L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

venerdì 1 agosto 2008

"Artico" di James Rollins: impressioni a caldo

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James Rollins - ARTICO

Poco prima della seconda guerra mondiale, alcuni tra i più brillanti scienziati dell'Unione Sovietica furono trasferiti in una base segreta, costruita sotto la calotta polare, per lavorare a un progetto rivoluzionario che avrebbe cambiato il corso della Storia. Poi, improvvisamente, gli esperimenti vennero sospesi e la base abbandonata: quel luogo doveva essere dimenticato da tutti, sepolto per sempre nei ghiacci dell'Artico... Sessantacinque anni dopo, un sottomarino americano si avvicina casualmente a un'enorme isola di ghiaccio, che si estende sin nelle profondità dell'Oceano Artico. I ricercatori a bordo scoprono che al suo interno è incastonata una struttura artificiale e, mentre stanno scandagliando l'isola col sonar, registrano un fugace movimento... Là sotto c'è qualcuno o qualcosa che non sarebbe mai dovuto sopravvivere, un mistero intorno al quale sta per scatenarsi l'inferno.

Editrice Tea (collana "Teadue")
Trad. di D. Leccacorvi, R.C. Stoppani
2007 - pp. 466 - € 8,60



...e con questo ho completato la lettura della bibliografia di James Rollins.
"Artico" è un romanzo che ricalca più o meno il copione del precedente "Amazzonia": dalla calda foresta pluviale ci si trasferisce però nella gelida Alaska.
Vengono confermati gli stessi elementi che hanno fatto di "Amazzonia" un successo: la lotta tra due fazioni opposte per dare la caccia ad una cura miracolosa (addirittura l’immortalità), la presenza di spie e traditori, la minaccia di strane creature (i mitici Grendel) dalle quali difendersi, l’immancabile storia d’amore tra i due protagonisti che, come sempre, si conclude bene.
Il ritmo adrenalinico, la trama accattivante e la spettacolarità delle scene portano ben presto il lettore alla fine del romanzo, dove un ultimo, decisamente riuscito, colpo di scena conclude ottimamente la lettura.

Sicuramente una trama perfetta per un avvincente film d'azione; uno dei migliori romanzi di James Rollins, consigliatissima la lettura sotto l'ombrellone in questi caldi giorni d'estate.

Leggi le altre mie recensione dei libri di James Rollins:


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venerdì 18 luglio 2008

"Amazzonia" di James Rollins: impressioni a caldo

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James Rollins - AMAZZONIA

È uno spettacolo orribile quello che si presenta a padre Garcia, il sacerdote della missione di Wauwai, in Amazzonia: un uomo emaciato e coperto di piaghe esce dalla giungla e si accascia ai suoi piedi, esalando poco dopo l'ultimo respiro. Padre Garcia non sa che, quattro anni prima, quell'uomo faceva parte di una spedizione scientifica poi svanita nel nulla. La CIA, invece, lo identifica come Gerald Clark, un ex agente delle Forze Speciali, la cui carriera era stata stroncata dalla perdita di un braccio durante una missione in Iraq. Adesso, però, Clark ha entrambe le braccia.
Per trovare una spiegazione a un evento così sconvolgente, il governo incarica Nathan Rand di organizzare una nuova missione per seguire l'itinerario della prima spedizione che sembra condurre al villaggio di una leggendaria tribù. Ma il cuore della giungla nasconde un segreto inviolabile, un segreto che genera paura, follia e morte.

Editrice Nord (collana "Narrativa Nord")
Trad. di A. Molinari
2004 - pp. 486 - € 8,90


Sto completando la lettura della bibliografia di James Rollins; mi è rimasto ora sul comodino solamente "Artico" (che da quanto ho fino ad oggi letto, si preannuncia molto interessante), ma posso dire che "Amazzonia" è, a mio parere, uno dei racconti migliori dell'ex veterinario americano, ora scrittore di successo.
Un libro da leggere tutto d'un fiato, un mix di avventura, fantascienza e passioni, con qualche escursione dell'assurdo, ma sempre sostenuto da basi scientifiche solide (e questa è una caratteristica dell'autore).

