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venerdì 29 ottobre 2010

news in libreria: "Il cielo è un posto sulla terra" di Åke Edwardson

Fonte: librinews.com del 28/10/2010

Miglior romanzo poliziesco svedese nel 2001 è finalmente nelle librerie italiane "Il cielo è un posto sulla terra" di Åke Edwardson


Åke Edwardson - IL CIELO è UN POSTO SULLA TERRA

In una Goteborg autunnale, dove il rapido accorciarsi delle giornate prelude al lungo buio dell'inverno, tre stazioni di polizia ricevono le allarmate denunce di genitori i cui figli sono stati avvicinati da uno sconosciuto. All'apparenza, nessuno dei piccoli ha subito molestie di alcun genere: l'uomo si è limitato a farli salire sulla sua auto e a chiacchierare brevemente con loro. Ma dopo qualche tempo un quarto bambino viene ritrovato gravemente ferito e un quinto scompare, rapito dal passeggino in un centro commerciale durante un attimo di distrazione della madre.
Il commissario Erik Winter, che già si sta occupando di una serie di singolari aggressioni a studenti universitari, si sente toccato personalmente, in quanto i bambini hanno grosso modo l'età di sua figlia Elsa. Mette così in campo tutta la sua competenza di poliziotto e il suo intuito di genitore. E a poco a poco comincia a ricostruire l'oscuro legame che unisce i due filoni di indagine.

Titolo originale: Himlen ar en plats pa jorden
Editore: B.C. Dalai Editore
Traduttore: C. Giorgetti Cima
2010 - pag. 453 - € 19,50
Codice EAN: 9788860737601


Rilasciato in versione hardcover dalla casa editrice Norstedts nel giugno del 2001 con il titolo di "Himlen är en plats på jorden", arriva finalmente in Italia grazie alla Casa Editrice Baldini Castoldi Dalai il thriller di Åke Edwardson che, nella versione italiana tradotta da Carmen Giorgetti Cima, prende il titolo di "Il cielo è un posto sulla terra".

Nominato dalla svedese Crime Writers Academy come miglior romanzo poliziesco svedese del 2001, il volume di Edwardson ci porta a fare la conoscenza del suo personaggio più riuscito, l’ispettore Erik Winter, che ha esordito nel 1997 con "Dans med en ängel" e che al momento conta la bellezza di dieci volumi, anche se l’autore ha più volte dichiarato di non voler più scrivere ulteriori volumi di questa serie.

Quinto volume della "Erik Winter Series", "Il cielo è un posto sulla terra" è un romanzo giallo scritto nello stile della vecchia e buona scuola svedese, con un detective di mezza età nel ruolo di protagonista. Due casi paralleli sviluppano la trama, uno riguarda alcuni giovani universitari più volte aggrediti in diverse zone della città di Göteborg e l’altro una serie di molestie ricevute da dei bambini, fino alla sparizione di un piccolo dal passeggino all’interno di un supermercato.

Eric Winter ha la netta sensazione che ci sia un nesso di relazione tra i due filoni di indagine che potrebbe portare ad un solo colpevole e si getta a capofitto nel complicato tentativo di ottenere informazioni attendibili dai bambini in precedenza avvicinati e dai genitori disperati del piccolo rapito. I giorni che precedono il Natale saranno tutt’altro che tranquilli per Eric Winter, il tempo stringe e deve assolutamente risolvere il caso prima che sia troppo tardi.

Chiunque sia interessato a una raffinata capacità di esposizione linguistica e a una dettagliata caratterizzazione dei personaggi, caratteristiche che si riscontrano perfettamente in Henning Mankell, può tranquillamente abbandonarsi alla lettura del romanzo di Åke Edwardson, poiché come il suo illustre conterraneo anch’egli possiede e sviluppa in ogni storia che scrive queste caratteristiche peculiari.

"Il cielo è un posto sulla terra" è un libro incredibilmente emozionante che difficilmente si lascerà mettere da parte prima di averne ultimato la lettura. La speranza è che la Baldini Castoldi Dalai Editore pubblichi al più presto tutta la Serie Eric Winter.


L’AUTORE

Åke Edwardson è nato nello Småland nel 1953. Tre volte vincitore del premio per il miglior thriller svedese, è considerato, assieme a Henning Mankell, il più raffinato giallista scandinavo. I suoi romanzi hanno venduto milioni di copie e sono tradotti in più di venti lingue.
Dalle indagini del commissario Erik Winter è stata tratta una serie televisiva di grande successo.

Il sito web dell’autore http://www.akeedwardson.se/

martedì 26 ottobre 2010

news in libreria: "La bestia dentro" di Søren Hammer e Lotte Hammer

Søren Hammer e Lotte Hammer - LA BESTIA DENTRO

Nella palestra di una scuola vengono rinvenuti cinque cadaveri impiccati: a occuparsi del caso è chiamato il commissario Konrad Simonsen della squadra omicidi di Copenaghen, bonario, autoironico e disincantato.
Il maggiore indiziato sembra da subito il bidello Per Clausen – un alcolista, divorziato e distrutto dalla morte della figlia – che presto si toglie la vita alimentando nuovi interrogativi: c’è un legame tra il suo suicidio e l’impiccagione nella palestra?
Nel frattempo, prima negli Stati Uniti, poi in Europa, viene promossa da Erik Moerk, un imprenditore vittima di abusi sessuali, un’inquietante campagna antipedofili online dal titolo Five pedophiles executed in Denmark.
L’opinione pubblica danese si interroga senza trovare risposte su chi siano le vittime: i cinque uomini impiccati o i bambini violentati, e le indagini procedono a fatica, facendo luce sul misterioso rapporto che legava l’imprenditore Moerk e il bidello Clausen, da tempo in analisi e divenuto il leader carismatico di un gruppo di autoaiuto per le vittime di abusi.
Quale parte ha avuto nella vicenda Clausen? Perché si è ucciso? E chi è lo Scalatore, enigmatico personaggio anche lui segnato nel corpo e nell’anima dagli abusi subiti?

Titolo originale: Svinehunde
Editore: Kowalski
2010 - pag. 512 - € 19,00


Arriverà nelle librerie italiane dal 27 ottobre 2010, edito da Kowalski, il thriller d’esordio dei fratelli Søren Hammer e Lotte Hammer, che con "La bestia dentro" (Svinehunde) hanno entusiasmato la stampa del Nord e gli appassionati di thriller, scuotendo con un atroce dubbio etico l’intera Danimarca: la gravità del reato legittima la ferocia dell’esecuzione?

