L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

mercoledì 12 agosto 2009

"Il cavaliere della vera croce" di David Camus: impressioni a caldo

.

David Camus - IL CAVALIERE DELLA VERA CROCE

312 d. C. la vigilia di una decisiva battaglia. Un angelo compare in sogno all'imperatore Costantino, gli mostra una grande croce di fuoco e gli dice: "In questo segno vincerai". Così accade. Costantino, in segno di riconoscenza, trova sotto il Golgota la Vera Croce, quella su cui è stato crocifisso Cristo, e gli costruisce intorno il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Terrasanta, 1187. All'indomani della battaglia di Hattin, la terra trasuda del sangue dei cavalieri crociati massacrati dai Saraceni. Quando Morgenne apre gli occhi su quella carneficina si sente perduto: la Vera Croce è caduta nelle mani degli infedeli. Il Saladino non ha bisogno di altre armi per sconfiggere la cristianità e prendere Gerusalemme.

Edizioni Piemme (collana Narrativa)
traduzione di Paola Lanterna
2005 - 448 pagine - € 19,90


La storia degli antichi simboli della cristianità come il Graal, la Sindone e le reliquie è da sempre ammantata di mistero e affascina generazioni di lettori. Negli insondabili segreti di un passato che si confonde con il mito affonda le sue radici questo romanzo di David Camus, nipote di Albert, il grande autore de "La peste", vincitore del premio Nobel nel 1957. Dopo avere lavorato come traduttore e autore di documentari televisivi, il trentacinquenne scrittore francese ha scelto proprio il romanzo storico per esordire nel mondo della letteratura: "Volevo cimentarmi in un genere in cui mio nonno non avesse messo piede" – ha dichiarato all’uscita del libro.
La storia raccontata nel romanzo, ambientata nel XII secolo, ruota attorno alla croce su cui fu crocefisso Cristo, la “Vera Croce” appunto, che, da quando fu dissepolta dal Golgota, guida come un faro la cristianità e assicura la vittoria dei crociati in Terrasanta. Durante una sanguinosa battaglia tra cristiani e saraceni, la sacra reliquia viene rubata dagli infedeli: la permanenza dei cristiani a Gerusalemme è minacciata più che mai. Riusciranno a opporsi all’avanzata degli uomini del Saladino ora che la santa croce è nelle loro mani? È questo a cui pensa Morgenne, il protagonista principale del romanzo, che non esita ad affrontare un viaggio pieno di pericoli e insidie per ritrovare la croce e restituirla al papa. Catturato sul campo di battaglia, sarà costretto a rinnegare la propria fede, ma il volere di Dio è imperscrutabile e a volte si manifesta nei modi più impensati. Accompagnato da Taqi, nipote del Saladino, da un mercante di reliquie e dalla bellissima Cassiopea, il cavaliere partirà per l’impossibile impresa, alle prese con nemici astuti e senza scrupoli templari corrotti, i pericolosi affiliati della setta degli Assassini, folli cavalieri...
La suspense dell’avventura e il mistero del passato si fondono in una storia appassionante, in cui personaggi di grande fascino si muovono sullo sfondo di un mondo perduto, le cui suggestioni non smettono però di affascinarci ancora oggi.




"Il cavaliere della vera croce" (Les Chevaliers du Royaume, 2005) di David Camus è un romanzo, secondo me, dalla doppia personalità: preciso, affascinante e avvincente nella prima metà; confuso, sconclusionato e decisamente troppo fantasioso nella seconda parte.
La prima impressione che ho avuto iniziando a leggere il racconto dello scrittore francese è stata quella di aver finalmente trovato un libro originale e davvero ben scritto su quel filone storico così tanto "di moda" dei romanzi storici farciti da crociate, templari, misteri religiosi, ricerca del Santo Graal, ecc...
La precisione nella narrazione di eventi storici, la descrizione dei luoghi, le dettagliate scene di battaglia tra i cristiani difensori della Vera Croce e le truppe di Saladino, l'affascinante personalità del protagonista Morgenne e la sua leggendaria spada Crocifera fanno presagire ad un finale del romanzo avvincente che non arriverà mai; ho fatto davvero fatica a terminare la lettura, ho avuto diversi momenti nei quali mi è sembrato di aver perso il filo, ho fatto più volte confusione tra i numerosi personaggi e in certi momenti ho avuto l'impressione di avere per le mani una nuova versione del Signore degli anelli o un racconto inedito di Indiana Jones.
Peccato, davvero peccato...
Di solito scelgo i libri da leggere senza aver prima cercato in rete le recensioni da parte dei lettori, mi fido del sunto in copertina; forse stavolta avrei fatto meglio a guardarmi prima un po' in giro.
Perché? Leggete i commenti a seguire e capirete... buona lettura!


Un buon libro nel filone crociate, attualmente di moda che si intreccia con l'altrettanto classico tema dei cavalieri templari. Se vogliamo cercare un difetto, il prezzo di copertina è veramente eccessivo per un volume di meno di 500 pagine e privo di immagine che, specie se a colori, possono far lievitare i costi (è vero che i libri non si pesano... ma insomma...).

Ottimo libro; ben scritto con riferimenti storici precisi. Da leggere.

Un discreto libro di cavalleria, ma lontano da quello che è - secondo me - il miglior libro del genere che io abbia mai letto: "Cavaliere di Grazia.

Decisamente un ottimo libro. La storia è scorrevole e avvincente, non priva di colpi scena. I riferimenti storici sono accurati, efficienti ed esaurienti. Molto significative le citazioni all'inizio dei capitoli. Nonostante la mole del libro, il romanzo risulta facile e piacevole alla lettura. Lo consiglio tuttavia esclusivamente agli amanti del genere.

Inizia bene, poi si perde. Saltabecca tra crociati, templari, assassini, ebrei, maomettani e amazzoni in maniera imbarazzante. A un certo punto si perde completamente il filo della storia e ci si chiede se la Croce è vera o no.

Libro consigliato solo a chi è appassionato di romanzi storici. La trama è un pò "disordinata" facendo perdere talvolta il filo della storia al lettore. Ma ne vale la pena.

Uno dei peggiori libri del genere avventura/storico letti ultimamente. Sconclusionato e noioso!!!

Che delusione! All'inizio la trama sembrava avvincente e credevo di aver messo le mani su un buon romanzo storico, d'evasione, certo, ma comunque piacevole, realistico e ben documentato. Grave errore. Proseguendo nella lettura mi sono impantanata in una sciocchezza senza capo nè coda, parente più di un romanzo fantasy(peraltro mal scritto e molto sconclusionato) che di un romanzo storico. L'ho comunque terminato sperando in un colpo d'ala che risollevasse la situazione ma non è stato così. Il finale è semplicemente ridicolo! Anche perchè nella mia abissale ignoranza non sono riuscita proprio a capire come può Cassiopea essere figlia di Morgenne (poteva essere un bel personaggio,peccato!) e contemporaneamente nipote di Saladino. Nipote adottiva? Può essere ma il libro si guarda bene dal fornire spiegazioni. Assegno 2 come voto anzichè 1 solo perchè ritengo affascinante il mondo degli ordini militari mediovali e qui se ne trova un pallido riflesso. Voto: 2/5

Delusione totale. La storia parte piuttosto bene anche se sin dall'inizio si ha l'impressione di ritrovarsi fra le mani un noiosissimo polpettone storico che capitolo dopo capitolo passa da un argomento all'altro senza preavviso o collegamento alcuno con i precedenti. Tuttavia la ricchezza di cenni storici lo rende interessante. Il problema si pone verso 3/4 di libro, quando di colpo da romanzo storico si precipita nel genere fantasy, con maghi, amazzoni e luoghi incantati a volontà, il tutto condito dall'incapacità dell'autore di dare un vero ruolo al suo protagonista. Costui infatti parte come guerriero e grande eroe, invincibile grazie alla sua fedele compagna Crocifera (spada appartenuta a san Giorgio), ma nel corso del libro non avrà mai modo di dare prova di nessuna delle sue doti. Persa la spada a inizio romanzo la ritroverà quasi alla fine, non combatterà mai pur avendone tante occasioni, una volta ritrovata non la userà e la perderà nuovamente poco dopo quando perirà. L'epilogo poi appare come un capitolo poco gradito all'autore e quindi buttato giù in fretta e furia, con approsimazione e scarsa fantasia, i tratti in certi punti sono quelli di un riassunto scolastico. Un vero peccato insomma, perchè l'idea era ottima e meritava certo uno sviluppo migliore e più appassionato.

Effettivamente inizia abbastanza bene e lascia presagire un buon romanzo storico-avventuroso. Invece diventa via via un fantaromanzo ma più improbabile di un vero libro di science-fiction. E non finisce mai...

Ottimo inizio, ma date le mie aspettative, son rimasto un po' deluso dal risvolto fantasy. per il resto si fa leggere, e non è male il coinvolgimento che il lettore ha.

L'inizio è maestoso, tragico, realistico, mistico. Tutti segnali che lasciano presagire una storia eroica sui Templari (anzi, novità, sugli Ospitalieri questa volta), ed era per quella che avevo acquistato il volume, attratto più dal titolo che dall'autore. Ebbene, il libro si fa leggere, la trama a tratti è complicata ma seguibile, purtroppo (e dico purtroppo, ma son solo gusti) ad un certo punto entra nella storia sin lì accurata e reale un filone fantasy che ne distorce la veridicità storica, e rende il tutto meno credibile. La lettura prosegue, avvincente a tratti, confusa in alcuni passaggi, ma perde parte del suo fascino fra alchimie e miracoli. Concludendo, è un libro piacevole, ma sconsigliato a chi (come me) gradisce la narrativa romanzata si, ma pur sempre storica.

Anche io trovo la storia scorrevole ed avvincente, non priva di colpi scena. I riferimenti storici sono meticolosi ed esaurienti. Molto significative le citazioni all'inizio dei capitoli, sia quelle tratte dal corano che quelle cristiane. Nonstante la mole del libro, il romanzo risulta facile e piacevole alla lettura. Se non siete amanti dei libri dalle belle rilegature vi consiglio di acuistarlo in versione economica, mi sembra di averlo visto a meno di 5,00 euro. A chi lo critica dicendo che arriva a sfociare nel Fantasy con magie ed altro... beh... chiedo: ma di che religione siete per dire ciò? Per quanto mi riguarda mi sembra che i miracoli nella religione cristiana siano, non dico comuni, ma relativamente frequenti... Ci può stare che la croce di Cristo e le altre reliquie abbiano "poteri" sovrannaturali... ci può stare, visto il periodo storico, che alcune persone siano considerate stregoni o quantaltro... perciò il libro mi è piaicuto.

Devo dire che scrivere ora un commento anche se ho appena iniziato il libro non é l'ideale, però dalle prime pagine mi sta piacendo molto. Io sono uno che adora il genere di Evangelisti, uno storico/fantascientifico/horror, ma anche questo come romanzo storico non é da meno. A volte le storie sembra seguire dei fili logici che prima non c'erano, ma d'altro canto é da ciò che si ottiene un flash-back. Per niente fantasy, al massimo esoterico, con dei contenuti che per pura convenzione sono dati per storici, anche perché uno storico serio non direbbe mai che la magia esisteva, ma se c'erano degli individui che avevano la fama di essere maghi, che poi quello era il loro periodo d'oro, può anche essere veritiero un poco. Non mi é chiara, anzi, non trovo informazioni su Morgenne come personaggio realmente esistito, nemmeno info riguardanti la sua spada (chi non l'ha ancora letto, lo legga e capirà il perché). Lo consiglio volentieri anche a chi di solito non legge lo storico :)

Si può leggere, però esistono non pochi libri migliori. Un po' troppo sconclusionato e sicuramente troppo voglioso di sincretizzare miti e leggende tra le più disparate. Peccato perchè non parte male, ma non mantiene ciò che promette.

