andrea, il segretario di Stato, un uomo di enorme potere e influenza. Ma c'è un altro problema che lo opprime e che sembra indurlo a scendere sempre più spesso nella Riserva, la stanza dell'Archivio Segreto Vaticano alla quale solo il papa può accedere. Colin Michener, suo fidato segretario e amico, ha da tempo avvertito l'inquietudine del pontefice ed è dunque con una certa preoccupazione che accetta di portare a termine una missione riservata: deve recarsi subito in Romania e portare un messaggio ad Andrej Tibor, il prete che ha tradotto il testo del terzo segreto di Fatima e lo ha consegnato nelle mani di Giovanni XXIII. Ma quello che Michener non sospetta è che d'Andrea è a conoscenza dei tormenti del papa e vuole avvantaggiarsene nella corsa al soglio pontificio: l'ambizioso cardinale convince Katerina Lew, la donna che ha vissuto un'intensa e ambigua storia d'amore con l'allora giovane Michener, a riallacciare i rapporti col segretario papale per poterlo sorvegliare. Nel frattempo, Michener incontra padre Tibor, che gli consegna una lettera per Clemente XV e con poche parole enigmatiche getta una luce sinistra sul 'vero' significato del terzo segreto, su qualcosa di 'diverso' dall'interpretazione resa pubblica da Giovanni Paolo II... Intrappolato in una rete d'inganni, di tradimenti e di delitti, Michener si rende subito conto che quel mistero può decidere il futuro della Chiesa e inizia così una ricerca che lo porterà dagli archivi vaticani a Medjugorje, in Bosnia, fino alla città natale di Clemente, in Germania. Ma fino a che punto può spingersi un uomo di chiesa per compiere la volontà di Dio?

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
traduzione di C. Gaiba
2005 - 430 pagine, rilegato - € 18,60



Ho finito ieri sera di leggere "Il terzo segreto" di Steve Berry e le prime parole che mi vengono in mente sono: avvincente, intrigante, appassionante...
Insomma, si capisce che mi è piaciuto...

Steve Berry riesce a sviluppare la trama del suo romanzo attorno a un episodio della storia religiosa che per molti anni ha catalizzato la curiosità di tutto il mondo: il terzo segreto di Fatima.
E mischia realtà e fantasia in maniera così abile da ingannare il lettore: Clemente XV, successore al soglio pontificio di Giovanni Paolo II, è tedesco (vi ricorda forse qualcuno?), i testi dei segreti di Fatima e Medjugorie sono reali (a parte le aggiunte finali, opera della fantasia dello scrittore), così come il riferimento alle profezie di San Malachia e gli intrighi e le lotte di potere in Vaticano tra gli alti prelati, probabilmente molto prossime alla realtà.
Il romanzo dà anche lo spunto a numerose riflessioni legate ai dogmi della Chiesa, al celibato dei sacerdoti, all'infallibilità del Papa e ad altre "certezze" della fede cattolica.
L'ottima caratterizzazione dei personaggi unita al personalissimo stile di scrittura dell'avvocato e scrittore statunitense mi hanno particolarmente impressionato, tanto da rendermi molto curioso sugli altri libri da lui pubblicati e che sicuramente leggerò prossimamente.
Un racconto che consiglio, uno dei migliori libri letti ultimamente.

Cosa ne pensano gli altri lettori? Ecco qualche commento trovato in rete su questo racconto, buona lettura!

Non credibile nella costruzione dei personaggi: suicidi di papi, segretari di cardinali assassini, aspiranti papi maniaci, direi che nel complesso tutti i caratteri dei vari personaggi oscillano tra luoghi comuni e l'irrealtà, però... Però il libro avvince, pur non convincendo. L'ipotesi sul terzo segreto poi è originale nella sua sconvolgente capacità di rovesciare le certezze dogmatiche della Chiesa, anche se presa in sè l'idea è del tutto popolare e conosciuta, quasi plebiscitaria in un certo ambiente catholic chic. Molti, anche fra i cattolici, hanno dubbi circa il celibato dei sacerdoti, l'infallibilità del papa, l'onestà dei cardinali e altri argomenti che non cito per non svelare tutto del romanzo, quindi credo possano essere ottimi argomenti da affrontare in un racconto, la capacità resta quella di esporre queste incertezze facendo capire la propria opinione senza avere la pretesa dogmatica di ritenerla esatta, ed in questo l'autore è molto bravo ed equilibrato. Infine ancora complimenti a Steve Berry per aver utilizzato materiale ormai ultraconosciuto e forse ultimamente trito e ritrito, per un romanzo avvincente e una storia comunque originale, forse in alcuni casi anche troppo.

Berry in questo libro non fa altro che riprendere, anche se su un tema diverso, la scia lasciata da Brown. Il Vaticano è ancora al centro di misteri con il prete Michener. Forse, l'unica buona idea, a parer mio, è stata quella di inserire la profezia di San Malachia, ovvero quella sui 111 papi che precederanno la venuta del Cristo giudice. Anche se a tratti coinvolgente, non decolla.

Scritto molto bene!!!!!! anche se la trama è un po' ripetitiva, basta pensare ad angeli e demoni, nel contesto non annoia e trascina il lettore in un intrigo misterioso molto affascinante. Leggetelo!!!!!!!!!!!!

Un amico mi ha detto "leggilo". L'ho acquistato sabato pomeriggio e domenica nella tarda mattinata l'avevo finito! Mia moglie era un po' arrabbiata perché, per quasi un'intera giornata, era come se vivessi "altrove". Però mi è piaciuto davvero. Se mi aveva deluso il Dan Brown del Codice da Vinci (meglio di lui ha fatto - sullo stesso argomento - Javier Sierra con "la cena segreta"), Berry, con questo libro, supera il Dan Brown di Angeli e Demoni!

Non è bello aspettare le ultime 10 pagine per scoprire il segreto, specialmente se durante il libro... lo sa lui... no, lo so io, aspetta che lo saprai poi ecc... Si capisce da subito che si dovrà aspettare le ultime pagine per avere un sussulto. Da evitare.

Steve Berry nel Terzo Segreto riesce a mischiare fatti realmente accaduti con invenzioni personali che fanno del libro un esempio concreto di abilità di scrittura da parte dell'autore. La trama è coinvolgente e le storie che si formano tra i personaggi sono risolte in un buon concatenamento. Mi ha colpito, del libro, l'inserimento della profezia di San Malachia; non tanto per la profezia in se stessa più che altro per l'abilità dell'autore nell'unirla con la contorta vicenda del Terzo Segreto di Fatima (e quindi con tutte le altre apparizioni Mariane) e con le vicende di Michner e D'Andrea. Berry,in questo libro è riuscito ad inserire nella vicenda una serie di profezie rivelate in diversi secoli che suggeriscono un solo (e alla fine scongiurato) evento pseudo-apocalittico.

Veramente bello, forse non originalissimo ma ben scritto e molto scorrevole.

Mi è piaciuto. Non gli dò il massimo per una semplice questione di principio: ho letto per pura curiosità le note finali del'autore e avrei fatto meglio a lasciar perdere! Se il romanzo di fosse mantenuto sui toni lievi della finzione, sarebbe senz'altro stato molto bello e scorrevole, ma dal momento che l'autore cerca di dare fondamento a quello da lui precedentemente scritto, facendo questa o quell'altra puntualizzazione, diventa una farsa ridicola. Troppo pretenzioso Steve Berry... peccato!

Buon romanzo, buona, armonica, avvincente la trama e i ritmi. Punto debole l'assoluta improbabilità delle rivelazioni mariane, ai limiti della blasfemia.

Libro molto interessante, trama avvincente e scorrevole, si legge piacevolmente come primo libro di questo autore le premesse sono molto buone per il futuro.

