L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

giovedì 24 gennaio 2008

"La Cattedrale del Mare" di Ildefonso Falcones: impressioni a caldo

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Ho terminato di leggere, due giorni fa, un bel romanzo; anzi, direi che sono giunto alla fine (a malincuore) di un romanzo che mi ha parecchio appassionato: "La Cattedrale del Mare", il libro di Ildefonso Falcones.

Di Barcellona, dove esercita la professione di avvocato specializzato in diritto civile, alla sua prima esperienza con un romanzo storico e fino ad oggi a me sconosciuto come autore: il lavoro di Falcones ha attirato l'attenzione del mio sguardo sullo scaffale della libreria grazie all'elegante copertina, ha stuzzicato la curiosità di leggerlo grazie al titolo che ha richiamato in me atmosfere "già sentite", ha acceso il desiderio di acquistarlo grazie alle note della critica riportate sul retro.

Lo scrittore spagnolo ha veramente fatto un ottimo lavoro, non c'è che dire...
Da appassionato dell'opera di Ken Follett, è stato inevitabile paragonare e valutare il romanzo di Falcones prendendo come peso e misura il lavoro cult dello scrittore gallese, "I pilastri della terra": i punti in comune tra le due opere saltano presto all’occhio, a cominciare dall’evolvere della trama intorno a una cattedrale gotica nel medio evo alla costruzione della quale il protagonista è interessato in prima persona.

Ne "La Cattedrale del Mare" il protagonista disegna una parabola umana che lo porterà (a dire il vero, in maniera non molto credibile per l'epoca) agli antipodi delle proprie umili origini, in un imprevedibile e avvincente crescendo di eventi che tocca l’apice nelle liberatorie pagine finali, passando attraverso amori avversati, amicizie leali, guerre, vendette personali, pestilenze fino allo scontro con la terribile Inquisizione.
Arnau Estanyol, figlio di Bernat contadino e servo della gleba, scampato alla morte cui era stato destinato, ancora in fasce, dalla crudeltà del locale signorotto feudale, già reo di averne stuprata la madre durante le nozze di questa e di averla poi strappata a lui ed a suo padre, è salvato rocambolescamente da quest’ultimo; il ragazzino cresce poi nella città comitale di Barcellona, dove la sorridente effige della Madonna del Mare, nell’erigendo duomo ad essa consacrata, lo avvince col suo aspetto materno, ottenendone spassionata e sempiterna devozione.
Il resto... è scritto nel romanzo, non voglio anticipare ulteriormente le vicende del protagonista.

Ildefonso Falcones ha riscritto questo libro una decina di volte prima di trovare qualcuno che lo pubblicasse, e dobbiamo essergli grati per questa sua perseveranza: le 640 pagine del libro si leggono bene senza tentennamenti, senza annoiare il lettore che anzi, grazie allo stile descrittivo dello scrittore spagnolo, si sente accompagnato per mano nelle strade assolate della Barcellona del quattordicesimo secolo, ode le voci e il frastuono dei mercati, sente l'odore salmastro della spiaggia... e "vive" in prima persona i sentimenti, le passioni e le paure dei protagonisti.
La ricostruzione dell'ambientazione storica è minuziosa, approfondita fino a renderla quasi "enciclopedica", capace di immergerci in un'epoca lontana in senso temporale ma non così lontana dalle nostre origini; inoltre il libro ci consegna una quadro in movimento di un'età in cui potere e religione si sfidavano continuamente, specie in Spagna dove il Re era anche il difensore della chiesa.

Un libro consigliatissimo, che non deluderà neanche chi non ama particolarmente i romanzi storici.

Fonte foto: dalla rete



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venerdì 4 gennaio 2008

"Il vecchio e il mare" letto ai bambini

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Oggi è una giornata dedicata ai libri: dopo aver parlato di Harry Potter, porto l'attenzione su un autore classico, nella fattispecie Ernest Hemingway.
Alzi la mano chi non ha ancora letto "Il vecchio e il mare"!