La trama è scorrevole e da subito cattura il lettore trasportandolo in un mondo quasi inesplorato come la foresta amazzonica, un mondo così tanto lontano e misterioso, ma che Rollins ha saputo avvicinare a noi, ribadendo ancora una volta, se ce n'era bisogno, che la natura domina la Terra e l'Uomo e non viceversa.
Un viaggio tra fantasia e realtà nella "Cattedrale Verde" che l'autore dipinge intorno a noi, e senza che neanche ce ne accorgiamo, ci ritroviamo laggiù, completamente avvolti da suoni di animali mai visti prima, da piante sconosciute, lontano, molto lontano dalla realtà.

Insomma... è sottinteso: consigliatissimo!


Leggi le altre mie recensione dei libri di James Rollins:
- L'Ordine del Sole Nero
- La mappa di pietra
- Il marchio di Giuda



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mercoledì 2 luglio 2008

"L'ordine del Sole Nero" di James Rollins: impressioni a caldo

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James Rollins - L'ORDINE DEL SOLE NERO

Un monastero in Nepal. Lisa Cummings, una giovane dottoressa americana, assiste impotente a un'improvvisa, violentissima ondata di follia che si scatena tra i monaci. E scopre di essere diventata l'obiettivo primario di uno spietato killer, deciso a non far trapelare all'esterno la notizia di quegli avvenimenti sconcertanti. L'unico alleato di Lisa è un singolare pellegrino, Painter Crowe, direttore della Sigma Force, un gruppo altamente selezionato di scienziati e militari cui vengono affidate imprese "impossibili". Ma la pazzia sta ormai per impadronirsi anche della mente di Crowe... Una libreria di Copenhagen. Che cosa c'è dietro l'incendio che ha mandato in fumo centinaia di volumi, causando anche una vittima? C'è anzitutto un altro libro, la Bibbia appartenuta a Charles Darwin, il padre dell'evoluzionismo. Ma c'è anche un segreto - un segreto orribile - che affonda le sue radici nella Germania nazista. E per Grayson Pearce, membro di punta della Sigma Force, c'è una sfida tanto affascinante quanto letale... Vertici di un triangolo di complotti e misteri, Grayson, Painter e Lisa sono gli unici in grado di far luce su una minaccia che coinvolge il mondo intero. E che bisogna fermare a ogni costo.

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
2007 - 484 pagine, rilegato - € 18,60


Che mi piaccia lo stile di James Rollins è ormai risaputo; è un autore molto bravo a mischiare vari generi che spaziano dall'avventura pura alla fanta-genetica.
Ne "l'Ordine del Sole Nero" Scienza e Storia vengono miscelate in modo impeccabile, rimanendo sulla stessa onda (e secondo me è un'ottima onda) dei romanzi "La mappa di pietra" e "Il marchio di Giuda" (che sono tutti della stessa serie Sigma Force).
Come in questi ultimi racconti, l'autore riesce a coniugare suspence, azione a tutta velocità e trame che si intrecciano e puntualmente convergono verso il finale.
I personaggi sono credibili nella loro supereroicità e gli argomenti scientifici sono molto curati, senza grossolane stupidaggini.

Insomma, "L'Ordine del Sole Nero" è un romanzo avvincente dalla prima all'ultima pagina; i riferimenti storici alle vicende scientifiche delle SS mirate alla creazione di uomini "perfetti" di razza ariana, gli enigmi legati all'esotericità delle rune celtiche, il pathos e il ritmo sono assolutamente coinvolgenti e ad ogni pagina letta diventa sempre più difficile staccarsi dal libro.

Consigliatissimo! (non potrebbe essere altrimenti...)

Prossimamente, sempre su queste pagine: "Amazzonia"... naturalmente di James Rollins.



