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mercoledì 25 maggio 2011

si intitola 'Micro' il nuovo romanzo postumo di Michael Crichton

Fonte: Adnkronos del 23/05/2011

Un nuovo romanzo postumo di Michael Crichton, incentrato sulle disastrose conseguenze di un esperimento scientifico andato storto, uscirà negli Stati Uniti nel prossimo mese di novembre.

L'autore di 'Jurassic Park' e 'Sol Levante', prima di morire nel 2008 aveva scritto poco più di un terzo del libro dal titolo 'Micro', un thriller incentrato su una società biotech con sede all'Hawaii che impiega studenti freschi di laurea per alcune ricerche 'segrete' nel campo delle biotecnologie: alcuni di questi giovani si ritroveranno invischiati in un misterioso caso ambientato in una foresta pluviale.

Il romanzo postumo incompiuto, che è stato ritrovato nel computer di Crichton, è stato completato dallo scrittore statunitense Richard Preston, famoso come autore di 'Area di contagio' sul virus Ebola. Autorizzato dagli eredi di Crichton, Preston ha portato a compimento la trama di 'Micro' iniziata dal romanziere americano che ha dato avvio al genere del techno-thriller, con libri come 'Preda' e 'Next'.

Preston per completare il romanzo postumo ha usato appunti, annotazioni e alcuni abbozzi presenti nel personal computer dell'autore scomparso. L'editore HarperCollins, annunciando l'uscita in autunno di 'Micro', ha precisato, in un comunicato, che Richard Preston è rimasto ''immediatamente affascinato dal manoscritto di Crichton''.
"Michael ha scritto una trama piena di avventura in un mondo misterioso che sembra travolgere ogni immaginazione'', ha commentato Preston.

Nel novembre 2009 è uscito il primo romanzo postumo di Crichton, dal titolo 'L'isola dei pirati', un'avventura riguardante un gruppo di corsari giamaicani del XVII secolo.

martedì 24 maggio 2011

"Sfera" di Michael Crichton: impressioni a caldo

Michael Crichton - SFERA

A trecento metri di profondità, sul fondale del Pacifico, giace una misteriosa nave spaziale di dimensioni inaudite. Da dove è arrivata? Da una civiltà aliena? Da un altro universo? Dal futuro attraverso un buco nero? Per risolvere l'enigma viene chiamata un'equipe di scienziati, mentre il mare si popola improvvisamente di mostruose creature e sugli schermi dei computer appaiono inquietanti messaggi. Un'avventura ai confini della realtà in un thriller sottomarino in bilico tra scienza e mistero.

Titolo originale: Sphere (1987)
Casa Editrice Garzanti Libri (Collana Elefanti Bestseller)
Trad. di Ettore Capriolo
2009 - pp. 378 - € 9,90

«Una terrificante odissea sottomarina alla scoperta dei segreti del nostro inconscio.» The New York Review of Books

«Un avvincente romanzo di fantascienza che è anche un viaggio all’interno dell’uomo, delle sue paure e dei suoi desideri.» Newsweek

«A metà tra Jules Verne e 2001 Odissea nello spazio, un esplosivo e sconvolgente intreccio di thriller, horror e science-fiction.» Booklist


Leggere Crichton è ogni volta una scoperta; leggere Crichton è ogni volta un arricchimento del proprio sapere; leggere Crichton è ogni volta un viaggio straordinario; leggere Crichton è ogni volta "leggere un film".

Una scoperta perchè non sai mai cosa ti aspetta all'interno di un suo romanzo: un viaggio nel tempo, un incontro con gli elieni, una qualche nuova tecnologia che si ritorce contro chi l'ha scoperta, un misterioso virus... ce n'è per tutti i gusti!
Un arricchimento del proprio sapere: con i romanzi dello scrittore americano si impara sempre qualcosa di nuovo; tanto per fare un esempio, su "Sfera" si parla a lungo delle condizioni climatiche in ambienti posti a grosse profondità nell'oceano, ma senza annoiare il lettore ed inserendo le spiegazioni scientifiche all'interno della vicenda narrata.
Un viaggio straordinario: oceani lontanissimi, navi spaziali aliene (aliene?), viaggi nel tempo, mostri marini sconosciuti, ce n'è per tutti i gusti... ma tutto sorprendentemente "congruo" e per nulla esageratamente fantastico.
Leggere un film: è questa l'impressione che ho ogni volta leggo un romanzo di Crichton, non a caso numerosi suoi racconti hanno avuto una trasposizione cinematografica (e "Sfera" non ha fatto eccezione, con un cast stellare come Dustin Hoffman, Sharon Stone e Samuel L. Jackson, per un film non all'altezza del libro, purtroppo...)

Insomma, "Sfera" è un romanzo di fantascienza, ma anche un thriller mozzafiato oltre che un'avvincente discesa negli abissi del nostro inconscio: ne consiglio vivamente la lettura.
A tutti!


L’autore:
Michael Crichton (Chicago 1942 — Los Angeles 2008) era laureato in Medicina e Chirurgia, ma anzichè esercitare la professione medica aveva preferito scrivere. Iniziò a pubblicare romanzi sin dal 1966 con vari pseudonimi. È stato, in pratica, anche il creatore della celebre serie tv medica ER. I suoi romanzi si possono definire techno-thriller e sono una perfetta fusione di azione, tecnologia avanzata e scienza. Le numerose trasposizioni in film sono una prova dell’interesse che suscitarono; ricordiamo Andromeda, Jurassic Park e, al di fuori del genere, Rivelazioni.


Qualche commento dei lettori trovato in rete:
Quando morì Michael Crichton mi ricordo che lessi un articolo in internet di Tullio Avoledo che diceva queste parole: "Puoi leggere un quintale di libri di Clive Cussler o di Robert Ludlum, per dire, e, pur divertendoti da matti, non ne sarai arricchito di un solo grammo, in termini di conoscenza del mondo. Ma se leggi un libro di Crichton ne esci ogni volta più ricco. Non necessariamente più intelligente (i libri non fanno miracoli), ma più preparato a capire il mondo di incredibili mutamenti in cui viviamo e quello ancora più incredibile in cui potremmo trovarci a vivere domani". Cosa aggiungere in più a queste parole? Provare per credere!