Ok, potete abbassarle, vedo che non siete in molti... ;-)
Ora, la domanda è: secondo voi "Il vecchio e il mare" è un romanzo adatto anche ad essere letto ai bambini?
La mia risposta è si.

Mio figlio ha sei anni, e più o meno da tre anni a questa parte l'ho abituato ad addormentarsi con la lettura (da parte mia) di una storia; ora sta iniziando a leggere da solo, ma voglio continuare ancora un po' con questa abitudine, dopotutto leggere per lui mi ha fatto riscoprire la bellezza di un bel libro prima di addormentarsi, un piacere che ho ritrovato dopo parecchi anni.
Prima di iniziare a leggere direttamente dai libri, gli raccontavo delle favole "a memoria", e a volte mi inventavo anche delle storie al momento (sono nati così i miei racconti brevi "il tonno con il buco nella pancia" e "lo gnomo del divano").

Una sera, non sapendo che storia inventare, mi ritornarono in mente le avventure di un vecchio pescatore che avevo parcheggiato da qualche parte nella memoria parecchi anni prima.
Iniziai così a narrare le vicende di un anziano signore di nome Santiago che viveva in un paesino sull'oceano dell'isola di Cuba, e che usciva in mare con la sua barchetta con la speranza di catturare un pesce enorme, un Marlin.
E dopo tante sofferenze ci riusciva! Il pesce più grosso che avesse mai visto nella sua lunga esistenza, ma che il mare si riprendeva subito, facendolo divorare dagli squali.
Ma il vecchio, nonostante la "sconfitta", ne usciva vincitore una volta ritornato al porto pur trascinando con sé, come unico trofeo della sua pesca, lo scheletro del Marlin, suscitando l'ammirazione e il rispetto di tutti i pescatori del paese.

Per alcune sere mio figlio volle che gli raccontassi le avventure del vecchio pescatore; la storia gli era talmente piaciuta che se, nel raccontarla, cambiavo qualche parola o qualche passaggio, mi correggeva immediatamente.
E così, lo scorso anno, all'età di cinque anni, gli lessi il romanzo: poche pagine per sera, e lui lo seguì appassionatamente.
E appena troverò una serata adatta, conto di vedere insieme a lui anche il film tratto dal romanzo
con Spencer Tracy, quello del 1958 in bianco e nero.

I bei romanzi non hanno età.


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"Harry Potter e i doni della morte": appuntamento a mezzanotte?

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L'appuntamento per i fans di Harry Potter è per questa sera, venerdì 4 gennaio 2008, a mezzanotte in punto nelle librerie di tutta Italia: il maghetto più famoso del mondo sarà lì ad attenderli, con il settimo (e ultimo?) volume delle sue avventure, che si preannuncia come la più avvincente tra tutte le puntate pubblicate.

Il titolo del volume è "Harry Potter e i doni della morte", edito da Salani Editore.
Già da parecchio tempo il testo con la traduzione non ufficiale del libro circolava per il web, tant'è che dalla scorsa estate ne ho una copia in pdf parcheggiata sul mio desktop, pur non avendola mai letta.
Non credo che farò la fila questa sera, al freddo, fuori dalla libreria...
Mi piacciono molto le avventure del personaggio di J.K. Rowling, in questi giorni sto leggendo a mio figlio il terzo volume della saga ed abbiamo già parcheggiato sul comodino il quarto; ci sarà quindi tempo e comodo per acquistare i restanti tre volumi...

Voglio però anticipare le prime righe del volume in uscita questa sera; non è uno scoop, ma vediamo quanto la traduzione ufficiale si discosterà da quella "abusiva"...

I due uomini apparvero dal nulla, a pochi metri l'uno dall'altro nella stretta strada illuminata dalla luna. Per un istante rimasero fermi, le bacchette dirette l'una al petto dell'altro; poi, riconosciutisi, riposero le bacchette nei rispettivi mantelli e iniziarono a camminare velocemente nella stessa direzione.
"Novità?" chiese il più alto dei due. "Le migliori" rispose Severus Piton.

Non mi resta che augurare buon divertimento e buona lettura a chi parteciperà alla "notte magica" in compagnia del maghetto di Hogwarts.