Diventato subito un bestseller in Danimarca, "La bestia dentro" è in corso di pubblicazione in sedici Paesi, tra cui gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia, la Germania e la Spagna e pensare che tutto ha preso inizio sette anni fa, quando Søren Hammer si è trasferito al primo piano della casa di sua sorella Lotte, proponendole di realizzare un progetto insieme:
«Le ho chiesto se mi aiutava a scrivere un romanzo giallo. Entrambi avevamo precedentemente scritto dei racconti e avevamo ben sei romanzi inediti nel cassetto, ma non abbiamo mai pensato di realizzare qualcosa di serio. Inizialmente non doveva essere un thriller e non pensavamo di pubblicarlo, era soltanto un piccolo progetto, scritto solo per divertimento, ma quando finalmente il romanzo è stato completato, la tentazione di realizzarne qualcosa di concreto è stata troppo grande.»

La trama, in breve, ci porta in Danimarca, alla fine delle vacanze d’autunno, dove due giovani studenti, fratello e sorella, fanno ritorno a scuola di buon mattino, sfidando una nebbia fitta e ostinata. È ancora presto per entrare in aula e così, per ingannare l’attesa, i due fratelli decidono di raggiungere la palestra per giocare a palla. Ma lì, tra lo stupore e l’orrore, ad attenderli ci sono i corpi nudi di cinque uomini impiccati. Giustiziati, forse.
Le vacanze del commissario Konrad Simonsen, che stava godendosi il riposo malgrado i rimbrotti salutistici della figlia, vengono interrotte senza tante cerimonie e gli viene assegnata la direzione dell’indagine per cui ha a disposizione mezzi illimitati e tutta la Sezione Omicidi di Copenaghen. Un’esecuzione così feroce impone anche di scomodare il vecchio capo Kasper Planck da cui il commissario Simonsen – "che ama gli angoli retti e le relazioni coerenti" – cerca ancora di imparare il sesto senso e un’abilità mediatica invidiabile.
L’indagine da subito si allarga ben oltre i confini della scuola e assume contorni sempre più inquietanti. Online appare una sconvolgente campagna antipedofilia in grado si accendere una vera e propria caccia alle streghe con una domanda, un dubbio etico, che risuona su tutto e su tutti, quasi fosse un mantra: la gravità del reato legittima la ferocia dell’esecuzione? E poi, qual è la differenza fra un’esecuzione e un omicidio?

Acquistato da circa cento editori di tutto il mondo all’ultima Fiera del Libro di Francoforte, il volume di Lotte Hammer, 55 anni, ex infermiera e assistente domiciliare e Søren Hammer, 58 anni, ex docente di programmazione al college e insegnante a Fredericton, ha sorpreso l’intera editoria internazionale, aprendo le porte del successo a questi due illustri sconosciuti danesi che, con questo primo episodio di una serie ben pianificata che vedrà all’opera il commissario Konrad Simonsen e il suo team della Sezione Omicidi di Copenaghen e che prima di essere pubblicato ha subito una sostanziosa ‘cura dimagrante‘ che lo ha portato dalle mille pagine originarie alle cinquecentododici che troveremo in libreria, si avviano a diventare un punto di riferimento per la nuova narrativa thriller danese.

GLI AUTORI:
Søren Hammer e Lotte Hammer, danesi, sono fratello e sorella.
La bestia dentro è il primo thriller di una serie con protagonisti il commissario Konrad Simonsen e la Sezione Omicidi di Copenaghen. Gli autori hanno già dato vita al secondo volume della serie con il titolo di "Alting har sin pris", letteralmente, "Ogni cosa ha il suo prezzo", ambientato sulla calotta glaciale della Groenlandia.

martedì 12 ottobre 2010

news in libreria: "La figlia sbagliata" di Jeffery Deaver

Jeffery Deaver - LA FIGLIA SBAGLIATA

Megan è un’adolescente in crisi per il divorzio e il disinteresse dei genitori, soffre di disturbi della personalità, ha tentato il suicidio gettandosi da un ponte. Quando riceve la telefonata di uno psicologo che sostituisce per quella settimana il suo terapeuta, si presenta senza sospetti all’appuntamento.
Aaron Matthews, dopo averla sedotta, la narcotizza, e la trascina con sé in un viaggio insanguinato da una serie di delitti. Matthews porta avanti un piano perfetto, costruito con lucida follia e animato da una feroce sete di vendetta.
Solo il padre di Megan, tormentato dai sensi di colpa, potrà strapparla a un destino segnato. Ma prima dovrà salvare la propria vita.

Titolo originale: Speaking in Tongues
Editore: Rizzoli
Collana: Rizzoli narrativa
2010 - pag. 360 - € 18,50


Sarà in tutte le librerie il prossimo 20 ottobre 2010 il nuovo libro di Jeffery Deaver dal titolo "La figlia sbagliata" (Speaking in Tongues).
Un romanzo dal ritmo vertiginoso, incentrato su una imprevedibile serie di omicidi, sulla pazzia e sul potere ipnotizzante e senza limiti del linguaggio. Anche se fuori dall’universo di Lincoln Rhyme, il thriller conserva la profonda intensità che caratterizza lo stile di Deaver e i lettori avranno modo di leggere un romanzo emozionante e fin troppo coinvolgente.

La trama, in breve, ci porta a conoscere Megan McCall’s, diciassettenne con qualche problema psicologico dovuto principalmente alla separazione dei suoi genitori e allo scarso interesse che gli stessi dimostrano nei suoi confronti. Il suo estraniarsi dalla realtà e la sua personalità complessa, l’hanno portata anche a tentare il suicidio gettandosi nel vuoto da un ponte e ora è in cura presso un bravo psicologo per tentare di ritrovare un po’ di se stessa.
Così quando attraverso una telefonata le viene detto che il suo abituale psicologo verrà sostituito da un altro specialista per l’intera settimana, si presenta tranquillamente all’appuntamento per effettuare la solita seduta senza minimamente sospettare che quello sarà l’inizio del suo incubo.
Aaron Matthews, il brillante psicologo che si è sostituito al medico che ha in cura Megan, ha trasformato il suo naturale talento nella professione in un progetto assurdo e psicopatico del quale saranno i suoi pazienti a farne le spese. Infatti, dopo aver ammaliato con le parole la povera Megan, riesce a narcotizzarla e a trascinarla in un incubo fatto di delitti e situazioni paradossali.
Matthews ha in mente un unico e solo piano, vendicarsi di Tate Collier, la madre di Megan, e non importa se per riuscire nel suo intento sarà costretto ad uccidere molte persone, nella sua logica pazzia tutto quello che succederà sarà soltanto funzionale al suo progetto.