Sfera ci starebbe bene pubblicato su Urania: il relitto di un'astronave ritrovato nelle profondità marine, il viaggio nel tempo, un manufatto alieno, computer senzienti, specie animali sconosciute, i poteri della mente. Sfera è sicuramente il meno realistico dei romanzi di Crichton, ma, o forse proprio per questo, è quello che ho amato di più. Sfera è un horror pure, tanto per cambiare, e un omaggio a Ventimila leghe sotto i mari. Sfera dovrebbe essere portato sullo schermo come si deve, per farci dimenticare quella cosa atroce con Sharon Stone. E sfera andrebbe consigliato a tutti quelli che Crichton non lo conoscono o non lo vogliono conoscere per un qualche preconcetto nato sicuramente per i motivi sbagliati.

Letto purtroppo solo dopo aver visto il film (cmq carino), si capisce che col film stesso potevano fare molto meglio. Il libro narra la storia della misteriosa apparizione di un oggetto nell'Oceano Pacifico, un'apparizione che, mano mano che si sviluppa la storia sembra non avere un senso logico... quando poi qualcosa si comincia ad intuire, un altro ritrovamento spiazza l'esiguo equipaggio mandato per indagare... e da lì parte una sfida, una sfida improponibile per gli uomini coinvolti, in un continuo crescendo di tensione e colpi di scena fino ad un finale veramente geniale! Assolutamente da non perdere!!!

Il libro prende forse più del film. Dovendo fare a meno degli effetti speciali, la storia fa colpo soprattutto per le sottigliezze psicologiche che il protagonista, Norman, coglie. Inoltre, si potrebbe quasi dire che possiede una sfumatura più filosofica e, per quanto a grosse linee la trama sia la stessa, anche chi ha visto il film non può annoiarsi.

Una garanzia come tutti i libri di Crichton. Malgrado sia fantascienza, un genere che a me normalmente non entusiasma, l'ho letto tutto d'un fiato, il signor Michael è uno che dimostra sempre di sapere il fatto suo. Bello!

Mi è piaciuto perchè aggiunge qualcosa di nuovo al tema del contatto con gli extratterrestri. Questa volta i riflettori non sono puntati su di "loro" (gli alieni), ma su di "noi": Chi è il più indicato per affrontare l'ignoto? Qual è la forma di sapere umano che ci predispone meglio ad affrontare un'entità sconosciuta? Conta di più la forza bellica o la conoscenza scientifica? Offre più risposte la Zoologia o l'Astrofisica? Risolve più enigmi la Logica o la Psicologia? O forse è più sicuro distruggere tutto con un bel carico di esplosivi? Questi temi già intriganti di per sè sono supportati bene da un ritmo incalzante e personaggi ben delineati. Il finale è appagante.

Avvincente storia sottomarina, per l'epoca abbastanza originale, claustrofobica al punto giusto. Il ritmo è incalzante e Crichton ci mette la solita capacità di piazzarsi a metà tra il thriller e la fantascienza. Come sempre succede, molto meglio il libro del film con D. Hoffman.

E' la prima volta che leggo un libro di Michael Crichton; dopo un breve inizio un po' lento, il libro decolla vertiginosamente, anche grazie ad un tranello dell'autore, e resta sull'apice della tensione. Non c'è modo di staccarsi dalle pagine, l'una tira l'altra in un ascendere di tensione, suspense, giallo per arrivare ad un finale a sorpresa.

Uno dei romanzi di Crichton piu' incoerenti nella storia.

lunedì 25 ottobre 2010

"Andromeda" di Michael Crichton: impressioni a caldo

Michael Crichton - ANDROMEDA

Se in una bottiglia può trovar posto un numero di batteri dieci volte maggiore del numero degli abitanti del pianeta, allora è probabile che un eventuale incontro dell'uomo con una forma di vita extraterrestre avvenga su un piano ben diverso da quanto immaginato da certi scrittori affetti da romanticismo. Arizona, fine anni Sessanta. Un satellite, atterrato dopo aver compiuto la sua missione nello spazio, sparge una terribile, misteriosa malattia... La scoperta del ceppo Andromeda provoca un vero terremoto nella comunità scientifica: "Quasi tutti gli interessati alternano momenti di brillante intuito a momenti d'inspiegabile stupidità". In gioco è la vita stessa dell'uomo sulla Terra.

Titolo originale: The Andromeda Strain (1969)
Casa Editrice Garzanti Libri (Collana Elefanti Bestseller)
Trad. di V. Mantovani
2006 - pp. 337 - € 8,50


Bello, davvero bello. "Andromeda" è un romanzo scritto da Michael Crichton nel 1969, e pur trattandosi di un racconto di fantascienza "del tempo" è perfettamente godibile ancora oggi.
E' un libro che si legge tutto d'un fiato e che ti invoglia a scoprire cosa accadrà nella prossima pagina; Crichton è poi molto abile a ricostruire (e pubblicare) i tabulati con le analisi del calcolatore (visti con gli occhi dell'uomo moderno, il dover perforare le schede da dare in pasto al calcolatore ci fa sorridere...), i testi dei dispacci top-secret e le fotografie degli schizzi eseguiti dai ricercatori, instillando il dubbio nel lettore che l'umanità abbia davvero corso il rischio della "crisi biologica" raccontata.
Davvero bravo, il giovane Crichton; peccato solo che il finale sia eccessivamente veloce, e tutta la tensione accumulata durante la lettura si dissolva in due o tre pagine lasciando alcuni dubbi e numerose domande irrisolte.

E' comunque un libro da leggere, assolutamente! E magari, poi, ci si può anche godere il film diretto da Robert Wise tratto dal romanzo e realizzato nel 1971.
Ecco ora qualche commento dei lettori trovato in rete:

È un libro di fantascienza ambientato in un presente leggermente futuristico, anche se il presente è il 1965 quando è stato scritto il libro. Alcuni particolari tipo le schede perforate per utilizzare il computer possono suonare un po' ridicole lette oggi, ma alla fine fa anche questo parte del fascino del libro. Lo stile di Crichton al suo debutto è quello che avrà anche nei romanzi successivi: tanto ritmo e tanti particolari scientifici molto verosimili. La trama è stuzzicante e i continui accenni agli errori e al disastroso finale, che incombono dalla prima pagina, stimolano l'interesse. L'unico difetto è il finale un po' telefonato e l'epilogo, un po' deludente.