Fonte immagini: dalla rete.


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sabato 8 dicembre 2007

"La Cattedrale del Mare" di Ildefonso Falcones

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Stamattina, mentre ero in un centro commerciale, ho fatto un giro nel reparto riservato ai libri, e i miei occhi sono stati attirati, tra tante immagini, da una copertina in particolare.
Sarà stato forse quel rosone di chiesa gotica che subito mi ha richiamato alla memoria la copertina e le atmosfere de "I pilastri della terra" di Ken Follett, chissà...
Fatto sta che ho preso il libro in mano e ho letto il nome dell'autore: "La Cattedrale del Mare" di Ildefonso Falcones.

Barcellona, XIV secolo.
Nel cuore dell'umile quartiere della Ribera gli occhi curiosi del piccolo Arnau sono catturati dalle maestose mura di una grande chiesa in costruzione.
Un incontro decisivo, poiché la storia di Santa Maria del Mar sarà il cardine delle tormentate vicende della sua esistenza.

Figlio di un servo fuggiasco, nella capitale catalana Arnau trova rifugio e quella sospirata libertà che a tutt'oggi incarna lo spirito di Barcellona, all'epoca in pieno fermento: i vecchi istituti feudali sono al tramonto e mercanti e banchieri in ascesa, sempre più influenti nel determinare le sorti della città, impegnata in aspre battaglie per il controllo dei mari.
Intanto l'azione dell'Inquisizione minaccia la già non facile convivenza fra cristiani, musulmani ed ebrei...

Personaggio di inusuale tempra e umanità, Arnau non esita a dedicarsi con entusiasmo al grande progetto della "cattedrale del popolo".
All'ombra di quelle torri gotiche dovrà lottare contro fame, ingiustizie e tradimenti, ataviche barriere religiose, guerre, peste, commerci ignobili e indomabili passioni, ma soprattutto per un amore che i pregiudizi del tempo vorrebbero condannare alle brume del sogno...

Non avevo sentito nominare né il titolo né l'autore, ma la lettura delle note all'interno della copertina mi sono bastate per far sì che ora quel libro sia parcheggiato sul mio comodino.
Più tardi, a casa, ho scoperto cose molto interessanti relative a questa pubblicazione... vedremo se la lettura confermerà i molteplici giudizi positivi che ho letto in rete.

Fonte foto e testo: dalla rete


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venerdì 7 dicembre 2007

"Mondo senza fine" di Ken Follett: impressioni a caldo

"Mondo senza fine", il nuovo romanzo di Ken Follett, è uscito in Italia, in prima mondiale assoluta, lo scorso 18 settembre 2007.
Quello stesso giorno io ero in libreria, puntuale, per comprarlo (ed ho portato anche le prove dell'acquisto in questo post!).
Due giorni fa, quindi dopo due mesi e mezzo dall'acquisto, ho portato a termine la lettura delle 1.370 pagine che lo compongono, e provo ora a scrivere un giudizio quanto più obiettivo e, spero, non influenzato dalla lettura delle numerose recensioni presenti in rete.

Intanto un battuta sul titolo "Mondo senza fine": forse sarebbe stato più azzeccato chiamarlo "libro senza fine" perchè il romanzo, pur molto interessante e godibile, a un certo punto dà l'impressione che si stia seguendo una telenovela, una sorta di "Beautiful" follettiana dove intrecci tra parentele, gelosie, amori eterni, corna, figli nati da tradimenti coniugali, suore e frati dalle "tonache bollenti", stupri, omicidi, misteri, ecc. ecc... la fanno da padrona.
Insomma, la fine del romanzo sembra non arrivare mai, e si tira un respiro di sollievo quando (finalmente) si arriva all'ultima pagina, scoprendo il lieto fine auspicato nelle 1.300 pagine precedenti.
Non che sia un brutto romanzo, tutt'altro, ma è inevitabile fare il paragone con quel capolavoro che fu “I pilastri della terra”, romanzo che narra le vicende ambientate nella stesso villaggio di Kingsbridge, ma due secoli prima, al tempo della costruzione della cattedrale gotica.
I due racconti, seppur definibili uno il clone dell'altro, sembrano quasi narrati da due scrittori diversi: "I pilastri della terra" risulta molto più intrigante e coinvolgente, mentre "Mondo senza fine" è un po' più scontato nelle vicende, facendo spesso ricorso a scene di sesso quasi a far pensare che questo rappresenti un'esca da parte dell'autore per mantenere vivo l'interesse del lettore.

