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giovedì 21 ottobre 2021

La mia foto in copertina: “Volevo stare dentro i fili di una radio” di Renzo Ceresa

Esce oggi il libro “Volevo stare dentro i fili di una radio” di Renzo Ceresa.

Renzo Ceresa radiofonicamente nasce a Milano, nella sede Rai di Corso Sempione.
Curatore storico di Caterpillar, è stato direttore artistico del CaterRaduno dal 2001 al 2018.
È cittadino onorario di Senigallia.
 
“Volevo stare dentro i fili di una radio” è il suo primo libro e sono molto onorato che mi abbia chiesto per la copertina uno scatto che gli feci nel 2013. 😊🙏
 

 


mercoledì 28 marzo 2012

news in libreria: "Adriatico. Gli occhi del Puma" di Luciana Quattrini

Vedere una propria foto sulla copertina di un libro è sempre una cosa piacevole.
Quando poi questo accade per la seconda volta, sempre grazie alla stessa autrice e con una storia ancora una volta ambientata nella propria città... :-)



Luciana Quattrini - ADRIATICO. GLI OCCHI DEL PUMA

È un'estate agli esordi. La città si risveglia. Il libeccio soffia bizzoso e caldo. Eccita gli umori, elettrizza le menti. Tra i calcinacci dell'ex cementificio un suicida: un uomo ha deciso di impiccarsi,legando il cappio sulla scala a pioli della ciminiera. Cosa l'ha spinto a scegliere quel luogo? Poi, a breve distanza di tempo, due delitti efferati sconvolgono la festa infinita che si prepara in riviera. L'immagine patinata di un'estate al mare simile a tante altre, vira improvvisamente verso l'omicidio. Due uomini vengono trovati sgozzati in spiaggia. Non ci sono indizi, solo sabbia e sassi. Il commissario Rodi, indaga con caparbietà, misurandosi anche con i propri fantasmi. Marinella, Ginetta, Viviana, Irina sono costrette a raccontare la loro storia. Hanno a che fare con le vittime? E' certo che hanno vissuto faticosamente, tra illusioni e cruda realtà. Esistenze spezzate dall'arroganza di uomini che le hanno usate senza scrupolo. Rodi dovrà raccogliere i pezzi delle loro vite, per completare tessera dopo tessera tutto il puzzle. Infine c'è Puma, suonato, schizzato, perso in un disagio mentale che lo fa camminare ossessivamente per le vie della città fino a consumarsi. Come detective non è credibile, ma i suoi incubi, le sue farneticazioni sono frutto solo della sua mente disturbata? Il commissario lo ascolta, con pazienza, ma non gli crede. Rodi testardamente cerca la verità frugando nelle debolezze degli uomini, nei vizi di una piccola città di provincia, dove sembra non accadere mai niente.

Casa Editrice Prospettivaeditrice (Collana Gialli 25)
ISBN: 978-88-7418-492-7
2012 - pp. 178 - € 14,00
immagine di copertina: "Amori sul velluto" di Libero Api

Luciana Quattrini vive e lavora a Senigallia. Dopo "La disciplina del mare" pubblicato nel 2010, torna con questo secondo giallo ambientato nella sua città. Un piacere da riassaporare per chi vive nei luoghi della vicenda, una scoperta per chi non li conosce ancora.


Il giallo "Adriatico. Gli occhi del Puma" verrà presentato sabato 31 marzo 2012, ore 18.00, alla Biblioteca Antonelliana di Senigallia; Luciana Quattrini sarà ospite anche al prossimo Salone del libro di Torino.



il libro in vetrina nelle librerie di Senigallia

mercoledì 30 giugno 2010

"La disciplina del mare" sotto l'ombrellone

Un lettino all'ombra, una leggera brezza marina, il lento ritmo delle onde sulla battigia... quale posto migliore per leggere "La disciplina del mare"? ;-)


Canon EOS 450D - Sigma 70-200 F2.8 APO EX DC HSM
1/1.250 - F2.8 - ISO100 @ 159 mm.




Luciana Quattrini
"LA DISCIPLINA DEL MARE"


Casa editrice: Prospettivaeditrice
Collana Gialli 16
anno 2010, 206 pagine, € 12,00
foto di copertina: "Incontro" di Libero Api


In una cittadina sulla costa Adriatica viene rinvenuto in mare, da un vecchio pescatore, il cadavere di una ragazza bellissima. Il commissario Rodi uomo problematico e profondo indaga. Il filo si dipana tra gli umili frequentatori del porto e i nuovi ricchi. Il colore, l'odore della città, il suo carattere flemmatico e scostante si manifesta nei luoghi più familiari. Il fulcro della vicenda è rappresentato da un ragazzo magrebino, Amin che accentra i desideri inconfessabili di personaggi molto lontani tra di loro. L'avidità, la freddezza di alcuni si scontrerà con la compassione inaspettata di altri. L'eco di un fatto storico si intreccia con il presente. I fantasmi tornano a condizionare i vivi, perché hanno ancora qualcosa da insegnare. La memoria percorre la vicenda e ognuno, a suo modo, capirà che è inutile dimenticare. Tutto ritorna, ma tutto serve per evolvere anche nella difficoltà, nell'intento di essere migliori. Destino comune a tutti gli uomini che arrancano per cercare la loro scintilla di felicità. Il mare, personaggio muto e incombente, pervade l'azione.

lunedì 21 giugno 2010

Bologna: presentazione del libro "La disciplina del mare" di Luciana Quattrini

il Giallo "La Disciplina del mare", opera prima della scrittrice senigalliese Luciana Quattrini, dopo la presentazione a Senigallia e a Pesaro, verrà presentato da Giorgia Olivieri a Bologna mercoledì 23 giugno 2010 alle 18, presso la libreria Trame in Via Goito, 3/c.
All'incontro seguirà un aperitivo.

