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giovedì 7 ottobre 2010

news in libreria: "Il cimitero di Praga" di Umberto Eco

Umberto Eco - IL CIMITERO DI PRAGA

Editore: BOMPIANI
Collana: LETTERARIA ITALIANA
Pubblicazione: 10/2010
Prezzo: € 19,50

"Ingaggiato dai servizi segreti di mezza Europa, un cinico falsario ordisce trame, congiure, complotti, attentati che hanno, di fatto, orientato il percorso storico e politico del nostro continente. Un romanzo sulle pieghe più segrete e inconfessabili della politica di un Ottocento, che riverbera una luce inquietante sul tempo in cui viviamo."


Il 29 ottobre 2010, a trent’anni esatti dalla pubblicazione del Nome della Rosa, lo scrittore, filosofo, accademico, semiologo, linguista e bibliofilo italiano di fama internazionale Umberto Eco, consegnerà al pubblico il suo nuovo romanzo, "Il cimitero di Praga" (ed. Bompiani).
Mistero sulla trama, anche se da indiscrezioni si sa che parlerà di un falsario, il Capitano Simonini, ingaggiato dai servizi segreti di alcuni paesi d’Europa.
La vicenda è ambientata a metà Ottocento e fa riferimento al cimitero dove è sepolto il rabbino Jehuda Low ben Bezalel, che creò il Golem.
La casa editrice stamperà il libro con una tiratura iniziale di 200-250 mila copie e per la prima volta un libro di Eco sarà tradotto anche in hindi.
Eco racconterà, attraverso lo spunto della vicenda di Simonini, la nascita delle Nazioni moderne.


Fonte: Italiamagazineonline.it del 25/08/2010
di Paolo Cappelli

Una delle novità editoriali in uscita ad autunno porterà la firma di Umberto Eco.
L’illustre semiologo proporrà un romanzo storico dal titolo “Il Cimitero di Praga” (con ogni probabilità il riferimento è al cimitero ebraico della città) e c’è da scommettere che sarà un altro successo in termini di vendite. Annunciato come un tomo corposo (circa 500 pagine), ma non troppo per gli standard di Eco, il libro ripercorrerà la seconda parte del secolo che ha visto la nascita delle grandi nazioni occidentali: l’Ottocento.

Fu il secolo dei tentativi di restaurazione delle forme di potere antecedenti la rivoluzione francese, il secolo della rivoluzione industriale e delle trasformazioni sociali, delle guerre rivoluzionarie e d’indipendenza che portarono alla nascita, tra le altre nazioni, dell’Italia unita nel 1861. E probabilmente non è un caso che l’uscita del libro sia così vicina temporalmente alle celebrazioni per il 150° di quella ricorrenza (marzo 2011). A quanto è dato sapere dallo scarno comunicato di Bompiani, ancora una volta editore privilegiato, leggeremo delle gesta di un falsario dalle grandi qualità artistiche e professionali, in grado di creare falsi bolli, scritti e documenti ufficiali che si premurerà di disseminare nelle varie cancellerie europee. La collocazione storica sembra essere, quindi, più che appropriata.

Sono due gli aspetti che vale la pena sottolineare di Eco, in attesa di leggere il suo nuovo romanzo.

In primo luogo, l’attualità delle storie da lui raccontate.
Già trenta anni fa, con Il Nome della Rosa, Eco ci aveva dipinto un mondo, quello medievale, in cui l’acutezza e la velocità del pensiero erano osteggiate dal puro formalismo e dalla più rigida ortodossia. Adso da Melk ci racconta le gesta dell’intenso e perspicace Guglielmo da Baskerville nello scoprire un intreccio che è all’origine della morte di alcuni monaci di un’abbazia dell’Italia settentrionale, prima dell’entrata in scena della Santa Inquisizione. Dal punto di vista stilistico, il ricorso al flashback tramite l’espediente del racconto di memorie passate è stato efficacemente sfruttato nell’adattamento cinematografico.

Vent’anni dopo, lo schema si ritrova in Baudolino, altro campione di vendite, dove romanzo storico e fantastico si incrociano e fantasia e menzogna fanno la storia. Si racconta il viaggio avventuroso di Baudolino (poi San Baudolino, patrono di Alessandria, città che ha dato i natali all’autore) nelle campagne piemontesi, accompagnato da Niceta Coniate (dotto bizantino, realmente esistito), cui il protagonista confida 60 anni della propria vita durante l’assedio di Costantinopoli del 1204. Un racconto nel racconto, in cui ai ricordi si mischia la fantasia.

Il secondo aspetto riguarda il rapporto tra narratore e ascoltatore e tra romanzo e lettore.
Nelle due opere sopra citate, Eco non fa che rappresentare, con dovizia di particolari, aspetti diversi e complementari di due personaggi che potrebbero benissimo essere la stessa persona. La giovanile ingenuità di Adso da Melk si rivela preziosa agli occhi di Gugliemo nel trovare l’intuizione giusta e giungere alla soluzione del mistero, nonostante i depistaggi dei monaci coinvolti negli omicidi. A cosa sarebbe servita, però, tale semplicità se non bilanciata dall’età e dalla saggezza di Guglielmo?
Non si completano forse Baudolino e Niceta, l’uno di estrazione umile e cultura popolare, mentitore incallito, che salverà Alessandria dall’assedio del Barbarossa grazie a una bugia, e Niceta, sapiente eremita e grande ascoltatore? Di lui, Baudolino arriverà a dire “Tu sei diventato la mia pergamena Signor Niceta, su cui scrivo tante cose che avevo persino dimenticato, quasi come se la mano andasse da sola”.