Caratterizzato da una frenetica corsa contro il tempo e dalla manipolazione psicologica subita dalla vera protagonista del romanzo, Megan, il romanzo di Deaver non vi lascerà il tempo di pensare ad altro attirando su se stesso tutta la vostra attenzione, per lasciarvi, alla fine, senza parole.

L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.

lunedì 20 settembre 2010

news in libreria: "La Psichiatra" di Wulf Dorn

Wulf Dorn - LA PSICHIATRA

Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un’umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l’Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all’Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare all’ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l’incubo. Nessuno l’ha vista uscire, nessuno l’aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l’Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia.
Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine...

Casa Editrice Corbaccio
Collana Narratori Corbaccio
traduzione di Alessandra Petrelli
2010 - Pag. 400 - € 18,60


Per Corbaccio, casa editrice che pubblica narrativa e saggistica in prevalenza su argomenti di avventura ed esplorazione, è apparso nelle librerie italiane dal 2 settembre 2010 La Psichiatra, il romanzo "caso editoriale" scritto dal tedesco Wulf Dorn.
Il volume, uscito originariamente in Germania undici mesi fa, ha raggiunto inaspettatamente il successo grazie al passaparola dei lettori, portando il suo (allora) autore esordiente di quarant'anni in cima alle classifiche di vendita con oltre 100.000 copie vendute in tre mesi.
Ora, tradotto da Alessandra Petrelli, è approdato sugli scaffali italiani, presentato da Donato Carrisi (Il Suggeritore) che avverte: "ci sono posti nella mente umana che nessuno dovrebbe visitare...".

On line è presente anche un sito completamente dedicato all'opera: lapsichiatra.it

L'Autore Wulf Dorn è nato nel 1969. Ha studiato lingue e per anni ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Vive con la moglie e il gatto vicino a Ulm, in Germania. Già autore di racconti horror, nel 2009 ha debuttato con Trigger, edito oggi in Italia col titolo La Psichiatra.

lunedì 28 giugno 2010

"L'uomo scomparso" di Jeffery Deaver: impressioni a caldo

Jeffery Deaver - L'UOMO SCOMPARSO

Tutto comincia in una scuola di musica di New York. Un killer, compiuto un omicidio, si chiude dentro una classe. In pochi minuti la stanza è circondata dalla polizia. Improvvisamente dall'interno arriva un urlo, seguito da un colpo di arma da fuoco. Sfondata la porta, gli agenti si trovano di fronte a un mistero: nell'aula non c'è nessuno. Una nuova sfida per Lincoln Rhyme e la bella Amelia Sachs: per lei la risoluzione del caso potrebbe significare una promozione, mentre per Lincoln è solo l'ennesimo duello con un criminale che stavolta è anche un maestro dell'illusionismo, "il Negromante", che li provoca con delitti raccapriccianti e sparizioni sempre più diaboliche.

Titolo originale: "The Vanished Man", 2003
Casa Editrice Rizzoli (BUR Best Seller)
Traduzione: Maura Parolini, Matteo Curtoni
464 pagine - € 7,90


LA RECENSIONE DI Fantascienza.com:
Nuovo appassionante capitolo della saga che vede ancora una volta protagonista la coppia più famosa del thriller contemporaneo.
Per Lincoln Rhyme, criminologo del Dipartimento Di Polizia della grande Mela, è arrivato il momento di duellare con un nuovo, astuto e diabolico serial-killer. Stavolta è tutto diverso: l'uomo sembra usare trucchi di magia, o meglio di illusionismo, e mentre altri omicidi si consumano in modo sempre più misterioso e terrificante, Lincoln, al fianco della sua consueta assistente Amelia Sachs e di una ragazza di nome Kara, apprendista illusionista, si immerge nell'oscura e ambigua realtà della magia, dove i diversionisti sono capaci di trarre in inganno non solo gli occhi, ma anche la mente... e dove tutto ciò che sembra ovvio, imminente, è l'esatto contrario.
Il nuovo thriller di Deaver è uno di quegli scritti la cui natura sensazionale si comprende bene dalle prime pagine. La suspance, gli intrighi e i sentimenti fortemente umani dei protagonisti, non hanno mai smesso di fuoriuscire dalla penna dell'autore nella stesura finale neanche per un istante, conferendo comunque uno stile scorrevole, fluido e perfetto; del resto l'americano è maestro di quest'arte: esporre con parole chiare concetti, dialoghi e vicende che però imprimono tensione... brivido.
Deaver, è stato definito dal Times come il miglior autore di gialli-thriller del nostro tempo e questo romanzo ne è una conferma brillante. Un libro che lascia con il fiato sospeso dalla prima all'ultima riga, dove la soluzione definitiva all'enigma sembra essere più volte percepita, ma che però, inevitabilmente, scivola sempre di mano...


IL MIO GIUDIZIO:
Deaver riesce sempre a stupirmi. Colpi di scena continui (forse troppi?), ore di sonno (le mie) perse correndo dietro ad un colpevole che sembra inafferrabile, e anche se si riesce ad acciuffare sparisce in una nuvola di fumo... inizi a fare un'ipotesi sull'identità dell'assassino e quando, proseguendo con la lettura, ti sei fatto un'idea sul probabile colpevole, lo scrittore ti cambia le carte in tavola e tutto viene rimescolato... un rompicapo senza fine, una suspance continua.
Si arriva in fondo quasi senza fiato: grazie Deaver!
Ed ora non vedo l'ora di leggere il prossimo episodio della serie de "le indagini di Lincoln Rhyme"...


L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.


I COMMENTI DEI LETTORI:
E' una tipica lettura estiva. Veloce e incalzante, senz'altro si legge tutto di un fiato. Il problema di questo libro è che ci sono troppi colpi di scena, diventa esagerato, poco verosimile e dunque alla fine un po' deludente. Ho apprezzato molto di più Deaver in La Lacrima del Diavolo.

Pessimo, veramente pessimo. Deaver scrive le solite cose e poi quando fa l'identikit del killer descrivendo la scena del crimine... risulta troppe volte ripetitivo e fa si che la lettura sia noiosa. La struttura dell'UOMO SCOMPARSO l'ho trovata uguale a IL COLLEZIONISTA DI OSSA. Il criminologo si piange sempre addosso... non mi piace. Da non leggere assolutamente perchè troppo scontato.