Bellissimo, scritto davvero bene. Colpiscono la confidenza con l’ambiente vaticano e le sue procedure, la conoscenza dell’ideologia del cristianesimo, la chiarezza dell’esposizione di una storia complicata e avvitata su sé stessa fino all’ultimo. Colpisce anche per l’acume, semplice ma efficacissimo, col quale si parla dei dogmi della religione cattolica, così difficili da comprendere e giustificare; sono molto veritiere, poi, le descrizioni degli scandali che avvengono dentro e fuori le mura vaticane, a causa dell’arrivismo e della smania di potere di alcuni personaggi. Ma soprattutto l’autore ha il coraggio di scrivere finalmente che, anche se si tratta di papi, si tratta sempre di uomini, soggetti quindi ai vizi, alle debolezze di ogni uomo, con tutto ciò che ne consegue. Altri recensori hanno scritto che la parte di segreto dovuta alla fantasia dell’autore è scontata, per me no, non poteva essere altro che quella. Alla fine si resta comunque con l’amaro in bocca, per colpa di una religione fondata su quanto di più antiumano possa esistere in questo campo: la paura e l’assolutismo. L’autore fa bene a richiamare le parole di papa Leone XIII: la chiesa non ha bisogno di nient’altro che della verità.

Libro interessantissimo, scritto molto bene, avvincente, è il primo che leggo di questo autore, ma ho già pronto il secondo. Complimenti all'autore.

Un'americanata... sicuramente... però bella... Berry scrive molto bene innanzitutto, poi l'intrigo del terzo segreto coinvolge, poi quando lo scopri ti metti un po' a ridere non tanto per il significato che è un punto di vista ma non credo che la Madonna esponga le sue teorie come se fosse al bar sotto casa... :-) Però l'idea di partenza è originalissima (non certo una copia del Codice da Vinci) e la suspance molto alta. Per gli amanti del genere. Fantasioso!! Leggerò sicuramente anche l'altro libro di Berry, l'ultima cospirazione, che mi dicono essere ancora meglio.

Bel libro... un po' troppo fantasiosa la teoria sul terzo finale, ma comunque ci sta essendo un romanzo... Berry scrive in maniera molto scorrevole e, soprattutto, sa creare bene la suspance, cosa che reputo fondamentale. Promosso.

E' il più pessimo dell'autore, sto finendo di leggerlo, ma manca quasi d'originalità. Più si va avanti nella lettura e più ci si accorge che manca qualcosa di avvincente, non acchiappa il lettore come si suol dire. In poche parole pecca di fantasia, anzi nel libro non la si vede mai. Ho letto "L'ultima cospirazione", tutt'altra storia, trama incalzante, ma questo libro rimane scadente. Certo che le traduzioni aiutano, e anche in questo caso non ne vedo il contributo, anzi l'esito è stato un po' volgare. Vedrò se l'autore riesce a rifarsi con "Le ceneri di Alessandria" dove tra le pagine ritorna, Malone: il vecchio protagonista dell'"Ultima Cospirazione". Poi deciderò se le prossime uscite dello scrittore americano varranno l'acquisto.

Semplicemente pessimo. Farcito di errori e stupidità.

Un buon libro sulla riga di angeli e demoni. Avvincente per come descrive intrighi e sete di potere, cose non nuove nell'ambito della chiesa.


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venerdì 20 marzo 2009

"Crypto" di Dan Brown: impressioni a caldo

Dan Brown- CRYPTO

Washington. La trentottenne Susan Fletcher, brillantissima mente matematica e responsabile della divisione di crittologia della National Security Agency, viene convocata d'urgenza nell'ufficio del comandante Strathmore. Qualcuno ha realizzato un programma capace di "ingannare" il più sofisticato strumento informatico di spionaggio al mondo, un supercomputer che può decodificare qualunque testo cifrato a una velocità strabiliante. Pochissimi conoscono l'esistenza di questa macchina, ideata per contrastare le nuove minacce alla sicurezza nell'era di Internet e in grado di controllare la posta elettronica di chiunque. La stessa NSA, nata per proteggere le comunicazione del governo americano e intercettare quelle delle potenze straniere, opera in semiclandestinità, al di fuori del controllo pubblico. Susan non si stupisce quando viene a sapere che "Fortezza Digitale", così è stato battezzato il programma, è frutto delle ricerche di un genio dell'informatica: il giapponese Ensei Tankado, handicappato dalla nascita per gli effetti del disastro atomico di Hiroshima, che dopo essere stato chiamato negli Stati Uniti a lavorare per l'NSA ha sbattuto la porta in faccia ai suoi capi quando si è accorto che il supercomputer rischiava di trasformarsi in un nuovo Grande Fratello. I suoi intenti sono nobili, ma la sua decisione di boicottare l'operato dell'NSA, mettendo il programma in rete e permettendo a chiunque di scaricarlo, rischia di creare l'anarchia e di assicurare libertà d'azione a spie e criminali.

Mondadori (collana Bestseller / Oscar)
traduzione di Paola Frezza Pavese
2006 - 427 pagine, rilegato - € 18,60



La fama di scrittore di successo di Dan Brown è universalmente dovuta al suo romanzo più famoso: "Il Codice Da Vinci".
"Crypto" (titolo originale: Digital Fortress) è il primo romanzo scritto dall'autore americano nel 1998, ma pubblicato il Italia solo nel 2006 a seguito del successo del "Codice".
E' il primo libro che leggo di Dan Brown, non ho quindi il punto di riferimento del suo "capolavoro" nel dare un giudizio; era per me, fino ad oggi, un perfetto sconosciuto.
L'approccio col romanzo è senza infamia né lode, ma una volta entrati nel vivo del racconto la curiosità e la tensione aumentano passo passo conducendo il lettore a gran velocità fino al sorprendente finale.
Sinceramente l'ho trovato un buon libro, che tratta un argomento che non conoscevo (la crittografia) ma che ho trovato molto interessante, con una trama in alcuni punti inverosimile ma non troppo; un ottimo racconto per distrarre la mente dai problemi quotidiani, non il migliore che abbia letto ma decisamente neanche il peggiore.

Cosa ne pensano gli altri lettori? Ecco qualche commento trovato in rete (a dire il vero mooolto divergenti tra loro) su questo racconto, buona lettura!

Di certo in circolazione si è letto di meglio ma anche decisamente di peggio... Se non ci si aspetta un altro "Codice" può anche andare. Da ricordare che il romanzo è stato pubblicato proprio a seguito del grande successo ottenuto dall'autore, ma che è del 1998 e quindi induscutibilmente datato. E' il romanzo che si tira fuori dal cassetto per cavalcare l'onda del successo e niente di più. Non particolarmente brillante ma nemmeno così tremendo. in ogni caso non vale questo prezzo esorbitante. Meglio l'edizione super economica pubblicata recentemente.

L'ho letto molto tempo fa e mi ricordo una cosa sola: "Una gran ca...volata". 2 punti come incoraggiamento!!!
Voto: 2 / 5

Dan brown scrive benissimo. Ammetto che lo stile è commercialissimo, sembra quasi anonimo, ma la lettura è scorrevole e non appesantita da "arcaismi". Insomma, si adatta al genere thriller. E poi questo libro è bellissimo! Ancora più di "Angeli e demoni". Ti incuriosisce con i suoi crittogrammi, ed inoltre non mancano i soliti colpi di scena. Mi ha incollato alle pagine come solo "Il codice da Vinci" poteva fare. Da leggere.

Premetto che la crittografia è un argomento che mi ha sempre affascinato moltissimo, per questo il libro mi è piaciuto. La storia non è delle migliori, mi sono immedesimanto pochissimo nel protagonista e le pagine scorrevano lente; si lascia leggere, nel senso che piano piano si raggiungono le ultime 50 pagine in cui si scatena l'inferno, le altre poco interessanti, di contorno, solo alcuni paragrafi sono realmente utili. Penso che 3 sia il voto meritato, si può leggere ma di certo non lo consiglio!
Voto: 3 / 5

4 libri letti, 4 libri che mi sono piaciuti. Aspetto il quinto!! Anche con questo libro pubblicato nel 2006 in Italia ma il primo libro di Dan Brown, l'autore mi ha affascinato, mi ha fatto entrare nella storia con la voglia di leggere ancora e ancora per sapere come andava a finire. Anche se devo dire che ci sono elementi che si possono riscontrare nei precedenti (in Italia) /successivi (in America). Anche qui una storia d'amore, anche qui un killer, e anche qui l'insospettabile è mister x!Il clichè dovrebbe essere cambiato e soprattutto i preconcetti su Dan Brown.