Menzogna come motivo di condanna dei bugiardi, che non fanno altro che mentire anche sulle cose infime. Menzogna come scelta di vita, come ispirazione, come segno. Umberto Eco è un semiologo (studia cioè i “segni” e il significato che questi assumono nella comunicazione) e questo aspetto non va sottovalutato. Quando la menzogna si fa comunicazione diviene segno. Predecessori illustri, come Platone, Aristotele, Sant’Agostino, Bacone, Cartesio, De Saussure, Popper, De Mauro, o Lotman, tanto per citare i più importanti, avevano adottato lo stesso approccio.

In questo sta il rapporto tra il romanzo di Eco e il lettore: nel presentare il segno (la menzogna) come una scelta di vita, facendo intuire le conseguenze di tale scelta, ma mai rivelandola fino alla fine. In questo Eco riesce rimanendo fedele al suo stile di grande uomo di cultura, che può vantare, tra le altre, competenze filologiche, storiografiche, filosofico-religiose e letterarie, tutte raccolte in uno stile difficile, ma allo stesso tempo avvincente.

Baudolino lamenta nella sua vita d’aver sempre confuso quello che vedeva e quello che desiderava vedere. Credo capiti a tutti noi, ma il problema si risolve con poco: basta inventare una buona bugia e la corsa riparte.

venerdì 24 settembre 2010

news in libreria: "la caduta dei giganti" di Ken Follett

Primo grande romanzo di "The Century", la nuova trilogia di Ken Follett incentrata sulla storia del ventesimo secolo, La caduta dei giganti è un'opera epica, uno straordinario affresco storico che, al pari de I pilastri della terra e Mondo senza fine, è destinato a diventare un classico.
In libreria dal 28 settembre 2010.


Ken Follett - LA CADUTA DEI GIGANTI

I destini di cinque famiglie si intrecciano inesorabilmente attraverso due continenti sullo sfondo dei drammatici eventi scatenati dallo scoppio della Prima guerra mondiale e dalla Rivoluzione russa.
Tutto ha inizio nel 1911, il giorno dell'incoronazione di Giorgio V nell'abbazia di Westminster a Londra. Quello stesso 22 giugno ad Aberowen, in Galles, Billy Williams compie tredici anni e inizia a lavorare in miniera. La sua vita sembrerebbe segnata. Amore e inimicizia legano la sua famiglia agli aristocratici Fitzherbert, proprietari della miniera e tra le famiglie più ricche dInghilterra. Lady Maud Fitzherbert, appassionata e battagliera sostenitrice del diritto di voto alle donne, si innamora dell'affascinante Walter von Ulrich, spia tedesca all'ambasciata di Londra. Le loro strade incrociano quella di Gus Dewar, giovane assistente del presidente americano Wilson. Ed è proprio in America che due orfani russi, i fratelli Grigorij e Lev Pevkov, progettano di emigrare, ostacolati però dallo scoppio della guerra e della rivoluzione.
Dalle miniere di carbone ai candelabri scintillanti di palazzi sontuosi, dai corridoi della politica alle alcove dei potenti, da Washington a San Pietroburgo, da Londra a Parigi il racconto si muove incessantemente fra drammi nascosti e intrighi internazionali. Ne sono protagonisti ricchi aristocratici, poveri ambiziosi, donne coraggiose e volitive e sopra tutto e tutti le conseguenze della guerra per chi la fa e per chi resta a casa.

Titolo originale: Fall of giants
Mondadori (collana Omnibus stranieri)
2010 - 1032 pagg. - € 25,00


Primo volume della nuova trilogia "The Century", è fissata per il 28 settembre 2010 l’uscita in contemporanea mondiale del nuovo grande romanzo di Ken Follett, ‘La caduta dei giganti’ (Fall of giants), uno sguardo approfondito sui destini di cinque famiglie che, attraverso i drammi che hanno sconvolto il mondo, abbraccia un lungo periodo di tempo della nostra storia a partire dalla Prima Guerra Mondiale, attraverso la Rivoluzione russa, fino ad arrivare alle lotte per il voto alle donne.

Il romanzo, che verrà pubblicato nell’edizione italiana dalla casa editrice Mondadori, è un’opera ambiziosa, enciclopedica, più di mille pagine che servono all’autore per ricostruire con la solita abilità un’avvincente saga storica, intrecciando la grande Storia con la storia più piccola dei protagonisti che danno vita al romanzo, facendoli vivere, amare, lottare e soffrire, sullo sfondo dei grandi avvenimenti che hanno segnato il corso del Novecento.

Saranno gli intrecci di cinque famiglie a popolare le pagine di questo primo volume della nuova serie, una stella a cinque punte formata da una famiglia tedesca, una inglese, una gallese, una russa e una americana che, con personaggi e storie indimenticabili, trascineranno il lettore a contatto con ricchi aristocratici, poveri ambiziosi e donne volitive, protagonisti e comprimari che con i loro drammi e le loro gioie personali attraverseranno i primi anni del secolo scorso.

Il secondo libro della trilogia "The Century", dovrebbe essere pubblicato nel 2012 e i protagonisti saranno i figli dei personaggi presenti in "La caduta dei giganti", l’autore racconterà del loro modo di vivere durante la Grande Depressione e la Seconda guerra mondiale, mentre l’ultimo volume della serie, previsto per il 2014, prenderà in esame la terza e ultima generazione raccontandone le vicende durante la guerra fredda.
Una grande saga moderna che si muove e sviluppa senza soluzione di continuità da Washington a San Pietroburgo, dalla sporcizia e i probabili rischi in una miniera di carbone ai scintillanti lampadari di un grande e lussuoso palazzo, dai corridoi del potere alle camere da letto dei potenti.