C'è poi una cosa che mi ha fatto riflette sullo stile del romanzo: alcuni passaggi sono ripetitivi e spesso risultano un po' fastidiosi (ma dopotutto, vista la mole del romanzo, alcune volte ci sta di fare un riassunto per ravvivare nella memoria del lettore fatti avvenuti parecchie pagine indietro); in altri brani, poi, il modo di illustrare la scena ha uno stile non proprio tipico di Follett, e mi viene in mente la descrizione dello scenario di guerra in Francia come esempio.
Insomma, viene da pensare che lo scrittore gallese si sia fatto dare un "aiutino" da qualche altro scrittore per alcune parti del romanzo, quasi che abbia dato in "appalto" in più stralci la stesura del romanzo dopo aver stabilito il percorso guida.

Quanto, poi, alle critiche lanciate dalla Chiesa in riferimento alle vicende contenute nel romanzo che incolpano il clero di non essersi adoperato a prestare aiuto alla povera gente al tempo dell'infuriare della peste, ma anzi di essere scappato in cerca di scampo... beh, che devo dire... è un romanzo, non è un trattato di storia medievale: cerchiamo di valutare con un po' di buonsenso.

In conclusione: "Mondo senza fine" è un ottimo romanzo, sarebbe stato forse un eccellente romanzo se non avesse dovuto "combattere" la fama del suo predecessore.
Lascia però sempre il dubbio che dietro la scrittura di questo romanzo da parte del bravo Ken Follett ci sia, più che l'auspicio di dare un seguito alle vicende che tanto appassionarono i lettori dei "pilastri" in tutto il mondo, il desiderio di rimpinguare (e di parecchio) il proprio conto in banca.
Desiderio ampiamente esaudito, immagino...

Fonte foto: dalla rete

martedì 20 novembre 2007

A tavola con Harry Potter

Avevo già parlato di lei in questo post: la mia amica fotografa/scrittrice/cuoca Luisa Vassallo mi ha fatto ieri una bella sorpresa, facendomi recapitare a domicilio dalla sua Casa Editrice (Edizioni Ancora) il suo ultimo libro: "A tavola con Harry Potter".

Canon EOS400D - Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/100 - F2.8 - ISO200 @ 36 mm.

Canon EOS400D - Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/100 - F2.8 - ISO200 @ 19 mm.

Una volta pensavo che per diventare un bravo cuoco mi ci sarebbe voluto una magia... che fosse la volta buona?? :-)

Ciao Luisa, e grazie!

venerdì 9 novembre 2007

Luisa Vassallo: fotografa, scrittrice e... cuoca

Conobbi Luisa Vassallo diversi anni or sono, quando entrambi frequentavamo assiduamente Usefilm, una comunità virtuale di fotoamatori molto frequentata a livello internazionale.
Pur non avendola mai incontrata personalmente, ho sempre nutrito nei suoi confronti una particolare stima e ammirazione, per la sua innata sensibilità come fotografa e la particolare atmosfera "magica" che riesce a catturare in ogni sua foto.

L'ho conosciuta come fotografa, ma l'ho vista evolversi come scrittrice.

Luisa vive e lavora ad Imperia.
Lettrice da sempre di letteratura fantasy, ma in particolare delle opere Tolkeniane, ha saputo coniugare felicemente nei libri che ha curato, dedicati alla Terra di Mezzo, anche la sua passione di cuoca.

E sì, perchè Luisa, con l'amica Cinzia Gregorutti, ha iniziato per gioco organizzando cene Hobbit con gli amici, raccogliendo poi le ricette nel loro primo libro per "golosy del fantasy": era il 2003 e il libro si intitolava "A tavola con gli Hobbit".