Il libro è ricco di dati e nozioni scentifiche (forse troppe per me), si nota come l'autore ha fatto un gran lavoro di ricerca prima di scrivere il romanzo, a mio parere è un buon libro e lo consiglio a chi piace il genere.

É uno dei migliori libri che io abbia mai letto. Per fortuna hanno fatto anche il film, ma non l'ho mai visto trasmesso in italia (the Andromeda Strain). Lo consiglio caldamente.

Non è il migliore dei libri di Chricton. Un po' ingenuo e un po' invecchiato. Crichton sbaglia a citare il numero degli aminoacidi: dice che sono 24, mentre sono solo 22: imperdonabile per uno come lui!

Dopo aver letto quasi tutto di Crichton, arrivare solo ora al primo romanzo, scritto quando l'autore aveva meno di trent'anni, per me è stato in parte come giungere in un luogo dalla parte sbagliata, percorrendo una via contromano. Insomma, stilisticamente nulla a che vedere con quello che avrebbe scritto dopo. Ma per una cosa il libro rimane indispensabile e oggettivamente insuperabile: fu il primo romanzo in assoluto ad avere come tema virus mutanti, contagi e infezioni letali. Per questo "Andromeda" rimane una pietra miliare nella letteratura fantascientifica: il giovane medico che Chricton era intuì tematiche e problemi che al giorno d'oggi hanno a che vedere con la cronaca più che con la finzione. In fondo tutti i romanzi scritti su questi argomenti in seguito andrebbero considerati variazioni sul tema di "Andromeda". Peccato per lo scrittore, troppo acerbo, che a volte si attarda a volte corre, che semina indizi senza mai raccoglierli in seguito e che con una fretta incredibile chiude il romanzo strozzandolo in una manciata di pagine, proprio quando avrebbe potuto creare un climax epocale, da lasciare il segno nella letteratura fantascientifica.

Veramente bello questo romanzo! Pur essendo stato uno dei suoi primi lavori, Crichton non perdeva colpi già allora: una buona base scientifica che permea tutta l'opera corredata dal solito ritmo incessante di cui Crichton si sarebbe poi rivelato maestro! La trama è semplice: un comune satellite cade nelle vicinanze di un piccolo paese in Arizona... ma non tutto è così semplice e tranquillo come potrebbe sembrare: tramite questo schianto, infatti, qualcosa giunge sulla Terra... Lo stile, pur essendo uno dei suoi primi lavori, è già ben sviluppato, a parte un po' di eccessiva lentezza nell'iniziare la storia e qualche punto morto durante il suo svolgimento... Un libro da leggere assolutamente per capire quale fosse il suo potenziale già nel lontano 1969!

Romanzo che si lascia leggere abbastanza velocemente, anche solo per la curiosità di scoprire cosa succede pagina dopo pagina. Una vaga ansia ti accompagna per tutta la lettura, e anche dopo, perché potrebbe benissimo essere realtà e non fantascienza.

Alcuni autori e libri sono come la Nutella, le imitazioni da Discount costano poco ma non soddisfano altrettanto. Bello ed appassionante. Peccato sia così breve e dallo sviluppo un po' frettoloso. Avrebbe meritato un po' più di pagine.

Un libro appassionante, anche se si riduce alla descrizione molto accurata di una possibile emergenza di contaminazione da sostanze aliene, senza che sia tanto romanzata, anzi, per nulla. Schede tecniche di procedure si alternano all'azione, in maniera molto efficace, perchè da sola la vicenda pone interrogativi e fa appassionare, anche se non sarebbe di troppo qualche focalizzazione su un possibile protagonista. La scienza ben presentata appassiona, ma se ci fosse anche una storia questo libro sarebbe stato perfetto.

Si tratta di un libro eccezionale anche per il rigore scientifico con cui si sviluppa la trama senza mai cadere nel pedante. La lettura è agile, scorrevole e decisamente avvincente. E' difficile smettere di leggerlo una volta iniziatolo.

Libro di esordio di Crichton e uno dei suoi migliori. Il linguaggio secco e asettico rendono molto bene l'ambientazione iperscientifica. I personaggi sono ben costruiti e lo spunto di partenza originale e interessante. Geniale poi il secondo punto di svolta. Certo, dopo quarant'anni è in po' invecchiato ma l'ansia e la claustrofobia che traspaiono dalle sue pagine restano intatte. La versione cinematografica è una delle migliori tratte dai libri di MC.

L'autore ha scelto come marchio distintivo quello di scrivere racconti di fantasia che abbiano basi scientifiche più o meno solide. In alcuni casi, come in questo, ci riesce meglio: le ipotesi sono plausibili e quello che descrive non è campato per aria. Senza spoilerare nulla, ci troviamo a seguire un gruppo di scienziati che indagano su un presunto nuovo virus. Tema che troviamo in tanti film e telefilm, ma il libro è stato scritto molto prima e questo è un altro punto a suo favore... quando lo lessi non c'erano Dr.House, Medical Investigation e balle varie. La trama non procede velocissima, in alcuni punti si può sbuffare, ma le descrizioni sono accurate e la curiosita di sapere come va a finire permette di arrivare alla conclusione senza problemi. C'e' però da dire che a me la biologia è sempre piaciuta, quindi il giudizio è influenzato: per un non amante delle scienze questo libro potrebbe risultare noioso.

E' il Crichton che adoro, teso, ferrato e in grado di stupirti ad ogni pagina... nuota nel suo ambiente (medicina e fantascienza) e lo fa maledettamente bene tenendo te (e tutta l'umanità) maledettamente sulla corda. Unico neo: sembra vittima di una coazione a ripetere uno schema vincente che ricalca fedelmente in tutti i primi libri.

E', secondo me, il capolavoro di Crichton e ne esemplifica totalmente lo stile. In particolare la gestione del tempo narrativo disposto su pochi giorni e la rapida escalation d'azione finale che porta alla risoluzione del romanzo. Tipica di molti altri romanzi di Crichton, che effettivamente sembrano un po' dei cloni, ma spesso comunque godibili. Tanta passione per la scienza e per i suoi dettagli, in sostanza un buon libro di fantascienza.

mercoledì 29 settembre 2010

news in libreria: "Andromeda" di Michael Crichton

Fonte: fantascienza.com del 28/09/2010

Andromeda. La morte arriva dallo spazio
Ristampato uno dei primi capolavori di Michael Chricton, dove si racconta la storia dei cinque giorni in cui l’umanità rischiò l’estinzione.