Come sempre accade con Ken Follett, l’ambientazione storica è studiata nei minimi particolari e i personaggi, ricchi di sfumature ed emozioni, si alternano in una trama congegnata in rapido movimento. La mano del maestro ci guiderà attraverso il XX secolo, in quel mondo che credevamo di conoscere bene, ma che dopo aver letto "La caduta dei giganti" non ci sembrerà più lo stesso.


L’AUTORE
Ken Follett è nato a Cardiff nel 1949 e vive a Londra. Laureatosi in filosofia all’University College di Londra, ha lavorato come giornalista. La sua straordinaria carriera di scrittore inizia nel 1978, con l’exploit di La cruna dell’ago. Hanno ottenuto un successo mondiale anche i successivi romanzi (tutti editi da Mondadori) come Il codice Rebecca (1981), L’uomo di Pietroburgo (1982), Sulle ali delle aquile (1983), I Pilastri della terra (1990), Notte sull’acqua (1991), Il terzo gemello (1996), Codice a zero (2000), Le gazze ladre (2001), Il volo del calabrone (2003), Nel bianco (2004) e Mondo senza fine (2007).

Il sito web dell’autore www.ken-follett.com

venerdì 23 luglio 2010

Ken Follett torna con una trilogia intitolata "Century"

Si intitola "Fall of Giants" (La caduta dei giganti) il prossimo romanzo dello scrittore inglese Ken Follett che uscirà in 14 nazioni il prossimo 28 settembre.

Una pubblicazione in contemporanea mondiale che coinvolgerà alcune tra le maggiori case editrici, tra le quali Mondadori, l'editore italiano dell'autore di tanti bestseller, Penguin negli Stati Uniti, Random House Mondadori in Spagna e America Latina, Laffont in Francia, Pan Macmillan in Gran Bretagna e Australia, Lubbe in Germania e Unieboek in Olanda.
"Fall of Giants" sarà il primo di una trilogia intitolata "Century" (Secolo) che racconterà il destino di cinque famiglie intrecciate tra di loro (un'americana, una russa, una tedesca, un'inglese e una gallese) dallo scoppio della prima guerra mondiale fino alla rivoluzione russa.
Il secondo libro della serie, ambientato durante la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale, uscirà nel 2012, seguendo le storie dei figli e dei protagonisti del precedente romanzo.
Il terzo volume sarà nelle librerie nel 2014 e narrerà le vicende familiari degli eredi dei precedenti personaggi ambientate nello scenario della Guerra Fredda.

L'autore inglese da oltre 100 milioni di copie grazie a bestseller come "La cruna dell'ago" e "I pilastri della terra" riproporrà anche nella trilogia "Century" un suo meccanismo narrativo prediletto: i personaggi escono da un conflitto per entrare in un altro.
La notizia della pubblicazione del primo volume della trilogia è on line sul sito internet ufficiale di Ken Follett.
Quello disegnato da Follett è "uno scenario perfetto per esercitare il suo talento: una saga storica che unisce la narrazione epica de 'I pilastri della terra' e di 'Mondo senza fine' con la suspense delle sue classiche spy stories", ha detto Amy Berkower dell'agenzia Writers House che rappresenta lo scrittore inglese. "Una pubblicazione in contemporanea da parte dei più importanti editori del mondo rappresenta l'ideale per lanciare un romanzo che dà vita alla più tumultuosa, violenta e complessa epoca dei tempi moderni", ha aggiunto Berkower.

martedì 18 maggio 2010

news in libreria: "Il segreto di Excalibur" di Andy McDermott

Fonte: ThrillerMagazine del 18/05/2010

Andy McDermott - IL SEGRETO DI EXCALIBUR

"The Secret of Excalibur", 2008
Traduzione Andrea Mart e Stefano Tettamanti
Longanesi, collana La Gaja Scienza 962
pagg. 472, euro 19,60
ISBN 978-88-304-2770-9

Bournemouth, sud dell'Inghilterra: l'archeologa Nina Wilde e il fidanzato Eddie Chase, ex SAS e guardia del corpo, decidono di far visita alla famiglia di Eddie. Sono appena partiti, quando si trovano per le mani uno strano messaggio. Lo storico Bernd Rust è convinto di aver scoperto come localizzare Excalibur, la leggendaria spada di re Artù: un'arma di una potenza incredibile e devastante che, se finisse nelle mani sbagliate, rischierebbe di alterare per sempre gli equilibri mondiali...
Nina è scettica, ma quando Bernd viene ucciso in modo efferato sotto i suoi occhi deve ricredersi. Sono davvero troppe le persone interessate al ritrovamento: alcuni mercenari russi sembrano disposti a tutto pur di impadronirsene, e persino il governo americano è coinvolto. E se Excalibur esistesse davvero? Se fosse più di una semplice spada? Nina e Eddie vengono così catapultati in una caccia senza confini, dai torridi paesaggi del Medio Oriente ai misteriosi castelli austriaci, dalla verde campagna inglese ai gelidi mari della Russia, in una frenetica corsa contro il tempo che li costringerà a rischiare ogni cosa, faccia a faccia con un nemico spietato.


Sarà in libreria in questi giorni la terza avventura di una coppia ormai consolidata nella narrative thriller/avventurosa. Parliamo della giovane e coraggiosa archeologa Nina Wilde e del suo compagno Eddie Chase che partono alla ricerca di un'arma leggendaria: Excalibur.

Lo scrittore che ha creato questi due simpatici protagonisti è l'inglese Andy McDermott e questo terzo volume è intitolato Il segreto di Excalibur (The Secret of Excalibur, 2008)
La critica inglese e anche i lettori accostano il nome di Andy McDermott a quelli di Clive Cussler e di Wilbur Smith ritenendolo un loro naturale erede per il modo di scrivere e le avventure narrate.