Luciana Quattrini
"LA DISCIPLINA DEL MARE"


Casa editrice: Prospettivaeditrice
Collana Gialli 16
anno 2010, 201 pagine, € 12,00
ISBN: 978-88-7418-625-9
foto di copertina: "Incontro" di Libero Api

Il giallo è un tributo alla città di Luciana, al carattere dei suoi abitanti, sornioni ed ironici al limite del sarcasmo, in cui l’autrice si identifica con lucidità, con indulgenza.
Un luogo diventa di tutti quando riesce a penetrare nell’immaginario collettivo attraverso emozioni e storie intriganti. Questo è il traguardo a cui l'autrice tende.
La vicenda nasce dal ritrovamento di una ragazza annegata in mare.
Fabrizio Rossini, un vecchio pescatore, ne rinviene il cadavere e lo riporta a riva. Ma la morte di Angela non è accidentale. La sua ambizione, la sua vita trasgressiva infastidivano molti.
Il commissario Roberto Rodi indaga, ma lui stesso conduce un'esistenza con zone d'ombra inconfessabili che si legheranno involontariamente all'omicidio. Il ritratto di una città di riviera come tante si delinea nel confronto con l'umanita tragica dei poveri diavoli ed il cinismo dei nuovi ricchi. Nessuno è innocente. Ognuno ha qualcosa da nascondere, ma anche qualcosa da insegnare.
E il mare? Il mare batte l'onda indifferente al destino degli uomini.


Luciana Quattrini è nata a Senigallia, dove vive e lavora, nel 1957.
Questa è la sua opera prima... prima che sia troppo tardi. Un impegno con se stessa per realizzare un intento che viene da lontano, perché "i sogni svaniscono quando non li rincorri più".

Giorgia Olivieri è nata a Senigallia 33 anni fa ed è arrivata a Bologna una quindicina di anni fa.
Si occupa di comunicazione e collabora con la redazione bolognese di Repubblica

venerdì 28 maggio 2010

Pesaro: presentazione del libro "La disciplina del mare" di Luciana Quattrini

il Giallo "La Disciplina del mare", opera prima della scrittrice senigalliese Luciana Quattrini, dopo la presentazione a Senigallia dello scorso 20 marzo, verrà presentato anche a Pesaro giovedì 3 giugno 2010 alle 18, presso la libreria Coop in Corso 11 Settembre, 45/47.
Interverrà, insieme all'autrice, anche il giornalista del Corriere Adriatico Vincenzo Oliveri.
Siete tutti invitati.

Luciana Quattrini
"LA DISCIPLINA DEL MARE"


Casa editrice: Prospettivaeditrice
Collana Gialli 16
anno 2010, 201 pagine, € 12,00
ISBN: 978-88-7418-625-9
foto di copertina: "Incontro" di Libero Api


In una cittadina sulla costa Adriatica viene rinvenuto in mare, da un vecchio pescatore, il cadavere di una ragazza bellissima. Il commissario Rodi uomo problematico e profondo indaga. Il filo si dipana tra gli umili frequentatori del porto e i nuovi ricchi. Il colore, l'odore della città, il suo carattere flemmatico e scostante si manifesta nei luoghi più familiari. Il fulcro della vicenda è rappresentato da un ragazzo magrebino, Amin che accentra i desideri inconfessabili di personaggi molto lontani tra di loro. L'avidità, la freddezza di alcuni si scontrerà con la compassione inaspettata di altri. L'eco di un fatto storico si intreccia con il presente. I fantasmi tornano a condizionare i vivi, perché hanno ancora qualcosa da insegnare. La memoria percorre la vicenda e ognuno, a suo modo, capirà che è inutile dimenticare. Tutto ritorna, ma tutto serve per evolvere anche nella difficoltà, nell'intento di essere migliori. Destino comune a tutti gli uomini che arrancano per cercare la loro scintilla di felicità. Il mare, personaggio muto e incombente, pervade l'azione.

Luciana Quattrini è nata nel 1957 a Senigallia, dove vive e lavora.
Questa è la sua opera prima.
Un omaggio alla sua città, alla sua gente ironica e diffidente.

mercoledì 3 marzo 2010

news in libreria: "La disciplina del mare" di Luciana Quattrini

Luciana Quattrini
"LA DISCIPLINA DEL MARE"


Casa editrice: Prospettivaeditrice
Collana Gialli 16
anno 2010, 206 pagine, € 12,00
foto di copertina: "Incontro" di Libero Api


In una cittadina sulla costa Adriatica viene rinvenuto in mare, da un vecchio pescatore, il cadavere di una ragazza bellissima. Il commissario Rodi uomo problematico e profondo indaga. Il filo si dipana tra gli umili frequentatori del porto e i nuovi ricchi. Il colore, l'odore della città, il suo carattere flemmatico e scostante si manifesta nei luoghi più familiari. Il fulcro della vicenda è rappresentato da un ragazzo magrebino, Amin che accentra i desideri inconfessabili di personaggi molto lontani tra di loro. L'avidità, la freddezza di alcuni si scontrerà con la compassione inaspettata di altri. L'eco di un fatto storico si intreccia con il presente. I fantasmi tornano a condizionare i vivi, perché hanno ancora qualcosa da insegnare. La memoria percorre la vicenda e ognuno, a suo modo, capirà che è inutile dimenticare. Tutto ritorna, ma tutto serve per evolvere anche nella difficoltà, nell'intento di essere migliori. Destino comune a tutti gli uomini che arrancano per cercare la loro scintilla di felicità. Il mare, personaggio muto e incombente, pervade l'azione.


Luciana Quattrini è nata nel 1957 a Senigallia, dove vive e lavora.
Questa è la sua opera prima.
Un omaggio alla sua città, alla sua gente ironica e diffidente.




Cos'è il respiro di un luogo? Ognuno di noi lo sa. La propria città, il proprio paese sono pietre miliari della nostra anima. Tutto parte dai quei luoghi e prima o dopo è lì che ritorna. L'imprinting rimane per sempre. Come sarebbe Rimini senza il grande Fellini o Ferrara senza Giorgio Bassani? Città molto diverse, ma nel nostro immaginario tutte uguali.
E' necessario che qualcuno ce ne parli con il linguaggio delle emozioni e degli affetti, perché si fissi nella nostra mente e diventi riconoscibile.