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giovedì 5 giugno 2008

"La mappa di pietra" di James Rollins: impressioni a caldo

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James Rollins - LA MAPPA DI PIETRA


Un gruppo di individui, vestiti da monaci, irrompe nella cattedrale di Colonia durante la celebrazione di una messa solenne, uccide tutti i presenti e s’impadronisce delle preziosissime reliquie custodite sotto l’altare: le ossa dei re Magi. Per il Vaticano non ci sono dubbi: quella strage è un attacco al cuore stesso della Cristianità e i suoi responsabili vanno fermati prima che altri sacrilegi siano compiuti. La Santa Sede incarica delle indagini monsignor Veroni, agente del servizio segreto vaticano, e sua nipote Sara, tenente dei carabinieri esperta nei furti di oggetti sacri, ai quali si affianca la squadra di Grayson Pierce, membro della SIGMA, una sezione occulta del dipartimento della Difesa americano. Ben presto, Sara e Grayson si convincono che, per risolvere il mistero, devono ricostruire la vera storia delle reliquie dei Magi e si mettono sulle tracce di un’antica confraternita di alchimisti eretici, le cui scoperte sono forse la chiave dell’enigma. Tuttavia a ogni tappa della loro ricerca dovranno confrontarsi con nemici spietati e senza scrupoli, perché il segreto legato al furto delle ossa sacre nasconde interessi e obiettivi che sono all’origine del millenario scontro tra Bene e Male...

Editrice Nord
(Collana "Narrativa Nord")
2006 - 496 pagine, rilegato - € 18,60


Che mi piacciano i romanzi di James Rollins è ormai risaputo; avevo già espresso pareri positivissimi sul suo personale stile letterario dopo aver letto "Il marchio di Giuda", confermo quanto detto anche a seguito de "La mappa di pietra".
Oddio, non si può certo dire che la storia non contenga assurdità, ma queste sono ben amalgamate al mix di storia, religione e fantascienza, dove il mistero legato alle sacre reliquie dei Re Magi si unisce con la ricerca della tomba di Alessandro Magno, così come i misteri della Chiesa gnostica con il fantomatico tesoro dei Templari, il tutto collegato agli strani effetti di superconduttività degli elementi monoatomici, con un ritmo, suspence e continui cambi di scena che tengono letteralmente incollato il lettore alle pagine.
Solo il finale è un po' al di sotto delle aspettative, e ad un livello più assurdo rispetto a tutto il resto del libro, ma questo non influisce sul giudizio (personale) altamente positivo.

E ora mi aspetta un altro racconto dell'ex veterinario diventato scrittore di successo: "L'Ordine del Sole Nero".
E poi "Amazzonia", quindi "Artico"... sono già tutti sul mio comodino!

Consiglio, per concludere, un'interessante intervista a James Rollins: buona lettura!




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lunedì 5 maggio 2008

"Il marchio di Giuda" di James Rollins: impressioni a caldo

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James Rollins - IL MARCHIO DI GIUDA

Una giovane donna irrompe nella casa di Grayson Pierce, agente segreto della Sigma, e sviene tra le sue braccia. Sconcertato, lui la riconosce all'istante: è Seichan, membro di spicco di una potente organizzazione terroristica. La donna è gravemente ferita e ha con sé un oggetto piccolo ma prezioso: un obelisco di pietra su cui sono incisi simboli di una lingua antichissima, addirittura antecedente ai geroglifici. Cosa significano quei segni? E chi vuole uccidere Seichan? In un'isola sperduta dell'arcipelago indonesiano, si diffonde un'epidemia devastante, che costringe le autorità sanitarie a requisire una lussuosa nave da crociera, così da isolare gli uomini e le donne contagiati da un virus letale e sconosciuto. Tuttavia, soltanto poche ore dopo, alcuni pirati abbordano la nave e, ignorando il ricchissimo bottino, concentrano invece la loro attenzione sugli individui infetti e sugli scienziati che stanno investigando sull'accaduto, tra i quali ci sono Lisa Cummings e Monk Kokkalis, agenti della Sigma. Perché quell'epidemia è così importante? E in quale modo è legata all'enigmatico obelisco e al misterioso viaggio di ritorno di Marco Polo dalla Cina, mai raccontato nel "Milione"? Da Washington al Sud-est asiatico, dal Vaticano a Istanbul, gli agenti della Sigma sono gli unici a poter scongiurare una minaccia che la Storia sembrava aver cancellato per sempre. Ma non potranno fidarsi di nessuno, perché chiunque, amico o nemico, potrebbe avere il "marchio di Giuda".