Carino, non indimenticabile, ma godibile. Non mi ha però invogliato a scoprire l'autore... non so se leggerò altro di Deaver.

Il ritmo incalzante fin dalle primissime pagine coinvolge nella lettura, l'uso di "diversioni" e trucchi magici a lungo andare spiazza anche chi legge, tanto che verso la fine non si sa più a cosa crere e cosa aspettarsi... forse nel finale ha un po' ecceduto con i colpi di scena, ma nel complesso mi è piaciuto molto, di certo gli amanti del genere non si annoieranno!

Dopo un inizio avvincente, soprattutto se si è affascinati dal mondo della magia, l'autore si è purtroppo smarrito in una trama troppo contorta ed inverosimile. Personaggi interessanti spariscono e geni del male diventano improvvisamente un po' stupidi, che delusione! Per rifarmi ho iniziato a leggere i racconti della raccolta Spirali che mi hanno riconciliata con Deaver.

Un libro bello e avvincente. I colpi di scena si susseguono fino all'ultima pagina, come appunto i giochi di prestigio di un mago. Dal cappello a cilindro di Deaver esce un piccolo gioiellino.

E' il primo lirbo di Deaver che leggo e l'ho trovato molto avvincente anche se spesso si dilunga in particolari poco comprensibili ed inutili. Anche i colpi di scena sono veramente eccessivi e a volte un po' inverosimili. Comunque,in considerazione del ritmo incalzante e del coinvolgimento, prevedo di leggere altri libri di questo autore.

Non il mio preferito ma in grado di tenerti con il fiato sospeso... forse per l'intreccio con i giochi di illusionismo e una "vittima" che aiuta il criminologo a catturare il cattivo...

Ottimo come tutti i suoi romanzi. Ritmi serrati e colpi di scena dalla prima pagina... trasformazioni e numeri di prestigio a non finire... grande Jeffery

Lyncoln Rhyme e Amelia Sachs riprendono la caccia: un nuovo serial killer insanguina le strade di New York. Un caso incredibile, una catena di delitti impressionante, un assassino che per far perdere le proprie tracce usa i trucchi dei grandi maestri dell'illusionismo. Lyncoln e Amelia vengono proiettati da un Deaver tarantolato in quel mondo suggestivo e ambiguo in cui finzione e realtà si mescolano sino a confondere chi indaga e, a tratti, purtroppo anche chi legge. Un gioco spietato, una corsa contro il tempo, una partita con la morte dove nulla è mai quello che sembra. Deaver stavolta supera sé stesso senza mettere la freccia e rischia purtroppo di finire in testacoda nel finale. Nessun colpo di sonno, tranquilli, solo un eccesso di velocità che, comunque, coinvolge e stupisce riga dopo riga. Come per il "Collezionista di ossa", più che un romanzo Deaver ci fa divorare una sceneggiatura. Condita e saporita forse più del dovuto ma che non resta sullo stomaco. Un libro da leggere, soprattutto se digerite a fatica le storie di Faletti.

Ho letto altri libri di Deaver e questo è sicuramente il peggiore;la delusione mi ha spinto a cominciare subito "IL GIARDINO DELLE BELVE", sempre di Deaver, mi mancano 50 pagine, ma è tutta un'altra storia. Bisognerebbe spiegare a Deaver che probabilmente un colpo di scena in meno, ma una trama più realistica, gli renderebbe di più.

Mi è piaciuto soprattutto perchè mi attirano i giochi di magia, insuperabili nel testo. Trama avvincente ed il libro si legge senza voler smettere. Un po' forzato il finale? Forse, ma piena assoluzione.

Romanzo poco fluido e troppo complicato dalla metà in poi. Qualche buon colpo di scena c'è, ma ritengo siano troppi e questo eccesso appesantisce il racconto, troppo ingarbugliato, pur se alla fine comprensibile. Mi sono visto costretto a saltare alcune pagine, sperando di arrivare il prima possibile alla conclusione e ho anche pensato di non riuscire ad arrivare sino in fondo... Ammetto che il genere poliziesco puro non mi aggrada e questo sicuramente ha inciso sul mio giudizio. Ma, al di là di questo, lo stile dello scrittore non mi ha catturato, se non a tratti. Ne consiglio, quindi, la lettura ai soli appassionati di Jeffery Deaver.

Buonissimo libro, costante la suspance, anche quando credi di aver capito tutto giri la pagina e... sorpresa, non hai capito niente! bravo l'autore!

Che dire? E' un libro che si legge piacevolmente, anche se la successione dei colpi di scena, alcuni dei quali gratuiti, è forse eccessiva. Un appunto: potrebbe l'autore ogniqualvolta nomina Amelia Sachs non ricordarci le sue ginocchia artritiche? Non dimentichiamoci che nel film "Il collezionista di ossa" Amelia è stata interpretata dalla "sanissima" Angelina Jolie. Lo paragonerei a un buon bicchiere di Lambrusco, leggero, frizzante ma non indimenticabile.

Jeffery Deaver non ha bisogno di troppi colpi di scena per attirare la mia attenzione! Amo la sua scrittura, fluida, semplice e piacevole. Amo i suoi personaggi intensi. Amo questo scrittore! L’uomo scomparso rientra nello stile dello scrittore e l’unica critica che mi sento di dare è l’eccessiva esagerazione dei colpi di scena che porta la trama a essere forse troppo contorta. Sicuramente tra i libri letti di Jeffery questo non è tra i migliori, ma resta comunque molto bello!

Ciò che mi è sempre piaciuto dei libri di Deaver sono stati i colpi di scena finali, pochi precisi e sconvolgenti da rigirare la storia come un calzino e farti vedere il racconto da un punto di vista diverso da ciò che avevi letto fino a quel punto. Ecco, questa caratteristica secondo me è stata troppo esasperata in "l'uomo scomparso" infatti nelle ultime 100 pagine si susseguono vorticosamente una ventina circa di colpi di scena innaspettati alcuni geniali e precisi altri del tutto superflui e fuori luogo... risultato: c'è il rischio di trasformare quello che poteva essere l'ennesimo capolavoro letterario di Jeffery Deaver in una patetica buffonata. Un finale così ricco che contrasta con una prima parte del libro un po' noiosa in cui, a parte qualche rocambolesco inseguimento poliziesco in città, non succede nulla o quasi a parte analizzare in maniera troppo tecnica e scientifica le prove raccote.