La scelta logistica del romanzo nasce da questa esigenza. Voler raccontare un luogo. Fissarlo sulla carta per poterlo ricordare per sempre.
I personaggi della vicenda non sono rassicuranti né paciosi. Ognuno cova un conflitto profondo, un dolore antico. Come la maggior parte di noi.
Quello che siamo ora. Quello che desideravamo essere.

Questo è il motore della storia: il desiderio. Angela desidera fuggire da casa e diventare famosa in televisione. Armando Nebbi, il suo maturo amante, desidera che lei resti per sempre con lui. Il commissario Rodi desidera sfuggire all'angoscia della perdita della giovane moglie. Maria Nebbi desidera tutti i soldi del marito. Desideri che esploderanno drammaticamente. Angela sarà la prima vittima, perché i suo desideri si scontreranno con quelli del suo assassino. Alla fine tutti dovranno calare la maschera e confrontarsi con la verità. Una verità a volte terribile, a volte rassicurante. La giostra della vita non si ferma. Cambia gli scenari, muta le relazioni tra le persone ed è pronta, ancora una volta, a fare un altro giro.

E il mare?
Il mare batte l'onda, indifferente al nostro destino.

Luciana Quattrini


"La disciplina del mare" di Luciana Quattrini lo puoi acquistare nelle seguenti librerie:

- Libreria Mondadori di Alessandrini Viviana - Corso Giacomo Matteotti, 184 - Fano (PU)
- Librerie Feltrinelli - Corso Garibaldi, 35 - Ancona
- La Feltrinelli Librerie - Piazza Ravegnana, 1 - Bologna
- La Feltrinelli libri e musica - Piazza Colonna, 31/35 - Roma
- La Libreria del Barbiere di Naldi Roberto - Via Rossini, 38 - Pesaro
- Libreria Pesaro Libri - Piazzale I Maggio, 4 - Pesaro
- Sapere Nuovo - Corso II Giugno, 54 - Senigallia (AN)
- Libreria IoBook - Via F.lli Bandiera, 33 - Senigallia (AN)
- Libreria Pandora - Via F.lli Rosselli, 5 - Serra San Quirico (AN)
- Libreria Rinascita - Piazza Roma, 7 - Ascoli Piceno
- Libreria Luise - Corso d'Augusto - Rimini
- Libreria Motivi - Via Cavour, 1 - Chiaravalle (AN)
- Libreria Cattolica di Grilli Sandro - Corso Matteotti, 42/b - Jesi (AN)
- Libreria Roro di Menghini R. e C. s.a.s. Mondadori Franchising - Corso Matteotti, 47/b - Jesi (AN)
- Libreria EffeTre - Piazza Pizzarello, 1 - Macerata

venerdì 18 dicembre 2009

"Alle nuvole il cielo" di Alberto Gianfranco Baccelli e Roberto Cicchinè

Alberto Gianfranco Baccelli e Roberto Cicchinè
"ALLE NUVOLE IL CIELO"


Edizioni Simple

47 poesie e 33 fotografie

84 pagine, Euro 10,00

ISBN 978-88-6259-183-6


Alberto Gianfranco Baccelli (bag)

Questo progetto era pronto da tanti anni, ma non riuscivo ad abbinare alle mie poesie le mie foto. Poi ho incontrato, sul web, le foto di Roberto ed è stata una folgorazione. Quelle erano le foto che mi servivano per chiudere il libro. Ci siamo fortunatamente incontrati a Lucca per la mostra annuale di MicroMosso e abbiamo parlato molto. Subito si è instaurato un rapporto perfetto per una sinergia d’emozioni. Di lì a poco il progetto, fermo da anni, ha preso corpo ed in poco tempo è stato portato a termine.


Roberto Cicchinè

Quando Gianfranco in una mail mi parlò della sua intenzione di sviluppare insieme questo progetto... bhè!... Sono uscito di casa, era domenica pomeriggio, e ho fatto degli scatti, molti scatti. Poi bag mi ha inviato una prima bozza, con il titolo e tutte le poesie. Lì ho capito che un’affinità è qualcosa in più di un sentimento condiviso, ma un’energia che va oltre le distanze, un pensiero che galleggia e qualche volta affoga nelle nostre emozioni. Le fotografie presenti in questo nostro lavoro furono scattate in gran parte in quel pomeriggio d'inverno.


Esce in questi giorni un libretto di poesie di Alberto Gianfranco Baccelli (bag) con foto di Roberto Cicchinè, molto particolari ed in massima parte inedite, fatte apposta per il libro.
E' possibile acquistarlo on-line sul sito www.edizionisimple.it (info@edizionisimple.it) al prezzo di 10 euro (+ spese postali) oppure richiedendolo direttamente agli autori.

Un'ottima idea per un regalo di Natale, no? ;-)


NEBBIA

Ecco, si adagia
morbida
su rive, poggi e distese,
sugli alberi spogli
e sui cespugli verdi.
La pioggia
sorella maggiore
le invidia la leggerezza
e il rumore
che non fa.
La neve
sorella minore
l'osserva ed impara le movenze,
l'ozioso coricarsi
sulle cose.
Lei si alza
e lenta
stende il suo abbraccio
attorno al sole,
suo ingrato amante.

martedì 13 gennaio 2009

Mario Giacomelli: "La mia vita intera" letto da Clara Ravaglia

.

Ho trovato, sul portale italiano della fotografia Photo4u, questa interessante recensione di Claudia Ravaglia del libro "La mia vita intera", dedicato al grande fotografo senigalliese Mario Giacomelli, edito da Bruno Mondadori.
Il volume, di recente pubblicazione, è a cura di Simona Guerra e raccoglie una lunga chiacchierata (registrata nel settembre del 2000 e trascritta nella forma del monologo), avvenuta nell’arco di alcune giornate tra l’autrice e il fotografo.