Dan Brown scrive in modo semplice e diretto, il suo successo è travolgente perchè le sue qualità sono ciò che rappresenta la lettura... una fuga dalla realtà opprimente. Buon libro per chi come me ama l'informatica, anche se ho notato delle ingenuità nel romanzo. Bypassare una password di sistema è semplice come mangiare un panino... mettere un chip in una tastiera per individuare una password è l'ultima cosa che farei.... Greg Hale non è veritiero come hacker.

Strano, tecnico, scientifico, in alcuni tratti scorrevole e in altri pesante e difficile. L'idea di fondo era buona, si poteva rendere meglio.

Come al solito Dan Brown riesce a costruire una trama per immagini, molto da serial televisivo, fatta di scene brevissime che si alternano continuamente. Il meccanismo è avvincente e rende la lettura velocissima. Peccato che la scrittura sia penosa, i personaggi banali marionette, i dialoghi degni di una telenovela brasiliana degli anni 80. Ma nonostante ciò il libro si fa leggere ed è sicuramente un buon passatempo per quei momenti in cui ce ne stiamo belli stravaccati su un divano e tra un mezzo pisolino e uno zapping televisivo ci viene voglia di usare quei due o tre neuroni insonni che continuano indefessi a voler cigolare nella nostra testa.

Devo ammettere che la prima parte del libro invoglia molto a riporlo sul comodino, senza continuare in una lettura poco avvincente e sostanzialmente vacua. Poi, però, viene lentamente fuori la capacità dell'autore di descrivere con grande maestria le parti di azione che coinvolgono i protagonisti, spingendoti sempre ad andare avanti, vinto dalla curiosità. Pecca di questo libro è forse l'argomento su cui è incentrato, che non è capace di rendere la trama, a mio avviso, avvincente ed affascinante come in altri casi. A tenere in piedi il libro è, sostanzialmente, la sua struttura e la bravura dell'autore nella parte di azione vera e propria, non l'argomento su cui è incentrato, per di più trattato in maniera alquanto superficiale e noiosa. Considerando che è stato il primo libro scritto da Brown, mostra già abbastanza chiaramente le indiscusse doti di uno dei più bravi autori di thriller degli ultimi anni. Tutto sommato una buona lettura, anche se lontano anni luce dal suo capolavoro, Il codice da Vinci.

Certamente inferiore a "il codice da vinci" e ad "angeli e demoni"... Comunque lo consiglio... a me è piaciuto molto!! Poi, come in ogni libro, Brown riesce a coinvolgere il lettore in maniera incredibile!

Un buon racconto, ovviamente non siamo ai livelli del Codice Da Vinci e Angeli e demoni ma sicuramente superiore a Le verità del ghiaccio. La storia è fondamentalmente divisa in due parti; David che cerca l'anello a Siviglia (ed è questa la parte per me + bella) e poi la parte nella base di Crypto. Cmq fino all'ultimo non si sa chi è il cattivo... Leggetelo e vi stupirà.

Appena finito di leggere... è il primo che leggo di Dan Brown... l'ho trovato scorrevole... e molto molto avvincente... mi sono piaciuti i colpi di scena... e il finale per niente scontato e che tiene con il fiato sospeso fino alla fine... fino all'ultima parola... fino all'ultima sorpresa che non dico per non rivelare niente a chi legge questo commento ed è prossimo a leggere il libro... è stato davvero BELLO!! Lo consiglio veramente...

Dopo avere letto tante recensioni negative, ho iniziato a leggere Crypto con molta diffidenza, poi invece, pagina dopo pagina, il libro è andato via in un batti baleno. Come sempre Dan Brown riesce a scrivere con un ritmo incalzante, che non stanca mai, nonostante gli argomenti spesso squisitamente tecnici; in questa occasione, peraltro, ci risparmia il finale da action-movie "hollywoodiano". Non gli dò il massimo solo perchè, come del resto nelle sue altre opere, il romanzo resta comunque un po' privo di spessore, specie nella descrizione dei personaggi.

Il voto si suddivide in 2 parti: 5 per come Dan Brown è unico nel coinvolgere la letture con continui colpi di scena e suspense, 1 perchè i suoi 4 libri hanno lo stesso canovaccio e il colpevole è sempre la stessa persona... caro Dan sei forse lo scrittore che più mi prende ma per il prossimo libro cambia!! Attendo con impazienza la chiave di Salomone in attesa nel 2008 credo...
Voto: 3 / 5

AMICI, DOPO AVER LETTO CON QUANTA BANALITA' DESCRIVE IL PROTAGONISTA DEL ROMANZO, HO MOLLATO IL LIBRO .... NON SCHERZIAMO.

E' stato il primo libri di Dan Brown che ho letto e penso che presto legerò anche gli altri... il libro mi è piaciuto molto anche se alcune cose scientifiche non le ho capite benissimo, sicuramente per uno che ci capisce saranno una "passeggiata"... cmq lo consiglio... è davvero interessante soprattutto quando si scoprono cose nuove.

E' un thriller banale, scontato e privo di spunti originali. Anche in questo libro Dan Brown non perde occasione per offendere la religione cattolica. Adesso comincia veramente a stancare. La noia accompagna il lettore dall'inizio sino al prevedibilissimo finale.

Si legge molto velocemente grazie ai tipici capitoli brevi. Il bravo Dan mette su sempre belle storie ma deve mettere dentro sempre l'effetto "americanata". Infine direi che è una bella lettura.

Sicuramente meno bello del codice ma comunque avvincente bella la storia parallele di david tiene la sorpresa fino alla fine.

L'ho finito di leggere ieri notte! Beh è un thriller molto molto carino. Non ti annoia per niente, anzi ti mette molta curiosità nel leggerlo. Consigliatissimo!

sabato 21 febbraio 2009

"L'ultimo Oracolo" di James Rollins: impressioni a caldo

James Rollins - L'ULTIMO ORACOLO

Nel nuovo romanzo di James Rollins un’antica moneta greca porterà gli uomini della Sigma a confrontarsi con i misteri del cervello umano...

Washington. Un senzatetto si avvicina a Grayson Pierce, allunga una mano… e muore, colpito alla schiena da un proiettile sparato da un cecchino. Perché quell’uomo non voleva chiedere l’elemosina, ma consegnare all’agente della Sigma un piccolo oggetto: un’antica moneta greca raffigurante il tempio dell’Oracolo di Delfi. Indagando sulla vittima, Gray e la sua squadra scoprono che quell’enigmatico reperto è la chiave per far luce su un misterioso esperimento avviato dai nazisti e proseguito nel massimo riserbo durante la Guerra Fredda sia negli Stati Uniti sia in Unione Sovietica. Forse un’équipe di scienziati russi ha individuato un modo per manipolare e potenziare le facoltà intellettive di alcuni bambini autistici, trasformandoli così in soggetti dotati di capacità straordinarie ma, allo stesso tempo, molto pericolose. E quando una bambina si presenta inspiegabilmente in un rifugio segreto della Sigma, quei sospetti diventano realtà...

Čeljabinsk, Russia. Un uomo si sveglia senza ricordare nulla del proprio passato. Sa soltanto di essere prigioniero in un laboratorio sotterraneo. Confuso e atterrito, viene inaspettatamente liberato da tre bambini, che lo implorano di condurli lontano da lì. Durante una fuga rocambolesca, l’uomo apprende che è in atto un progetto spaventoso: un piano che deve essere fermato anche a costo di sacrificare la propria vita e quella dei bambini… Braccati da nemici implacabili, gli agenti della Sigma dovranno intraprendere una missione che li porterà dai musei di Washington ai vicoli di Nuova Delhi, dalle miniere degli Urali a Černobyl. Ma dovranno anche inoltrarsi in un territorio oscuro e inquietante: i misteri del cervello umano...

