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L'angolo dedicato ai libri del blog "Dentro al Replay"

giovedì 30 ottobre 2008

"La cucina di Don Camillo", il nuovo libro di Luisa Vassallo

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"LA CUCINA DI DON CAMILLO"
di Luisa Vassallo

Sottotitolo: Ricette menu e vini dal mondo di Guareschi
Editore: Àncora
Collana: A tavola con...
208 pagine - € 16,00


A Tavola con... Don Camillo e Peppone.

Si sono seduti tutti su comode poltrone l’autrice, Giovannino, Don Camillo e... Peppone. Hanno gustato strozzapreti e spongata di Brescello e poi stracotti, stufatini... non è mancato il culatello. Fra i ricordi della Bassa e di Lambrusco un bicchierino hanno scritto un ricettario che è proprio un gioiellino.

E per voi, lettori buongustai, qualcosa in più: abbinamenti con vini, ristoranti scelti e ottimi menu.



E' uscito il 15 ottobre 2008 in libreria l'ultima fatica dell'amica fotografa/scrittrice/cuoca, nonché mamma felice, Luisa Vassallo dal titolo: "La cucina di Don Camillo".
Dopo aver pubblicato diversi libri a tema culinario con l'intenzione di unire il sapore dei piatti al gusto della letteratura, dopo averci fatto conoscere la cucina del mondo fantasy degli Hobbit e di Narnia, e poi quella del mondo magico di Harry Potter, ora Luisa posa la sua attenzione sul mondo del cinema, cominciando dall'opera del Guareschi e dalle gustose vicende di Don Camillo e Peppone.

Così ne parla Carlo De blasi su Riviera24.it:

All'interno delle celebrazioni per il centenario della nascita dello scrittore Giovannino Guareschi, da oggi, nelle librerie, è possibile trovare un
gustosissimo ricettario dal titolo: "La cucina di don Camillo" di Luisa Vassallo (edizioni Ancora - Milano).
Guareschi, a cento anni dalla sua nascita e a quaranta dalla morte è più vivo e presente che mai nel cuore di milioni di lettori e spettatori.
Con una periodicità pressoché stagionale, le televisioni pubbliche e private ripropongono da anni i film ispirati ai racconti di Giovannino Guareschi. Il favore presso il pubblico, o -se si preferisce- l'audience, è sempre di grado elevato, e ciò ha consentito da una parte il perpetuarsi della popolarità delle "maschere" di Don Camillo e Peppone a più generazioni, ma non sempre ha reso pienamente merito al loro creatore, allo scrittore Guareschi, autore italiano tra i più letti e conosciuti anche fuori dal nostro Paese.
Con "La cucina di don Camillo" l’imperiese Luisa Vassallo ha ritratto un “profilo gastronomico” dell’opera di Guareschi riscoprendo il "gusto" che egli eveva per le cose semplici e piccole, e facendo emergere tutta la grandezza di questo autore, ricordato spesso semplicemente come un umorista, e che è stato invece un grande scrittore, nella cui opere si dipanano due grandi saghe del novecento italiano: quella di don Camillo e Peppone, ovvero quella realtà, quel microcosmo di Mondo Piccolo, in cui si riflettono i profondi drammi civili e politici del secolo.
Il libro, intervallato da alcuni passaggi introduttivi, è diviso in due grandi sezioni: "la cucina di Giovannino Guareschi" e "la cucina di don Camillo e Peppone" e raccoglie in più di 200 pagine le gustosissime ricette citate dallo scrittore nel corso dei suoi racconti.
Frizzantino come una bottiglia di Lambrusco, appetitoso come un bel piatto di culatello, questo ricettario svela i segreti della buona cucina ma, soprattutto, ricorda che ... la vita è "buona" e val la pena gustarla!