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
2007 - 492 pagine, rilegato - € 18,60



James Rollins, al secolo James Czajkowski, svolgeva la professione di veterinario alla quale si dedica oggi solo saltuariamente essendo diventato
uno scrittore di successo.
Dopo il successo di critica e di pubblico degli altri romanzi della stessa serie Sigma Force pubblicati in Italia, "La mappa di pietra" (2005) e "L’ordine del sole nero" (2006), con questo nuovo romanzo ricco di colpi di scena, Rollins conferma il suo grande talento di narratore in grado di coniugare tecnica, scienza, storia e una trama fitta di personaggi appassionanti e di colpi di scena.

E' un libro che mi ha appassionato da subito, tenendomi letteralmente incollato alla storia dalla prima all'ultima pagina grazie alle avventure in luoghi esotici e misteriosi dei personaggi molto ben delineati, e anche per un sapiente mix di riferimenti storici e fantascienza.
La storia fa infatti riferimento ad un mistero legato a Marco Polo, sollevando interrogativi sulla scomparsa nel nulla della flotta navale che scortava l'esploratore veneziano nel viaggio di ritorno dalla corte del Kublai Khan e sulla sua presunta storia d'amore con la principessa Cocacin che lo stesso Polo doveva scortare fino in Persia dal suo pretendente sposo.
Rollins si sofferma molto sullo stato d'animo dei personaggi descrivendo in maniera dettagliata le varie situazioni con l'intento di trasmettere la rabbia, la paura e l'amore provato dai protagonisti nell'interminabile e avvicente gioco al gatto e la volpe.
I continui salti del racconto che intrecciano parallelamente tre situazione in posti diversi, accomunate da un unico filo logico che porterà poi alla conclusione del racconto, rendono il romanzo, a mio giudizio, perfetto come sceneggiatura per un film d'azione di successo, e chissà che qualche produttore di Hollywood non ci stia già pensando...

Un libro consigliatissimo, per gli amanti del genere ma non solo.
Io, intanto, inserisco James Rollins tra i miei autori preferiti...

Fonte foto: dalla rete



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venerdì 18 aprile 2008

"La voce dei Meil'ar" di Roberta Belli: impressioni a caldo

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Conobbi tempo fa Roberta Belli come (geniale) fotografa: mi capitava di incrociarla sul portale di fotografia Photo4u.org, dove si presentava con il nick "Robyna", in occasione dei contest a tema che il sito proponeva.
Ad ogni concorso le sue foto arrivavano puntualmente ai primi posti, grazie alla genialità (mi ripeto) interpretativa del tema assegnato unita all'abilità tecnica, fotograficamente parlando.
Della Roberta Belli fotografa ho trattato recentemente (se ti va, leggi qua l'intervista), ma oggi parlerò della Roberta Belli scrittrice.

Qualche mese fa venni a conoscenza sul suo blog "Miss Grumbler" che la giovane sociologa romana aveva scritto nientemeno che un romanzo fantasy, e che lo stesso era disponibile in libreria.
E così, spinto dalla curiosità, lo ordinai immediatamente, aspettai un paio di mesi prima di averlo in mano e pochi giorni fa ne terminai la lettura... e mi resi conto che ogni cosa che fa quella ragazza le riesce bene!


Roberta Belli - LA VOCE DEI MEIL'AR

"La voce dei Meil'ar" è il primo romanzo della trilogia intitolata "Le terre di Glorinant".
Nel mondo di Glorinant uomini e donne rivestono ruoli particolari: ai primi, almeno ai più talentuosi, spetta il compito di esercitare la magia, grazie al potere dei Meil'ar; alle seconde, o meglio a chi ha il coraggio di intraprendere la carriera di "tengal", quello di mettere la propria vita al servizio di un mago, per difenderlo dai mille pericoli che costellano la sua esistenza.
Ma un mago e il suo tengal sono molto più di un affidato e di una guardia del corpo: sono due anime affini, a volte due compagni di vita, due esseri intrecciati in modo indissolubile.
Tre ragazze calcano questa strada, ognuna con un intento diverso: Velka, che inconsapevolmente spera di lasciarsi alle spalle una squallida vita di espedienti; Rymm, a caccia di fama e avventura; Alberya, che cerca risposta a una triste verità.
Fortuite circostanze intrecciano i destini di queste giovani donne, così diverse tra loro, ma ugualmente pronte ad affrontare l’ignoto.