Un libro veramente affascinante! Proprio per il fatto di essere riuscito ad unire così tanti fattori si merita un premio! Senza contare l'originalità della storia... Parlandoci chiaro non è la classica imitazione del "Codice da Vinci" di Dan Brown! Veramente un bel libro!

Troppo confusionale, preferisco altri autori come GUILLOU o CORNWELL, parte bene il CAMUS ma poi si perde per strada.

Buon libro per appassionati di romanzi storici con riferimento particolare a crociate e ordini monastico-cavallereschi. Ottima descrizione delle ripetute battaglie narrate nel corso del racconto e ben riuscito il protagonista Morgenne, pur con qualche incongruenza. Interessanti i riferimenti storici relativi alla vera croce e alle sue vicissitudini. Avrei dato il massimo dei voti se, come in effetti già sottolineato nei precedenti commenti, ad un certo punto non si fosse insinuato nel racconto un filone fantasy che in un romanzo storico secondo me, per quanto qualche licenza la si possa giustificare, non dovrebbe essere presente (comunque è niente in confronto al secondo romanzo di Camus, "La croce e la spada", nel quale è sempre protagonista Morgenne e in cui di storico rimane gran poco e tutto il resto è un imbarazzante e sconclusionato fantasy).


.

giovedì 16 luglio 2009

"La chiave Gaudì" di Esteban Martìn e Andreu Carranza: impressioni a caldo

Esteban Martìn, Andreu Carranza - LA CHIAVE GAUDI'

Barcellona, 1926: una sera di giugno, Antoni Gaudí muore investito da un tram. E se la morte del grande architetto non fosse stata un incidente? Ottant'anni più tardi, Juan Givell, ormai malato e sul punto di perdere la memoria, attende la visita di sua nipote Maria per rivelarle un segreto mantenuto per tanto tempo: "Ero con Gaudí il giorno che lo uccisero". Insieme a queste parole le consegna una strana chiave che deve condurla al segreto meglio conservato di Antoni Gaudí. Investita da questa straordinaria eredità la giovane Maria, con l'aiuto del fidanzato Miguel, famoso matematico, e di Taimatsu, una storica giapponese, inizia una ricerca disperata. Fino a scoprire che l'insieme delle opere del grande architetto forma la costellazione dell'Orsa Minore. Qui si nasconde un codice grazie al quale si eviterà la distruzione dell'universo. Una rivelazione sconvolgente, per cui le vite dei protagonisti saranno in pericolo mortale: una sanguinaria confraternita segreta li segue passo passo e, dopo aver assassinato Juan Givell, tenterà in tutti i modi di distruggere il segreto. Compito di Maria sarà salvare la vita dei suoi amici, ma soprattutto impedire che la preziosa chiave cada nelle mani del nemico.

Sperling & Kupfer (collana Narrativa)
traduzione di Chiara Brovelli
2007 - 397 pagine - € 18,50



"La chiave Gaudì" (La clave Gaudì, 2007) di Esteban Martìn e Andreu Carranza è uno di quei romanzi che si leggono con piacere ma che lasciano l'amaro in bocca a causa del finale non in linea con tutto il resto del racconto, che è fin troppo fantasioso e spirituale per i miei gusti.
La storia ha un intreccio interessante e si basa sull'opera del grande architetto spagnolo Antoni Gaudì; bisogna riconoscere ai due autori una gran fantasia nel cercare "presunti" riferimenti esoterici e misteriosi contenuti nelle opere del Maestro catalano e nel costruirci intorno una caccia al tesoro o, meglio, alla reliquia più sacra della religione cristiana che, se trovata e inserita all'interno dell'opera simbolo di Gaudì (la Sagrada Familia) potrà salvare il mondo dall'avvento del male e prepararlo ad un nuovo ritorno di Cristo sulla Terra.
Decisamente troppo mistico e irreale... ma il lato positivo è quello di stimolare il lettore ad approfondire la conoscenza delle opere di Gaudì, e magari verificare se tutti quei riferimenti ad una presunta mappa stellare formata dagli edifici realizzati dall'Architetto di Dio a Barcellona sia vera o solo una fantasia degli autori.

Il mio consiglio sul romanzo? Da leggere sotto l'ombrellone o la sera prima di dormire, non è un capolavoro ma si fa apprezzare.
Ecco infine qualche commento trovato in rete su questo romanzo, buona lettura!


Splendido romanzo, splendida ambientazione, colpi di scena, racconto veloce. Bellissimo.

Ho fatto una fatica enorme a finire di leggerlo. Non per la lunghezza, ma per la serie di banalità infilate una dietro l'altra. Anche se sono scritte con grazia, rimangono pur sempre banalità.

Solo un'aggettivo: Superbo!

Stupendo, non avevo ancora letto un libro così, lo consiglio vivamente e poi fate un bel viaggio a Barcellona.

Libro inizialmente carino ma con un calo nella fase finale per chiudere in modo deludente.

Poteva starci sino a 2/3 del libro... poi si eccede un po' troppo. Decisamente scarso.

Terribile, una brutta, bruttissima copia del Codice da Vinci.

Bellissimo, mi ha ricordato molto "La cupola" di Riccadonna (che ho amato di più solo perchè è ambientato soprattutto a Torino)! Mi associo al coro di chi lo ha apprezzato: colpi di scena, storia ben "dosata", una descrizione di Barcellona STRAORDINARIA, la storia d'amore che si amalgama perfettamente con l'intrigo... E poi ragazzi: io tutte quelle cose di Gaudì non le avevo mai sentite... viene voglia di partire per la Spagna oggi stesso. Anche io so che nella parte - diciamo così - "religiosa" non bisogna leggerci nulla o quasi al di fuori dell'incredibile fantasia degli autori, ma è pur vero che il simbolismo delle opere di Gaudì appare molto convincente... altrochè! Insomma, non lasciatevelo sfuggire!

Libro pessimo, che sfrutta un filone che vende e che è sempre più pieno di prodotti di dubbia qualità. Qui non c'è sostanza alcuna, solo un miscuglio di raffazzonamenti che è scritto pure male. Si è voluto inserire di tutto senza arrivare a niente. L'unico che si salva è la presenza di Barcellona e degli edifici di Gaudì, ma è veramente troppo, troppo poco. Pessimo, fatelo passare inosservato.

Concordo con le ultime recensioni. Trama senza senso, personaggi senza spessore. Da evitare.

Sono a pagina 67, capitolo 9 e non posso essere d'accordo con chi afferma che il libro sia da evitare, per il momento. Non è il mio genere, ammetto, e pertanto non abituata a letture simili, ma non ho ancora avuto la sensazione negativa che da molti dei commenti qui presenti viene fuori. Per il momento sono affascinata e incuriosita dai prossimi passaggi. Ho iniziato a leggerlo perchè adoro Barcellona e ne sono stata attirata per tale motivo... mi farò magari viva più avanti, quando l'avrò terminato. Ciao.

Libro avvincente e scritto molto bene, forse un poco deludente la chiusura e un po' troppo surreale, ma è una lettura avvincente e leggera, la descrizione della città e il suo percorrerla, trasporta il lettore tra le vie e le piazze... nonchè tra le superbe architetture di Gaudì.

L'idea di base non mi dispiace, il filo ideale fra tutte le opere di Gaudì finalizzato alla risoluzione di un enigma finale. E qui si fermano le considerazioni positive. Mi sarei aspettato un triller più rigoroso e più storico e meno horror (nella parte finale si indugia un po' in scene di tortura al solo scopo di movimentare la storia). La trama si dipana in modo sin troppo speculare a quella del Codice da Vinci, c'è una protagonista femminile, l'amico che la aiuta, un nonno tutore che viene ucciso, un Vaticano arroccato a mantenere il suo potere, costruito - guarda caso - su una grande menzogna. Se proprio dovessi, lo consiglierei a chi non ha letto il "Codice", purchè non abbia troppe aspettative...

Se avete intenzione di recarvi a Barcellona leggete questo libro... Ci sono delle descrizioni delle opere di Gaudì spettacolari. Un bel libro, che si legge tutto d'un fiato... Il finale è un po' fantascientifico ma va bene lo stesso.

Ammetto che ricordi un po' il Codice Da Vinci e che ci siano punti con tanta spiegazione e poca azione... detto ciò trovo comunque affascinante la trama e ottimo tutto l'apparato storico-artistico su Barcellona e Gaudì. Certo deve piacere il genere... per me che sono stata recentemente a Barcellona è stato fantastico riscoprire quei luoghi e riuscire a seguire così bene le avventure dei protagonisti. Belli anche i collegamenti con la matematica, l'astronomia e l'arte giapponese. Nel complesso quindi il mio giudizio è molto positivo, lo rileggerei e lo consiglio... soprattutto a quelli con un po' di fantasia e poco noiosi...

No... non mi è piaciuto. Ricalca la trama del codice da Vinci. C'è un nonno che come nel c.d.V. lascia poco prima di morire un segreto alla nipote. Anche lui, come Sonier, insegnava da piccola gli enigmi alla bambina. Anche qui lei è insieme ad un matematico, l'altro era un esperto di simboli. Anche qui il nonno che muore era gran maestro di una setta di cui la bambina, ovviamente non sapeva niente. Anche qui quelli di un'altra setta (non l'opus dei ma un'altra) cercano di rubare il segreto. Anche qui pure il poliziotto è coinvolto perchè membro della setta, come nel c.d.V., anche qui della setta buona, che tramanda un segreto religioso, aveva fatto parte un famoso artista, qui Gaudì, che anche qui aveva lasciato indizi nelle sue opere. Solo che questo è scritto peggio, personaggi senza spessore... insomma la brutta copia del più famoso.

Questo libro mi ha conquistato fin dalle prime pagine, forse perchè è ambientato a Barcellona. Non ho letto Il codice da Vinci, quindi la trama era una novità. Mi è proprio piaciuto.

Ottima la descrizione dei luoghi, il contesto storico e le descrizioni dei personaggi. Un libro molto scorrevole. A me è piaciuto molto, anche se, come si può notare, la trama è simile al Codice Da Vinci. Ma nonostante ciò, il romanzo segue una sua logica, e merita di essere letto. E, dato che anch'io sono stato a Barcellona, d'ora in poi non posso far altro che guardare la Sagrada Familia, il Parco Guell, Casa Battlò e tutte le opere di Gaudì con occhi diversi.

Ho trascorso due mesi a Barcellona e mi sono innamorato di questa città: ovunque si respira un'atmosfera magica e suggestiva, grazie soprattutto alle opere del Gaudì. Ho deciso di leggere questo romanzo nell'edizione spagnola e grazie alla descrizione della città ho vissuto questa avventura in prima persona. Per chi ama il genere "Codice da Vinci" questo è un ottimo libro, lo consiglio.

