L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

martedì 21 ottobre 2008

"Handicappato e carogna": il libro di David Anzalone da oggi in libreria

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HANDICAPPATO E CAROGNA
di David Anzalone e Alessandro Castriota

Editore: Mondadori
Collana: Biblioteca umoristica Mondadori
105 pagine - € 13.00

Ha aperto una società con la quale affitta handicappati per parcheggiare nei posti riservati senza rischiare multe. Ce l'ha con quelli in carrozzina perché dice che hanno tutti i privilegi, sono i "borghesi dell'handicap". Confessa che quando va in giro con gli amici il fumo lo porta lui, che tanto non lo perquisiscono mai.
David Anzalone detto "Zanza" è il primo comico handicappato d'Italia. Una forza della natura, un talento travolgente che sta conquistando il pubblico teatrale (Ciak e Ambra Jovinelli compresi) e fa innamorare la critica. Perché riesce, come mai nessuno finora, a scherzare con spietata ironia sui luoghi comuni e gli stereotipi più pelosi che girano attorno al mondo della disabilità.



Esce oggi, martedì 21 ottobre 2008, in tutte le librerie d’Italia il libro "Handicappato e carogna" di David Anzalone, edito da Mondadori per la collezione Biblioteca Umoristica Mondadori e scritto a quattro mani con Alessandro Castriota. Irresistibile ironia e autoironia sull’handicap.

David Anzalone, il comico senigalliese che negli ultimi 2 anni ha rivoluzionato i luoghi comuni sull’handicap a teatro, in televisione e su internet, infila la sua autoironia e la sua vis comica anche tra le pagine di un libro irresistibile.
Nato nel 1976 a Senigallia dove risiede, David Anzalone in arte Zanza deve la sua formazione artistica a maestri del calibro di Naira Gonzales, Yvès Lebreton, Leo Bassi.
Spastico dalla nascita, con le gambe a ics e le braccia che salutano l’uomo invisibile, David "Zanza" Anzalone è il vero giullare contemporaneo, una marionetta anarchica che si è ribellata al suo burattinaio.
Non è normale, e non ci tiene a esserlo. E da questa sua inevitabile diversità sprigiona una forza umoristica travolgente.
Dopo diverse apparizioni nel piccolo schermo in particolare ospite di Enrico Bertolino su "Glob – l’osceno del villaggio", nel 2007 ha sorpreso l’Italia con uno spettacolo teatrale dal titolo "Targato H" da lui interpretato e scritto con Alessandro Castriota che ne ha curato la regia, richiestissimo anche come recital in forma di monologo.
Un lavoro divertente e ironico di chi l’handicap ce l’ha e lo vive prendendosene gioco. Ribaltando continuamente il punto di vista, riportando l’handicap per ciò che è, senza giri di parole e pregiudizi.
Entrare a teatro se sul palco c’è Zanza è uscire dai luoghi comuni sull’handicap. Con quel lavoro ha conquistato il pubblico del Ciak di Milano e aperto la Stagione 2007-08 del Piccolo Jovinelli di Roma diretto da Serena Dandini, risvegliando rapidamente l’interesse di pubblico, critica e stampa nazionale.
Da lì, il passo nell’editoria è stato breve e ora Zanza firma a quattro mani con il suo regista Castriota anche uno spassoso libro per la collezione Biblioteca Umoristica Mondadori, da leggere tutto d’un fiato. Perché "dopo tanti comici handicappati, finalmente un handicappato che fa il comico!" esulta Zanza.

"Ci chiamano diversamente abili! Che tu stai tutta la vita a guardarti e a chiederti: 'Ma a che cazzo sarò abile io?'".
Un viaggio alla scoperta delle peripezie di un handicappato a scuola, al cinema, all’oratorio della parrocchia o al bar con l’immancabile cannuccia. E poi ci sono la maestra, la fisioterapista, le suore, Moana Pozzi...
Insomma ci sono le donne, che per Zanza "sono come le olimpiadi: ce n’è una ogni quattro anni!".
Per fortuna, ci sono i cellulari! Anche se "solo per mandare un semplice: 'Buonanotte' mi toccava cominciare a scrivere all’alba".
Oltre 100 pagine di battute e aneddoti, racconti biografici e acuta ironia su cosa e chi sia normale oggi.

Il libro "Handicappato e carogna" (così come lo spettacolo "Targato H") sono un progetto CAPA produzioni a cura di Alessandro Castriota e Alessandro Piccinini.