Titolo: La voce dei Meil'ar
Prezzo: € 18,00
anno 2007, 316 pagine
Editore:
Il Filo (collana Nuove voci).


Dico subito che è la prima volta che leggo un romanzo fantasy, non ho quindi un paragone concreto da fare con altri racconti del genere, e comunque non me la sentirei di scomodare il Signor Tolkien...
Ma questo libro mi è piaciuto molto, la storia mi ha coinvolto notevolmente, e lo capisco dal fatto che, pur a distanza di giorni dall'everlo terminato, mi ritornano spesso alla mente i nomi e le figure dei personaggi principali.
A questo proposito c'è da dire che nel libro non c'è un protagonista assoluto, ma la storia si sviluppa e coinvolge più figure sullo stesso piano; e sono tutte donne.
Oserei dire, a tal proposito, che la Belli ha scritto il primo fantasy femminista! ;-)

Pur con uno stile a tratti ancora acerbo (ma è la prima esperienza come autrice di romanzi, e si può perdonare), la scrittrice descrive minuziosamente gli ambienti e le atmosfere nelle quali si svolge la scena, riuscendo a caratterizzare e a rendere familiari i numerosi personaggi della storia in maniera graduale; è davvero facile fare confusione con tanti personaggi e con tutti quei nomi effettivamente parecchio complicati.
A questo proposito non sarebbe stato male riportare sul libro le informazioni che l'autrice pubblica sul blog ufficiale de "La voce dei Meil'ar": la mappa delle Terre di Glorinant e lo schema astrale della Notte dell'Yridianemon.
Sicuramente questa mancanza non dipende da lei, ma da scelte editoriali (leggi: costi).

La storia è comunque molto gradevole, pur iniziando lentamente con la narrazione delle vicende che portano le tre principali protagoniste a diventare lottatrici Tengal; ma il finale è decisamente coinvolgente, tra maghi potenti, guerriere indomite, intrighi e segreti, lasciando il lettore con il desiderio di sapere "come andrà a finire".

Insomma, un libro consigliatissimo, soprattutto agli appassionati del genere (ma non solo loro); e speriamo che Roberta abbia già a buon punto la stesura del secondo episodio di questa entusiasmante saga fantasy...

Concludo riportando due commenti al libro trovati in giro per il web:

Finalmente una autrice fantasy italiana a livello dei grandi nomi internazionali. La voce dei Meil'ar non assomiglia a niente di già letto, ha una sua anima, un suo filo logico ha la potenza di un coro di personaggi ben delineati, coerenti e articolati; la trama è avvincente al punto che vi posso dire con tutta sincerità che l'unica nota veramente negativa di questo romanzo è non avere già il seguito davanti. Spero che la casa editrice provveda presto! Voto: 5/5

Un libro coinvolgente e ben scritto, per niente scontato ed originale nei temi e negli espedienti. Dopo poche pagine,ci si ritrova ad affezionarsi ai personaggi, e a condividerne emozioni e paure. Lascia con il fiato sospeso per tutto il corso della trama. Spero davvero di poterne leggere al più presto il seguito! Voto: 5/5




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lunedì 25 febbraio 2008

"Lo scrigno del male" di Martin Langfield: impressioni a caldo

Ho da poco finito di leggere "Lo scrigno del male" di Martin Langfield che, sinceramente, non saprei se definire un thriller, un romanzo di fantascienza, un giallo o un fantasy a sfondo esoterico.
Confesso che mi avevano molto incuriosito, nell'acquisto, il titolo e la copertina, nonché le note che seguono:

Martin Langfield - LO SCRIGNO DEL MALE

La vita di Robert Reckliss, direttore della sede newyorchese di un'agenzia di stampa, sta andando in frantumi: in seguito al suicidio di un industriale intervistato dalla sua redazione, è stato sospeso dal lavoro, e il suo matrimonio sta attraversando una grave crisi, iniziata dopo che la moglie ha perso il figlio tanto atteso. Come se non bastasse, una mattina Robert riceve un pacco speditogli da Adam, un amico di cui ha perso le tracce dopo l'università. L'involucro contiene una piccola scatola di metallo e un biglietto scritto a mano, che recita semplicemente: "Ti prego, aiutami. Non c'è tempo". La scatola contiene poi due chiavi e una parola: "Vitriol". All'inizio, Robert pensa sia solo l'ennesimo rompicapo escogitato da Adam, grande appassionato di enigmi. Ben presto, però, si trova invischiato in una serrata caccia al tesoro, condotta sopra e sotto le strade di Manhattan, che ha ben poco del gioco e della finzione: l'obiettivo è disinnescare un arcano ordigno, che di lì a una settimana distruggerà New York e, probabilmente, l'intero Occidente. Soltanto rintracciando sette chiavi e superando sette prove fisiche e spirituali, Robert potrà trovare e disinnescare l'arma più potente che l'uomo abbia mai conosciuto.

"Lo scrigno del male" di Martin Langfield (The Malice Box, 2007), traduzione di Laura Prandino, Editrice Nord, collana Narrativa 302, pag. 474, euro 18,60.

L’autore è nato nel 1962 a Peterborough, in Inghilterra. Per vent’anni ha lavorato alla Reuters come corrispondente e questo lo ha portato a vivere in numerosi paesi del centro e del sud America e anche a Cuba, in Spagna e negli Stati Uniti, paese dove si è stabilito dal 1999.


Diciamolo pure: un po' me l'aspettavo che non fosse un romanzo "imperdibile" e quindi non posso lamentarmi più di tanto della parziale delusione.
La storia è molto particolare, una sorta di (improbabile) caccia al tesoro via GPS per le strade di Manhattan con l'obiettivo finale di salvare il mondo da una minaccia spaventosa: una bomba psichica di immenso potere distruttivo, lo "Scrigno del Male" appunto, ovvero il Ma'rifat'!
L'ordigno,
per la cui costruzione vengono tirati in ballo gli appunti alchemici dell'ultimo dei maghi, Isaac Newton, che avrebbe segretamente trovato la formula della Pietra Filosofale, è pronto ad esplodere per ripulire il simbolo dell'Occidente dai suoi peccati, e potrà venire disinnescato solo da chi saprà portare a termine una "Via" composta da sette prove spirituali e purificatrici, ispirate alla sequenza dei chakra e alla spiritualità indù: terra, acqua, fuoco, aria, etere, mente e spirito.
Il tutto è amalgamato da una storia d'amore trainante, da rapporti d'amicizia e legami di sangue che vengono svelati con frequentissimi
salti temporali (che a dire il vero, a volte, più che illuminare fanno confondere le idee al lettore).

Insomma, una trama perfetta per un film d'azione di serie B, ma un po' troppo ripetitiva e assurda da leggere in un libro.
Di buono c'è che
Martin Langfield ci fa conoscere in maniera molto ben dettagliata parecchi lati nascosti della Grande Mela, e anche la paura, l'angoscia e il timore di un nuovo 11 settembre provato dal popolo americano; l'autore ha infatti dichiarato di aver tratto ispirazione per il racconto proprio dall'attentato alle torri gemelle del 2001.

Conclusioni: consigliare o sconsigliare la lettura di questo libro?
Non saprei... a me non è piaciuto moltissimo, ho un po' faticato a giungere alla fine della storia, ma sotto certi aspetti qualche nuova conoscenza me l'ha lasciata; insomma, dipende dai vostri gusti.
Magari, però, prima di acquistarlo, andate a cercarvi qualche recensione su internet.
Io ne ho trovate pochine, le riporto a titolo di curiosità:


Assurdo. Nella fase di scelta di questo libro mi sono fatto attrarre della trama che, parlando di una caccia al tesoro con enigmi da risolvere, sembrava intrigante, ma alla fine mi sono trovato ad affrontare poteri della mente e forze spirituali. Più che un thriller mi è sembrato un trattato di esoterismo, sull'onda della New Age. Io non sono riuscito ad andare oltre la pagina numero 100, pertanto lo sconsiglio vivamente ai non amanti del genere. Attenzione ai libri della Nord, perchè alcuni vanno davvero al di là della semplice comprensione.

Forse appartengo ad una generazione che non sa apprezzare romanzi fortemente onirici, fatto sta che ho sinceramente faticato a seguire la trama di questo libro trovandolo, a dire il vero, piuttosto noioso.