Non solo una copia del Codice, già non bello di suo e parecchio "rimasticato", ma anche molto materiale pescato dai libri di Zafon e, addirittura, da Omero (v. l'episodio dell'assedio dei monaci, fotocopiato dalla vicenda di Achille ed Ettore di Troia). In definitiva un libro da evitare.

martedì 30 giugno 2009

"L'ombra del leone" di Steve Berry: impressioni a caldo

.

Steve Berry - L'OMBRA DEL LEONE

Si trova in una sala del Museo di cultura Greco-Romana di Copenhagen: ecco tutto ciò che sa Cotton Malone quando riprende conoscenza. Ma come è arrivato lì? E perché è svenuto? Cotton non ha quasi il tempo di porsi queste domande che l'edificio viene avvolto dalle fiamme e, come dal nulla, appare Cassiopea Vitt, la donna che, in passato, lo ha aiutato a trovare il tesoro dei Templari e la Biblioteca di Alessandria. I due riescono miracolosamente a scappare e si rifugiano da Henri Thorvaldsen, l'eccentrico miliardario danese proprietario del museo. Apprendono così che quell'incendio è servito da copertura per due ladri che hanno rubato un medaglione raffigurante Alessandro Magno: secondo la leggenda, esistono otto medaglioni che, se affiancati, mostrano la soluzione del famoso "Rebus di Tolomeo", un enigma che indica l'ubicazione della tomba di Alessandro Magno... Nel frattempo, a Samarcanda, il primo ministro della Federazione dell'Asia Centrale - una nuova nazione nata dalla fusione delle ex repubbliche sovietiche - è in attesa di sapere se i suoi uomini si sono impossessati del medaglione conservato a Copenhagen: quell'oggetto, infatti, gli può assicurare un potere inimmaginabile... Per risolvere uno dei più grandi misteri della Storia e sventare una guerra in Medio Oriente, Cotton Malone deve ricostruire la storia dei medaglioni. Una storia intricata e sfuggente, che ha come protagonista Venezia: la chiave del mistero infatti si cela nella cripta della basilica di San Marco...

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
traduzione di Elisa Villa
2008 - 473 pagine - € 18,60




Con il romanzo "L'ombra del leone" (The Venetian Betrayal, 2008) ho terminato di leggere l'intera opera di Steve Berry, lo scrittore americano che ha praticato con successo, per più di venti anni, la professione di avvocato, e che è conosciuto in Italia per i romanzi "Il Terzo segreto", "La profezia dei Romanov", "L'ultima cospirazione" e "Le ceneri di Alessandria".
"L'ombra del leone" è il terzo romanzo della serie "Cotton Malone", libraio ed ex agente segreto della sezione speciale "Magellano", catapultato suo malgrado in una nuova incredibile avventura incentrata sulla ricerca della perduta tomba di Alessandro Magno.
Berry riesce, come sua abitudine, ad amalgamare fatti storici reali o leggendari con scienza, medicina, tecnologia, creando scenari politici inediti ma perfettamente coerenti con la realtà attuale (vedi la Confederazione Asiatica governata dalla perfida Irina Zovastina), inserendo all'interno del racconto anche dei simpatici 'cameo' come la citazione di Painter Crowe, direttore della 'Sigma Force' e personaggio (a me caro) creato dalla fantasia di un altro tra i miei scrittori preferiti: James Rollins.
I personaggi tirati in ballo sono talmente numerosi che si rischia di far confusione, ma questo non è un elemento di disturbo per il proseguimento della lettura; il racconto è appassionante, denso di azione e di colpi di scena, da leggere tutto d'un fiato.

Ora non mi resta che attende la pubblicazione in Italia dell'ultimo lavoro di Steve Berry, uscito in America col titolo "The Charlemagne pursuit"...
Di seguito, qualche commento trovato in rete su questo romanzo, buona lettura!


Complimenti Steve. Senz'altro il migliore della serie Cotton Malone.

Ottimo romanzo fantapolitico che partendo dalla ricerca della tomba di Alessandro Magno arriva ai nostri giorni disegnando in un crescendo di tensione e di colpi di scena probabili scenari geopolitici del futuro. Rispetto alle precedenti avventure però le gesta di Cotton Malone sono messe in secondo piano dalle vicende degli altri protagonisti e soprattutto (per volontà dell'autore) dal fantasma regale di Alessandro Magno e del suo insuperato progetto ecumenico che aleggia e scandisce i tempi della vicenda in modo impeccabile.

Di nuovo un bel libro firmato Steve Berry, sicuramente uno dei migliori scrittori del momento.

.. credo sempre pìù che molti commenti siano finti per far vendere. Non è certamente un libro da 5/5!! Inizio lento.. troppi personaggi... certamente ci stavano almeno 100 pagine in meno... non cambiava nulla.... non si perde niente anche se non si legge!!

Non ho ancora finito di leggerlo, fin'ora ti attira e non vedi l'ora di girare la pagina per sapere cosa succede dopo. Una sola annotazione. A pag. 147 all'inizio, c'è scritto che ( san ) Marco era uno dei dodici apostoli di Cristo. Non è vero. Marco era un discepolo non un apostolo. La differenza è notevole. Ciao

L'ho preso a gennaio e lo devo ancora finire, la storia dipersè è bella, ma è troppo lungo per nulla come libro, i personaggi sono troppi, e si perde così il filo della trama, visto il fatto che si passa da un argomento all'altro senza continuità di causa, diciamo ce ci sono troppi personaggi che hanno scopi diversi all'interno del libro e della storia e ci si perde, credo uno dei peggio riusciti. Certe parti sarebbe stato meglio tagliare o non metterle direttamente, il senso del racconto rimaneva lo stesso. ora devo dire "Insomma..."


.

lunedì 8 giugno 2009

"Le ceneri di Alessandria" di Steve Berry: impressioni a caldo

.

Steve Berry - LE CENERI DI ALESSANDRIA

Una tranquilla libreria antiquaria a Copenhagen è il rifugio scelto da Cotton Malone, un ex agente del dipartimento di Giustizia americano, dopo un'esistenza densa di pericoli e sempre ai limiti della legalità. Ma le ombre del passato tornano a incombere su di lui quando la sua ex moglie irrompe nella libreria e gli annuncia che il loro figlio è stato rapito. E la conferma arriva pochi minuti dopo sotto forma di un'e-mail: "Hai qualcosa che voglio. Il Rapporto Alexandria. Lo hai nascosto e sei l'unica persona al mondo a sapere dove trovarlo. Hai 72 ore. Se non avrò tue notizie allo scadere delle 72 ore, tuo figlio morirà". Malone non ha idea di chi siano i rapitori, però capisce subito a cosa mirano: ritrovare George Haddad, uno studioso palestinese convinto che la Biblioteca di Alessandria non sia andata distrutta e che in essa sia conservata la versione originale ebraica della Bibbia, una versione molto diversa da quella tramandata nel corso dei millenni. Così, mentre una rete d'inganni, omicidi e agguati si stringe intorno a lui, Malone comprende di avere un'unica strada per liberare il figlio e non tradire un amico: seguire una catena d'indizi che lo porteranno da Londra al Portogallo fino al deserto del Sinai, perché la mitica Biblioteca di Alessandria è davvero scampata alla distruzione e nasconde un segreto che può cambiare il futuro del Medio Oriente.

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
traduzione di Anna Martini
2007 - 492 pagine - € 18,60


Avvocato, con un grande interesse per la storia e per la narrativa, e già autore dei romanzi "Il Terzo segreto", "La profezia dei Romanov", "L'ultima cospirazione" e "L'ombra del leone", Steve Berry ha una incredibile dote: quella di riuscire ad amalgamare fatti storici reali, leggende vecchie di migliaia di anni, verità consolidate della fede, dando vita ad appassionanti romanzi dal ritmo incalzante e serrato.
Anche con "Le ceneri di Alessandria" (The Alexandria Link - 2007) non si è smentito; ha scatenato (suo malgrado...) il protagonista dei suoi ultimi romanzi, Cotton Malone, in una caccia al tesoro destinata a rivoluzionare i princìpi ispiratori delle fedi cristiane, mussulmane ed ebraiche: la ricerca della perduta biblioteca di Alessandria e dei manoscritti in essa conservati.
E' davvero sottile il filo che separa realtà da finzione, tutto sembra davvero originale e credibile, se non fosse per la "Nota dell’autore", attraverso la quale Berry evidenzia le parti che possiedono un elemento di verità, le parti che, invece, sono state manipolate o inventate dall’immaginazione letteraria e, infine, le parti che si fondano su ipotesi formulate da altri studiosi.

Ho letto ormai quasi tutta la bibliografia di Berry, un autore che mi ha catturato fin da subito per il suo stile fluido e per gli argomenti interessanti, e ritengo "Le ceneri di Alessandria" uno dei migliori romanzi della sua produzione, con costanti colpi di scena, eventi incalzanti ed una dose di azione decisamente sopra la media; un romanzo da non perdere per gli amanti del thriller storico!

A seguire, qualche commento trovato in rete su questo racconto, buona lettura!

Da leggere in un fiato, bellissimo.

Steve Berry è ormai diventato un classico della letteratura d'intrattenimento, genere che deve trovare un suo inquadramento dignitoso nella categorie in cui si ama classificare gli autori e le opere. Il romanzo è piacevole e scritto bene, forse la trama non è originale come quella di altri libri pubblicati dall'Autore nel recente passato.

Che "casino" caro Steve!!! Israeliani, palestinesi, sauditi, americani, austriaci, danesi, un vero intrigo internazionale dove i colpi di scena si rincorrono dall'inizio alla fine.

Molto intrigato e molto bello, questo libro ricco di colpi di scena coinvolge il lettore fino alla fine!!!

Vi è una netta differenza tra la prima e la seconda parte. La prima metà è macchinosa, risultando spesso difficile capire chi stia con chi e chi contro chi. La narrazione è un po' lenta e si rimane sempre in attesa della svolta. Svolta che interviene nella seconda metà in cui, svelato il nodo cruciale, il libro accelera irresistibilmente e non dà tregua, rivelandosi originale e godibile.

Bel romanzo d'avventura, una spy story mescolata alla storia più antica che vi terrà senz'altro col fiato sospeso. Non ci si può non affezionare al personaggio di Cotton Malone (già visto nel precedente libro "L'ultima cospirazione") e agli intrighi nei quali, suo malgrado, si trova invischiato. Personalmente ritengo molto affascinante l'idea di poter ritrovare un giorno la mitica Biblioteca d'Alessandria. Chissà quanti misteri troverebbero risposta tra le pagine di quegli antichi libri! Steve Berry ce ne illustra uno, ma basta a farci capire quanto potrebbe essere diverso il mondo attuale sulla base di conoscenze ormai perdute. Chi ama storia e mistero non resterà deluso da quest'ultima fatica dello scrittore, scritta come al solito molto bene.

Come al solito fantastico.

E' sempre bello leggere un suo libro..consigliato!!!

Un libro davvero bello, scritto molto bene. Un autore in crescendo.

Pessimo. Scritto male, tradotto con superficialità, un miscuglio pessimamente amalgamato di situazioni diverse. Dopo un prologo di 100 pagine assolutamente superfluo, tiene insieme tre fili narrativi a forza. I colpi di scena sono forzati e la storia non scorre. Da evitare assolutamente!