La serie "Nina Wilde and Eddie Chase" è così composta:
The Hunt for Atlantis — In cerca di Atlantide
The Tomb of Hercules — Il tesoro di Ercole
The Secret of Excalibur — Il segreto di Excalibur
The Covenant of Genesis
The Cult of Osiris
The Sacred Vault (previsto per il 2010)

La leggenda narra che chi avrà il possesso di Excalibur la famosa spada di Re Artù diventerà invincibile in battaglia e forse Excalibur è molto più di una spada, è un'arma terribile.
Così quando Nina riceve un messaggio da Bernd Rust, studioso e storico, che afferma di aver trovato il sito dove è nascosta la spada, la ragazza dubita molto che la faccenda sia vera, però si deve ricredere quando l'uomo viene ucciso e allora insieme a Eddie Chase segue le tracce lasciate da Rust e queste porteranno i due protagonisti in un vortice di avventure incredibili e a un ritmo da cardiopalma.


Andy McDermott è inglese, nato ad Halifax nel 1974, si è laureato presso la Keeke University, ha lavorato molti anni come giornalista e redattore di riviste come "DVD Review" e ha anche lavorato come fumettista, grafico e recensore di videogiochi, per poi passare alla professione di scrittore a tempo pieno.


Un brano:
«Diamine», disse Chase. «È quello che penso che sia?» «Lo è», rispose Nina strabiliata. A differenza di Caliburn, finemente ornata, Excalibur era molto semplice, spartana. Il suo unico ornamento era costituito da una coppia di serpenti attorcigliati intorno all'elsa... esattamente come l'aveva descritta Rust. Era altresì evidente, però, che forgiarla aveva richiesto un bel po' di tempo e di lavoro, il metallo della lama aveva una lucentezza simile a quella del mercurio, l'elsa sembrava modellata a perfezione sulla stretta di un uomo in particolare. «Oh Dio, povero Bernd. Ha passato tutti quegli anni a cercare di capire come ritrovarla, e aveva ragione... ma non è qui a vederla.» Mitchell fece un passo avanti, sfiorò Nina e si posizionò tra le due bare. «La cosa importante è che siamo stati noi a trovarla, e non i russi.» Si inginocchiò e fece cenno a Nina di avvicinare la torcia elettrica. Un po' infastidìta, Nina obbedì. «Guarda quant'è raffinata la finitura del metallo. Avevamo ragione, è ben più che acciaio.» Protese una mano, per impugnare l'elsa...

venerdì 16 aprile 2010

"L'uomo di Pietroburgo" di Ken Follett: impressioni a caldo


Ken Follett - L'UOMO DI PIETROBURGO

Londra, 1914. l'impero britannico sta vivendo la sua ultima lunga estate. La Germania si prepara alla guerra e l'Inghilterra cerca disperatamente alleati. La soluzione sembra poter venire dalla Russia. Churchill, primo lord dell'ammiragliato, si reca da lord Stephen Walden per ottenere il suo aiuto. Il giovane principe Aleksey Orlov, nipote dello zar Nicola, sta per giungere a Londra per dei colloqui segreti, e lord Walden nonsolo lo ospiterà, ma rappresenterà l'Inghilterra al tavolo delle trattative. Ma ci sono altre persone interessate alla presenza a Londra del principe Orlov: Charlotte, la figlia dei Walden, caparbia e idealista; Basil Thomson, capo della sezione speciale, e soprattutto Feliks Ksessinsky, l'anarchico russo, l'uomo senza paura venuto da Pietroburgo. Via via che le trattative si protraggono, i destini di questi personaggi s'intrecciano ineluttabilmente e, mentre l'Europa si prepara alla catastrofe della guerra, si svolge l'ultima tragedia familiare che sconvolgerà l'esistenza di lord Walden. L'atmosfera di un'epoca che sta per scomparire rivive in questo romanzo di Ken Follett ricco di azione, suspance, romanticismo.

Titolo originale: "The Man from St. Petersburg"
Mondadori (collana Oscar Bestsellers)
Traduzione: P. Bonomi
1982 - 336 pagine - € 9.50


Mi è capitato, nei giorni scorsi, di sbirciare tra i titoli contenuti in una libreria a casa di amici e di scorgere un vecchio racconto di uno dei miei autori preferiti: Ken Follett.
Ho letto la quarta di copertina, poi ho iniziato a leggere le prime pagine e... ne sono stato letteralmente risucchiato!
"L'uomo di Pietroburgo" è un romanzo storico... no, un thriller... o forse è meglio dire un giallo... ma anche spy-story non stona come definizione... boh! è un racconto che descrive in maniera molto accurata l'epoca nel quale è ambientato, con personaggi ben caratterizzati, e tra roventi passioni, colpi di scena e momenti di forte suspance mantiene letteralmente incollato il lettore alle pagine del libro, nonostante una trama con "intrecci" tra i soggetti e coincidenze temporali al limite dell'incredibile.

In questo racconto ho ritrovato il Ken Follett già a suo tempo apprezzato il altre spy-stories come "La cruna dell'ago" o "Il codice Rebecca"; lasciamo da parte "I pilastri della terra" e "Mondo senza fine", quelli sono due capolavori non paragonabili!

"L'uomo di Pietroburgo" è un libro veloce e appassionante che consiglio vivamente; riporto ora qualche commento dei lettori trovati nel web, buona lettura!

Un ottimo libro.... veloce e coinvolgente con un bellissimo finale....

Squallido, una vera delusione. Sempliciotto e pieno di luoghi comuni, uno stile veramente mediocre. Mi aspettavo di più...

Secondo me uno dei più bei libri scritti da Ken Follet che dà sicuramente il meglio di se nei romanzi storici, ma che qui ha superato sé stesso unendo azione e amore!! Nel finale è d'obbligo versare fiumi di lacrime! Da leggere.