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venerdì 17 ottobre 2008

"Atlantide" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "ATLANTIDE"

Antartide, settembre 1858: l’equipaggio di una baleniera scopre un veliero racchiuso da più di un secolo in uno scrigno di ghiaccio. A bordo del relitto si trova un misterioso carico di strani manufatti, tra cui uno splendido teschio di ossidiana.
Colorado, marzo 2001: l’intraprendente Luis Marquez, in cerca di cristalli di ossidiana nella miniera Paradise, si ritrova in una camera dalle pareti ricoperte di segni arcani. Al centro della stanza, su un piedistallo, vi è un teschio nero.
Antartide, aprile 2001: una nave della NUMA, a bordo della quale si trova Dirk Pitt, viene pesantemente attaccata da un U-Boot nazista, un sottomarino dato per scomparso cinquantasei anni prima.
Un filo sottile lega questi tre avvenimenti, e non sarà facile nemmeno per Dirk Pitt trovarne la lontanissima origine, oscura e sfuggente come il mistero della leggendaria civiltà perduta.

«Mi sono sempre divertito moltissimo con Dirk Pitt», ha dichiarato Cussler parlando di questo romanzo, «ma nulla mi ha dato più piacere della possibilità di mandarlo alla ricerca del più fascinoso dei continenti perduti, Atlantide, e dell'opportunità di ricostruire virtualmente alcuni aspetti della sua civiltà. Mi auguro che vi divertirete a leggere questo romanzo quanto io mi sono divertito a scriverlo.»

prima ediz. 2002, 566 p., € 8,50
Traduzione di Lidia Perria
Editore TEA



Credo che quei pochi cybernauti che si sono fermati a leggere le passate pseudo-recensioni dei libri letti dal sottoscritto apparse su questo blog, si siano fatti un'idea di quale sia il mio genere preferito: avventura e azione mescolata a fantascienza, thriller, storia, archeologia, medicina, mistero...
E così, dopo aver letto diversi romanzi di Ken Follett e tutta la bibliografia di James Rollins, con una leggera puntata verso Frederick Forsyth, sono ora approdato ai racconti di Clive Cussler, da molti riconosciuto come uno dei principali scrittori del genere avventuroso.

Clive Cussler: ma chi è? Leggete questa scheda per conoscerlo...

Clive Cussler è nato nel 1931 ad Alhambra, in California, da madre americana e padre tedesco. Interrotti gli studi al Pasadena City College, si è arruolato nell’Aviazione, partecipando alla guerra di Corea. Negli anni ‘60 ha lavorato nella pubblicità, dapprima come copywriter e in seguito come direttore creativo di una delle più importanti agenzie degli Stati Uniti. Ha esordito nella narrativa nel 1973 con "Enigma", che racconta la prima straordinaria avventura di Dirk Pitt, l’eroe che ha conquistato i lettori d’avventura di tutto il mondo.
Nel 1978 ha fondato la National Underwater & Marine Agency (NUMA), un’associazione non-profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di importanza storica. In vent’anni di attività, che lo stesso Cussler ha raccontato in "Cacciatori del mare", la sua squadra di ingegneri e sommozzatori ha portato a termine con successo oltre sessanta operazioni (la più famosa delle quali è il recupero del sottomarino confederato «Hunley»). La sua seconda passione, dopo l’avventura, sono le automobili d’epoca, di cui possiede una vasta e assai famosa collezione, comprendente oltre ottanta pezzi.
Recentemente ha avviato una nuova serie di romanzi, i «NUMA Files», scritti in collaborazione con Paul Kemprecos, il primo dei quali è "Il serpente dei Maya".
Sposato con Barbara Knight per 48 anni, Clive Cussler ha tre figli e due nipoti e divide il suo tempo tra le montagne del Colorado e i deserti dell’Arizona.
(nella foto è insieme al figlio Dirk)


Confesso che dopo aver iniziato a leggere le prime pagine di "Atlantide" ero rimasto un po' deluso da Cussler: forse, pensai, tutti gli ottimi giudizi positivi letti sulle recensioni in internet riguardo questo autore mi avevano tratto in inganno e i suoi romanzi non erano poi così avvincenti...
Ma pagina dopo pagina il suo eroe, Dirk Pitt, ha saputo conquistarmi.
E' un personaggio molto "americano", diciamolo: alto, prestante, affascinante, riesce in tutto ed in qualsiasi situazione, salva perfino l'intera popolazione del pianeta Terra da una probabilissima estinzione di massa (ebbene sì), però... c'è poco da fare, si fa voler bene!