Editrice Nord
(collana Narrativa Nord)
traduzione di Gian Paolo Gasperi
2009 - 460 pagine, rilegato - € 18,60

Ho appena terminato di leggere l'ultimo romanzo dell'adrenalinico autore californiano James Rollins, ex veterinario, ormai scrittore di successo tradotto in 32 paesi.
"L’ultimo oracolo" è il quinto romanzo della serie "Sigma Force", dopo: "La mappa di pietra", "L’ordine del Sole Nero", "Il marchio di Giuda" e "La città sepolta".
Il sesto capitolo, "The Doomsday Key", è in preparazione e sarà pubblicato in giugno (in America).

I lavori di Rollins sono costruiti su trame molto articolate e mescolano archeologia, tecnologia, storia e scienza.
Il ritmo è serratissimo e suspence e colpi di scena non mancano mai; una delle idee portanti della sua narrativa è quella che segreti nascosti per secoli possono cambiare il corso delle umane vicende.
Tanto di cappello al geniale scrittore per aver tratto da un argomento così inusuale ed inesplorato (l'intuito e i misteri del cervello umano) una storia carica di suspance e di spunti sui quali riflettere, anche se, devo ammetterlo, ho "letto" un Rollins un po' sotto tono rispetto ai ritmi ai quali ci aveva abituato in passato.
La trama è ben articolata, anche se in alcuni passaggi si va forse oltre il limite (vedi le strane coincidenze che riportano sulla scena Monk Kokkalis disperso nell'ultima puntata); il finale rimane aperto ad un successivo episodio della saga "Sigma Force" che attenderò di leggere con curiosità.
Darei al libro un "ottimo" con qualche ombra, ma questo è un giudizio che nulla toglie al fascino di questo romanzo, consigliatissimo! (a patto di conoscere già le vicende che hanno preceduto questa storia...)

Cosa ne pensano gli altri lettori? Ecco qualche commento trovato in rete relativo a questo racconto, buona lettura!

Molto molto bello. L'ho aspettato per un anno e Rollins non ha deluso le aspettative. Certo, non è come il suo capolavoro, L'Ordine del Sole Nero, ma ugualmente L'Ultimo Oracolo riesce a catturare il lettore. E poi, non dico niente per non spoilerare, ma ci sono un paio di scene che i fans della Sigma non possono non aver sperato ;)

Bellissimo libro, la trama è avvincente e gli argomenti trattati sono interessanti. Incredibile come riesca Rollins ad unire scienza, storia e politica con l'azione. Forse leggermente inferiore ai precedenti (soprattutto rispetto a la Mappa di Pietra e il Marchio di Giuda) per una parte centrale con meno "azione" del solito... Consiglio a tutti, ma è meglio aver letto prima i precedenti della Sigma Force...

Rollins, un marchio, una garanzia.

Ho appena finito di leggere questo libro ed è stupendo! vorresti non smettere mai di leggerlo! ho già letto altri libri di questo autore ma trovo che questo sia il più bello! mi hanno affascinato i temi che tratta! lo consiglio a tutti!


Leggi qua le mie altre "impressioni a caldo" sui romanzi di James Rollins.

sabato 7 febbraio 2009

David "Zanza" Anzalone mattatore alla Rotonda di Senigallia

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"Rubo" spudoratamente l'ottimo articolo di Eleonora Bigelli apparso su 60019.it del 06/02/2009, io ci metto solo le foto... ;-)

Presentato nella sua città il libro "Handicappato e Carogna", scritto con Alessandro Castriota

Esordisce in piedi sul tavolo dei redattori all’urlo: “Cittadini! Compatrioti!” David “Zanza” Anzalone alla presentazione senigalliese del libro “Handicappato e Carogna”, scritto a quattro mani con Alessandro Castriota, avvenuta il 6 febbraio alla Rotonda a Mare di Senigallia.

L’idea di dar vita a questo irriverente volume nasce come eredità del successo del progetto teatrale “Targato H” ed è stato accolto da una platea folta e decisamente molto divertita. La maggior parte dei presenti, estimatori ed amici di Zanza, avevano già letto il libro che è uscito nelle libre lo scorso ottobre, ma sia per loro che per i più profani è stato un vero spasso assistere alle irriverenti battute del comico, che con la solita graffiante ironia ha bersagliato il compagno d’avventura e co-autore del libro Alessandro Castriota, la “parte intellettuale” dell’originale coppia. Non sono mancati simpaticissimi aneddoti. “Quando andiamo in tournée o a presentare il libro, mi prendono per il suo manager”, ha detto Anzalone riferendosi a Castriota, “ditemi voi se un handicappato deve dire a uno normale di vestirsi meglio!”.

Ma Zanza non si è risparmiato, andando a “pungere” i temi più disparati: prostituzione, politica, attualità, e scuola, con un aneddoto, estrapolato dal libro, sugli insegnanti di sostegno, a gran richiesta del pubblico. Persino il Sindaco Luana Angeloni, presente per il benvenuto ed i saluti di rito non è stata graziata. “Papa, Campanile, Angeloni… questa giunta è tutt’altro che laica!” ha sentenziato scherzosamente l’attore. La prima cittadina, come molti dei presenti, non si è lasciata sfuggire l’occasione di comperare una copia del libro da farsi autografare dagli autori.

“Handicappato e Carogna” è già un successo editoriale, arrivato in pochi mesi alla terza ristampa, e l’accoglienza dei presenti alla presentazione non fa che lasciar presagire una pioggia di successo e di vendite. La platea divertita ed appassionata dall’incontenibile susseguirsi delle gags di Zanza, abilmente spalleggiato da Castriota, ha alla fine partecipato, insieme agli ospiti d’onore nonché protagonisti dell’evento, ad un buon aperitivo, ovviamente “alla cannuccia”, e gustabile da tutti. Non è mancato il richiamo di dovere al diritto all’integrazione degli handicappati, raggiungibile ed ottenibile solo se l’ottica nei confronti di questo disagio cambierà e si potrà così rivendicare il loro diritto a vivere, ridere e giocare. Questo il motivo, riemerso, pur sempre in chiave ironica al termine del dibattito, che ha spinto David “Zanza” Anzalone e Alessandro Castriota a scrivere “Handicappato e carogna” e che li spinge ad andare avanti sulla sensibilizzazione a questi temi.


Canon EOS450D - Sigma 70-200 F2.8 APO EX DC HSM
1/80 - F2.8 - ISO800 @ 175 mm.

Canon EOS450D - Sigma 70-200 F2.8 APO EX DC HSM
1/80 - F2.8 - ISO800 @ 200 mm.












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venerdì 30 gennaio 2009

"L'oro dell'Inca" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "L'ORO DELL'INCA"

1532: l'ultimo grande re degli Inca, Huascar, nasconde il suo favoloso tesoro nelle viscere della terra per sottrarlo alla furia dei conquistadores spagnoli.
1578: Sir Francis Drake scopre un misterioso oggetto fatto di cordicelle intrecciate, un quipu, che racchiude il segreto per raggiungere il tesoro di Huascar. Un terribile maremoto inghiotte la nave che trasporta il prezioso reperto.
1998: durante un'operazione di salvataggio nella foresta amazzonica, Dirk Pitt ritrova per caso il quipu. Ma sulla sua strada verso il tesoro incontra una spietata organizzazione criminale e un inquietante demone di pietra...

prima ediz. 1995, 538 pagine, € 8,90
Traduzione di R. Rambelli
Editore TEA (collana Teadue)

C'è poco da discutere: se vuoi leggere un buon libro di avventura dal ritmo mozzafiato, ambientato in luoghi affascinanti e dalla trama mai scontata, scegli uno a caso tra i romanzi di Clive Cussler e sarai soddisfatto!