Michael Crichton - ANDROMEDA

Se in una bottiglia può trovar posto un numero di batteri dieci volte maggiore del numero degli abitanti del pianeta, allora è probabile che un eventuale incontro dell'uomo con una forma di vita extraterrestre avvenga su un piano ben diverso da quanto immaginato da certi scrittori affetti da romanticismo.
Arizona, fine anni Sessanta. Un satellite, atterrato dopo aver compiuto la sua missione nello spazio, sparge una terribile, misteriosa malattia...
La scoperta del ceppo Andromeda provoca un vero terremoto nella comunità scientifica: "Quasi tutti gli interessati alternano momenti di brillante intuito a momenti d'inspiegabile stupidità". In gioco è la vita stessa dell'uomo sulla Terra.

The Andromeda Strain, 1997
Traduzione Vincenzo Mantovani
Garzanti, collana Elefanti bestseller
pagg. 331, euro 9,90


È stato ristampato recentemente un capolavoro dello scrittore Michael Crichton. Da circa metà agosto è in libreria Andromeda (The Andromeda Strain), romanzo di fantascienza ancora attuale anche se scritto nel 1969. Da questo romanzo, come da molti altri scritti da Crichton, nel 1971 è stato tratto un film diretto da Robert Wise, che ebbe un notevole successo in quanto l’argomento trattato interessò anche persone non appassionate di fantascienza.
Negli ultimi romanzi dell’autore, morto nel 2008, si parlava di argomenti interessanti e presentati in un modo che, è il caso di Stato di paura, suscitavano vivaci dibattiti tra chi era pro o contro le tesi sostenute dall’autore, secondo il quale — per esempio - la situazione del globo terrestre non sarebbe così grave come la descrivono i mass media e che l’innalzamento delle temperature sarebbe di fatto molto inferiore a quanto dichiarato ufficialmente, se non addirittura inesistente in alcune parti del mondo.

Con Next invece l’autore presentava la tecnologia genetica e le sue potenzialità, nei suoi aspetti più estremi e puntava il dito su cosa potrebbe succedere con la mancanza di una regolamentazione in questo campo. Sull’argomento "ingegneria genetica" aveva già scritto da un altro punto di vista nel romanzo Jurassic Park e nel suo seguito Il mondo perduto.

In Andromeda Crichton affrontava un argomento tutt’ora "possibile", cioè una contaminazione di un virus alieno proveniente dallo spazio. Tutto inizia quando un satellite artificiale cade nelle vicinanze di un piccolo villaggio dell’Arizona. I militari inviati in elicottero per recuperarlo non danno più notizie. Una seconda squadra inviata sul posto scopre che sia i militari che tutti gli abitanti del villaggio sono morti, ma stranamente ci sono due sopravvissuti: un neonato che piange disperatamente e un vecchio ubriacone. Nel villaggio insieme al satellite è arrivato un virus alieno. I due superstiti vengono allora condotti a Flatrock, nel Nevada, in un laboratorio sotterraneo top-secret, creato proprio per affrontare eventuali contaminazioni provenienti dallo spazio. Ma anche lì quel virus si rivela un nemico praticamente incontrollabile...


L’autore:
Michael Crichton (Chicago 1942 — Los Angeles 2008) era laureato in Medicina e Chirurgia, ma anzichè esercitare la professione medica aveva preferito scrivere. Iniziò a pubblicare romanzi sin dal 1966 con vari pseudonimi. È stato, in pratica, anche il creatore della celebre serie tv medica ER. I suoi romanzi si possono definire techno-thriller e sono una perfetta fusione di azione, tecnologia avanzata e scienza. Le numerose trasposizioni in film sono una prova dell’interesse che suscitarono; ricordiamo Andromeda, Jurassic Park e, al di fuori del genere, Rivelazioni.

giovedì 7 gennaio 2010

"Timeline" (il film): impressioni a caldo

Timeline - Ai confini del tempo

Titolo originale: Timeline
Paese: USA
Anno: 2003
Durata: 116 min
Genere: fantascienza, avventura
Regia: Richard Donner
Soggetto: Michael Crichton
Sceneggiatura: Jeff Maguire, George Nolfi
Produttore: Richard Donner
Produttore esecutivo: Gary Levinsohn

Interpreti e personaggi
Paul Walker: Chris Johnston
Frances O'Connor: Kate Ericson
Gerard Butler: Andre Marek
Billy Connolly: Prof. Edward A. Johnston
David Thewlis: Robert Doniger
Anna Friel: Lady Claire
Neal McDonough: Frank Gordon
Matt Craven: Steven Kramer
Ethan Embry: Josh Stern
Michael Sheen: Lord Oliver de Vannes
Lambert Wilson: Lord Arnaut de Cervole
Marton Csokas: Sir William De Kere/William Decker

Fotografia: Caleb Deschanel
Montaggio: Richard Marks
Musiche: Brian Tyler


Pochi giorni fa avevo pubblicato su queste pagine la recensione di "Timeline", un romanzo di Michael Crichton del 1999 che mi aveva appassionato non poco, e dal momento che questo racconto, nel 2003, è anche diventato un film diretto da Richard Donner, non potevo perdermelo!

E' un dato di fatto che tra la storia scritta e quella vista al cinema, spessissimo, ci siano parecchi punti che non collimano; e questo film non fa eccezione, anzi... parecchi passaggi della trama iniziale sono stati modificati, tagliati, deviati, aggiustati alle esigenze cinematografiche, per non dire addirittura stravolti.
Ma la storia regge in ogni caso, il film non è un colossal ma, secondo me, non è giusto nemmeno inserirlo in genere dei film di "serie B" americani.
E' un film da godere, che pur con le incongruenze e le assurdità di certe situazioni, appassiona e tiene lo spettatore con il fiato sospeso fino all'ultimo; senza tralasciare la componente passionale, grazie alla quale si stempera la tensione di tutto il film in un commovente finale.

Avevo letto in giro per il web alcuni commenti non molto buoni su questo film, soprattutto di coloro che avevano prima letto il romanzo ed erano quindi rimasti delusi della trasposizione su pellicola; a me non è affatto dispiaciuto, diciamo... 7?





foto © Philippe Bosse - 2003


Riporto ora alcune recensioni sul film trovate in rete, buona lettura!