Luisa Vassallo è nata nel 1965 ad Imperia dove vive e lavora; poetessa e scrittrice, collabora con alcuni giornali locali e quotidiani.
Ha diverse pubblicazioni al suo attivo: Grani d'alghe (1987, poesie con G.B. Gandolfo e C. Lantieri); Maria nella poesia italiana del 900 (1987, antologia di poesie in coll. con G.B. Gandolfo), Nostalgia di cielo (1990, poesie); Lo sport nei documenti pontifici (1994, raccolta di discorsi pontifici sullo sport in collaborazione con G.B. Gandolfo), Natale dei poeti (2001, antologia di poesie in coll. con G.B. Gandolfo), Il canto del cielo (2002, antologia di poesie in coll. con G.B. Gandolfo), Pasqua dei poeti (2003, antologia di poesie in coll. con G.B. Gandolfo), A tavola con gli hobbit (2003, ricette e menù della Terra di Mezzo di Tolkien, vincitore del premio internazionale "Gourmand Award 2003", in coll. con C. Gregorutti), L'ombra della luce (2003, poesie in coll. con G.B. Gandolfo), Donna di terra e di luce (2004, antologia di poesie in coll. con G.B. Gandolfo), L’erbario di Tolkien (2004, ricette e rimedi naturali, in coll. con C. Gregorutti, vincitore del premio internazionale “Gourmand Award 2004”), Icona dell’Invisibile (2005, antologia di poesie in coll. con G.B. Gandolfo), Giochi da hobbit (2005, feste e divertimenti della Terra di Mezzo, in coll. con P. Gulisano), Ucai: quando l'arte si incontra con la fede (2006, cronistoria in coll. con G.B. Gandolfo), La cucina di Narnia (2006, ricettario in coll. con P. Gulisano), A tavola con Harry Potter (2007, ricettario in coll. con B. Paoletti), La falena e la candela (2007, fiaba illustrata), Hogwarts, un mondo realmente fantastico (2007, manuale di giochi e curiosità sul mondo di Harry Potter), Al mattino ti cerco (2008, poesie), ABC Donna (2008, antologia di brani dedicati alla donna), George MacDonald, il maestro della fantasia (2008, biografia in coll. con P. Gulisano).

Leggi anche: Luisa Vassallo: fotografa, scrittrice e... cuoca
...e guarda le foto di Luisa su Usefilm



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martedì 21 ottobre 2008

"Handicappato e carogna": il libro di David Anzalone da oggi in libreria

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HANDICAPPATO E CAROGNA
di David Anzalone e Alessandro Castriota

Editore: Mondadori
Collana: Biblioteca umoristica Mondadori
105 pagine - € 13.00

Ha aperto una società con la quale affitta handicappati per parcheggiare nei posti riservati senza rischiare multe. Ce l'ha con quelli in carrozzina perché dice che hanno tutti i privilegi, sono i "borghesi dell'handicap". Confessa che quando va in giro con gli amici il fumo lo porta lui, che tanto non lo perquisiscono mai.
David Anzalone detto "Zanza" è il primo comico handicappato d'Italia. Una forza della natura, un talento travolgente che sta conquistando il pubblico teatrale (Ciak e Ambra Jovinelli compresi) e fa innamorare la critica. Perché riesce, come mai nessuno finora, a scherzare con spietata ironia sui luoghi comuni e gli stereotipi più pelosi che girano attorno al mondo della disabilità.



Esce oggi, martedì 21 ottobre 2008, in tutte le librerie d’Italia il libro "Handicappato e carogna" di David Anzalone, edito da Mondadori per la collezione Biblioteca Umoristica Mondadori e scritto a quattro mani con Alessandro Castriota. Irresistibile ironia e autoironia sull’handicap.

David Anzalone, il comico senigalliese che negli ultimi 2 anni ha rivoluzionato i luoghi comuni sull’handicap a teatro, in televisione e su internet, infila la sua autoironia e la sua vis comica anche tra le pagine di un libro irresistibile.
Nato nel 1976 a Senigallia dove risiede, David Anzalone in arte Zanza deve la sua formazione artistica a maestri del calibro di Naira Gonzales, Yvès Lebreton, Leo Bassi.
Spastico dalla nascita, con le gambe a ics e le braccia che salutano l’uomo invisibile, David "Zanza" Anzalone è il vero giullare contemporaneo, una marionetta anarchica che si è ribellata al suo burattinaio.
Non è normale, e non ci tiene a esserlo. E da questa sua inevitabile diversità sprigiona una forza umoristica travolgente.
Dopo diverse apparizioni nel piccolo schermo in particolare ospite di Enrico Bertolino su "Glob – l’osceno del villaggio", nel 2007 ha sorpreso l’Italia con uno spettacolo teatrale dal titolo "Targato H" da lui interpretato e scritto con Alessandro Castriota che ne ha curato la regia, richiestissimo anche come recital in forma di monologo.
Un lavoro divertente e ironico di chi l’handicap ce l’ha e lo vive prendendosene gioco. Ribaltando continuamente il punto di vista, riportando l’handicap per ciò che è, senza giri di parole e pregiudizi.
Entrare a teatro se sul palco c’è Zanza è uscire dai luoghi comuni sull’handicap. Con quel lavoro ha conquistato il pubblico del Ciak di Milano e aperto la Stagione 2007-08 del Piccolo Jovinelli di Roma diretto da Serena Dandini, risvegliando rapidamente l’interesse di pubblico, critica e stampa nazionale.
Da lì, il passo nell’editoria è stato breve e ora Zanza firma a quattro mani con il suo regista Castriota anche uno spassoso libro per la collezione Biblioteca Umoristica Mondadori, da leggere tutto d’un fiato. Perché "dopo tanti comici handicappati, finalmente un handicappato che fa il comico!" esulta Zanza.