Ok, i suoi romanzi sono sempre un po' assurdi, non tanto per la trama quanto per le gesta fin troppo esagerate del protagonista, quel Dirk Pitt che ha più vite di un gatto, più astuzia di una volpe e più coraggio di un leone... ma che ci volete fare, una volta affezionati al personaggio è facile perdonare tali "americanate" ed appassionarsi alle avventure del Direttore dei Progetti Speciali della N.U.M.A. (National Underwater & Marine Agency) e del suo inseparabile amico Al Giordino.

Ne "L'oro dell'Inca", Cussler fa girare tutta la vicenda intorno alla leggenda dell'imperatore Inca Uascar (il suo vero nome era Titu Cusi Huallpa) rendendo "vera" la leggenda legata al suo nome e ad una catena d'oro di proporzioni gigantesche, sepolta insieme all'immenso tesoro degli inca in una grotta sotterranea del Messico da indios Chachapuyani per sottrarlo alla predazione dei conquistadores spagnoli, e sul quale vuol mettere le mani una spietata organizzazione internazionale dedita al traffico illegale di opere d'arte e manufatti antichi.
Un'avventura vissuta tra le vette andine e il deserto messicano, tra le foreste del Perù e il sottosuolo del deserto del Sonora.
Un'avventura imperdibile per gli amanti del genere, a me è piaciuta davvero molto.

Ma cosa ne pensano gli altri lettori? Ecco qualche commento trovato in rete relativo a questo racconto, buona lettura!

Eccezionale, a mio parere il più bel libro scritto da Clive Cussler. Avvincente, ottimo il ritmo della storia.

Pessimo. Dirk Pitt è inverosimile, spaccone e insopportabile. Da solo un uomo non riesce a sgominare un intero campo di guerriglieri. E' veramente un libro degno di quel buffone di Cussler.

L’oro dell’Inca è un romanzo d’avventura per definizione. Non ci si annoia mai, le pagine scorrono velocemente e alla fine non si può rimanere affascinati/e dal grande personaggio creato dalla penna di Cussler, Dirk Pitt, un “moderno” o meglio “nuovo” Indiana Jones. Mi è piaciuto molto seguire le sue avventure fra Messico e Perù e penso che leggerò altri romanzi con questo protagonista. Certo che è davvero un uomo dalle nove vite... però gli eroi non possono morire, è così da sempre, no?

Appassionante, travolgente, intrigante ed intricato. Non smetterò mai di rileggerlo ad intervalli regolari di un paio di mesi massimo. Il quipu di Francis Drake è un qualcosa di sublime, analizzato anche da un punto di vista prettamente filosofico, per quanto ne concerne ad un romanzo di avventura. La capacità di comunicare attraverso mezzi alternativi, la defezione della parola, una modalità di fare e per ottenere risultati matematici con estrema facilità. Gli Inca, i quipucamayocs, erano forse più evoluti della tanto sbandierata generazione odierna? Attecchisce, come tutti i prodotti cussleriani. Pubblicato come "Inca Gold" nel 1995 (ne possiedo una copia in testo originale in biblioteca), a mio parere è il romanzo più avvincente della serie, pari forse solo ad Onda d'urto ed Enigma.

Un capolavoro in tutti i sensi. In cima alla classifica assieme a Onda d'urto e Enigma. Tutti gli altri Cussler sono belli, soprattutto i primi 10, poi è andato cambiando, manca un po' d'energia negli ultimi. Forse è l'età. Poi con Kemprecos, no comment! Comunque questo è coinvolgente, trama arguta e complessa scritta ad arte e con ritmo eccellente.

Ma dico io, tra tanta buona lettura in giro, proprio a questi cialtroni andiamo a dar soldi? Ma vi rendete conto che questo Dirk Pitt è il nuovo superoe della Walt Disney? Come si fa a scendere da un palazzo come ha fatto lui? E poi quanto tempo riesce a stare in apnea? Ad un tratto sembra Rambo! La storia di per sè è avvolgente ma Clusser con le gesta del suo Pitt mi ha fatto ridere più di una volta. Quell'uomo è inverosimile, solo nella sua mente può esistere!!!

Assolutamente fantastico quanto "salto nel buio". La storia è affascinante, coinvolgente ed intricata al punto giusto: non riesci a staccare il naso da libro finchè non sai come va a finire. Uno dei migliori libri che io abbia mai letto, Cussler si è superato.

Fantastico!! Non ero molto convinta quando l'ho preso perchè non mi piacciono tanto i libri d'avventura ma questo ha superato tutte le mie aspettative! L'ho letto tutto in un fiato! Stupendo!

Bello e apprezzabile, anche se in certi punti ci sono un po' troppe lungaggini che Cussler avrebbe potuto benissimo sostituire con scene d'azione (vedi Matthew Reilly) nel complesso non male, ma voglio far notare che all'inizio del libro Francis Drake guarda col cannocchiale la nave preda! Col CANNOCCHIALE? Drake morì alla fine del 1500, e il cannocchiale fu inventato nel 1609 da un artigiano olandese! Ah, Cussler, Cussler... un po' di storia non nuocerebbe...

I libri di Cussler li ho letti tutti, inclusi gli ultimi in cui la vena di quel grande autore di romanzi di avventura è (purtroppo) ormai irrimediabilmente sbiadita. Ma l'Oro dell'Inca e Sahara, sono veramente fantastici. Ovviamente, bisogna essere appassionati del genere, altrimenti verrebbero da porsi tanti legittimi interrogativi sulle trame (sempre poco verosimili) e su Dirk Pitt, spaccone, arrogante e fortunato al punto da riuscire detestabile a chi non lo ama. Un altro romanzo molto bello, quasi al livello dei due "capolavori" e Onda d'urto. Il finale, poi (con un Pitt triste e molto più umano), è inusuale e commovente.

Questo è l'ultimo libro che ho letto di Clive Cussler ed è sicuramente il migliore al pari di "tesoro" e "sahara". Ci si trova subito nel mezzo dell'azione e la suspence dura fino all'ultimo ed è molto difficile staccarsi da questo stupendo libro. La storia è già più verosimile perchè non c'è il cattivo di turno che cerca di distruggere la Terra o gli Stati Uniti mentre c'è una caccia a un tesoro fantastico. Sicuramente una delle migliori opere di questo grande autore. Da leggere, non ve ne pentirete.

Sicuramente uno dei migliori di Cussler. Due domande a chi getta solo fango su questo scrittore: 1) ma cosa continuate a leggerlo ? 2) Dirk Pitt non e' l'unico personaggio inverosimile della ns. letteratura, moderna e non: 007 - Indiana Jones - Batman - Superman ecc. ecc. E' troppo difficile leggere anche Cussler da questo punto di vista?

Cussler ha un dono che ogni scrittore dovrebbe avere: la chiarezza dell'esposizione senza essere banali. Leggerò in futuro ancora qualcosa di lui.

Romanzo d'avventura scritto in modo semplice e veloce, classica sceneggiatura da film americano superficiale ("americanata"... ma noi dalla scrittura vogliamo profondità). Il protagonista è stereotipato come la trama e pur rispettando chi ha fede in Cussler, consiglio Jennings-Follet-Wilbur Smith.


Leggi qua le mie altre recensioni dei romanzi di Clive Cussler.