Molta azione, moltissimi colpi di scena, molti personaggi, grande trama ad incastri... però manca un po' di approfondimento sui protagonisti, qualche dialogo in cui si familiarizzi con loro per potersi affezionare, qualche caratterizzazione! Bella l'idea della trama, davvero intrigante l'idea che la Palestina fosse realmente da un'altra parte. Lodevoli anche le note conclusive dell'autore, dove marca in maniera esemplare il confine tra realtà e finzione.

Bel libro. Una bel connubio di spy story mischiata ad un mistero antico ed appassionante. Da leggere.

Un libro fantastico... da leggere assolutamente... linguaggio coinvolgente e storia appassionante... pienamente consigliato con lode...

Come in "L'ultima cospirazione" ancora una volta Steve Berry costruisce un thriller dove fonde sapientemente realtà storica con fantasia. Ritmo incalzante dall'inzio alla fine, personaggi ben delineati e la ricerca della biblioteca di Alessandria ottimamente costruita. Unico difetto un po' troppe fazioni in gioco (sauditi, israeliani, palestinesi, ecc.) il cui intreccio, nel dipanare della trama, non è sempre facile da seguire. Lodevole alla fine del libro la precisazione delle fonti storiche e di quelle di sua invenzione. Ancora una volta complimenti a Steve Berry!

Bello, avvincente, con i fuochi d'artificio... ma: e i protagonisti? Non sono per niente approfonditi, sembrano attori...

Un ottimo libro, ben scritto, fluido e ricco di movimento. Consiglio vivamente la lettura agli amanti del genere. Bravo lo scrittore. Per niente noioso.

Ottimo libro, ancora una volta, di Steve Berry, migliore del precedente con Cotton Malone. Ancora una volta c'è azione, ma il ritmo, molto serrato, impedisce di lasciare la lettura e la storia coinvolge in pieno. Ritornano molti personaggi che già conoscevamo dal precedente libro e tutta la vicenda è molto intricata, ma decisamente interessante. Adesso non vedo l'ora di leggere "L'Ombra del leone", ancora una volta con Cotton Malone e soci. Steve Berry scrive in modo semplice, ma molto effice. Consigliato.

Da premettere che l'autore mi aveva del tutto convinto con il precedente "L'ultima cospirazione", con il sequel "Le ceneri di Alessandria" resto invece sconcertato. Si allontana dal suo stile, per modo di dire visto che questi autori si copiano uno dall'altro (Dan Brown insegna), che lo aveva reso un bestseller appunto con il primo libro della trilogia di Cotton Malone. Ho veramente fatto fatica a finirlo con la speranza sempre di una svolta nella trama che mi facesse cambiare idea, ma... Pessimo, pessimo libro. Peccato però!

Ho faticato tantissimo a finirlo. Questa storia non è mai decollata. E' rimasta per tutta la sua durata sulla pista di decollo, lì lì per prendere quota ma... Buona la fluidità di scrittura, il voto discreto è per questo, se no avrei dato uno. Non me ne vogliano gli amanti di Berry Steve. Voto: 2/5


.

mercoledì 27 maggio 2009

"L'ultima cospirazione" di Steve Berry: impressioni a caldo

.

Steve Berry - L'ULTIMA COSPIRAZIONE

Cotton Malone, un ex agente operativo al servizio del Dipartimento di giustizia americano, si sta godendo la sua nuova vita a Copenaghen, dove gestisce una libreria antiquaria. Ma la tranquillità di un'esistenza appartata non è destinata a durare a lungo. Tutto comincia quando Cotton assiste a uno scippo ai danni del suo ex superiore, Stephanie Nelle, giunta in Danimarca per partecipare a un'asta di libri antichi. Cotton capisce subito che quella rapina non è casuale, anche perché il ladro muore subito dopo in circostanze misteriose. Malone allora segue Stephanie e scopre la ragione del viaggio della donna: acquistare un raro volume, che tuttavia la donna non riesce ad aggiudicarsi. A questo punto, Stephanie è costretta a rivelare a Malone la verità: sta seguendo una catena di indizi rinvenuti dal marito, uno studioso di esoterismo morto alcuni anni prima, e quel libro potrebbe essere la chiave per risolvere il mistero del paesino francese di Rennes-le-Chateau e, di conseguenza, del mitico tesoro scomparso dei Cavalieri Templari...

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
traduzione di Gianluigi Zuddas
2007 - 518 pagine - € 8,90



«Steve Berry sfida il Codice da Vinci di Dan Brown e lo batte sul piano dell'attendibilità storica e della qualità della scrittura.»
Francesco Elli, Class

«Il thriller rocambolesco intreccia storia e fiction nel racconto dell'ultimo, grande, mistero templare. La lettura giusta per chi ha voglia di una sana dose di complotti.»
XL - la Repubblica



Alzi la mano chi non ha letto almeno una volta un romanzo ambientato a Rennes-le Château!
La celeberrima cittadina della Linguadoca, situata tra i Pirenei e il Mediterraneo, che con i suoi misteri e le sue leggende ha già fornito l’ambientazione perfetta a numerosi romanzi, ha fatto da scenario anche per "L'ultima cospirazione" (The Templar Legacy) dello scrittore americano Steve Berry.
Avvocato, con un grande interesse per la storia e per la narrativa, e già autore dei romanzi "Il Terzo segreto", "La profezia dei Romanov", "Le ceneri di Alessandria" e "L'ombra del Leone", Berry riprende tutti quegli elementi che hanno appassionato milioni di lettori di tutto il mondo (l’Ordine dei Cavalieri Templari, il tesoro di immenso valore, mai ritrovato dopo il loro scioglimento avvenuto ad opera del papa Clemente V e del re di Francia Filippo IV, una serie di indizi seminati un po’ ovunque dall’ormai famosissimo Abate Saunière...) e li rielabora nel suo avvincente romanzo.
Un "mistery esoterico" che, senza voler minare i capisaldi della fede cristiana, mette in dubbio alcuni fondamentali pilastri su cui si fonda la religione cattolica, come l’attendibilità dei Vangeli canonici e, fatto ancora più eclatante, la resurrezione di Cristo.
Un’idea a cui l’autore lavorava da anni e che ha preso la forma di un’avventura reale, fra inseguimenti, sparatorie e colpi di scena, e spirituale, visto che, senza cadere nel blasfemo, l’autore intende sfidare i lettori a riconsiderare la nascita della religione cattolica, spogliandola di ogni elemento mistico.

Al termine, risulta particolarmente utile la "Nota dell’autore", attraverso la quale Berry evidenzia le parti che possiedono un elemento di verità, le parti che, invece, sono state manipolate o inventate dall’immaginazione letteraria e, infine, le parti che si fondano su ipotesi formulate da altri studiosi.
Un indispensabile contributo, come sempre nel caso di testi in cui finzione e realtà sono così ben amalgamate, che nella storia travagliata della religione cattolica, contribuisce a fornire una nuova chiave interpretativa ad alcuni aspetti del cristianesimo rimasti oscuri o alquanto contraddittori.

Un racconto davvero appassionante e dal ritmo incalzante, pur se ripetitivo in diversi passaggi.
Da leggere! E... gli altri lettori cosa ne pensano?
Ecco qualche commento trovato in rete su questo racconto, buona lettura!

Detto con tutta sincerità ero molto scettico nei confronti di questo romanzo, dato che mi aspettavo l'ennesimo e imbarazzante clone di quel Codice da Vinci così tanto osannato tanto che non ci si accorge che è solo un operetta che infanga gratuitamente e senza uno straccio di prova credibile la cristianità. Dopo questa premessa necessaria per creare un doveroso distinguo, posso dire che questo libro è intrigante, appassionante e palesa una ricerca storica veramente accurata dell'autore. Solo il finale forse poteva essere sviluppato megglio, ma forse è stata una conseguenza della scoperta del mitico tesoro dei templari alquanto "azzardata" e immaginaria dei protagonisti.

In questo caso non si tratta di ergersi a paladino della cristianità, come suggerisce qualche lettore, ma di criticare l'intenzione dell'autore e di altri come lui di identificare il tesoro dei templari sempre e comunque con chissà quale segreto sconvolgente che riguardi la cristianità. Poi [...] utilizzerei una frase emblema del grande Umberto Eco: "le persone da quando non credono più in Dio, non è che non credono più a niente; semplicemenete hanno iniziato a credere in tutto!". E ricordo, in ultima analisi, che la vera fede è proprio quella che deriva da una ragione illuminata.

Io sono appassionata di libri di questo tipo, storico-religiosi, ma tutte le volte che ne leggo uno poi mi pento perchè credo che se l'islam faccia presa negli occidentali tanto da rinnegare le nostre radici cristiane, in parte sia dovuto anche alla lettura di questi romanzi che mettono tanti dubbi negli animi delle persone. Io francamente sono più irrobustita nella mia fede tanto da farmi dire sempre più VAI PAPA BENEDETTO che sei testimone privilegiato della fede in Dio e nel Cristo RISORTO!!!!!!!

Ero piuttosto scettico e pensavo anche io a Dan Brown e al cercare di cavalcare la stessa onda. In realtà il libro è molto avvincente, basato su ricostruzioni storiche molto accurate e anche l'intreccio romanzesco è molto plausibile e credibile. Un ottimo libro. Credo che gli integralisti cattolici abbiano di che preoccuparsi se libri del genere riusciranno a spingere e motivare le persone a fare ricerche e approfondimenti storici.

Scritto bene. Da leggere sotto l'ombrellone... ed ora in inverno quando alla tv ci sono le isole e le case false. Nulla di nuovo sotto il sole di chi cerca inutilmente segreti che non ci sono e fascino che invece è in forte aumento per i poveri cavalieri di cristo.

Libro veramente scritto bene, anche se il finale mi ha lasciato l'amaro in bocca. Se vi piacciono i misteri medievali sui templari, questo libro fa per voi!

Per gli amanti del genere questo è un titolo imperdibile.... è un libro che nonostante il considerevole numero di pagine si fa leggere molto velocemente.

Buono, veramente buono! Non un capolavoro, con qualche incongruenza, qualche elemento assolutamente non plausibile, ma una buona e divertente lettura comunque. Molti misteri, tutti affascinanti e tutti risolti. Un libro fin troppo denso, ma che consiglio vivamente a tutti gli appassionati del genere. Oltre tutto, è ben documentato: ricostruisce Rennes-le-Chateau fin nei dettagli, e la "teoria" finale è basata su testi e documenti di ricercatori "seri".

Appena finito di leggere. Devo dire che ne sono rimasto davvero colpito. La trama è piuttosto lineare, ma ci sono alcuni colpi di scena piazzati bene che tengono vivo l'interesse verso l'intera vicenda. Non è scritto in una maniera particolare, si limita ad essere funzionale al tipo di narrazione e lo fa con una certa capacità. Per il resto ripeto che il libro mi ha entusiasmato parecchio, sicuramente molto di più de Il Codice Da Vinci tanto per citare un altro thriller esoterico.

Veramente un bel libro. L'ho letto dalla prima all'ultima pagina in due giorni, con un grande finale sulla Grande Eredità, molto più logica e Veritiera! Sicuramente supera di gran lunga il codice Da Vinci.

Bello da leggere...

Bellissimo libro scritto bene e molto scorrevole. Sinceramente lo preferisco molto di più che al "codice da Vinci". Chissa che qualcuno di questi scrittori non sia un templare che vuole far conoscere la verità sulla chiesa? Questo è il vero mistero...