La trama è scontata, già nel prologo si capisce come andrà tutto il libro e vengono ripetute mille volte le stesse cose: una noia mortale!
L'unica cosa positiva è che il libro fa conoscere i lati nascosti di Manhattan e fa venire voglia di visitarla.

giovedì 24 gennaio 2008

"La Cattedrale del Mare" di Ildefonso Falcones: impressioni a caldo

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Ho terminato di leggere, due giorni fa, un bel romanzo; anzi, direi che sono giunto alla fine (a malincuore) di un romanzo che mi ha parecchio appassionato: "La Cattedrale del Mare", il libro di Ildefonso Falcones.

Di Barcellona, dove esercita la professione di avvocato specializzato in diritto civile, alla sua prima esperienza con un romanzo storico e fino ad oggi a me sconosciuto come autore: il lavoro di Falcones ha attirato l'attenzione del mio sguardo sullo scaffale della libreria grazie all'elegante copertina, ha stuzzicato la curiosità di leggerlo grazie al titolo che ha richiamato in me atmosfere "già sentite", ha acceso il desiderio di acquistarlo grazie alle note della critica riportate sul retro.

Lo scrittore spagnolo ha veramente fatto un ottimo lavoro, non c'è che dire...
Da appassionato dell'opera di Ken Follett, è stato inevitabile paragonare e valutare il romanzo di Falcones prendendo come peso e misura il lavoro cult dello scrittore gallese, "I pilastri della terra": i punti in comune tra le due opere saltano presto all’occhio, a cominciare dall’evolvere della trama intorno a una cattedrale gotica nel medio evo alla costruzione della quale il protagonista è interessato in prima persona.

Ne "La Cattedrale del Mare" il protagonista disegna una parabola umana che lo porterà (a dire il vero, in maniera non molto credibile per l'epoca) agli antipodi delle proprie umili origini, in un imprevedibile e avvincente crescendo di eventi che tocca l’apice nelle liberatorie pagine finali, passando attraverso amori avversati, amicizie leali, guerre, vendette personali, pestilenze fino allo scontro con la terribile Inquisizione.
Arnau Estanyol, figlio di Bernat contadino e servo della gleba, scampato alla morte cui era stato destinato, ancora in fasce, dalla crudeltà del locale signorotto feudale, già reo di averne stuprata la madre durante le nozze di questa e di averla poi strappata a lui ed a suo padre, è salvato rocambolescamente da quest’ultimo; il ragazzino cresce poi nella città comitale di Barcellona, dove la sorridente effige della Madonna del Mare, nell’erigendo duomo ad essa consacrata, lo avvince col suo aspetto materno, ottenendone spassionata e sempiterna devozione.
Il resto... è scritto nel romanzo, non voglio anticipare ulteriormente le vicende del protagonista.

Ildefonso Falcones ha riscritto questo libro una decina di volte prima di trovare qualcuno che lo pubblicasse, e dobbiamo essergli grati per questa sua perseveranza: le 640 pagine del libro si leggono bene senza tentennamenti, senza annoiare il lettore che anzi, grazie allo stile descrittivo dello scrittore spagnolo, si sente accompagnato per mano nelle strade assolate della Barcellona del quattordicesimo secolo, ode le voci e il frastuono dei mercati, sente l'odore salmastro della spiaggia... e "vive" in prima persona i sentimenti, le passioni e le paure dei protagonisti.
La ricostruzione dell'ambientazione storica è minuziosa, approfondita fino a renderla quasi "enciclopedica", capace di immergerci in un'epoca lontana in senso temporale ma non così lontana dalle nostre origini; inoltre il libro ci consegna una quadro in movimento di un'età in cui potere e religione si sfidavano continuamente, specie in Spagna dove il Re era anche il difensore della chiesa.

Un libro consigliatissimo, che non deluderà neanche chi non ama particolarmente i romanzi storici.

Fonte foto: dalla rete



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venerdì 4 gennaio 2008

"Il vecchio e il mare" letto ai bambini

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Oggi è una giornata dedicata ai libri: dopo aver parlato di Harry Potter, porto l'attenzione su un autore classico, nella fattispecie Ernest Hemingway.
Alzi la mano chi non ha ancora letto "Il vecchio e il mare"!