La sfida delle autrici era quella di realizzare un vero libro di cucina a partire dalle ricette e dai riferimenti culinari citati nell'opera di Tolkien. Ne è venuto fuori un libro unico nel suo genere: godibilissimo nella lettura, filologicamente perfetto nelle citazioni e nel contempo pienamente usabile come un normale libro di ricette. Un regalo originale e pratico per gli appassionati di cucina e di Tolkien... che spesso vanno a braccetto. Il libro è organizzato seguendo l'ordine alfabetico delle cibarie tolkieniane oltre ad avere un pratico indice per genere e per menù (dalla prima colazione alla cena). Per chiunque voglia cimentarsi in un pranzo in stile "fantasy" o stupire con qualche piatto rigorosamente letterario. Provare per credere!

Un anno dopo, nel 2004, sempre insieme a Cinzia Gregorutti, fu la volta de "L'erbario di Tolkien. Ricette e rimedi naturali nella Terra di Mezzo".

Le opere del professore di Oxford sono un mare immenso e le autrici di "A tavola con gli Hobbit" questa volta vi si immergono alla ricerca di erbe mediche e ricette per tisane e manicaretti medicali. Dopo una introduzione a opera dell'esperto tolkieniano (e medico) Paolo Gulisano, il volume inizia con la descrizione delle piante e delle erbe (fantastiche e non) presenti nei vari testi della saga del "Signore degli Anelli", per giungere ai vari usi nella "medicina naturale". Per finire una sezione dedicata allo... spirito: grappe e liquori aromatizzati. Tutti gli ingredienti sono di origine tolkeniana controllata e garantita, come dimostra l'indice delle citazioni in fondo al testo.


Nel 2005, a chiudere la trilogia dedicata agli Hobbit, Luisa Vassallo pubblica insieme a Paolo Gulisano "Giochi da Hobbit. Feste e divertimenti dalla Terra di Mezzo"

Questo libro chiude la trilogia dedicata all'arte del "buon vivere" nella Terra di Mezzo. Dopo la cucina e la cura di sé, è il momento di una dimensione fondamentale della vita degli Hobbit: il "playing", ovvero la dimensione "ludica" del vivere, così cara a JRR Tolkien. Si tratta di un vero e proprio "ricettario" di quest'arte dello stare insieme, che si ispira direttamente alla saga del "Signore degli Anelli" e da essa trae i molti riferimenti a giochi, feste, scherzi con indicazioni pratiche di come eseguirli.

A questo punto la curiosità e il divertimento erano tali che inevitabilmente Luisa continua a percorrere queste strade del “gusto fantasy”.
Grazie al lavoro di ricerca svolto successivamente con Paolo Gulisano intorno a "Le Cronache di Narnia", Luisa ha avuto modo di approfondire la figura del suo autore, C.S. Lewis, attraverso le sue scelte culinarie che risultano spesso più esotiche, varie e sofisticate rispetto a quelle dell'amico Tolkien.
E' il 2006, e i due autori pubblicano "La cucina di Narnia. Ricette e menu dal mondo di Aslan"

Cosa ci fanno Paolo Gulisano e Luisa Vassallo nelle cucine di Narnia? Curiosi e divertiti si aggirano tra pentoloni che bollono emanando effluvi di soffritto, balsamici vapori di salsine, essenze di primizie e gustose fragranze di carni arrosto. Tra i due c’è chi osserva con l’occhio clinico del medico, constata e prende appunti. Da appassionato di letteratura sa che dietro tutto quel daffare c’è qualcuno che veglia e dirige i cuochi e gli apprendisti - che nutrono nascostamente e umilmente eroi, cavalieri ed esseri fatati - un personaggio eclettico e singolare che ha tessuto le trame di grandi e belle storie: C.S. Lewis.
L’altra firma del libro, poetessa ma famigliare a mestoli e palette, sollevando il lembo di un telo che ricopre una pagnotta messa a lievitare. “Non potremmo capire l’esistenza delle fate se non avessimo conosciuto col palato ma anche col cuore, il sapore del pane o il gusto del latte appena munto. Non potremmo penetrare lo sguardo di un troll senza conoscere il sapore della rucola, e la profondità di un druido senza aver assaggiato i frutti di bosco o aver contemplato il colore del miele d’acacia alla luce della luna…”

La pubblicazione più recente di Luisa è dedicata, questa volta, al maghetto più famoso del mondo: Harry Potter.