Buona lettura!

Fonte: Photo4u.it


Mario Giacomelli
"LA MIA VITA INTERA"

a cura di Simona Guerra
Editore: Bruno Mondadori (collana Testi e Pretesti)
2008, 224 p., ill., brossura, € 15,00


Letto per voi da Clara Ravaglia


Ho letto un libro che, seppur modesto nelle dimensioni e sostanzialmente anche nel prezzo, è a mio parere grande nel contenuto, e non dovrebbe mancare nelle biblioteca di ogni appassionato di fotografia.
Lo pubblica Mondadori, a titolo: Mario Giacomelli. La mia vita intera.
E' curato da Simona Guerra, la nipote del grande fotografo italiano.

Nel febbraio del 2001 si tenne a Roma, al palazzo delle Esposizioni, una memorabile retrospettiva dedicata a Giacomelli, una delle mostre più importanti ed esaustive atte a celebrarne la lunga carriera. Quella carriera che lui non voleva mai definire tale, si schermiva talvolta dicendo che non era mai stato un fotografo professionista, anche se si contano più di 60000 scatti al suo attivo.
Il fotografo, settantacinquenne e oramai gravemente malato, si occupò della mostra personalmente e fino a che le forze lo sostennero. Pochi mesi prima, nel settembre del 2000, la nipote Simona, armata di registratore, si recò a casa dello zio, a Senigallia, sua città natale, e tenne un diario fedele di due mesi di incontri e di lavoro comune in vista dell'avvenimento.
Il 25 novembre dello stesso anno Mario, a seguito dei postumi di un ennesimo intervento chirurgico, si dovette arrendere alla malattia e morì.
Attraverso il paziente e rispettoso lavoro di revisione di ogni traccia, risposta, osservazione, nasce allora questa preziosa e toccante testimonianza scritta, il racconto di una vita che attraverso la fotografia trovò la sua espressione più alta e diede ad un uomo semplice, arcaico come in fondo Giacomelli stresso si definiva, la possibilità di comunicare le complessità di sentimenti e pensieri che un pubblico vastissimo ebbe modo di conoscere.
Spesso, nello svolgimento della scrittura che compone il libro, le confessioni riferite di Giacomelli appaiono, pur nell’apparenza di frasi compiute, come veri e propri flussi di coscienza, ondate di parole che escono di getto e con toccante intensità, dalle labbra di questo artista che spesso puntualizzava: io sono nato piccolo e piccolo resto, con idee piccole; non c'è bisogno di essere grandi.
Un uomo che spesso confessava di fotografare semplicemente i propri pensieri e, pur conoscendo ed avendo ben padroneggiato la tecnica della fotografia e della stampa, diceva di usare la sua fotocamera rigorosamente analogica (ebbe in fondo solo due apparecchi e sosteneva che quando la sua fotocamera avrebbe smesso di funzionare lui stesso avrebbe cessato di fotografare...) come si usa un cucchiaio per raccogliere la minestra dal piatto.
Il libro riporta naturalmente la biografia e la storia del primo apprendistato di Giacomelli, dalla infanzia difficile trascorsa durante gli anni della guerra fino ai primi lavori in tipografia, poi agli incontri con uomini di cultura che segnarono l'inizio della sua passione fotografica e della sua carriera (l'avvocato Cavalli, il pittore Bastari, fino a tanti grandi artisti suoi contemporanei) ma , soprattutto, una successione intelligentemente costruita di capitoli sui suoi periodi fotografici, spesso scanditi da un indissolubile legame fra immagini e poesie da cui traeva ispirazione, a cui faceva riferimento sia in senso contenutistico che stilistico-espressivo, pur rimanendo, in fondo, uno splendido cane sciolto nel mondo dell'arte e delle fotografia.
Le immagini non sono molte, ma sono assai significative, scelte con cura estrema dalla curatrice del libro fra quelle ben commentate da Giacomelli stesso, che ce ne offre una lettura inedita e spesso illuminante.
Si parte dalla prima foto scattata sulla riva del suo mare di Senigallia, ai ritratti giovanili alla madre, ai primi paesaggi, alle raccolte sulla vita contadina, ai celeberrimi scatti alle donne in nero di Scanno, ai pretini in girotondo del Seminario, immortalati in un anno intero di incontri.
Su tutto spiccano le due raccolte dell'Ospizio, a 10 anni di distanza l'una dall'altra, e mai abbandonate in spirito, anche dopo l'ultimo scatto.
Non mancano aneddoti scherzosi, frasi pronunciate di getto con la disarmante sincerità di chi nella vita ha ancora voglia di ricevere e di dare, risate, battute che improvvismante si spengono in silenzi lunghi ed eloquenti.
Simona tutto riporta, cercando di annullarsi quasi al cospetto dello zio per dargli il massimo della naturalezza nel racconto, per non interferire nella costruzione di questo ritratto scandito dalle parole.
Fino ad arrivare ai tesi, drammatici, scarni dipinti fotografici della fine della vita, sotto il titolo di: Questo ricordo lo vorrei raccontare.

Diceva Giacomelli:
In questo lavoro ho messo anche il mio volto; è come la storia della maglia che si rovescia. E' il rovescio della mia interiorità: io vado dentro ed esco fuori. Esco da me stesso come lavato, purificato... perchè ho provato la gioia di essere presente ed averne il ricordo.
In fondo è il suo testamento morale, lucido, disarmante, sincero... con alcuni autoritratti di bellezza fotografica impressionante, alla fine di un percorso vitale che fu, nella sempicità, davvero straordinario.


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Mario Giacomelli: "La mia vita intera" letto da Clara Ravaglia

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Ho trovato, sul portale italiano della fotografia Photo4u, questa interessante recensione di Claudia Ravaglia del libro "La mia vita intera", dedicato al grande fotografo senigalliese Mario Giacomelli, edito da Bruno Mondadori.
Il volume, di recente pubblicazione, è a cura di Simona Guerra e raccoglie una lunga chiacchierata (registrata nel settembre del 2000 e trascritta nella forma del monologo), avvenuta nell’arco di alcune giornate tra l’autrice e il fotografo.