È un sogno arcaico quello di ritrovarci di colpo nel passato, mettere alla prova la nostra memoria tecnologica con un tempo lontano in cui tutto quel che sappiamo era sconosciuto. Tutti abbiamo fantasticato di risvegliarci alla corte di re Artù come lo yankee di Mark Twain o sotto casa nostra in pieno ‘800. Variante fantasy della famosa «vacanza intelligente». Nel Medioevo, ma solo per ridere, erano tornati persino Roberto Benigni e Massimo Troisi in Non ci resta che piangere, eredi comici della Macchina del tempo di Simon Wells, un classico. Stavolta tocca al romanzo Timeline di Michael Crichton diventare un film con la regia reboante (ma priva della consueta ironia) di Richard Donner e buttato nelle sale estive senza troppa convinzione. Del tutto a ragione, perché qui la macchina del tempo produce molto fumo e poco arrosto.
Storia esile: un gruppo di studenti di archeologia, alla ricerca del professore sperduto nel tempo, si ritrova nella Dordogna del 1350, sito su cui stavano compiendo studi. E li rimangono, bloccati da un guasto, forse irreversibile, del teletrasportatore che li ha spediti in loco.
Superato il prologo, ricco di tutte le banalità che immaginiamo, computer che fondono, gabbie di vetro per smaterializzare i corpi e fantatecnologia del tutto indecifrabile, non ci resta che pedinare gli affanni dei giovani studiosi alle prese con i pericoli di una guerra truculenta. I ragazzi vanno e vengono, non si sa bene come o perché, e nonostante la presenza del giovane rampante Paul Walker l’interesse si spegne per mancanza di vera drammaturgia. Una volta nel passato, li restiamo, bloccati anche noi in attesa di scoprire quale escamotage verrà usato per salvare capra e cavoli. Nessuna vera curiosità per quell’oscuro Medioevo, neppure un brivido e lo sbadiglio sarà anche feudale, ma assomiglia fin troppo a quelli del presente. Medioevale o contemporanea, il suo nome è noia.
Piera Detassis - da Panorama, 27 luglio 2004


Alcuni studenti di archeologia, sotto la guida dei professor Johnston, sono impegnati in uno scavo in un monastero nella Dordogna, finanziato dalla ITC. Dietro questo interesse si cela quello per i viaggi nel tempo che la tecnologia delia IC ha reso possibili, ma sempre e solo per la Dordogna del 1357 durante la Guerra dei Cento Anni, proprio nella zona degli scavi. Il boss della società vuole capire il perché di questa anomalia e spedisce nel passato alcuni suoi uomini e anche ii professore, che però vi rimane intrappolato, rendendo necessario l’invio dei suoi alunni per riportarlo indietro. Spesso avviene che il gusto dei pubblico sovverta il giudizio dei critico e Timelime non sfugge a questa tendenza consolidata, avendo ricevuto critiche non certo entusiastiche ma una buona accoglienza in sala. Che il tema dei viaggio nel tempo sia abusato, che il film sia tratto da un romanzo minore di Crichton, che i marchingegni di George Pal fossero sicuramente più affascinanti o che il regista Richard Donner non sia mai stato un Autore con la A maiuscola, è certamente condivisibile, ma è anche indubbio che questo film dimostra una sua certa forza, innanzi tutto nella mano sicura della regia del vecchio mestierante, che conosce bene i generi, ma che non combina un confuso patchwork nel mescolarli, e poi la sceneggiatura, seppur prevedibile in taluni snodi, alla fine si rivela la solita e tutto sommato bene accetta favola a lieto fine che sembra non passare mai di moda.
Fabrizio Liberti - da Film TV, n. 30, 2004


Un gruppo di archeologi, guidato dal professor Johnston (Billy Connolly), è impegnato negli scavi per disseppellire un castello del XlV secolo, in un piccolo villaggio francese. Qui però il gruppo rinviene, in una stanza sigillata da più di 600 anni, una lente bifocale e una misteriosa iscrizione dello stesso professor Johnston datata 2 aprile 1357. La chiave del mistero è racchiusa nell’invenzione di un certo Robert Doniger (David Thewlis): una macchina in grado di trasmettere oggetti tridimensionali attraverso lo spazio e il tempo. Quando Johnston finisce accidentalmente nel 1357, nel mezzo di una guerra feudale tra francesi e inglesi, suo figlio Chris (Paul Walker) e alcuni colleghi si fanno spedire nel passato. La dote principale dei prolifico scrittore americano Michael Crichton è quella di riuscire a rendere credibile e attendibile scientificamente ciò che nella logica delle cose è assolutamente assurdo. Quello che manca a un film come Timeline, oltre che alla fantasia del romanzo che da noi ha venduto 313.000 copie (ed. Garzanti) è proprio, rifacendoci a Umberto Eco, la capacità di “sospendere l’incredulità” dello spettatore, di trascinare il pubblico dentro la versione cinematografica del bestseller, senza provocare sghignazzi ad ogni salto temporale e alle pretese spiegazioni scientifiche dell’illogico. Forse perché Richard Donner (Arma letale) non è adatto a una storia tanto complessa, forse perché la sceneggiatura di Jeff Maguire (Nel centro del mirino) e George Nom è piena di buchi (personaggi che scompaiono e nessuno se li ricorda più, manca completamente un climax finale). Lo spaesato “mr. bravo ragazzo” Paul Walker (Fast and Furious) non aiuta la causa.
Luca Barnabé - da Ciak, n. 7, Luglio 2004


Ritrovare un padre perduto è sempre un problema; peggio che mai se lo sciagurato si è smarrito nella Francia dei Milletrecento, fra battaglie e intrighi mortali. Il giovane scienziato e gli amici che lo accompagnano nella missione dovranno superare alti ostacoli per tornare a casa. Sarà che ho un debole per i racconti sulle “macchine dei tempo” (mi piace persino Bing Crosby, americano alla corte di re Artù), ma non mi sono sdegnato, come la maggior parte dei critici, vedendo Timeline, innocente kolossal girato dal vecchio Richard Donner sulla base di un romanzo (confuso e pasticciato) di Michael Crichton. Ii consiglio è di non fare i difficili e allacciare le cinture: benvenuti a MedioevoPark.
Claudio Carabba - da Corriere della Sera Magazine, 22 luglio 2004