Molto bello, appassionante e coinvolgente. Lo consiglio!

E' con vero dispiacere che commento in modo un po' annoiato questo romanzo a dir poco inverosimile per gli intrecci dei protagonisti, i turbamenti che subiscono nel rivedersi ben dopo 20 anni. I libri di Follett mi hanno sempre coinvolto, questo proprio no.

Lo pensavo superiore a "Notte sull'acqua", il mio primo romanzo di Ken Follett, sulla base delle recensioni che avevo letto. Oggi, terminata la lettura de "L'uomo di Pietroburgo" posso affermare che è vero il contrario e credo che ciò vada ricercato nella datazione dei due romanzi. Il romanzo oggetto di recensione è stato scritto diversi anni prima ed è evidente l'abbozzo di quello stile che farà grande Follett! Il suo cavallo di battaglia, ossia la caratterizzazione dei personaggi che giostrano in un determinato contesto, ne "L'Uomo di Pietroburgo" è appena accennata rispetto al più completo e coinvolgente, dal punto di vista in esame, "Notte sull'acqua". Un romanzo che segna l'ascesa di Ken Follett e pertanto godibile con un finale da film ed epilogo che racconta il destino dei personaggi principali, anni dopo la conclusione del romanzo. Nel complesso direi che può esser letto, ma certamente (e questo è un consiglio) prima di "Notte sull'acqua" e comunque nulla ha da regalare ad un lettore esperto.

Bello bello bello avvincente (come CODICE REBECCA), ti tiene incollato come al solito, bello anche il finale! Lo consiglio!!!

Bel libro, bella trama come ci ha da sempre abituato Follet, consigliato a chi vuole leggere un bella storia senza nulla di eccezionale: il mio voto sarebbe un 4/5 anche se gli do un 3 per paragonarlo agli altri dello stesso scrittore.

Gran bel libro, peccato il periodo in cui si svolge la vicenda, a ridosso del primo conflitto mondiale. Ci sono personaggi noti, come Winston Churchill e meno, come il protagonista. E' una storia di un anarchico e di una ragazza, quasi tutta la vicenda si svolge in una villa inglese, ma anche Londra avrà il suo spazio. Non è sicuramente il migliore di Ken Follett, ma è molto bello.

Bello, bello, bello! Alla fine ti dispiace che finisca. La storia è molto originale e ben costruita, i personaggi ben delineati; inoltre Ken Follett ancora una volta ricostruisce magistralmente l'atmosfera del tempo in cui si svolge la narrazione. Consigliatissimo! Follett resta uno dei miei scrittori preferiti (contemporanei e non).

Davvero un ottimo romanzo! Non era facile da organizzare... avrei voluto che durasse un pò di più... sta di fatto che risulta una lettura rapida e molto appassionante!

Questi libri non dovrebbero mai finire! Bravo Follett, ormai mi hai colpito appieno! Ancora una storia che ti tiene incollato al libro.

Buon Libro per Follett... ho trovato varie analogie con La Cruna Dell'Ago che per me rimane il migliore dei suoi Thriller. Comunque è stato piacevole, la storia scorre bene ed i personaggi sono ben descritti caratterialmente.

E' indubbio che si tratti di un bel libro. Concordo con chi ha notato molte analogie con la cruna dell'ago, anche se il " nostro" Feliks risulta piu' umano e "simpatico" della spia nazista. Come Trama mi ricorda anche un po' "il giorno dello sciacallo" di Forsyth. Ripeto è un libro piacevole, scorrevole, avvincente. Follet promosso a pieni voti.

Romanzo decisamente lontano da "Mondo senza fine" o da "Pilastri della terra". Si legge con facilità ed ha un finale scontato.

venerdì 26 marzo 2010

news in libreria: "Il quinto servitore" di Kenneth Wishnia

In libreria dal 25 marzo 2010.


Kenneth Wishnia - IL QUINTO SERVITORE
ed. Longanesi (collana La Gaja scienza)
Traduzione di Elisabetta Valdrè
2010, 492 p., € 19,60


Un grido squarcia il velo della notte. È un nome ripetuto ossessivamente per le strade di Praga da una voce disperata. Il nome di una vittima. È una bambina. È cristiana. Ed è stata sgozzata il Venerdì santo del 1592. Il suo corpo dissanguato viene rinvenuto in una bottega ebraica. Benyamin Ben Akiva, quinto servitore del ghetto, si precipita sulla scena del crimine per far luce sull’accaduto, ma le cose si mettono subito malissimo. La folla reclama a gran voce una punizione esemplare che metta fine una volta per tutte alle sordide pratiche giudaiche: «Ogni anno gli ebrei ammazzano un cristiano per mescolarne il sangue al loro maledetto pane pasquale». Il proprietario della bottega finisce in catene con l’accusa di omicidio rituale, mentre la moglie e la figlia vengono affidate alle ’cure’ del vescovo Stempfel, l’inquisitore appena giunto in Boemia per estirpare la malapianta della stregoneria. E questa volta nemmeno la protezione dell’imperatore Rodolfo salverà gli ebrei dalla furia vendicatrice della popolazione cristiana. Benyamin ha solo tre giorni di tempo per trovare il vero colpevole e consegnarlo alle autorità, altrimenti il ghetto sarà raso al suolo. Perché salvare la vita del bottegaio vuol dire salvare tutto il suo popolo. Le sue uniche armi sono la sottile arte del ragionamento e la millenaria sapienza ereditata dai tanti rabbini che l’hanno preceduto. Ma nei meandri del ghetto si aggira una realtà ben più cruda dello spettro antisemita.