E così il romanzo, tra numerosi colpi di scena, un ritmo incalzante e una storia mozzafiato (a volte al limite del surreale) che mescola nazisti visionari, comete in rotta di collisione con la Terra, una antica ma avanzatissima civiltà scomparsa, tiene il lettore incollato alle sue pagine fino alla scontata conclusione che vede i buoni vincenti e i cattivi castigati...

Comunque da divorare: consigliato! ;-)


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mercoledì 8 ottobre 2008

"La mia vita intera": il nuovo libro su Mario Giacomelli

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Mario Giacomelli
"LA MIA VITA INTERA"


a cura di Simona Guerra

Editore: Bruno Mondadori (collana Testi e Pretesti)
2008, 224 p., ill., brossura, € 15,00

«Io sono nato piccolo e rimango piccolo, con idee piccole; non c’è bisogno di essere grandi.» Inaspettatamente, la meravigliosa novità dello sguardo di questo grande fotografo proviene da un uomo "arcaico", che diceva di fotografare i suoi pensieri e di usare la macchina fotografica come si usa il cucchiaio per raccogliere dal piatto la minestra. Un uomo che visse sempre a Senigallia e usò una sola fotocamera (in verità, ne acquistò un’altra ma la tenne nell’armadio, perché non voleva che la prima «se ne accorgesse»).
A settantacinque anni, nel corso di una lunga conversazione, ricapitolò la sua vita e la sua esperienza di fotografo. Mario Giacomelli: questo libro ci dà l’emozione d’incontrarlo.


Si è svolta domenica 5 ottobre a Roma, durante la IV edizione di "FotoLeggendo 2008", la presentazione del libro dedicato al fotografo Mario Giacomelli, edito da Bruno Mondadori.
Il volume, di recente pubblicazione, è a cura di Simona Guerra e raccoglie una lunga chiacchierata (registrata nel settembre del 2000 e trascritta nella forma del monologo), avvenuta nell’arco di alcune giornate tra l’autrice e il fotografo.

Questo è ciò che il libro racchiude: l’ultimo lungo racconto che di sé stesso e della sua opera Giacomelli ha lasciato.
Dalle prime immagini scattate al mare alle ultime serie fotografiche composte poco prima della sua scomparsa, Giacomelli racconta la sua storia, quella di uomo speciale, ma di un uomo, prima che di celebre fotografo, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Un uomo con le stesse paure di milioni di altri uomini, con le stesse domande senza risposte; una persona che nella vita ha affrontato nascite e morti, e che ha avuto gli stessi problemi di tutti i giorni di chiunque altro.
Un'esistenza sensibile, che ha scelto la strada della fotografia e della poesia, con le quali egli ha condiviso la sua vita in modo semplice -non facile - puntando al cuore delle cose, alla sostanza; un uomo che ha evitato il superfluo, che è uscito dalla "folla" con le sue immagini apprezzate in tutto il mondo, che ha sempre preferito, alle pubbliche relazioni e alla vita dei grandi centri d'arte del mondo, la pace della sua piccola città e il profilo dolce delle sue colline, che non ha mai smesso, fino alla fine, di fotografare.

Il lavoro di Simona Guerra, presente in sala, è stato introdotto dallo storico della fotografia Diego Mormorio che ha a lungo parlato, ad una platea numerosa e attenta, della figura del grande fotografo senigalliese.
Durante l’incontro, ha voluto dare un suo contributo e un ricordo di un’amicizia "durata mezzo secolo", come lui stesso l’ha definita, il fotografo fiorentino Piergiorgio Branzi, ricordando i tempi della gloriosa associazione fotografica de "La Bussola" e degli autori, come Giuseppe Cavalli, Ferruccio Ferroni e lo stesso Mario, che hanno animato la scena della fotografia italiana del ‘900.

Dopo il dibattito, è stato proiettato un breve filmato (a cura di Simona Guerra e con la collaborazione tecnica di Matteo Civardi) che accosta le immagini del fotografo alla registrazione della sua voce, dal quale ha avuto origine il lavoro.
Presentazione e video saranno riproposti nell’incontro che si terrà a Senigallia, sabato 11 ottobre alle ore 17:00, presso la Sala del Trono del Palazzo del Duca.