lunedì 28 dicembre 2009

"Timeline" di Michael Crichton: impressioni a caldo

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Michael Crichton - TIMELINE

Nel deserto dell'Arizona un uomo vaga senza meta, pronunciando parole prive di senso. Dopo ventiquattr'ore è morto e il suo corpo viene cremato dalle uniche persone che sembrano conoscerlo. All'altro capo del mondo una squadra di archeologi è al lavoro sulle rovine di un villaggio medievale della Dordogna, dove scopre una stanza rimasta sigillata per oltre seicento anni. Ma nel quartier generale della società finanziatrice del progetto gli studiosi faranno una scoperta ancora più sorprendente: il capo della misteriosa multinazionale ha inventato una vera macchina del tempo, che nello spericolato tentativo di ritrovare il professor Johnson, il capo della spedizione precipitato in un tunnel spaziotemporale, li proietterà in uno dei periodi più avventurosi e violenti della storia. Da quel momento i nostri eroi dovranno riuscire a sopravvivere nel bel mezzo della guerra dei Cent'Anni - tra soldataglia e affascinanti castellane, assedi e cruente battaglie - per cercare di tornare sani e salvi nel XXI secolo.

Titolo originale: "Timeline" - 1999
Garzanti Libri (collana Elefanti bestseller)
traduzione di P. Bertante, G. Pannofino
2008 - 679 pagine - € 9,90


"Timeline" di Michael Crichton è un libro difficile da definire: romanzo storico? thriller? racconto fantascentifico?
Forse... tutte e tre le definizioni possono calzare bene; la storia di svolge infatti su due scenari ed epoche diametralmente opposte, oggi e nel Medio Evo, andando ad attingere ad un filore affascinante qual è quello della possibilità di viaggiare nel tempo, senza tralasciare tecnologia e parecchia azione.
La trama dà adito, in alcuni passaggi, a qualche perplessità, ma è pur sempre un racconto di fantasia; molto curate, invece, le descrizioni delle ambientazioni medievali.

Un libro che ho letto con piacere, non eccezionale ma comunque molto valido.
Da questo romanzo, nel 2003, è anche stato tratto un film diretto da Richard Donner, che ora, nonostante i "tiepidi" commenti letti in giro sul web, ho parecchia curiosità di vedere quanto prima.

Ed ecco alcuni commenti dei lettori trovati in rete, buona lettura!

Davvero ben scritto, molto scorrevole. All'inizio risulta assolutamente avvincente, grazie anche al particolare e stuzzicante tema... il viaggio nel tempo! Nonostante ciò la votazione non è piena perché dalla metà fino alla fine (troppo scontata) comincia a diventare meno avvincente catturando meno l'attenzione del lettore. Risultato: prima parte letta in pochissimo tempo senza che me ne sia quasi reso conto, seconda parte tutt'altro che veloce. Nel suo insieme, comunque, un buon libro, anche se il potenziale di base poteva portare a ben altro risultato...

Questo libro è stato deludente sotto tutti i punti di vista. Si parte da un inizio avvincente che fa ben sperare per finire a raccontare una storiella banale e scontata ambientata nel medioevo. Per cui tutto il fascino della quantistica e dei viaggi nel tempo si dissolve in una bolla di sapone. Dopo "Jurassic park" ogni libro di Crichton che leggo si rivela sempre di un livello inferiore. Peccato.

È un romanzo che mi è piaciuto molto. Interessanti i cenni storici e la trama è ben congeniata. Crichton è avvincente e tiene inchiodati i lettori fino alla fine del libro. Godibilissimo.

Bel libro, storia molto avvincente e scrittura scorrevole. Mi ha tenuto col naso incollato alle pagine con la bramosìa di sapere cosa sarebbe successo dopo. Il balzo nel medio evo è stato affascinante e avventuroso. Bello e naturalmente... consigliatissimo!

Una delle peggiori ciofeche di Crichton. Un autore che di solito ha spunti geniali per quanto riguarda le trame e che fa schifo come dialoghi e spessore dei personaggi, qui riesce anche a scrivere una storia brutta, assurda e stupida. Deludente, deludente, deludente.

La solita precisione crichtoniana nei minimi dettagli, qui sul duplice versante della storia medievale e della fisica quantistica. Una storia che, tra descrizioni affascinanti, azioni travolgenti e dialoghi azzeccati, non annoia quasi mai, nonostante la lunghezza decisamente eccessiva del libro. Una lettura da spiaggia davvero valida!

Ho letto questo libro molto velocemente nonostante il buon numero di pagine che lo compongono. Una lettura veloce e semplice di pura fiction. L’argomento mi ha sicuramente intrigato anche se devo dire che l’autore non è riuscito ad essere convincente al cento per cento. La spiegazione della tecnologia che permette di spostarsi nel passato risulta lacunosa e contraddittoria inoltre i personaggi rimangono per tutto il romanzo un po’ piatti, forse l’autore ha voluto concedere più spazio all’azione a scapito dello spessore dei personaggi. Altri due punti che mi hanno fatto arricciare il naso sono stati: l’affermazione che il basso medioevo precede l’alto medioevo (errore forse da imputare al traduttore piuttosto che all’autore) e l’altro punto il fatto di presentare al lettore un personaggio, per poi non menzionarlo più, senza far compiere a questo personaggio nessuna azione utile alla storia. In conclusione posso dire che, anche se il libro non ha soddisfatto a pieno le mie aspettative, rimane comunque una lettura piacevole con cui rilassarsi. Buona lettura!

E' il primo libro che leggo di questo autore e lo trovo davvero stupefacente.

Questo libro mi è stato consigliato da una persona cara; pensavo fosse noioso invece andando avanti mi ha appassionato molto e l'ho letto tutto d'un fiato. Testo scorrevole e avvincente, descrizione minuziosa di luoghi e personaggi; finale inatteso ma non troppo!!!! Da consigliare a chi ama storia e avventura... con un pizzico di fantasia...

Veramente bello, anche se perde un po' la suspance crichtologica, ma per il resto (storia, personaggi, usi e costumi medievali) è tutto ok!!!



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venerdì 27 novembre 2009

"L'Isola dei Pirati", il romanzo postumo di Michael Crichton

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Fonte: www.booksblog.it del 27/11/2009


Michael Crichton
L’Isola dei Pirati (Pirate Latitudes)
Garzanti € 18,60

L’Isola dei Pirati, romanzo postumo di Michael Crichton, è arrivato in libreria ieri, a soli due giorni dall’uscita americana.