Buona lettura!

Fonte: Photo4u.it


Mario Giacomelli
"LA MIA VITA INTERA"

a cura di Simona Guerra
Editore: Bruno Mondadori (collana Testi e Pretesti)
2008, 224 p., ill., brossura, € 15,00


Letto per voi da Clara Ravaglia


Ho letto un libro che, seppur modesto nelle dimensioni e sostanzialmente anche nel prezzo, è a mio parere grande nel contenuto, e non dovrebbe mancare nelle biblioteca di ogni appassionato di fotografia.
Lo pubblica Mondadori, a titolo: Mario Giacomelli. La mia vita intera.
E' curato da Simona Guerra, la nipote del grande fotografo italiano.

Nel febbraio del 2001 si tenne a Roma, al palazzo delle Esposizioni, una memorabile retrospettiva dedicata a Giacomelli, una delle mostre più importanti ed esaustive atte a celebrarne la lunga carriera. Quella carriera che lui non voleva mai definire tale, si schermiva talvolta dicendo che non era mai stato un fotografo professionista, anche se si contano più di 60000 scatti al suo attivo.
Il fotografo, settantacinquenne e oramai gravemente malato, si occupò della mostra personalmente e fino a che le forze lo sostennero. Pochi mesi prima, nel settembre del 2000, la nipote Simona, armata di registratore, si recò a casa dello zio, a Senigallia, sua città natale, e tenne un diario fedele di due mesi di incontri e di lavoro comune in vista dell'avvenimento.
Il 25 novembre dello stesso anno Mario, a seguito dei postumi di un ennesimo intervento chirurgico, si dovette arrendere alla malattia e morì.
Attraverso il paziente e rispettoso lavoro di revisione di ogni traccia, risposta, osservazione, nasce allora questa preziosa e toccante testimonianza scritta, il racconto di una vita che attraverso la fotografia trovò la sua espressione più alta e diede ad un uomo semplice, arcaico come in fondo Giacomelli stresso si definiva, la possibilità di comunicare le complessità di sentimenti e pensieri che un pubblico vastissimo ebbe modo di conoscere.
Spesso, nello svolgimento della scrittura che compone il libro, le confessioni riferite di Giacomelli appaiono, pur nell’apparenza di frasi compiute, come veri e propri flussi di coscienza, ondate di parole che escono di getto e con toccante intensità, dalle labbra di questo artista che spesso puntualizzava: io sono nato piccolo e piccolo resto, con idee piccole; non c'è bisogno di essere grandi.
Un uomo che spesso confessava di fotografare semplicemente i propri pensieri e, pur conoscendo ed avendo ben padroneggiato la tecnica della fotografia e della stampa, diceva di usare la sua fotocamera rigorosamente analogica (ebbe in fondo solo due apparecchi e sosteneva che quando la sua fotocamera avrebbe smesso di funzionare lui stesso avrebbe cessato di fotografare...) come si usa un cucchiaio per raccogliere la minestra dal piatto.
Il libro riporta naturalmente la biografia e la storia del primo apprendistato di Giacomelli, dalla infanzia difficile trascorsa durante gli anni della guerra fino ai primi lavori in tipografia, poi agli incontri con uomini di cultura che segnarono l'inizio della sua passione fotografica e della sua carriera (l'avvocato Cavalli, il pittore Bastari, fino a tanti grandi artisti suoi contemporanei) ma , soprattutto, una successione intelligentemente costruita di capitoli sui suoi periodi fotografici, spesso scanditi da un indissolubile legame fra immagini e poesie da cui traeva ispirazione, a cui faceva riferimento sia in senso contenutistico che stilistico-espressivo, pur rimanendo, in fondo, uno splendido cane sciolto nel mondo dell'arte e delle fotografia.
Le immagini non sono molte, ma sono assai significative, scelte con cura estrema dalla curatrice del libro fra quelle ben commentate da Giacomelli stesso, che ce ne offre una lettura inedita e spesso illuminante.
Si parte dalla prima foto scattata sulla riva del suo mare di Senigallia, ai ritratti giovanili alla madre, ai primi paesaggi, alle raccolte sulla vita contadina, ai celeberrimi scatti alle donne in nero di Scanno, ai pretini in girotondo del Seminario, immortalati in un anno intero di incontri.
Su tutto spiccano le due raccolte dell'Ospizio, a 10 anni di distanza l'una dall'altra, e mai abbandonate in spirito, anche dopo l'ultimo scatto.
Non mancano aneddoti scherzosi, frasi pronunciate di getto con la disarmante sincerità di chi nella vita ha ancora voglia di ricevere e di dare, risate, battute che improvvismante si spengono in silenzi lunghi ed eloquenti.
Simona tutto riporta, cercando di annullarsi quasi al cospetto dello zio per dargli il massimo della naturalezza nel racconto, per non interferire nella costruzione di questo ritratto scandito dalle parole.
Fino ad arrivare ai tesi, drammatici, scarni dipinti fotografici della fine della vita, sotto il titolo di: Questo ricordo lo vorrei raccontare.

Diceva Giacomelli:
In questo lavoro ho messo anche il mio volto; è come la storia della maglia che si rovescia. E' il rovescio della mia interiorità: io vado dentro ed esco fuori. Esco da me stesso come lavato, purificato... perchè ho provato la gioia di essere presente ed averne il ricordo.
In fondo è il suo testamento morale, lucido, disarmante, sincero... con alcuni autoritratti di bellezza fotografica impressionante, alla fine di un percorso vitale che fu, nella sempicità, davvero straordinario.