"Ci chiamano diversamente abili! Che tu stai tutta la vita a guardarti e a chiederti: 'Ma a che cazzo sarò abile io?'".
Un viaggio alla scoperta delle peripezie di un handicappato a scuola, al cinema, all’oratorio della parrocchia o al bar con l’immancabile cannuccia. E poi ci sono la maestra, la fisioterapista, le suore, Moana Pozzi...
Insomma ci sono le donne, che per Zanza "sono come le olimpiadi: ce n’è una ogni quattro anni!".
Per fortuna, ci sono i cellulari! Anche se "solo per mandare un semplice: 'Buonanotte' mi toccava cominciare a scrivere all’alba".
Oltre 100 pagine di battute e aneddoti, racconti biografici e acuta ironia su cosa e chi sia normale oggi.

Il libro "Handicappato e carogna" (così come lo spettacolo "Targato H") sono un progetto CAPA produzioni a cura di Alessandro Castriota e Alessandro Piccinini.




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venerdì 17 ottobre 2008

"Atlantide" di Clive Cussler: impressioni a caldo

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Clive Cussler - "ATLANTIDE"

Antartide, settembre 1858: l’equipaggio di una baleniera scopre un veliero racchiuso da più di un secolo in uno scrigno di ghiaccio. A bordo del relitto si trova un misterioso carico di strani manufatti, tra cui uno splendido teschio di ossidiana.
Colorado, marzo 2001: l’intraprendente Luis Marquez, in cerca di cristalli di ossidiana nella miniera Paradise, si ritrova in una camera dalle pareti ricoperte di segni arcani. Al centro della stanza, su un piedistallo, vi è un teschio nero.
Antartide, aprile 2001: una nave della NUMA, a bordo della quale si trova Dirk Pitt, viene pesantemente attaccata da un U-Boot nazista, un sottomarino dato per scomparso cinquantasei anni prima.
Un filo sottile lega questi tre avvenimenti, e non sarà facile nemmeno per Dirk Pitt trovarne la lontanissima origine, oscura e sfuggente come il mistero della leggendaria civiltà perduta.

«Mi sono sempre divertito moltissimo con Dirk Pitt», ha dichiarato Cussler parlando di questo romanzo, «ma nulla mi ha dato più piacere della possibilità di mandarlo alla ricerca del più fascinoso dei continenti perduti, Atlantide, e dell'opportunità di ricostruire virtualmente alcuni aspetti della sua civiltà. Mi auguro che vi divertirete a leggere questo romanzo quanto io mi sono divertito a scriverlo.»

prima ediz. 2002, 566 p., € 8,50
Traduzione di Lidia Perria
Editore TEA



Credo che quei pochi cybernauti che si sono fermati a leggere le passate pseudo-recensioni dei libri letti dal sottoscritto apparse su questo blog, si siano fatti un'idea di quale sia il mio genere preferito: avventura e azione mescolata a fantascienza, thriller, storia, archeologia, medicina, mistero...
E così, dopo aver letto diversi romanzi di Ken Follett e tutta la bibliografia di James Rollins, con una leggera puntata verso Frederick Forsyth, sono ora approdato ai racconti di Clive Cussler, da molti riconosciuto come uno dei principali scrittori del genere avventuroso.

Clive Cussler: ma chi è? Leggete questa scheda per conoscerlo...