Ok, potete abbassarle, vedo che non siete in molti... ;-)
Ora, la domanda è: secondo voi "Il vecchio e il mare" è un romanzo adatto anche ad essere letto ai bambini?
La mia risposta è si.

Mio figlio ha sei anni, e più o meno da tre anni a questa parte l'ho abituato ad addormentarsi con la lettura (da parte mia) di una storia; ora sta iniziando a leggere da solo, ma voglio continuare ancora un po' con questa abitudine, dopotutto leggere per lui mi ha fatto riscoprire la bellezza di un bel libro prima di addormentarsi, un piacere che ho ritrovato dopo parecchi anni.
Prima di iniziare a leggere direttamente dai libri, gli raccontavo delle favole "a memoria", e a volte mi inventavo anche delle storie al momento (sono nati così i miei racconti brevi "il tonno con il buco nella pancia" e "lo gnomo del divano").

Una sera, non sapendo che storia inventare, mi ritornarono in mente le avventure di un vecchio pescatore che avevo parcheggiato da qualche parte nella memoria parecchi anni prima.
Iniziai così a narrare le vicende di un anziano signore di nome Santiago che viveva in un paesino sull'oceano dell'isola di Cuba, e che usciva in mare con la sua barchetta con la speranza di catturare un pesce enorme, un Marlin.
E dopo tante sofferenze ci riusciva! Il pesce più grosso che avesse mai visto nella sua lunga esistenza, ma che il mare si riprendeva subito, facendolo divorare dagli squali.
Ma il vecchio, nonostante la "sconfitta", ne usciva vincitore una volta ritornato al porto pur trascinando con sé, come unico trofeo della sua pesca, lo scheletro del Marlin, suscitando l'ammirazione e il rispetto di tutti i pescatori del paese.

Per alcune sere mio figlio volle che gli raccontassi le avventure del vecchio pescatore; la storia gli era talmente piaciuta che se, nel raccontarla, cambiavo qualche parola o qualche passaggio, mi correggeva immediatamente.
E così, lo scorso anno, all'età di cinque anni, gli lessi il romanzo: poche pagine per sera, e lui lo seguì appassionatamente.
E appena troverò una serata adatta, conto di vedere insieme a lui anche il film tratto dal romanzo
con Spencer Tracy, quello del 1958 in bianco e nero.

I bei romanzi non hanno età.


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"Harry Potter e i doni della morte": appuntamento a mezzanotte?

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L'appuntamento per i fans di Harry Potter è per questa sera, venerdì 4 gennaio 2008, a mezzanotte in punto nelle librerie di tutta Italia: il maghetto più famoso del mondo sarà lì ad attenderli, con il settimo (e ultimo?) volume delle sue avventure, che si preannuncia come la più avvincente tra tutte le puntate pubblicate.

Il titolo del volume è "Harry Potter e i doni della morte", edito da Salani Editore.
Già da parecchio tempo il testo con la traduzione non ufficiale del libro circolava per il web, tant'è che dalla scorsa estate ne ho una copia in pdf parcheggiata sul mio desktop, pur non avendola mai letta.
Non credo che farò la fila questa sera, al freddo, fuori dalla libreria...
Mi piacciono molto le avventure del personaggio di J.K. Rowling, in questi giorni sto leggendo a mio figlio il terzo volume della saga ed abbiamo già parcheggiato sul comodino il quarto; ci sarà quindi tempo e comodo per acquistare i restanti tre volumi...

Voglio però anticipare le prime righe del volume in uscita questa sera; non è uno scoop, ma vediamo quanto la traduzione ufficiale si discosterà da quella "abusiva"...

I due uomini apparvero dal nulla, a pochi metri l'uno dall'altro nella stretta strada illuminata dalla luna. Per un istante rimasero fermi, le bacchette dirette l'una al petto dell'altro; poi, riconosciutisi, riposero le bacchette nei rispettivi mantelli e iniziarono a camminare velocemente nella stessa direzione.
"Novità?" chiese il più alto dei due. "Le migliori" rispose Severus Piton.

Non mi resta che augurare buon divertimento e buona lettura a chi parteciperà alla "notte magica" in compagnia del maghetto di Hogwarts.


Fonte immagini: dalla rete.


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