Il romanzo, diverso da quelli più tipici dell’autore, è un’avventura a tutto tondo, piena di suspense, azione e colpi di scena (soprattutto nella seconda parte) e si ambienta nei Caraibi nel ‘600. Caraibi che, in quegli anni, si trovavano sotto il dominio della Spagna. Tranne qualche rarissima isola. La Giamaica, remoto avamposto inglese, era una di queste. L’isola era popolata da avventurieri di ogni sorta, da criminali, assassini e prostitute. La violenza e le malattie completavano il quadro (non a caso Port Royal, la sua capitale, veniva definita “the wickedest city in the world”, la più malvagia città nel mondo).

Quelli erano anche gli anni in cui la Spagna trasportava immense ricchezze dal Nuovo Mondo alla madrepatria, anni in cui i corsari inglesi, con buona pace della corona britannica, assaltavano e depredavano i galeoni che quelle ricchezze trasportavano. In questo quadro s’inseriscono le mirabolanti e appassionanti avventure narrate ne L’Isola dei Pirati...

Charles Hunter, spregiudicato capitano inglese e pirata, decide di tentare la fortuna col galeone spagnolo El Trinidad, ancorato presso un’isola vicina, e protetto da un forte giudicato inespugnabile e da una flottiglia che si stende per tutta la rada. Anche la giungla dell’isola pare impenetrabile ed è pattugliata dalla fanteria nemica. Ma Hunter, scelti personalmente i membri dell’eterogeneo e specialissimo equipaggio (c’è anche una piratessa), mette in atto un piano astuto e ardimentoso. Ma non sarà tutto lì. Il romanzo riserva qualche inattesa sorpresa...

Nota: i diritti cinematografici del libro sono stati già opzionati. Produrrà Steven Spielberg.


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giovedì 23 aprile 2009

"Preda" di Michael Crichton: impressioni a caldo

Michael Crichton - PREDA

Julia lavora alla Xymos, azienda che lavora per brevettare una nuova tecnologia medica: uno sciame di micro-videocamere che, iniettate all'interno del corpo umano, è in grado di effettuare diagnosi di estrema precisione. Ma qualcosa non va per il verso giusto. Julia, sempre più assorbita dal lavoro, e suo marito Jack sono sempre più distanti. La loro figlia minore, Amanda, è affetta da una strana malattia. Nel laboratorio della Xymos, nel deserto del Nevada, c'è un problema. Jack: esperto di programmazione, viene chiamato per porre rimedio a quello che sembra un banale incidente ma ben presto si trova a combattere contro un'entità sfuggita al controllo degli scienziati.

Titolo originale: Prey [2000]
Garzanti Libri (collana Narratori moderni)
traduzione di Gianni Pannofino
2003 - 466 pagine - € 18,50


Michael Crichton, prima di leggere questo libro, era per me un autore sconosciuto; o meglio, lo conoscevo solo come autore ispiratore di pellicole cinematografiche ("Jurassic Park") o serie televisive ("E.R. medici in prima linea").
Ho scelto questo racconto spinto dalla curiosità, dopo aver letto il sunto in quarta di copertina: un techno-thriller che sembrava ben promettere.
E in effetti le promesse sono state mantenute, il romanzo mi ha appassionato davvero tanto!

La mia impressione dopo aver letto le prime pagine di "Preda" è stata quella di 'vedere un film': il romanzo sembra scritto come se fosse la sceneggiatura di un film, per i tempi e luoghi precisi in cui si svolgono le azioni e i particolari, ininfuenti sulla storia ma che arricchiscono e descrivono situazioni del momento, che fanno aderire il racconto alla realtà.
Ottima la caratterizzazione dei personaggi, in particolare quella di Jack, programmatore di software protagonista della storia.
La trama è intrigante: si parla di nanorobotica, di programmi informatici altamente evoluti, di medicina, di sciami di nanoparticelle sfuggiti al controllo dei creatori e della loro 'evoluzione' e moltiplicazione fino alla trasformazione in minaccia per l'intero genere umano...
Ho scritto 'intrigante', anche se... procedendo verso il finale la storia passa (secondo il mio gusto) da "possibilmente reale" ad "irrealmente fantascientifica", senza però far calare la tensione che, anzi, cresce di pagina in pagina, grazie al ritmo incalzante che mantiene sempre vivo l'interesse del lettore.

Il messaggio dell'autore è quello di farci riflettere sui rischi ai quali l'uomo può andare incontro sviluppando nuove tecnologie al solo scopo di lucro, senza tenere in considerazione gli eventuali rischi che potrebbero ricadere sulle generazioni future; un messaggio forse un po' apocalittico, ma che arriva in ogni caso.

Ho comunque trovato "Preda" un ottimo romanzo, ideale per passare 'notti insonni' davanti alle pagine di un buon libro... ma cosa ne pensano gli altri lettori?
Ecco qualche commento trovato in rete su questo racconto, buona lettura!

Raffiguro la produzione di Crichton come una curva a campana, il cui punto più alto è il romanzo di "Jurassic Park", un libro da leggere e rileggere, anche senza vedere mai il film. "Preda" non è male, in alcuni punti ti prende di sorpresa e quindi non è COSI' scontato...ed è vero che, nel "mondo reale", già dal prossimo anno si sperimenteranno 35 nanorobot capaci di autoadattarsi all'ambiente... ma, come romanzo, segue la fase calante della sua produzione; non è un libro centrato sulle nanotecnologie, è centrato sulla risposta ad una domanda: "Perchè gli scienziati americani, stando alla fiction, costruiscono il 90% dei loro laboratori nel deserto?" Risposta: "Perchè sanno di fare cose tabù, che queste cose potrebbero prendergli la mano e scatenare un gran casino, e che l'eroe deus-ex-machina ha bisogno di un ambiente appartato per far esplodere il tutto e salvare il mondo". Almeno in "Jurassic Park" c'era Ian Malcolm.

Un racconto estremamente avvincente e d'incredibile verosimiltà. Crichton riesce sin dalla prima pagina a creare un clima d'interesse costantemente maggiore, crescente di pagina in pagina, fino a portare il lettore nel cuore della vicenda narrata, dove si susseguono avvenimenti e l'interesse di chi legge si trasforma in tensione pura e continua. Dopo aver letto il minimo necessario per conoscere fatti e personaggi risulta difficile, e non esagero, distogliersi dalla lettura. Preda è certamente un libro di grande qualità. La storia è costruita magistralmente e narrata con estrema chiarezza. In secondo luogo ha fondamento su basi scientifiche tutt'altro che fantastiche. Per questultimo aspetto Preda si rivela anche un romanzo istruttivo, benché sia il racconto in primo piano rispetto alle brevi spiegazioni che l'autore è solito introdurre per costruire uno sfondo coerente al suo racconto. Da leggere!