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mercoledì 8 ottobre 2008

"La mia vita intera": il nuovo libro su Mario Giacomelli

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Mario Giacomelli
"LA MIA VITA INTERA"


a cura di Simona Guerra

Editore: Bruno Mondadori (collana Testi e Pretesti)
2008, 224 p., ill., brossura, € 15,00

«Io sono nato piccolo e rimango piccolo, con idee piccole; non c’è bisogno di essere grandi.» Inaspettatamente, la meravigliosa novità dello sguardo di questo grande fotografo proviene da un uomo "arcaico", che diceva di fotografare i suoi pensieri e di usare la macchina fotografica come si usa il cucchiaio per raccogliere dal piatto la minestra. Un uomo che visse sempre a Senigallia e usò una sola fotocamera (in verità, ne acquistò un’altra ma la tenne nell’armadio, perché non voleva che la prima «se ne accorgesse»).
A settantacinque anni, nel corso di una lunga conversazione, ricapitolò la sua vita e la sua esperienza di fotografo. Mario Giacomelli: questo libro ci dà l’emozione d’incontrarlo.


Si è svolta domenica 5 ottobre a Roma, durante la IV edizione di "FotoLeggendo 2008", la presentazione del libro dedicato al fotografo Mario Giacomelli, edito da Bruno Mondadori.
Il volume, di recente pubblicazione, è a cura di Simona Guerra e raccoglie una lunga chiacchierata (registrata nel settembre del 2000 e trascritta nella forma del monologo), avvenuta nell’arco di alcune giornate tra l’autrice e il fotografo.

Questo è ciò che il libro racchiude: l’ultimo lungo racconto che di sé stesso e della sua opera Giacomelli ha lasciato.
Dalle prime immagini scattate al mare alle ultime serie fotografiche composte poco prima della sua scomparsa, Giacomelli racconta la sua storia, quella di uomo speciale, ma di un uomo, prima che di celebre fotografo, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Un uomo con le stesse paure di milioni di altri uomini, con le stesse domande senza risposte; una persona che nella vita ha affrontato nascite e morti, e che ha avuto gli stessi problemi di tutti i giorni di chiunque altro.
Un'esistenza sensibile, che ha scelto la strada della fotografia e della poesia, con le quali egli ha condiviso la sua vita in modo semplice -non facile - puntando al cuore delle cose, alla sostanza; un uomo che ha evitato il superfluo, che è uscito dalla "folla" con le sue immagini apprezzate in tutto il mondo, che ha sempre preferito, alle pubbliche relazioni e alla vita dei grandi centri d'arte del mondo, la pace della sua piccola città e il profilo dolce delle sue colline, che non ha mai smesso, fino alla fine, di fotografare.

Il lavoro di Simona Guerra, presente in sala, è stato introdotto dallo storico della fotografia Diego Mormorio che ha a lungo parlato, ad una platea numerosa e attenta, della figura del grande fotografo senigalliese.
Durante l’incontro, ha voluto dare un suo contributo e un ricordo di un’amicizia "durata mezzo secolo", come lui stesso l’ha definita, il fotografo fiorentino Piergiorgio Branzi, ricordando i tempi della gloriosa associazione fotografica de "La Bussola" e degli autori, come Giuseppe Cavalli, Ferruccio Ferroni e lo stesso Mario, che hanno animato la scena della fotografia italiana del ‘900.

Dopo il dibattito, è stato proiettato un breve filmato (a cura di Simona Guerra e con la collaborazione tecnica di Matteo Civardi) che accosta le immagini del fotografo alla registrazione della sua voce, dal quale ha avuto origine il lavoro.
Presentazione e video saranno riproposti nell’incontro che si terrà a Senigallia, sabato 11 ottobre alle ore 17:00, presso la Sala del Trono del Palazzo del Duca.


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venerdì 9 novembre 2007

Luisa Vassallo: fotografa, scrittrice e... cuoca

Conobbi Luisa Vassallo diversi anni or sono, quando entrambi frequentavamo assiduamente Usefilm, una comunità virtuale di fotoamatori molto frequentata a livello internazionale.
Pur non avendola mai incontrata personalmente, ho sempre nutrito nei suoi confronti una particolare stima e ammirazione, per la sua innata sensibilità come fotografa e la particolare atmosfera "magica" che riesce a catturare in ogni sua foto.

L'ho conosciuta come fotografa, ma l'ho vista evolversi come scrittrice.

Luisa vive e lavora ad Imperia.
Lettrice da sempre di letteratura fantasy, ma in particolare delle opere Tolkeniane, ha saputo coniugare felicemente nei libri che ha curato, dedicati alla Terra di Mezzo, anche la sua passione di cuoca.

E sì, perchè Luisa, con l'amica Cinzia Gregorutti, ha iniziato per gioco organizzando cene Hobbit con gli amici, raccogliendo poi le ricette nel loro primo libro per "golosy del fantasy": era il 2003 e il libro si intitolava "A tavola con gli Hobbit".

La sfida delle autrici era quella di realizzare un vero libro di cucina a partire dalle ricette e dai riferimenti culinari citati nell'opera di Tolkien. Ne è venuto fuori un libro unico nel suo genere: godibilissimo nella lettura, filologicamente perfetto nelle citazioni e nel contempo pienamente usabile come un normale libro di ricette. Un regalo originale e pratico per gli appassionati di cucina e di Tolkien... che spesso vanno a braccetto. Il libro è organizzato seguendo l'ordine alfabetico delle cibarie tolkieniane oltre ad avere un pratico indice per genere e per menù (dalla prima colazione alla cena). Per chiunque voglia cimentarsi in un pranzo in stile "fantasy" o stupire con qualche piatto rigorosamente letterario. Provare per credere!

Un anno dopo, nel 2004, sempre insieme a Cinzia Gregorutti, fu la volta de "L'erbario di Tolkien. Ricette e rimedi naturali nella Terra di Mezzo".