"Un thriller storico avvincente come pochi: personaggi straordinariamente vivi e moderni e un'epoca descritta con grande intnsità."
Publishers Weekly

L'autore:
Originario del New Hampshire, Kenneth Wishnia ha studiato letteratura e cinema alla Brown University e alla San Francisco State University, arti visive alla Rhode Island School of Design, ha conseguito un dottorato in letterature comparate e insegna letteratura e scrittura creativa al Suffolk County Community College. È uno specialista di storia e cultura ebraica. Il suo libro d’esordio è stato candidato all’Edgar. Il quinto servitore è il suo primo romanzo storico e ha suscitato immediatamente l’entusiasmo di lettori e critici negli Stati Uniti. Vive e lavora a New York.

Un brano:
I topi si sparpagliarono sul mio cammino, lasciando sottili scie di sangue con la coda. Tolsi di mezzo a calci alcune delle disgustose creature, scavalcai le impronte che si stavano sciogliendo nel ghiaccio e mi feci largo tra le persone impietrite sulla soglia del negozio. Riconobbi nella donna isterica la stessa che avevo visto prima con il fazzoletto blu in testa. Dalla sua cesta sporgevano carote ed erbe aromatiche in fiore: doveva essere accaduto qualcosa mentre faceva la spesa. La donna agitava le braccia come un mulino a vento impazzito, minacciando ferri incandescenti e altre terribili torture a chi aveva perpetrato quel delitto contro la cristianità, mentre la proprietaria terrorizzata la pregava di smetterla. Sul pavimento, tra le due, giaceva il corpo di una bambina bionda che poteva avere sei o sette anni, con la veste insanguinata e il volto immobile e spento della morte. Tenni a freno l’impulso di inginocchiarmi accanto a lei e toccarla, giusto per capire se quel povero corpicino fosse ancora caldo. Non potevo farlo di fronte a un’isterica testimone cristiana. Meglio lasciar perdere.

lunedì 22 marzo 2010

"La mano di Fatima" di Ildefonso Falcones: impressioni a caldo

Ildefonso Falcones - LA MANO DI FATIMA

Nei villaggi delle Alpujarras è esploso il grido della ribellione. Stanchi di ingiustizie e umiliazioni, i moriscos si battono contro i cristiani che li hanno costretti alla conversione. È il 1568. Tra i rivoltosi musulmani spicca un ragazzo di quattordici anni dagli occhi incredibilmente azzurri. Il suo nome è Hernando. Nato da un vile atto di brutalità — la madre morisca fu stuprata da un prete cristiano -, il giovane dal sangue misto subisce il rifiuto della sua gente. La rivolta è la sua occasione di riscatto: grazie alla sua generosità e al coraggio, conquista la stima di compagni più o meno potenti. Ma c'è anche chi, mosso dall'invidia, trama contro di lui. E quando nell'inferno degli scontri conosce Fatima, una ragazzina dagli immensi occhi neri a mandorla che porta un neonato in braccio, deve fare di tutto per impedire al patrigno di sottrargliela. Inizia così la lunga storia d'amore tra Fatima ed Hernando, un amore ostacolato da mille traversie e scandito da un continuo perdersi e ritrovarsi. Ma con l'immagine della mamma bambina impressa nella memoria, Hernando continuerà a lottare per il proprio destino e quello del suo popolo. Anche quando si affaccerà nella sua vita la giovane cattolica Isabel...

"La mano de Fàtima", 2009
Traduzione Nanda di Girolamo
Longanesi, collana La Gaja Scienza 941
pagg. 902, euro 22,00
ISBN 978-88-304-2722-8


Dare un giudizio "a caldo" sul romanzo "La mano di Fatima" dello scrittore spagnolo Ildefonso Falcones è una cosa estremamente difficile: con le emozioni suscitate dalla storia di Hernando e Fatima ancora ben vive dentro di noi si rischia di non essere obiettivi ed elogiare in maniera eccessiva il lavoro dell'avvocato di Barcellona.
Ma, pur cercando di essere obiettivo, devo dire che gli elogi che sarei tentato di scrivere se li merita proprio tutti!

Al suo secondo romanzo dopo il bellissimo "La cattedrale del mare", ancora alle prese con un romanzo storico, Falcones ha ideato una storia d'amore struggente, appassionante, commovente ma anche estremamente sofferta; così come Arnau, protagonista del primo romanzo, anche in questo caso la parabola umana di Hernando segue momenti di estrema povertà, di umiliazione, di sottomissione ad altri di agiatezza, potere, prestigio, in un continuo saliscendi che quasi angoscia il lettore ansioso di veder scritta la parola Fine alle sofferenze del protagonista, con un lieto finale che... è meglio non anticipare! (ma sarà davvero lieto?)
Il rammarico dopo avere terminato la lettura di questa storia è quello di aver potuto leggere poche pagine per sera: il romanzo "prende" molto, le pagine sono tante e i numerosi protagonisti spesso con nomi simili rendono un po' complicato, in alcuni casi, seguirne gli eventi.

Il mio giudizio? Da leggere, assolutamente!
Sia per gli appassionati del romanzo storico, che per quelli delle storie d'amore, ma anche per tutti gli altri... anche se, vi avviso, nei primi capitoli le crudeltà degli scontri tra musulmani e cristiani e le torture dell'Inquisizione sono in alcuni casi davvero difficili da digerire; Falcones è stato, in questi casi, fin troppo realistico spingendosi forse un pelo nel sadismo.
Ed ora, aspettiamo con ansia un nuovo romanzo, anche se sarà molto difficile rimanere su questi livelli...