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martedì 13 gennaio 2009

"La piramide di Atlantide" di Thomas Greanias: impressioni a caldo

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Thomas Greanias- LA PIRAMIDE DI ATLANTIDE

Conrad Yeats è un avventuriero ma anche un archeologo. Guardato con sospetto dal mondo accademico per le sue opinioni spregiudicate e le sue imprese, potrebbe essere l’uomo adatto per svelare l’incredibile mistero della piramide sepolta nei ghiacci dell’Antartide portata alla luce da un sisma: una copia esatta della piramide di Cheope, ma... piena di cadaveri. Forse quella piramide nasconde altri ancor più oscuri segreti... Potrebbe addirittura essere un diretto legame con la perduta civiltà di Atlantide, o forse un collegamento con misteriosi colonizzatori venuti da molto lontano. Intanto, a Roma il papa incarica una giovane suora laica italiana, Serena Serghetti, esperta archeologa, di recarsi in Antartide per scoprire quale sia il legame tra la misteriosa scoperta e un sogno premonitore che il Santo Padre interpreta come un segnale di sventura: una rosa intrappolata nel ghiaccio. Ma altre potenze vogliono impadronirsi del segreto e non si fermeranno di fronte a nulla pur di ottenere il loro scopo, mentre Conrad e Serena avanzano nel loro viaggio verso il centro del tempo e verso una scoperta così devastante da poter cambiare il destino dell’umanità.

Editrice Tea (TeaDue 1533)
Trad. di P. Mirizzi Zoppi
2007 - pp. 350 - € 18,60 - rilegato


Thomas Greanias, laureato in giornalismo, è fondatore e presidente di Atlantis Interactive, una importante entertainment company americana creatrice di videogame e contenuti per il web, la televisione e il cinema. Vive in California con la moglie Laura, editor al Los Angeles Times.
Ha creato e prodotto diversi progetti sul web. Tra questi il popolare Atlantis Mapping Project e la serie Washingtonople, che sono stati due bestseller tra gli e-book di Amazon.


Ho comprato questo romanzo d'istinto appena letto il titolo e le note riassuntive, l'ho letto tutto d'un fiato, ho trovato la trama molto interessante, il libro mi è piaciuto ma mi ha anche deluso.
Potrei chiudere qui queste "impressioni a caldo"... non per mancanza di voglia di scrivere, ma perché è il riassunto dei miei pensieri.

Il libro è interessante, la trama avvincente e con buoni spunti di riflessione, i personaggi sono ben caratterizzati, lo stile narrativo è incalzante e la suspance non manca, ma... il romanzo inizia alla grande per poi perdersi lentamente in una trama scontata e, peggio, in una grande americanata.
Si ha come l'impressione di iniziare a vedere un film d'azione con Harrison Ford nei panni del miglior Indiana Jones e vederlo trasformare a metà pellicola in Chuck Norris nel suo peggior telefilm! :-)
Ad attenuare parzialmente il giudizio negativo va il fatto che questa è l'opera prima di Thomas Greanias; in America è già uscito il seguito del romanzo dal titolo "The Atlantis Prophecy"; vedremo quando arriverà in Italia, se avrò la voglia di leggerlo...

Ecco, per i curiosi, i giudizi degli altri lettori trovati in rete:

Un libro veramente interessante e scorrevole nella lettura. Non impegnativo e con colpi di scena inaspettati specialmente dalla metà del mette in luce la voglia dell'uomo di andare sempre oltre a ciò che conosce e sa governare non sapendo ciò che gli aspetta o quello che può accadere. Da leggere.

Dalla trama e dalla copertina ero molto ispirata a leggere questo libro che però mi ha un po' delusa. La storia non è male però mi aspettavo qualcosa di diverso e più ricco di colpi di scena. Ho trovato pesante anche la scrittura che mi ha dato modo più di una volta di levare la mente da ciò che stavo leggendo.

Molta carne al fuoco, e sembrerebbe anche di qualità buona. Ma lo svolgimento della trama sembra più un B-movie di azione, e la narrazione è davvero poco entusiasmante, coi personaggi stereotipati e prevedibilissimi. Un vero peccato, per una storia che poteva essere entusiasmante e dare parecchi spunti per riflettere o fantasticare, e invece lascia solo una sensazione di occasione perduta.

La trama descritta in copertina mi ha colpito tantissimo, l'esercito, atlantide, cadaveri nel ghiaccio, la chiesa... A dire il vero mi è piaciuta molto di più la prima parte del romanzo, quella introduttiva, in quanto avvincente e molto promettente... Ma a mano a mano che si prosegue nella lettura la mia personale carenza di conoscenze scentifiche e/o religiose ha compromesso la totale comprensione del libro, che comunque è pieno di colpi di scena, anche se a volte un po' esagerati. Tutto sommato un libro piacevole e avvincente; da leggere.

Il libro si basa sulle teorie dell'archeologia alternativa di G. Hanckock e compagni e questo sarebbe un ottimo inizio se poi non finisse con la solita americanata in cui i personaggi oltre ad essere degli studiosi di fama mondiale sono anche per caso piloti di elicotteri da combattimento, sparano come soldati dei reparti speciali, maneggiano esplosivi come degli artificieri, per non parlare della suora che pilota un aereo, il Vaticano ne è pieno! Insomma la trama c'è, le teorie archeologiche sono intriganti ma possibile che non si possa avere personaggi un pizzico meno esagerati?

Devo dire che questo libro mi ha un po' deluso, mi aspettavo molto di più. Thriller a sfondo archeologico e fantascientifico, la lettura della trama del libro mi aveva catturato, un ottimo inizio i presupposti per un libro avvincente c'erano tutti, poi la dura realtà, ecco riapparire le solite figure che ormai caratterizzano tutti i thriller americani degli ultimi 2 anni, non poteva mancare la chiesa cattolica portatrice di omertà, pronta a tutto pur di non rivelare la dura realtà all'umanità, tanto da mandare in avanscoperta una super suora (questo per dire la verità mancava nel codice), poi ecco apparire il bellissimo sfigato impossibile, perennemente alla ricerca di se stesso, viva l'originalità. Comunque per spezzare una lancia a favore bisogna ammettere che il ritmo è buono e la suspence abbonda. Lo scenario è stupendo, prevalentemente ambientato nella suggestiva Antartide. A parte i personaggi il libro merita 3 su 5, ma do 1 all'originalità.

Davvero un gran bel libro, trama estremamente avvincente, che ti tiene incollato fino alla fine. Molta fantascienza ma che forse nel lungo tende a stancare un po' visto che sfocia molto spesso sul tecnico, troppi dati e scenari impossibili che disorientano il lettore. Finale un po' deludente che lascia con l'amaro in bocca, ma libro che nel complesso si legge tutto d'un fiato.

Libro ben fatto e scorrevole. La trama è molto buona, anche come originalità. Devo dire che mi è piaciuto più di quanto mi aspettassi. Si, direi che è da leggere.

Insomma... Il romanzo parte bene e mettendo sul piatto vari temi interessanti e su cui si potrebbe costruire una storia decisamente accattivante. Tuttavia, la seconda parte della storia è difficilmente seguibile e con delle cattive caratterizzazioni dei personaggi militari. Inoltre viene messa troppa carne al fuoco, senza una teoria univoca che faccia da filo conduttore. Viene preso un po' di quello e un po' di quell'altro... Il voto sufficiente è doveroso solo perchè opera prima di un autore. Con il prossimo lavoro vedremo se avrà compiuto il salto o sarà rimasto nel limbo.

All'inizio promette bene, peccato che poi si trasformi in una storia troppo demenziale e alla fine non lascia niente....

E' un guazzabuglio. Mette insieme teorie new age, il cristianesimo, il Vaticano, gli innamoramenti impossibili ed il rapporto padre/figlio adottato o forse no. Astronavi solari e situazioni talmente paradossali da risultare ridicole: voli di 15 metri e due graffi, cadute in pozzi verso il centro della terra con ritorno senza nulla fosse, oscuri adepti degli dei egiziani e ambientalismo, insieme alle multinazionali ed a feroci agenti dell'ONU. Sembra la morale di Stargate (il film) con americani scienziati/guerrieri/sensibili/rudi/fragili che salvano il mondo che hanno messo in pericolo. Finale aperto per un seguito che probabilmente non leggerò.