Le opere del professore di Oxford sono un mare immenso e le autrici di "A tavola con gli Hobbit" questa volta vi si immergono alla ricerca di erbe mediche e ricette per tisane e manicaretti medicali. Dopo una introduzione a opera dell'esperto tolkieniano (e medico) Paolo Gulisano, il volume inizia con la descrizione delle piante e delle erbe (fantastiche e non) presenti nei vari testi della saga del "Signore degli Anelli", per giungere ai vari usi nella "medicina naturale". Per finire una sezione dedicata allo... spirito: grappe e liquori aromatizzati. Tutti gli ingredienti sono di origine tolkeniana controllata e garantita, come dimostra l'indice delle citazioni in fondo al testo.


Nel 2005, a chiudere la trilogia dedicata agli Hobbit, Luisa Vassallo pubblica insieme a Paolo Gulisano "Giochi da Hobbit. Feste e divertimenti dalla Terra di Mezzo"

Questo libro chiude la trilogia dedicata all'arte del "buon vivere" nella Terra di Mezzo. Dopo la cucina e la cura di sé, è il momento di una dimensione fondamentale della vita degli Hobbit: il "playing", ovvero la dimensione "ludica" del vivere, così cara a JRR Tolkien. Si tratta di un vero e proprio "ricettario" di quest'arte dello stare insieme, che si ispira direttamente alla saga del "Signore degli Anelli" e da essa trae i molti riferimenti a giochi, feste, scherzi con indicazioni pratiche di come eseguirli.

A questo punto la curiosità e il divertimento erano tali che inevitabilmente Luisa continua a percorrere queste strade del “gusto fantasy”.
Grazie al lavoro di ricerca svolto successivamente con Paolo Gulisano intorno a "Le Cronache di Narnia", Luisa ha avuto modo di approfondire la figura del suo autore, C.S. Lewis, attraverso le sue scelte culinarie che risultano spesso più esotiche, varie e sofisticate rispetto a quelle dell'amico Tolkien.
E' il 2006, e i due autori pubblicano "La cucina di Narnia. Ricette e menu dal mondo di Aslan"

Cosa ci fanno Paolo Gulisano e Luisa Vassallo nelle cucine di Narnia? Curiosi e divertiti si aggirano tra pentoloni che bollono emanando effluvi di soffritto, balsamici vapori di salsine, essenze di primizie e gustose fragranze di carni arrosto. Tra i due c’è chi osserva con l’occhio clinico del medico, constata e prende appunti. Da appassionato di letteratura sa che dietro tutto quel daffare c’è qualcuno che veglia e dirige i cuochi e gli apprendisti - che nutrono nascostamente e umilmente eroi, cavalieri ed esseri fatati - un personaggio eclettico e singolare che ha tessuto le trame di grandi e belle storie: C.S. Lewis.
L’altra firma del libro, poetessa ma famigliare a mestoli e palette, sollevando il lembo di un telo che ricopre una pagnotta messa a lievitare. “Non potremmo capire l’esistenza delle fate se non avessimo conosciuto col palato ma anche col cuore, il sapore del pane o il gusto del latte appena munto. Non potremmo penetrare lo sguardo di un troll senza conoscere il sapore della rucola, e la profondità di un druido senza aver assaggiato i frutti di bosco o aver contemplato il colore del miele d’acacia alla luce della luna…

La pubblicazione più recente di Luisa è dedicata, questa volta, al maghetto più famoso del mondo: Harry Potter.

J.K. Rowling l'ha guidata, insieme a Barbara Paoletti, nelle cucine del suo mondo magico mostrandole quanto uso si può fare di un ingrediente che sta alla base sia della cucina tradizionale che della narrativa: la fantasia.
Nella saga di Harry Potter molte portate non esistono nei ricettari babbani (burrobirra, gelatine tutti gusti + 1, bacchette magiche alla liquirizia, ecc.) e hanno costretto Luisa e Barbara a mettere a dura prova la loro capacità di elaborare ricette completamente nuove sulla base d'indizi legati semplicemente al colore e al gusto che l'autrice ha fornito.
Una sfida che ha dato molte soddisfazioni alle due scrittrici e che, sicuramente, ingolosiranno cuochi e lettori.


Sullo stile dei volumi precedenti che intendono unire il sapore dei piatti al gusto della letteratura, "A tavola con Harry Potter" (in libreria dal 24 ottobre 2007) prevede una prima parte descrittiva e una seconda parte divisa in due ricettari: l’uno babbano e l’altro magico. Entrambi i ricettari sono divisi in voci (primi, secondi, verdure, pesci, dolci) e anche l’ordine interno delle ricette, voce per voce, è alfabetico.
Oltre 200 le ricette presentate, tutte realizzabili, e una sezione dedicata ai più piccoli, per divertirsi e imparare la magia della cucina.



Per chi fosse curioso di sapere qualche altra cosetta riguardo a Luisa Vassallo, lascio i links di due interviste fatte alla scrittrice/fotografa/cuoca da Marina Lenti e da Luca Balduzzi, buona lettura!

lunedì 25 giugno 2007

Milano: domani la presentazione di un libro su Giacomelli

Martedì 26 giugno 2007 alle ore 19.00 Simona Guerra presenterà da MiCamera “Parlami di lui. Le voci di Scianna, Berengo Gardin, Ferroni, Camisa, Colombo, Branzi, Manfroi, de Biasi, Permunian, Biagetti su Mario Giacomelli”.
Parteciperanno all'incontro Giuliana Scimé, Cesare Colombo, Mario de Biasi, e Roberto Mutti.

In quest'occasione, verrà proiettata una selezione delle immagini di Mario Giacomelli.

Il libro nasce da una ricerca svolta da Simona Guerra, nipote del grande fotografo e grande appassionata di fotografia, che ha a lungo lavorato con Giacomelli, collaborando infine con lui in vista della retrospettiva tenutasi a Roma al Palazzo delle Esposizioni nel gennaio 2001 e organizzando in questa occasione il primo riordino del suo archivio fotografico.

In seguito alla morte dell’autore, avvenuta nel 2000, Simona Guerra ha raggiunto quelli che sono i protagonisti della fortunata stagione fotografica italiana che ha avuto inizio durante gli anni ’50 e che hanno fatto nascere sodalizi come quello della Bussola, del Circolo Fotografico Milanese, de La Gondola.