Ecco una recensione al libro trovata in rete:

È giovane, coraggioso, intelligente, ma anche pieno di sentimento, generoso e onesto. Diviso tra due mondi, senza appartenere compiutamente né all’uno né all’altro; destinato ad amare ma anche a lottare con audacia e passione; idealista e pieno di speranze ma anche molto concreto e determinato. Hernando, morisco nella Spagna del sedicesimo secolo, è il protagonista del nuovo libro di Ildefonso Falcones, autore del bestseller internazionale La cattedrale del mare, romanzo d’esordio di maggiore successo in Italia nel 2007. Con il suo primo romanzo lo scrittore catalano ci ha trascinato nella Barcellona del quattordicesimo secolo sotto le volte, in costruzione, della cattedrale di Santa Maria del Mar, dove si consumano le tormentate vicende di Arnau, tra ingiustizie e tradimenti, guerre, odi religiosi, ignobili commerci, passioni indomabili e amori impossibili.
Ne La mano di Fatima ci invita, invece, a immergerci nel groviglio di lotte civili e religiose che sconvolsero la Spagna del Siglo de Oror, quando i moriscos, i musulmani iberici convertiti a forza al Cristianesimo, si ribellarono alle autorità cattoliche e cercarono di imporre il loro controllo su Grenada e altre città, cercando aiuto anche presso i fratelli turchi e algerini. In questo contesto storico di grande suggestione, ricreato da Falcones con particolare rispetto per le fonti e attenzione per i fatti realmente accaduti, si muovono i passi di Hernando, nelle cui vene scorre il sangue di una donna morisca e di un sacerdote cristiano. Vittima dei soprusi del patrigno Brahim, che non perde occasione di sfogare la sua brutalità sulla moglie Aisha, il ragazzo è odiato dalla sua stessa gente, che lo ha soprannominato “il Nazareno” e che lo guarda con sospetto perché gode di un trattamento di favore da parte dei preti del villaggio. Il sacrestano Andrés gli ha insegnato a scrivere e a far di conto, ma da parte islamica anche lo zoppo e autorevole Hamid lo ha preso sotto la sua protezione e gli ha trasmesso i precetti del Corano e la fede in Allah. Solo grazie al suo aiuto Hernando si salverà dal linciaggio delle folle musulmane in rivolta e verrà ingaggiato come mulattiere al servizio del re dei rivoltosi. Con il nuovo nome di "ibn Hamid" e la scimitarra donatagli dal suo protettore, viaggerà sulle strade della penisola iberica, sconfinerà nel nord Africa, si impegnerà per salvare dal martirio un ragazzino cristiano e dalla schiavitù la sua giovane e bella sorella, Isabel, una delle donne della sua vita. L’altra è Fatima, madre bambina dagli intensi occhi neri a mandorla: è lei che porta con sé la hamsa, l’amuleto che dà titolo al libro, un ciondolo raffigurante una mano con le cinque dita, con il potere di proteggere dal male. Entrerà nel suo cuore dal primo rocambolesco incontro e vi rimarrà nonostante le trame di Brahim, di Ubaid, malvagio carrettiere rivale, e del corsaro Barrax. Le sue mille peripezie lo legheranno anche al destino dei libri plumbei e del vangelo di Barnaba, misteriosi testi sacri che contengono riferimenti ai profondi legami tra l’Islam e il Cattolicesimo.
Una folla di personaggi, pittoreschi e affascinanti, dà vita a un romanzo storico e avventuroso, epico e corale, che racconta non solo la storia di un uomo di fronte alle grandi passioni e difficoltà della vita, ma anche l’epopea di un intero popolo e lo scontro tra due fedi e due civiltà. Sullo sfondo di un paese insanguinato, dove le violenze e gli estremismi religiosi abbondano da entrambe le parti, Hernando, con le sue scelte di tolleranza, rappresenta la speranza in una convivenza rispettosa. Un monito di pace che travalica i confini della storia per farsi urgente attualità e che Falcones rivolge ai lettori e al mondo intero.


...e i commenti dei lettori:

E’ un ottimo libro. Ci fa conoscere una parte di storia a molti sconosciuta traendo spunto proprio dalle vicende personali del protagonista, mettendo in mostra le atrocità e le intolleranze commesse in nome della religione e del razzismo da ambo i lati. Qualche parte è cruda ma necessaria per descriverci la vera vita a quel tempo. Nonostante sia molto lungo l’ho trovato scorrevole e avvincente. La fine per me è molto bella perché, da qualsiasi lato la si voglia interpretare (o presente o passato o futuro), ha vinto l’amore!

Una pagina di storia da me poco conosciuta. Molto coinvolgente. Non l'ho ancora finito ma sento già che mi mancherà!

Devo ammettere che mi aspettavo di più. Invece sono rimasto un pochino deluso, come per la Cattedrale del Mare anche qui riconosco un'ottima ricostruzione storica (per quanto io ne possa sapere) ma una trama a volte scontata e difficilmente avvincente. Insomma un bel libro che si legge, ma non si divora.

Da non perdere per chi ama il romanzo storico.

Ottimo libro. Attendevo il secondo libro di Falcones, dopo la Cattedrale del Mare, e l'ho letto durante le vacanze di Natale. Merita di essere letto.

Il libro consta, a mio avviso, di un romanzo estremamante artefatto, quasi costruito pagina su pagina per avere un corposo tomo. La vicenda trae origine da fatti storici interessanti ma, sia lo Hernando quanto la Fatima, perdono carattere, caratteristiche e persino fisionomia in un volume che "parla" di troppo e poco argomenta. Peraltro, la descrizione pressoché compiaciuta di massacri e stragi, rendono quasi che grottesche alcune situazioni. E pensare che io amo libri siffatti-corposi e di impostazione storica. Ma forse, il tutto ha origine da una mia scarsa accettazione del Falcones: che io reputo più attento agli aspetti commerciali del suo scrivere.