La coppia di protagonisti presenta, esasperandoli, tratti di molte altre coppie di detective, in primis Wolfe-Goodwin: l’uno dedito alla mera attività logica, l’altro all’azione. Qui, Lincoln Rhyme è addirittura tetraplegico, Amelia Sachs è agente di polizia in carriera. I due, che sono anche amanti (suppongo platonici...) vanno a caccia di un assassino-illusionista. Sulle motivazioni del serial killer, si innestano divagazioni stravaganti, la vicenda si trascina tra pretesi colpi di scena che lasciano alquanto indifferenti. Noioso

Ho letteralmente divorato questo romanzo, che considero uno dei più riusciti tra quelli -sempre e comunque avvincenti, almeno a mio avviso- scritti da Deaver, da anni il mio autore preferito, capace di stupirmi e catturare la mia attenzione come nessun altro. Il suo è uno stile di scrittura piacevolissimo, e la ricostruzione della scena del crimine e degli aspetti scientifici delle indagini è estremamente precisa e puntuale, ma non per questo di difficile comprensione, anzi. Vi consiglio caldamente la lettura de "L'uomo scomparso", certa che non vi deluderà!

venerdì 18 giugno 2010

"La scimmia di pietra" di Jeffery Deaver: impressioni a caldo


Jeffery Deaver - LA SCIMMIA DI PIETRA

Kwan Ang, noto come "lo Spettro" nel mondo del crimine organizzato cinese è uno spietato trafficante di uomini, braccato dalla polizia di New York, dall'FBI e dall'Ufficio Immigrazione. Ora le autorità statunitensi sono informate che lo Spettro si sta avvicinando a Long Island per sbarcare un carico di immigrati clandestini. Grazie a una brillante intuizione di Lincoln Rhyne, criminologo tetraplegico, la Guardia Costiera riesce a localizzare per tempo la nave, ma il criminale non esita a farla esplodere, con tutti i suoi disperati passeggeri a bordo.

Titolo originale: "The Stone Monkey", 2002
Casa Editrice Rizzoli (BUR Best Seller)
Traduzione: Maura Parolini, Matteo Curtoni
466 pagine - € 8,00


IL MIO GIUDIZIO:
Dico subito che mi è piaciuto. E molto. E non poteva essere altrimenti, visto che sono diventato un accanito divoratore dei racconti di Jeffery Deaver ed in particolare della saga "Lincoln Rhyme - Amelia Sachs".
Leggendo le opinioni dei lettori scovate in rete (che troverete proseguendo con la lettura) ci si fa un'idea di questo libro, secondo me, più negativa che positiva; ma questo non corrisponde a verità.
Ce ne fossero di "thriller brutti" così!! Il problema è che, è vero, non è forse il miglior racconto di Deaver in circolazione, ma è forse appena al di sotto della soglia (alta) alla quale lo scrittore statunitense ci ha abituati.
Leggetelo e mi saprete dire...


L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.


I COMMENTI DEI LETTORI:
E’ soprannominato "Lo Spettro" ed è un mercante... di uomini. Il lavoro che si è scelto è quello di portare persone dalla Cina, sua patria d’origine (Kwan Ang è il suo vero nome ), agli Stati Uniti d’America, tuttavia l'FBI e l'Ufficio Immigrazione sono da tempo sulle sue tracce e con l’ausilio di Lincoln Rhyme e Amelia Sachs, riescono ad individuare l’ultimo "carico" in arrivo a New York.
Proprio mentre i battelli della Guardia Costiera sono a poche miglia dalla nave, "Lo Spettro" realizza la sua mossa estrema: attiva l’esplosivo nascosto nella stiva. L’esplosione dell’imbarcazione conferma l’assoluta spietatezza dello Spettro, il quale ora deve agire con estrema durezza e rapidità: è consapevole che qualcuno è strappato al pericolo dalla Guardia Costiera, deve assolutamente sopprimere questi potenziali testimoni, Kwan Ang potrebbe essere riconosciuto: Lo Spettro potrebbe avere un volto e lui non può permetterlo, finora è riuscito a cavarsela grazie alla sua perfetta anonimità, potrebbe essere la fine della sua lucrosa attività criminale.
Le brillanti intuizioni di Lincoln Rhyme e il lavoro "sul campo" di Amelia Sachs però non avrebbero la stessa efficacia senza l’aiuto di un collega cinese che spiega loro la differente maniera di pensare (tipicamente orientale) dello Spettro che nei due giorni successivi cerca in ogni modo di arrivare a colpire i superstiti scampati al naufragio, da lui stesso provocato.
Questo libro di Jeffrey Deaver, stavolta, mi ha deluso parecchio, non ho trovato quasi nulla di interessante: la trama, dopo il frenetico inizio, veramente scoppiettante, comincia a scemare, precipitando il lettore in uno stato d’animo che somiglia parecchio a quello della noia, e devo dire che solo l’ammirazione per il suo modo di scrivere mi ha fatto andare avanti nella lettura, spesso sono stato tentato di interromperla. A me pare che manchi spesso in queste pagine, la tensione ed il coinvolgimento che da sempre caratterizzano i thriller dello scrittore americano, a mio parere questo libro non avvince, tanto è vero che per la prima volta (e finora unica) da quando leggo i romanzi di Deaver, a metà libro ho intuito come si sarebbe potuta svolgere il resto della vicenda e, di conseguenza, la "sorpresa" finale, non mi ha... meravigliato più di tanto.
A mio parere, questo romanzo non è consigliabile a chi si appresta a leggere per la prima volta un libro di Deaver, (meglio "Il collezionista d’ossa" oppure "la lacrima del diavolo") mentre chi conosce già l’autore perdonerà sicuramente questa caduta di stile nella produzione dello stesso, il quale, in ogni caso, col suo successivo "L’ Uomo scomparso" recupera immediatamente tutta la credibilità perduta con questo romanzo.

Ahi, un libro che non ha preso un appassionato di Deaver... Sconsigliato, dunque.

Dopo aver letto "La lacrima del diavolo" sono passato a questo libro, che ho invece trovato molto avvincente, per cui, appena terminato, ho deciso di leggermi "Il collezionista di ossa", e non penso di fermarmi qui.

In effetti il libro non è all'altezza degli altri di Deaver con protagonisti la coppia Rhyme e Sachs, ma dato lo squallore di altri romanzi del genere...!!!!