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"L'Afghano" di Frederick Forsyth: impressioni a caldo

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Frederick Forsyth - "L'AFGANO"

Peshawar, Pakistan. Dal computer di un sospetto terrorista i servizi segreti inglesi e americani vengono a sapere che Al-Qaeda sta progettando un piano destinato a superare, per effetti distruttivi, gli attacchi dell'11 settembre 2001. Nessun'altra informazione è accessibile. Per pianificare una strategia di intervento occorre infiltrare un uomo nelle file dell'organizzazione di Osama bin Laden e l'unico in grado di farlo è l'ex colonnello delle forze speciali britanniche Mike Martin, un veterano di vari fronti nato e cresciuto in Iraq. Divenuto l'Afghano, Martin si infiltra in Al-Qaeda. Riuscirà a scoprire la verità? E, soprattutto, a sventare lo spaventoso attentato destinato a sconvolgere per sempre gli equilibri tra Occidente e mondo islamico?

2008, 294 p., brossura, € 9,00
Traduttore Giuliana Picco
Editore Mondadori (collana Oscar Bestsellers)



E' ormai da diverso tempo che ho terminato di leggere questo romanzo di Frederick Forsyth; di questo autore avevo letto solamente "Dossier Odessa" (per due volte e parecchi anni fa) e mi ha molto ben impressionato per lo stile molto curato nel descrivere situazioni e personaggi.

Il romanzo parte in maniera non troppo veloce, anche per la non facile descrizione delle vicende a monte della storia e i frequenti flash-back per scoprire, poco alla volta, le vicissitudini e la vita passata dei protagonisti.
Ma superata la prima fase documentaristica (le descrizioni della storia dell'Afghanistan e di Al-Queda che, pur strumentali al romanzo, sembrano più un saggio di storia che narrativa) la trama diventa avvincente e il lettore resta incollato al libro fino al finale in verità un po' deludente o, meglio, non come ci si aspetterebbe abituati forse alle "americanate" dei film d'azione.

Una spy-story ben scritta e piuttosto verosimile, un libro gradevole, anche se non al livello dei migliori del genere.
Comunque da leggere, giudizio positivo.



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venerdì 1 agosto 2008

"Artico" di James Rollins: impressioni a caldo

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James Rollins - ARTICO

Poco prima della seconda guerra mondiale, alcuni tra i più brillanti scienziati dell'Unione Sovietica furono trasferiti in una base segreta, costruita sotto la calotta polare, per lavorare a un progetto rivoluzionario che avrebbe cambiato il corso della Storia. Poi, improvvisamente, gli esperimenti vennero sospesi e la base abbandonata: quel luogo doveva essere dimenticato da tutti, sepolto per sempre nei ghiacci dell'Artico... Sessantacinque anni dopo, un sottomarino americano si avvicina casualmente a un'enorme isola di ghiaccio, che si estende sin nelle profondità dell'Oceano Artico. I ricercatori a bordo scoprono che al suo interno è incastonata una struttura artificiale e, mentre stanno scandagliando l'isola col sonar, registrano un fugace movimento... Là sotto c'è qualcuno o qualcosa che non sarebbe mai dovuto sopravvivere, un mistero intorno al quale sta per scatenarsi l'inferno.

Editrice Tea (collana "Teadue")
Trad. di D. Leccacorvi, R.C. Stoppani
2007 - pp. 466 - € 8,60



...e con questo ho completato la lettura della bibliografia di James Rollins.
"Artico" è un romanzo che ricalca più o meno il copione del precedente "Amazzonia": dalla calda foresta pluviale ci si trasferisce però nella gelida Alaska.
Vengono confermati gli stessi elementi che hanno fatto di "Amazzonia" un successo: la lotta tra due fazioni opposte per dare la caccia ad una cura miracolosa (addirittura l’immortalità), la presenza di spie e traditori, la minaccia di strane creature (i mitici Grendel) dalle quali difendersi, l’immancabile storia d’amore tra i due protagonisti che, come sempre, si conclude bene.
Il ritmo adrenalinico, la trama accattivante e la spettacolarità delle scene portano ben presto il lettore alla fine del romanzo, dove un ultimo, decisamente riuscito, colpo di scena conclude ottimamente la lettura.

Sicuramente una trama perfetta per un avvincente film d'azione; uno dei migliori romanzi di James Rollins, consigliatissima la lettura sotto l'ombrellone in questi caldi giorni d'estate.