Clive Cussler è nato nel 1931 ad Alhambra, in California, da madre americana e padre tedesco. Interrotti gli studi al Pasadena City College, si è arruolato nell’Aviazione, partecipando alla guerra di Corea. Negli anni ‘60 ha lavorato nella pubblicità, dapprima come copywriter e in seguito come direttore creativo di una delle più importanti agenzie degli Stati Uniti. Ha esordito nella narrativa nel 1973 con "Enigma", che racconta la prima straordinaria avventura di Dirk Pitt, l’eroe che ha conquistato i lettori d’avventura di tutto il mondo.
Nel 1978 ha fondato la National Underwater & Marine Agency (NUMA), un’associazione non-profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di importanza storica. In vent’anni di attività, che lo stesso Cussler ha raccontato in "Cacciatori del mare", la sua squadra di ingegneri e sommozzatori ha portato a termine con successo oltre sessanta operazioni (la più famosa delle quali è il recupero del sottomarino confederato «Hunley»). La sua seconda passione, dopo l’avventura, sono le automobili d’epoca, di cui possiede una vasta e assai famosa collezione, comprendente oltre ottanta pezzi.
Recentemente ha avviato una nuova serie di romanzi, i «NUMA Files», scritti in collaborazione con Paul Kemprecos, il primo dei quali è "Il serpente dei Maya".
Sposato con Barbara Knight per 48 anni, Clive Cussler ha tre figli e due nipoti e divide il suo tempo tra le montagne del Colorado e i deserti dell’Arizona.
(nella foto è insieme al figlio Dirk)


Confesso che dopo aver iniziato a leggere le prime pagine di "Atlantide" ero rimasto un po' deluso da Cussler: forse, pensai, tutti gli ottimi giudizi positivi letti sulle recensioni in internet riguardo questo autore mi avevano tratto in inganno e i suoi romanzi non erano poi così avvincenti...
Ma pagina dopo pagina il suo eroe, Dirk Pitt, ha saputo conquistarmi.
E' un personaggio molto "americano", diciamolo: alto, prestante, affascinante, riesce in tutto ed in qualsiasi situazione, salva perfino l'intera popolazione del pianeta Terra da una probabilissima estinzione di massa (ebbene sì), però... c'è poco da fare, si fa voler bene!

E così il romanzo, tra numerosi colpi di scena, un ritmo incalzante e una storia mozzafiato (a volte al limite del surreale) che mescola nazisti visionari, comete in rotta di collisione con la Terra, una antica ma avanzatissima civiltà scomparsa, tiene il lettore incollato alle sue pagine fino alla scontata conclusione che vede i buoni vincenti e i cattivi castigati...

Comunque da divorare: consigliato! ;-)


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mercoledì 8 ottobre 2008

"La mia vita intera": il nuovo libro su Mario Giacomelli

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Mario Giacomelli
"LA MIA VITA INTERA"


a cura di Simona Guerra

Editore: Bruno Mondadori (collana Testi e Pretesti)
2008, 224 p., ill., brossura, € 15,00

«Io sono nato piccolo e rimango piccolo, con idee piccole; non c’è bisogno di essere grandi.» Inaspettatamente, la meravigliosa novità dello sguardo di questo grande fotografo proviene da un uomo "arcaico", che diceva di fotografare i suoi pensieri e di usare la macchina fotografica come si usa il cucchiaio per raccogliere dal piatto la minestra. Un uomo che visse sempre a Senigallia e usò una sola fotocamera (in verità, ne acquistò un’altra ma la tenne nell’armadio, perché non voleva che la prima «se ne accorgesse»).
A settantacinque anni, nel corso di una lunga conversazione, ricapitolò la sua vita e la sua esperienza di fotografo. Mario Giacomelli: questo libro ci dà l’emozione d’incontrarlo.


Si è svolta domenica 5 ottobre a Roma, durante la IV edizione di "FotoLeggendo 2008", la presentazione del libro dedicato al fotografo Mario Giacomelli, edito da Bruno Mondadori.
Il volume, di recente pubblicazione, è a cura di Simona Guerra e raccoglie una lunga chiacchierata (registrata nel settembre del 2000 e trascritta nella forma del monologo), avvenuta nell’arco di alcune giornate tra l’autrice e il fotografo.