Sono uno di quelli che conoscendo bene l'autore l'ho perdonato per questo leggero passo falso!! Certo il libro è leggibile e scorrevole, Rhyme e Sachs sono sempre grandi, ma non è il solito intrigante, sorprendente, affascinante Deaver.

Come gli altri libri di Deaver ha una trama interessante ed originale, anche se sappiamo chi è il criminale riserva dei colpi di scena perché la vera identità dell'uomo è abilmente celata. Devo dire però che nel complesso mi è piaciuto meno di altri romanzi come Il collezionista di ossa o Lo scheletro che balla forse perché l'ambientazione nel mondo dei trafficanti di esseri umani o perché ad un certo punto l'azione scema e troppe diventano le parti descrittive. Anche qui troviamo analisi delle scene dei crimini commessi e dei reperti ma soprattutto un'azione investigativa svolta oltre che da Amelia Sachs anche dal detective cinese Sonny Li, che si basa sulla saggezza popolare orientale. Nel romanzo ci sono diversi personaggi di contorno, come i detective della polizia che aiutano Rhyme nelle indagini, il fido assistente Thom o i clandestini fuggiti che sperano di farsi una vita in America. Questi ultimi sono quelli più interessanti perché si vede come abbiano paura di essere scoperti ma trovino solidarietà nei propri connazionali, anche se qualcuno è sempre pronto a tradirli. Sicuramente non è uno dei migliori romanzi di Deaver.

mercoledì 9 giugno 2010

"Lo scheletro che balla" di Jeffery Deaver: impressioni a caldo

Jeffery Deaver - LO SCHELETRO CHE BALLA

Ex detective dalla mente raffinatissima ma costretto su una sedia a rotelle, Lincoln Rhyme sta inseguendo un ingegnoso serial killer capace di trasformarsi con abilità camaleontica a mano a mano che uccide le sue vittime. Una sola di esse è vissuta abbastanza a lungo per offrire un indizio agli inquirenti: il tatuaggio dipinto sul braccio dell'assassino, che mostra uno scheletro nell'atto di ballare con una donna di fronte a una bara. Rhyme ha soltanto quarantott'ore prima che il diabolico criminale colpisca di nuovo, ma almeno può contare ancora sulla bella Amelia, l'instancabile poliziotta che sostituisce le sue braccia e le sue gambe inferme.

Titolo originale: "The coffin dancer", 1998
Casa Editrice Rizzoli (BUR Best Seller)
Traduzione: Stefano Massaron
prima edizione 2003 - 416 pagine - € 7,50


IL MIO GIUDIZIO:
Leggere un racconto di Jeffery Deaver è sempre un'emozione forte; le pagine andrebbero centellinate una ad una per gustare tutte le sfumature con le quali l'autore descrive le sensazioni, i sentimenti, i pensieri dei personaggi, ma anche le descrizioni dei luoghi, fatte per immagini ma anche per profumi e colori.
L'antagonismo tra buoni e cattivi è portato al limite estremo, in un gioco di astuzie e di inganni, di inseguimenti soprattutto mentali tra lo "Scheletro" (il cattivo) e Lincoln Rhyme (il buono).
Ma c'è davvero un buono e un cattivo? Forse sarebbe meglio dire "un bianco e un nero": un killer di professione e un detective dalla mente sottilissima ma tetraplegico; tutta la trama rappresenta una ininterrotta partita a scacchi tra i due cervelli, con un finale a sorpresa (forse un poco esagerato) che esalta ai massimi livelli le doti del "nero" tanto quanto quelle del "bianco" che arriva però a pareggiare (e superare) il proprio peso sulla bilancia degli inganni.
Consigliarne la lettura mi sembra a questo punto una cosa superflua...

L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.


I COMMENTI DEI LETTORI:

Peccato. Fino a 30 pagine dalla fine è un thriller straordinario, denso di tensione e colpi di classe, perfetto nella sua rappresentazione di una sfida fra due intelligenze acutissime, il Killer e Lincoln. Poi, l'eccesso di voglia di stupire di Deaver a mio parere rovina il romanzo, facendolo diventare troppo irreale e inverosimile. Troppi colpi di scena, troppi capovolgimenti improvvisi... e il capolavoro si scioglie. Peccato, dicevo all'inizio, perchè per alcuni versi questo libro è imperdibile: accuratezza delle indagini, personaggi intriganti e ben definiti, trama che si dipana benissimo, prosa intelligente e preparata. Purtroppo l'ho finito quasi irritato... mi è sembrato di rivivere quei famosi film hollywoodiani dove i protagonisti vivono peripezie incredibili e la scampano sempre per un centimetro o un secondo. Qui, oltre a quello, vi è un inganno narrativo di fondo, fondato su due dei protagonisti. Non dico altro perchè rovinerei la lettura a qualcuno che si appresta a farlo, ma questa cosa mi ha infastidito molto. Leggerò comunque il terzo romanzo della "saga" di Lincoln Rhyme, "La sedia vuota", ma questo "Lo Scheletro che balla" è stato per me una grandissima occasione gettata al vento.

Si rimane inchiodati fino alla fine e come sempre il finale è a sopresa.

Insieme ai racconti brevi è il migliore di Deaver. Grande duello tra i buoni e i cattivi e soprattutto colpo di scena di alto livello.

Un'altra indagine della coppia Rhyme-Sachs. Ben scritto, con il ritmo serrato di Deaver e avvincente. A me è piaciuto, si legge bene e tiene inchiodati fino all'ultimo.

lunedì 31 maggio 2010

news in libreria: "Il filo che brucia" di Jeffery Deaver

Fonte: LibriNews.com del 29/05/2010

Jeffery Deaver - IL FILO CHE BRUCIA
Titolo originale: The Burning Wire (Lincoln Rhyme Series #9)
Editore: Rizzoli
Collana: Rizzoli best
2010 - 504 pagine - € 21,50
ISBN: 8817040762

Qualcuno – un pazzo? un terrorista? – ha manomesso la rete elettrica di Manhattan. Risultato: una serie di cortocircuiti flagellano la città, letali per chiunque si trovi sfortunatamente nelle vicinanze. Le vittime sono sempre di più: le scosse colpiscono a tradimento, in posti diversi e momenti diversi, in metropolitana, davanti ai negozi, ai cinema, alle fermate degli autobus.
Lincoln Rhyme, con l’aiuto dell’inseparabile Amelia Sachs, si mette sulle tracce dell’eccentrico e geniale serial killer: troverà pane per i suoi denti, e una verità che nessuno avrebbe potuto sospettare.