A ognuno è stato chiesto di affrontare un particolare aspetto legato alla figura del fotografo marchigiano, in modo da avere (e dunque dare) nuovi spunti, nuovi stimoli verso una ricerca legata alla produzione di Giacomelli.

Mario Giacomelli ha rappresentato - e rappresenta ancora - una delle personalità più forti e prorompenti che la storia della fotografia italiana abbia prodotto dal dopoguerra a oggi.

Simona Guerra è nata a Senigallia ed è laureata al DAMS di Bologna, dove ha studiato storia della fotografia con Italo Zannier. Dal 1998 si occupa di fotografia.
Ha collaborato con diverse gallerie e fondazioni in Italia e in Spagna e dal 2001 con lo storico Archivio Fotografico Fratelli Alinari.
Si occupa di conservazione e archiviazione di fondi fotografici alternando a queste attività, da qualche anno, anche quella critica.
Vive e lavora tra Firenze, Bologna e Senigallia.


Il libro:
Parlami di lui. Le voci di Scianna, Berengo Gardin, Ferroni, Camisa, Colombo, Branzi, Manfroi, de Biasi, Permunian, Biagetti su Mario Giacomelli
di Simona Guerra
Ed. Mediateca delle Marche, Ancona
pagg. 220, € 20,00.

L’appuntamento è per martedì 26 giugno alle ore 19.00 presso ‘MiCamera – photography and lens-based arts’.
L’ingresso è gratuito. E’ necessario avere la tessera e vi consigliamo di prenotare.
Per info: MiCamera, tel/fax +39. 02. 4548 1569 www.micamera.com - info@micamera.com.

Orari: dal mercoledì al sabato 10.00 – 13.00 16.00 – 19.00


Fonte: VivereSenigallia

mercoledì 16 maggio 2007

Presentato al Salone del Libro "Parlami di Lui. Voci su Mario Giacomelli"

Presentato domenica al Salone del Libro di Torino il volume di Simona Guerra “Parlami di lui. Voci su Mario Giacomelli”.


da Simona Guerra
Consulente Archivi Fotografici


Alla presenza del prof. Carlo Emanuele Bugatti (Direttore del MUSINF di Senigallia) del prof. Stefano Schiavoni (Presidente della Mediateca delle Marche) e di un pubblico attento e partecipe, l’autrice ha parlato delle motivazioni che l’hanno spinta a intraprendere questa ricerca - durata anni - di testimonianze sulla figura del grande fotografo senigalliese Mario Giacomelli incontrando e intervistando grandi fotografi italiani come Fedinando Scianna, Gianni Berengo Gardin, Mario de Biasi, Piergiorgio Branzi, Alfredo Camisa, Ferruccio Ferroni, Cesare Colombo.

Anche Francesco Permunian (presente alla manifestazione), Manfedo Manfroi (presidente del gruppo La Gondola di Venezia) e Paolo Biagetti, critico e intimo amico del fotografo, sono stati intervistati, per questo volume, che è stato definito da Stefano Schiavoni come una delle novità editoriali marchigiane più importanti per questa edizione della Fiera di Torino.

Il volume di Simona Guerra, insieme a un videocatalogo editato sempre dalla Mediateca delle Marche, partirà alla volta di Los Angeles dove, il 31 maggio, si inaugurerà presso l’Istituto Italiano di Cultura una grande mostra su Giacomelli realizzata con il fondo fotografico del MUSINF di Senigallia; lo stesso fondo sarà poi esposto anche alla Biennale di New York sempre a cura degli Istituti Italiani di Cultura.

Il prof. Carlo Emanuele Bugatti ha a lungo parlato di Mario Giacomelli e dell’importanza che Senigallia ricopre per lo studio della fotografia italiana del dopoguerra, attraverso i grandi esempi dati dalla “scuola marchigiana” con l’opera di Giuseppe Cavalli, Ferruccio Ferroni e Mario Giacomelli come anche dalla produzione dell’intero gruppo Misa.
Simona Guerra ha invece parlato di alcuni particolari inediti raccontati dai fotografi durante le sue interviste e ha voluto in ultimo ringraziare – oltre alla Mediateca e al Musinf che le hanno da subito dimostrato fiducia, accogliendo il progetto di un’autrice così giovane – i suoi genitori e la sua città, Senigallia, a cui è sempre stata molto legata.

Per il pubblico che non ha avuto la possibilità di essere presente a Torino e in occasione della “Notte dei Musei” - promossa dalla Direzione Generale dei Musei Francesi - che a Senigallia sarà celebrata sabato 19 maggio prossimo, il libro verrà nuovamente presentato - a partire dalle ore 21 insieme ad altre iniziative artistiche e fotografiche - presso il Museo d’Arte Contemporanea e della Fotografia della città.
Il libro, edito dalla Mediateca delle Marche, uscirà nelle librerie a partire dalla fine di maggio.

(“Parlami di lui. Voci su Mario Giacomelli” di Simona Guerra, Ed. Mediateca delle Marche, Ancona - pagg.220, € 20,00)


Fonte testo e foto: VivereSenigallia

domenica 26 novembre 2006

i miei segnalibri

Dopo varie insistenze da parte di mia cognata, e dopo avere realizzato delle cartoline con mie foto ed avere incontrato un buon apprezzamento da chi le ha viste, ho realizzato dei segnalibri abbinando miei scatti con frasi di canzoni o, in alcuni casi, miei pensieri.
Sono realizzati in cartoncino stampato su doppia faccia e plastificato, delle dimensioni di cm. 5x20 e devo ammettere, indipendentemente da come saranno giudicati dagli altri, che a me piacciono molto, sono soddisfatto della loro realizzazione sia grafica che materiale.

Per il momento ne ho ideati 20 (qui la lista completa), ma ne sto preparando altri meno "intimistici" ma più turistici, con scorci più o meno caratteristici di Senigallia.

Al prossimo aggiornamento...