Un libro con un buona trama che riesce a tenere incollati alle pagine. Non all'altezza di altri romanzi di questo autore, ma senz'altro merita una lettura. Interessante anche la bibliografia finale per chi volesse approfondire l'argomento. Per chi invece fosse spaventato dall'evolversi della storia, sappia che le nanotecnologie sono nostre amiche e che quanto scritto da Crichton è, almeno nella parte finale del libro, un po' troppo fantascientifico, ma proprio per questo avvincente!

Un Crichton prima maniera! Timeline mi aveva alquanto deluso, ma Preda rispecchia in pieno l'approccio dell'Autore al "nuovo".

Questo è il primo libro di Crichton che leggo ma mi sembra appassionante e ricco di fantasia mista a tecnologia... secondo me è veramente stupendo!

Un ottimo libro, non come Jurassic Park ma bellissimo, fantascienza, suspence e storia, una combinazione perfetta che Crichton riesce a gestire senza problemi di alcun tipo, un libro letto in un giorno (tecnicamente 2 perchè l'ho finito alle tre del mattino) impeccabile sotto tutti i punti di vista.

PREMESSA: Crichton è un grande. Qualunque cosa scriva, di qualunque argomento tratti riesce sempre a tirar fuori un libro geniale. NE CONSEGUE: "Preda" è sicuramente un libro dalle forti tematiche. A prescindere dalle nanotecnologie a dall'AI usate per scopi più o meno onesti, a prescindere dalla portata più o meno inquietante di alcune situazioni (le particelle che si nutrono e si moltiplicano, la trasmissione dello sciame tramite i baci ecc...), il vero cuore del libro e l'unica cosa che potrebbe veramente inquietare è il rapporto PREDPREY, predatore-preda. Mi spiego. Si parte con l'uomo: L'uomo è il predatore, il creatore. Si continua con la macchina: la creazione, la preda. Ci si evolve: l'uomo da predatore diventa preda. Il libro non è inquietante? Può darsi che non lo sia riferendosi allo sciame di nanoparticelle che vivono, uccidono e ragionano; ma lo diventa una volta capito il vero cuore del libro, il vero "insegnamento" (parola che odio, perchè mi sa troppo di La Fontaine e di favolette elementari): L'uomo da predatore diventa preda. E potrebbe davvero succedere, forse è già successo. Chissà. -"Non si erano accorti di quello che stavano facendo", forse questo questo sarà l'epitaffio del genere umano" - dice Jack Forman alla fine del libro. E ognuno ne tragga la morale che vuole.

Avendo letto parecchi libri di Crichton, trovo preda interessante ed avvincente. Ma un po' come Andromeda dello stesso autore trovo il finale un po' delundente. Comunque l'autore riesce a tenere il lettore alla massima attenzione lasciando anche spazio all'immaginazione così come succede anche per Congo. L'inizio del libro potrebbe sembrare dispersivo e divagante ma con una buona progressione riesce a coinvolgere il lettore nella storia facendola sembrare per certi versi persino reale. Leggetelo.

Interessante, angosciante e meno bello di Timeline. Tuttavia Crichton è sempre un grande scrittore.

Un altro bellissimo libro che nasce dalla penna di Crichton... L'autore si conferma nel genere fantascentifico con questo capolavoro; per niente noioso, i colpi di scena si susseguono lasciando il lettore senza fiato. Uno dei migliori libri di Crichton secondo solo a Time-Line. Un libro che consiglio a tutti quelli che vogliono farsi un'idea dei romanzi di Michael Crichton.

Sappiamo tutti che Crichton sa scrivere BENE, ma questo non basta per questo libro. Bella l'idea, brutta la realizzazione.

E' stato il primo libro di Crichton che ho letto, e devo dire che non m'è dispiaciuto. Devo aggiungere che è stato il primo libro con un numero di parolacce così elevato che ho letto. Comunque la storia è ben architettata ed i tempi reggono... e poi, chi se lo aspettava un finale così? Purtroppo, non è il miglior romanzo che l'autore ha scritto.

Ancora grande Crichton, grazie allo stile scorrevole e privo di lunghe riflessioni permette al lettore di immergersi a fondo nella storia, un libro da leggere tutto d'un fiato, io l'ho letto in 16 ore!

Originale per l’argomento trattato, il romanzo stenta un po’ a decollare ed in alcuni tratti appare eccessivamente dettagliato. Nel complesso, comunque, un libro piacevole, interessante per alcuni approfondimenti e per il monito esplicito sull’uso della tecnologia già, in verità, lanciato in altri libri di Crichton (Jurassic Park, ad esempio). Lo scenario delineato è davvero inquietante. Vale la pena leggerlo.

Davvero gran bel libro... trama appassionante e piacevolmente intricata, temi ultra-contemporanei descritti a dovere anche per i profani e, finalmente, la più realistica dose di parolacce dei suoi romanzi :D finora ho letto solo sfera, timeline e naturalmente preda, ma quest'ultimo mi sembra il più realistico (e quindi il più bello...) forse il nostro Michael avrebbe dovuto spendere qualche pagina in meno sulla descrizione della programmazione pred-prey, che in certi punti ho trovato fin troppo esaustiva, ma son sciocchezze... in definitiva lo consiglio, ma attenti a non leggerlo tutto d'un fiato!

Secondo il mio parere Crichton è uno dei migliori scrittori nel suo genere e questo libro ne è la dimostrazione, l'argomento trattato ha solide basi scientifiche e ci mette di fronte a una realtà che è più vicina di quanto si pensi; lo consiglio a tutti i lettori appassionati di scienza.

Bello! Sono un'appassionata di Crichton e non mi ha deluso assolutamente questo libro. Lo studio dietro questo libro è stato fatto e si vede (caso mai non proprio da lui...) Appassionante e avvincente...

Davvero interessante il tema trattato. Michael Crichton è senza dubbio un precursore paragonabile a Jules Verne. Le sue previsioni scientifiche "romanzate" sembrano delle affacciate sul futuro.