Leggi le altre mie recensione dei libri di James Rollins:


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venerdì 18 luglio 2008

"Amazzonia" di James Rollins: impressioni a caldo

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James Rollins - AMAZZONIA

È uno spettacolo orribile quello che si presenta a padre Garcia, il sacerdote della missione di Wauwai, in Amazzonia: un uomo emaciato e coperto di piaghe esce dalla giungla e si accascia ai suoi piedi, esalando poco dopo l'ultimo respiro. Padre Garcia non sa che, quattro anni prima, quell'uomo faceva parte di una spedizione scientifica poi svanita nel nulla. La CIA, invece, lo identifica come Gerald Clark, un ex agente delle Forze Speciali, la cui carriera era stata stroncata dalla perdita di un braccio durante una missione in Iraq. Adesso, però, Clark ha entrambe le braccia.
Per trovare una spiegazione a un evento così sconvolgente, il governo incarica Nathan Rand di organizzare una nuova missione per seguire l'itinerario della prima spedizione che sembra condurre al villaggio di una leggendaria tribù. Ma il cuore della giungla nasconde un segreto inviolabile, un segreto che genera paura, follia e morte.

Editrice Nord (collana "Narrativa Nord")
Trad. di A. Molinari
2004 - pp. 486 - € 8,90


Sto completando la lettura della bibliografia di James Rollins; mi è rimasto ora sul comodino solamente "Artico" (che da quanto ho fino ad oggi letto, si preannuncia molto interessante), ma posso dire che "Amazzonia" è, a mio parere, uno dei racconti migliori dell'ex veterinario americano, ora scrittore di successo.
Un libro da leggere tutto d'un fiato, un mix di avventura, fantascienza e passioni, con qualche escursione dell'assurdo, ma sempre sostenuto da basi scientifiche solide (e questa è una caratteristica dell'autore).

La trama è scorrevole e da subito cattura il lettore trasportandolo in un mondo quasi inesplorato come la foresta amazzonica, un mondo così tanto lontano e misterioso, ma che Rollins ha saputo avvicinare a noi, ribadendo ancora una volta, se ce n'era bisogno, che la natura domina la Terra e l'Uomo e non viceversa.
Un viaggio tra fantasia e realtà nella "Cattedrale Verde" che l'autore dipinge intorno a noi, e senza che neanche ce ne accorgiamo, ci ritroviamo laggiù, completamente avvolti da suoni di animali mai visti prima, da piante sconosciute, lontano, molto lontano dalla realtà.

Insomma... è sottinteso: consigliatissimo!


Leggi le altre mie recensione dei libri di James Rollins:
- L'Ordine del Sole Nero
- La mappa di pietra
- Il marchio di Giuda



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mercoledì 2 luglio 2008

"L'ordine del Sole Nero" di James Rollins: impressioni a caldo

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James Rollins - L'ORDINE DEL SOLE NERO

Un monastero in Nepal. Lisa Cummings, una giovane dottoressa americana, assiste impotente a un'improvvisa, violentissima ondata di follia che si scatena tra i monaci. E scopre di essere diventata l'obiettivo primario di uno spietato killer, deciso a non far trapelare all'esterno la notizia di quegli avvenimenti sconcertanti. L'unico alleato di Lisa è un singolare pellegrino, Painter Crowe, direttore della Sigma Force, un gruppo altamente selezionato di scienziati e militari cui vengono affidate imprese "impossibili". Ma la pazzia sta ormai per impadronirsi anche della mente di Crowe... Una libreria di Copenhagen. Che cosa c'è dietro l'incendio che ha mandato in fumo centinaia di volumi, causando anche una vittima? C'è anzitutto un altro libro, la Bibbia appartenuta a Charles Darwin, il padre dell'evoluzionismo. Ma c'è anche un segreto - un segreto orribile - che affonda le sue radici nella Germania nazista. E per Grayson Pearce, membro di punta della Sigma Force, c'è una sfida tanto affascinante quanto letale... Vertici di un triangolo di complotti e misteri, Grayson, Painter e Lisa sono gli unici in grado di far luce su una minaccia che coinvolge il mondo intero. E che bisogna fermare a ogni costo.