Il libro è bello e conferma l'autorevolezza dell'autore nello scrivere romanzi storici che affondano le radici veramente nella storia. Ho scoperto di ignorare un dolorosissimo pezzo di storia e mi sono convinta ancora di più di quanto sia importante studiare la storia passata per capire meglio quella attuale. Tuttavia, secondo il mio modesto parere, il libro è veramente lungo e rischia di farsi lasciare sul comodino per un po' di noia... quando non lo merita affatto! E' da leggere, indubbiamente... ma... qualche pagina in meno?

Interessante, ben scritto, documentato, un po' noioso nella parte centrale.

Sono felice di aver letto questo libro, mi è piaciuto, mi ha appassionato e ne consiglio la lettura. Non ho dato il masssimo dei voti poichè ho trovato le disavventure di Hernando al limite del ridicolo, almeno in alcuni frangenti, il libro eccessivamente lungo, 150 pagine di troppo, e figure come la madre del protagonista, una succube menagramo, eccessivamente noiose. Ovviamente questo è solo il mio parere... buona lettura a tutti.

A me è piaciuto un pelino più della cattedrale del mare... noioso? Mai... E' talmente bello che, nonostante la lunghezza, mi sono soffermato diverse volte a rileggere alcune splendide pagine... A differenza del libro precedente la fine è migliore... uno dei libri piu' belli mai letti... caro falcones 2 su 2 capolavori... mettiti a scrivere... non vedo l'ora che esca il tuo terzo libro... Gracias!

A me è piaciuto; non mi soffermo sul fatto della lunghezza perchè mi ripeterei all'infinito (come se la cosa fosse scoperta dopo aver acquistato il libro, non si vede prima che è voluminoso...). Capisco che a qualcuno possa anche dar fastidio la descrizione delle efferatezze compiute sia dai cristiani sia dai musulmani, ma non sono molti i romanzi basati su fatti storicamente documentati come questo. Inoltre il racconto scorre molto bene dalla prima all'ultima pagina.

Bellissimo libro, capolavoro in cui si mescolano la storia, narrata con esattezza incredibile e i sentimenti, con intrighi e tradimenti; il tutto condito dalla descrizione dettagliata dei personaggi, con le loro sfumature. Straordinario!!!

Bello e avvincente, ribadisce l'abilità dell'autore di ritrarre personaggi a tutto tondo e di riprodurre in immagini e parole le pagine più oscure della storia europea: qui tocca alla cacciata dei moriscos nella Spagna del XVI secolo. In alcune parti il romanzo appare prolisso, ma l'epopea di Hernando, Fatima e infine Rafaela, con la miriade di personaggi che ruotano intorno, rendono la lettura coinvolgente e brillante. Da leggere senza interruzioni per non perdere il filo.

Confesso che non mi ha elettrizzato il finale, insomma fare sparire cosí Fatima e tutta la famiglia a cui si era dedicata l'intera prima parte del libro... ma almeno un po' di riposo al povero Hernando dopo tante traversie lo si é concesso. Cmq un bel libro per svagarsi e anche un po' riflettere su certe atrocitá e ottusitá che non passano ma di moda purtroppo. A me piace molto come scrive Falcones, eh si che se non mi avessero regalato (accolto da parte mia con molto scetticismo) la Cattedrale sul mare non l'avrei mai scoperto visto che non compro di solito romanzi storici con annesso pippone romantico. Ma si che mi sono piaciuti entrambi invece!!

Personalmente non lo reputo all'altezza de "La cattedrale del mare", che mi aveva davvero entusiasmato. Forse l'argomento, a mio parere, meno coinvolgente, forse l'eccessiva lunghezza del romanzo che, in alcune fasi risulta monotono e un po' ripetitivo, forse i personaggi che, Hernando a parte, risultano un po' sbiaditi, comunque, un romanzo più che dignitoso a cui va riconosciuto una fedele e precisa costruzione, scevra da alcun tipo di partigianeria ideologico-religiosa.

Meno entusiasmante della Cattedrale sul mare ma pur sempre un gran bel libro che racconta la tregedia dei Moriscos spagnoli, dalla quale possiamo trarre ottime deduzioni anche per il presente. Il libro è ben scritto e il suo filo conduttore sono tanto la fede quanto l'amore, capace quest'ultimo, di superare ogni avversità che la vita pone davanti ai due protagonisti. Un gran bel libro che consiglio vivamente, soprattutto a chi in Andalusia c'è già stato.

Finalmente dopo due mesi ho terminato questo libro infinito. Premetto che il primo romanzo di questo scrittore mi era piaciuto veramente tanto mentre questo l'ho trovato lentissimo. Mi spiace perchè mi ero aspettata molto ma sono rimasta delusa.

Bellissimo romanzo storico, travolgente. Nella prima parte sono descritte scene crude e raccapriccianti, poi, dopo le prime cento pagine, parte la storia che è veramente avvincente. Va letto velocemente perchè ci sono tanti personaggi, con i nomi doppi. Lo consiglio agli appassionati del genere storico.

Indubbiamente bello, un po' prolisso in alcuni punti e imparagonabile con la Cattedrale del mare, voto pieno negato per i troppi punti morti, da leggere in ogni caso perchè la storia è interessantissima e tutto sommato coinvolgente.

Libro straordinario, di una bellezza sconvolgente, di straordinaria attualità, scorrevole e sopratutto UTILE. Già non ero razzista, ma ora, grazie a questo libro e alla figura di Maria, credo nell'unificazione delle religioni... o meglio nella speranza che le guerre sante finiscono da una parte e dall'altra. Si può coindividere il territorio anche se si è di religioni differenti.


...e per concludere, segnalo un'interessante intervista a Ildefonso Falcones sul blog SeTuttoFosseViola, buona lettura!