Gli amanti dei Templari non se lo possono perdere. Bello, intrigante come tutti i romanzi di Berry, con una descrizione dei fatti che i lettori più accorti sapranno apprezzare.

Dopo l'entusiasmo per il Terzo Segreto, una mezza delusione, per me il voto sarebbe un 2,5/5. Certo Berry scrive in modo fluido e l'idea ispiratrice molto interessante, tanto che mi ha fatto voglia di documentarmi meglio sulle differenze tra i quattro vangeli. Tuttavia l'ho trovato un po' pasticciato, con una ripetizione eccessiva di nomi e richiami storici a volte inutili. Ovvio il paragone con il Codice da Vinci, che personalmente ho apprezzato molto di più. Però mi sorge una domanda: perchè le "teorie" di Berry su Cristo e sul terzo segreto di Fatima non hanno provocato la reazione che la Chiesa ha riservato per il Codice da Vinci? Non mi sembrano affatto meno devastanti o "blasfeme" e lo stesso Berry lascia intendere, come Brown, che ci possa essere un fondamento di verità. Ora mi accingo a iniziare La Profezia dei Romanov, per capire se inserire Berry tra gli autori che continuerò a leggere in futuro. Se mi piace passo a Le Ceneri di Alessandria, altrimenti mi fermo.

Un libro incredibile che ho letto in tre notti e che come scrivono i critici batte il Dan Brown in attendibilità storica...... e sinceramente per me la Grande Eredità non si scosterebbe troppo dalla verità....... voi cosa ne dite? Buona lettura a tutti.

Che dire... è il terzo libro di Berry che leggo e ho deciso che ne è valsa decisamente la pena. Tanti colpi di scena, tanta meravigliosa magia, tanta passione. Però... devo dare adito a un personaggio del libro che dice al protagonista: "Odio il francese pessimo degli americani". Non siamo a livello di pessimo, tuttavia io che conosco un po' il francese mi sono accorto facilmente di qualche errore imperdonabile come "Lizes" al posto di "Lisez". Nonostante questa piccola pecca linguistica mi sento comunque di dare 5 a questo romanzo appassionante, intrigante, sconcertante anche nella fantasiosa interpretazione dell'autore. Bello e scorrevole, come tutti gli altri di Berry d'altronde.

Dopo aver letto il Terzo segreto, sono rimasto un po' spiazzato all'inizio dal ritmo e dallo stile di questo nuovo libro di Berry... ho trovato un po' troppa azione per i miei gusti, ma anche un trama interessantissima, un ritmo serrato che non ti fa lasciare la pagina non ti fa staccare dal libro e un'ottima ambientazione.. ho preferito le parti in cui si parla più approfonditamente di Rennes le Chateau e dei misteri sospesi tra passato e presente, rispetto alle scene d'azione.. ottimo anche il finale e non è cosa da poco. Insomma alla fine Berry torna a scrivere un libro che si divora letteralmente, ma che non raggiunge il massimo voto per le troppe scene d'azione.

E' il primo libro che leggo di quest'autore e mi ha colpito moltissimo sia lo stile narrativo che il tema trattato. Ti sorprende, ti lascia col fiato sospeso insomma un ottimo libro.

Semplicemente irresistibile!!!! A me piacciono molto questi romanzi e trovo che Steve Berry sia la persona ideale per scriverli. Voto 5/5

Meraviglioso!! Sono rimasta incollata al libro per due notti. L'approfondimento su Rennes Le Chateau è la naturale conseguenza di questa lettura, ammantando, così, il tutto di un fascino irresistibile.


.

giovedì 7 maggio 2009

"La profezia dei Romanov" di Steve Berry: impressioni a caldo

.

Steve Berry - LA PROFEZIA DEI ROMANOV

Ekaterinburg, 16 luglio 1918. Sono trascorsi alcuni mesi da quando i bolscevichi hanno preso il potere. È notte e l'Armata Bianca sta avanzando verso la città in cui Nicola II e la sua famiglia sono tenuti prigionieri dai rivoluzionari. Lo zar confida ancora nella salvezza. Invece i Romanov vengono freddamente giustiziati. Mosca, oggi. Il popolo russo ha deciso: dopo la caduta del comunismo e una serie di governi deboli, la monarchia sarà ristabilita e una commissione sceglierà il nuovo zar tra i lontani discendenti di Nicola II. E Miles Lord, un avvocato di Atlanta profondo conoscitore della cultura russa, è stato mandato a Mosca proprio per sostenere la rivendicazione al trono di uno di essi. Tuttavia Miles non può immaginare che le sue ricerche d'archivio potrebbero cambiare il destino della Russia... Prima viene avvicinato da un anziano professore, che gli rivela l'importanza dei documenti da lui ritrovati, e in particolare della profezia con cui Rasputin annuncia la scomparsa e la successiva rinascita della dinastia Romanov. Poi scopre di essere diventato il bersaglio di un gruppo di criminali, determinato a manipolare la scelta del nuovo sovrano. L'unica possibilità di salvezza per Miles è trovare il vero successore dello zar. Ma, per riuscirci, dovrà seguire messaggi enigmatici e indici criptici, e ricostruire la tragica fine della famiglia imperiale russa, perché, forse, quella terribile notte di luglio, non tutte le tracce del sangue Romanov si sono disperse per sempre...

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
traduzione di Beatrice Verri
2007 - 391 pagine, rilegato - € 18,60



"La profezia dei Romanov" ("The Romanov Prophecy" 2004) di Steve Berry è, secondo me, un libro da leggere.
Ho comprato questo romanzo dopo aver letto "Il terzo segreto", spinto dalla curiosità ma soprattutto per avere la conferma sulle doti di ottimo scrittore di thriller storici dell'avvocato statunitense.
E la conferma è arrivata: Steve Berry è ormai entrato nella rosa dei miei scrittori preferiti (ho infatti già iniziato a leggere "L'ultima cospirazione") e "La profezia dei Romanov" si è rivelato un racconto emozionante, ideato e realizzato in maniera ottima, con riferimenti storici legati alle vicende della famiglia Romanov molto ben documentati.
Risulta davvero difficile scindere le vicende storiche reali da quelle di fantasia senza leggere le note inserite dall'autore a fine racconto; una conferma sia dell'abilità dello scrittore che della meticolosa documentazione storica che ha portato alla stesura del romanzo.
Il racconto è scorrevole, la trama avvincente e il ritmo incalzante soprattutto nel finale, anche se una nota negativa possono essere le eccessive "americanate" in alcuni passaggi... ma si perdona tutto, l'obiettivo di trattenere il lettore incollato alle pagine è raggiunto in pieno.

Ecco, di seguito, qualche commento trovato in rete su questo racconto, tanto per avere un'idea di cosa ne pensano gli altri lettori... buona lettura!

Veramente avvincente. Mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine.

A volte mi chiedo se davvero esistano le combinazioni. Ho letto da poco "L'ESULE" di Allan Folsom, poi mi sono ritrovato tra le mani "LA PROFEZIA DEI ROMANOV" di Steve Berry ed infine eccomi ammaliato da "IL DIAVOLO CON LA CODA" di Daniel Chavarria. Tutti tre, guarda caso, trattano lo stesso argomento. Sviscerano la storia di Nicola II, di Rasputin, di Alessio e della sua epilessia... alla ricerca di un erede, quasi che ci fosse di mezzo il Santo Graal. Non è che adesso arriva Dan Brown a spiegarci come stanno davvero le cose?

Un buon libro, originale nella trama ma ritengo lievemente inferiore alle precedenti uscite editoriali dell'autore. Comunque da consigliare.

Ho finito il romanzo giusto ieri sera; é il primo di Berry che leggo, attirata dalla curiosità che mi attanaglia da qualche tempo a questa parte, ovvero quella sul destino della famiglia Romanov. Ho recuperato anche le altre due opere pubblicate in italiano dello stesso autore, quindi é inutile dire che questa "profezia" mi é piaciuta davvero molto! Stile scorrevole e trama coinvolgente, lo accosto alla prosa di Dan Brown, su cui si può dire qualunque cosa, ma certo non che scriva male! (a me comunque piace molto) Auspico al più presto che il signor Berry sforni altri romanzi altrettanto avvincenti (anche se ho visto nella sezione inglese del sito che ce ne sono almeno già altri due, "The amber room" -citata anche dallo stesso Berry alla fine del libro- e "The Alexandria link", che già dal titolo mi ispira...). In parole povere, consigliatissimo!

Ottimo: interessante, originale, ben scritto; la trama è accattivante come quella di un libro di Ken Follet, anche se i personaggi vengono descritti con meno completezza. Il lato storico è molto interessante anche perchè è un argomento originale del quale poco si conosce. Ha il "difetto" di seguire il filone di Dan Brown! Comunque lo consiglio perchè è proprio bello.

Bello e avvincente. Di sicuro il libro più riuscito di Steve Berry. Ma le qualità migliori sono la semplicità e la linearità del linguaggio e la scorrevolezza del testo, qualità di cui la grandissima parte degli odierni novelists mostra di essersi dimenticata.

Veramente molto bello e avvincente. Steve si sta confermando un dei migliori scrittori del genere.

Voto 2/5. Avrei dato volentieri un voto più alto a questo romanzo, che è avvincente e scorrevole e soprattutto ha il pregio di costruire la sua trama non sull'ennesimo ritrovamento di Vangeli di Gesù, della Maddalena, ecc. o sui superinflazionati ed onnipresenti Templari. Purtroppo ci sono due nei. In primis i personaggi sono piatti, piattissimi, privi di qualsivoglia caratterizzazione, e talvolta stupidissimi (non faccio esempi per non rivelare la trama). E secondo, ma per me veramente grave, si auspica che un autore, che sembra essere attento ed ha cercato di mantenere verosimiglianza storica documentandosi, non dica castronerie scientifiche, soprattutto quando parla di DNA. Ed invece, eccola là la perla, il nipote maschio dello zar (figlio del figlio) ha lo stesso DNA mitocondriale del nonno: penso che con l'attuale diffusione delle conoscenze biologiche, ormai la maggior parte delle persone (ma comunque uno scrittore un minimo attento e meticoloso) sappiano che il DNA mitocondriale è ereditato solo per linea matrilineare e non mi addentro nei particolari (a chi vuole approfondire, basta un libro di biologia delle superiori, ma forse anche solo delle medie). E questo pressappochismo non lo perdono!

Davvero interessante ed originale l'argomento riguardante la tragica fine dei Romanov. Unica nota dolente, la fine un po' approssimativa e sicuramente troppo "americanizzata".

Non riesco davvero a capire come si possa trovare qualcosa di bello in questo libro, il tema è sicuramente interessante ma la trama è scontata! Le vicissitudini del protagonista sono credibili quanto quelle di Beautiful!

Deludente e superficiale nella ricostruzione storica. Mi è sembrato debole anche nel tipo di narrazione e nella presentazione dei personaggi. La trama è a tratti anche prevedibile e un po' banale... L'unico dato positivo è la curiosità natami per il destino dei Romanov...

Berry si conferma un grande autore, con questa storia appassionante da leggere tutta d'un fiato. Molto bello il resoconto sulla famiglia Romanov, un po' meno credibili le vicende ambientate ai giorni nostri.

Sulla scia dei suoi precedenti racconti, fluido e appassionante. Consigliato.

Molto avvincente... da laggere...