In attesa di ‘Project X’, il romanzo su James Bond che la Ian Fleming Publications Ltd ha chiesto di scrivere a Jeffery Deaver e che vedrà la luce il 28 maggio 2011, giorno del compleanno di Ian Fleming, l’autore statunitense tornerà nelle librerie italiane dal 30 giugno 2010 con il nono volume della serie ‘Lincoln Rhyme’ dal titolo ‘Il filo che brucia’ (The Burning Wire).
Il libro, pubblicato nell’edizione italiana dalla casa editrice Rizzoli, vedrà Lincoln Rhyme con l’inseparabile Amelia Sachs sulle tracce di un pericoloso killer che utilizza un’arma invisibile e onnipresente per terrorizzare la città di New York.
Un’arma che può diventare letale, ma che in realtà una vera e propria arma non è, ma della quale la società moderna non può più fare a meno per non rischiare la completa paralisi. Si tratta dell’energia elettrica, capace di sciogliere anche l’acciaio se utilizzata in un certo modo.
Quando si verifica la prima esplosione in pieno giorno, che riduce un autobus della città a un cumulo di metallo fuso e schegge ferrose, i funzionari di Polizia e del Governo temono si tratti dell’ennesimo atto di terrorismo.
Rhyme, criminologo di classe mondiale noto per i suoi successi nel risolvere casi che vedono protagonisti i criminali più subdoli, vine immediatamente incaricato di svolgere l’inchiesta.
Per svolgere le indagini, Rhyme si avvale della collaborazione del detective Amelia Sachs, del funzionario Ron Pulaski e dell’agente dell’FBI Fred Dellray. Gli attacchi continuano in tutta la città a un ritmo nauseante, mentre la squadra di investigatori lavora disperatamente contro il tempo per cercare di individuare l’assassino, o gli assassini.
Nel frattempo, dalla sua sedia a rotelle, Rhyme segue un’altra inchiesta ad alto profilo, assistendo le autorità messicane nella loro ricerca di Richard Logan, il malvagio orologiaio sfuggito alla giustizia in ‘La luna fredda’. Due indagini parallele che metteranno a dura prova il fisico già provato di Lincoln Rhyme …

L’AUTORE
Jeffery Deaver è nato a Chicago nel 1950. I suoi romanzi, best seller internazionali tradotti in 35 lingue, hanno venduto nel mondo oltre 20 milioni di copie con titoli come La dodicesima carta e Il collezionista di ossa, da cui è stato tratto l’omonimo film con Denzel Washington e Angelina Jolie.
Tra i libri più recenti, usciti per Rizzoli, Requiem per una pornostar e La strada delle croci. Con la riedizione della trilogia di John Pellam tutti i libri di Deaver sono ora disponibili in BUR.

Il sito web dell’autore www.jefferydeaver.com

venerdì 28 maggio 2010

"Il collezionista di ossa" di Jeffery Deaver: impressioni a caldo

Jeffery Deaver - IL COLLEZIONISTA DI OSSA

La Prima indagine di Lincoln Rhyme. Sepolta sotto un vecchio binario abbandonato nel West Side di New York viene rinvenuta la mano di un uomo, vittima del "collezionista di ossa". E' un serial killer feroce, spietato e molto furbo. Al punto che si diverte a lasciare sulla scena del crimine indizi che, se decifrati in tempo, possono portare alla vittima successiva. A raccogliere la sfida è Lincoln Rhyme, brillante criminologo paralizzato dalla vita in giù affiancato dalla bellissima collega Amelia Sachs, Rhyme procede per deduzioni logiche e stringe il cerchio attorno al "collezionista". ma in questa incalzante caccia all'uomo chi è la vera preda? Settantadue ore di pura suspense in un thriller teso e avvincente che ha reso Deaver famoso a livello internazionale e da cui è stato tratto il film omonimo con Denzel Washington e Angelina Jolie.

Titolo originale: "The bone collector", 1997
Casa Editrice Rizzoli (BUR Best Seller)
Traduzione: Stefano Massaron
prima edizione 2002 - 464 pagine - € 7,00


IL MIO GIUDIZIO:
"Il collezionista di ossa" ("The bone collector", 1997) è un racconto che mi ha letteralmente assorbito fin dalle prime pagine; non avevo mai avuto modo di leggere un thriller di Jeffery Deaver, è stata quindi una piacevolissima sorpresa "scoprire" un autore capace di creare atmosfere suggestive e mantenere alta l'attenzione e la tensione del lettore dalla prima all'ultima pagina.
Mi è piaciuto... mi è piaciuto proprio, tant'é che sto già leggendo il secondo episodio della saga "Lincoln Rhyme & Amelia Sachs" e credo che non mi fermerò al secondo.
Il perché è presto detto: mi è piaciuto molto il dualismo tra i protagonisti, il primo un criminalista dalla mente raffinata ma tetraplegico a seguito di un incidente occorsogli durante un'indagine e costretto alla totale dipendenza dagli altri; la seconda un'avvenente poliziotta, ex modella, ottimo pilota automobilistico e bravissima scovatrice di prove sulla scena del crimine.
Tra i due si crea una simbiosi sia fisica che psicologica; Deaver è abilissimo nel descrivere gli stati emotivi dei protagonisti, ma anche degli altri personaggi, in primis del "collezionista di ossa" la cui vera identità rimarrà un vero mistero fino alla fine della storia.

Il romanzo, nel 1999, è anche arrivato sugli schermi cinematografici con un film diretto da Phillip Noyce e interpretato da Denzel Washington e Angelina Jolie; credo che prossimamente me lo andrò a rivedere...
Se siete quindi in cerca di un thriller che non vi faccia dormire di notte, se desiderate un libro dal quale sia difficile staccarsi dalle pagine... beh, allora questo libro fa per voi; consigliatissimo! (sempre che siate di stomaco forte...)


L'AUTORE:
Jeffery Deaver, nato a Glen Ellyn nel maggio del 1950, è un affermato scrittore statunitense. Autore di romanzi thriller, è tre volte vincitore dell'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, si è visto assegnare il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. L'opera prima di Jeffery Deaver, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue, dà vita al personaggio di Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa (Sonzogno, 1998), e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata.


