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lunedì 5 maggio 2008

"Il marchio di Giuda" di James Rollins: impressioni a caldo

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James Rollins - IL MARCHIO DI GIUDA

Una giovane donna irrompe nella casa di Grayson Pierce, agente segreto della Sigma, e sviene tra le sue braccia. Sconcertato, lui la riconosce all'istante: è Seichan, membro di spicco di una potente organizzazione terroristica. La donna è gravemente ferita e ha con sé un oggetto piccolo ma prezioso: un obelisco di pietra su cui sono incisi simboli di una lingua antichissima, addirittura antecedente ai geroglifici. Cosa significano quei segni? E chi vuole uccidere Seichan? In un'isola sperduta dell'arcipelago indonesiano, si diffonde un'epidemia devastante, che costringe le autorità sanitarie a requisire una lussuosa nave da crociera, così da isolare gli uomini e le donne contagiati da un virus letale e sconosciuto. Tuttavia, soltanto poche ore dopo, alcuni pirati abbordano la nave e, ignorando il ricchissimo bottino, concentrano invece la loro attenzione sugli individui infetti e sugli scienziati che stanno investigando sull'accaduto, tra i quali ci sono Lisa Cummings e Monk Kokkalis, agenti della Sigma. Perché quell'epidemia è così importante? E in quale modo è legata all'enigmatico obelisco e al misterioso viaggio di ritorno di Marco Polo dalla Cina, mai raccontato nel "Milione"? Da Washington al Sud-est asiatico, dal Vaticano a Istanbul, gli agenti della Sigma sono gli unici a poter scongiurare una minaccia che la Storia sembrava aver cancellato per sempre. Ma non potranno fidarsi di nessuno, perché chiunque, amico o nemico, potrebbe avere il "marchio di Giuda".

Editrice Nord (Collana "Narrativa Nord")
2007 - 492 pagine, rilegato - € 18,60



James Rollins, al secolo James Czajkowski, svolgeva la professione di veterinario alla quale si dedica oggi solo saltuariamente essendo diventato
uno scrittore di successo.
Dopo il successo di critica e di pubblico degli altri romanzi della stessa serie Sigma Force pubblicati in Italia, "La mappa di pietra" (2005) e "L’ordine del sole nero" (2006), con questo nuovo romanzo ricco di colpi di scena, Rollins conferma il suo grande talento di narratore in grado di coniugare tecnica, scienza, storia e una trama fitta di personaggi appassionanti e di colpi di scena.

E' un libro che mi ha appassionato da subito, tenendomi letteralmente incollato alla storia dalla prima all'ultima pagina grazie alle avventure in luoghi esotici e misteriosi dei personaggi molto ben delineati, e anche per un sapiente mix di riferimenti storici e fantascienza.
La storia fa infatti riferimento ad un mistero legato a Marco Polo, sollevando interrogativi sulla scomparsa nel nulla della flotta navale che scortava l'esploratore veneziano nel viaggio di ritorno dalla corte del Kublai Khan e sulla sua presunta storia d'amore con la principessa Cocacin che lo stesso Polo doveva scortare fino in Persia dal suo pretendente sposo.
Rollins si sofferma molto sullo stato d'animo dei personaggi descrivendo in maniera dettagliata le varie situazioni con l'intento di trasmettere la rabbia, la paura e l'amore provato dai protagonisti nell'interminabile e avvicente gioco al gatto e la volpe.
I continui salti del racconto che intrecciano parallelamente tre situazione in posti diversi, accomunate da un unico filo logico che porterà poi alla conclusione del racconto, rendono il romanzo, a mio giudizio, perfetto come sceneggiatura per un film d'azione di successo, e chissà che qualche produttore di Hollywood non ci stia già pensando...

Un libro consigliatissimo, per gli amanti del genere ma non solo.
Io, intanto, inserisco James Rollins tra i miei autori preferiti...

Fonte foto: dalla rete



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