Il libro mi ha catturato fin dall'inizio, con una trama molto interessante e per quanto mi riguarda originale. Il testo è scorrevole anche se alcuni scenari non sono facili da immaginare anche a causa di descrizioni troppo ricche di termini tecnico-scientifici. L'ambientazione resta comunque meravigliosa ed avvincente, peccato che i personaggi compiano azioni talvolta impossibili, e anche se il finale lascia un po' a bocca asciutta, resta comunque un'ottima avventura. Secondo me l'autore merita un 3/5 di incoraggiamento dato che è stato il suo primo romanzo.

Il personaggio di Conrad Yeats è ben caratterizzato, ma leggendo la trama mi aspettavo decisamente di più da questo romanzo. Il ritmo è troppo frenetico e la storia è totalmente ambientata in un'unica "location" che finisce per annoiare il lettore. Peccato perchè l'argomento che riguarda le origini della nostra civiltà è interessante e poteva essere sviluppato meglio. Nel complesso, un libro che non regala niente, nè a livello di conoscenze (le tesi proposte sono ampiamente conosciute da diversi anni) nè a livello di emozioni.

Un libro molto bello, conivolgente e pieno di azione e mistero!!! il modo di scrivere dell'autore mi è piaciuto in quanto era molto scorrevole, erano pochi i punti in cui il libro mi è sembrato pesante. Spero che scriva un altro bel romanzo come questo.


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Mario Giacomelli: "La mia vita intera" letto da Clara Ravaglia

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Ho trovato, sul portale italiano della fotografia Photo4u, questa interessante recensione di Claudia Ravaglia del libro "La mia vita intera", dedicato al grande fotografo senigalliese Mario Giacomelli, edito da Bruno Mondadori.
Il volume, di recente pubblicazione, è a cura di Simona Guerra e raccoglie una lunga chiacchierata (registrata nel settembre del 2000 e trascritta nella forma del monologo), avvenuta nell’arco di alcune giornate tra l’autrice e il fotografo.

Buona lettura!

Fonte: Photo4u.it


Mario Giacomelli
"LA MIA VITA INTERA"

a cura di Simona Guerra
Editore: Bruno Mondadori (collana Testi e Pretesti)
2008, 224 p., ill., brossura, € 15,00


Letto per voi da Clara Ravaglia


Ho letto un libro che, seppur modesto nelle dimensioni e sostanzialmente anche nel prezzo, è a mio parere grande nel contenuto, e non dovrebbe mancare nelle biblioteca di ogni appassionato di fotografia.
Lo pubblica Mondadori, a titolo: Mario Giacomelli. La mia vita intera.
E' curato da Simona Guerra, la nipote del grande fotografo italiano.

Nel febbraio del 2001 si tenne a Roma, al palazzo delle Esposizioni, una memorabile retrospettiva dedicata a Giacomelli, una delle mostre più importanti ed esaustive atte a celebrarne la lunga carriera. Quella carriera che lui non voleva mai definire tale, si schermiva talvolta dicendo che non era mai stato un fotografo professionista, anche se si contano più di 60000 scatti al suo attivo.
Il fotografo, settantacinquenne e oramai gravemente malato, si occupò della mostra personalmente e fino a che le forze lo sostennero. Pochi mesi prima, nel settembre del 2000, la nipote Simona, armata di registratore, si recò a casa dello zio, a Senigallia, sua città natale, e tenne un diario fedele di due mesi di incontri e di lavoro comune in vista dell'avvenimento.
Il 25 novembre dello stesso anno Mario, a seguito dei postumi di un ennesimo intervento chirurgico, si dovette arrendere alla malattia e morì.
Attraverso il paziente e rispettoso lavoro di revisione di ogni traccia, risposta, osservazione, nasce allora questa preziosa e toccante testimonianza scritta, il racconto di una vita che attraverso la fotografia trovò la sua espressione più alta e diede ad un uomo semplice, arcaico come in fondo Giacomelli stresso si definiva, la possibilità di comunicare le complessità di sentimenti e pensieri che un pubblico vastissimo ebbe modo di conoscere.
Spesso, nello svolgimento della scrittura che compone il libro, le confessioni riferite di Giacomelli appaiono, pur nell’apparenza di frasi compiute, come veri e propri flussi di coscienza, ondate di parole che escono di getto e con toccante intensità, dalle labbra di questo artista che spesso puntualizzava: io sono nato piccolo e piccolo resto, con idee piccole; non c'è bisogno di essere grandi.
Un uomo che spesso confessava di fotografare semplicemente i propri pensieri e, pur conoscendo ed avendo ben padroneggiato la tecnica della fotografia e della stampa, diceva di usare la sua fotocamera rigorosamente analogica (ebbe in fondo solo due apparecchi e sosteneva che quando la sua fotocamera avrebbe smesso di funzionare lui stesso avrebbe cessato di fotografare...) come si usa un cucchiaio per raccogliere la minestra dal piatto.
Il libro riporta naturalmente la biografia e la storia del primo apprendistato di Giacomelli, dalla infanzia difficile trascorsa durante gli anni della guerra fino ai primi lavori in tipografia, poi agli incontri con uomini di cultura che segnarono l'inizio della sua passione fotografica e della sua carriera (l'avvocato Cavalli, il pittore Bastari, fino a tanti grandi artisti suoi contemporanei) ma , soprattutto, una successione intelligentemente costruita di capitoli sui suoi periodi fotografici, spesso scanditi da un indissolubile legame fra immagini e poesie da cui traeva ispirazione, a cui faceva riferimento sia in senso contenutistico che stilistico-espressivo, pur rimanendo, in fondo, uno splendido cane sciolto nel mondo dell'arte e delle fotografia.
Le immagini non sono molte, ma sono assai significative, scelte con cura estrema dalla curatrice del libro fra quelle ben commentate da Giacomelli stesso, che ce ne offre una lettura inedita e spesso illuminante.
Si parte dalla prima foto scattata sulla riva del suo mare di Senigallia, ai ritratti giovanili alla madre, ai primi paesaggi, alle raccolte sulla vita contadina, ai celeberrimi scatti alle donne in nero di Scanno, ai pretini in girotondo del Seminario, immortalati in un anno intero di incontri.
Su tutto spiccano le due raccolte dell'Ospizio, a 10 anni di distanza l'una dall'altra, e mai abbandonate in spirito, anche dopo l'ultimo scatto.
Non mancano aneddoti scherzosi, frasi pronunciate di getto con la disarmante sincerità di chi nella vita ha ancora voglia di ricevere e di dare, risate, battute che improvvismante si spengono in silenzi lunghi ed eloquenti.
Simona tutto riporta, cercando di annullarsi quasi al cospetto dello zio per dargli il massimo della naturalezza nel racconto, per non interferire nella costruzione di questo ritratto scandito dalle parole.
Fino ad arrivare ai tesi, drammatici, scarni dipinti fotografici della fine della vita, sotto il titolo di: Questo ricordo lo vorrei raccontare.

Diceva Giacomelli:
In questo lavoro ho messo anche il mio volto; è come la storia della maglia che si rovescia. E' il rovescio della mia interiorità: io vado dentro ed esco fuori. Esco da me stesso come lavato, purificato... perchè ho provato la gioia di essere presente ed averne il ricordo.
In fondo è il suo testamento morale, lucido, disarmante, sincero... con alcuni autoritratti di bellezza fotografica impressionante, alla fine di un percorso vitale che fu, nella sempicità, davvero straordinario.


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Mario Giacomelli: "La mia vita intera" letto da Clara Ravaglia

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Ho trovato, sul portale italiano della fotografia Photo4u, questa interessante recensione di Claudia Ravaglia del libro "La mia vita intera", dedicato al grande fotografo senigalliese Mario Giacomelli, edito da Bruno Mondadori.
Il volume, di recente pubblicazione, è a cura di Simona Guerra e raccoglie una lunga chiacchierata (registrata nel settembre del 2000 e trascritta nella forma del monologo), avvenuta nell’arco di alcune giornate tra l’autrice e il fotografo.

Buona lettura!