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
2007 - 484 pagine, rilegato - € 18,60


Che mi piaccia lo stile di James Rollins è ormai risaputo; è un autore molto bravo a mischiare vari generi che spaziano dall'avventura pura alla fanta-genetica.
Ne "l'Ordine del Sole Nero" Scienza e Storia vengono miscelate in modo impeccabile, rimanendo sulla stessa onda (e secondo me è un'ottima onda) dei romanzi "La mappa di pietra" e "Il marchio di Giuda" (che sono tutti della stessa serie Sigma Force).
Come in questi ultimi racconti, l'autore riesce a coniugare suspence, azione a tutta velocità e trame che si intrecciano e puntualmente convergono verso il finale.
I personaggi sono credibili nella loro supereroicità e gli argomenti scientifici sono molto curati, senza grossolane stupidaggini.

Insomma, "L'Ordine del Sole Nero" è un romanzo avvincente dalla prima all'ultima pagina; i riferimenti storici alle vicende scientifiche delle SS mirate alla creazione di uomini "perfetti" di razza ariana, gli enigmi legati all'esotericità delle rune celtiche, il pathos e il ritmo sono assolutamente coinvolgenti e ad ogni pagina letta diventa sempre più difficile staccarsi dal libro.

Consigliatissimo! (non potrebbe essere altrimenti...)

Prossimamente, sempre su queste pagine: "Amazzonia"... naturalmente di James Rollins.



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giovedì 5 giugno 2008

"La mappa di pietra" di James Rollins: impressioni a caldo

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James Rollins - LA MAPPA DI PIETRA


Un gruppo di individui, vestiti da monaci, irrompe nella cattedrale di Colonia durante la celebrazione di una messa solenne, uccide tutti i presenti e s’impadronisce delle preziosissime reliquie custodite sotto l’altare: le ossa dei re Magi. Per il Vaticano non ci sono dubbi: quella strage è un attacco al cuore stesso della Cristianità e i suoi responsabili vanno fermati prima che altri sacrilegi siano compiuti. La Santa Sede incarica delle indagini monsignor Veroni, agente del servizio segreto vaticano, e sua nipote Sara, tenente dei carabinieri esperta nei furti di oggetti sacri, ai quali si affianca la squadra di Grayson Pierce, membro della SIGMA, una sezione occulta del dipartimento della Difesa americano. Ben presto, Sara e Grayson si convincono che, per risolvere il mistero, devono ricostruire la vera storia delle reliquie dei Magi e si mettono sulle tracce di un’antica confraternita di alchimisti eretici, le cui scoperte sono forse la chiave dell’enigma. Tuttavia a ogni tappa della loro ricerca dovranno confrontarsi con nemici spietati e senza scrupoli, perché il segreto legato al furto delle ossa sacre nasconde interessi e obiettivi che sono all’origine del millenario scontro tra Bene e Male...

Editrice Nord
(Collana "Narrativa Nord")
2006 - 496 pagine, rilegato - € 18,60


Che mi piacciano i romanzi di James Rollins è ormai risaputo; avevo già espresso pareri positivissimi sul suo personale stile letterario dopo aver letto "Il marchio di Giuda", confermo quanto detto anche a seguito de "La mappa di pietra".
Oddio, non si può certo dire che la storia non contenga assurdità, ma queste sono ben amalgamate al mix di storia, religione e fantascienza, dove il mistero legato alle sacre reliquie dei Re Magi si unisce con la ricerca della tomba di Alessandro Magno, così come i misteri della Chiesa gnostica con il fantomatico tesoro dei Templari, il tutto collegato agli strani effetti di superconduttività degli elementi monoatomici, con un ritmo, suspence e continui cambi di scena che tengono letteralmente incollato il lettore alle pagine.
Solo il finale è un po' al di sotto delle aspettative, e ad un livello più assurdo rispetto a tutto il resto del libro, ma questo non influisce sul giudizio (personale) altamente positivo.

E ora mi aspetta un altro racconto dell'ex veterinario diventato scrittore di successo: "L'Ordine del Sole Nero".
E poi "Amazzonia", quindi "Artico"... sono già tutti sul mio comodino!

Consiglio, per concludere, un'interessante intervista a James Rollins: buona lettura!




