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mercoledì 9 giugno 2010

"Lo scheletro che balla" di Jeffery Deaver: impressioni a caldo

Jeffery Deaver - LO SCHELETRO CHE BALLA

Ex detective dalla mente raffinatissima ma costretto su una sedia a rotelle, Lincoln Rhyme sta inseguendo un ingegnoso serial killer capace di trasformarsi con abilità camaleontica a mano a mano che uccide le sue vittime. Una sola di esse è vissuta abbastanza a lungo per offrire un indizio agli inquirenti: il tatuaggio dipinto sul braccio dell'assassino, che mostra uno scheletro nell'atto di ballare con una donna di fronte a una bara. Rhyme ha soltanto quarantott'ore prima che il diabolico criminale colpisca di nuovo, ma almeno può contare ancora sulla bella Amelia, l'instancabile poliziotta che sostituisce le sue braccia e le sue gambe inferme.

Titolo originale: "The coffin dancer", 1998
Casa Editrice Rizzoli (BUR Best Seller)
Traduzione: Stefano Massaron
prima edizione 2003 - 416 pagine - € 7,50


IL MIO GIUDIZIO:
Leggere un racconto di Jeffery Deaver è sempre un'emozione forte; le pagine andrebbero centellinate una ad una per gustare tutte le sfumature con le quali l'autore descrive le sensazioni, i sentimenti, i pensieri dei personaggi, ma anche le descrizioni dei luoghi, fatte per immagini ma anche per profumi e colori.
L'antagonismo tra buoni e cattivi è portato al limite estremo, in un gioco di astuzie e di inganni, di inseguimenti soprattutto mentali tra lo "Scheletro" (il cattivo) e Lincoln Rhyme (il buono).
Ma c'è davvero un buono e un cattivo? Forse sarebbe meglio dire "un bianco e un nero": un killer di professione e un detective dalla mente sottilissima ma tetraplegico; tutta la trama rappresenta una ininterrotta partita a scacchi tra i due cervelli, con un finale a sorpresa (forse un poco esagerato) che esalta ai massimi livelli le doti del "nero" tanto quanto quelle del "bianco" che arriva però a pareggiare (e superare) il proprio peso sulla bilancia degli inganni.
Consigliarne la lettura mi sembra a questo punto una cosa superflua...

L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.


I COMMENTI DEI LETTORI:

Peccato. Fino a 30 pagine dalla fine è un thriller straordinario, denso di tensione e colpi di classe, perfetto nella sua rappresentazione di una sfida fra due intelligenze acutissime, il Killer e Lincoln. Poi, l'eccesso di voglia di stupire di Deaver a mio parere rovina il romanzo, facendolo diventare troppo irreale e inverosimile. Troppi colpi di scena, troppi capovolgimenti improvvisi... e il capolavoro si scioglie. Peccato, dicevo all'inizio, perchè per alcuni versi questo libro è imperdibile: accuratezza delle indagini, personaggi intriganti e ben definiti, trama che si dipana benissimo, prosa intelligente e preparata. Purtroppo l'ho finito quasi irritato... mi è sembrato di rivivere quei famosi film hollywoodiani dove i protagonisti vivono peripezie incredibili e la scampano sempre per un centimetro o un secondo. Qui, oltre a quello, vi è un inganno narrativo di fondo, fondato su due dei protagonisti. Non dico altro perchè rovinerei la lettura a qualcuno che si appresta a farlo, ma questa cosa mi ha infastidito molto. Leggerò comunque il terzo romanzo della "saga" di Lincoln Rhyme, "La sedia vuota", ma questo "Lo Scheletro che balla" è stato per me una grandissima occasione gettata al vento.

Si rimane inchiodati fino alla fine e come sempre il finale è a sopresa.

Insieme ai racconti brevi è il migliore di Deaver. Grande duello tra i buoni e i cattivi e soprattutto colpo di scena di alto livello.

Un'altra indagine della coppia Rhyme-Sachs. Ben scritto, con il ritmo serrato di Deaver e avvincente. A me è piaciuto, si legge bene e tiene inchiodati fino all'ultimo.

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