J.K. Rowling l'ha guidata, insieme a Barbara Paoletti, nelle cucine del suo mondo magico mostrandole quanto uso si può fare di un ingrediente che sta alla base sia della cucina tradizionale che della narrativa: la fantasia.
Nella saga di Harry Potter molte portate non esistono nei ricettari babbani (burrobirra, gelatine tutti gusti + 1, bacchette magiche alla liquirizia, ecc.) e hanno costretto Luisa e Barbara a mettere a dura prova la loro capacità di elaborare ricette completamente nuove sulla base d'indizi legati semplicemente al colore e al gusto che l'autrice ha fornito.
Una sfida che ha dato molte soddisfazioni alle due scrittrici e che, sicuramente, ingolosiranno cuochi e lettori.


Sullo stile dei volumi precedenti che intendono unire il sapore dei piatti al gusto della letteratura, "A tavola con Harry Potter" (in libreria dal 24 ottobre 2007) prevede una prima parte descrittiva e una seconda parte divisa in due ricettari: l’uno babbano e l’altro magico. Entrambi i ricettari sono divisi in voci (primi, secondi, verdure, pesci, dolci) e anche l’ordine interno delle ricette, voce per voce, è alfabetico.
Oltre 200 le ricette presentate, tutte realizzabili, e una sezione dedicata ai più piccoli, per divertirsi e imparare la magia della cucina.



Per chi fosse curioso di sapere qualche altra cosetta riguardo a Luisa Vassallo, lascio i links di due interviste fatte alla scrittrice/fotografa/cuoca da Marina Lenti e da Luca Balduzzi, buona lettura!

martedì 16 ottobre 2007

il "Mondo senza fine" e il mondo che cambia

Da Dentro al Replay del 16/10/2007

"Mondo senza fine", l'ultimo romanzo di Ken Follett, uscito in Italia in prima mondiale assoluta lo scorso 18 settembre 2007, si sta dimostrando, nel bene e nel male, il libro del momento.
Girando per la rete ho letto un po' di recensioni di chi è già arrivato alla fine delle 1.360 pagine (io ne ho lette quasi 400 quindi, facendo un rapido calcolo, me ne restano ancora "solo" un migliaio per arrivare al termine del racconto) e le opinioni spaziano dal capolavoro assoluto fino alla cagata pazzesca, passando per le inutili polemiche sulle presunte manipolazioni della realtà storica apportate dall'autore fino alle accuse di anticlericalismo.

Ma non ho aperto il post per parlare di questo.
Mi interessava parlare di come le parole "Mondo senza fine" e "Ken Follett" stiano riversando un consistente flusso di visite su questo blog; tutta "colpa" di due post
(questo e questo) i cui links appaiono tra i primi risultati derivanti dalla ricerca su Google di notizie relative al romanzo in oggetto e al celebre scrittore gallese.

Ho detto "un consistente flusso":
oddio, il mio non è un blog da grandi numeri, quando mi va grassa posso arrivare fino alla bella cifra di 150 (!!) visite giornaliere (e per favore, non ridete voi dei blog "dei piani alti"!), ma scorrendo le statistiche relative alle chiavi di ricerca ho notato che nelle prime due settimane di ottobre, circa il 66% dei visitatori del blog (quindi i 2/3 del totale) sono arrivati su queste pagine in seguito alla ricerca di quelle paroline magiche.
E il bello è che questo blog segue (o almeno cerca di seguire) una "linea editoriale" che gira intorno al mondo della fotografia, e invece la maggior percentuale delle visite arriva in cerca di notizie di letteratura.