Questo è ciò che il libro racchiude: l’ultimo lungo racconto che di sé stesso e della sua opera Giacomelli ha lasciato.
Dalle prime immagini scattate al mare alle ultime serie fotografiche composte poco prima della sua scomparsa, Giacomelli racconta la sua storia, quella di uomo speciale, ma di un uomo, prima che di celebre fotografo, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Un uomo con le stesse paure di milioni di altri uomini, con le stesse domande senza risposte; una persona che nella vita ha affrontato nascite e morti, e che ha avuto gli stessi problemi di tutti i giorni di chiunque altro.
Un'esistenza sensibile, che ha scelto la strada della fotografia e della poesia, con le quali egli ha condiviso la sua vita in modo semplice -non facile - puntando al cuore delle cose, alla sostanza; un uomo che ha evitato il superfluo, che è uscito dalla "folla" con le sue immagini apprezzate in tutto il mondo, che ha sempre preferito, alle pubbliche relazioni e alla vita dei grandi centri d'arte del mondo, la pace della sua piccola città e il profilo dolce delle sue colline, che non ha mai smesso, fino alla fine, di fotografare.

Il lavoro di Simona Guerra, presente in sala, è stato introdotto dallo storico della fotografia Diego Mormorio che ha a lungo parlato, ad una platea numerosa e attenta, della figura del grande fotografo senigalliese.
Durante l’incontro, ha voluto dare un suo contributo e un ricordo di un’amicizia "durata mezzo secolo", come lui stesso l’ha definita, il fotografo fiorentino Piergiorgio Branzi, ricordando i tempi della gloriosa associazione fotografica de "La Bussola" e degli autori, come Giuseppe Cavalli, Ferruccio Ferroni e lo stesso Mario, che hanno animato la scena della fotografia italiana del ‘900.

Dopo il dibattito, è stato proiettato un breve filmato (a cura di Simona Guerra e con la collaborazione tecnica di Matteo Civardi) che accosta le immagini del fotografo alla registrazione della sua voce, dal quale ha avuto origine il lavoro.
Presentazione e video saranno riproposti nell’incontro che si terrà a Senigallia, sabato 11 ottobre alle ore 17:00, presso la Sala del Trono del Palazzo del Duca.


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"L'Afghano" di Frederick Forsyth: impressioni a caldo

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Frederick Forsyth - "L'AFGANO"

Peshawar, Pakistan. Dal computer di un sospetto terrorista i servizi segreti inglesi e americani vengono a sapere che Al-Qaeda sta progettando un piano destinato a superare, per effetti distruttivi, gli attacchi dell'11 settembre 2001. Nessun'altra informazione è accessibile. Per pianificare una strategia di intervento occorre infiltrare un uomo nelle file dell'organizzazione di Osama bin Laden e l'unico in grado di farlo è l'ex colonnello delle forze speciali britanniche Mike Martin, un veterano di vari fronti nato e cresciuto in Iraq. Divenuto l'Afghano, Martin si infiltra in Al-Qaeda. Riuscirà a scoprire la verità? E, soprattutto, a sventare lo spaventoso attentato destinato a sconvolgere per sempre gli equilibri tra Occidente e mondo islamico?

2008, 294 p., brossura, € 9,00
Traduttore Giuliana Picco
Editore Mondadori (collana Oscar Bestsellers)



E' ormai da diverso tempo che ho terminato di leggere questo romanzo di Frederick Forsyth; di questo autore avevo letto solamente "Dossier Odessa" (per due volte e parecchi anni fa) e mi ha molto ben impressionato per lo stile molto curato nel descrivere situazioni e personaggi.

Il romanzo parte in maniera non troppo veloce, anche per la non facile descrizione delle vicende a monte della storia e i frequenti flash-back per scoprire, poco alla volta, le vicissitudini e la vita passata dei protagonisti.
Ma superata la prima fase documentaristica (le descrizioni della storia dell'Afghanistan e di Al-Queda che, pur strumentali al romanzo, sembrano più un saggio di storia che narrativa) la trama diventa avvincente e il lettore resta incollato al libro fino al finale in verità un po' deludente o, meglio, non come ci si aspetterebbe abituati forse alle "americanate" dei film d'azione.

Una spy-story ben scritta e piuttosto verosimile, un libro gradevole, anche se non al livello dei migliori del genere.
Comunque da leggere, giudizio positivo.



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