Bello! Mi è proprio piaciuto. Finalmente un romanzo che intreccia storia e mistero senza seguire l'ormai scontato filone di Leonardo, il Graal, Gesù e i Templari. La trama è interessante e la narrazione veloce; sinceramente l'imprecisione di carattere scientifico (il dna mitocondriale) penso sia una svista che non modifica il contenuto - insomma una parentesi e nulla più. Però mi apettavo un finale diverso! Non credevo che il nuovo zar sarebbe stato davvero incoronato. Continuerò a leggere i romanzi di questo autore!


.

giovedì 23 aprile 2009

"Preda" di Michael Crichton: impressioni a caldo

Michael Crichton - PREDA

Julia lavora alla Xymos, azienda che lavora per brevettare una nuova tecnologia medica: uno sciame di micro-videocamere che, iniettate all'interno del corpo umano, è in grado di effettuare diagnosi di estrema precisione. Ma qualcosa non va per il verso giusto. Julia, sempre più assorbita dal lavoro, e suo marito Jack sono sempre più distanti. La loro figlia minore, Amanda, è affetta da una strana malattia. Nel laboratorio della Xymos, nel deserto del Nevada, c'è un problema. Jack: esperto di programmazione, viene chiamato per porre rimedio a quello che sembra un banale incidente ma ben presto si trova a combattere contro un'entità sfuggita al controllo degli scienziati.

Titolo originale: Prey [2000]
Garzanti Libri (collana Narratori moderni)
traduzione di Gianni Pannofino
2003 - 466 pagine - € 18,50


Michael Crichton, prima di leggere questo libro, era per me un autore sconosciuto; o meglio, lo conoscevo solo come autore ispiratore di pellicole cinematografiche ("Jurassic Park") o serie televisive ("E.R. medici in prima linea").
Ho scelto questo racconto spinto dalla curiosità, dopo aver letto il sunto in quarta di copertina: un techno-thriller che sembrava ben promettere.
E in effetti le promesse sono state mantenute, il romanzo mi ha appassionato davvero tanto!

La mia impressione dopo aver letto le prime pagine di "Preda" è stata quella di 'vedere un film': il romanzo sembra scritto come se fosse la sceneggiatura di un film, per i tempi e luoghi precisi in cui si svolgono le azioni e i particolari, ininfuenti sulla storia ma che arricchiscono e descrivono situazioni del momento, che fanno aderire il racconto alla realtà.
Ottima la caratterizzazione dei personaggi, in particolare quella di Jack, programmatore di software protagonista della storia.
La trama è intrigante: si parla di nanorobotica, di programmi informatici altamente evoluti, di medicina, di sciami di nanoparticelle sfuggiti al controllo dei creatori e della loro 'evoluzione' e moltiplicazione fino alla trasformazione in minaccia per l'intero genere umano...
Ho scritto 'intrigante', anche se... procedendo verso il finale la storia passa (secondo il mio gusto) da "possibilmente reale" ad "irrealmente fantascientifica", senza però far calare la tensione che, anzi, cresce di pagina in pagina, grazie al ritmo incalzante che mantiene sempre vivo l'interesse del lettore.

Il messaggio dell'autore è quello di farci riflettere sui rischi ai quali l'uomo può andare incontro sviluppando nuove tecnologie al solo scopo di lucro, senza tenere in considerazione gli eventuali rischi che potrebbero ricadere sulle generazioni future; un messaggio forse un po' apocalittico, ma che arriva in ogni caso.

Ho comunque trovato "Preda" un ottimo romanzo, ideale per passare 'notti insonni' davanti alle pagine di un buon libro... ma cosa ne pensano gli altri lettori?
Ecco qualche commento trovato in rete su questo racconto, buona lettura!

Raffiguro la produzione di Crichton come una curva a campana, il cui punto più alto è il romanzo di "Jurassic Park", un libro da leggere e rileggere, anche senza vedere mai il film. "Preda" non è male, in alcuni punti ti prende di sorpresa e quindi non è COSI' scontato...ed è vero che, nel "mondo reale", già dal prossimo anno si sperimenteranno 35 nanorobot capaci di autoadattarsi all'ambiente... ma, come romanzo, segue la fase calante della sua produzione; non è un libro centrato sulle nanotecnologie, è centrato sulla risposta ad una domanda: "Perchè gli scienziati americani, stando alla fiction, costruiscono il 90% dei loro laboratori nel deserto?" Risposta: "Perchè sanno di fare cose tabù, che queste cose potrebbero prendergli la mano e scatenare un gran casino, e che l'eroe deus-ex-machina ha bisogno di un ambiente appartato per far esplodere il tutto e salvare il mondo". Almeno in "Jurassic Park" c'era Ian Malcolm.

Un racconto estremamente avvincente e d'incredibile verosimiltà. Crichton riesce sin dalla prima pagina a creare un clima d'interesse costantemente maggiore, crescente di pagina in pagina, fino a portare il lettore nel cuore della vicenda narrata, dove si susseguono avvenimenti e l'interesse di chi legge si trasforma in tensione pura e continua. Dopo aver letto il minimo necessario per conoscere fatti e personaggi risulta difficile, e non esagero, distogliersi dalla lettura. Preda è certamente un libro di grande qualità. La storia è costruita magistralmente e narrata con estrema chiarezza. In secondo luogo ha fondamento su basi scientifiche tutt'altro che fantastiche. Per questultimo aspetto Preda si rivela anche un romanzo istruttivo, benché sia il racconto in primo piano rispetto alle brevi spiegazioni che l'autore è solito introdurre per costruire uno sfondo coerente al suo racconto. Da leggere!

Un libro con un buona trama che riesce a tenere incollati alle pagine. Non all'altezza di altri romanzi di questo autore, ma senz'altro merita una lettura. Interessante anche la bibliografia finale per chi volesse approfondire l'argomento. Per chi invece fosse spaventato dall'evolversi della storia, sappia che le nanotecnologie sono nostre amiche e che quanto scritto da Crichton è, almeno nella parte finale del libro, un po' troppo fantascientifico, ma proprio per questo avvincente!

Un Crichton prima maniera! Timeline mi aveva alquanto deluso, ma Preda rispecchia in pieno l'approccio dell'Autore al "nuovo".

Questo è il primo libro di Crichton che leggo ma mi sembra appassionante e ricco di fantasia mista a tecnologia... secondo me è veramente stupendo!

Un ottimo libro, non come Jurassic Park ma bellissimo, fantascienza, suspence e storia, una combinazione perfetta che Crichton riesce a gestire senza problemi di alcun tipo, un libro letto in un giorno (tecnicamente 2 perchè l'ho finito alle tre del mattino) impeccabile sotto tutti i punti di vista.

PREMESSA: Crichton è un grande. Qualunque cosa scriva, di qualunque argomento tratti riesce sempre a tirar fuori un libro geniale. NE CONSEGUE: "Preda" è sicuramente un libro dalle forti tematiche. A prescindere dalle nanotecnologie a dall'AI usate per scopi più o meno onesti, a prescindere dalla portata più o meno inquietante di alcune situazioni (le particelle che si nutrono e si moltiplicano, la trasmissione dello sciame tramite i baci ecc...), il vero cuore del libro e l'unica cosa che potrebbe veramente inquietare è il rapporto PREDPREY, predatore-preda. Mi spiego. Si parte con l'uomo: L'uomo è il predatore, il creatore. Si continua con la macchina: la creazione, la preda. Ci si evolve: l'uomo da predatore diventa preda. Il libro non è inquietante? Può darsi che non lo sia riferendosi allo sciame di nanoparticelle che vivono, uccidono e ragionano; ma lo diventa una volta capito il vero cuore del libro, il vero "insegnamento" (parola che odio, perchè mi sa troppo di La Fontaine e di favolette elementari): L'uomo da predatore diventa preda. E potrebbe davvero succedere, forse è già successo. Chissà. -"Non si erano accorti di quello che stavano facendo", forse questo questo sarà l'epitaffio del genere umano" - dice Jack Forman alla fine del libro. E ognuno ne tragga la morale che vuole.

Avendo letto parecchi libri di Crichton, trovo preda interessante ed avvincente. Ma un po' come Andromeda dello stesso autore trovo il finale un po' delundente. Comunque l'autore riesce a tenere il lettore alla massima attenzione lasciando anche spazio all'immaginazione così come succede anche per Congo. L'inizio del libro potrebbe sembrare dispersivo e divagante ma con una buona progressione riesce a coinvolgere il lettore nella storia facendola sembrare per certi versi persino reale. Leggetelo.

Interessante, angosciante e meno bello di Timeline. Tuttavia Crichton è sempre un grande scrittore.

Un altro bellissimo libro che nasce dalla penna di Crichton... L'autore si conferma nel genere fantascentifico con questo capolavoro; per niente noioso, i colpi di scena si susseguono lasciando il lettore senza fiato. Uno dei migliori libri di Crichton secondo solo a Time-Line. Un libro che consiglio a tutti quelli che vogliono farsi un'idea dei romanzi di Michael Crichton.

Sappiamo tutti che Crichton sa scrivere BENE, ma questo non basta per questo libro. Bella l'idea, brutta la realizzazione.

E' stato il primo libro di Crichton che ho letto, e devo dire che non m'è dispiaciuto. Devo aggiungere che è stato il primo libro con un numero di parolacce così elevato che ho letto. Comunque la storia è ben architettata ed i tempi reggono... e poi, chi se lo aspettava un finale così? Purtroppo, non è il miglior romanzo che l'autore ha scritto.

Ancora grande Crichton, grazie allo stile scorrevole e privo di lunghe riflessioni permette al lettore di immergersi a fondo nella storia, un libro da leggere tutto d'un fiato, io l'ho letto in 16 ore!

Originale per l’argomento trattato, il romanzo stenta un po’ a decollare ed in alcuni tratti appare eccessivamente dettagliato. Nel complesso, comunque, un libro piacevole, interessante per alcuni approfondimenti e per il monito esplicito sull’uso della tecnologia già, in verità, lanciato in altri libri di Crichton (Jurassic Park, ad esempio). Lo scenario delineato è davvero inquietante. Vale la pena leggerlo.

Davvero gran bel libro... trama appassionante e piacevolmente intricata, temi ultra-contemporanei descritti a dovere anche per i profani e, finalmente, la più realistica dose di parolacce dei suoi romanzi :D finora ho letto solo sfera, timeline e naturalmente preda, ma quest'ultimo mi sembra il più realistico (e quindi il più bello...) forse il nostro Michael avrebbe dovuto spendere qualche pagina in meno sulla descrizione della programmazione pred-prey, che in certi punti ho trovato fin troppo esaustiva, ma son sciocchezze... in definitiva lo consiglio, ma attenti a non leggerlo tutto d'un fiato!

Secondo il mio parere Crichton è uno dei migliori scrittori nel suo genere e questo libro ne è la dimostrazione, l'argomento trattato ha solide basi scientifiche e ci mette di fronte a una realtà che è più vicina di quanto si pensi; lo consiglio a tutti i lettori appassionati di scienza.

Bello! Sono un'appassionata di Crichton e non mi ha deluso assolutamente questo libro. Lo studio dietro questo libro è stato fatto e si vede (caso mai non proprio da lui...) Appassionante e avvincente...

Davvero interessante il tema trattato. Michael Crichton è senza dubbio un precursore paragonabile a Jules Verne. Le sue previsioni scientifiche "romanzate" sembrano delle affacciate sul futuro.

mercoledì 8 aprile 2009

"Il terzo segreto" di Steve Berry: impressioni a caldo

.