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lunedì 5 maggio 2008

"Il marchio di Giuda" di James Rollins: impressioni a caldo

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James Rollins - IL MARCHIO DI GIUDA

Una giovane donna irrompe nella casa di Grayson Pierce, agente segreto della Sigma, e sviene tra le sue braccia. Sconcertato, lui la riconosce all'istante: è Seichan, membro di spicco di una potente organizzazione terroristica. La donna è gravemente ferita e ha con sé un oggetto piccolo ma prezioso: un obelisco di pietra su cui sono incisi simboli di una lingua antichissima, addirittura antecedente ai geroglifici. Cosa significano quei segni? E chi vuole uccidere Seichan? In un'isola sperduta dell'arcipelago indonesiano, si diffonde un'epidemia devastante, che costringe le autorità sanitarie a requisire una lussuosa nave da crociera, così da isolare gli uomini e le donne contagiati da un virus letale e sconosciuto. Tuttavia, soltanto poche ore dopo, alcuni pirati abbordano la nave e, ignorando il ricchissimo bottino, concentrano invece la loro attenzione sugli individui infetti e sugli scienziati che stanno investigando sull'accaduto, tra i quali ci sono Lisa Cummings e Monk Kokkalis, agenti della Sigma. Perché quell'epidemia è così importante? E in quale modo è legata all'enigmatico obelisco e al misterioso viaggio di ritorno di Marco Polo dalla Cina, mai raccontato nel "Milione"? Da Washington al Sud-est asiatico, dal Vaticano a Istanbul, gli agenti della Sigma sono gli unici a poter scongiurare una minaccia che la Storia sembrava aver cancellato per sempre. Ma non potranno fidarsi di nessuno, perché chiunque, amico o nemico, potrebbe avere il "marchio di Giuda".

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
2007 - 492 pagine, rilegato - € 18,60



James Rollins, al secolo James Czajkowski, svolgeva la professione di veterinario alla quale si dedica oggi solo saltuariamente essendo diventato
uno scrittore di successo.
Dopo il successo di critica e di pubblico degli altri romanzi della stessa serie Sigma Force pubblicati in Italia, "La mappa di pietra" (2005) e "L’ordine del sole nero" (2006), con questo nuovo romanzo ricco di colpi di scena, Rollins conferma il suo grande talento di narratore in grado di coniugare tecnica, scienza, storia e una trama fitta di personaggi appassionanti e di colpi di scena.

E' un libro che mi ha appassionato da subito, tenendomi letteralmente incollato alla storia dalla prima all'ultima pagina grazie alle avventure in luoghi esotici e misteriosi dei personaggi molto ben delineati, e anche per un sapiente mix di riferimenti storici e fantascienza.
La storia fa infatti riferimento ad un mistero legato a Marco Polo, sollevando interrogativi sulla scomparsa nel nulla della flotta navale che scortava l'esploratore veneziano nel viaggio di ritorno dalla corte del Kublai Khan e sulla sua presunta storia d'amore con la principessa Cocacin che lo stesso Polo doveva scortare fino in Persia dal suo pretendente sposo.
Rollins si sofferma molto sullo stato d'animo dei personaggi descrivendo in maniera dettagliata le varie situazioni con l'intento di trasmettere la rabbia, la paura e l'amore provato dai protagonisti nell'interminabile e avvicente gioco al gatto e la volpe.
I continui salti del racconto che intrecciano parallelamente tre situazione in posti diversi, accomunate da un unico filo logico che porterà poi alla conclusione del racconto, rendono il romanzo, a mio giudizio, perfetto come sceneggiatura per un film d'azione di successo, e chissà che qualche produttore di Hollywood non ci stia già pensando...

Un libro consigliatissimo, per gli amanti del genere ma non solo.
Io, intanto, inserisco James Rollins tra i miei autori preferiti...

Fonte foto: dalla rete



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venerdì 18 aprile 2008

"La voce dei Meil'ar" di Roberta Belli: impressioni a caldo

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Conobbi tempo fa Roberta Belli come (geniale) fotografa: mi capitava di incrociarla sul portale di fotografia Photo4u.org, dove si presentava con il nick "Robyna", in occasione dei contest a tema che il sito proponeva.
Ad ogni concorso le sue foto arrivavano puntualmente ai primi posti, grazie alla genialità (mi ripeto) interpretativa del tema assegnato unita all'abilità tecnica, fotograficamente parlando.
Della Roberta Belli fotografa ho trattato recentemente (se ti va, leggi qua l'intervista), ma oggi parlerò della Roberta Belli scrittrice.

Qualche mese fa venni a conoscenza sul suo blog "Miss Grumbler" che la giovane sociologa romana aveva scritto nientemeno che un romanzo fantasy, e che lo stesso era disponibile in libreria.
E così, spinto dalla curiosità, lo ordinai immediatamente, aspettai un paio di mesi prima di averlo in mano e pochi giorni fa ne terminai la lettura... e mi resi conto che ogni cosa che fa quella ragazza le riesce bene!