Nei giorni scorsi si era discusso, nella blogsfera, di come alcuni bloggers avessero deciso di applicare una semplice formula per attirare più visite sul proprio blog.
Una formuletta semplice semplice:

+ gnocca = + visite

La stessa regola per la quale le riviste di attualità mettono le donne nude in copertina: attirare l'occhio, avere maggiore visibilità, vendere di più (indipendentemente dai contenuti mediocri).
I bloggers più smaliziati sanno come far affluire traffico usando specchietti per le allodole, basta saper fare i titoli giusti o inserire una foto al momento giusto e nel contesto giusto, mantenendo però i contenuti in linea con la filosofia del blog: la quantità e la qualità insieme.

Io non ho messo la gnocca (volontariamente), ma la letteratura (involontariamente): è arrivata (e sta arrivando) gente.

Il mondo sta cambiando?

martedì 18 settembre 2007

"Mondo senza fine" di Ken Follett: da oggi in libreria...

...ed anche sul mio comodino!

Come annunciato già da giorni sul suo sito, oggi, 18 settembre 2007, è uscito in Italia, in prima mondiale assoluta, l'ultimo romanzo dello scrittore gallese Ken Follett.

Avevo dato l'appuntamento in libreria in questo post, e sono stato di parola!
Ho appena acquistato
"Mondo senza fine": 20 euro per 6 cm. di spessore dato dalle 1.370 pagine di carta sottile rilegate in un elegante volume con sovra-copertina stampata nei colori nero e oro...
Non vedo l'ora di iniziare la lettura, ma prima devo terminare le ultime 400 pagine de "I pilastri della terra" (dal quale "Mondo senza fine" riprende l'ambientazione nell'immaginario villaggio di Kingsbridge, ma due secoli dopo la costruzione della cattedrale gotica avvenuta nel primo libro) che mi sta tenendo sveglio fino a tardi tutte le sere.

Ecco le prove dell'acquisto... :-)

Canon EOS400D - Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/25 - F2.8 - ISO400 @ 19 mm.

Canon EOS400D - Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/15 - F2.8 - ISO400 @ 28 mm.

Canon EOS400D - Tamron 17-50 F/2.8 XR Di II
1/15 - F2.8 - ISO400 @ 35 mm.

Ho trovato in rete questa interessante intervista di Andrea Romano all'autore di "Mondo senza fine" pochi giorni prima dell'uscita del libro, vale la pena di perderci 5 minuti.

mercoledì 5 settembre 2007

"Mondo senza fine" - il nuovo romanzo di Ken Follett

Girando per la rete ho trovato una notizia, per me, molto interessante: uscirà in Italia il 18 settembre 2007, in prima mondiale assoluta, il nuovo romanzo di Ken Follett.

Il nuovo romanzo del re dei bestseller si intitola “World without end” (Mondo senza fine), ed è una sorta di seguito, ma ambientato due secoli dopo, del popolarissimo “I pilastri della terra” del 1989 (che sto attualmente leggendo), che raccontava il sogno di Tom di costruire una cattedrale nell’Inghilterra medievale.
Nel suo sito lo scrittore gallese racconta le titubanze nell’accingersi ad esaudire i moltissimi lettori che da anni chiedevano un seguito al romanzo, ed i timori di non riuscire a trovare l’alchimia giusta per ripeterne il successo.
La storia, ambientata a partire dal 1327, avrà come sfondo la terribile epidemia di peste che nel XIV secolo dimezzò la popolazione europea.
I protagonisti saranno un discendente di Tom il costruttore e un discendente di Jack Jackson, mastro costruttore della cattedrale.
Il romanzo sarà edito da Mondadori.

Durante l'estate mi sono letteralmente appassionato allo stile di narrazione di Ken Follett.
Ho praticamente divorato alcuni suoi romanzi; come già accennato sto attualmente leggendo "I pilastri della terra", ma ho letto anche:
  • Nel bianco
  • Triplo
  • Codice A zero
  • Il codice Rebecca
  • La cruna dell'ago

Ci diamo appuntamento in libreria il 18 settembre?

Fonte foto: www.ken-follett.com