Steve Berry - IL TERZO SEGRETO

Fatima, 13 luglio 1917. La Signora, avvolta in un bagliore che sembra risplendere più del sole, appare a tre poveri pastorelli e affida loro il suo messaggio. La gente si affolla intorno ai tre ragazzini, ansiosa di conoscere le parole della Vergine. Ma loro continuano soltanto a ripetere: "È un segreto... È un segreto..." Città del Vaticano, oggi. Clemente XV è vecchio e stanco. Sa bene di essere soltanto un papa di "transizione" ed è consapevole del fatto che, tra i cardinali, sono già in atto silenziose manovre per individuare il suo successore, manovre che si orientano soprattutto sul cardinale Alberto d'Andrea, il segretario di Stato, un uomo di enorme potere e influenza. Ma c'è un altro problema che lo opprime e che sembra indurlo a scendere sempre più spesso nella Riserva, la stanza dell'Archivio Segreto Vaticano alla quale solo il papa può accedere. Colin Michener, suo fidato segretario e amico, ha da tempo avvertito l'inquietudine del pontefice ed è dunque con una certa preoccupazione che accetta di portare a termine una missione riservata: deve recarsi subito in Romania e portare un messaggio ad Andrej Tibor, il prete che ha tradotto il testo del terzo segreto di Fatima e lo ha consegnato nelle mani di Giovanni XXIII. Ma quello che Michener non sospetta è che d'Andrea è a conoscenza dei tormenti del papa e vuole avvantaggiarsene nella corsa al soglio pontificio: l'ambizioso cardinale convince Katerina Lew, la donna che ha vissuto un'intensa e ambigua storia d'amore con l'allora giovane Michener, a riallacciare i rapporti col segretario papale per poterlo sorvegliare. Nel frattempo, Michener incontra padre Tibor, che gli consegna una lettera per Clemente XV e con poche parole enigmatiche getta una luce sinistra sul 'vero' significato del terzo segreto, su qualcosa di 'diverso' dall'interpretazione resa pubblica da Giovanni Paolo II... Intrappolato in una rete d'inganni, di tradimenti e di delitti, Michener si rende subito conto che quel mistero può decidere il futuro della Chiesa e inizia così una ricerca che lo porterà dagli archivi vaticani a Medjugorje, in Bosnia, fino alla città natale di Clemente, in Germania. Ma fino a che punto può spingersi un uomo di chiesa per compiere la volontà di Dio?

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
traduzione di C. Gaiba
2005 - 430 pagine, rilegato - € 18,60



Ho finito ieri sera di leggere "Il terzo segreto" di Steve Berry e le prime parole che mi vengono in mente sono: avvincente, intrigante, appassionante...
Insomma, si capisce che mi è piaciuto...

Steve Berry riesce a sviluppare la trama del suo romanzo attorno a un episodio della storia religiosa che per molti anni ha catalizzato la curiosità di tutto il mondo: il terzo segreto di Fatima.
E mischia realtà e fantasia in maniera così abile da ingannare il lettore: Clemente XV, successore al soglio pontificio di Giovanni Paolo II, è tedesco (vi ricorda forse qualcuno?), i testi dei segreti di Fatima e Medjugorie sono reali (a parte le aggiunte finali, opera della fantasia dello scrittore), così come il riferimento alle profezie di San Malachia e gli intrighi e le lotte di potere in Vaticano tra gli alti prelati, probabilmente molto prossime alla realtà.
Il romanzo dà anche lo spunto a numerose riflessioni legate ai dogmi della Chiesa, al celibato dei sacerdoti, all'infallibilità del Papa e ad altre "certezze" della fede cattolica.
L'ottima caratterizzazione dei personaggi unita al personalissimo stile di scrittura dell'avvocato e scrittore statunitense mi hanno particolarmente impressionato, tanto da rendermi molto curioso sugli altri libri da lui pubblicati e che sicuramente leggerò prossimamente.
Un racconto che consiglio, uno dei migliori libri letti ultimamente.

Cosa ne pensano gli altri lettori? Ecco qualche commento trovato in rete su questo racconto, buona lettura!

Non credibile nella costruzione dei personaggi: suicidi di papi, segretari di cardinali assassini, aspiranti papi maniaci, direi che nel complesso tutti i caratteri dei vari personaggi oscillano tra luoghi comuni e l'irrealtà, però... Però il libro avvince, pur non convincendo. L'ipotesi sul terzo segreto poi è originale nella sua sconvolgente capacità di rovesciare le certezze dogmatiche della Chiesa, anche se presa in sè l'idea è del tutto popolare e conosciuta, quasi plebiscitaria in un certo ambiente catholic chic. Molti, anche fra i cattolici, hanno dubbi circa il celibato dei sacerdoti, l'infallibilità del papa, l'onestà dei cardinali e altri argomenti che non cito per non svelare tutto del romanzo, quindi credo possano essere ottimi argomenti da affrontare in un racconto, la capacità resta quella di esporre queste incertezze facendo capire la propria opinione senza avere la pretesa dogmatica di ritenerla esatta, ed in questo l'autore è molto bravo ed equilibrato. Infine ancora complimenti a Steve Berry per aver utilizzato materiale ormai ultraconosciuto e forse ultimamente trito e ritrito, per un romanzo avvincente e una storia comunque originale, forse in alcuni casi anche troppo.

Berry in questo libro non fa altro che riprendere, anche se su un tema diverso, la scia lasciata da Brown. Il Vaticano è ancora al centro di misteri con il prete Michener. Forse, l'unica buona idea, a parer mio, è stata quella di inserire la profezia di San Malachia, ovvero quella sui 111 papi che precederanno la venuta del Cristo giudice. Anche se a tratti coinvolgente, non decolla.

Scritto molto bene!!!!!! anche se la trama è un po' ripetitiva, basta pensare ad angeli e demoni, nel contesto non annoia e trascina il lettore in un intrigo misterioso molto affascinante. Leggetelo!!!!!!!!!!!!

Un amico mi ha detto "leggilo". L'ho acquistato sabato pomeriggio e domenica nella tarda mattinata l'avevo finito! Mia moglie era un po' arrabbiata perché, per quasi un'intera giornata, era come se vivessi "altrove". Però mi è piaciuto davvero. Se mi aveva deluso il Dan Brown del Codice da Vinci (meglio di lui ha fatto - sullo stesso argomento - Javier Sierra con "la cena segreta"), Berry, con questo libro, supera il Dan Brown di Angeli e Demoni!

Non è bello aspettare le ultime 10 pagine per scoprire il segreto, specialmente se durante il libro... lo sa lui... no, lo so io, aspetta che lo saprai poi ecc... Si capisce da subito che si dovrà aspettare le ultime pagine per avere un sussulto. Da evitare.

Steve Berry nel Terzo Segreto riesce a mischiare fatti realmente accaduti con invenzioni personali che fanno del libro un esempio concreto di abilità di scrittura da parte dell'autore. La trama è coinvolgente e le storie che si formano tra i personaggi sono risolte in un buon concatenamento. Mi ha colpito, del libro, l'inserimento della profezia di San Malachia; non tanto per la profezia in se stessa più che altro per l'abilità dell'autore nell'unirla con la contorta vicenda del Terzo Segreto di Fatima (e quindi con tutte le altre apparizioni Mariane) e con le vicende di Michner e D'Andrea. Berry,in questo libro è riuscito ad inserire nella vicenda una serie di profezie rivelate in diversi secoli che suggeriscono un solo (e alla fine scongiurato) evento pseudo-apocalittico.

Veramente bello, forse non originalissimo ma ben scritto e molto scorrevole.

Mi è piaciuto. Non gli dò il massimo per una semplice questione di principio: ho letto per pura curiosità le note finali del'autore e avrei fatto meglio a lasciar perdere! Se il romanzo di fosse mantenuto sui toni lievi della finzione, sarebbe senz'altro stato molto bello e scorrevole, ma dal momento che l'autore cerca di dare fondamento a quello da lui precedentemente scritto, facendo questa o quell'altra puntualizzazione, diventa una farsa ridicola. Troppo pretenzioso Steve Berry... peccato!

Buon romanzo, buona, armonica, avvincente la trama e i ritmi. Punto debole l'assoluta improbabilità delle rivelazioni mariane, ai limiti della blasfemia.

Libro molto interessante, trama avvincente e scorrevole, si legge piacevolmente come primo libro di questo autore le premesse sono molto buone per il futuro.

Bellissimo, scritto davvero bene. Colpiscono la confidenza con l’ambiente vaticano e le sue procedure, la conoscenza dell’ideologia del cristianesimo, la chiarezza dell’esposizione di una storia complicata e avvitata su sé stessa fino all’ultimo. Colpisce anche per l’acume, semplice ma efficacissimo, col quale si parla dei dogmi della religione cattolica, così difficili da comprendere e giustificare; sono molto veritiere, poi, le descrizioni degli scandali che avvengono dentro e fuori le mura vaticane, a causa dell’arrivismo e della smania di potere di alcuni personaggi. Ma soprattutto l’autore ha il coraggio di scrivere finalmente che, anche se si tratta di papi, si tratta sempre di uomini, soggetti quindi ai vizi, alle debolezze di ogni uomo, con tutto ciò che ne consegue. Altri recensori hanno scritto che la parte di segreto dovuta alla fantasia dell’autore è scontata, per me no, non poteva essere altro che quella. Alla fine si resta comunque con l’amaro in bocca, per colpa di una religione fondata su quanto di più antiumano possa esistere in questo campo: la paura e l’assolutismo. L’autore fa bene a richiamare le parole di papa Leone XIII: la chiesa non ha bisogno di nient’altro che della verità.

Libro interessantissimo, scritto molto bene, avvincente, è il primo che leggo di questo autore, ma ho già pronto il secondo. Complimenti all'autore.

Un'americanata... sicuramente... però bella... Berry scrive molto bene innanzitutto, poi l'intrigo del terzo segreto coinvolge, poi quando lo scopri ti metti un po' a ridere non tanto per il significato che è un punto di vista ma non credo che la Madonna esponga le sue teorie come se fosse al bar sotto casa... :-) Però l'idea di partenza è originalissima (non certo una copia del Codice da Vinci) e la suspance molto alta. Per gli amanti del genere. Fantasioso!! Leggerò sicuramente anche l'altro libro di Berry, l'ultima cospirazione, che mi dicono essere ancora meglio.

Bel libro... un po' troppo fantasiosa la teoria sul terzo finale, ma comunque ci sta essendo un romanzo... Berry scrive in maniera molto scorrevole e, soprattutto, sa creare bene la suspance, cosa che reputo fondamentale. Promosso.

E' il più pessimo dell'autore, sto finendo di leggerlo, ma manca quasi d'originalità. Più si va avanti nella lettura e più ci si accorge che manca qualcosa di avvincente, non acchiappa il lettore come si suol dire. In poche parole pecca di fantasia, anzi nel libro non la si vede mai. Ho letto "L'ultima cospirazione", tutt'altra storia, trama incalzante, ma questo libro rimane scadente. Certo che le traduzioni aiutano, e anche in questo caso non ne vedo il contributo, anzi l'esito è stato un po' volgare. Vedrò se l'autore riesce a rifarsi con "Le ceneri di Alessandria" dove tra le pagine ritorna, Malone: il vecchio protagonista dell'"Ultima Cospirazione". Poi deciderò se le prossime uscite dello scrittore americano varranno l'acquisto.