Roberta Belli - LA VOCE DEI MEIL'AR

"La voce dei Meil'ar" è il primo romanzo della trilogia intitolata "Le terre di Glorinant".
Nel mondo di Glorinant uomini e donne rivestono ruoli particolari: ai primi, almeno ai più talentuosi, spetta il compito di esercitare la magia, grazie al potere dei Meil'ar; alle seconde, o meglio a chi ha il coraggio di intraprendere la carriera di "tengal", quello di mettere la propria vita al servizio di un mago, per difenderlo dai mille pericoli che costellano la sua esistenza.
Ma un mago e il suo tengal sono molto più di un affidato e di una guardia del corpo: sono due anime affini, a volte due compagni di vita, due esseri intrecciati in modo indissolubile.
Tre ragazze calcano questa strada, ognuna con un intento diverso: Velka, che inconsapevolmente spera di lasciarsi alle spalle una squallida vita di espedienti; Rymm, a caccia di fama e avventura; Alberya, che cerca risposta a una triste verità.
Fortuite circostanze intrecciano i destini di queste giovani donne, così diverse tra loro, ma ugualmente pronte ad affrontare l’ignoto.

Titolo: La voce dei Meil'ar
Prezzo: € 18,00
anno 2007, 316 pagine
Editore:
Il Filo (collana Nuove voci).


Dico subito che è la prima volta che leggo un romanzo fantasy, non ho quindi un paragone concreto da fare con altri racconti del genere, e comunque non me la sentirei di scomodare il Signor Tolkien...
Ma questo libro mi è piaciuto molto, la storia mi ha coinvolto notevolmente, e lo capisco dal fatto che, pur a distanza di giorni dall'everlo terminato, mi ritornano spesso alla mente i nomi e le figure dei personaggi principali.
A questo proposito c'è da dire che nel libro non c'è un protagonista assoluto, ma la storia si sviluppa e coinvolge più figure sullo stesso piano; e sono tutte donne.
Oserei dire, a tal proposito, che la Belli ha scritto il primo fantasy femminista! ;-)

Pur con uno stile a tratti ancora acerbo (ma è la prima esperienza come autrice di romanzi, e si può perdonare), la scrittrice descrive minuziosamente gli ambienti e le atmosfere nelle quali si svolge la scena, riuscendo a caratterizzare e a rendere familiari i numerosi personaggi della storia in maniera graduale; è davvero facile fare confusione con tanti personaggi e con tutti quei nomi effettivamente parecchio complicati.
A questo proposito non sarebbe stato male riportare sul libro le informazioni che l'autrice pubblica sul blog ufficiale de "La voce dei Meil'ar": la mappa delle Terre di Glorinant e lo schema astrale della Notte dell'Yridianemon.
Sicuramente questa mancanza non dipende da lei, ma da scelte editoriali (leggi: costi).

La storia è comunque molto gradevole, pur iniziando lentamente con la narrazione delle vicende che portano le tre principali protagoniste a diventare lottatrici Tengal; ma il finale è decisamente coinvolgente, tra maghi potenti, guerriere indomite, intrighi e segreti, lasciando il lettore con il desiderio di sapere "come andrà a finire".

Insomma, un libro consigliatissimo, soprattutto agli appassionati del genere (ma non solo loro); e speriamo che Roberta abbia già a buon punto la stesura del secondo episodio di questa entusiasmante saga fantasy...

Concludo riportando due commenti al libro trovati in giro per il web:

Finalmente una autrice fantasy italiana a livello dei grandi nomi internazionali. La voce dei Meil'ar non assomiglia a niente di già letto, ha una sua anima, un suo filo logico ha la potenza di un coro di personaggi ben delineati, coerenti e articolati; la trama è avvincente al punto che vi posso dire con tutta sincerità che l'unica nota veramente negativa di questo romanzo è non avere già il seguito davanti. Spero che la casa editrice provveda presto! Voto: 5/5

Un libro coinvolgente e ben scritto, per niente scontato ed originale nei temi e negli espedienti. Dopo poche pagine,ci si ritrova ad affezionarsi ai personaggi, e a condividerne emozioni e paure. Lascia con il fiato sospeso per tutto il corso della trama. Spero davvero di poterne leggere al più presto il seguito! Voto: 5/5




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