I COMMENTI DEI LETTORI:

Immaginate una giovane poliziotta che trova un cadavere con una mano mutilata sotterrato in una linea metropolitana; e immaginate la stessa poliziotta che trova accanto al cadavere un mucchietto di oggetti apparentemente senza un nesso tra di loro......
E ora immaginate un uomo paralizzato, costretto a stare su un letto poichè l'unica parte del corpo che può muovere è l'indice della mano sinistra.
Ma dentro questo corpo infermo, si nasconde il più grande criminologo che esiste a New York, un uomo che durante tutta la sua carriera ha archiviato in quel suo cervello così elaborato e scattante una serie di informazioni che lo aiutano nel suo lavoro (mi ricorda tanto Sherlock Holmes...), e che capisce subito l'importanza di quel mucchietto di oggetti.
Questi due personaggi si chiamano Amelia Sachs e Lincoln Rhyme, e insieme si troveranno in una corsa contro il tempo... il motivo? Presto detto: c'è un killer che uccide le sue vittime e lascia vicino al loro corpo una serie di indizi che permetteranno, se decifrati in tempo, di evitare il delitto successivo.
Una corsa contro il tempo con un finale esaltante...
Se avete già visto il film, vi consiglio lo stesso la lettura del libro, che è di gran lunga migliore (ma questa non è una novità) della trasposizione cinematografica.

Stupendo! Le prime pagine mi avevano fatto storcere il naso ma praticamente subito ti prende e ti cattura e non riesci a smettere di leggere fino al finale, spiazzante e fantastico! Assolutamente consigliato a tutti gli amanti e non del genere poliziesco/investigativo!

Ottimo romanzo molto avvincente, è la prima indagine di Lincoln Rhyme. Il racconto si svolge, agile e teso, nella New York dei giorni nostri ma con ampi rimandi alla citta’ degli inizi del 900. Scoprire che anche questa metropoli ha una storia e’ stato sorprendente. Quando visitiamo le grandi citta’ europee, il loro passato s’impone, ma quando siamo a New York il passato non esiste. Il finale mi e’ sembrato improbabile, e comunque non all’altezza di tutto il resto. Altra piccola pecca: Deaver confonde il brandy con il cognac, ma questo forse dipende dal fatto che e’ nato nell'Illinois e vive tra la California e la Virginia. In conclusione, un romanzo da non perdere.

Sicuramente un cult del genere. Va letto.

Bellissimo! Uno dei migliori libri del genere thriller/poliziesco. Nella prima parte l'autore forse si dilunga un po' troppo nelle accurate descrizioni delle procedure scientifiche della scena del crimine, tuttava interessanti bisogna dire, ma che rendono la narrazione un po' lenta. Dalla metà in poi invece la storia comincia a prendere ritmo e diventare sempre più avvincente fino al finale, davvero tesissimo e sorprendente. Ultima parte davvero magnifica, si divora letteralmente. Consigliatissimo.

E' il primo libro di Deaver che leggo, stupendo. Sembra di essere sulla scena e non ci si stacca dalla lettura. Il bello è che il colpevole si scopre veramente alla fine e difficilmente si intuisce prima.

Premetto che non sono un amante del genere ed il libro mi era stato prestato da una fan di Deaver. Posso solo dire: stupendo. Mi ha preso come mai mi sarei aspettato. Suggestivo, atmosferico, imprevedibile.

Assolutamente da non perdere per chi ama il genere thriller - poliziesco.

giovedì 15 aprile 2010

Alle signore piace il nero – Storie di delitti, crimini e misfatti

Fonte: Valeria Bellagamba per LibriSenzaCarta

Venerdì 16 aprile 2010, ore 21, presso la sala conferenze della Biblioteca Antonelliana di Senigallia, per la rassegna Sognalibro, verrà presentata l’antologia Alle signore piace il nero – Storie di delitti, crimini e misfatti.

Alle signore piace il nero è un’antologia unica nel suo genere: quattordici scrittrici italiane raccontano il lato oscuro dell’universo femminile.

Uscita nel 2009 per Sperling & Kupfer, a cura di Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallorani, Alle signore piace il nero raccoglie i racconti di: Carmen Covito, Grazia Verasani, Barbara Garlaschelli, Cinzia Tani, Nicoletta Vallorani, Donatella Diamanti, Nicoletta Sipos, Licia Giaquinto, Adele Marini, Elisabetta Bucciarelli, Daniela Piegai, Daniela Losini, Claudia Salvatori, Diana Lama.

Le scrittrici che appaiono in questa antologia hanno tutte pubblicato romanzi, racconti, testi teatrali, o lavorato come sceneggiatrici.

Per promuovere l’antologia è stato aperto il blog “MissFatti”, curato dalla giornalista e scrittrice Daniela Losini.

Contenuto dell’antologia:
Quattordici autrici italiane ci propongono storie noir di assassine, vittime, poliziotte, detective, in un intrigante percorso tra delitti, crimini e misfatti. L’impiegata single di Carmen Covito ha la passione per la cucina…e per i coltelli; la tremebonda conduttrice televisiva di Cinzia Tani è tiranneggiata dal marito e si sceglie pure un amante decisamente sbagliato; la tormentata adolescente di Barbara Garlaschelli ha una madre squilibrata che la respinge e la disprezza, ma che finirà per pagarla cara; la libraia di Grazia Verasani ha subito per anni violenze dal suo uomo e medita vendetta; le donne stuprate e uccise di Nicoletta Vallorani diventano angeli e trovano chi fa giustizia per loro, la cugina di Sherlock Holmes di Nicoletta Sipos, Miss Lilly, deve indagare sul mistero del Big Bull.
Troviamo suspense fantascientifica con Daniela Piegai in “Scambio letale”, avvincente fantasia che ci porta in un mondo completamente diverso, che riesce comunque a mantenere l’attenzione al calor rosso, anche senza il morto che per un noir sarebbe d’obbligo.
Daniela Losini partecipa con il racconto “L’estate del silenzio” nel quale indaga sul cambiamento dell’animo di una madre di fronte alla morte della figlia. Un merletto delicatissimo, scritto con una grande capacità comunicativa. Quello della Losini è forse l’unico racconto dell’antologia che non usa né ironia, né scene forti, né fantasiose, ma, con parole semplici e periodi lineari, ricostruisce l’intimità del pensiero di questa madre che ha perso la figlia.

Una pattuglia di scrittrici di classe declina il noir in tutte le sue sfumature, regalando brividi ed emozioni anche ai palati più esigenti.

Interverranno alla serata le autrici Daniela Losini e Daniela Piegai.
Conduzione a cura di Giuseppe D’Emilio, scrittore e curatore dell’antologia NeroMarche


Nota: proprio oggi la scrittrice Barbara Garlaschelli è stata segnalata come finalista del Premio Strega 2010.