Semplicemente pessimo. Farcito di errori e stupidità.

Un buon libro sulla riga di angeli e demoni. Avvincente per come descrive intrighi e sete di potere, cose non nuove nell'ambito della chiesa.


.

venerdì 20 marzo 2009

"Crypto" di Dan Brown: impressioni a caldo

Dan Brown- CRYPTO

Washington. La trentottenne Susan Fletcher, brillantissima mente matematica e responsabile della divisione di crittologia della National Security Agency, viene convocata d'urgenza nell'ufficio del comandante Strathmore. Qualcuno ha realizzato un programma capace di "ingannare" il più sofisticato strumento informatico di spionaggio al mondo, un supercomputer che può decodificare qualunque testo cifrato a una velocità strabiliante. Pochissimi conoscono l'esistenza di questa macchina, ideata per contrastare le nuove minacce alla sicurezza nell'era di Internet e in grado di controllare la posta elettronica di chiunque. La stessa NSA, nata per proteggere le comunicazione del governo americano e intercettare quelle delle potenze straniere, opera in semiclandestinità, al di fuori del controllo pubblico. Susan non si stupisce quando viene a sapere che "Fortezza Digitale", così è stato battezzato il programma, è frutto delle ricerche di un genio dell'informatica: il giapponese Ensei Tankado, handicappato dalla nascita per gli effetti del disastro atomico di Hiroshima, che dopo essere stato chiamato negli Stati Uniti a lavorare per l'NSA ha sbattuto la porta in faccia ai suoi capi quando si è accorto che il supercomputer rischiava di trasformarsi in un nuovo Grande Fratello. I suoi intenti sono nobili, ma la sua decisione di boicottare l'operato dell'NSA, mettendo il programma in rete e permettendo a chiunque di scaricarlo, rischia di creare l'anarchia e di assicurare libertà d'azione a spie e criminali.

Mondadori (collana Bestseller / Oscar)
traduzione di Paola Frezza Pavese
2006 - 427 pagine, rilegato - € 18,60



La fama di scrittore di successo di Dan Brown è universalmente dovuta al suo romanzo più famoso: "Il Codice Da Vinci".
"Crypto" (titolo originale: Digital Fortress) è il primo romanzo scritto dall'autore americano nel 1998, ma pubblicato il Italia solo nel 2006 a seguito del successo del "Codice".
E' il primo libro che leggo di Dan Brown, non ho quindi il punto di riferimento del suo "capolavoro" nel dare un giudizio; era per me, fino ad oggi, un perfetto sconosciuto.
L'approccio col romanzo è senza infamia né lode, ma una volta entrati nel vivo del racconto la curiosità e la tensione aumentano passo passo conducendo il lettore a gran velocità fino al sorprendente finale.
Sinceramente l'ho trovato un buon libro, che tratta un argomento che non conoscevo (la crittografia) ma che ho trovato molto interessante, con una trama in alcuni punti inverosimile ma non troppo; un ottimo racconto per distrarre la mente dai problemi quotidiani, non il migliore che abbia letto ma decisamente neanche il peggiore.

Cosa ne pensano gli altri lettori? Ecco qualche commento trovato in rete (a dire il vero mooolto divergenti tra loro) su questo racconto, buona lettura!

Di certo in circolazione si è letto di meglio ma anche decisamente di peggio... Se non ci si aspetta un altro "Codice" può anche andare. Da ricordare che il romanzo è stato pubblicato proprio a seguito del grande successo ottenuto dall'autore, ma che è del 1998 e quindi induscutibilmente datato. E' il romanzo che si tira fuori dal cassetto per cavalcare l'onda del successo e niente di più. Non particolarmente brillante ma nemmeno così tremendo. in ogni caso non vale questo prezzo esorbitante. Meglio l'edizione super economica pubblicata recentemente.

L'ho letto molto tempo fa e mi ricordo una cosa sola: "Una gran ca...volata". 2 punti come incoraggiamento!!!
Voto: 2 / 5

Dan brown scrive benissimo. Ammetto che lo stile è commercialissimo, sembra quasi anonimo, ma la lettura è scorrevole e non appesantita da "arcaismi". Insomma, si adatta al genere thriller. E poi questo libro è bellissimo! Ancora più di "Angeli e demoni". Ti incuriosisce con i suoi crittogrammi, ed inoltre non mancano i soliti colpi di scena. Mi ha incollato alle pagine come solo "Il codice da Vinci" poteva fare. Da leggere.

Premetto che la crittografia è un argomento che mi ha sempre affascinato moltissimo, per questo il libro mi è piaciuto. La storia non è delle migliori, mi sono immedesimanto pochissimo nel protagonista e le pagine scorrevano lente; si lascia leggere, nel senso che piano piano si raggiungono le ultime 50 pagine in cui si scatena l'inferno, le altre poco interessanti, di contorno, solo alcuni paragrafi sono realmente utili. Penso che 3 sia il voto meritato, si può leggere ma di certo non lo consiglio!
Voto: 3 / 5

4 libri letti, 4 libri che mi sono piaciuti. Aspetto il quinto!! Anche con questo libro pubblicato nel 2006 in Italia ma il primo libro di Dan Brown, l'autore mi ha affascinato, mi ha fatto entrare nella storia con la voglia di leggere ancora e ancora per sapere come andava a finire. Anche se devo dire che ci sono elementi che si possono riscontrare nei precedenti (in Italia) /successivi (in America). Anche qui una storia d'amore, anche qui un killer, e anche qui l'insospettabile è mister x!Il clichè dovrebbe essere cambiato e soprattutto i preconcetti su Dan Brown.

Dan Brown scrive in modo semplice e diretto, il suo successo è travolgente perchè le sue qualità sono ciò che rappresenta la lettura... una fuga dalla realtà opprimente. Buon libro per chi come me ama l'informatica, anche se ho notato delle ingenuità nel romanzo. Bypassare una password di sistema è semplice come mangiare un panino... mettere un chip in una tastiera per individuare una password è l'ultima cosa che farei.... Greg Hale non è veritiero come hacker.

Strano, tecnico, scientifico, in alcuni tratti scorrevole e in altri pesante e difficile. L'idea di fondo era buona, si poteva rendere meglio.

Come al solito Dan Brown riesce a costruire una trama per immagini, molto da serial televisivo, fatta di scene brevissime che si alternano continuamente. Il meccanismo è avvincente e rende la lettura velocissima. Peccato che la scrittura sia penosa, i personaggi banali marionette, i dialoghi degni di una telenovela brasiliana degli anni 80. Ma nonostante ciò il libro si fa leggere ed è sicuramente un buon passatempo per quei momenti in cui ce ne stiamo belli stravaccati su un divano e tra un mezzo pisolino e uno zapping televisivo ci viene voglia di usare quei due o tre neuroni insonni che continuano indefessi a voler cigolare nella nostra testa.

Devo ammettere che la prima parte del libro invoglia molto a riporlo sul comodino, senza continuare in una lettura poco avvincente e sostanzialmente vacua. Poi, però, viene lentamente fuori la capacità dell'autore di descrivere con grande maestria le parti di azione che coinvolgono i protagonisti, spingendoti sempre ad andare avanti, vinto dalla curiosità. Pecca di questo libro è forse l'argomento su cui è incentrato, che non è capace di rendere la trama, a mio avviso, avvincente ed affascinante come in altri casi. A tenere in piedi il libro è, sostanzialmente, la sua struttura e la bravura dell'autore nella parte di azione vera e propria, non l'argomento su cui è incentrato, per di più trattato in maniera alquanto superficiale e noiosa. Considerando che è stato il primo libro scritto da Brown, mostra già abbastanza chiaramente le indiscusse doti di uno dei più bravi autori di thriller degli ultimi anni. Tutto sommato una buona lettura, anche se lontano anni luce dal suo capolavoro, Il codice da Vinci.

Certamente inferiore a "il codice da vinci" e ad "angeli e demoni"... Comunque lo consiglio... a me è piaciuto molto!! Poi, come in ogni libro, Brown riesce a coinvolgere il lettore in maniera incredibile!

Un buon racconto, ovviamente non siamo ai livelli del Codice Da Vinci e Angeli e demoni ma sicuramente superiore a Le verità del ghiaccio. La storia è fondamentalmente divisa in due parti; David che cerca l'anello a Siviglia (ed è questa la parte per me + bella) e poi la parte nella base di Crypto. Cmq fino all'ultimo non si sa chi è il cattivo... Leggetelo e vi stupirà.

Appena finito di leggere... è il primo che leggo di Dan Brown... l'ho trovato scorrevole... e molto molto avvincente... mi sono piaciuti i colpi di scena... e il finale per niente scontato e che tiene con il fiato sospeso fino alla fine... fino all'ultima parola... fino all'ultima sorpresa che non dico per non rivelare niente a chi legge questo commento ed è prossimo a leggere il libro... è stato davvero BELLO!! Lo consiglio veramente...

Dopo avere letto tante recensioni negative, ho iniziato a leggere Crypto con molta diffidenza, poi invece, pagina dopo pagina, il libro è andato via in un batti baleno. Come sempre Dan Brown riesce a scrivere con un ritmo incalzante, che non stanca mai, nonostante gli argomenti spesso squisitamente tecnici; in questa occasione, peraltro, ci risparmia il finale da action-movie "hollywoodiano". Non gli dò il massimo solo perchè, come del resto nelle sue altre opere, il romanzo resta comunque un po' privo di spessore, specie nella descrizione dei personaggi.

Il voto si suddivide in 2 parti: 5 per come Dan Brown è unico nel coinvolgere la letture con continui colpi di scena e suspense, 1 perchè i suoi 4 libri hanno lo stesso canovaccio e il colpevole è sempre la stessa persona... caro Dan sei forse lo scrittore che più mi prende ma per il prossimo libro cambia!! Attendo con impazienza la chiave di Salomone in attesa nel 2008 credo...
Voto: 3 / 5

AMICI, DOPO AVER LETTO CON QUANTA BANALITA' DESCRIVE IL PROTAGONISTA DEL ROMANZO, HO MOLLATO IL LIBRO .... NON SCHERZIAMO.

E' stato il primo libri di Dan Brown che ho letto e penso che presto legerò anche gli altri... il libro mi è piaciuto molto anche se alcune cose scientifiche non le ho capite benissimo, sicuramente per uno che ci capisce saranno una "passeggiata"... cmq lo consiglio... è davvero interessante soprattutto quando si scoprono cose nuove.

E' un thriller banale, scontato e privo di spunti originali. Anche in questo libro Dan Brown non perde occasione per offendere la religione cattolica. Adesso comincia veramente a stancare. La noia accompagna il lettore dall'inizio sino al prevedibilissimo finale.

Si legge molto velocemente grazie ai tipici capitoli brevi. Il bravo Dan mette su sempre belle storie ma deve mettere dentro sempre l'effetto "americanata". Infine direi che è una bella lettura.

Sicuramente meno bello del codice ma comunque avvincente bella la storia parallele di david tiene la sorpresa fino alla fine.

L'ho finito di leggere ieri notte! Beh è un thriller molto molto carino. Non ti annoia per niente, anzi ti mette molta curiosità nel leggerlo. Consigliatissimo!