Fonte: Photo4u.it


Mario Giacomelli
"LA MIA VITA INTERA"

a cura di Simona Guerra
Editore: Bruno Mondadori (collana Testi e Pretesti)
2008, 224 p., ill., brossura, € 15,00


Letto per voi da Clara Ravaglia


Ho letto un libro che, seppur modesto nelle dimensioni e sostanzialmente anche nel prezzo, è a mio parere grande nel contenuto, e non dovrebbe mancare nelle biblioteca di ogni appassionato di fotografia.
Lo pubblica Mondadori, a titolo: Mario Giacomelli. La mia vita intera.
E' curato da Simona Guerra, la nipote del grande fotografo italiano.

Nel febbraio del 2001 si tenne a Roma, al palazzo delle Esposizioni, una memorabile retrospettiva dedicata a Giacomelli, una delle mostre più importanti ed esaustive atte a celebrarne la lunga carriera. Quella carriera che lui non voleva mai definire tale, si schermiva talvolta dicendo che non era mai stato un fotografo professionista, anche se si contano più di 60000 scatti al suo attivo.
Il fotografo, settantacinquenne e oramai gravemente malato, si occupò della mostra personalmente e fino a che le forze lo sostennero. Pochi mesi prima, nel settembre del 2000, la nipote Simona, armata di registratore, si recò a casa dello zio, a Senigallia, sua città natale, e tenne un diario fedele di due mesi di incontri e di lavoro comune in vista dell'avvenimento.
Il 25 novembre dello stesso anno Mario, a seguito dei postumi di un ennesimo intervento chirurgico, si dovette arrendere alla malattia e morì.
Attraverso il paziente e rispettoso lavoro di revisione di ogni traccia, risposta, osservazione, nasce allora questa preziosa e toccante testimonianza scritta, il racconto di una vita che attraverso la fotografia trovò la sua espressione più alta e diede ad un uomo semplice, arcaico come in fondo Giacomelli stresso si definiva, la possibilità di comunicare le complessità di sentimenti e pensieri che un pubblico vastissimo ebbe modo di conoscere.
Spesso, nello svolgimento della scrittura che compone il libro, le confessioni riferite di Giacomelli appaiono, pur nell’apparenza di frasi compiute, come veri e propri flussi di coscienza, ondate di parole che escono di getto e con toccante intensità, dalle labbra di questo artista che spesso puntualizzava: io sono nato piccolo e piccolo resto, con idee piccole; non c'è bisogno di essere grandi.
Un uomo che spesso confessava di fotografare semplicemente i propri pensieri e, pur conoscendo ed avendo ben padroneggiato la tecnica della fotografia e della stampa, diceva di usare la sua fotocamera rigorosamente analogica (ebbe in fondo solo due apparecchi e sosteneva che quando la sua fotocamera avrebbe smesso di funzionare lui stesso avrebbe cessato di fotografare...) come si usa un cucchiaio per raccogliere la minestra dal piatto.
Il libro riporta naturalmente la biografia e la storia del primo apprendistato di Giacomelli, dalla infanzia difficile trascorsa durante gli anni della guerra fino ai primi lavori in tipografia, poi agli incontri con uomini di cultura che segnarono l'inizio della sua passione fotografica e della sua carriera (l'avvocato Cavalli, il pittore Bastari, fino a tanti grandi artisti suoi contemporanei) ma , soprattutto, una successione intelligentemente costruita di capitoli sui suoi periodi fotografici, spesso scanditi da un indissolubile legame fra immagini e poesie da cui traeva ispirazione, a cui faceva riferimento sia in senso contenutistico che stilistico-espressivo, pur rimanendo, in fondo, uno splendido cane sciolto nel mondo dell'arte e delle fotografia.
Le immagini non sono molte, ma sono assai significative, scelte con cura estrema dalla curatrice del libro fra quelle ben commentate da Giacomelli stesso, che ce ne offre una lettura inedita e spesso illuminante.
Si parte dalla prima foto scattata sulla riva del suo mare di Senigallia, ai ritratti giovanili alla madre, ai primi paesaggi, alle raccolte sulla vita contadina, ai celeberrimi scatti alle donne in nero di Scanno, ai pretini in girotondo del Seminario, immortalati in un anno intero di incontri.
Su tutto spiccano le due raccolte dell'Ospizio, a 10 anni di distanza l'una dall'altra, e mai abbandonate in spirito, anche dopo l'ultimo scatto.
Non mancano aneddoti scherzosi, frasi pronunciate di getto con la disarmante sincerità di chi nella vita ha ancora voglia di ricevere e di dare, risate, battute che improvvismante si spengono in silenzi lunghi ed eloquenti.
Simona tutto riporta, cercando di annullarsi quasi al cospetto dello zio per dargli il massimo della naturalezza nel racconto, per non interferire nella costruzione di questo ritratto scandito dalle parole.
Fino ad arrivare ai tesi, drammatici, scarni dipinti fotografici della fine della vita, sotto il titolo di: Questo ricordo lo vorrei raccontare.

Diceva Giacomelli:
In questo lavoro ho messo anche il mio volto; è come la storia della maglia che si rovescia. E' il rovescio della mia interiorità: io vado dentro ed esco fuori. Esco da me stesso come lavato, purificato... perchè ho provato la gioia di essere presente ed averne il ricordo.
In fondo è il suo testamento morale, lucido, disarmante, sincero... con alcuni autoritratti di bellezza fotografica impressionante, alla fine di un percorso vitale che fu, nella sempicità, davvero straordinario.


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prossimamente in libreria: "L'ultimo Oracolo" di James Rollins

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E' in arrivo il nuovo romanzo di James Rollins: "L'ultimo Oracolo" ("The Last Oracle").
Su ibs.it lo danno disponibile dal 22 gennaio 2009.

Credo che farò un salto in libreria per prenotarlo...

James Rollins - L'ULTIMO ORACOLO

Nel nuovo romanzo di James Rollins un’antica moneta greca porterà gli uomini della Sigma a confrontarsi con i misteri del cervello umano...

Washington. Un senzatetto si avvicina a Grayson Pierce, allunga una mano… e muore, colpito alla schiena da un proiettile sparato da un cecchino. Perché quell’uomo non voleva chiedere l’elemosina, ma consegnare all’agente della Sigma un piccolo oggetto: un’antica moneta greca raffigurante il tempio dell’Oracolo di Delfi. Indagando sulla vittima, Gray e la sua squadra scoprono che quell’enigmatico reperto è la chiave per far luce su un misterioso esperimento avviato dai nazisti e proseguito nel massimo riserbo durante la Guerra Fredda sia negli Stati Uniti sia in Unione Sovietica. Forse un’équipe di scienziati russi ha individuato un modo per manipolare e potenziare le facoltà intellettive di alcuni bambini autistici, trasformandoli così in soggetti dotati di capacità straordinarie ma, allo stesso tempo, molto pericolose. E quando una bambina si presenta inspiegabilmente in un rifugio segreto della Sigma, quei sospetti diventano realtà...

Čeljabinsk, Russia. Un uomo si sveglia senza ricordare nulla del proprio passato. Sa soltanto di essere prigioniero in un laboratorio sotterraneo. Confuso e atterrito, viene inaspettatamente liberato da tre bambini, che lo implorano di condurli lontano da lì. Durante una fuga rocambolesca, l’uomo apprende che è in atto un progetto spaventoso: un piano che deve essere fermato anche a costo di sacrificare la propria vita e quella dei bambini… Braccati da nemici implacabili, gli agenti della Sigma dovranno intraprendere una missione che li porterà dai musei di Washington ai vicoli di Nuova Delhi, dalle miniere degli Urali a Černobyl. Ma dovranno anche inoltrarsi in un territorio oscuro e inquietante: i misteri del cervello umano...

Editrice Nord
(collana Narrativa Nord)
traduzione di Gian Paolo Gasperi
2009 - 460 pagine, rilegato - € 18,60
disponibile dal 22 gennaio 2009


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